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{{Nota disambigua|la Xª Flottiglia MAS relativamente al periodo della Repubblica Sociale Italiana|Xª Flottiglia MAS (Repubblica Sociale Italiana)|X Flottiglia MAS}}
{{Infobox unità militare
|Nome=Xª Flottiglia MAS
|Immagine= Teseo Tesei.jpg
|Categoria=marina militare
|Didascalia= [[Teseo Tesei]], sviluppatore del [[siluro a lenta corsa]]
|Attiva= 23 aprile [[1939]] - 8 settembre [[1943]];
|Nazione={{ITA 1861-1946}}
|Servizio= 
|Tipo= 
|Ruolo=Attacco al naviglio nemico in rada tramite sabotaggio e in mare aperto con l'uso di [[Unità militari navali#Il naviglio sottile|naviglio sottile]] silurante o esplodente
|Dimensione= 
|Struttura_di_comando=
|Guarnigione=
|Descrizione_guarnigione=
|Equipaggiamento=Naviglio sottile; mezzi d'assalto subacquei e di superficie trasportabili da sommergibili modificati
|Descrizione_equipaggiamento=
|Soprannome=
|Motto= ''[[Memento Audere Semper]]'' <small>per la 1ª Flottiglia MAS</small><br />''Per il Re e per la bandiera'' per la X Flottiglia MAS<ref>{{cita web|url= http://www.marina.difesa.it/storia/movm/parte01/movm107.asp|titolo= Motivazione della MOVM alla bandiera della Decima MAS sul sito della Marina Militare|accesso=}}</ref>
|Colori=
|Descrizione_colori=
|Battaglie='''1941''': [[attacco alla Baia di Suda]], [[attacco a Malta]], prima forzatura del porto di [[Gibilterra]]<br />'''1942''': [[impresa di Alessandria]], seconda e terza forzatura del porto di Gibilterra<br />'''1943''': forzatura del porto di [[Algeri]], quarta forzatura del porto di [[Gibilterra]]
|Anniversari=
(contracted; show full)

Oltre ai MAS, da cui derivò poi il nome del reparto, gli anni della prima guerra mondiale videro l'impiego di altri mezzi più vicini a quelli poi effettivamente impiegati nella seconda guerra mondiale; tra questi il [[barchino saltatore]] e la [[Torpedine semovente Rossetti|torpedine semovente]]<ref>{{cita web|url= http://www.marina.difesa.it/comsubin/goi/storia/goi_storia02.asp|titolo= La Torpedine Semovente (Mignatta) sul sito della Marina Militare
|accesso=}}</ref>.

Fra le incursioni più clamorose vanno ricordate le imprese di [[Luigi Rizzo]] che nel dicembre del 1917 affondò, al largo di [[Trieste]], la [[corazzata]]<nowiki/>della [[Marina imperiale austriaca]] ''[[SMS Wien|Wien]]'' e nel giugno del 1918 al largo di [[Premuda (isola)|Premuda]] attaccò e affondò la corazzata ''[[SMS Szent István|Santo Stefano]]''. Si trattò dei due maggiori successi ottenuti dalla Regia Marina nella prima guerra mondiale.

(contracted; show full)lla cattura in settembre del comandante [[Mario Giorgini]], il comando dell'intero reparto venne affidato al [[capitano di fregata]] [[Vittorio Moccagatta]]. Il 15 marzo [[1941]] la ''1ª Flottiglia MAS'' fu ribattezzata da [[Supermarina]] proprio su proposta (fatta il 10 marzo 1941 da Moccagatta) ''10ª Flottiglia MAS''<ref name=anaimcro>{{cita web|url= http://www.anaim.it/cronologia.htm|titolo=Evoluzione del Comando dei mezzi d'assalto dal 1935 in poi
|accesso=}} Documento: SUPERMARINA nota interna nº229</ref>. Il nuovo nome fu scelto in riferimento alla legione prediletta di [[Gaio Giulio Cesare|Giulio Cesare]], la [[Legio X Gemina]].

