Revision 50287907 of "Cattedrale di San Lorenzo (Lugano)" on itwiki

{{Infobox edifici religiosi
|NomeEdificio= Cattedrale di san Lorenzo
|Immagine       = Lugano San Lorenzo 02.JPG
|Didascalia     = Veduta del lato nord della cattedrale
|Larghezza      = 300px
|Città= [[Lugano]]
|Regione= {{CH-TI}}
|Stato= {{SUI}}
|Religione= [[Chiesa cattolica|Cattolica]]
|Diocesi= [[Diocesi di Lugano]]
|StileArchitett= [[gotico]], Facciata [[Rinascimento|rinascimentale]]
|InizioCostr= secolo XI
|FineCostr= secolo XVI
|Demolizione= 
|Website= 
}}
La '''[[cattedrale]] di [[San Lorenzo martire|San Lorenzo]]'''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A22 Cattedrale di San Lorenzo - Inventario dei beni culturali]</ref> nel quartiere di [[Lugano Centro]], attualmente chiusa per i restauri conservativi interni condotti dall'architetto [[Franco Pessina]] di [[Lugano]]<ref>[http://www.ilmodello.ch/news-gallery-en.php?x=399 Modello di restauro della cattedrale]</ref>, è una [[chiesa (architettura)|chiesa]] di fondazione altomedievale, ma ricostruita alla fine del XV secolo. Ha il titolo di cattedrale dal 1888, anno in cui il [[Canton Ticino]] venne unito alla [[Diocesi di Basilea]], mentre per secoli era stata una [[collegiata]] della [[Diocesi di Como]]. Nel 1971 divenne sede vescovile della neo-istituita [[Diocesi di Lugano]].

Si erge su un sagrato, in parte artificiale, dominante la città e il suo golfo. In campo artistico deve la sua notorietà alla sua rinascimentale facciata "a vento" del 1517<ref>Rahn, 1894, 183-187.</ref>, capolavoro dell'architetto di origini luganesi [[Giovanni Antonio Amadeo]], ispirato nelle sue proporzioni a quella della [[Certosa di Pavia]]<ref name=autogenerato1>Rahn, 1894, 186.</ref>. 

==Cenni storico-artistici==
È definita [[pieve|plebana]] già nell'818 e collegiata nel 1078. L'edificio [[Architettura romanica|romanico]] era orientato in senso opposto a quello attuale, come dimostrano i resti dell'[[abside]] semicircolare, scoperti durante gli scavi sotto l'attuale sagrato. Forse già nel [[XV secolo|Quattrocento]] venne ampliata, girandone di 180º l'orientamento e coprendola con [[volta a crociera|volte a crociera]]; nel 1490 si registrarono cenni a lavori alle aperture esistenti. 

Attualmente presenta tre [[navata|navate]] ed è conclusa da un [[coro (architettura)|coro]] poligonale, scavato nella roccia. Il tetto è ricoperto di lastre di [[ardesia]]. Sul lato nord si trova il campanile, con base romanica e coronato da due piani [[Architettura barocca|barocchi]] con [[lanterna (architettura)|lanterna]] ottagonale [[cupola]]ta, progettata da [[Costante Tencalla]]<ref>[http://www.sikart.ch/KuenstlerInnen.aspx?id=11686308 Sikart: Costante Tencalla]</ref> di [[Bissone]] negli anni 1633-1636 e messa in opera dai luganesi Gerolamo David e Carlo Menicato nel 1640, dopo aver sostituito le [[trifora|trifore]] romaniche con otto nuovi finestroni, sormontati da un cornicione con [[fregio]] [[Ordine dorico|dorico]] a [[metopa|metope]] e [[triglifo|triglifi]]. La lanterna presenta otto aperture curvilinee oblunghe, intercalate da [[pilastro|pilastri]] ornati da doppie volute a fogliami. Il campanile culmina con palla, banderuola e croce dorate.

[[File:Cattedrale di Lugano.jpg|thumb|300px|right|La cattedrale di San Lorenzo di Lugano]]
Negli anni 1905-1910 l'edificio subì una radicale ristrutturazione edilizia, sotto la direzione di [[Augusto Guidini]]<ref>[http://www.verbanensia.org/biografie_details.asp?bID=882&action=G&tipo=1 Augusto Guidini]</ref> (1853-1928) e [[Otto Maraini]] (1863-1944): ai lati del coro furono demolite le due [[cappella|cappelle]] barocche dedicate a San [[Carlo Borromeo]] e a [[Sant'Abbondio]] l'interno fu affrescato da [[Ernesto Rusca]] con ''pitture storicistiche''; in [[controfacciata]] nel 1910 venne aggiunta una tribuna con un nuovo [[organo (musica)|organo]] della [[Mascioni|ditta Mascioni]] di [[Cuvio]]. 

Dal 2000 al 2004 l'architetto [[Tita Carloni]] (nato nel 1931) di [[Rovio]] ha diretto il restauro della facciata, del campanile e della cappella della [[Madonna delle Grazie]].

==Descrizione==
===La facciata===
[[File:27Cattedrale.jpg|thumb|250px|right|La facciata della cattedrale]]
Introdotta da tre gradini progettati assieme al sagrato negli anni 1821-1823 dall'architetto [[Giocondo Albertolli]] di [[Bedano]], la fronte della facciata a vento è costituita di [[concio (elemento)|conci]] regolari in pietra di [[Saltrio]] e di [[Viggiù]] e in [[marmo di Carrara]] ed è ritmata da due [[ordine architettonico|ordini]] di quattro [[lesena|lesene]], sorreggenti la [[trabeazione]] che la dividono in tre parti. 

