Revision 127820755 of "Alberto Cavallari" on itwiki

{{Bio
|Nome = Alberto
|Cognome = Cavallari
|Sesso = M
|LuogoNascita = Piacenza
|GiornoMeseNascita = 1º settembre
|AnnoNascita = 1927
|LuogoMorte = Levanto
|GiornoMeseMorte = 20 luglio
|AnnoMorte = 1998
|Epoca = 1900
|Attività = giornalista
|Attività2 = scrittore
|Attività3 = docente
|Nazionalità = italiano
|Immagine = Alberto Cavallari.jpg
|Didascalia = Alberto Cavallari nel suo studio di [[Parigi]], al 24 dell'Avenue [[Charles Floquet]].
}}

== Biografia ==
Figlio di Enrico ([[Piacenza]], [[1894]]-[[1972]]), commerciante, e Dirce Bongiorni ([[Casa Celli di San Lazzaro]], [[1900]] - [[Piacenza]], [[1969]]), casalinga, ebbe un fratello maggiore di sei anni, Oreste. Sposò nel [[1954]] Maria Teresa Astorri, da cui ebbe due figli: Paolo ed Andrea.

Iniziò la carriera giovanissimo, fondando e dirigendo la rivista ''Numero'', ([[1945]]-[[1946]]) su cui [[Ennio Morlotti]], [[Emilio Vedova]] ed altri pubblicarono il [[Manifesto del Realismo]] (detto "[[Guernica (Picasso)|Oltre Guernica]]"), e collaborando a ''[[L'Italia libera]]'' ([[1945]]), organo del [[Partito d'Azione]], al ''[[Corriere Lombardo]]'' ([[1947]]) e alla ''[[Libertà (quotidiano)|Libertà]]'' di Piacenza.

I suoi incarichi furono molteplici: redattore di ''[[Epoca (rivista)|Epoca]]'' ([[1950]]-[[1953]]); inviato speciale del ''[[Corriere della Sera]]'' ([[1954]]-[[1969]]); direttore del ''[[Il Gazzettino|Gazzettino]]'' di [[Venezia]] ([[1969]]-[[1970]]); commentatore politico del [[TG2]] ([[1971]]); direttore dell'ufficio romano dell{{'}}''[[l'Europeo|Europeo]]'' ([[1972]]-[[1973]]); corrispondente da [[Parigi]] per ''[[La Stampa]]'' ([[1973]]-[[1975]]) e per il ''Corriere della Sera'' ([[1977]]-[[1981]]); direttore del ''Corriere della Sera'' ([[1981]]-[[1984]]) dopo le dimissioni di [[Franco Di Bella]], coinvolto nelle inchieste sulla [[loggia massonica]] [[P2]]<ref>[http://www.corriere.it/cronache/11_marzo_25/p2-p3-anselmi-breda_a9659c88-56b1-11e0-847d-b307f7e234b2.shtml I diari di Tina Anselmi, (Da: “Corriere della Sera” 25-3-2011)]</ref> con grave discredito per la testata. Cavallari viene da molti considerato "colui che ripulì il Corriere dalla P2"<ref>[http://temi.repubblica.it/micromega-online/travaglio-craxi-al-netto-delle-tangenti-passaparola-18-gennaio-2010 Travaglio: Craxi al netto delle tangenti (Passaparola, 18 gennaio 2010) - micromega-online - micromega<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>.

Come scrivono Giuseppe Gallizzi e Vincenzo Sardelli nel libro ''Eravamo in via Solferino'' (pag. 149)'': "''Alberto Cavallari, uno dei migliori giornalisti italiani degli ultimi sessant'anni, soprattutto per versatilità, è stato uno dei rari casi di far coesistere il cronista e lo scrittore. Inviato speciale, corrispondente cosmopolita dall'estero, ma anche prezioso uomo di macchina, toccò a lui il compito di ricostruire l'immagine del Corriere della Sera dopo la parentesi della loggia P2''".''