=== I primi successi ===
{{vedi anche|attacco alla Baia di Suda}}
{{Citazione|Se la Xª MAS fosse stata pienamente operativa nel giugno 1940, quando gli inglesi non disponevano ancora dell'Ultra né di buoni sistemi di vigilanza nei porti di Alessandria, Gibilterra e La Valletta, la guerra probabilmente avrebbe avuto un esito assai diverso.<ref>James J. Sadkovich, ''The Italian Navy in World War II'', Greenwood, Westport, Connecticut, 1994, p. 25., Cit. in Jack Greene, Alessandro Massignani, ''Il principe nero - Junio Valerio Borghese e la X MAS'', Mondadori, Milano, 2007, p. 32, ISBN 978-88-04-53720-5</ref>}}

[[File:HMS-York-RM-Sirio.jpg|thumb|right|Il relitto della [[Her Majesty's Ship|HMS]] ''[[HMS York (90)|York]]'' ispezionato da una squadra di marinai della torpediniera ''[[Classe Spica (torpediniera)#Tipo Perseo|''Sirio'']]'' dopo la resa di Creta]]

La prima azione coronata da successo fu quella del 25 marzo 1941<ref>{{cita web|url= http://www.marina.difesa.it/comsubin/goi/storia/index.asp|titolo=Storia del G.O.I.|accesso=}}</ref>: sei barchini esplosivi presero di mira diverse unità nemiche nella baia di [[attacco alla Baia di Suda|Suda]], a [[Creta]], affondando fra l'altro l'[[incrociatore pesante|incrociatore]] ''[[HMS York (90)|York]]''. L'incursione, con al comando il tenente di vascello [[Luigi Faggioni]], venne effettuata appunto da sei MTM che riuscirono a forzare durante la notte le ostruzioni della baia e rimasero in attesa fino a che le luci dell'alba permisero di individuare chiaramente le sagome degli obbiettivi ancorati in rada. Un barchino centrò lo ''York'', che si adagiò sul fondale, ma con danni talmente gravi che non venne comunque recuperato; un secondo, pilotato dal sergente cannoniere Emilio Barberi, che per l'azione verrà decorato con la medaglia d'oro al valor militare<ref>{{cita web|url= http://www.marina.difesa.it/storia/movm/parte06/movm6005.asp|titolo=Emilio Barberi sul sito della M.M.|accesso=}}</ref>, centrò la petroliera ''Pericles'', e il terzo mancò il suo bersaglio programmato centrando un molo. Le altre unità ebbero problemi di natura meccanica o relativi ai malesseri dei piloti dovuti alle condizioni estreme nelle quali operavano; gli equipaggi causarono quindi l'affondamento dei loro mezzi.

Alcune operazioni successive, comunque, non andarono a buon fine. Nell'aprile 1941 venne tentata una ricognizione offensiva nelle acque di [[Corfù]] ([[Grecia]]), precisamente a Porto Edda, comandata dallo stesso Moccagatta. Due MAS, il 539 e il 535, scortarono due [[Motoscafo turismo silurante|MTS]]<ref>{{cita web | url = http://www.marina.difesa.it/laspezia/assalto.asp | titolo = Museo Tecnico Navale di La Spezia, principali mezzi d'assalto | data = |accesso=14 gennaio 2010}} Tabella con le definizioni delle sigle relative ai mezzi d'assalto della Regia Marina</ref>, il primo con equipaggio il [[capitano di corvetta]] [[Giorgio Giobbe]] e il [[sottotenente di vascello]] Aldo Massarini, e il secondo con il sottotenente di vascello Renato Iovine e il 2º capo motorista Enrico Cerruti. La missione venne abortita<ref name=rels/>. Inoltre la notte tra il 25 e il 26 maggio 1941, la missione ''B.G.3'', ancora con obiettivo(contracted; show full)

L'attacco iniziale alle ostruzioni doveva essere portato dal maggiore [[Teseo Tesei|Tesei]], fondatore del gruppo, che visto il ritardo accumulato a causa delle varie avarie ai mezzi si portò con il suo SLC insieme con il 2º capo palombaro [[Alcide Pedretti]] per far saltare le ostruzioni<ref>{{cita web|url= http://www.marina.difesa.it/storia/movm/Parte06/Bio06/MOVM6113b.asp|titolo= Teseo Tesei sul sito della Marina Militare
|accesso=}}</ref>. Le difese dell'isola erano però entrate in stato di allerta grazie agli avvistamenti radar; Tesei saltò in aria col suo mezzo spolettato a tempo zero (esplosione immediata)<ref>In [[#Spigai2007|Spigai 2007]] l'autore insiste due volte (a p. 191 e nelle pp. 193-194) sul fatto che, dagli studi tecnici effettuati, la regolazione minima delle spolette era di trenta minuti, pertanto Tesei non avrebbe potuto farsi esplodere all'istante. Spigai ipotizza che dopo aver regolato l(contracted; show full)

