Revision 121670076 of "Papa Sisto IV" on itwiki{{Papa della Chiesa cattolica
|nome = Papa Sisto IV
|immagine = Sisto IV.jpg
|didascalia = [[Tiziano Vecellio]], ''[[Ritratto del papa Sisto IV]]'' ([[1540]] circa); [[olio su tavola]], 109,5x87 cm, [[Galleria degli Uffizi]], [[Firenze]].
|stemma = C o a popes Della Rovere.svg
|titolo = 212º papa della Chiesa cattolica
|elezione = 9 agosto [[1471]]
|incoronazione = 25 agosto [[1471]]
|fine pontificato = 12 agosto [[1484]]
|cardinali = vedi [[Concistori di papa Sisto IV]]
|predecessore = [[papa Paolo II]]
|successore = [[papa Innocenzo VIII]]
|nome nascita = Francesco della Rovere
|data di nascita = 21 luglio [[1414]]
|luogo di nascita = [[Celle Ligure]]
|ordinato = in data sconosciuta
|consacrato = 25 agosto [[1471]] dal [[cardinale]] [[Guillaume d'Estouteville]], [[Congregazione cluniacense|O.S.B.Clun.]]
|creato = 18 settembre [[1467]] da [[papa Paolo II]]
|data di morte = {{Calcola età3|1484|8|12|1414|7|21}}
|luogo di morte = [[Roma]]
|sepoltura = [[Grotte Vaticane]]
}}
{{Bio
|Nome = Sisto IV
|Cognome =
|PostCognomeVirgola = nato '''Francesco della Rovere'''
|ForzaOrdinamento = Sisto 04
|Sesso = M
|LuogoNascita = Pecorile
|LuogoNascitaLink = Celle Ligure
|GiornoMeseNascita = 21 luglio
|AnnoNascita = 1414
|LuogoMorte = Roma
|GiornoMeseMorte = 12 agosto
|AnnoMorte = 1484
|Epoca = 1400
|Attività = papa
|Attività2 = vescovo cattolico
|Attività3 = cardinale
|Nazionalità = italiano
|FineIncipit = è stato il 212º [[papa]] della [[Chiesa cattolica]] dal 1471 alla morte. Apparteneva all'[[Ordine dei frati minori conventuali]] e come tale ricoprì il grado di padre provinciale e poi quello di generale dal 1464 in avanti
}}
Divenuto papa nel 1471, tenne il pontificato per tredici anni durante i quali assecondò la politica espansionista ai danni degli altri Stati italiani dando ascolto soprattutto al nipote [[Girolamo Riario]]. Compromesso con la [[congiura dei Pazzi]] ai danni di [[Giuliano de' Medici|Giuliano]] e di [[Lorenzo de' Medici]] (1478), Sisto IV gettò una macchia morale sul suo pontificato generando una guerra deleteria dalla quale si salvò soltanto per l'occupazione di Otranto da parte dei [[Impero ottomano|Turchi ottomani]] (1480), che fece appianare le diatribe tra i signori italiani, coalizzandoli contro il nemico comune. Fu ancora il responsabile della Lega contro il [[Ercole I d'Este|duca di Ferrara]], nemico acerrimo del nipote Girolamo.
Il nome di Sisto IV è comunque legato anche ad alcune iniziative di carattere spirituale: favorì la [[Venerazione di Maria nella Chiesa cattolica|devozione mariana]] nella cristianità e celebrò il [[Giubileo universale della Chiesa cattolica|Giubileo del 1475]]. Grande patrono delle arti e dell'[[umanesimo]], favorì la ricostruzione in senso monumentale di Roma: tra le varie opere che egli incoraggiò ci fu la realizzazione della cosiddetta [[Cappella Sistina]] che in seguito, durante il papato del nipote [[papa Giulio II|Giulio II]], sarà affrescata da [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]]. Porta il medesimo nome una [[Cappella Sistina (Savona)|seconda cappella]], adiacente alla [[Cattedrale di Nostra Signora Assunta (Savona)|cattedrale di Savona]], sepolcro dei suoi genitori<ref>{{Cita|Sisto IV e Savona}}.</ref>.
== Biografia ==
=== Formazione e carriera ecclesiastica ===
==== La famiglia ====
[[File:Grabmonument Leonardo della Rovere; Savona.jpg|miniatura|Monumento funebre dei genitori nella Cappella Sistina di Savona|sinistra]]
Nacque a Celle in Liguria, in località Richetti, il 21 luglio 1414, da [[Leonardo Beltramo di Savona Della Rovere|Leonardo di Savona Della Rovere]], «''accimator panni''» <ref name="ReferenceA">{{Cita|Lombardi, Enciclopedia dei Papi}}.</ref>, e da Luchina Monleone, appartenente a una famiglia nobile genovese esiliata nel 1317 a [[Savona]] e arricchitasi con il commercio<ref name=":12">{{Cita|Lombardi}}.</ref>.
La famiglia, anche se da alcuni biografi antichi venne definita «egregia» o «illustre», fu probabilmente di condizione modesta, ma certamente non «bassissima e vile» come polemicamente affermeranno i detrattori del pontefice<ref name="ReferenceA"/>. Importanza singolare avranno le sorelle di Francesco (Luchina, Franchetta, Pellina, Maria e Bianca), per le alleanze matrimoniali e per il destino che sarebbe toccato ai figli, in particolare quelli di Bianca (Pietro e [[Girolamo Riario]]) e il figlio di Luchina, [[Girolamo Basso Della Rovere|Girolamo Basso della Rovere]]<ref name="Cita|Audisio|p. 258">{{Cita|Audisio|p. 258}}.</ref>. Francesco ebbe anche due fratelli: Raffaello (padre di Giovanni, di Bartolomeo, vescovo di Massa, e di Giuliano, il futuro Giulio II) e Bartolomeo, padre di [[Leonardo Della Rovere (1445-1475)|Leonardo Della Rovere]].<ref name="ReferenceA"/><ref>Anche il {{Cita|Moroni|p. 65 §1}} ricorda tale impegno del padre.</ref>
==== Frate francescano ====
La madre consacrò Francesco fin da piccolo al [[San Francesco|poverello di Assisi]] e a [[Sant'Antonio di Padova|Sant'Antonio]] per le [[Grazia (teologia)|grazie]] ricevute in situazioni disperate<ref name="Platynae">''Platynae historici Liber de vita Christi ac omnium pontificum..., in RIS, III, 1, a cura di G. Gaida, 1913-1932, p. 399; von Pastor, 1925, p. 435''.</ref>. Il fanciullo venne affidato fin dall'età di nove anni al [[Ordine dei frati minori conventuali|frate minorita conventuale]] Giovanni da Pinerolo<ref>''Platynae historici Liber de vita Christi ac omnium pontificum..., cit., p. 399''.</ref>. Studiò le arti del [[trivio]] ([[grammatica]], ovvero la [[lingua latina]], [[retorica]] e [[dialettica]], cioè le basi della [[filosofia]]) nel convento francescano di [[Savona]]. All'età di quindici anni [[Voto (religione)|pronunciò i voti]] (settembre del 1429).
Negli anni 1430-1432 frequentò il triennio di [[logica]] e filosofia, studiando il primo anno nel convento francescano di [[Chieri]] ([[filosofia naturale]], sotto la guida di fra Galasso da Napoli) e gli altri due allo ''Studium'' generale di filosofia di [[Pavia]] (metafisica e morale). Conseguita la preparazione accademica, affrontò un triennio come insegnante tirocinante (1432-1435, a Chieri). Terminato il tirocinio, nel 1435 andò a studiare [[teologia]] all'[[Università di Bologna]]. Dal 1437 svolse un altro triennio come insegnante (1437-1439). Nel 1439 venne [[ordine sacro|ordinato]] sacerdote. Nel periodo 1439-1441 fu lettore di [[filosofia]] a [[Venezia]]<ref name=":12" />. Fu quindi inviato a [[Padova]], dove, dopo un ulteriore triennio di insegnamento e di esami, ottenne la licenza (27 marzo 1444) e infine, all'età di ventinove anni, il dottorato in teologia (14 aprile 1444)<ref name="ReferenceA"/>. Grazie alle notevoli doti intellettuali, Francesco della Rovere poté insegnare in molte università italiane, tra cui la stessa [[Padova]] (docente di [[logica]], aprile 1444-maggio 1446)<ref name=":12" />, [[Pavia]], [[Siena]], [[Bologna]] e [[Firenze]]<ref>{{Cita|von Pastor|p. 206}}.</ref>.
Oltre alla carriera accademica, frate Francesco ascese di grado all'interno della gerarchia dell'ordine francescano: fu nominato prima ministro della provincia francescana della Liguria (1460)<ref name=":12" />, e poi ministro generale dei francescani a [[Perugia]] il 19 maggio 1464<ref name=":13">{{Cita|Kelly|p. 421}}.</ref>, incarico che gestirà con dedizione e fermezza d'animo e che manterrà fino al 1469<ref>{{Cita web|autore =|url =http://www.francescodolciami.it/francescanesimo/ordines-fratrum-minorum/elenco-dei-ministri-generali/elenco-ministri-generali-ofm.php|titolo =Cronotassi dei ministri generali dell'Ordine dei Frati Minori|accesso =|data =|urlmorto =sì|urlarchivio =https://web.archive.org/web/20141210234104/http://www.francescodolciami.it/francescanesimo/ordines-fratrum-minorum/elenco-dei-ministri-generali/elenco-ministri-generali-ofm.php|dataarchivio =10 dicembre 2014}}</ref> in occasione del capitolo generale che si tenne a Venezia<ref name=":1">{{Cita|Miranda}}.</ref>, eliminando gli individui indegni e cercando di ripristinare la moralità nei vari monasteri<ref name=":3">{{Cita|Rendina|p. 590}}.</ref>. Tale attività indefessa fu premiata, grazie agli elogi dell'amico [[Bessarione (cardinale)|cardinale Bessarione]]<ref name=":12" /><ref name=":13" />, con la nomina a cardinale di [[San Pietro in Vincoli (titolo cardinalizio)|San Pietro in Vincoli]] da [[papa Paolo II]], il 18 settembre 1467<ref name=":12"/><ref name=":13"/>. Si disse che in tale occasione il pontefice affermò davanti al [[Collegio cardinalizio|Sacro Collegio]]: «ecco il Nostro successore»<ref name=":2">{{Cita|Moroni|p. 66 §1}}.</ref>. Dal 5 settembre 1470 fu nominato [[abate]] di [[Abbazia di Sant'Eustachio|Sant'Eustachio]] di [[Nervesa della Battaglia|Nervesa]] nel Trevigiano<ref name=":1" /><ref>{{Cita|Gligora-Catanzaro|p. 207}}.</ref>.