Dopo aver lasciato il ''Corriere'' fu opinionista per ''[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]]'' dal [[1984]] sino alla morte, avvenuta nel [[1998]]<ref>[https://query.nytimes.com/gst/fullpage.html?res=9F00E4DC1538F933A05754C0A96E958260 Notizia della morte di Alberto Cavallari dal New York Times, 30 luglio 1998.]</ref><ref>{{Cita web |url=http://www.highbeam.com/doc/1P2-4914925.html |titolo=Notizia della morte di Alberto Cavallari dall'Indipendent (Londra), 23 luglio 1998. |accesso=11 giugno 2009 |urlarchivio=https://archive.today/20130103010312/http://www.highbeam.com/doc/1P2-4914925.html |dataarchivio=3 gennaio 2013 |urlmorto=sì }}</ref>. Ha insegnato giornalismo all'[[Università Panthéon-Assas|Università Paris II]] ([[1978]]-[[1989]]) e svolto numerosi seminari all'[[Università di Pavia]]. Dal [[1984]] è stato membro dell{{'}}''European Institute for the Media'', presso l'[[Università di Manchester]] prima, e l'[[Università Heinrich Heine di Düsseldorf|Università di Düsseldorf]], poi. Nel [[1965]] Cavallari realizzò sulle pagine del ''Corriere'' un'inchiesta sul [[Concilio Vaticano II]], culminata, il 3 ottobre, con un'intervista a [[Papa Paolo VI|Paolo VI]]<ref>[http://archiviostorico.corriere.it/2008/luglio/18/Alberto_Cavallari_cronista_con_artiglio_co_9_080718006.shtml Collegamento all'archivio storico del Corriere della Sera]</ref>.

Fu anche denunciato da [[Bettino Craxi]] per un articolo, critico nei confronti delle ruberie di Stato di [[Tangentopoli]] e della politica del "Così fan tutti" (espressione che tende a giustificare il sistema tangenti e l'utilizzo a fini privati del denaro pubblico - oltre che la rete collusiva e criminale di cui tale comportamento fu una conseguenza e che a propria volta tale comportamento generò - ben esemplata, tra gli altri eventi, dal famoso discorso alla Camera dei Deputati del 29 aprile 1993), nel quale scriveva che, tra guardie e ladri, si schierava dalla parte delle guardie<ref>[http://temi.repubblica.it/micromega-online/travaglio-craxi-al-netto-delle-tangenti-passaparola-18-gennaio-2010/ Travaglio: Craxi al netto delle tangenti (Passaparola, 18 gennaio 2010) - micromega-online - micromega<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>. Morì nella sua abitazione a causa di una crisi cardiaca, prima di vedere la fine del processo.