Per l'azione a Tesei verrà concessa la [[medaglia d'oro al valor militare]] alla memoria, così come a Pedretti (entrambi reduci da una prima missione contro Gibilterra e superstiti all'affondamento del sommergibile ''Iride'' durante l'operazione ''G.A.1''), e a Moccagatta<ref>{{cita web|url= http://www.marina.difesa.it/storia/movm/Parte06/MOVM6088.asp|titolo= Vittorio Moccagatta sul sito della Marina Militare
|accesso=}}</ref>. Il bilancio complessivo dell'azione fu di 15 morti, 18 prigionieri e la perdita di due MAS, due SLC e otto MTM.
[[File:Gamma-della-X.gif|thumb|upright|Un Operatore Gamma della Xª MAS.]]
I fallimenti furono comunque utili per accumulare esperienza e mettere a punto tecniche e materiali. Anche l'episodio di Malta, che avrebbe potuto segnare la fine dell'incursione subacquea, divenne invece lo sprone per fare meglio: al comando arrivò [[Ernesto Forza]],   nuove risorse furono assegnate ai reparti d'assalto, mentre a quelli subacquei e di superficie si affiancò il nuovo "[[Gruppo Gamma]]", costituito da nuotatori d'assalto<ref>{{cita web|url= http://www.gruppogamma.org/Gli%20uomini%20gamma.htm|titolo= Gli Uomini Gamma su gruppogamma.org|accesso=}}</ref>.

Il 20 settembre 1941 finalmente i "maiali" dello ''[[Scirè (sommergibile)|Scirè]]'' a Gibilterra riuscirono ad affondare due piroscafi e una petroliera militare. Il dicembre successivo la Xª Flottiglia MAS effettuava l'azione più nota, l'affondamento delle [[nave da battaglia|navi da battaglia]] britanniche [[HMS Valiant (1914)|HMS ''Valiant'']] e la [[nave ammiraglia]] [[HMS Queen Elizabeth (1913)|HMS ''Queen Elizabeth&#(contracted; show full)

Sebbene l'azione fosse stata un successo, le navi si adagiarono sul fondo, e non fu immediatamente possibile avere la certezza che non fossero in grado di riprendere il mare. Nonostante tutto, le perdite di vite umane furono molto contenute: solo 8 marinai persero la vita.<ref>{{cita web|lingua=en|url= http://www.naval-history.net/xDKCas1941-12DEC2.htm#prof|titolo= Elenco delle perdite della Royal Navy nella seconda guerra mondiale
|accesso=}}</ref>
[[File:Scrè.jpg|thumb|Il [[sottomarino]] ''[[Scirè (sommergibile)|Scirè]]'' ]]

L'azione italiana costò agli inglesi, in termini di naviglio pesante messo fuori uso, come una battaglia navale perduta e fu tenuta per lungo tempo nascosta anche a causa della cattura degli equipaggi italiani che effettuarono la missione. La ''Valiant'' subì danni alla carena in un'area di 20 x 10&nbsp;m a sinistra della torre A<ref>la prima torre binata da 381 mm a partire da prua; gli inglesi denominavano le torri principali A,B, X ed Y, per le navi con 4 torri principali e le lettere intermedie per le torri secondarie</ref>, con allagamento del magazzino munizioni A e di vari compartimenti contigui. Anche gli ingranaggi della stessa torre vennero danneggiati e il movimento meccanico impossibilitato, oltre a danni all'impianto elettrico. La nave dovette trasferirsi a [[Durban]] per le riparazioni più importanti che vennero effettuate tra il 15 aprile e il 7 luglio 1942<ref>{{cita web|lingua=en|url= http://www.regiamarina.net/detail_text.asp?nid=26&lid=1|titolo= Origini della Regia Marina|accesso=}}</ref>. Le caldaie e le turbine rimasero però intatte. La ''Queen Elizabeth'' invece fu squarciata sotto la sala caldaie B con una falla di 65 x 30&nbsp;m che passava da dritta a sinistra, danneggiando l'impianto elettrico e allagando anche i magazzini munizioni da 4,5", ma lasciando intatte le torri principali e secondarie. La nave riprese il mare solo per essere trasferita a [[Norfolk (Virginia)|Norfolk]], in [[Virginia]], dove rimase in riparazione per 17 mesi.

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Durante il periodo dell'armistizio de la Penne venne decorato con la [[medaglia d'oro al valor militare]]<ref>{{cita web|url= http://www.marina.difesa.it/storia/movm/Parte06/MOVM6040.asp|titolo= Luigi Durand de la Penne sul sito della Marina Militare
|accesso=}}</ref> che gli venne appuntata dal [[commodoro]] sir Charles Morgan, ex comandante della ''Valiant''. Stessa decorazione venne concessa agli altri cinque operatori della Xª.<ref>{{cita web|url= http://www.marina.difesa.it/storia/movm/Parte06/bio06/MOVM6040b.asp|titolo= Biografia di Luigi Durand de la Penne sul sito della Marina Militare|accesso=}}</ref>.

