Revision 50373958 of "Utente:Riottoso/Cantina" on itwiki

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==Verdun==
===Premesse===
{{vedi anche|Guerra franco-prussiana}}
Il perché di un attacco ad una delle più formidabili fortezze d'Europa e la conseguente strenua resistenza francese, hanno però delle radici più profonde, da ricercare nei fatti accaduti durante la seconda metà del secolo precedente, dalla [[guerra franco-prussiana|franco-prussiana]] del [[1870]], alla riorganizzazione politica e militare di Francia e Germania.

Nel luglio 1870 le forze di [[Napoleone III di Francia|Napoleone III]] subirono alcune sconfitte non gravi e men che meno decisive, ma da quel momento in poi l'esercito francese iniziò a ritirarsi e non si fermò più.<ref name="cita|A.Horne|p. 9|A.Horne">{{cita|A.Horne|p. 9|A.Horne}}</ref> I tedeschi non davano loro tregua, l'inseguimento delle armate francesi era continuo e senza sosta, e portò l'esercito francese ad asserragliarsi prima a [[assedio di Metz|Metz]], dove metà dell'esercito comandato dal [[generale]] [[François Achille Bazaine|François Bazaine]] venne circondato e dove si arrese dopo due mesi di inerzia, e poi a [[battaglia di Sedan|Sedan]], in cui l'altra metà dell'esercito, comandato da [[Patrice de Mac-Mahon]], venne intrappolato e costretto alla resa definitiva. Fu una vera e propria catastrofe per l'esercito francese che da secoli si considerava la sola vera razza di guerrieri d'Europa.<ref name="cita|A.Horne|p. 9|A.Horne"/> Quattro mesi dopo il [[Guglielmo I di Germania|re di Prussia]] si proclamò [[Kaiser]] nella [[Galleria degli Specchi del Palazzo di Versailles|Galleria degli Specchi]] della [[Reggia di Versailles]], nel palazzo su cui si fregiava la scritta ''Á toutes les Gloires de la France'' davanti ad un dipinto che raffigura i francesi in atto di umiliare i tedeschi.<ref name="cita|A.Horne|p. 9|A.Horne"/>

[[File:Vivat-bander - 1914-09-10 - Verdun by Hirzel.jpg|thumb|right|80px|Nastro "Vivat" in commemorazione dell'assedio di Verdun nel 1914]]

==== La situazione in Francia ====
La Francia si ritrovò con un esercito in sfacelo e una nazione demoralizzata e finanziariamente in serie difficoltà, con il paese dilaniato da una sanguinosa [[guerra civile]]. Per la sconfitta militare si trovò come [[capro espiatorio]] la persona di Bazaine, l'[[Alsazia]] e la [[Lorena]], i centri industriali dell'Europa e della Francia, vennero ceduti al reich tedesco, e la grossa somma di 200 milioni di sterline per danni di guerra venne pagata alla Germania molto prima della scadenza. Cosicché nel settembre [[1873]] gli ultimi soldati prussiani lasciarono il suolo francese.<ref name="cita|A.Horne|p. 9|A.Horne"/> Ma l'orgoglio francese e una nuova ventata di ottimismo nell'esercito diedero nuovo slancio alla Francia, ansiosa di [[revanscismo]] verso l'odiato nemico tedesco. 

Ma i nuovi confini interponevano tra il nemico e Parigi solo 300&nbsp;km, per di più senza alcuna interposizione di barriere naturali come il Reno e il Vosgi. Perciò la Francia, dopo essersi ripresasi economicamente e militarmente, iniziò la costruzione lungo la frontiera est di un forte sistema difensivo. Per non ricadere nella trappola di Metz, invece di fortificare le città venne decisa la costruzione di due linee continue di forti. Venne realizzato così il famoso [[sistema Séré de Rivières]], ideato dall'omonimo generale [[Raymond Adolphe Séré de Rivières|Raymond Séré de Rivières]], che consisteva in una lunga linea fortificata che aveva il "nodo principale" proprio nelle fortezze di Verdun.