Nell'ordine inferiore si trova il portale maggiore centrale, accompagnato da due portali laterali ad imitare un [[arco trionfale]] [[Architettura romana|romano]]. Il portale mediano è arcuato, fortemente strombato e inquadrato da un ordine di [[parasta|paraste]] [[ordine corinzio |corinzie]] con un'alta [[trabeazione]] rettilinea, quelli laterali sono ridotti nelle dimensioni, nella conformazione e coronati da un basso [[frontone]] curvilineo. Nell'ordine superiore, al centro, dal 1580 al 1590 circa fu aperto un ''[[rosone]] in pietra di Viggiù'' entro una sproporzionata cornice quadrata proto[[barocco|barocca]], con [[cherubino|cherubini]] in bassorilievo negli angoli, che appare incongruo con la decorazione precedente. 

I [[piedritto|piedritti]] e gli archi dei portali sono ornati da decorazioni scultoree: quello di destra, detto "Portale dei giorni brevi", presenta nel fregio un [[putto]] coi simboli della caducità e il motto: "<small>SIC TRANSIT GLORIA MUNDI</small>" e sulla fascia sotto l'architrave la scritta "<small>DOMUS MEA DECET SANCTITUDO</small>". 

Il portale di sinistra, denominato "Portale degli uccelli" reca figure di uccelli; sul fregio il motto: "<small>FESTUM BREVE GLORIA MONDI</small>" e sulla breve fascia sotto l'architrave "<small>TOLITE HOSTIAS ET INTROITE IN ATRIA DOMINI</small>"; sugli stipiti dei [[cartiglio|cartigli]] recano le scritte: "<small>OMNE BONUM NOSTRUM DEUS EST</small>", "<small>SAPIENS DOMINI ABITUR ASTRIS</small>" e "<small>APTA TE TEMPORI</small>".
[[File: Lugano San Lorenzo Portale.jpg|thumb|250px|left|Il portale mediano della cattedrale]]
Sopra a ciascuno dei due portali è murato "il [[Fiammante]]", [[cristogramma]] ideato e diffuso da [[San Bernardino da Siena]]. 

Poco sopra ciascuno dei due portali laterali una [[protome]] [[leone|leonina]] sovrasta una targa con [[iscrizione|iscrizioni]] in capitali epigrafiche, che ricalcano parti della ''[[Lettera ai Romani|Lettera di san Paolo ai Romani]]'' (rispettivamente 13, 1 e 16, 6) alludono alla presenza di Dio nella vita umana; tradotte in italiano, a sinistra: « Ogni nostro potere ci è dato da Dio che ci chiederà conto di ogni nostra azione, scrutandoci l'anima e regnando in eterno », a destra: « Salutate Maria che per noi molto intercede e coronata in eterno trionfa ».

Il portale maggiore è detto "Portale dei santi" per i medaglioni nel [[fregio]] con cinque tondi a rilievo in marmo di [[Carrara]]: da sinistra, ''[[Sant'Antonio abate]]'', ''[[San Gerolamo]]'', al centro la ''[[Madonna col Bambino]] sul crescente lunare'', ''[[San Pietro apostolo]]'' e ''[[San Domenico di Guzmán]]''. In ciascuno dei due spicchi tra l'arco e la cornice della [[trabeazione]] è scolpito in rilievo un ''angelo con la face accesa'', ad imitazione della decorazione degli [[arco di trionfo|archi di trionfo]] romani.
 
[[File:Lugano San Lorenzo Facciata Davide.jpg|thumb|250px|Il re Davide]]
Negli spazi intermedi tra i portali, entro cornici quadrate spiccano le figure a mezzo busto degli ''[[evangelista|Evangelisti]]'' e dei re ''[[Davide]]'' e ''[[Re Salomone|Salomone]]'' in marmo di Carrara. I cinque tondi, gli Evangelisti, Davide e Salomone manifestano lo stile di [[Antonio Della Porta]]<ref>[http://www.treccani.it/enciclopedia/della-porta-antonio-detto-il-tamagnino/ Treccani: Antonio Della Porta]</ref> detto il Tamagnino di [[Osteno]], nipote dell'architetto Giovanni Antonio Amadeo. 

Nel fregio della trabeazione vi sono 17 figure, da destra a sinistra: sul risvolto a nord, ''cavallo marino'', poi ''[[Zaccaria]]'', ''[[sibilla]] Persica'', ''sibilla Delfica'', ''sibilla Europa'', ''Davide'', ''[[Daniele (profeta)|Daniele]]'', ''[[Amos]]'', ''[[Abacuc]]'', ''[[Giosuè (Bibbia)|Giosuè]]'', ''[[Geremia]]'', ''[[Ezechiele]]'', ''[[Malachia (profeta)|Malachia]]'', ''sibilla Libica'', ''sibilla Cumana'', ''sibilla Tiburtina'', ''[[Isaia]]'', e nel risvolto meridionale, ''[[Michea]]''<ref>Calderari, Damiani Cabrini, Soldini, 2010, 103-104.</ref>. 

Sotto le nicchie delle quattro lesene inferiori sono inserite nei dadi sei lastre rettangolari con oculi da cui fuoriescono illusionisticamente animali fantastici e nereidi di derivazione classica, alcuni dei quali cavalcati da [[satiro|satiri]] e [[putto|putti]]; le ''sei figurazioni'' con simboli zoomorfi rappresentano da destra a sinistra: la ''sirena'', l<nowiki>'</nowiki>''[[ippocampo (mitologia)|ippocampo]]'', il ''cavallo indomo'', il ''leone alato'', il ''leone domo'', il ''mostro marino''<ref name=autogenerato1 />. Tali opere scultoree nella trabeazione e nelle nicchie ricordano i modi di [[Niccolò Da Corte]]<ref>[http://www.sikart.ch/KuenstlerInnen.aspx?id=4023011 Sikart: Nicolò Da Corte]</ref> di [[Valsolda|Cima]]<ref>Helfer, 2008, 61-77.</ref> nonché lo stile classicista di [[Cristoforo Solari]] detto il Gobbo<ref>[http://www.sikart.ch/KuenstlerInnen.aspx?id=4023551 Sikart: Cristoforo Solari]</ref>, di [[Pietro Lombardo]]<ref>[http://www.sikart.ch/KuenstlerInnen.aspx?id=4029414 Sikart: Pietro Lombardo]</ref> e dei suoi figli [[Tullio Lombardo]] e di [[Antonio Lombardo (scultore)|Antonio Lombardo]], tutti originari di [[Carona (Svizzera)|Carona]]<ref>Damiani Cabrini, 2008, 69-70.</ref>.

