Revision 50266789 of "Stampa (Bregaglia)" on itwiki

{{Divisione amministrativa
|Nome = Stampa
|Nome ufficiale = 
|Panorama = 
|Didascalia = 
|Stemma = Stampa wappen.svg
|Stato = CHE
|Grado amministrativo = 4
|Divisione amm grado 1 = Grigioni
|Divisione amm grado 2 = Maloggia
|Divisione amm grado 3 = Bregaglia
|Voce divisione amm grado 3 = 
|Data istituzione = 
|Latitudine decimale = 
|Latitudine gradi = 46
|Latitudine minuti = 21
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|Longitudine decimale = 
|Longitudine gradi = 9
|Longitudine minuti = 35
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|Longitudine EW = E
|Altitudine = 1.019
|Superficie = 94.82
|Note superficie = 
|Abitanti = 570
|Note abitanti = 
|Aggiornamento abitanti = 2007]
|Divisioni confinanti = 
|Lingue = [[lingua italiana|Italiano]]
|Codice postale = 7605
|Prefisso = 081
|Fuso orario = +1
|Nome abitanti = 
|Codice statistico = 
|Mappa = Karte Gemeinde Stampa.png
|Sito = 
}}
'''Stampa''' è un ex [[Comuni della Svizzera|comune]] del [[Canton Grigioni]], situato a metà [[Val Bregaglia]] fra le [[alpi svizzere]] e l'[[Italia]]. Dal 1º gennaio 2010 è entrato a far parte del nuovo comune di [[Bregaglia]].

Diede i natali agli artisti della famiglia Giacometti: il pittore postimpressionista [[Giovanni Giacometti]] e il suo più famoso figlio [[Alberto Giacometti]], scultore surrealista.

==Geografia==
Stampa è situata in [[Val Bregaglia]], sulla sponda sinistra della [[Mera|Maira]]. Dista 17 km da [[Chiavenna]], 32 km da [[St. Moritz]] e 98 km da [[Coira]]. Le [[stazione ferroviaria|stazioni ferroviarie]] più vicine sono Chiavenna, per l'[[Italia]], e St. Moritz, per la [[Svizzera]].

Il [[passo del Maloja]] ed una parte del [[lago di Sils]] sono compresi nel territorio del comune.
Il punto più elevato del comune è la [[Cima di Castello]] (3388 m [[s.l.m.]]), che segna il confine con la [[Val Masino]].

Lungo la strada del passo rimane un tratto della "Strada alta" costruita tra il 1820 e il 1840 in funzione di asse commerciale che attraverso il valico dello Julier portava da [[Coira]] a [[Silvaplana]] e da lì, per il Maloja, a [[Castasegna]]. Anche dopo l'ampliamento degli anni '30 del XX secolo i tornati del passo del Maloja rimangono un monumento impressionante nella storia delle opere viarie.

Sul sentiero "malögin" sottostante Maloja, sono visibili i resti della strada romana con solchi carrai in parte lavorati a scalpello e una rampa di scale, portati alla luce nel 1972.

==Frazioni==
{{Vedi anche|Maloggia (villaggio)}}
Il territorio comprende anche le località di Isola e Casaccia.

==Lingua==
{{Ripartizione linguistica
|fonte = http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/it/index/regionen/regionalportraets/gemeindesuche.html Ritratti comunali dell'Ufficio federale di statistica 2000
|it =66,1
|de =27,7
|rm =1,9
}}

==Personalità==
*[[Arnold von Salis]]<ref>{{DSS|I46229|Arnold von Salis}}</ref>, [[pastore (religione)|pastore]] [[Riforma protestante|riformato]]<ref>{{DSS|I13328|Riforma}}</ref> della cattedrale di [[Basilea]]<ref>{{DSS|I7478|Basilea}}</ref> fino al [[1920]], autore di pubblicazioni in campo [[teologia|teologico]], poetico, teatrale, storico e storico-artistico, presidente del Basler Vorverein delle associazioni di aiuto della Chiesa riformata dal [[1888]] al [[1923]], nel [[1910]] dottore honoris causa in teologia dell'[[Università di Basilea]].