Quindici anni dopo Sedan, l'esercito francese aveva riguadagnato la sua potenza difensiva e offensiva, e nel giro di pochi anni la perdita dell'Alsazia e della Lorena, venne in parte dimenticata dopo le numerose conquiste coloniali francesi di fine '800. La Francia visse a cavallo tra il XIX e il XX secolo un periodo molto prospero economicamente e culturalmente che gli fece dimenticare per un momento i bellicosi sentimenti revanscisti.<ref>{{cita|A.Horne|p. 13|A.Horne}}</ref>

Poi venne l' ''[[Affaire Dreyfus]]'', che per un decennio polarizzò le passioni dell' intero paese, e quando fu fatta luce sull' ''Affaire'' sui capi dell'esercito che fino ad allora si erano schierati compatti contro quello sventurato, cadde la disistima dell'intera nazione.
Si crearono dei pregiudizi anticlericali all'interno dell'esercito, per via del sostegno avverso dell'ala conservatrice e cattolica contro Dreyfus. Stato e chiesa soprattutto all'interno dell'esercito subirono una scissione dove i cattolici si trovarono in svantaggio nella carriera militare.<ref name="cita|A.Horne|p. 15|A.Horne">{{cita|A.Horne|p. 15|A.Horne}}</ref> 

All'Affaire Dreyfus seguirono quindi provvedimenti politici atti alla scissione tra Stato e chiesa, a cui seguì la più intensa campagna antimilitarista che la Francia avesse conosciuto dal 1870<ref name="cita|A.Horne|p. 15|A.Horne"/>, e la fiducia nell'esercito toccò il punto più basso.

Dopo la [[crisi di Agadir]] nel [[1911]], Francia e Germania ebbero una nuova revivescenza dell'ardore militare, nel [[1913]] venne ripristinata la ferma di tre anni tolta dopo il caso Dreyfus, e un convinto revanscista originario della Lorena, tale [[Raymond Poincaré]] fu eletto Presidente.<ref name="cita|A.Horne|p. 16|A.Horne">{{cita|A.Horne|p. 16|A.Horne}}</ref>
Nel paese tutto ad un tratto crebbe il desiderio di rivincita, e nell'esercito il morale non fu mai così alto <ref>{{cita|A.Horne|p.16|A.Horne}}</ref>, la guerra era ormai alle porte e tutto il popolo francese avrebbe risposto prontamente.<ref>Si pensi che venne calcolato che la percentuale di disertori durante la mobilitazione avrebbe dovuto essere intorno al 13%, ma in realtà alla vigilia del conflitto fu inferiore all'1,5%; durante il primo anno di guerra i disertori furono solo 509 - {{cita|A.Horne|p. 16|A.Horne}}</ref>
L'esercito ritrovò vigore e il sostegno della nazione, il [[sistema Séré de Rivières|sistema difensivo de Rivières]] venne completato, ma con il ritrovato ardore anche le concezioni tattiche che avevano portato alla costruzione di un sistema difensivo, mutarono spinte dal grido fanatico di "attacco ad oltranza".<ref name="cita|A.Horne|p. 16|A.Horne"/>

La paura di rimanere in caso di nuovo conflitto, impantanati in una nuova disastrosa ritirata,  unita alla ritrovata fiducia nell'esercito, fecero crescere nelle file degli ufficiali francesi la caparbia teoria dell'"[[attacco ad oltranza]]", ben profetizzata dal [[colonnello]] [[Louis Loyzeau de Grandmaison|Louis de Grandmaison]]. Questa nuova concezione prevedeva tattiche militari incentrate sulla sola offensiva, basate sul fermo principio che:
{{quote|se il nemico osava prendere l'iniziativa anche per un solo istante, ogni pollice di terreno doveva essere difeso fino alla morte e, se perduto riconquistato con un contrattacco immediato anche se innoportuno<ref>{{cita|A.Horne|p. 18|A.Horne}}</ref>.}}