=== Dietro le linee ===
Nel febbraio [[1942]] l'ammiraglio [[Aimone di Savoia-Aosta (1900-1948)|Aimone Savoia-Aosta]] fu posto al comando dell'Ispettorato generale delle flottiglie MAS (Generalmas), con sede prima a Livorno e poi a Lerici.
Nell'aprile [[1943]], dipendenti da "Generalmas", sarebbero divenute sei le flottiglie MAS <ref>''La Marina italiana nella seconda guerra mondiale: L'Organizzazione della marina durante il conflitto'', Ufficio storico della Marina, 1972, pagina 58</ref>.
==== Infiltrazione a Malta ====
Una delle attività meno note del reparto fu quella di infiltrazione/esfiltrazione di sabotatori e membri dei servizi segreti dietro le linee nemiche. Uno dei casi più importanti fu quello di [[Carmelo Borg Pisani]], sottocapomanipolo<ref>un [[gradi militari|grado]] della milizia corrispondente a quello di [[sottotenente]] dell'esercito</ref> della [[Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale|Milizia]] Marittima di origine maltese, irredentista venuto in Italia e iscrittosi al [[Partito Nazionale Fascista]] per contribuire alla lotta antibritannica<ref>{{cita web|url= http://www.isses.it/borg.htm|titolo= Carmelo Borg Pisani e i fascisti maltesi|accesso=10 gennaio 2010}}«Malta non è inglese che per usurpazione ed io non sono suddito britannico che per effetto di questa usurpazione. La mia vera Patria è l'Italia. È dunque per lei che devo combattere»</ref><ref>{{cita libro | autore = Laurence Mizzi | titolo=   Per il sogno della sua vita – Il sacrificio di C. Borg Pisani irredento maltese | editore = Volpe Editore, Roma, | anno = 1981}} p. 34: nel 1935 il governo inglese proibì ai maltesi di iscriversi alle OGIE. Il 4 giugno 1936 furono prese misure repressive anche contro l'Istituto Italiano di Cultura</ref>
<ref>{{cita libro | autore = Stefano Fabei |titolo = Carmelo Borg Pisani, 1915-1942, eroe o traditore? | editore = Lo Scarabeo, Bologna | anno = 2007}}  p. 19.|p=19}} Fabei ha ripreso ancora l'argomento sugli irredenti maltesi e su Carmelo Borg Pisani in un altro suo volume: La «legione straniera» di Mussolini, Mursia, Milano, 2008, pp. 270 e ss.</ref><ref>Gli inglesi occuparono Malta facendone un protettorato nel [[1800]], dopo che [[Napoleone]] nel [[1798]] l'aveva occupata ponendo fine al governo dei [[Cavalieri Ospitalieri]], meglio conosciuti come Cavalieri di Malta e dei quali è successore l'attuale [[Sovrano Militare Ordine di Malta]]; le origini dell'irredentismo maltese in favore dell'unione dell'isola al Regno d'Italia risalgono ai primi anni del [[novecento]], e questo movimento si intensificò nel 1919 quando le truppe britanniche spararono su un corteo di cittadini che manifestavano contro nuove tasse, precisamente nella data del [[sette giugno]], che è attualmente una delle feste nazionali di Malta</ref> e alla conseguente unione di Malta all'Italia.<ref>{{cita web|url= http://www.isses.it/borg.htm|titolo= Carmelo Borg Pisani e i fascisti maltesi|accesso=}}</ref><ref>{{cita web|lingua=en|url= http://www.maltamigration.com/history/exodus/chapter1-2.shtml|titolo= Political Agitation and Problems of Over-Population|accesso= 10 gennaio 2010}}</ref>
<ref>{{cita web|lingua=en|url= http://www.dailymalta.com/wt/2006/06/1919-riots.shtml|titolo= The 1919 riots |accesso= 10 gennaio 2010}}</ref>
(contracted; show full)ù della sua conoscenza dei luoghi. Dopo l'approdo, però, l'ufficiale non riuscì a scalare la parete rocciosa e perse il battello con l'attrezzatura a causa dei marosi. Dopo due giorni di tentativi fu scorto da una vedetta inglese di pattuglia, processato e impiccato; a Borg Pisani venne concessa la medaglia d'oro al valor militare alla memoria<ref>{{cita web|url= http://www.marina.difesa.it/storia/movm/Parte06/MOVM6019.asp|titolo= Carmelo Borg Pisani sul sito della Marina Militare
|accesso=}}</ref>.

==== Azioni in Turchia ====
Un altro sommozzatore che agì dietro le linee nemiche fu [[Luigi Ferraro (militare)|Luigi Ferraro]], entrato negli ''[[Gruppo Gamma|operatori gamma]]'' nel 1942.