==== Teologo ====
Francesco Della Rovere si dimostrò anche un raffinato scrittore e un acuto teologo. All'inizio degli [[Anni 1460|anni '60]] compose, in opposizione ai [[Ordine dei frati predicatori|domenicani]], il trattato ''De Sanguine Christi''<ref>{{Cita libro|autore = Francesco della Rovere|titolo = De Sanguine Christi|anno = anni '60-edito nel 1474|editore = |città = |url = https://books.google.it/books?id=PGvzMbz16JUC&pg=PT181&dq=De+sanguine+christi+Francesco+della+Rovere&hl=it&sa=X&ei=nb6IVKrcFIK3PYS6gbAJ&ved=0CCwQ6AEwAg#v=onepage&q=De%20sanguine%20christi%20Francesco%20della%20Rovere&f=false}}</ref>'','' in cui difese l'idea di [[Giacomo della Marca]] secondo cui il sangue di [[Cristo]] versato prima della [[Passione di Gesù|Passione]] non avrebbe alcun valore [[Salvezza (religione)|salvifico]]. L'opera del teologo Della Rovere, però, tentava nel contempo di conciliare l'idea di Della Marca con quella dei domenicani, i quali sostenevano che il sangue del Redentore poteva avere valore salvifico<ref name=":12" /><ref group="N">La diatriba verteva sul fatto, essenzialmente, che il sangue versato durante la [[Passione di Gesù|Passione]] e caduto per terra, avendo perso il suo legame con Cristo stesso (e quindi con Dio), è degno non di [[adorazione]] ma di sola [[venerazione]]. La tesi di Giacomo della Marca fu controbattuta da frate domenicano Giovanni Battista «che sosteneva il contrario, cioè che il [...] sangue versato da Cristo aveva conservato la propria natura divina» nonostante fosse caduto a terra. ''Cfr''. l'articolo {{Cita|''In un'antica mezza lira la vicenda della disputa sul Preziosissimo Sangue''}}.</ref>. <br/>
Scrisse anche altre opere, una intitolata ''De futuris contingentibus'' in una disputa con l'[[Vecchia università di Lovanio|Università di Lovanio]]; ed un'altra ancora sull'[[Immacolata concezione]] di Maria<ref>{{Cita|von Pastor|pp. 208-209}}.</ref>. Oltre ad essere teologo, Francesco era anche un abile predicatore e questo lo dimostrò davanti a [[papa Pio II]], quando disputò con un suo avversario sul valore salvifico del sangue di Cristo<ref>{{Cita|von Pastor|pp. 206-207}}.</ref>.
{{Clear}}
==== L'elezione al Soglio ====
{{Vedi anche|Conclave del 1471}}
[[File:212-Sixtus IV.jpg|miniatura|Papa Sisto IV, nel ritratto [[Mosaico|musivo]] situato nella [[basilica di San Paolo fuori le mura]] (Roma)]]
Dopo la morte di Paolo II, avvenuta il 26 luglio, 18 cardinali si riunirono in conclave il 2 agosto<ref name=":12" /><ref name="Cita|von Pastor|p. 201">{{Cita|von Pastor|p. 201}}.</ref>. L'elezione del cardinale Della Rovere, caldeggiata dal duca di Milano [[Galeazzo Maria Sforza]]<ref name=":13"/><ref>{{Cita|von Pastor|p. 199}}.</ref>, fu quasi all'insegna della [[simonia]]: il nipote di Della Rovere, l'assistente del Conclave [[Pietro Riario]], mercanteggiava con i vari cardinali perché i voti convergessero sullo zio<ref name=":13" />. Così, grazie alle pressioni dei cardinali [[Latino di Carlo Orsini|Latino Orsini]], [[Papa Alessandro VI|Rodrigo Borgia]] e [[Francesco Gonzaga (1444-1483)|Francesco Gonzaga]]<ref name=":12" /> i porporati, dopo aver inizialmente convogliato parte dei loro voti sul Bessarione che però rifiutò a causa dell'età avanzata<ref name=":2" /><ref name=":8"/>, il 9 agosto all'unanimità proclamarono Della Rovere nuovo pontefice<ref name=":2" />, che assunse il nome di Sisto IV in omaggio al santo del giorno<ref name=":12" /><ref name="Cita|von Pastor|p. 201"/>. Fu incoronato il 25 agosto del 1471<ref>{{Cita|Audisio|pp. 257-258}}.</ref> dal [[cardinale protodiacono]] Rodrigo Borgia, dopo essere stato consacrato prima [[vescovo]] dal cardinale [[Guillaume d'Estouteville]], come si apprende da recenti studi di [[genealogia episcopale]]<ref name=":12" />. Subito dopo la sua incoronazione, in occasione del tumulto avvenuto il giorno del [[Cavalcata papale|Possesso]] presso il [[Basilica di San Giovanni in Laterano|Laterano]], diede luogo alla costituzione del primo nucleo di milizia pontificia destinata alla difesa del pontefice e alla custodia del palazzo apostolico, poi divenuta [[guardia svizzera pontificia]], affidandone il comando ad [[Andrea di Tartaglia da Norcia|Andrea da Norcia]]<ref>Onofrio Panvinio, ''Vite de Pontefici, Sisto IV''; Fausto M. De Reguardati, ''La difesa dei Sacri Palazzi affidata da Sisto IV ad Andrea da Norcia. Un precedente sconosciuto dell'istituzione della Guardia Svizzera''; (1986) - In: Archivio della [[Società romana di storia patria]]. vol. 109 (1986) pp. 49-56.</ref>.
=== Il pontificato (1471-1484) ===
==== Governo della Chiesa ====
===== Le due Crociate contro i Turchi (1472 e 1480) =====
{{Vedi anche|Martiri di Otranto}}
[[File:Paolo Veronese (Nachfolger) - Sultan Mohammed II. (1451 - 1481) - 2247 - Bavarian State Painting Collections.jpg|miniatura|[[Paolo Veronese]], ''Il Sultano Maometto II'', [[Pittura a olio|olio su tela]], Bavarian State Painting Collections. Maometto II (1451-1481) fu l'artefice dell'occupazione di Otranto|sinistra]]
Sisto IV, appena eletto al soglio pontificio, appoggiò una crociata contro l'[[Impero ottomano|Impero Ottomano]], divenuto estremamente aggressivo e minaccioso nei confronti dell'Europa. Pertanto, dopo aver inviato vari [[legato pontificio|legati]] presso gli stati europei, il pontefice affidò al cardinale [[Oliviero Carafa]] la guida di 10 [[Galea|galee]] pontificie (unite a quelle veneziane e napoletane, per un totale di 85 triremi<ref name="Cita|Audisio|p. 258"/> e svariate decine di migliaia di [[Fiorino|fiorini]]<ref>{{Cita|Audisio|p. 263}}.</ref>) per attaccare il [[sultano]] [[Maometto II]]<ref name=":12" />. Le liti fra i coalizzati si conclusero nella disfatta quando le milizie cristiane fallirono nella conquista della città di [[Smirne]] che, tuttavia, fu incendiata dalle truppe cristiane<ref>{{Cita|Moroni|p. 67 §1}}.</ref>. Nonostante ciò, Sisto decise di onorare le vane imprese militari del Carafa con un festoso [[carnevale]] nel 1473<ref name=":4">{{Cita|Rendina|p. 591}}.</ref>.
La seconda crociata, bandita per ordine del papa dal frate e teologo [[Pacifico da Cerano]]<ref>''Cfr.'' la biografia curata da {{Cita|Andenna}}.</ref>, fu invece dettata dalla necessità di difendere l'Italia dalla minaccia dei Turchi, i quali avevano conquistato Otranto l'11 agosto 1480, città sotto assedio dal 28 luglio da parte di una flotta di 150 navi con a bordo diciottomila uomini<ref>{{Cita|Bolognini-Flocchini}}.</ref>. Gli Stati italiani, fino a quel momento impegnati in una guerra generata dalla [[Congiura dei Pazzi]] e contro il signore di [[Firenze]] [[Lorenzo de' Medici|Lorenzo il Magnifico]], si riunirono prontamente in una lega militare<ref name=":4"/><ref>{{Cita|Moroni|p. 71 §2}}.</ref> e Sisto IV, dopo un iniziale pensiero di abbandonare Roma per la più sicura Avignone<ref name=":8">{{Cita|Rops|p. 215}}.</ref>, l'animò fermamente. La città di Otranto, assediata dalle milizie e dalla flotta guidata dal cardinale [[Paolo Fregoso]], fu liberata il 10 settembre del 1481<ref>{{Cita|Storia di Otranto}}.</ref>.
===== Il Giubileo del 1475 =====
Sisto IV confermò il [[Giubileo universale della Chiesa cattolica|Giubileo]] (chiamato così per la prima volta da un pontefice<ref name=":6">{{Cita|Moroni|p. 67 §2}}.</ref>), indetto dal predecessore Paolo II, con la [[bolla pontificia|bolla]] ''Salvator Noster'' del 26 marzo 1472<ref name=":12" />. Il Giubileo, nonostante vedesse la partecipazione di re [[Cristiano I di Danimarca]] e di [[Federico da Montefeltro|Federigo da Montefeltro]]<ref>{{Cita|von Pastor|pp. 258-260; p. 269}}.</ref>, fu funestato da eventi avversi: l'esondazione del [[Tevere]] e la conseguente [[Peste|pestilenza]] causarono un notevole deflusso di pellegrini; lo stesso Papa nel giugno del 1476 dovette mettersi in salvo fuori Roma, stabilendosi prima a [[Campagnano di Roma|Campagnano]]<ref>{{Cita|Infessura|p. 81}}.</ref> per giungere poi a visitare alcune località dell'Umbria, tra le quali [[Amelia (Italia)|Amelia]] durante il mese di luglio, fino a raggiungere, nella terza decade di agosto, [[Assisi]] da dove avrebbe dato la bolla ''Quamvis Altissimus''<ref>{{Cita|Guadagnini|p. 14, n. 48}}.</ref> con la concessione dell'indulgenza nel giorno della traslazione di [[Francesco d'Assisi|San Francesco]]<ref>Gaetano Moroni, ''[[Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica]]'', vol. 3, p. 78</ref><ref>{{Cita|da Decimo|p. 372}}.</ref> e dove secondo alcune fonti avrebbe effettuato anche la ricognizione del corpo del santo<ref>{{Cita|van den Haute|P. 73 §2}}.</ref>, per far ritorno a Roma nel successivo autunno. A causa delle guerre in corso e della scarsa sicurezza delle strade che ridusse l'afflusso dei pellegrini verso Roma, il pontefice consentì che le indulgenze del giubileo potessero essere lucrate anche nelle città di [[Benevento]] e [[Bologna]]<ref>{{Cita|Moroni, 57|p. 68}}.</ref>, prolungando con [[breve apostolico]] il giubileo fino a tutto il mese di agosto 1476<ref>{{Cita|Moroni, 54|p. 160}}.</ref>.