Il restauro del 2002 ha messo in evidenza sotto il rivestimento della facciata un ''frammento di affresco'' con una ''testa coronata di santa'', ascrivibile al "Primo Maestro di santa Margherita", attivo nel monastero benedettino di [[santa Margherita d'Antiochia]] di Como  nel primo decennio del [[XIV secolo|Trecento]].

[[File: Madonna con Bambino nella facciata della Cattedrale di Lugano.jpg|thumb|250px|right|Madonna con Bambino nella trabeazione del portale principale]]

Sul lato destro della [[Corte (architettura)|corte]] [[canonico|canonicale]], addossato alla collegiata, un elemento decorativo dell'antico [[Ossario]] reca nella [[lunetta]] un tondo con il ''[[Gesù|Cristo]] risorto'', del 1485 circa; sulla parete di fondo del cortile si vede in graffito bianco e nero l'immagine di ''San Lorenzo'' del 1670. Sulla parete esterna della sagrestia un portale scolpito in pietra grigia di [[Saltrio]] porta la data del 1420: era il portale maggiore del precedente edificio tardo[[romanico]]. 

Esternamente sul lato verso la funicolare è esposto un sarcofago: unico elemento rimasto sul posto tra i molti reperti romani trovati in loco. Ai lati della scalinata che collega il lato nord del sagrato con la salita della cattedrale: le ''due statue'' della ''[[Fede]]'' e della ''[[Carità]]'' in pietra di Saltrio, sono opere del 1821 di [[Carlo Gerolamo Marchesi]] e sul lato sud, statua della ''Madonna'' scolpita nel 1946 da [[Mario Bernasconi]]<ref>[http://www.sikart.ch/KuenstlerInnen.aspx?id=4023822 Skart: Mario Bernasconi]</ref> (1899-1963) di [[Pazzallo]]<ref>Vaccaro et alii, 2003, 293-295.</ref>.

===Campanile e campane===

Il campanile, di origine [[architettura romanica|romanica]], fu rimaneggiato (in particolar modo con l'aggiunta del cupolino ottagonale sulla sommità della torre) negli anni 1633-1640 da Costante Tencalla, architetto [[Bissone|bissonese]] attivo in Europa Centro-Orientale e a [[Varsavia]] nella prima metà del XVII secolo<ref>[http://www.megasy.com/ticino/view_objects_it.php?id=15 Ldk - Ticino<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>. Pur lavorando a [[Vilnius]], durante l'inverno tornava in patria, dove riceveva committenze non solo nella natia [[Bissone]], ma anche a Lugano.

Il campanile ospita un concerto di 9 campane, di cui le prime 8 sono in scala di Si2 maggiore, mentre la più piccola è in Re4; seguono i dati delle campane (nota, fonditore, luogo e anno di fusione):
*'''Si2''': Fratelli Barigozzi ([[Milano]])<ref>[http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=6739164 Fonderia Barigozzi]</ref> 1910;
*'''Do#3''': Nicola Bonavilla e Nicolao Sottile (fonditori itineranti [[Lorena (regione francese)|lorenesi]])<ref>[http://www.campanariambrosiani.org/arte/?p=4&c=3 Nicola Bonavilla e Nicolao Sottile]</ref> 1628;
*'''Re#3''': Fratelli Barigozzi ([[Milano]]) 1910;
*'''Mi3''': Giovanni Battista Sottile ([[Varese]]) 1710;
*'''Fa#3''': Nome del fonditore non indicato (probabilmente Bonavilla) 1593;
*'''Sol#3''': Fratelli Barigozzi ([[Milano]]) 1910;
*'''La#3''': Pietro Bonavilla (fonditore itinerante [[Lorena (regione francese)|lorenese]]) 1588;
*'''Si3''': Fratelli Barigozzi ([[Milano]]) 1910;
*'''Re4''': Nome del  fonditore non indicato (probabilmente Bonavilla) 1612

===La decorazione interna===
[[File:Window cathedral lugano switzerland.jpg|thumb|250px|La vetrata in facciata]]
I bassorilievi delle serraglie delle volte presentano, cominciando da oriente: 1. la figura della ''Madonna inginocchiata col Bambino''; 2. il ''Salvatore inginocchiato in atto di benedire, col globo in mano''; 3. il ''Salvatore risorto''; due sole chiavi di volta sono ornate colle mezze figure di ''[[San Giovanni Battista]]'' e di ''San Lorenzo''<ref>Rahn, 1894, 184.</ref>.

Sul primo pilastro quadrangolare destro si può ancora vedere sul lato meridionale la parte inferiore dell'immagine di ''San Luguzzone'' (o [[San Lucio di Cavargna|San Lucio]]), protettore dei [[caseificio|casari]], dei formaggiai e degli alpigiani, con l'iscrizione [[voto (religione)|votiva]]: "Vipinolo, figlio di Giovan Battista, detto Pocobello di Folclaso di Lugano, fece fare quest'opera nel 1329, nel mese di luglio, in onore di san Luguzzone"; sulla faccia est: la ''targa commemorativa'' dei restauri del 1910 voluti dall'[[amministratore apostolico]] monsignor vescovo [[Alfredo Peri-Morosini]].