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* Acque del [[Mar Nero]]: il tenente di vascello Emilio Legnani attaccò un incrociatore e un cacciatorpediniere affondando l'unità maggiore; venne decorato con medaglia d'oro al valor militare il 3 agosto 1942<ref>{{cita web|url= http://www.marina.difesa.it/storia/movm/Parte06/MOVM6070.asp|titolo= Emilio Legnani sul sito della Marina Militare
|accesso=}}</ref>
* [[Algeri]] - [[operazione N.A. 1]], dicembre 1942: affondamento dei piroscafi ''Ocean Vanquisher'' (7.147 t) e ''Berto'' (1.493 t); danneggiamento dei piroscafi ''Empire Centaur'' (7.041 t) e ''Armattan'' (6.587 t)
* Gibilterra - maggio 1943: grave danneggiamento dei tre piroscafi ''Pat Harrison'' (7.000 t), ''Mashud'' (7.500 t) e ''Camerata'' (4.875 t).
* Sebastopoli - 19 maggio 1943: danneggiamento, dopo aspro combattimento, di due motovedette sovietiche.
* [[Alessandretta]] e [[Mersin]] - giugno, luglio e agosto 1943: affondamento dei piroscafi ''Orion'' (7.000 t) e ''Fernplant'' (5.274 t) e danneggiamento del piroscafo ''Kaituna'' (10.000 t)<ref>[[#Pegolotti2007|Pegolotti 2007]], pp. 174-177</ref>
* Gibilterra - agosto 1943: affondamento della petroliera ''Thorshov'' (10.000 t) e dei piroscafi ''Stanridge'' (6.000 t) e ''Harrison Gray Otis'' (7.000 t).

Per le attività svolte, il reparto fu decorato di medaglia d'oro al valor militare<ref>{{cita web|url= http://www.marina.difesa.it/storiacultura/storia/medaglie/Pagine/decimamas.aspx|titolo= Medaglia d'oro al Valor Militare alla Xª Flottiglia MAS|accesso=}}</ref> con la motivazione:

{{Citazione|Erede diretta delle glorie dei violatori di porti che stupirono il mondo con le loro gesta nella prima guerra mondiale e dettero alla Marina Italiana un primato finora ineguagliato, la X Flottiglia M.A.S. ha dimostrato che il seme gettato dagli eroi nel passato ha fruttato buona messe. In numerose audacissime imprese, sprezzante di ogni pericolo, fra difficoltà di ogni genere create, così, dalle difficili condizioni naturali, come nei perfetti apprestamenti di(contracted; show full) prigionia. Questa unità partecipò ad azioni al fianco delle unità alleate corrispondenti, in particolare per mantenere aperto il porto della [[La Spezia|Spezia]], insieme con omologhe unità inglesi, contro il tentativo dei tedeschi di affondare delle navi alla sua entrata. In particolare vennero effettuate due operazioni di rilievo. La prima, denominata "QWZ"<ref name=anaimatt>{{cita web|url=http://www.anaim.it/attivita_mezzi.htm Anaim.it|titolo= Resoconto dell'attività di Mariassalto
|accesso=}}</ref>, nella notte del 21 giugno 1944 nel porto di La Spezia portò all'affondamento dell'[[incrociatore]] pesante ''[[Bolzano (incrociatore)|Bolzano]]'', ultimo superstite della sua classe e all'ulteriore danneggiamento dell'incrociatore ''[[Gorizia (incrociatore)|Gorizia]]'', già in riparazione per i danni subiti in un bombardamento.
La seconda, denominata "Toast", venne svolta nella notte del 19 aprile 1945 da un gruppo di incursori, tra cui il sottotenente di vascello [[Nicola Conte (ufficiale)|Nicola Conte]]<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/storia/movm/parte07/Bio07/MOVM727b.asp|titolo= L'affondamento dell'Aquila sul sito della Marina Militare|accesso=}}</ref> e il sottocapo [[Evelino Marcolini]], e aveva come obiettivo l'affondamento nel porto di Genova di quella che sarebbe dovuta diventare la prima [[portaerei]] italiana<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/storia/movm/parte07/movm727.asp|titolo= Biografia di Marcolini sul sito della Marina Militare|accesso=}}</ref>, l'''[[Aquila (portaerei)|Aquila]]'', per impedire che venisse affondata dai tedeschi bloccando così l'ingresso del porto. Per l'affondamento dell<nowiki>'</nowiki>''Aquila'' il sottocapo Marcolini e il sottotenente Conte vennero decorati di [[Medaglia d'Oro al Valor Militare]]<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/storia/movm/parte07/movm714.asp|titolo= Motivazioni della MOVM a Conte sul sito della Marina Militare|accesso=}}</ref>. Come menzionato nelle motivazioni del conferimento delle medaglie, gli incursori utilizzarono del materiale di dubbia efficacia, residuato delle operazioni precedenti, poiché non esisteva alcuna possibilità di rimpiazzo visto che i luoghi deputati alla ricerca, allo sviluppo e alla produzione erano tutti nelle mani dei tedeschi.