===== La devozione mariana =====
{{Vedi anche|Immacolata Concezione|Rosario}}
Con la costituzione ''Cum praecelsa'' del 1476<ref name=":7">{{Cita|Malou|p. 24 §1}}.</ref>, Sisto IV istituì la festa (8 dicembre) dell'[[Immacolata Concezione]] della [[Maria (madre di Gesù)|Vergine Maria]], facendo inoltre consacrare la Cappella Sistina al quest'ultima solennità<ref name=":14">{{Cita|Rendina|p. 592}}.</ref>. Sisto IV autorizzò l'uso nel [[Breviario romano]] dell'ufficio per la solennità redatto da [[Bernardino de' Bustis]] e da [[Leonardo de Nogarolis]], che restò in vigore fino al 1568, quando [[papa Pio V|Pio V]] pubblicò il Breviario riformato all'interno della costituzione apostolica ''Quod a nobis postulat''.<ref>{{cita pubblicazione|autore=Manlio Sodi|autore2=Pietro Sorci|url=http://www.theologia.va/content/dam/cultura/image/Collegamenti/accademie/teologia/path/3.2.pdf|formato=pdf|pagina=464|titolo=La dottrina dell’Immacolata nelle fonti liturgiche antiche medievali|rivista=PATH|editore=Pontificia Accademia Teologica|anno=2004|numero=2|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20201229201205/http://www.theologia.va/content/dam/cultura/image/Collegamenti/accademie/teologia/path/3.2.pdf|dataarchivio=29 dicembre 2020|urlmorto=no|accesso=29 dicembre 2020}}</ref><ref>{{cita pubblicazione|autore=Camilla Cavicchi|url=https://journals.openedition.org/acrh/4386?lang=en|titolo=Osservazioni in margine sulla musica per l’immacolato concepimento della Vergine, al tempo di Sisto IV|doi=10.4000/acrh.4386|issn=1760-7914|numero=22|anno=2020|editore=CRH - Centre de recherches historiques|rivista=L’Atelier du Centre de recherches historiques|lingua=it, fr|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20201229203656/https://journals.openedition.org/acrh/4386?lang=en|dataarchivio=29 dicembre 2020|urlmorto=no|accesso=29 dicembre 2020}}</ref> Sisto IV concesse anche l'[[indulgenza]] che già era prevista durante l’Ottava del Corpo di Cristo.<ref>{{cita pubblicazione|url=https://ler.letras.up.pt/uploads/ficheiros/16400.pdf|formato=pdf|pagina=54|autore=Massimo Bergonzoni|titolo=il culto mariano e immaculista della monarchia di Spagna: l'ambasciata romana di D. Luis Crespi de Borja (1659-1661)|isbn=: 978-989-8351-40-1|editore=CITCEM – Centro de Investigação Transdisciplinar «Cultura, Espaço e Memória»|data=1º dicembre 2015|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20200727225852/https://ler.letras.up.pt/uploads/ficheiros/16400.pdf|dataarchivio=27 luglio 2020|urlmorto=no|accesso=29 dicembre 2020}}</ref>
La decisione del pontefice, però, non fu accettata placidamente, in quanto si riteneva che tale peculiarità della Madonna fosse un'eresia, per cui l'anno successivo fece disputare sull'argomento il generale dell'ordine francescano Francesco da Brescia (a favore del provvedimento) con il domenicano [[Vincenzo Bandello|Vincenzo Bandelli]]<ref name=":7" />. Nonostante ciò, il pontefice dovette ancora intervenire nel 1483 con la costituzione ''Grave minis'' per mettere a tacere quei predicatori che ancora osavano proclamare l'eresia dell'immacolata concezione<ref>{{Cita|Malou|p. 24 §2}}.</ref>. Inoltre, papa Sisto IV promosse anche la recita del [[rosario]]<ref>{{Cita|Moroni, 59|p. 153}}: «Approvarono la recita del rosario e ne riconobbero istitutore [[Domenico di Guzmán|s. Domenico]] molti papi, come Sisto IV nel 1481 insieme alle [[Confraternita del Santo Rosario|confraternite del ss. Rosario]]...».</ref>, preghiera che verrà solennemente elevata a preghiera mariana per eccellenza un secolo più tardi da [[Papa Pio V|san Pio V]]. Sempre nell'ottica della venerazione mariana, papa Sisto patrocinò la devozione verso la madre della Madonna, [[sant'Anna]], e verso il marito della medesima, [[san Giuseppe]]<ref>{{Cita|Audisio|p. 266}}.</ref>.[[File:Torquemada.jpg|miniatura|Tomás de Torquemada (1420 ca - 1498), il capo dell'Inquisizione spagnola.]]
La formulazione dogmatica sarebbe stata proclamata solamente l’8 dicembre 1854 da papa Pio IX.
===== La nascita dell'Inquisizione Spagnola (1478) =====
{{Vedi anche|Inquisizione spagnola}}
Sisto acconsentì all'inquisizione spagnola, in seguito all'emanazione di una bolla del 1º novembre 1478<ref name=":14" /> che istituiva un inquisitore a [[Siviglia]], sotto pressione politica di [[Ferdinando II d'Aragona|Ferdinando II di Aragona]]. Cionondimeno, Sisto discusse su protocollo e prerogative della giurisdizione, fu scontento degli eccessi dell'inquisizione e prese misure per condannare gli abusi più plateali nel 1482 ma, grazie agli accordi con Ferdinando e [[Isabella di Castiglia]] che potevano nominare inquisitori uomini di loro fiducia, fu nominato il cardinale [[Tomás de Torquemada|Torquemada]] come inquisitore generale<ref>{{Cita|Rendina|pp. 593-594}}.</ref>, confermato poi dallo stesso Sisto<ref name=":15">{{Cita|Kelly|p. 422}}.</ref>.
===== La fine del conciliarismo: Andrea Zamometic =====
Nel 1478<ref name=":15" /> Sisto IV abrogò gli ultimi decreti del [[Concilio di Costanza]] che avevano posto limite all'autorità papale<ref>{{Cita|Potestà-Vian|p. 289}} sottolineano come Sisto IV, insieme a Pio II (1458-1464), sia stato tra i più accesi fautori della monarchia papale contro ogni forma di conciliarismo.</ref>. Davanti però alla corruzione dilagante nella corte papale, il domenicano Andrea Zamometic (1420 ca. - 1484), un tempo amico di Sisto<ref name=":16">{{Cita|Kelly|p. 423}}.</ref> e ora ambasciatore dell'[[Federico III d'Asburgo|imperatore Federico III]], si ritenne sdegnato degli scandali che ivi si perpetravano (alcuni suppongono che avesse litigato con Papa Sisto per la mancata nomina a cardinale<ref name=":10">{{Cita web|autore = |url = http://www.treccani.it/enciclopedia/zamometic-andrea-detto-andrea-di-craina-o-da-udine/|titolo = Andrea Zamometic|accesso = |data = 11 dicembre 2014}}</ref>). Fuggito da Roma, si rifugiò a Basilea ove tentò, il 25 marzo del 1482<ref name=":10" />, di convocare un Concilio ecumenico volto a giudicare il Papa ma quest'ultimo, ribadendo l'inappellabilità del clero alla convocazione di un Concilio ecumenico senza il consenso del Pontefice e lanciando l'interdetto su Basilea (1483<ref name=":16" />), riuscì ad avere la meglio. Arrestato, Zamometic si impiccò nella sua cella nel 1484<ref name=":10" />.
===== Canonizzazioni ed altre attività =====
[[File:Tiberio d'Assisi Bonaventura da Bagnoregio (part.).jpg|miniatura|[[Tiberio d'Assisi]], ''Bonaventura da Bagnoregio'' (particolare), 1509 ([[affresco]] di [[Stroncone]])|sinistra]]
Sisto IV, francescano, fece molto per avvantaggiare gli ordini mendicanti (e specialmente quello da cui proveniva). Tra le varie iniziative, il pontefice [[Canonizzazione|canonizzò]], il 14 aprile 1482, il teologo francescano [[Bonaventura da Bagnoregio]], mentre l'anno precedente elevò all'onore degli altari i 300 frati francescani martiri in [[Marocco]]<ref>{{Cita|von Pastor|p. 392}}.</ref>. Oltre alle canonizzazioni, Sisto IV approvò un certo numero di ordini religiosi, tra i quali l'[[Ordine dei Minimi]], quello degli [[Ordine degli agostiniani scalzi|Agostiniani scalzi]] e degli Agostiniani eremiti<ref name=":6" />.
===== Concistori per la creazione di nuovi cardinali =====
{{vedi anche|Concistori di papa Sisto IV}}
Papa Sisto IV durante il suo pontificato ha creato 34 cardinali nel corso di 8 distinti concistori<ref name=":1" />.
==== Rapporti con i monarchi cristiani ====
===== Francia =====
Sisto IV continuò lo sterile dibattito con [[Luigi XI di Francia]], che continuò a difendere la [[Prammatica Sanzione di Bourges|Prammatica sanzione di Bourges]] (1438), in base alla quale tutti i decreti papali riguardanti la [[Chiesa cattolica in Francia|Chiesa di Francia]] dovevano essere preventivamente autorizzati dal monarca prima di essere promulgati. La Prammatica sanzione divenne il perno dell'indipendenza della [[Chiesa gallicana]]<ref>{{Cita|Rops|pp. 215-216}}.</ref>.