==Monumenti e luoghi d'interesse==
===Edilizia religiosa===
*I ruderi del santuario di [[San Gaudenzio]], a '''Casaccia''', sono visibili a nord sopra il villaggio. Secondo la leggenda locale, San Gaudenzio, nativo di [[Vercelli]], fu missionario in valle e qui subì il martirio nel IV secolo. La chiesa è documentata nel 840 circa tra i possedimenti del convento di [[Pfäfers]], cui apparteneva ancora nel 1116; nel 1440 circa era proprietà della comunità di valle; la chiesa venne ricostruita nel 1519 circa, forse dall'architetto [[Bernardo da Poschiavo]]; nel 1551 subì la furia iconoclatica; fu chiesa sepolcrale fino al 1739, poi da allora cadde in rovina. Nel 1925 si consolidarono gli avanzi, conservando i muri perimetrali - con finestre a traforo [[tardogotico|tardogotiche]] - di un impianto inarticolato concluso da un coro poligonale, ma privo di campanile.La facciata in origine era preceduta da un portico coperto con volta; nella facciata ovest il portale è fortemente strombato, con modanature semicircolari incrociate al vertice e rosetta a traforo. In corrispondenza dei contrafforti sbiechi nella navata e delle colonne sporgente per tre quarti nel coro sono visibili le imposta di una volta costolonata; sul pavimento stanno due chiavi di volta, di cui si ignora la collocazione originale, con rosetta e cartiglio. nel coro c'è la nicchia del Santissimo Sacramento e il sarcofago a muro su mensole e iscrizioni tracciate dai pellegrini. Nella parte ovest stanno i resti delle fondamenta di un antico ossario, della casa parrocchiale, dell'ospizio, e sul lato sud del coro, le fondamenta della sagrestia.
*La chiesa riformata di Casaccia è un edificio tardobarocco del 1742 rivolto verso la valle, con capocroce pentagonale eretto sulle fondamenta di un antico edificio del 1522 distrutto da una colata di fango. Subì un restauro nel biennio 1986-1987. Sul lato breve a nord-ovest si erge il campanile con tetto a piramide del 1815. Gli spazi già appartenenti alla chiesa primitiva, oggi sotto il livello della navata, sono stati voltati e adibiti a cripta tripartita; vi si accede da un'apertura nel pavimento della navata, La navata è coperta con una [[volta a crociera]] e una volta a ventaglio copre il coro. Il pulpito ottagonale ligneo intagliato è del 1742 circa; notevole l'epitaffio in marmo nero di Petrus e Anna von Salis, deceduti rispettivamente nel 1688 e nel 1674. 
*La chiesa riformata di [[Pietro apostolo|San Pietro]], a '''Coltura''', in posizione isolata su una collina ad ovest del piccolo nucleo abitato, è un edificio tardobarocco costruito ex novo nel 1743, scandito da lesene, con coro rettangolare e campanile a sud, quasi identico a quello della chiesa di [[San Giorgio]] a '''Borgonovo'''. La chiesa subì un restauro nel biennio 1972-1973. Le fondamenta della navata sembrano appartenere ad un precedente edificio del 1518. Il portale ovest con gli stipiti in granito è del 1743. La mensa d'altare del 1743 è in [[serpentino]]; il pulpito poligonale reca ornamenti applicati ed intarsi della seconda metà del XVII secolo. Nel coro sta l'epitaffio in marmo dei Redolfi-Stampa del 1742; nella lunetta della parete frontale un ''dipinto ad olio'' è di [[Augusto Giacometti]].
*La chiesa riformata di Nossa Donna, a '''Promontogno''', nell'avvallamento a meridione della torre, è la [[chiesa madre]] di tutta la valle, documentata nel 988; cadde in disuso dal XVI secolo, poi tree il 1840 e il 1863 fu ripristinata per iniziativa del barone Giovanni da Castelmur e di sua moglie Anna che vi hanno trovato sepoltura in una cripta. L'aula costruita dall'architetto milanese Giovanni Crassi Marliani]], termina con un'abside semicircolare, fu sporaelevata rispetto alla chiesa romanica primitiva. seguendone tuttavia la pianta. Il campanile romanico del 1100 circa reca bifore ad arco tra fregoi a di arcatelle su specchi di fondo. All'interno della chiesa il fonte battesimale cilindrico ha un bacino rotondo del XI secolo; il quadro raffigurante la ''Trasfigurazione di Cristo'' del 1841, è di [[Melchior Paul von Deschwanden]]<ref>{{DSS|I22002|Melchior Paul von Deschwaden}}</ref>; la pittura su vetro è di [[Giovanni Bertini (pittore)|Giovanni Bertini]]. Pannellature, pulpito e monumentali tombe in marmo dei fondatori sono degli anni 1879-1883.
*L'antica chiesa cattolica di San Gaudenzio, isolata su una collina a sud-est della pianura, edificata nel biennio 1883-1884 dagli architetti [[Jules Rau]] e [[Alexander Kuoni]] su incarico della consorte del committente del Kursaal, la contessa Malvina de Renesse (1846-1884), è un edificio [[neoromanico]] con paraste goticheggianti.
*L'ex chiesa anglicana (Chiesa evangelica), a '''Maloja''', fu costruita nel biennio 1888-1889 dagli architetti [[Nicolaus Hartmann senior]]<ref>{{DSS|I41360|Nicolaus Hartmann senior}}</ref> e da Alexander Kuoni su commissione della Società anonima Kursaal, è un edificio goticheggiante in muratura con conci a vista, ripidi tetti a padiglione curvi dagli spioventi tronchi e torretta. L'aula, coperta con [[volta a botte|volte a botte]] lignee, termina con un [[coro (architettura)|coro]] rettangolare.
[[File:House of Giovanni Giacometti.JPG|thumb|230px|La casa di Giovanni Giacometti]]