La prima [[cappella]] della [[campata]] della [[navata]] destra presenta un marmoreo ''altare [[barocco]]'' con [[pala d'altare|pala]] col ''Martirio dei santi [[Crispino e Crispiniano]]'', patroni dei calzolai; il ''[[paliotto]] in [[scagliola]]'' è della prima metà del [[XVIII secolo|Settecento]]; sui pilastri: ''affreschi [[allegoria|allegorici]]'' in [[grisaglia]] di [[Giuseppe Antonio Maria Torricelli]]<ref>[http://www.sikart.ch/KuenstlerInnen.aspx?id=4029525 Sikart: Giuseppe Antonio Torricelli]</ref> e del fratello quadraturista Giovanni Antonio<ref>[http://www.sikart.ch/KuenstlerInnen.aspx?id=4029527 Sikart: Giovanni Antonio Torricelli]</ref> di Lugano del [[1760]] circa.

L'adiacente '''cappella della [[Madonna delle Grazie]]'''<ref>Qui il papa [[Giovanni Paolo II]] nel 1984 durante la sua visita apostolica a Lugano si soffermò in adorazione.</ref> è riccamente ornata di colonne e di un sontuoso ''altare marmoreo''; nel 1473 si aprì il muro settentrionale e si diede inizio alla costruzione della cappella che venne fondata nel 1494 e ricostruita tra il 1768 e il 1778 dall'architetto [[Giambattista Casasopra]] (1720-<1773) di [[Gentilino]] che le diede una [[pianta (architettura)|pianta]] ottagonale, mediante quattro vele gli archi sorreggono un [[tamburo (architettura)|tamburo]] circolare sovrastato da cupoletta e lanterna<ref>Borrani, 1896, 266-271.</ref>. Dieci colonne in marmo [[bardiglio]] di [[Arzo]] ritmano le pareti; altre due colonne sostengono la [[trabeazione]] ove un gruppo di angeli glorificano la [[Maria (madre di Gesù)|Vergine]]. 
[[File:Lugano San Lorenzo Interno 1.jpg|thumb|300px|L'interno della cattedrale]]
Sullo sfarzoso altare tardo[[barocco]]: la ''pala'' raffigura la ''[[Madonna col Bambino]] in gloria con ai piedi san Lorenzo e [[Rocco di Montpellier|san Rocco]]'', opera dipinta nel 1632 dal pittore [[Giovanni Battista Carlone]]<ref>[http://www.sikart.ch/KuenstlerInnen.aspx?id=4029371 Sikart: Giovanni Battista Carlone]</ref> (1603-1684) di [[Rovio]], attivo a [[Genova]]<ref>Nell'estate di quell'anno, il 19 luglio 1632 il Consiglio del borgo di Lugano decise di devolvere i 90 [[scudo (moneta)|scudi]], lasciatigli in [[eredità]] dal "magistro" Gian Giacomo Amadio, artista luganese deceduto a [[Venezia]], « ''per pagare parte dell'[[Ancona (arte)|ancona]] che di presente facciamo fare per l'altare della Madonna"'' ».</ref>. 

Tra le [[colonna|colonne]] di marmo rosso d'Arzo addossate alle pareti, ''otto statue'' in [[stucco]] a grandezza naturale, opera di [[Stefano Salterio]] di [[Castel San Pietro (Svizzera)|Corteglia]], raffigurano da destra a sinistra: la ''[[Vanità]]'' formosa e piangente, la ''[[Carità]]'' col pane, la ''[[Pace]]'' col ramo d'[[olivo]], la ''[[Fede]]'' con la croce e il bimbo ferito, la ''[[Giustizia]]'' con la [[bilancia (strumento)|bilancia]], la ''[[Preghiera]]'', la ''[[Penitenza (sacramento)|Penitenza]]'' ([[Santa Maria Maddalena]]), la ''[[Castità]]'' ([[Sant'Agnese]]) e la ''[[Meditazione]]'' col libro. Fra le colonne, ''venti quadretti con temi biblici'', dovuti ai citati fratelli Giuseppe Antonio Maria Torricelli e Giovanni Antonio: 1.''Angelo [[cherubino]]'', 2.''Roveto ardente'', 3.''Pozzo sigillato'', 4.''Albero inaccessibile'', 5.''[[Torre]] di [[Davide]]'', 6.''Davide e Micol'', 7.''[[Giuditta (Bibbia)|Giuditta]] e [[Oloferne]]'', 8.''[[Debora (Bibbia)|Debora]] e [[Sisara]]'', 9.''[[Arca dell'alleanza]] di [[Mosè]]'', 10.''[[Nave]] della Donna sapiente'', 11.''[[Arca di Noè]]'', 12.''[[Porta (architettura)|Porta]] della sposa'', 13.''[[Eliezer]] e [[Rebecca (Bibbia)|Rebecca]]'', 14.''[[Ester (Bibbia)|Ester]] e [[Serse|Assuero]]'', 15.''[[Elia]] e i falsi [[Neviìm|profeti]]'', 16.''[[Re Salomone|Salomone]] e la madre'', 17.''Valle del Giudizio finale'', 18.''[[Sole]] e [[arcobaleno]]'', 19.''Donna dell'[[Apocalisse]]'' e la 20.''Scala di [[Giacobbe]]''. Nella cupola, ''affresco illusionistico dell'[[Assunzione di Maria|Assunta]]''; nei [[pennacchio (architettura)|pennacchi]]: quattro personaggi biblici: ''re Davide'', ''il profeta [[Samuele (Bibbia)|Samuele]]'', ''[[Neemia]]'' e ''re Salomone''.