===== Spagna =====
Oltre a favorire l'inquisizione spagnola, Sisto IV tenne una fitta rete di contatti con la [[Sovrani di Castiglia|sovrana di Castiglia]], [[Isabella di Castiglia|Isabella]], e con il [[Sovrani d'Aragona|re d'Aragona]] suo consorte [[Ferdinando II d'Aragona|Ferdinando]]. Per favorire la loro crociata contro i [[Sultanato di Granada|mori di Granada]], il pontefice non esitò a concedere [[Indulgenza|indulgenze]] a coloro i quali intendessero supportare le iniziative dei sovrani cattolici<ref>{{Cita|Gligora-Catanzaro|p. 208}}.</ref>.
===== Russia =====
Sisto IV tentò anche di avvicinare alla Chiesa Cattolica l'[[Chiesa ortodossa|ortodossa]] Russia tramite il matrimonio di [[Sofia Paleologa (Granduchessa di Mosca)|Zoe Paleologa]], nipote dell'ultimo imperatore bizantino [[Costantino XI Paleologo|Costantino XI]], e il [[Regno russo|granduca di Moscovia]] [[Ivan III di Russia|Ivan III]]. Ricevuti i delegati russi il 25 marzo del 1472, il papa diede la sua approvazione per il matrimonio dell'erede dell'[[Impero bizantino|Impero Bizantino]] col sovrano russo, dotandola di una ricca dote<ref>{{Cita|von Pastor|p. 229}}.</ref>. Successivamente però, a causa dei contrasti tra il clero russo che non intendevano riconoscere la superiorità del pontefice romano, fece naufragare ogni tentativo di riconciliazione ecumenica.
===== Il dono della rosa d'oro =====
{{Vedi anche|Rosa d'oro}}
Come riferisce lo storico [[Gaetano Moroni]], papa Sisto IV fece dono a numerosi sovrani della più alta onorificenza che un cristiano, per le sue virtù, possa aspirare, ossia la rosa d'oro. Durante il suo pontificato Sisto IV fece dono della rosa d'oro al re di Danimarca e Norvegia [[Cristiano I di Danimarca|Cristiano I]], a [[Ludovico III Gonzaga|Ludovico III]] di Mantova, ad [[Eberardo V del Württemberg]], al doge [[Andrea Vendramin]], ad [[Ernesto di Sassonia]] e a [[Federico da Montefeltro|Federigo da Montefeltro]]<ref>{{Cita|Moroni|p. 74 §2}}.</ref>.
==== Governo dello Stato Pontificio: il nepotismo di Sisto ====
[[File:Melozzo da Forlì 001 detail.jpg|miniatura|Particolare dell'affresco di Melozzo da Forlì avente per oggetto la nomina di Bartolomeo Platina a bibliotecario del Vaticano, in cui è raffigurato Girolamo Riario. Con la sua avidità e i suoi piani egemonici, condusse lo zio papa e lo Stato pontificio in una grave crisi economica e di prestigio internazionale]]
{{Citazione|L'insuccesso per l'attuazione della crociata fu causato dagli intrighi del nepotismo, che con Sisto IV raggiunse vertici prima mai registrati: per questo egli si trovò coinvolto in una politica caotica che causò gravi danni allo Stato pontificio. Enorme fu il complesso di benefici concessi ai numerosi parenti che gli venivano da due fratelli e quattro sorelle, in una schiera di quindici nipoti per diversi gradi di parentela.|Claudio Rendina, ''I Papi: storia e segreti''<ref name=":3"/>}}
Per comprendere le mosse politiche di papa Della Rovere, bisogna prima sottolineare l'enorme influenza che ebbero su di lui i suoi parenti. Il suo pontificato, infatti, fu caratterizzato da una politica [[Nepotismo|nepotista]] ancora più tenace di quella dei suoi predecessori<ref group="N">Anche l'{{Cita|Audisio|p. 259}}, nonostante la sua partigianeria nei confronti delle condotte non apostoliche di certi pontefici, concluse con questa chiosa la politica nepotista di Sisto IV: «Ma ad ogni modo, il papa si facea uomo, discendendo dalla presidenza della Chiesa al casato». Stessa opinione è espressa da {{Cita|Gligora-Catanzaro|p. 207}} quando affermano: «Tenne il pontificato per tredici anni e diede priorità all'attività temporale e nepotista rispetto a quella spirituale».</ref>. Sisto IV contava numerosi parenti: 4 sorelle, 2 fratelli e 15 nipoti<ref name=":3" />, due dei quali ([[Papa Giulio II|Giuliano della Rovere]] e lo scapestrato [[Pietro Riario]] che, morto prematuramente a 28 anni, fu sostituito da [[Raffaele Riario]]<ref name=":3" />) furono elevati al rango cardinalizio già dal primo concistoro; si diedero alla carriera politica, invece, il nipote ed ex mercante di stoffe [[Girolamo Riario]] (per il quale Sisto IV volle il dominio di [[Imola]] e di [[Forlì]]) e [[Giovanni Della Rovere|Giovanni della Rovere]], che fu nominato prefetto dell'Urbe<ref name=":3" />. Sulla politica estera di Sisto influì in modo preponderante Girolamo Riario che, completamente ignorante di politica e tutto intento al guadagno personale, gettò Sisto IV in una serie di guerre infruttuose che dilapidarono le finanze papali (che poterono essere parzialmente reintegrate grazie ai proventi del Giubileo del 1475 e all'istituzione della [[dataria apostolica]])<ref name=":4" />.
La politica spregiudicata del Riario e il carattere violento di lui<ref name=":15" /> suscitarono varie rivolte nell'[[Urbe Roma|Urbe]] e nella [[Campagna romana]] nel 1482<ref name=":4" />. Nel tentativo di stringere legami con gli [[Orsini]], il Riario si mise palesemente contro i [[Savelli (famiglia)|Savelli]] e soprattutto i [[Colonna (famiglia)|Colonna]] (colpevoli di essersi anche opposti al pontefice per le misure da lui prese negli anni precedenti circa la possibilità di coltivazione da parte dei coloni dei latifondi lasciati incolti) i quali, per rappresaglia, scatenarono le loro bande armate per Roma e per tutto il contado circostante, minando così l'autorità pontificia<ref name=":12" />. Probabilmente, seguendo le parole di Daniel Rops: «le povere origini e una formazione francescana evidentemente non lo preparavano a maneggiare ragionevolmente le enormi somme che si vennero ormai a trovare nelle sue mani»<ref name=":8" /> dopo l'elezione pontificia.
==== Rapporti con gli altri stati italiani ====
[[File:Lorenzo de Medici.jpg|miniatura|[[Agnolo Bronzino]], ''Ritratto di Lorenzo de' Medici'', [[Pittura a olio|olio su tela]], 1555/1565, [[Galleria degli Uffizi]], [[Firenze]]. Il signore di Firenze fu il più acceso avversario di Sisto IV e del nipote Riario per il mantenimento della pace in Italia|sinistra]]
===== Sisto e il censo del Regno di Napoli =====
Il predecessore di Sisto, [[Papa Paolo II|Paolo]] aveva inasprito i rapporti fra lo [[Stato Pontificio]] e il [[Regno di Napoli]] di [[Ferrante d'Aragona]] per via del censo non pagato da quest'ultimo. A sua volta Ferrante pretese la restituzione delle terre che il Papa possedeva entro i confini del [[Regno di Napoli|regno]], cioè [[Terracina]] in [[terra di Lavoro]], [[Cittaducale]] e [[Leonessa]] nell'[[Abruzzo]], vicino ai confini dello [[Stato Pontificio|stato della Chiesa]]; e ciò in vigore dell'accordo fatto nel 1443 da [[papa Eugenio IV]] con il re [[Alfonso V d'Aragona|Alfonso]] suo [[Alfonso V d'Aragona|padre]]. Ferrante pretese anche la restituzione di [[Benevento]], che aveva concesso al predecessore di Paolo II, [[Papa Pio II|Pio II]] suo buon amico. Paolo II vedendo inasprito l'animo del Re e non potendo con l'esercito e con altri modi resistergli, mandò subito a [[Napoli]] il [[Bartolomeo Roverella|cardinal Roverella]] suo [[Legato pontificio|legato]] a placare Ferrante, il quale infuriato aveva ordinato ad [[Alfonso II di Napoli|Alfonso]] suo figlio di togliere il [[Ducato di Sora]] alla Chiesa. Il cardinale eseguì così bene l'incarico che da allora non si parlò più né di censi scaduti, né della restituzione di quelle terre, tuttavia continuarono a nascere altre discordie.<ref name="Le vite de Re di Napoli">{{cita libro|nome=Bastian|cognome=Biancardi| titolo=Le vite de Re di Napoli, Raccolte succintamente con ogni accuratezza|anno=1737|editore=F. Pitteri| città=Napoli}}</ref>
Quando nel 1471 succedette Sisto IV al pontificato, fece cessare tutte le rivalità: nel 1475 spedì a Ferrante una bolla, la quale riferiva che per tutta la sua vita non sarebbe stato obbligato a pagare i censi, bensì per l'investitura fosse tenuto a inviargli ogni anno un cavallo bianco ben guarnito; così venne introdotto l'uso della [[chinea]] a [[Basilica di San Pietro in Vaticano|San Pietro]]. Ferrante riconoscendo le virtù di questo Pontefice, volle omaggiarlo dando il [[Ducato di Sora]] (che aveva tolto a Giovanni Paolo Cantelmo) a [[Leonardo Della Rovere (1445-1475)|Leonardo della Rovere]], con il quale fece poi sposare una sua figlia.<ref name="Le vite de Re di Napoli" /><ref>{{cita|Biancardi|p. 342}}.</ref>
===== La Congiura dei Pazzi e la guerra contro Firenze (1478-1480) =====
{{Vedi anche|Congiura dei Pazzi|Lorenzo de' Medici#Congiura dei Pazzi (1478)}}