===Edilizia civile===
*L'ex albergo Piz Duan (casa d'abitazione e uffici), edificato nel 1586, ampliato in stile rinascimentale con salone nel 1870 circa; subì un restauro esterno nel 1998. è la casa natale di [[Giovanni Giacometti]]. Dietro, verso monte, c'è il muro del giardino che [[Alberto Giacometti]] immortalò nel suo dipinto '' Paesaggio a Stampa'' del 1952, conservato nel Bündner Kunstmuseum di Coira.
[[File:CH Coltura Palazzo Castelmur 2.jpg|thumb|230px|Il Castello di Castelmur nella frazione di ''Coltura'']]
*La casa d'abitazione del 1755, sul lato opposto della strada, è la dimora della famiglia di artisti Giacometti. Nel 1905 l'adiacente stalla fu trasformata in atelier da Giovanni Giacometti; dopo la sua morte venne utilizzata da Alberto Giacometti durante i suoi frequenti soggiorni estivi.
*L'ex Casa Salis eretta nel 1593, seguendo la tipologia engadinese, fu ricostruita nel 1935 dopo un incendio.
*la Ciäsa Granda, oggi museo della valle, eretta nel 1581 dall'architetto [[Giovanni della Stampa]], subì un restauro nel 1953. L'alto imponente blocco di quattro piani con un risalto ad ovest per le latrine. La facciata con finestre strombate e ''decorazioni policrome''; tra le finestre del secondo piano; incorniciati da girali, figurano gli ''stemmi degli Stampa e di una famiglia sconosciuta''; il portone ad arco in posizione asimmetrica con cornice rettangolare e bande decorate da rosette, sull'architrave il nome del [[committente]]. La scala a chiocciola porta alle stanze con rivestimenti lignei risalenti al periodo della costruzione.
*La casa natale di [[Augusto Giacometti]] reca sull'architrave la data 1602, il portone è del 1718.
*La casa di vacanza Vogelbacher-Stampa, costruita nel 1978 dall'architetto [[Pierre Zoelly]] è un edificio addossato ad un antico giardino cintato, dietro la fila di case del villaggio. Le sue linee architettoniche fondono motivi moderni con quelli regionali.
*L'ex mulino al margine sud dell'abitato, fu eretto forse alla fine del XVI secolo e ristrutturato nel 1728.
*La casa Mulin è un volume cubico neoclassico con stalla, costruito nel 1849 dall'architetto [[Giovanni Battista Pedrazzini]] come casa per l'estate dell'emigrante Giovanni Pontisella attivo a [[Bergamo]].
*Il ponte a due arcate in muratura sul fiume Maira secondo l'iscrizione fu edificato nel 1699 su incarico di Niklaus von Salis.
*L'avello di epoca tardoromana, ad ovest del villaggio, è un sepolcro a vasca ricavata in un blocco di granito vicino alla strada e al fiume: è la tomba di una alto funzionario popolarmente detta "fossa".
*Dirimpetto al villaggio, sull'altra riva del fiume, la scuola di Somarovan fu realizzata dall'architetto [[Bruno Giacometti]] nel 1962, esempio di architettura regionale interpretata in chiave moderna.