== Autobiografia ==
Ha sintetizzato la sua vita in un'autobiografia pubblicata nell{{'}}''Autodizionario degli scrittori italiani''<ref>[http://archiviostorico.corriere.it/1998/luglio/21/Visse_scrisse_viaggio_cioe_inutilmente_co_0_980721540.shtml Collegamento all'archivio storico del Corriere della Sera]</ref>.
{{Citazione|Poligrafo e viaggiatore del Novecento, è nato a Piacenza il 1º settembre 1927, ha svolto una lunga attività nell'industria giornalistica italiana, cercandovi quei rari margini di libertà e d'indipendenza che potevano esistere. Dopo il 1977 si è dedicato anche all'insegnamento nelle università francesi e inglesi. Personalità, stile di scrittura, carattere, si possono desumere dalle vicende della sua vita. Dopo la Resistenza, debuttò nel giugno 1945 nell'“Italia libera”, collaborando a molti giornali e riviste, del dopoguerra: “Milano Sera” di Gatto e Vittorini, “Corriere Lombardo” di Radius e Buzzati, “Il Politecnico” di Vittorini, “Lettura” di Filippo Sacchi, “Pensiero critico” di Remo Cantoni, “Il Nuovo Corriere” di Bilenchi, “La settimana” di Marotta e Pratolini. Ha contemporaneamente tradotto Breton, Mark Twain, Shakespeare, Hogben. Nel '50 è stato tra i fondatori di “Epoca” con Alberto Mondadori passando nel '54 al “Corriere della Sera”, come inviato speciale. Dal '54 al '69 ha viaggiato l'Italia, l'Europa est-ovest, il Medio Oriente, l'Asia, l'Australia, gli Stati Uniti descrivendo fatti di cronaca, eventi politici, guerre, rivoluzioni e svolgendo grandi inchieste, e nel corso di questi anni gli è stato attribuito un ruolo di protagonista nel “nuovo giornalismo” italiano. Ma la cosa è tutta da verificare. Ha comunque firmato centinaia di reportages e interviste, dalla rivolta di Budapest alle guerre israeliane, dalla caduta di Krushev alla rivoluzione culturale cinese, ed è stato autore della prima intervista mondiale a un papa (Paolo VI). Inchieste e cronache sono state raccolte in volumi tradotti in tutte le lingue: “L'Europa intelligente”, “L'Europa su misura”, “La Russia contro Krushev”, “Il Vaticano che cambia”, “Il potere in Italia”, “Italia sotto inchiesta”. Dopo il 1969 Cavallari ha diretto “Il Gazzettino” a Venezia, la redazione romana dell'“Europeo”, trasferendosi nel 1973 a Parigi come corrispondente e inviato speciale della “Stampa”, poi del “Corriere della Sera”. Sono di questo periodo i libri “Una lettera da Pechino”, “La Cina dell'ultimo Mao”, “La Francia a sinistra”, “Vicino & lontano” (primo volume di commenti, non più di cronache e inchieste, molto lodato da Sciascia); e sono di questo periodo i suoi corsi universitari di “ informazione pubblica” tenuti all'Université Paris 2 a partire dal '78, riuniti in dispense col titolo “La fabbrica del presente”. Nel 1981, dopo che la crisi della P2 travolse il “ Corriere della Sera”, Cavallari fu chiamato a dirigerlo per restituirgli l'immagine distrutta dallo scandalo e trarlo dal fallimento economico. Questa direzione, legata alla “questione morale” e a una linea sostanzialmente “pertiniana”, si è svolta tra controversie, violente lotte politiche, immense difficoltà, registrando perfino una condanna alla prigione del direttore (come nel Settecento) voluta dal capo del governo Craxi. Ma ciò non ha impedito a Cavallari, dopo tre anni, di lasciare dietro di sé un “Corriere” libero e completamente risanato (giudizio del tribunale di Milano). Tornato a Parigi nell'84, Cavallari ha quindi iniziato alla “Repubblica” la sua nuova attività di editorialista e proseguito quella universitaria, entrando a far parte anche dell'European Institute for the Media dell'università di Manchester, diventandone vicepresidente nell'89. Inutile menzionare premi e riconoscimenti che hanno accompagnato una vita certamente non facile, indubbiamente interessante, dopotutto fortunata. Emiliano come Verdi, Cavallari ebbe cara solo la Legion d'Onore, ricevuta, nell'82 da Mitterrand, che Verdi appunto metteva ogni sera a cena. Ma ebbe un debole anche per il premio della Pace, ricevuto a Roma nell'89 insieme al segretario generale dell'Onu, difficile da meritare dopo aver descritto tante guerre e vissuto tante lotte politiche. Infine: fu veramente orgoglioso di un solo elogio critico: quello che gli riservò Claudio Magris in “Danubio”. Negli ultimi anni Cavallari (sposato dal '54, padre di due figli che riflettono certe sue curiosità, uno scienziato, l'altro diplomatico) ha cominciato a riflettere sulla vecchiaia in arrivo. Alcune di queste riflessioni sono consegnate a un piccolo libro, “La fuga di Tolstoj”, pubblicato nel 1986, tradotto subito in Francia con successo. Infatti, egli è leopardianamente convinto che non la morte sia da temere ma la vecchiaia. Comunque sia, quando anche Cavallari avrà inevitabilmente una tomba, sarà facile scrivere l'epigrafe: “Visse, scrisse, viaggiò, cioè inutilmente fuggì”.|Alberto Cavallari, in ''Autodizionario degli scrittori italiani''<ref>Felice Piemontese (a cura di), ''Autodizionario degli scrittori italiani'', Milano, Leonardo Editore, 1990, pp. 98-99. ISBN 88-355-0077-X.</ref>}}