Il primo obiettivo del Riario fu la Firenze di [[Lorenzo de' Medici|Lorenzo il Magnifico]]. Il Medici, contrariato con Papa Sisto per l'occupazione di Imola e Faenza<ref group="N">Lorenzo il Magnifico temeva un eccessivo rafforzamento dello Stato Pontificio ai danni della Repubblica fiorentina nel versante settentrionale di quest'ultima, cosa per cui osteggiò i piani di Sisto IV e del nipote Girolamo. Guardasi la voce [[Lorenzo de' Medici|Lorenzo il Magnifico]] e la voce del ''[[Dizionario biografico degli italiani]]'' curata da {{Cita|Ingeborg}}.</ref>, era in rapporti molto tesi anche per la mancata nomina cardinalizia del fratello [[Giuliano de' Medici|Giuliano]]<ref name=":3" />[[Giuliano de' Medici|.]] Il Riario, intenzionato a crearsi un vasto principato in Toscana, prese contatti con i [[Pezzi (famiglia)|Pazzi]]<ref name=":3" />, banchieri avversari dei Medici per il controllo delle istituzioni cittadine ai quali Sisto IV affidò la sua fiducia nei prestiti<ref name=":5">{{Cita web|autore = |url = http://www.palazzo-medici.it/mediateca/it/Scheda_Congiura_dei_Pazzi|titolo = Palazzo Medici-Ricciardi, La congiura dei Pazzi|accesso = |data = 11 dicembre 2014|urlmorto = sì|urlarchivio = https://web.archive.org/web/20150924063625/http://www.palazzo-medici.it/mediateca/it/Scheda_Congiura_dei_Pazzi|dataarchivio = 24 settembre 2015}}</ref> e, forse, anche con [[Federico da Montefeltro]]<ref name=":5" />. Preparato il complotto, questi fu perpetrato il 26 aprile del 1478 durante la [[Messa|Santa Messa]] nel [[Cattedrale di Santa Maria del Fiore|Duomo di Santa Maria del Fiore]]: Giuliano rimase ucciso, mentre Lorenzo scampò alla morte. La vendetta di Lorenzo fu esemplare: i congiurati furono tutti giustiziati, tra cui l'[[Arcidiocesi di Pisa|arcivescovo di Pisa]] [[Francesco Salviati (arcivescovo)|Francesco Salviati]], che venne impiccato sulle mura del fiorentino [[Palazzo Vecchio|Palazzo della Signoria]]<ref>{{Cita|Roscoe|pp. 74-78, vol. 2}}.</ref>. Sisto, dal momento che uccidere un ecclesiastico equivaleva a essere scomunicati dalla Chiesa, replicò con la scomunica contro Lorenzo (la bolla ''Ineffabilis et summi patris providentia'' del 1º giugno 1478<ref name=":12" />) e due anni di guerra contro Firenze. La guerra contro Firenze fu un insuccesso, perché nessuno degli altri "cripto-congiurati" intervenne per salvare il Papa. Da questa inutile e dispendiosa guerra, Sisto fu paradossalmente salvato dalla conquista di [[Battaglia di Otranto|Otranto]] da parte dei Turchi nel 1480: si giunse pertanto alla pace con Firenze il 3 dicembre del medesimo anno<ref>{{Cita|Roscoe|pp. 124-125, vol. 2}} e {{Cita|Lombardi}}.</ref>.
===== La guerra di Ferrara (1482-1484) =====
{{vedi anche|Guerra di Ferrara (1482-1484)|Lorenzo de' Medici#Guerra di Ferrara (1482-1484)}}
Papa Sisto IV, spinto sempre dal nipote Girolamo Riario intenzionato a crearsi un principato nell'Italia centrale, prese parte alla lega del 1482 in cui [[Repubblica di Venezia|Venezia]] e [[Repubblica di Genova|Genova]] strinsero un'alleanza contro il [[Ferdinando I di Napoli|re di Napoli]], la Repubblica di Firenze, il [[Ludovico il Moro|duca di Milano]], e [[Ercole I d'Este|di Ferrara]]<ref>{{Cita|Bosisio|p. 367}}.</ref>. Nella prima fase della guerra le truppe di Venezia attaccarono il Ducato di Ferrara, conquistando il [[Polesine]] ed arrivando fin sotto le mura della città. Il territorio dello Stato della Chiesa fu minacciato dal re di Napoli [[Ferdinando I di Napoli|Ferdinando I]], anche se le truppe napoletane diedero uno scarso contributo alla causa della guerra<ref>{{Cita|Bosisio|p. 366}}.</ref>. [[Roberto Malatesta]], comandante dei Veneziani, scese in Lazio in aiuto dei soldati pontifici. Lo scontro decisivo avvenne nell'[[agro romano]], nella località denominata [[Battaglia di Campomorto|Campomorto]] (vicino ad [[Aprilia (Italia)|Aprilia]]): il 21 agosto 1482, dopo sei ore di combattimento, le truppe pontificie costrinsero i napoletani alla ritirata<ref name=":4" />.
[[File:Tesoro di san pietro, tomba di sisto IV di antonio del pollaiolo, 03.JPG|miniatura|Tomba di Sisto IV]]
Per il papa non c'era più ragione di continuare la guerra. Il 28 novembre stipulò con il re di Napoli una tregua, alla quale il 12 dicembre seguì la pace<ref name=":12" />. Per essersi rifiutata di desistere dalle ostilità (e per essere una pericolosa rivale alle ambizioni papali sulle [[Marche]]), Sisto pose [[Venezia]] sotto interdizione fino a tutto il 1483<ref name=":12" />. La guerra si concluse definitivamente con la [[Guerra di Ferrara (1482-1484)|pace di Bagnolo]] nel 1484<ref name=":4" />.
=== La morte ===
{{quote|Nessuna forza alcuna poté estinguere il feroce Sisto:<br>
dopo aver ascoltato infine il nome della pace, morì|[[Francesco Guicciardini]], ''[[Storie fiorentine]]''|Non potuit saevum vis ulla extinguere Sixtum:<br>
Audito tandem nomine pacis obit.|lingua2=Ita|lingua=La}}
Sisto IV, le cui condizioni di salute erano peggiorate nel corso dell'ultimo anno, morì il 12 agosto del 1484 a causa di una febbre persistente<ref>{{Cita|von Pastor|p. 387}}.</ref>. La tomba, opera del genio di [[Antonio del Pollaiolo]]<ref>{{Cita|Bona Castellotti}}.</ref>, fu posta inizialmente, come ricorda il von Pastor, in una cappella fatta costruire apposta nell'[[Antica basilica di San Pietro in Vaticano|antica basilica vaticana]]<ref>{{Cita|von Pastor|pp. 387-388}}.</ref>. Successivamente fu trasportata nelle [[Grotte Vaticane|grotte vaticane]]<ref name=":0">{{Cita|Rendina|p. 594}}.</ref>.
Oggi il monumento è posto all'entrata del Museo del tesoro della [[Basilica di San Pietro]], mentre i resti mortali si trovano insieme a quelli del nipote nonchè successore [[Giulio II]] dietro il pilastro di [[Sant'Elena]] sotto il pavimento della basilica di San Pietro con una targa che ne ricorda le memorie.
== Il mecenatismo di Sisto IV ==
[[File:Melozzo da Forlì 001.jpg|miniatura|verticale=1.4|[[Melozzo da Forlì]], ''[[Sisto IV nomina il Platina prefetto della biblioteca Vaticana]]'' (1477), [[affresco]], [[Roma]], [[Pinacoteca vaticana|Pinacoteca Vaticana]]. Nell'affresco del ''pictor papalis'' Melozzo da Forlì, che compare qui a fianco, è affiancato dai suoi nipoti delle famiglie Della Rovere e Riario, dei quali vennero nominati cardinali Raffaele Riario (alla sua destra) e Giuliano della Rovere, il futuro [[papa Giulio II]] che gli sta di fronte.|sinistra]]
=== La monumentalizzazione di Roma ===
Le intenzioni di rafforzamento del prestigio temporale del papato indussero papa Sisto a grandi interventi edilizi ed urbanistici pur nella scarsezza dei fondi disponibili, volti a un recupero urbanistico e a una monumentalizzazione della città di Roma, in seguito proseguiti e potenziati dai progetti del nipote Giuliano, futuro [[papa Giulio II]]<ref>''Cfr.'' il saggio di {{Cita|Cantatore}}.</ref>.
==== I principali interventi architettonici ed urbanistici ====
Uno dei primi interventi del pontefice fu la radicale ricostruzione dell'[[arcispedale di Santo Spirito in Saxia]], andato distrutto da un incendio nel 1471, anche in previsione dell'imminente Anno Santo. Commissionò la costruzione del [[ponte Sisto]]<ref name=":14" />, che inaugurato per il Giubileo del 1475 doveva facilitare l'accesso a San Pietro dei pellegrini provenienti dalla riva sinistra del [[Tevere]], fino allora costretti ad accalcarsi sul [[Ponte Sant'Angelo]] con frequenti incidenti, rendendo meglio fruibile l'itinerario già presente tra [[porta Settimiana]] e la [[Porta Santo Spirito]] poi rettificata ed ampliata dal Bramante dal 1503 e che prenderà nome di [[Via della Lungara]]<ref>{{Cita|Camiz|p. 51 §1}}.</ref>. Aprì una nuova strada, la ''Via Sistina'' (odierno ''[[Borgo Sant'Angelo]]''), nel rione di [[Borgo (rione di Roma)|Borgo]]<ref name=":12" />. Su suggerimento del re di Napoli<ref>{{Cita|Moroni, 57|p. 75}}.</ref> in visita al papa in occasione di quel Giubileo, soprattutto con la bolla ''Etsi de cunctarum civitatum'' del 30 giugno 1480<ref>Si veda il testo in latino della bolla in {{Cita|Tomassetti-Cocquelines|pp. 273-278}}.</ref>, si ordinava l’eliminazione di portici, sporti e balconi, facendo rettificare le principali arterie che da [[Ponte Sant'Angelo]] si diramavano per la città. Le nuove strade così ottenute furono<ref>{{Cita|Cantore|p. 318}}.</ref>:
*[[Via dei Banchi Vecchi|via dei Banchi]], poi via ''Mercatoria'' o ''Floridia'' o ''Florea'': dal cosiddetto "Canale di Ponte" giungeva fino a [[Chiesa di Sant'Angelo in Pescheria|S. Angelo in Pescheria]] passando per [[Campo de' Fiori]];
*la via ''Papalis'' raggiungeva il [[Campidoglio]] e il [[Basilica di San Giovanni in Laterano|Laterano]];
*la via ''Recta'' ([[via dei Coronari]]) giungeva presso la [[Chiesa di Santa Maria Maddalena (Roma)|chiesa della Maddalena]] fino alla [[via Flaminia]] ([[via del Corso (Roma)|via del Corso]]) e la nuova via sul prolungamento della nuova via Sistina ([[Lungotevere Tor di Nona|via Tor di Nona]] e via Monte Brianzo) raggiungeva la [[Basilica di Santa Maria del Popolo]] da lui fatta ricostruire.
