Revision 121734269 of "Vittorio Sora" on itwiki

<noinclude>{{Cancellazione|2|arg=biografie}}</noinclude>
{{E|Nel partito al massimo membro del Consiglio Nazionale DC; nelle istituzioni al massimo assessore regionale. Troppo poco. A prima vista non vi sono altri motivi di rilevanza. Contenuto curriculare.|politici|ottobre 2018}}
{{Bio
|Nome = Vittorio
|Cognome = Sora
|Sesso = M
|LuogoNascita = Quinzano d'Oglio
|GiornoMeseNascita = 13 aprile
|AnnoNascita = 1935
|LuogoMorte = San Paolo
|LuogoMorteLink = San Paolo (Italia)
|GiornoMeseMorte = 30 luglio
|AnnoMorte = 1996
|Epoca = 1900
|Attività = politico
|Nazionalità = italiano
|PostNazionalità = , esponente della [[Democrazia Cristiana]]
}}

== Biografia ==
Lascia Quinzano d'Oglio ancora ragazzo, pur mantenendo un legame forte con le origini e la famiglia, per studiare al [[Liceo Scientifico Calini]] di [[Brescia]]. Durante il Liceo si iscrive alla Democrazia Cristiana, impegnandosi nel Movimento Giovanile. A Brescia frequenta lo [[scautismo]].

Dopo la maturità si trasferisce a [[Milano]] dove si laurea in [[economia|economia e commercio]] e frequenta un corso di specializzazione per dirigenti d'azienda presso l'[[Università Bocconi]]. Lavora presso l'Ufficio Studi della Cassa di Risparmio. Inizia a lavorare a [[Roma]] con [[Benigno Zaccagnini]] presso l'Ufficio Centrale dei Problemi del Lavoro.

Dal [[1954]] al [[1958]] è dirigente nazionale del Movimento Giovanile DC. Dal [[1957]] entra a far parte del Consiglio Nazionale della DC, come esponente della corrente della [[Sinistra di Base]]. Nel [[1965]] si trasferisce a Brescia dove viene eletto consigliere provinciale.

Con l'istituzione delle [[Regioni italiane|Regioni]] nel [[1970]], per quattro legislature (dal 1970 al [[1990]]) è consigliere regionale alla [[Regione Lombardia]]. È tra i protagonisti della nascita di questo nuovo ente locale, due volte svolge ruolo di assessore (dal 1970 al [[1975]], sotto la presidenza di [[Piero Bassetti|Pietro Bassetti]] è assessore all'industria, commercio, cave e torbiere, fiere, mercati, acque minerali; dal [[1980]] al [[1985]] è assessore al bilancio), due volte è presidente di commissione.

Matura una sensibilità per i problemi del [[Terzo Mondo]], in particolare per la colonia italiana della [[Somalia]] con l'associazione Italia-Somalia ([[1971]]): con una convenzione stipulata con la Regione Lombardia riesce a recuperare aiuti, medicinali e assistenza sanitaria per la popolazione africana dell'ex-colonia.

È attivo nella promozione culturale, ambientale e storica della sua terra. È relatore della legge istitutiva del [[Parco dell'Oglio]]. È presidente dell'''Associazione degli Amici, della Fondazione Civiltà Bresciana, della Bassa e del Parco dell'Oglio'' collaborando con un altro quinzanese, don Antonio Fappani.

Nel 1990 viene eletto sindaco di Quinzano d'Oglio: si dedica soprattutto all'assistenza (scuole, centro anziani), ai problemi ambientali (istituzione del Parco della Saverona), viabilità (nuova tangenziale e nuovo ponte sull'[[Oglio]]). In questi anni è presidente dell'[[Associazione Nazionale Comuni Italiani|ANCI]] (Associazione Nazionale Comuni Italiani) della Lombardia, portando avanti le necessità delle piccole realtà locali e rurali contrastando il potere dell'area metropolitana milanese.
Si impegna per il recupero e la valorizzazione del fiume Po e del suo bacino e fa nascere il "Comitato consultivo dell'attività di piano dell'Autorità di bacino del Po".

Nel 1994, dopo lo scioglimento della Democrazia Cristiana aderisce al nuovo [[Partito Popolare Italiano (1994)|Partito Popolare Italiano]] di [[Mino Martinazzoli]]. Nel 1996 è tra i sostenitori di [[Romano Prodi]] e della coalizione di centrosinistra dell'[[L'Ulivo|Ulivo]].
Muore in loc. Badiòla tragicamente colpito da un malore mortale mentre è al [[volante]] della sua auto.

Il 30 luglio [[2006]], a dieci anni dalla scomparsa, è stato ufficialmente a lui intitolato il ponte sul fiume [[Oglio]] che collega le [[Provincia di Brescia|province di Brescia]] e di [[Provincia di Cremona|Cremona]] tra i comuni di Quinzano d'Oglio e [[Bordolano]] e che egli aveva fortemente voluto.

== Bibliografia ==
*  ''I problemi dell'economia italiana, superamento della crisi e nuove prospettive di sviluppo sociale'', a cura del Partito della Democrazia Cristiana, pubblicato da Cinque lune, 1973
* ''Italia: annuario dell'economia, della politica, della cultura'', a cura del Centro Italiano di Ricerche e Documentazione, pubblicato da E. Kompass, 1963
* Adolfo Battaglia, ''Annuario politico italiano'', a cura del Centro italiano ricerche e documentazione, pubblicato da [[Edizioni di Comunità]], 1965
* ''Annali: studi e strumenti di storia metropolitana milanese'', a cura dell'Istituto milanese per la storia della Resistenza e del movimento operaio, pubblicato da FrancoAngeli, 1993
* Camillo Brezzi, ''Il cattolicesimo politico in Italia nel '900'', pubblicato da Teti, 1979

== Collegamenti esterni ==
* {{cita web | 1 = http://www.vittoriosora.it | 2 = Sito ufficiale "Vittorio Sora" | accesso = 27 giugno 2019 | urlarchivio = https://web.archive.org/web/20160304215358/http://www.vittoriosora.it/ | dataarchivio = 4 marzo 2016 | urlmorto = sì }}

{{Portale|biografie|politica}}

[[Categoria:Politici della Democrazia Cristiana]]
[[Categoria:Politici del Partito Popolare Italiano (1994)]]
[[Categoria:Consiglieri regionali della Lombardia]]