Il secondo pilastro quadrangolare una volta era affrescato, ora sulla faccia a sud è inserita la ''lapide figurata del vescovo di [[Como]] Bonifacio Quadri'' da [[Modena]] con l'[[epigrafe]] latina sottostante, che tradotta recita: « 1346. Don Bonifacio dei Quadri da Modena, vescovo comense, luminare in entrambe le leggi, ha fatto costruire ad onore di Dio, della Chiesa cumana e a favore del popolo questo palazzo, largo verso la fronte [[braccia]] 62, e la chiesa di San Geminiano, coi muri protesi fino al lago, e in lunghezza il palazzo misura braccia 42 ». Questa iscrizione venne trasportata a [[Balerna]] con altri frammenti di scultura nel 1844<ref name=autogenerato1 />. Essa proviene dal palazzo della mensa vescovile che si trovava sul luogo dell'attuale palazzo del Municipio luganese in Piazza della Riforma, costruito dall'architetto milanese [[Giacomo Moraglia]] (1791-1860)<ref>Un [[bassorilievo]] del tutto simile è conservato nella [[Chiesa di San Pietro (Castel San Pietro)|Chiesa Rossa]] a [[Castel San Pietro (Svizzera)|Castel san Pietro]].</ref>. 

Nella terza cappella, marmoreo ''altare tardobarocco'' con ''pala'' raffigurante ''[[San Pietro Martire]] e [[san Vincenzo Ferrer]]'', dipinta da Giuseppe Antonio Maria Torricelli verso il 1765. 
[[File:Lugano San Lorenzo Affresco III Pilastro destra.JPG|thumb|250px|Annunciazione e i Santi Sebastiano e Rocco]]
Nella quarta campata, adibito a custodia della riserva eucaristica all'interno della cappella maggiore poi nel 1908 traslato presso la porta d'accesso al campanile, spicca un prezioso ''tabernacolo parietale'' in marmo di [[Musso]] a forma di [[trittico]] a loggetta centrale, illusoriamente prospettico, eseguito sul modello dello [[stiacciato]] [[Donatello|donatelliano]]: strutturato come un'ancona tripartita da due lesene, sorretta da una base recante motivi vegetali; la trabeazione decorata a palmette regge l'imponente [[cimasa]] sovrastata dalla ''statua del Cristo risorto'' (realizzata nel 1908 ad imitazione dell'originale perduto); al centro, sopra un illusionistico vano architettonico si affaccia [[Dio Padre]] benedicente; sotto, ai lati della nicchia, sotto archi due eleganti angeli di profilo con il loro sembiante e la foggia delle loro vesti, dal caratteristico rigonfiamento del [[farsetto]], indicano la porticina in ferro dorato; in scala ridotta, ai lati sono figurati, a sinistra, ''San Lorenzo'' e a destra ''[[San Vincenzo]]'' con i rispettivi simboli (graticola e [[macinazione|macina]]); al centro della cimasa una ''[[fenice]]'', sorretta da un festone, risorge dalle proprie ceneri, alludendo alla Resurrezione di Cristo.

[[File:Lugano San Lorenzo Interno 3.jpg|thumb|250px|Cappella della Madonna delle Grazie]] 
Tale opera scultorea sembra replicare l'analogo tabernacolo conservato nel [[Museo del Castello Sforzesco]] a [[Milano]], opera di Giovanni Antonio Amadeo, del 1470 circa.<ref>Meyer, 1900, 256; Berta, 1914, 8, tavola I.</ref>. Nonostante gli evidenti riferimenti alla scultura amadeesca, gli angeli manifestano una resa relativamente fluente del panneggio e lineamenti paragonabili a quelli delle sculture del portale meridionale nel santuario della Madonna di [[Tirano]], datato 1506.<ref>Calderari, Damiani Cabrini, Soldini, 2010, 105-107.</ref>.

Sul terzo pilastro sulla parete verso il [[coro (architettura)|coro]], a ovest: ''affresco'' del 1487 di Ambrogio da [[Muralto]] col ''Martirio di [[san Mamete]]'', proto[[secolo XVI|cinquecentesco]], pugnalato sul fianco dal suo carnefice<ref>Il santo veniva invocato contro il mal di ventre e nei dintorni è venerato a [[Mezzovico-Vira|Mezzovico]] e in [[Valsolda]] come protettore degli animali da pascolo.</ref>. Dipinti a fresco sono osservabili verso la navata maggiore: i ''santi [[apotropaico|apotropaici]] [[San Sebastiano|Sebastiano]] e [[Rocco di Montpellier|Rocco]]'', venerati in tempo di peste, con iscrizione e firma dell'autore Ambrogio da [[Muralto]], 13 novembre 1487; al di sopra: ''[[Annunciazione]]'' dello stesso autore; sulla faccia est: nicchia con ''coppia di angeli e un [[ostensorio]]'' (simboli della Confraternita del [[Santissimo Sacramento]]) sovrastata da un ''santo monaco''.

Nella cappella terminale: una ''cancellata'' [[secolo XVII|seicentesca]] in [[ferro battuto]] precede il ''[[fonte battesimale]]'' con vasca scanalata portante un ''[[ciborio]] ligneo'' a forma di tempio cupolato con [[lanterna (architettura)|lanterna]] al vertice, opera della fine del [[XVI secolo|Cinquecento]]; nella parete di fondo una ''vetrata colorata'' raffigura un angelo che regge lo ''stemma del comune di Lugano''. Alla sua destra la cappella di [[San Luigi Gonzaga]] è utilizzata dalla Confraternita.

Al centro del [[presbiterio]], consacrato nel 1698, l<nowiki>'</nowiki>''altare maggiore'' marmoreo con sovrastruttura a tempietto decorato da putti, è opera di fine [[XVII secolo|Seicento]], realizzata su disegni di Andrea Biffi; ambedue le statue laterali dei santi ''Lorenzo'' e ''Stefano'', del 1705, sono di Francesco Pozzi. Il coro poligonale è affrescato con ''[[quadratura (pittura)|quadrature]] illusionistiche'' del 1764 dei citati fratelli Giuseppe e Giovanni Torricelli che inquadrano, sulla parete frontale, l<nowiki>'</nowiki>''[[Apoteosi]] di san Lorenzo''; sulle due pareti laterali altre magniloquenti ''quadrature'' di gusto [[classicismo|classico]]: le loro firme sono visibili accanto alla porta della sagrestia. Gli [[seggio|stalli]] lignei del coro dei [[canonico|canonici]] sono del 1830 circa.