A queste si aggiungevano altre vie, come il tracciato dell'attuale via dei Pettinari che, dal [[Ponte Sisto|nuovo ponte]] da lui fatto riedificare e che da lui prese nome<ref name=":14" />, collegava [[Trastevere]] alla via Mercatoria, i mercati di Campo de' Fiori e [[Piazza Navona]]<ref>{{Cita|Bascià-Carlotti-Maffei-Capolino|p. 297}}.</ref>. Papa Sisto IV fece anche ricostruire la [[Basilica di San Vitale (Roma)|Basilica di San Vitale]] nel 1475<ref>{{Cita|San Vitale}}.</ref>.
==== La Cappella Sistina ====
{{Vedi anche|Cappella Sistina}}
La sua opera di restauro dell'Urbe culminò con la ricostruzione e con la parziale decorazione della ''Cappella Palatina'' di [[Palazzo Apostolico]] che acquisì e divenne famosa nel mondo con il nome di Cappella Sistina, alla quale furono chiamati artisti di grido come [[Mino da Fiesole]], [[Sandro Botticelli]], [[Domenico Ghirlandaio]], [[Perugino|Pietro Perugino]], [[Luca Signorelli]] e il [[Pinturicchio]]<ref>{{Cita|Cappella Sistina}}: «...il papa Sisto IV chiamò a lavorare nella Cappella famosi pittori fiorentini, come Botticelli, Ghirlandaio, Cosimo Rosselli e Signorelli, nonché umbri, quali Perugino e Pinturicchio».</ref>. L'opera di restauro, iniziata su una cappella palatina attestata per la prima volta nel 1368 e affrescata a suo tempo dal [[Giottino]] e da [[Giovanni da Milano]], iniziò nel 1477 e ciò fu dovuto al fatto che le principali cerimonie pontificie erano officiate in tale cappella<ref>{{Cita|de Vecchi-Cerchiari|p. 271 §1-2}}.</ref>. Il ciclo di decorazioni degli affreschi ad opera degli artisti sovra citati iniziò nel 1478, per poi continuare fino ai primi anni '80, con un rallentamento dovuto alla guerra contro Firenze<ref>{{Cita|de Vecchi-Cerchiari|p. 271}}.</ref>.
=== La protezione degli umanisti, intellettuali, musici e artisti ===
{{Vedi anche|Umanesimo romano|Biblioteca apostolica vaticana}}[[File:Signorelli, Luca - Moses's Testament and Death - 1481-82.jpg|miniatura|416x416px|[[Luca Signorelli]], ''Testamento e morte di Mosè'', 1482, Cappella Sistina.]]
Dopo "l'oscura" parentesi di [[papa Paolo II]], l'avvento di Sisto IV fece ritornare in auge l'[[umanesimo]]. Per la ''renovatio urbis'', infatti, Sisto aveva bisogno dell'''intellighenzia'' degli umanisti (come [[Papa Niccolò V]] si avvalse dei servigi dell'[[Leon Battista Alberti|Alberti]]) e pertanto riaprì nel 1479 il [[Abbreviatore|collegio degli abbreviatori]]<ref>{{Cita|de Lasala-Rabikauskas|p. 233}}.</ref>, l'Accademia Romana e ricoprì d'incarichi [[Pomponio Leto]]<ref name=":14" /> e il [[Bartolomeo Sacchi|Platina]], il quale fu nominato primo prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, caduta nel degrado sotto Paolo II<ref group="N">Secondo altri va attribuito a Sisto IV il merito di aver effettivamente istituito la Biblioteca Vaticana, ''cfr.'' {{Cita|Ruysschaert|pp. 513-524}}.</ref>:
{{Citazione|Con la bolla ''Ad decorem militantis ecclesiae'' del 15 giugno 1475 Sisto rifondava (o riorganizzava, dato che la sua creazione va attribuita a Niccolò V) la biblioteca pontificia, assicurandone inoltre, con atto di liberalità, encomiato ovviamente in modo abbondante dai letterati, l'apertura al pubblico. L'antica biblioteca voluta dal Parentucelli venne quindi restaurata ed ampliata...Sia i lavori di restauro, di riorganizzazione e di ampliamento - da tre a quattro sale - sia la direzione della biblioteca vennero affidati all'umanista Bartolomeo Platina|Giuseppe Lombardi nella scheda di Sisto IV nell'[[Enciclopedia dei Papi]]<ref name=":12"/>}}
Sempre per conto di Sisto IV, il Platina scrisse il ''Liber de vita Christi ac omnium pontificum'', in cui descrisse la figura di [[Papa Paolo II|Paolo II]] nei termini più foschi<ref>{{Cita|von Pastor|p. 449}}.</ref>. Infine, oltre ai numerosi artisti che chiamò a Roma per abbellirla, Sisto si segnalò anche come mecenate della musica, chiamando a Roma [[Josquin Desprez|Josquin des Prez]]<ref>{{Cita|Carrozzo-Cimagalli|p. 228}}.</ref> e fondando il coro della cappella Sistina<ref name=":16" />. Cercò infine di porre rimedio all'eccessiva lunghezza dell'anno giuliano rispetto all'anno tropico (di 11' e 15" per anno) tentando di riorganizzare lo stesso [[Calendario giuliano|Calendario Giuliano]], chiamando a Roma il matematico ed astronomo tedesco [[Regiomontano]] nel 1475<ref>{{Cita|Regiomontano}}.</ref>. La questione tuttavia rimase aperta a seguito della morte del matematico nello stesso anno.
== Sisto IV nella storiografia ==
Dalla trattazione, si può concludere che il pontificato di Sisto IV, in generale, risulta un parziale fallimento. Benché non privo di qualità necessarie a un pontefice<ref>{{Cita|Kelly|p. 422}}:<blockquote>«Austero nella vita privata»</blockquote></ref> egli non si prodigò per la Riforma della Chiesa<ref>{{Cita|von Pastor|p. 405}}.</ref>, dedicandosi quasi esclusivamente a interessi puramente terreni e «inaugurò una serie di pontefici che secolarizzarono sistematicamente il papato»<ref name=":15" /> favorendo «troppi uomini privi di ogni valore»<ref>{{Cita|Rops|p. 216}}.</ref> in seno al Collegio Cardinalizio. Tali guerre, oltre a essere infruttuose, dilapidarono il tesoro papale, lasciando al successore [[Papa Innocenzo VIII|Innocenzo VIII]] un deficit enorme<ref>{{Cita|Rendina|p. 595}}.</ref>. Come per [[Papa Callisto III|Callisto III]], il pontificato di Sisto si segnalò per lo scandaloso [[nepotismo]], pratica che condusse al rango cardinalizio uno dei futuri pontefici, cioè [[Papa Giulio II|Giulio II]]. Nonostante ciò, a questo pontefice si riconosce il merito di aver consolidato il sogno di [[Papa Niccolò V|Niccolò V]] e di [[Papa Pio II|Pio II]], cioè quello della monumentalizzazione di Roma, segnando il trapasso definitivo dalla Roma medievale a quella rinascimentale e l'instaurazione definitiva della monarchia assoluta del papa<ref name=":0" />. Sisto ebbe anche il buon senso di ridare nuovo respiro alla cultura umanista, necessaria appunto per il suo progetto di ''renovatio urbis''<ref>{{Cita|von Pastor|pp. 432 e sgg.}}</ref>.
== Genealogia episcopale e successione apostolica ==
La [[genealogia episcopale]] è:
* Cardinale [[Guillaume d'Estouteville]], [[Congregazione cluniacense|O.S.B.Clun]]<ref name=":1" />[[Congregazione cluniacense|.]]
* Papa Sisto IV
La [[successione apostolica]] è:
* Arcivescovo [[Eustache de Lévis]] (1475)
* Vescovo [[Petrus Engelprecht]] (1477)
* Cardinale [[Georg Hesler]] (1480)
* [[Papa Giulio II]] (1481)
* Vescovo [[Matthias Scheidt]] (1481)
== Pasquinate ==
[[File:Sixte IV médaille.jpg|thumb|Medaglia con l'effige di Sisto IV]]
Contro Sisto IV furono scritte diverse [[Pasquino|pasquinate]], tra le quali la più velenosa è la seguente:
{{Citazione|Sisto, sei morto alfine: ingiusto, infido, giace, <br/>chi la pace odiò tanto in sempiterna pace.<br/>
Sisto, sei morto alfine: e Roma ecco in letizia<br/> che te regnante, fame soffrì, stragi e nequizia.<br/>
Sisto, sei morto alfine: tu di discordia eterno<br/> motor, fin contro Dio, scendi nel cupo inferno.<br/>
Sisto, sei morto alfine: in ogni inganno destro<br/> in frodi, in tradimenti altissimo maestro.<br/>
Sisto, sei morto alfine: orgia di sozzi pianti<br/> ti dan ruffian, cinedi, meretrici e baccanti.<br/>
Sisto, sei morto alfine: obbrobrio e vitupero <br/>del papato, sei morto alfine, Sisto, è vero?<br/>
Sisto, sei morto alfine: su, su, gettate a brani<br/> le scellerate membra in pasto ai lupi e ai cani!|Pasquinata riportata da Claudio Rendina ne ''I Papi: storia e segreti''<ref name=":0"/>}}
== Opere ==
* {{cita libro|url=https://books.google.it/books?id=PGvzMbz16JUC|titolo=De Sanguine Christi|autore=Francesco della Rovere (Sisto IV)|anno=1474|accesso=30 dicembre 2019|editore=Friedrich Creussner|SBN=IT\ICCU\URBE\045882}}
== Onorificenze ==
{{Onorificenze
|immagine=Ordine Supremo del Cristo Rib.png
|nome_onorificenza=Gran Maestro dell'Ordine supremo del Cristo
|collegamento_onorificenza=Ordine supremo del Cristo
|motivazione=
}}
== Papa Sisto IV nella cultura di massa ==
*Nella [[Fiction televisiva|serie TV]] ''[[Da Vinci's Demons]]'' Francesco della Rovere/Sisto IV, padre segreto della nobildonna [[Lucrezia Donati]], è interpretato da [[James Faulkner]], che veste i panni anche di Alessandro della Rovere, il fratello gemello, il quale, nella prima stagione, imprigiona il papa a [[Castel Sant'Angelo]] e lo impersona<ref>{{Cita web|url=https://movieplayer.it/news/da-vincis-demons-il-trailer-della-stagione-3_37224/|titolo=Da Vinci's Demons: il trailer della stagione 3|accesso=30 gennaio 2020}}</ref>.