Così si andarono a delineare le tattiche militari francesi, ostentate durante tutta la [[Grande Guerra]], che costarono alla Francia un prezzo spropositato di vite umane. In base a queste teorie, utilizzate anche dopo i continui fallimenti del biennio [[1914]]-[[1915|'15]], i comandi francesi da [[Ferdinand Foch|Foch]] a [[Joseph Joffre|Joffre]] fecero continuo affidamento nella tattica dell' "attacco ad oltranza", ritenendo inizialmente inutili e superflue anche le armi di cui l'esercito tedesco dell'epoca faceva già ampio uso, come l'[[artiglieria|artiglieria pesante]] a supporto della fanteria e l'uso manovrato delle [[Mitragliatrice|mitragliatrici]]. Questa voluta arretratezza in nome della "volontà di conquista" teorizzata da de Grandmaison, tentava di assicurare la vittoria solo con l'impiego di soldati motivati e con impetuosi attacchi alla [[baionetta]]<ref name="cita|P.Davis|p. 466|P.Davis">{{cita|P.Davis|p. 466|P.Davis}}</ref>, svolti col massimo ardore possibile. 

Tale stravagante filosofia, basata sull'aggressione, senza curarsi della difesa, e soprattutto senza curarsi delle intenzioni del nemico, fu instillata negli ufficiali e nei soldati in modo massiccio, tanto che allo scoppio della [[prima guerra mondiale|guerra]], l'esercito francese non possedeva praticamente nessuna arma di grosso [[Calibro (arma)|calibro]]<ref name="cita|P.Davis|p. 466|P.Davis"/> in quanto adatte solo ad operazioni di difesa e quindi inutili nelle teorie di de Grandmaison.

Dal canto suo Falkenhayn, conoscendo l'importanza vitale di Verdun per la nazione francese e le tecniche offensive dell'esercito nemico, prevedendo che la piazzaforte sarebbe stata difesa fino alla morte, elaborò un piano basato sul dissanguamento graduale, tramite il massiccio impiego di artiglieria, dell'esercito francese, che sarebbe stato mandato di giorno in giorno al macello nella difesa della "mistica Verdun". Tutto ciò accadde e fu applicato sanguinosamente per quasi dieci mesi, in cui la piazzaforte divenne il teatro di una immane battaglia di logoramento, che coinvolse entrambi i contendenti<ref>{{cita|P.Davis|p. 467|P.Davis}}</ref>.

Quando i tedeschi iniziarono l'assalto il [[21 febbraio]], erano passati solo due mesi dal giorno in cui il comandante Falkenhayn riuscì a convincere il Kaiser [[Guglielmo II di Germania|Guglielmo II]] che lo Stato Maggiore francese, essendo determinato a difendere ad ogni costo la storica cittadella posta sulla strada che da est conduceva a Pargi, "si sarebbe visto costretto a impiegare in quell'azione fino all'ultimo uomo" piuttosto che rinunciare alla fortezza e attestarsi su un'altra linea difensiva.<ref>{{cita|M.Gilbert|p. 285|M.Gilbert}}</ref>

==== La situazione in Germania ====
{{quote|Una generazione che ha preso una bastonatura è sempre seguita da una che la dà<ref>{{cita|A.Horne|p. 11|A.Horne}}</ref>|[[Otto von Bismarck]]}}

La Germania continuava a guardare con una certa preoccupazione alle iniziative e ai movimenti militari francesi, l'idea di revanscismo tra le file francesi non si era mai definitivamente placata, lo stesso [[cancelliere|cancelliere tedesco]] Bismarck più di una volta pensò ad una [[guerra preventiva]].