== Opere ==
* ''L'Europa intelligente'', [[Rcs MediaGroup|Rizzoli]], Milano, 1963.
* ''L'Europa su misura'', [[Vallecchi]], Firenze, 1963.
* ''La Russia contro Kruscev'', Vallecchi, Firenze 1964<ref>{{cita web|url=http://dar.bibalex.org/webpages/mainpage.jsf?PID=DAF-Job:26953&q=cavallari|titolo=Collegamento al sito web DAR Book viewer <!--creato automaticamente, da ricontrollare manualmente -->|lingua= |data= |accesso=|}}</ref>.
* (con [[Indro Montanelli|I. Montanelli]], [[Piero Ottone|P. Ottone]], G. Piazzesi e G. Russo), ''Italia sotto inchiesta, Corriere della Sera, 1963-1965'', [[Sansoni]], Firenze, 1965.
* ''Il Vaticano che cambia'', [[Arnoldo Mondadori Editore|Mondadori]], Milano 1966.
* (con [[Miguel Ángel Asturias|M. A. Asturias]] e S. Pautasso), ''Incontro con Miguel Angel Asturias'', IILA<ref>[http://www.iila.org Istituto Italo-Latino Americano.]</ref>, Roma, 1973.
* ''Il potere in Italia'', Mondadori, Milano, 1967.
* ''Una lettera da Pechino'', [[Garzanti]], Milano 1974 e 1976, ISBN 978-88-11-73908-1.
* ''La Cina dell'ultimo Mao'', Garzanti, Milano 1975 e 1976, ISBN 978-88-11-73917-3.
* ''La Francia a sinistra'', Garzanti, Milano, 1977, ISBN 978-88-11-73934-0.
* ''Vicino & lontano'', Garzanti, Milano, 1981, ISBN 978-88-11-73956-2.
* (con E.G. Wedell e G.M. Luyken), ''Media in competition: the future of print and electronic media in 22 countries'', European Institute for the Media, Manchester e InterMedia Centrum, Hamburg, 1986, ISBN 3-926074-00-0.
* ''La fuga di Tolstoj'', [[Giulio Einaudi Editore|Einaudi]], Torino, 1986, ISBN 978-88-06-59385-8; poi [[Garzanti]], Milano 1994, ISBN 978-88-11-66653-0 e [[Skira]]<ref>[http://www.skira.net/recensione.php?isbn=8857206868&page=&lett=&soggetto= Collegamento al sito "Skira"]</ref>, Milano 2010. ISBN 978-88-572-0686-8
* ''La fabbrica del presente'', [[Casa editrice Feltrinelli|Feltrinelli]], Milano, 1990. ISBN 978-88-07-08092-0
* ''L'atlante del disordine'', Garzanti, Milano, 1994. ISBN 978-88-11-73836-7
* ''La Forza di Sisifo'', a cura di Marzio Breda, [[Aragno Editore]]<ref>[http://www.ninoaragnoeditore.it/?mod=COLLANE&id_collana=63&op=visualizza_libro&id_opera=505= Collegamento al sito "Aragno"]</ref>, Torino, 2011. ISBN 978-88-8419-541-8