*Nella serie televisiva ''[[I Medici (serie televisiva)|I Medici]]'', Sisto IV è interpretato dall'attore italiano [[Raoul Bova]] nella seconda stagione, mentre nella terza da [[John Lynch (attore)|John Lynch]]<ref>{{Cita web|url=https://www.tvserial.it/i-medici-2-cast-attori-personaggi-video/|titolo=I Medici 3 cast|accesso=30 gennaio 2020}}</ref>.
== Albero genealogico ==
{{Ascendenza
| 1 = Sisto IV
| 2 = [[Leonardo Beltramo di Savona Della Rovere|Leonardo della Rovere]]
| 4 =
| 8 =
|16 =
|17 =
| 9 =
|18 =
|19 =
| 5 =
|10 =
|20 =
|21 =
|11 =
|22 =
|23 =
| 3 = Luchina Monleone<ref>{{Cita web|url=https://gw.geneanet.org/fcicogna?lang=en&n=monleone&oc=0&p=luchina|titolo=Luchina Monleone|accesso=30 gennaio 2020}}</ref>
| 6 = Giovanni Monleone
|12 = Giovanni Monleone
|24 = Leone Monleone
|25 =
|13 =
|26 =
|27 =
| 7 = Caterina Cipolla
|14 =
|28 =
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}}
== Note ==
=== Esplicative ===
<references group="N" />
=== Bibliografiche ===
<references/>
== Bibliografia ==
*{{Cita libro|autore=Giancarlo Andenna|titolo=Pacifico da Cerano|url=http://www.treccani.it/enciclopedia/pacifico-da-cerano_(Dizionario-Biografico)|accesso=30 dicembre 2019|anno=2014|editore=Istituto dell'Enciclopedia Italiana|città=Roma|volume=80|cid=Andenna|SBN=IT\ICCU\RMG\0294463|collana=[[Dizionario biografico degli italiani]]}}
*{{Cita libro|autore=Guglielmo Audisio|titolo=Storia religiosa e civile dei Papi|url=https://archive.org/details/bub_gb_TlnHTEE3xRwC/page/n5|accesso=13 dicembre 2019|anno=1867|editore=Stabilimento tipografico di G. Aureli|città=Roma|volume=4|cid=Audisio|SBN=IT\ICCU\RMR\0001342}}
*{{Cita libro|curatore=Luciana Bascià, Paolo Carlotti, Gian Luigi Maffei, Patrizia Capolino|titolo=La casa romana: nella storia della città dalle origini all'Ottocento|url=https://books.google.it/books?id=AXKt5ZCpEOIC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false|accesso=30 gennaio 2020|anno=2000|editore=Alinea Editrice|città=Firenze|volume=1|cid=Bascià-Carlotti-Maffei-Capolino|ISBN=88-8125-252-X}}
*{{Cita libro|autore=Alfredo Bosisio|titolo=Il basso Medioevo|collana=La Storia Universale|anno=1968|editore=Istituto geografico De Agostini|città=Novara|volume=4|cid=Bosisio|SBN=IT\ICCU\SBL\0106101}}
*{{Cita pubblicazione|autore=Alessandro Camiz|data=1º gennaio 2012|titolo=Lettura e progetto di Via della Lungara|rivista=Architettura e città|editore=Costruire nel costruito|numero=7|pp=49-54|accesso=30 gennaio 2020|url=https://www.researchgate.net/publication/281202476_Lettura_e_progetto_di_Via_della_Lungara|cid=Camiz|ISBN=978-88-7499-974-3}}
*{{Cita libro|autore=Flavia Cantatore|curatore=M. Chiabò - M. Gargano-A. Modigliani-P. Osmond|titolo=Sisto IV committente di architettura a Roma tra magnificenza e conflitto|url=https://www.academia.edu/9781232/Sisto_IV_committente_di_architettura_a_Roma_tra_magnificenza_e_conflitto|accesso=2 gennaio 2020|anno=2014|editore=Roma nel Rinascimento|città=Roma|pp=313-338|opera=Congiure e conflitti .L’affermazione della signoria pontificia su Roma nel Rinascimento: politica, economia e cultura|cid=Cantatore|ISBN=978-88-85913-86-8}}
*{{Cita libro|autore=Mario Carrozzo e Cristina Cimagalli|titolo=Dalle Origini al Cinquecento|collana=Storia della Musica Occidentale|anno=2008|editore=Armando Editore|città=Roma|volume=1|cid=Carrozzo-Cimagalli|ISBN=88-7144-696-8}}
*{{Cita libro|autore=Bernardino da Decimo|titolo=Secoli serafici: ovvero Compendio cronologico della storia Francescana|url=https://books.google.it/books?id=8fkk_gyr3dAC&printsec=frontcover&dq=Secoli+serafici:+ovvero+Compendio+cronologico+della+storia+Francescana&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwi1u7Wf-93mAhXR2qQKHffXCwoQ6AEIKTAA#v=onepage&q=Secoli%20serafici%3A%20ovvero%20Compendio%20cronologico%20della%20storia%20Francescana&f=false|accesso=30 dicembre 2019|anno=1757|editore=Appresso Pietro Gaetano Viviani|città=Firenze|cid=da Decimo|SBN=IT\ICCU\RLZE\010538}}
*{{Cita libro|autore=Fernando de Lasala e Paulius Rabikauskas|titolo=Il documento medievale e moderno: panorama storico della diplomatica generale e pontific[i]a|url=https://books.google.it/books?id=2jjK-4tH_JkC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false|accesso=2 gennaio 2020|anno=2003|editore=Pontificia università gregoriana: Istituto portoghese di Sant'Antonio|città=Roma|cid=de Lasala-Rabikauskas|SBN=IT\ICCU\UMC\0391822}}
*{{Cita libro|autore=Pierluigi de Vecchi - Elda Cerchiari|titolo=Dal Gotico Internazionale alla Maniera Moderna|collana=Arte nel tempo|anno=2004|editore=Bompiani|città=Milano|volume=2, tomo I|cid=de Vecchi-Cerchiari|ISBN=978-88-450-4221-8}}
*{{Cita libro|autore=Francesco Guadagni|titolo=De invento corpore Francisci ordinis minorum parentis|url=https://books.google.it/books?id=pDIPCpIpKVsC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false|accesso=30 dicembre 2019|anno=1819|città=Roma|lingua=la|cid=Guadagnini|SBN=IT\ICCU\RMLE\026181}}
*{{Cita libro|curatore=Francesco Gligora e Biagia Catanzaro|titolo=I Papi della Chiesa. Da san Pietro a Giovanni Paolo II|anno=1998|editore=Armando Editore|città=Catanzaro|cid=Gligora-Catanzaro|ISBN=88-7144-897-9}}
*{{Cita libro|autore=Petrus van den Haute|titolo=Breviarium historicum Ordinis Minorum, sive brevis historia ordinis minorum|url=https://books.google.it/books?id=mQYeZdCpp6MC&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q&f=false|accesso=30 dicembre 2019|anno=1777|editore=Pauli Junchii|città=Roma|cid=van den Haute|SBN=IT\ICCU\RMLE\041022}}
*{{Cita libro|autore=Stefano Infessura|titolo=Diario della città di Roma|url=https://archive.org/details/diariodellacitt01infeuoft/page/n12|accesso=30 dicembre 2019|anno=1890|editore=Forzani e Co|città=Roma|volume=1|cid=Infessura|OCLC=697614548}}
*{{Cita libro|autore=John N.D. Kelly|titolo=Vite dei Papi|anno=1995|editore=Piemme|città=Casale Monferrato|cid=Kelly|ISBN=88-384-2290-7}}
*{{Cita libro|autore=Ingeborg Walter|titolo=MEDICI, Lorenzo de'|url=http://www.treccani.it/enciclopedia/lorenzo-de-medici_%28Dizionario-Biografico%29/|accesso=30 settembre 2015|collana=Dizionario Biografico degli Italiani|anno=2009|editore=Istituto dell'Enciclopedia Italiana|città=Roma|volume=73|cid=Ingeborg|SBN=IT\ICCU\RMS\2456358}}
*{{Cita libro|autore=Giuseppe Lombardi|titolo=Sisto IV|url=http://www.treccani.it/enciclopedia/sisto-iv_(Enciclopedia-dei-Papi)/|accesso=29 dicembre 2019|collana=Enciclopedia dei Papi|anno=2000|editore=Istituto della Enciclopedia italiana|città=Roma|cid=Lombardi, Enciclopedia dei Papi|SBN=IT\ICCU\USS\0002452}}
*{{Cita libro|autore=Jean Baptiste Malou|titolo=L'Immacolata Concezione della beata Vergine Maria considerata come dogma di fede|url=https://books.google.it/books?id=MftwIDDYaNUC&pg=PA24&dq=immacolata+concezione+SISTO+IV&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiM0Zj_n97mAhXO26QKHVaPBeYQ6AEIKTAA#v=onepage&q=immacolata%20concezione%20SISTO%20IV&f=false|accesso=30 dicembre 2019|anno=1857|editore=Per Giacinto Marietti|città=Torino|cid=Malou|SBN=IT\ICCU\PUV\0734416}}
*{{cita web|url=https://books.google.it/books?id=QWUAAAAAMAAJ&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q&f=false|titolo=Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica|autore=[[Gaetano Moroni]]|anno=1840|accesso=30 dicembre 2019|editore=Tipografia Emiliana|SBN=IT\ICCU\RMR\0002437|cid=Moroni, 3|città=Venezia|volume=3}}
*{{cita web|url=https://books.google.it/books?id=wWUAAAAAMAAJ&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q&f=false|titolo=Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica|autore=[[Gaetano Moroni]]|anno=1852|accesso=30 dicembre 2019|editore=Tipografia Emiliana|SBN=IT\ICCU\RMR\0002490|cid=Moroni, 54|città=Venezia|volume=54}}