Nel frattempo la Germania viveva anch'essa un periodo di splendore economico e sociale. Un incremento di popolazione superiore alla Francia unito all'annessione di due regioni industriali come l'Alsazia e la Lorena resero in pochi anni la Germania una potenza industriale in espansione.<ref>{{cita|A.Horne|p. 10|A.Horne}}</ref> 

Alla fine del secolo però, due nuovi fattori imposero una completa revisione della strategia da parte dello [[Stato Maggiore]] tedesco. Il sistema di fortificazioni ''"Séré de Rivières"'', che avrebbe provocato lunghi e duri combattimenti in caso di attacco lungo le tradizionali vie di invasione, e l'[[Alleanza franco-russa|alleanza tra Francia e Russia]] che significava che la Germania avrebbe dovuto affrontare una guerra su due fronti.<ref>{{cita|A.Horne|p. 20|A.Horne}}</ref>
Questi fattori aguzzarono l'ingegno di una delle più grandi militari tedesche, il conte [[Alfred von Schlieffen]] che ideò l'[[Piano Schlieffen|omonimo piano]] che prevedeva di debellare la Francia con una "guerra lampo" mentre in Russia erano ancora in corso le operazioni di [[mobilitazione]].

Benché l'[[Deutsches Heer (1871-1919)|esercito tedesco]] del [[1914]] fosse una potenza spaventosa a confronto di quello del [[1870]].<ref name="cita|A.Horne|p. 21|A.Horne">{{cita|A.Horne|p. 21|A.Horne}}</ref> Se in Francia la politica e la religione determinavano le promozioni, il sistema delle [[casta|caste]] in Germania aveva ostacolato le carriere di brillanti ufficiali di umile origine come [[Erich Ludendorff]] a favore di generali mediocri e pavidi come [[Helmuth Johann Ludwig von Moltke|Moltke il giovane]] che decisero in negativo le sorti dell'esercito tedesco.<ref name="cita|A.Horne|p. 21|A.Horne"/>

Politicamente, all'inizio del [[1879]] Bismarck decise di stipulare un'[[Duplice alleanza|alleanza difensiva]] e conservatrice con l'[[Austria-Ungheria]], e dopo un certo riavvicinamento della Germania alla Francia risultò che la conseguenza dell'attività diplomatica di Bismarck fu l'emarginazione della [[Gran Bretagna]]. Ciò comportò una certa libertà di azione della Germania che formò in pochissimi anni, dal nulla e sulla spinta dell'"[[Imperialismo|età dell'imperialismo]]", un consistente impero coloniale.
Nel [[1890]] però, [[Guglielmo II di Germania]] strappò le redini del governo a Bismarck, redasse un proprio programma di riforme sociali e cominciò a ingerirsi negli affari del [[Marocco]] con idee poco chiare.<ref name="cita|A.Horne|p. 15|A.Horne"/>
Sempre dopo la [[crisi di Agadir]] anche la Germania diede una grossa accelerata alle operazioni di riarmo già intraprese dal cancelliere Bismarck a fine '800, riarmo che permise all'esercito tedesco di presentarsi nel [[1914]] in una situazione materiale decisamente migliore rispetto al nemico francese, ma guidata da generali non in grado di comandare oltre un milione e mezzo di uomini.

==Prima guerra mondiale==
<big>'''PRIMA GUERRA MONDIALE'''</big>

{| style="width: 100%; padding-right: 1em;"
| colspan="2" valign="middle" style="border: 1px gray solid; padding: 1em; background:#FFFFFF;" |
<big><span style="color:#dc143c;">'''Indice'''</span></big>
:*Premesse
:*Contesto storico
:*Cronologia
::*Si aprono le ostilità
:::*L'attacco tedesco (Piano Schlieffen-Errore di Bulow-1a Marna)
:::*Lo stallo nelle trincee (situazione del conflitto nei primi mesi)
:::*La guerra su due fronti (apertura del fronte russo)

::*Il conflitto si estende
:::*Gallipoli
:::*L'Italia entra in guerra
:::*Campagna d'Africa
:::*Campagna di Serbia
:::*La guerra sui mari

::*Il fronte orientale
:::*Vittorie tedesche ad est
:::*La Russia in subbuglio

::*Teatri meridionali
:::*I fronti ottomani
::::*Premessa
::::*La Campagna del Caucaso
::::* Le campagne degli alleati
:::* Il fronte serbo
:::*La Grecia
:::*Il ruolo italiano