Traduzioni, curatele e altri testi:
* ''Dalla pittura ai fumetti'', di L. Hogben, Mondadori, Milano 1952.
* Dal 1980 ha collaborato ad "[[Affari Esteri (rivista)|Affari Esteri]]"<ref>{{cita web|url=http://www.affari-esteri.it/|titolo=Collegamento al sito della rivista <!--creato automaticamente, da ricontrollare manualmente -->|lingua= |data= |accesso=|}}</ref> rivista promossa dal [[Ministero degli Affari Esteri]] e dall'[[Associazione Italiana per gli Studi di Politica Estera|AISPE]].
* ''[[Sabbioneta]]: una stella e una pianura'', con Paolo Carpeggiani, Rosalba Tardito, Stefano Mazzoni, Ovidio Guaita, Luca Sarzi Amade, [[Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde|CARIPLO]], Milano, 1985.
* Prefazione del libro ''Cartoline lametta'' di [[Giuseppe Novello]], [[Rosellina Archinto Editore]], Milano, 1987. ISBN 978-88-7768-037-2
* ''Autodizionario degli scrittori italiani'', a cura di Felice Piemontese, [[Leonardo Editore]], Milano, 1990, pp.&nbsp;98–99. ISBN 88-355-0077-X
* ''[[Robinson Crusoe]]'', di [[Daniel Defoe|D. Defoe]], Feltrinelli, Milano 1993, ISBN 978-88-07-82059-5; con testo introduttivo intitolato [http://books.google.com/books?id=RT7j_WfJIloC&pg=PT1&lpg=PT1&dq=alberto+cavallari+defoe+feltrinelli+isbn&source=web&ots=_w_5ylz-8P&sig=tjjsdA-5DCMAssNYLrQiyVTa8g8#PPA7,M1 ''L'isola della modernità'', pp. 7-29].

== Premi ==
* [[Premio Saint-Vincent]] di giornalismo ([[1960]])<ref>[http://giornalisti.casinodelavallee.info/content/view/12/3/ Premio Saint-Vincent di giornalismo edizione 1960.] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20120426072856/http://giornalisti.casinodelavallee.info/content/view/12/3/ |data=26 aprile 2012 }}</ref>
* [[Premio Marzotto]] per il giornalismo ([[1963]])
* Premio Palazzi ([[1963]])<ref>[http://www.bagutta.it/cavallari.html Mario Vellani Marchi, Lista per il Premio Palazzi, Museo Bagutta.] {{webarchive|url=https://archive.is/20010306025950/http://www.bagutta.it/cavallari.html |data=6 marzo 2001 }}</ref>
* Premio Estense ([[1965]])<ref>[http://www.premioestense.net/albo.htm Albo d'oro del Premio Estense.] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20120426072856/http://www.premioestense.net/albo.htm |data=26 aprile 2012 }}</ref>
* Lions d'Oro – Lions Club Piacenza ([[1966]])
* Premio giornalistico "Alfio Russo" - Giara d'argento ([[1979]])
* Premio Internazionale "La Madonnina" ([[1984]])
* Premio Acqui Storia – Testimone del Tempo ([[1988]])<ref>[http://www.comuneacqui.com/acqui_terme/cultura_espettacolo/premio_acquistoria/premio_acquistoria_albo_testimoni.php Albo d'Oro Premio Acqui Storia - Testimone del Tempo.]</ref>
* Colomba d'oro per la Pace&nbsp;– Archivio per il Disarmo ([[1989]])
* Premio giornalistico Federico Motta Editore ([[1996]])
* Premio "Angil dal Dom" - Fondazione Cassa di Risparmio Piacenza e Vigevano ([[1996]])<ref>{{Cita web |url=http://www.lafondazione.com/rassegna/rassegna_estesa.php?c=83 |titolo=Premio "Angil dal Dom". |accesso=24 gennaio 2008 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20120120204531/http://www.lafondazione.com/rassegna/rassegna_estesa.php?c=83 |dataarchivio=20 gennaio 2012 |urlmorto=sì }}</ref>