*{{cita web|url=https://books.google.it/books?id=RAxTAAAAcAAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false|titolo=Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica|autore=[[Gaetano Moroni]]|anno=1852|accesso=30 dicembre 2019|editore=Tipografia Emiliana|SBN=IT\ICCU\RMR\0002493|cid=Moroni, 57|città=Venezia|volume=57}}
*{{cita web|url=https://books.google.it/books?id=XGYAAAAAMAAJ&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q&f=false|titolo=Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica|autore=[[Gaetano Moroni]]|anno=1852|accesso=30 dicembre 2019|editore=Tipografia Emiliana|SBN=IT\ICCU\SIP\0154056|cid=Moroni, 59|città=Venezia|volume=59}}
*{{cita web|url=https://books.google.it/books?id=-2cAAAAAMAAJ&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q&f=false|titolo=Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica|autore=[[Gaetano Moroni]]|anno=1854|accesso=30 dicembre 2019|editore=Tipografia Emiliana|SBN=IT\ICCU\RMR\0002503|cid=Moroni|città=Venezia|volume=67}}
*{{Cita libro|autore=Claudio Rendina|titolo=I Papi: storia e segreti|anno=2005|editore=Newton&Compton Editori|città=Ariccia|cid=Rendina|ISBN=88-8289-070-8}}
*{{Cita libro|autore=[[Ludwig von Pastor]]|curatore=Frederick Ignatius Antrobus|titolo=The history of the popes from the close of Middle ages|url=https://archive.org/details/TheHistoryOfThePopesV4/page/n9|accesso=30 dicembre 2019|anno=1894|editore=Kegan Paul, Trench, Trubner & Co|città=Londra|lingua=en|volume=4|cid=von Pastor|OCLC=642531757}}
*{{Cita libro|autore=Gian Luca Potestà e Giovanni Vian|titolo=Storia del Cristianesimo|anno=2010|editore=Il Mulino|città=Bologna|cid=Potestà-Vian|ISBN=978-88-15-13763-0}}
*{{Cita libro|autore=Daniel Rops|titolo=La Chiesa del Rinascimento e della Riforma|edizione=3|anno=1958|editore=Marietti|città=Torino-Roma|volume=4.1|opera=Storia della Chiesa del Cristo|cid=Rops|SBN=IT\ICCU\NAP\0657967}}
*{{Cita pubblicazione|autore=Josè Ruysschaert|anno=1969|titolo=Syxte IV, fondateur de la Biliotheque Vaticane|rivista=Archivum Historiae Pontificiae|editore=Gregorian Biblical Press|città=Roma|volume=7|pp=513-524|lingua=Fr|cid=Ruysschaert|ISSN=0066-6785}}
*{{Cita libro|autore=William Roscoe|curatore=Gaetano Mecherini|titolo=Vita di Lorenzo de' Medici: detto il magnifico del dottore Guglielmo Roscoe|url=https://archive.org/stream/vitadilorenzode00roscgoog#page/n7/mode/2up|accesso=9 settembre 2015|edizione=2|anno=1816|editore=Didot|città=Pisa|volume=1-2|cid=Roscoe|id=27912585}}
*{{Cita libro|curatore=Luigi Tomassetti e Charles Cocquelines|titolo=ab Eugenio IV ad Leonem X|url=https://archive.org/details/04672031.5.emory.edu/page/n1|accesso=30 dicembre 2019|collana=Bullarum, diplomatum et privilegiorum sanctorum romanorum pontificum taurinensis|anno=1860|editore=Seb. Franco et Henrico Dalmazzo editoribus|città=Torino|lingua=la|volume=5|cid=Tomassetti-Cocquelines|OCLC=4672031}}
*{{Cita libro|autore = CLÁ DIAS, JOÃO|titolo = Pequeno Ofício da Imaculada Conceição Comentado|anno = 1997|editore = Artpress|città = São Paulo|url = http://it.arautos.org/view/showEspecial/10858-la-immacolata-concezione-pietoso-credo-divenuto-dogma-}}
* {{cita libro|nome=Bastian|cognome=Biancardi|titolo=Le vite de Re di Napoli, Raccolte succintamente con ogni accuratezza|anno=1737|editore=F. Pitteri|città=Napoli|cid=Biancardi}}
== Voci correlate ==
* [[Della Rovere]]
* [[Papa Giulio II]]
*[[Papa Alessandro VI|Rodrigo Borgia]]
* [[Papa Paolo II]]
*[[Biblioteca apostolica vaticana|Biblioteca Apostolica Vaticana]]
* [[Congiura dei Pazzi]]
* [[Girolamo Riario]]
* [[Bartolomeo Sacchi]], detto il Platina
* [[Pomponio Leto]]
* [[Guerra di Ferrara (1482-1484)]]
* [[Martiri di Otranto]]
* [[Inquisizione spagnola]]
== Altri progetti ==
{{interprogetto}}
== Collegamenti esterni ==
* {{Collegamenti esterni}}
* {{Miranda|id=bios1467.htm#Dellarovere|titolo=Francesco della Rovere|accesso=27 marzo 2020}}
*{{Cita web|url=http://www.santiebeati.it/dettaglio/90300|titolo=Santi martiri di Otranto|autore=Daniele Bolognini ed Emilia Flocchini|editore=Santi e Beati|cid=Bolognini-Flocchini|accesso=30 dicembre 2019}}
*{{Cita news|autore=Marco Bona Castellotti|url=https://st.ilsole24ore.com/art/arteconomy/2010-05-19/tomba-sisto-colosso-bronzo-074249.shtml?uuid=AYvIGRqB|titolo=Tomba di Sisto, colosso di bronzo|pubblicazione=Sole24ore|data=16 maggio 2010|accesso=1º gennaio 2020|cid=Bona Castellotti}}
*{{Cita web|url=http://www.otrantonelsalento.it/storia/|titolo=La storia di Otranto|cid=Storia di Otranto|accesso=1º gennaio 2020}}
*{{Cita web|url=http://www.treccani.it/enciclopedia/regiomontano_%28Enciclopedia-della-Matematica%29/|titolo=Regiomontano|cid=Regiomontano|accesso=2 gennaio 2020|anno=2013}}
*{{Cita web|url=https://www.vaticano.com/turismo/scheda_175_santuario-basilica-di-san-vitale.html|titolo=Santuario Basilica di San Vitale - Roma|editore=Vaticano.com|cid=San Vitale|accesso=2 gennaio 2020}}
*{{Cita web|url=https://www.vaticanstate.va/it/monumenti/musei-vaticani/cappella-sistina.html|titolo=Cappella Sistina|editore=Vatican State|cid=Cappella Sistina|accesso=22 gennaio 2020}}
*{{cita web|1=http://www.francescodolciami.it/francescanesimo/ordines-fratrum-minorum/elenco-dei-ministri-generali/elenco-ministri-generali-ofm.php|2=Elenco dei ministri generali dei Frati Minori|accesso=2 gennaio 2020|dataarchivio=10 dicembre 2014|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20141210234104/http://www.francescodolciami.it/francescanesimo/ordines-fratrum-minorum/elenco-dei-ministri-generali/elenco-ministri-generali-ofm.php|urlmorto=sì}}
*{{cita web|url=http://www.comune.savona.it/IT/Page/t12/view_html?idp=2261|titolo=Sisto IV e Savona|cid=Sisto IV e Savona|accesso=22 gennaio 2020|editore=Comune di Savona}}
*{{Cita news|url=https://ricerca.gelocal.it/gazzettadimantova/archivio/gazzettadimantova/2008/03/21/NT1PO_NT101.html|titolo=In un'antica mezza lira la vicenda della disputa sul Preziosissimo Sangue|pubblicazione=Gazzetta di Mantova|data=21 marzo 2008|accesso=3 febbraio 2020|cid=In un'antica mezza lira la vicenda della disputa sul Preziosissimo Sangue}}
{{Box successione
|tipologia = regnante
|carica = [[Papa]] della [[Chiesa cattolica]]
|immagine = Emblem of the Papacy SE.svg
|periodo = 9 agosto [[1471]] – 12 agosto [[1484]]
|precedente = [[Papa Paolo II]]
|successivo = [[Papa Innocenzo VIII]]
}}
{{Box successione
|tipologia = ecclesiastico
|carica = [[Ministro generale dell'Ordine francescano]]
|immagine = Francescocoa.png
|periodo = 20 maggio [[1464]] – 19 maggio [[1469]]
|precedente = [[Jaime Zarzuela]], [[Ordine dei frati minori|O.F.M.]]
|successivo = [[Giovanni Dacre]], [[Ordine dei frati minori|O.F.M.]]
}}
{{Box successione
|tipologia = cardinale
|carica = [[San Pietro in Vincoli (titolo cardinalizio)|Cardinale presbitero di San Pietro in Vincoli]]
|immagine = CardinalCoA PioM.svg
|periodo = 20 novembre [[1467]] – 10 agosto [[1471]]
|precedente = [[Nicola Cusano]]
|successivo = [[Giuliano della Rovere]]
}}
{{Papi
|precedente = [[Papa Paolo II]]
|successivo = [[Papa Innocenzo VIII]]
}}
{{Francescanesimo}}
{{Controllo di autorità}}
{{Portale|biografie|cattolicesimo|storia di famiglia}}
{{voce di qualità|giorno=27|mese=2|anno=2020|valutazione=Wikipedia:Riconoscimenti di qualità/Segnalazioni/Papa Sisto IV|arg=biografie}}
[[Categoria:Sepolti nelle Grotte Vaticane]]
[[Categoria:Cardinali nominati da Paolo II]]
[[Categoria:Cardinali francescani del XV secolo]]
[[Categoria:Della Rovere]]
[[Categoria:Francescani italiani]]
[[Categoria:Papi della Chiesa cattolica]]All content in the above text box is licensed under the Creative Commons Attribution-ShareAlike license Version 4 and was originally sourced from https://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=121670076.
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