====Coltura====
*Castello di Castelmur, a '''Coltura''', è un edificio residenziale [[barocco]] della famiglia Redolfi sorto nel 1723; trasformato negli anni 1850-1854 dall'architetto [[Giovanni Crassi Marliani]] in castello [[neogotico]] su esempi italo-moreschi per volere del barone Giovanni de Castelmur e della moglie Anna, benefattori della valle. Fu acquistato nel 1962 da una fondazione bregagliotta e aperto al pubblico. Il prospetto verso valle presenta torri angolari, caditoie e merlatura e decorazioni pittoriche imitanti una muratura in cotto. All'interno conserva ricchi arredi storicistici di artisti e artigiani milanesi; virtuose ''pitture illusionistiche'' sui soffitti furono eseguite da [[Gaspare Tirinanzi]] del 1853; altri ''dipinti'' sono di [[Zaverio Tessera]]. Le tappezzerie e il mobilio sono improntati al gusto [[rococò]] e [[Bidermeier]]. Le stanze dell'edificio originale hanno pareti rivestite da tavole e semplici soffitti a scomparti. È una singolare testimonianza di architettura grigionese dell'emigrazione di ritorno, dal forte impatto sul paesaggio. Il vasto giardino comprende un viale di ippocastani che porta verso il ponte sulla Maira eretto nel 1897 e ricostruito nel 1928. 
*La casa Redolfi costruita nel 1681 subì un restauro esterno nel 1981; le ''pitture policrome a sfondo architettonico'' sono coeve così come le stanze pannellate.
*La casa d'abitazione eretta nella prima metà del XVIII secolo ha un'imponente facciata con frontone e finestre strombate; gli annessi laterali sono del XIX secolo.