::*Gli Imperi centrali vicini alla vittoria
::*1917
:::*La rivoluzione russa
::::*Da Nivelle a Caporetto
::::*Il contributo giapponese
::::*Gli USA (premesse, dichiarazione di guerra)

::*1918
:::*L'offerta di pace separata austriaca
:::*Offensiva tedesca del 1918
:::*Vittoria dell'Intesa (cause e armistizi)
::::*nascono nuovi stati (spartizione Impero Ottomano)
::::*La "pugnalata alle spalle"

:*L'impatto della guerra

::*La guerra totale

::*La produzione industriale
:::*Il fronte interno
::::*Supporto e opposizione alla guerra 
::::*Supporto (nazionalismi, interventismo italiano)
::::*Opposizione
:::*Coscrizione e volontari
:::*Il ruolo delle donne
:::*Sviluppo tecnologico
:::*I gas tossici e le nuove armi
::::*Aeroplani e U-Boot
::::*L'industria ottica

::* I soldati
:::*Prigionieri di Guerra
:::*Military attachés and war correspondents (che è??)

::*Crimini di guerra
:::*Impero Ottomano (genocidio armeni, assiri, greci)
:::*Impero russo (pogrom anti ebraici, occupazione della Galizia)
:::*Stupro del Belgio

::* Conseguenze
:::*Effetti economici e sociali (crisi econimica, Perdite, Spagnola, Dichiarazione Balfour, guerra civile turca)
:::*Trattati di pace e nuovi confini
::::*Lega delle Nazioni, 14 punti...
:::*Gli Usa come nuova potenza
:::*L'armistizio di Versaille e le sue conseguenze

::*Effetti sociali
:::*Trauma sociale
:::*Scontento in Germania
:::*Nuove identità nazionali
:::*Memoria(li)
:::*La guerra nella cultura (film, letteratura)

|}

==Infobox arma==
{{Infobox arma
|Nome = Skoda 305mm Model 1911
|Altra denominazione = 
|Immagine = Skoda 305 mm Model 1911 side.jpg
|Didascalia = Skoda 305mm Model 1911 al Museo Militare di Belgrado
|Arma = Artiglieria
|Tipo = Mortaio d'assedio
|Nazione = {{AUT-HUN}}
|Impiego = [[1911]] - [[1945]]
|Epoca = Moderna
|Utilizzatori = '''Nella prima guerra mondiale:'''<br/>{{AUT-HUN}}<br/>{{DEU 1871-1918}}<br/>
'''Nella seconda guerra mondiale:'''<br/>{{CSK}}<br/>{{HUN}}<br/>{{DEU 1933-1945}}<br/>{{HUN}}<br/>{{ROU}}<br/>{{YUG 1943-1992}}
|Conflitti = 
|Produzione = 
|Progettista = [[Škoda Holding]]
|Data progettazione = 1906-1911
|Costruttore = [[Škoda Holding]]
|Date di produzione = 1911-1918?
|Entrata in servizio = 
|Ritiro dal servizio = 
|Numero prodotto = 79
|Costo unitario = 
|Varianti = '''M.11/16''' - '''M.16'''
|Peso = 20,830 kg
|Lunghezza = 
|Lunghezza canna = 3.05 m (120 inch.)
|Passo di rigatura = 
|Parte lunghezza = 
|Lunghezza parte = 
|Ampiezza = 
|Diametro = 
|Altezza = 
|Specifiche = 
|Calibro = 305 mm
|Munizioni = 
|Tipo di munizioni = 
|Peso proiettile = 287 kg (630 lb) (munizioni leggere)<br/>
384 kg (850 lb) (pesanti)
|Numero canne = 
|Azionamento = 
|Cadenza di tiro = 10 colpi al minuto
|Velocità alla volata = 340 m/s
|Tiro utile = 9,600 metri
|Gittata massima = 11,300 metri
|Alimentazione = 
|Organi di mira = 
|Elevazione = +40° a 70°
|Velocità elevazione = 
|Angolo di tiro = 
|Velocità di rotazione = 
|Raffreddamento = 
|Corsa di rinculo = 
|Peso della carica = 
|Spoletta = 
|Portata = 
|Tipo di lama = 
|Tipo di punta = 
|Tipo di manico = 
|Carica = 
|Sito = 
|Note = 
|Ref = 
}}
==navbox arch liguri==
{{navbox
|name = Architetture militari liguri
|title = Architetture militari liguri
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|above = 
| group1 = Provincia di Genova
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 |group1 = Forti nelle Mura
 |list1 = [[Forte Monteratti]] . [[Forte Quezzi]]