Al fondo della navata di sinistra è conservato l'antico ''fonte battesimale'' ottagonale con iscrizione: "[[IHS]] 1430 (o 1330?) il mese di giugno questo battistero fece costruire la Comunità] di Lugano"; nella parete di fondo una colorita ''vetrata'' delle vetreria G. Jourdin di [[Ginevra]] raffigura gli ''stemmi del papa e del vescovo''. 

Alla parete sud della quarta campata: il ligneo ''[[dossale]] d'[[organo (musica)|organo]]'' rinascimentale, di cinque assi, finemente intagliato nel terzo quarto del secolo XVI. Gli ''intagli'' curiosi raffigurano ''proverbi'', ''frasi grossolane'', ''motti insultanti'', ''graziose e perfino lubriche scene'' di vita quotidiana. Esso apparteneva all'organo costruito tra il 1553 e il 1557 dal bresciano [[Giovan Giacomo Antegnati]]<ref>[http://www.treccani.it/enciclopedia/ricerca/Antegnati/ Treccani: Antegnati organari]</ref> (documentato al 1513, morto nel 1563): il più celebre tra gli organari italiani del Rinascimento, autore, tra l'altro, dell'organo del [[Duomo di Milano]] (1552-1559)<ref>Mischiati, 1993, 15, 302-353; Idem, 1995, 73-163; Bugini, 1999, 41-69.; Ravasio, 2005, 11-12.</ref>. Il dossale è ripartito da sei lesene che racchiudono ricche cornici; nello scomparto superiore un [[attico (architettura)|attico]] scandito da [[cariatide|cariatidi]], intercalate da festoni di fiori e frutti, regge la trabeazione, sovrastata dalla figura di ''San Lorenzo con la graticola''; nella legatura centrale è inserito lo ''stemma del borgo di Lugano'' insieme a quello di Battista Canonica, organista della chiesa nel 1569. 
[[File:San Lorenzo Altare.jpg|thumb|250px|left|L'altare maggiore]]

Nello stesso anno Gerolamo della Valsolda e Gerolamo da [[Bissone]] - pittore documentato a [[Genova]] nel 1532 e autore nel 1540 del ''[[polittico]]'' nel monastero delle [[Monache Romite dell'Ordine di Sant'Ambrogio ad Nemus|Romite Ambrosiane]] al [[Sacro Monte di Varese]] - eseguirono la doratura. Il prospetto è direttamente confrontabile con una serie d'istrumenti usciti dalla bottega antegnata alla metà del [[secolo XVI|Cinquecento]], tra cui quelli milanesi della [[Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore]] (1554-1555) e della [[Chiesa di Santa Maria della Passione]] ([[1558]]). In essi emerge un gusto decorativo derivato dalle opere degli scultori [[Giovanni Angelo Del Maino|Giovanni Angelo]]<ref>[http://www.treccani.it/enciclopedia/tag/giovanni-angelo-del-maino/ Treccani: Giovanni Angelo Del Maino]</ref> e [[Tiburzio Del Maino]]<ref>[http://www.treccani.it/enciclopedia/ricerca/tiburzio-del-maino/ Treccani: Tiburzio Del Maino]</ref> dove il repertorio di gusto antichizzante si anima di motivi mostruosi, grotteschi e perfino irriverenti. La statua di ''San Lorenzo'' riecheggia lo stile della bottega dei fratelli [[Giovanni Pietro e Giovanni Ambrogio De Donati]] attivi nella collegiata in quanto esecutori della perduta ''ancona dell'altare maggiore'', stimata nel 1508 anche da Cristoforo Solari detto il Gobbo<ref>Gatti, 1977, 153-168; Venturoli, 2005, 20.</ref>.

Sul quarto pilastro (il più vicino al dossale d'organo) si ammira sulla faccia verso la navata minore un ''affresco votivo'', databile verso la seconda metà del [[XV secolo|Quattrocento]] con la ''[[Maria (madre di Gesù)|Madonna]] in trono venerata dalla famiglia [[committente]]''. Due [[cartiglio|cartigli]] recano le seguenti scritte: « Solo Iddio onnipotente fa misericordia a la humana oratione », « O matre mia el volio fare a chi domanda in charità ». Sul lato opposto sta una ''Madonna in trono'' su un fondale tripartito, e su quello a levante è replicato il ''Martirio di san Mamete(?)'', sullo sfondo si intravede un edificio merlato con [[loggia (architettura)|loggia]] a tre finestre.

Nella terza cappella: ''altare tardoseicentesco'' reca la notevole ''pala'' con la ''[[Lapidazione]] di santo Stefano'' del [[1635]] circa, attribuita al Maestro del San Sebastiano Monti; essa fu ritagliata per adattarla alla cornice marmorea preesistente; la sopraelevazione dell'altare è fatta con due colonne di marmo nero di [[Varenna]]; sotto la mensa: ''[[paliotto]]'' in marmo intarsiato; nella volta ''pitture'' di Ernesto Rusca del 1910, ispirate agli affreschi di [[Leonardo da Vinci]] nella "[[Sala delle Asse]]" del [[Castello Sforzesco]] di Milano. 