====Maloja===
*L'edificio postale eretto dall'architetto [[Bruno Giacometti]] negli anni 1949-1951 è un corpo cubico con tetto piano aggettante e lunga pensilina in [[calcestruzzo]]; l'opera muraria è improntata allo stile regionale con pietre a vista e rivestimento interno in legno.
*L'hotel Schweizerhaus eretto nel 1882 dalla Chaletfabrik Kuoni & Cie per il conte Camille de Renesse, si tratta del più monumentale esempio dello "stile svizzero in legno" nel Canton Grigioni. La casa porta iscrizioni in francese, fregi intagliati, puntoni incrociati ripresi da esempi tirolesi. L'edificio incorpora l'osteria vecchia del XVI secolo appartenente alla costruzione precedente.
*La casa Segantini (ex villa Kuoni), sul lato opposto della strada, edificata nel 1882 dalla Chaletfabrik Kuoni & Cie per il costruttore Alexander Kuoni, fu la residenza della famiglia Kuoni nel periodo in cui il costruttore lavorava allo sviluppo di Maloja su cui esercitò un influsso decisivo. Nel 1894 fu dta in affitto al pittore [[Giovanni Segantini]] che l'abitò con la famiglia dal momento in cui lasciò [[Savognin]] fino alla morte nel 1899. I mobili il [[stile liberty]] sono di [[Carlo Bugatti]], fratello di Bice, compagna di Segantini. Dietro la casa sta la rotonda in legno, modello del panorama engadinese progettato per l'[[Expo 1900|Esposizione universale di Parigi]] del 1900; Segantini la destinò a biblioteca, mentre il figlio Gottardo ne fece il suo atelier. Subì un restauro nel 1985.
*Il castello Belvedere, esempio di architettura castellana romantica, sutuato su uno sperone di roccia a picco sulla valle. Venne iniziato negli anni 1882-1884, pensato inizialmente come residenza del conte Camille de Renesse, completato poi negli anni 1896-1903 sulla base di un nuovo progetto. Nel 1898 Segantini pianificò di prenderlo in affitto e di terminarlo secondo propri disegni. Aperto nel 1904 come dépendance del Kursaal (Nuovo Albergo Castello) fu poi destinato ad usi diversi e infine caduto in rovina, fatta eccezione per la torre. Nelle vicinanze sono visibili delle marmitte glaciali.
*Il cimitero del 1891 circa ad impianto rettangolare fu successivamente ampliato, cintato da un muro in pietre squadrate, ospita la tomba di Giovanni Segantini e della sua famiglia. Il portale d'ingresso privo di coronamento è riprodotto nel dipinto di Segantini intitolato ''Consolazione della fede'' del biennio 1895-1896, conservato alla Kunsthalle di [[Amburgo]].
*La "Chesa Carmela", La Motta, eretta dall'architetto [[Tita Carloni]][ di [[Rovio]] nel 1970, è un corpo edilizio monolitico con piccole finestre strombate, allineate in modo decorativo, presenta incisivi smussi agli angoli; la casa sembra sospesa su un margine del terreno.
*La villa la Motta, nella località di '''Orden''', sopra i tornanti della strada del passo del Maloja, fu costruita dall'architetto [[Ottavio Ganzoni]] per Augusto baldini in posizione incomparabile nel 1906. L'edificio in [[stile eclettico]] reca motivi neoclassici e gotici; le facciate in pietra rasa hanno giunti evidenziati. All'interno conserva pannellature e il primo dipinto murale realizzato da Augusto Giacometti ''Il sogno'' del 1905.
*L'installazione Culur del 1997 di Gottfried Honegger sul muro di ritenuta contro le piene; nove colonne in metallo dipinto, a 6,5 metri; i colori dell'arcobaleno suggeriscono un nuovo ottimismo creativo e simboleggiano la pace.
*Il centro di formazione e vacanza, nella località di '''Salecina''', fondato nel 1971 da Theo e Amalie Pinkus come ritrovo per le forze politiche della sinistra, ricavato negli spazi di una vecchia fattoria.

===Edilizia militare===
*La Nossa Donna, a Promontogno.
*Le rovine della rocca feudale di Castelmur, a Promontogno.

==Note==
{{references|2}}
==Bibliografia==
*Renato Stampa, ''Storia della Bregaglia'', 1974 (1991³)
*AA.VV., ''Guida d'arte della Svizzera italiana'', Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 527-528, 532-535.

==Altri progetti==
{{interprogetto|commons=Category:Stampa}}

==Collegamenti esterni==
*[http://www.portalebregaglia.ch/stampa/ Stampa su PortaleBregaglia.ch]
*{{DSS|I1535|Stampa}}
*[http://ivs-gis.admin.ch/ivs2b.php# Inventario delle vie di comunicazione: Stampa]
*[http://map.schweizmobil.ch/?lang=it Mappa geografica].

{{Maloggia}}
{{Portale|geografia|svizzera}}
[[Categoria:Comuni svizzeri soppressi]]
[[Categoria:Località del Canton Grigioni]]

[[ca:Stampa]]
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[[ru:Стампа]]
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