=== Nella RSI ===
{{Vedi anche|Xª Flottiglia MAS (RSI)}}
[[File:Bundesarchiv Bild 101I-311-0926-04, Italien, italienische Soldaten.jpg|thumb|Uomini della [[Repubblica Sociale Italiana|RSI]] appartenenti alla [[Xª Flottiglia MAS (RSI)|Xª Flottiglia MAS]] ]]

Nella confusione e nello sbandamento delle forze armate causato dalle circostanze dell'[[Armistizio di Cassibile|armistizio dell'8 settembre]], il comando di stanza nella caserma di [[La Spezia]] non si sbandò e messo in allarme attese ordini disciplinatamente<ref name="Giampaolo Pansa 1991">Giampaolo Pansa, Il gladio e l'alloro, Le Scie, Mondadori editore, Milano, 1991, pag. 186</ref> evitando però di distruggere i piccoli mezzi navali all'ancora fuori della caserma di cui parte poi cadde momentaneamente in mani tedesche<ref>Silvio Bertoldi, Salò vita e morte della Repubblica Sociale Italiana, BUR, 2005, pag. 153-157</ref>. La serata stessa [[Junio Valerio Borghese]] raggiunse l'[[ammiraglio]] [[Aimone di Savoia-Aosta (1900-1948)|Aimone d'Aosta]] e inutilmente cercarono insieme di contattare [[Roma]] per avere conferma dell'armistizio e ricevere ordini<ref name="Giampaolo Pansa 1991"/>. La Xª MAS, continuando a rimanere priva di ordini<ref>Sole De Felice, "''La Decima Flottiglia Mas e la Venezia Giulia 1943-1945''", [[Edizioni Settimo Sigillo]], Roma, 2003, pag.  53, Relazione giurata del capitano di vascello [[Agostino Calosi]] responsabile dell´Ufficio Informazioni della Regia Marina del Sud nel corso del processo tenuto contro Borghese il 24 novembre 1948 "nel caso specifico della X Flottiglia Mas debbo dire che a questo comando non arrivarono mai ordini precisi, benché dallo stesso sollecitati anche telefonicamente"</ref>, mantenne l'attività nella caserma immutata e per tutto il tempo la bandiera italiana rimase sul pennone<ref name="Silvio Bertoldi 2005">Silvio Bertoldi, Salò vita e morte della Repubblica Sociale Italiana, BUR, 2005, pag. 156</ref>. Borghese inoltre dispose di aprire il fuoco contro chiunque avesse tentato di attaccare la caserma<ref name="Silvio Bertoldi 2005"/> riuscendo a respingere alcuni tentativi tedeschi di disarmare i marò<ref>Jack Greene e Alessandro Massignani, Il principe nero, Junio Valerio Borghese e la Xª MAS, Oscar Mondadori, 2008, pag. 160: "I tedeschi fecero numerosi tentativi di penetrare nella caserma della Xª Mas, ma, come scrisse Borghese, ''Li respingemmo tutti malgrado l'enorme sproporzione di forze''. Nessuno ne ha mai dubitato e, anzi la fermezza dimostrata dalla flottiglia nella circostanza è stata spesso presa ad esempio di ciò che sarebbe stato possibile fare in quei giorni difficili se si fosse potuto contare su unità altrettanto motivate"</ref>. Il 9 settembre gli ufficiali si riunirono per decidere la strada da intraprendere e Borghese ribadì la sua intenzione di continuare la guerra contro gli [[Alleati della seconda guerra mondiale|angloamericani]], scegliendo l'alleanza con la [[Germania nazista|Germania]]. L'11 settembre radunò i marinai di stanza a La Spezia spiegando la situazione e dando il permesso di congedarsi a coloro che non se la fossero sentita di continuare la guerra<ref name="Greene e Alessandro Massignani 2008">Jack Greene e Alessandro Massignani, Il principe nero, Junio Valerio Borghese e la Xª MAS, Oscar Mondadori, 2008, pag. 161</ref>. La maggioranza si congedò<ref name="Greene e Alessandro Massignani 2008"/>.