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 |group7 = Difesa Costiera
 |list7 = [[Difesa costiera di Genova|Storia della difesa costiera]] . [[Batteria della Lanterna]] . [[Batteria del Vagno]] . [[Batteria Punta Chiappa]]
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| group2 = Provincia di Savona
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| below = [[:Categoria: Architetture militari della Liguria ]]{{·}} [[Portale:Liguria]]<br /> 
}}

<hr>

==tmp fascismi==
{| style="float:right; clear:right; margin-left: 15px; text-align: center; border:1px solid #aaa; padding:5px; width: 220px;"
! style="padding:0.2em; margin-bottom:5px; background:#D2D2D2;" | [[Image:Italy-Royal-Airforce flank roundel.svg|80px]]
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|style="padding-bottom:5px; background:#D2D2D2; text-align:center;"|''Questa voce fa parte della serie:'' </br> '''[[Fascismo|Fascismi]]''' 
|-
|- valign="top" 
|
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<div class="NavHead" style="background: #B2B2B2;">Origini storiche</div>
<div class="NavContent nowraplinks">[[Associazione Nazionalista Italiana]] &middot;''[[Vittoria mutilata]]''&middot; [[Arditi|Arditismo]] &middot; [[Futurismo]] &middot; [[Sindacalismo rivoluzionario]] &middot; [[Squadrismo]] &middot; [[Interventismo]] 
</div>
</div>

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<div class="NavHead" style="background: #B2B2B2;">Influenze</div>
<div class="NavContent nowraplinks">[[Nazionalismo]] &middot; [[Autoritarismo]] &middot; [[Fabianesimo]] &middot; [[Meritocrazia]] &middot; [[Bolscevismo|Antibolscevismo]] &middot; [[Attualismo (filosofia)|Attualismo]] &middot; [[Distributismo]] &middot; [[Anticapitalismo]] &middot; [[Organicismo]] &middot; [[Statalismo]] &middot; [[Anticomunismo]] &middot; [[Militarismo]] &middot; [[Parlamentarismo|Antiparlamentarismo]]
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[[File:Mussolini In helmet benito39.png|30px]] [[Benito Mussolini]]<br />
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 [[Léon Degrelle]]<br />
 [[Ante Pavelić]]<br />
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'''Italiane e tedesche'''<br/>
[[Squadrismo|Squadre d'azione]] &middot; [[Schutzstaffel]] &middot; [[Sturmabteilungen]] &middot; [[Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale]] &middot; [[Waffen-SS]] &middot; [[Brigate Nere]] &middot; [[Camicie Nere]] &middot; [[Battaglioni M]] &middot; [[Servizio Ausiliario Femminile]]<br/>'''Estere'''<br/>
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'''Italiani'''<br/>
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<div class="NavHead" style="background: #B2B2B2;">Eventi</div>
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'''1919-1922'''<br/>
[[Sansepolcrismo]] &middot; [[Squadrismo]] &middot; [[Squadrismo#Principali_azioni|Guerra civile 1919-1922]] &middot; [[Marcia su Roma]] &middot; [[Governo Mussolini]] 

'''1923-1938'''<br/>
[[Putsch di Monaco]] &middot; [[Riforma Gentile]] &middot; [[Legge Acerbo]] &middot; [[Lista Nazionale]] &middot; [[Secessione dell'Aventino|Secessione aventiniana]] &middot; [[Leggi fascistissime]] &middot; [[Battaglia del grano]] &middot; [[Quota 90]]{{·}}[[Bonifica agraria]] &middot; [[Partito Nazista|Nazionalsocialismo]] &middot; [[Guerra civile spagnola]] &middot; [[Guerra d'Etiopia]] &middot; [[Assedio societario|Sanzioni economiche all'Italia fascista]] &middot; [[Leggi razziali fasciste]]