== Onorificenze ==
{{Onorificenze
|immagine=Legion Honneur Chevalier ribbon.svg
|nome_onorificenza= Chevalier de la Legion d'honneur
|collegamento_onorificenza= Legion d'Onore
|motivazione=
|luogo= [[Parigi]], Presidente [[François Mitterrand]], [[1983]]
}}
{{Onorificenze
|nome_onorificenza= Ambrogino d'oro, medaglia d'oro
|collegamento_onorificenza= Ambrogino d'oro
|motivazione= 
|luogo= [[Milano]], Sindaco [[Carlo Tognoli]]
}}

== Note ==
<references/>

== Altri progetti ==
{{interprogetto}}

== Collegamenti esterni ==
* {{Collegamenti esterni}}
* {{cita web|https://francescocapalbo.blogspot.com/2009/12/confine.html|Aberto Cavallari, Il Natale dei fessi e dei furbi.}}
* {{cita web|url=http://www.chelseamia.com/blog/?p=202|titolo=Alessio Altichieri, "Corriere", l'importanza di un maestro.|accesso=9 giugno 2009|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20120426072855/http://www.chelseamia.com/blog/?p=202|dataarchivio=26 aprile 2012|urlmorto=sì}}
* {{cita web|http://archiviostorico.corriere.it/1998/luglio/21/Cavallari_verita_contro_potere_co_0_980721546.shtml|Marzio Breda, Cavallari, la verità contro il potere.}}
* {{cita web|http://archiviostorico.corriere.it/2008/luglio/18/Alberto_Cavallari_cronista_con_artiglio_co_9_080718006.shtml|Claudio Magris, Alberto Cavallari, un cronista con l'artiglio dello scrittore.}}
* [http://www.odg.mi.it/node/31367 Roberto Martinelli, profilo di Alberto Cavallari] {{Webarchive|url=https://web.archive.org/web/20160303205601/http://www.odg.mi.it/node/31367 |date=3 marzo 2016 }}, Ordine dei Giornalisti della Lombardia.
* {{cita web|http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1998/07/21/addio-alberto-giornalista-galantuomo-la-fierezza-gentile.html|Bernardo Valli, La fierezza gentile di un grande inviato.}}
* {{cita web|https://bibliogarlasco.blogspot.com/2010/08/tolstoj-e-morto.html|Sandro Viola, L'ultimo Tolstoj.}}
* {{cita web|https://finestagione.blogspot.com/2010/03/la-fuga-di-tolstoj.html|Emmanuel F. La fuga di Tolstoj|lingua=fr}}
* {{cita web|http://www.corriere.it/cultura/libri/11_dicembre_19/cavallari-la-forza-di-sisifo_fe5d9ffa-2a4c-11e1-88bd-433b1e8e4c01.shtml|Marzio Breda, Uno straniero nel paese delle ideoligie.}}

{{Box successione
|carica = Direttore del [[Il Gazzettino|Gazzettino]]
|immagine =
|periodo = [[1969]] - [[1970]]
|precedente = [[Gilberto Formenti]]
|successivo = [[Lauro Bergamo]]
}}
{{Box successione
|carica = Direttore del [[Corriere della Sera]]
|immagine =
|periodo = 20 giugno [[1981]] - 19 giugno [[1984]]
|precedente = [[Franco Di Bella]]
|successivo = [[Piero Ostellino]]
}}
{{Controllo di autorità}}
{{Portale|biografie|editoria|letteratura}}

[[Categoria:Direttori del Corriere della Sera]]
[[Categoria:Cavalieri della Legion d'onore]]
[[Categoria:Vincitori del Premio Saint Vincent]]
[[Categoria:Professori dell'Università degli Studi di Pavia]]
[[Categoria:Traduttori italiani]]
[[Categoria:Traduttori dall'inglese all'italiano]]