La Xª MAS divenne una unità militare principalmente di fanteria di marina e con reparti di naviglio sottile dotati di MAS, con l'obiettivo di continuare la lotta contro gli [[Alleati della seconda guerra mondiale|Alleati]], ma i cui reparti furono anche impiegati nella lotta antipartigiana ([[Liguria]], [[Langhe]], [[Carnia]], [[Val d'Ossola]], ecc.), talora macchiandosi di efferatezze c(contracted; show full)
[[File:Stemma Raggruppamento Subacquei e Incursori.gif|thumb|Lo stemma del [[Comando subacquei ed incursori|COMSUBIN]] ]]

Negli anni successivi i vari reparti di subacquei e arditi incursori subirono una progressiva fusione, che portò nel 1961 alla costituzione del Raggruppamento Subacquei e Incursori 
"Teseo Tesei", conosciuto anche con il nome di Comsubin ([[Comando subacquei e incursori]])<ref>La componente subacquea si divide in due branche: quella difensiva e quella offensiva, della difensiva fanno parte i palombari e i sommozzatori, di quella offensiva gli incursori. Queste componenti fanno parte del Com.Sub.In. Altra componente difensiva, alle dipendenze di Cincnav, sono gli OSSAL, operatori subacquei abilitati al lavoro in carena, a bordo delle unità navali; altra componente offensiva, facente parte della Brigata San Marco, sono i DOA, demolitori ostacoli antisbarco. Tutti i corsi per la componente subacquea vengono svolti a Comsubin, eccetto la fase antifalla degli Ossalc, tenuta a Taranto.</ref>.

Un'attività meno nota di alcuni degli uomini che fecero parte della Xª Flottiglia MAS fu quella di addestramento di unità speciali. Tra questi [[Fiorenzo Capriotti]] che addestrò il reparto speciale della marina israeliana, che con le tattiche sviluppate dalla Xª durante la [[seconda guerra mondiale]] affondò, il 22 ottobre [[1948]] l'ammiraglia egiziana ''El Amir Faruk''<ref>{{cita web|lingua=en|url= http://www.jewishvirtuallibrary.org/jsource/History/Yoav.html|titolo= Operazione "Yoav"|accesso=}}</ref>. Il 22 ottobre 1992 Capriotti fu insignito dall'ammiraglio [[Amihai Ayalon]] del grado di "comandante onorario" della 13ª Flottiglia ([[Shayetet 13]]).<ref name=Israele>vedi: Fiorenzo Capriotti. ''Diario di un fascista alla Corte di Gerusalemme'', 2002; vedi anche Gianni Scipione Rossi, ''Un fascista ingaggiato dal Mossad (con il consenso di De Gasperi)'' in "[[Storia in rete]]" nº 2, novembre 2005</ref>

== Documentari e filmografia ==
Oltre a diversi documentari, in gran parte basati sul materiale d'archivio dell'[[Istituto Luce]], le azioni della Xª MAS fino all'armistizio del settembre 1943 hanno fornito spunto per i seguenti film:
*''[[Sette dell'Orsa maggiore|I sette dell'Orsa Maggiore]]'', girato nel 1953<ref>{{cita web|url= http://www.intercardsrl.com/poster/index.asp?titolo=orsa+maggiore|titolo= Dati essenziali del film "I sette dell'Orsa maggiore"|accesso=}}</ref> e dedicato in particolar modo alle basi segrete italiane ad [[Alessandria]] e [[Gibilterra]]
*''[[L'affondamento della Valiant|L'affondamento della Valiant - The Valiant]]'', coproduzione italo-britannica del 1962, relativo alle vicende legate all'affondamento della corazzata inglese ''[[HMS Valiant (02)|Valiant]]'' nel porto di [[Alessandria d'Egitto]]
(contracted; show full)|}