Sul quinto pilastro, dove fino al 1905 fu appoggiato il pulpito, ''due santi'' a fresco traspaiono; inferiormente un ''capanno con tetto a [[coppo (tegola)|coppi]] con un [[eremita]] sull'uscio''; sul lato est la parte superiore mostra il ''volto di una santa monaca'', quella inferiore: una ''santa con una croce''. Il lato verso la navata di sinistra ha un ''Cristo sofferente'', addossato alla trave cui sono appesi i simboli della [[Passione di Gesù|Passione]], il corpo coperto di lividi, la fronte cinta di spine. Sopra sono raffigurati una ''[[Madonna col Bambino]]'' e un ''santo soldato martire''.

Nella seconda cappella, ''altare marmoreo'' con la ''pala'' raffigurante il [[Sacro Cuore]] di Gesù, del 1910 del pittore luganese Andrea Demicheli (1861-1930) che ha sostituito quella con ''[[Santa Lucia]] e [[sant'Apollonia]]'', del tardo secolo XVI, applicata alla parete di destra; sulla volta, ''tre angeli musicanti'' e scene del ''Martirio delle due sante'' citate, metà del secolo XVII; tra le due cappelle, sulla [[lesena]] di sinistra del muro maestro meridionale: traccia di affresco protocinquecentesco raffigurante un ''Uomo imprigionato''. 

Il sesto pilastro (il primo entrando dal portale di sinistra) sul suo lato a ovest reca la raffigurazione del ''Dialogo tra [[Papa Sisto II]] e san Lorenzo'' secondo la narrazione di [[San Leone Magno]]; sul lato verso meridione: l'affresco di [[Cristoforo da Seregno]] e [[Nicolao da Seregno]], detti [[Cristoforo da Seregno|Seregnesi]]<ref>[http://www.sikart.ch/KuenstlerInnen.aspx?id=12810276 Sikart: Cristoforo e Nicolao da Seregno]</ref>, del terzo quarto del [[XV secolo|Quattrocento]], con la figura di ''Santa Lucia'', martire di [[Siracusa]], i due occhi sul piatto; sul lato verso la navata maggiore: ''tre santi'', quello di destra in [[paramento liturgico|paramenti]] sacerdotali, quello di sinistra in gran panneggio e quello mediano in costume singolarissimo, con maglia attillata. La faccia est reca la lapide posta nel 1590 che Basilio e Domenico Menabene posero in onore dell'avo e del fratello, maestri di lettere e medici a Lugano.

Nella cappella di [[San Nicola di Bari]], vicina alla controfacciata: ''altare marmoreo'' della seconda metà del secolo XVII; sulla parete di destra: ''stemma della famiglia Laghi'' e sul pilastro destro, ''stemma della famiglia urana dei Beroldìngen''<ref>dal 1578 al 1798 landscribi (cancellieri) del capitano reggente del [[baliaggio]] di Lugano, feudatari di [[Magliaso]] dal 1667. Questo stemma fu poi assunto dal [[comune]] di Magliaso.</ref>. Di fianco, sul muro verso il portale di sinistra è visibile la figura di un [[Sant'Antonio abate]], l'affresco è databile al 1400. Sulla volta: un angelo e le figure della ''Fede'' e della ''Carità'' in tondi a finto [[mosaico]] dorato, opere di Ernesto Rusca.

===Gli affreschi romanici===
All'interno sulla facciata interna, costruita già nel secolo XII, si conservano gli affreschi coevi più antichi, sopra la [[volta a crociera]] impostata in epoca [[gotico|gotica]]: tracce di una scena del ''[[Giudizio Universale]]'', un ''[[meandro]] prospettico'', una ''testa di apostolo'' e un  piccolo resto della ''voragine infernale''. A sinistra dell'ingresso è rappresentato il ''Paradiso'': in alto ''serie di beati in [[veste ecclesiastica|vesti sacerdotali]]''. 

Pure notevoli sono gli affreschi frammentati, forse di una scena della ''Martirio di [[san Lorenzo]]'' sul [[contrafforte]] meridionale di controfacciata; le ''teste'' ancora conservate di ''Cristo'', di un ''[[Santo]]'' e di una ''fanciulla'' (forse una scena di [[sposalizio]]), di vaga derivazione [[Giotto|giottesca]], s'apparentano ai volti del ciclo pittorico di [[Campione d'Italia|Santa Maria dei Ghirli]] a [[Campione d'Italia]]. Sulla parete del contrafforte nord di controfacciata si sono conservati una parte dell'affresco del 1400 con la ''[[Lapidazione]] di [[santo Stefano]]'' e la figura di ''[[San Pietro da Verona]] martire, con un angelo abbracciato alla croce'' della prima metà del XVI secolo<ref>Gilardoni, 1967, 393-396.</ref>.