'''1939-1945'''<br/>
[[Patto d'Acciaio]] &middot; [[Seconda guerra mondiale]] &middot; [[Antifascismo]]  &middot; [[Ordine del giorno Grandi]] &middot; [[Armistizio di Cassibile|8 settembre]] &middot;  [[Repubblica Sociale Italiana]] &middot; [[Processo di Verona]] &middot; [[Caduta della Repubblica Sociale Italiana]] &middot; [[Ridotto alpino repubblicano]] &middot; [[Morte di Benito Mussolini]]

'''Post 1945'''<br/>
[[Neofascismo]]
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[[Austrofascismo]] &middot;[[Ação Integralista Brasileira]] &middot; [[British Union of Fascists]] [[Falange spagnola]] &middot; [[Guardia di Ferro]]&middot;[[Partito Nazionale Fascista]] &middot; [[Tōhōkai]] &middot; [[Nazismo]] &middot; [[Rexismo]] &middot; [[Ustaše]] &middot; [[Legione Portoghese]] &middot; [[Regime del 4 agosto]] &middot; [[Unione delle Legioni Nazionali Bulgare]] &middot; [[Národní obec fašistická]] &middot; [[Canadian Union of Fascists]] &middot; [[Legione d'argento d'America]] &middot; [[Peronismo]]<br/>
<small>'''[[:Template:Fascismi nel mondo (1919-1945)|Per una lista completa vedi qui]]'''</small>
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<div class="NavHead" style="background: #B2B2B2;">Voci correlate</div>
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[[Antifascismo]] &middot; [[Fascismo clericale]]&middot;  [[Criptofascismo]] &middot; [[Ecofascismo]] &middot; [[Sindacalismo rivoluzionario]] &middot; [[Islamofascismo]] &middot;  [[Neofascismo]] &middot; [[Quadrumviro]] &middot;  [[Razzismo]]&middot; [[Saluto romano]]&middot;  [[Saluto nazista]]
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|}<noinclude>

== tmp vallo alpino ==
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<div class="NavHead" style="padding-center:2px; background:#B2B2B2; align=center; font-size:120%; font-weight:bold">  {{bandiera|ITA 1861-1946}}  '''[[Vallo Alpino]]'''   {{bandiera|ITA}} </div>
<hr>
<p><div style="padding-center:50px; background:#B2B2B2; align=center; margin-bottom:.5em; font-size:100%;" class="NavContent"><span style="color:black">'''Suddivisioni Principali'''</span></div></p>
<div  colspan="2" class="NavContent"><small><p>'''[[Vallo Alpino Occidentale]] {{·}} [[Vallo Alpino in Alto Adige]] {{·}} [[Vallo Alpino Orientale]]'''</small></p></div>
<div style="padding-center:52px; background:#B2B2B2; align=center; font-size:100%;" class="NavContent"><span style="color:black">'''Settori di Copertura'''</span></div>
<div  colspan="2" class="NavContent"><p><small>
'''Frontiera Occidentale : '''<br/>
[[I Settore di Copertura Bassa Roja|I "Bassa Roja"]] {{·}} [[II Settore di Copertura Alta Roja - Gessi|II "Alta Roja - Gessi"]] {{·}} [[III Settore di Copertura Stura|III "Stura"]] {{·}} [[IV Settore di Copertura Maira - Po|IV "Maira - Po"]] {{·}} [[V Settore di Copertura Media Roja|V "Media Roja"]] {{·}} [[VI Settore di Copertura Pellice - Germanasca|VI "Pellice - Germanasca"]] {{·}} [[VII Settore di Copertura Monginevro|VII "Monginevro"]] {{·}} [[VIII Settore di Copertura Bardonecchia|VIII "Bardonecchia"]] {{·}} [[IX Settore di Copertura Moncenisio|IX "Moncenisio"]] {{·}} [[X Settore di Copertura Baltea|X "Baltea"]] {{·}} [[Sottosettore autonomo Levanna|Sottosettore autonomo "Levanna"]]