== Note ==
<references/>

== Bibliografia ==
* Bonvicini Guido, Decima marinai! Decima Comandante. La fanteria di Marina 1943-45 Milano, Mursia, 1988, 2016 [http://www.amazon.it/Decima-marinai-comandante-fanteria-1943-45/dp/8842521086 EAN 978-8842521082]
* {{cita libro|
cognomautore=Erminio|nome=  Bagnasco, |coautori=Spertini, Marco |autore2=Marco Spertini|titolo=I mezzi d'assalto della Xª Flottiglia MAS 1940-1945 |anno= 1991 |editore=Ermanno Albertelli Editore |città=Parma |isbn=978-88-85909-25-0 }}
* {{cita libro|cognomautore=Luciano |nome=Barca, |titolo=Buscando per mare con la decima MAS |anno= 2001|editore=Editori Riuniti |città=Roma |isbn=978-88-359-5101-8 }}
* <cite id=Bordogna2003>{{cita libro|cognomautore=Mario |nome=Bordogna, |titolo=Junio Valerio Borghese e la Xª Flottiglia MAS |data= |anno= 2003|editore=Mursia |città=Milano |isbn=978-88-425-3877-6 }}
* <cite id=Borghese1950>{{cita libro|cognomautore=Junio Valerio |nome=Borghese, |titolo=Decima Flottiglia MAS |anno= 1950|editore=Garzanti |città=Milano |isbn={{NoISBN}}no }}
* {{cita libro|cognomautore=Alfredo |nome=Brauzzi, |titolo=I mezzi d'assalto della Marina Italiana |data= |anno= 1991|editore=Rivista Marittima |città=Roma |isbn={{NoISBN}}no }}
* {{cita libro|cognome=Fioravanzo|nome=Giuseppe|editore=Ufficio storico della Marina militare |titolo=La Marina italiana dall'8 settembre 1943 alla fine del conflitto, vol. 15 |anno=1971 |isbn={{NoISBN}}no|cid=USMM1971 }}
* {{cita libro|cognomautore=Giorgerini |nome=Giorgio, io Giorgerini|titolo=Attacco dal Mare. Storia dei mezzi d'assalto della Marina Italiana|anno= 2007|editore=Mondadori|città=Milano |isbn=978-88-04-51243-1}}
* {{cita libro|cognomautore=L. Emilio |nome=Longo, |titolo=I reparti speciali italiani nella seconda guerra mondiale |anno= 1991|editore=Mursia |città=Milano |isbn=978-88-425-0734-5 }}
*  {{cita libro|cognomautore=Gabriele|nome=  Mariano, |titolo=Quattro MAS sul Lago Ladoga|data= |anno= 2006|mese=marzo|editore=in Bollettino d'Archivio dell'Ufficio Storico della Marina Militare, XX |città=Roma |isbn={{NoISBN}}no|pp=61-109}}
* {{cita libro|cognomautore=Pier Filippo |nome=Lupinacci, |titolo=Attività in Mar Nero e lago Ladoga |edizione=4ª ed. |data= |anno= 2003 |editore=Ufficio Storico della Marina Militare|città=Milano |isbn=978-88-04-43392-7 |paginep=212 }}
* {{cita libro|cognome=Greene|nome=Jack, |coautori=Massignani, autore=Jack Greene|autore2=Alessandro Massignani|titolo=Il principe nero, Junio Valerio Borghese e la X MAS |anno= 2007 |editore=Mondadori |città=Milano |isbn=978-88-04-53720-5 }}
* {{cita libro|cognomautore=Lapo |nome=Mazza Fontana, |titolo=Italia über alles |data= |anno= 2006|editore=Boroli |città=Novara |isbn=978-88-425-0734-5 }}
* <cite id=Nesi2004>{{cita libro|cognomautore=Sergio |nome=Nesi, |titolo=Junio Valerio Borghese. Un principe, un comandante, un italiano |anno= 2004|editore=Lo Scarabeo |città=Bologna |isbn=88-8478-066-7 }}
* {{cita libro|cognomautore=Sergio |nome=Nesi, |titolo=Decima flottiglia nostra |data= |anno= 2008|editore=Lo Scarabeo |città=Bologna |isbn=978-88-8478-115-4 }}
* <cite id=Pegolotti2007>{{cita libro|cognomautore=Beppe |nome=Pegolotti, |titolo=Gli assaltatori della Xª Flottiglia MAS |anno=2007 |editore=Associazione Amici di Teseo Tesei |città= |isbn={{NoISBN}}isbn=no }}
* {{cita libro|cognomautore=Arrigo |nome=Petacco, |titolo=Le Battaglie navali del Mediterraneo nella seconda guerra mondiale |data= |anno= 1995|editore=Mondadori |città=Milano |isbn=978-88-04-42412-3 }}
* {{cita libro|cognomautore=Arrigo |nome=Petacco, |titolo=Storia del Fascismo |isbn={{NoISBN}}no }}
* {{cita libro|cognomautore=Gianni |nome=Rocca, |titolo=Fucilate gli ammiragli. La tragedia della Marina Italiana nella seconda guerra mondiale |data= |anno= 1987|editore=Rivista Marittima |città=Milano |isbn=978-88-04-43392-7 }}
* Serra, Roberto, ''ORIONE 1943 - L'ultima missione della DECIMA FLOTTIGLIA MAS,'' Modena, Artestampa, 2014,   ISBN 978-88-6462-246-0 
* <cite id=Spigai2007>{{cita libro|cognomautore=Virgilio |nome=Spigai, |titolo=Cento uomini contro due flotte |anno=2007 |editore=Associazione Amici di Teseo Tesei |città=Marina di Carrara |isbn={{NoISBN}}no }}

== Voci correlate ==
* [[Barchino esplosivo]]
* [[Gruppo Gamma]]
* [[Siluro San Bartolomeo]]
* [[Torpedine semovente]]
* [[Scirè (sommergibile)]]
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