==Note==
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==Bibliografia==
*Johan Rudolf Rahn, ''I Monumenti artistici del Medio Evo nel Canton Ticino'', Tipo-Litografia Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 183-187.
*Siro Borrani, ''Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone'', Tip. e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano 1896.
*Alfred Gotthold Meyer, ''Oberitalienische Frührenaissance. Bauten und Bildwerke der Lombardei'', II, Berlin, 1900, 249-258, 260-261.
*Edoardo Berta, ''La pietra'', Milano 1914.
*Augusto Guidini, ''La cattedrale di San Lorenzo in Lugano'', Lugano 1915.
*Enrico Maspoli, ''La cattedrale di San Lorenzo a Lugano'', in Bollettino della Svizzera Italiana, I, Lugano 1926.
*Luigi Brentani, ''Miscellanea storica ticinese. Notizie d'arte, di coltura, i religione, di politica e i curiosità'', Ati grafiche Bari & C., Como, 1926, 7-355; Idem, ''Antichi maestri d'arte e di scuola delle terre ticinesi. Notizie e documenti'', I-VII, Cavalleri, Como 1937-1963.
*[[Virgilio Gilardoni]], ''Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino'', La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967.
*Agostino Robertini, ''La cattedrale di Lugano'', Pedrazzini, Locarno 1969.
*[[Virgilio Chiesa]], ''L'Educatore della Svizzera Italiana'', marzo 1966.
*[[Romano Amerio]], ''Introduzione alla Valsolda'', Fondazione Ticino Nostro, Lugano 1970, 14-17.
*Luigi Brentani, ''Antichi maestri d'arte e di scuola delle terre ticinesi'', II (1938), III (1939), VII (1963).
*Isidoro Marcionetti, ''La chiesa di san Lorenzo in Lugano. Storia e simbologia'', S.A. Natale Mazzuconi, Lugano 1972.
*Walther Schönenberger, ''La facciata della cattedrale di san Lorenzo a Lugano'', Mazzuconi, Lugano 1971.
*Giuseppe Gallizia, ''La cattedrale di San Lorenzo, secondo i documenti delle Visite pastorali (1578-1891)'', dattiloscritto, Lugano 1970.
*Sergio Gatti, ''Una sconosciuta opera di Gian Pietro e Ambrogio Donati: l'ancona lignea già in San Lorenzo a Lugano'', in «Archivio Storico Ticinese», XVIII, 71, Casagrande, Bellinzona 1977.
*Bernhard Anderes, ''Guida d'Arte della Svizzera Italiana'', Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 254-257.
*Pierluigi Borella, ''Lugano'', in «Helvetia Sacra. II.I. Le chiese collegiate della Svizzera italiana», a cura di Antonietta Moretti, Berna 1984, 121-134.
*Oscar Mischiati, ''Gli organi della Svizzera italiana. III. Organi antichi del Sottoceneri'', Lugano 1993.
*Simone Soldini, ''I pilastri del portale mediano della Cattedrale di Lugano. Un esempio di rinnovamento nella scultura decorativa lombarda del primo Cinquecento'', in «Florilegium. Scritti di storia dell'arte in onore di Carlo Bertelli», Milano 1995, 130-133.
*Oscar Mischiati, ''Gli Antegnati nella prospettiva storiografica'', in Oscar Mischiati (a cura di), «Gli Antegnati. Studi e documenti su una stirpe di organari bresciani del Rinascimento», Bologna 1995.
*Mara Teresa Fiorio, ''La «buona maniera maderna» del Bambaia e lo «sperperato avello» dei Birago'', in «Scultura lombarda del Rinascimento. I monumenti Borromeo» a cura di Mauro Natale, Torino 1997, 290, nota 24 (con l'attribuzione a Alessandro Della Scala dei «pilastri della cattedrale»).
*Ivano Proserpi, ''I Tencalla di Bissone'', Feda Edizioni d'Arte S.A., Lugano 1999, 64-65.
*Elena Bugini, ''Il capitolo decorativo dell«Arte Antegnata»: caratterei distintivi degli «ornamenta» di una grande dinastia di organari, modi e protagonisti del loro allestimento'', in «Quaderni di Palazzo Te», n.s., 5, Electa, Mantova 1999.
*Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, ''Terre del Ticino. Diocesi di Lugano'', Editrice La Scuola, Brescia 2003. 
*Lara Calderari, ''Un inedito affresco d'inizio '300 dietro la facciata rinascimentale del San Lorenzo di Lugano'', in «Bollettino Storico della Svizzera Italiana», CVI, Bellinzona 2003, 129-139.
*Patrizio Pedrioli, ''Restauri nel Ticino: notiziario 2004. Nota introduttiva'', in «Bollettino Storico della Svizzera Italiana», CVIII, Bellinzona 2005, 374-382, 411-413.
*Paolo Venturoli, ''Il «Miracolo di San Domenico»  dei fratelli De Donati'', in «Studi sulla scultura lignea lombarda tra Quattro e Cinquecento», Torino 2005.
*Ugo Ravasio, ''La genealogia degli Antegnati organari'', Ateneo di brescia, Brescia 2005.
*AA.VV., ''Guida d'arte della Svizzera italiana'', Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 295-298.
*Laura Damiani Cabrini, ''Caratteri di un'affermazione. Scultori e architetti dei «Laghi Lombardi» a Venezia nel Quattrocento'', in «Arte&Storia», 40, Edizioni Ticino Management, Lugano 2008, 69-70 (portale principale della cattedrale avvicinato allo stile di [[Tullio Lombardo|Tullio]] e [[Antonio Lombardo]]).
*Yasmine Helfer, ''Guglielmo della Porta: dal Duomo di Genova al Duomo di Milano'', in «Prospettiva», 132, 2008, 61-77.
*Lara Calderari, Laura Damiani Cabrini, Nicola Soldini, ''Lugano. San Lorenzo (cattedrale)'', in Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Marco Tanzi (a cura di), «Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini. Itinerari», Officina Libraria, Milano 2010, 98-108.

==Voci correlate==
*[[Giovanni Antonio Amadeo]]
*[[Antonio Della Porta]]
*[[Tommaso Rodari]]
*[[Niccolò Da Corte]]
*[[Giovanni Pietro e Giovanni Ambrogio De Donati]]
*[[Costante Tencalla]]
*[[Giuseppe Antonio Maria Torricelli]]
*[[Giocondo Albertolli]]
*[[Giovan Giacomo Antegnati]]
*[[Otto Maraini]]
*[[Tita Carloni]]

==Altri progetti==
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==Collegamenti esterni==
*{{DSS|I19856|Augusto Guidini}}
*{{DSS|I33555|Otto Maraini}}
*{{DSS|I27325|Tita Carloni}}
*{{DSS|I19816|Giocondo Albertolli}}
*{{DSS|I18328|Cristoforo Solari}}
*{{DSS|I27633|Pietro Lombardo}}
*{{DSS|I44626|Giovanni Antonio Torricelli}}
*{{DSS|I44627|Giuseppe Antonio Torricelli}}
*{{DSS|I27624|Giovanni Battista Carlone}}
*{{DSS|I23394|Famiglia Beroldingen}}

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