'''Frontiera Settentrionale:'''<br/>
[[XI Settore di Copertura Laghi|XI "Laghi"]] {{·}} [[XII Settore di Copertura Valtellina|XII "Valtellina"]] {{·}} [[XIII Settore di Copertura Venosta|XIII "Venosta"]] {{·}} [[XIV Settore di Copertura Isarco|XIV "Isarco"]] {{·}} [[XV Settore di Copertura Pusteria|XV "Pusteria"]] {{·}} [[XVI Settore di Copertura Cadore - Carnia|XVI "Cadore - Carnia"]] {{·}} [[XVII Settore di Copertura Tarvisio|XVII "Tarvisio"]] 

'''Frontiera Orientale:'''<br/>
[[XXI Settore di Copertura Alto Isonzo|XXI "Alto Isonzo"]] {{·}} [[XXII Settore di Copertura Idria|XXII "Idria"]] {{·}} [[XXIII Settore di Copertura Postumia|XXIII "Postumia"]] {{·}} [[XXV Settore di Copertura Timavo|XXV "Timavo"]] {{·}} [[XXVI Settore di Copertura Carnaro|XXVI "Carnaro"]] {{·}} [[XXVII Settore di Copertura Fiume|XXVII "Fiume"]]
<div  colspan="2" class="NavContent"><p><small> 
</small></p></div>

<div style="padding-center:52px; background:#B2B2B2; align=center; font-size:100%;" class="NavContent"><span style="color:black">'''[[Circolari del Vallo Alpino]]'''</span></div>
<div  colspan="2" class="NavContent"><p><small>
[[Circolare 200]] {{·}} [[Circolare 800]] {{·}} [[Circolare 2800]] {{·}}  [[Circolare 300]]{{·}} [[Circolare 7000]] {{·}} [[Circolare 15000]] {{·}} [[Circolare 13500]]</small></p></div>

<div style="padding-center:52px; background:#B2B2B2; align=center; font-size:100%;" class="NavContent"><span style="color:black">'''Reparti al confine'''</span></div>
<div  colspan="2" class="NavContent"><p><small>
[[Guardia alla Frontiera]] {{·}} [[Guardia di Finanza]] {{·}} [[Carabinieri]] {{·}} [[Milizia Confinaria]]</small></p></div>

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=== Proposta Bonty ===
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|list2= <small>'''Frontiera occidentale:''' [[I Settore di Copertura Bassa Roja|I "Bassa Roja"]] {{·}} [[II Settore di Copertura Alta Roja - Gessi|II "Alta Roja - Gessi"]] {{·}} [[III Settore di Copertura Stura|III "Stura"]] {{·}} [[IV Settore di Copertura Maira - Po|IV "Maira - Po"]] {{·}} [[V Settore di Copertura Media Roja|V "Media Roja"]] {{·}} [[VI Settore di Copertura Pellice - Germanasca|VI "Pellice - Germanasca"]] {{·}} [[VII Settore di Copertura Monginevro|VII "Monginevro"]] {{·}} [[VIII Settore di Copertura Bardonecchia|VIII "Bardonecchia"]] {{·}} [[IX Settore di Copertura Moncenisio|IX "Moncenisio"]] {{·}} [[X Settore di Copertura Baltea|X "Baltea"]] {{·}} [[Sottosettore autonomo Levanna|Sottosettore autonomo "Levanna"]]</small>

<small>'''Frontiera settentrionale:''' [[XI Settore di Copertura Laghi|XI "Laghi"]] {{·}} [[XII Settore di Copertura Valtellina|XII "Valtellina"]] {{·}} [[XIII Settore di Copertura Venosta|XIII "Venosta"]] {{·}} [[XIV Settore di Copertura Isarco|XIV "Isarco"]] {{·}} [[XV Settore di Copertura Pusteria|XV "Pusteria"]] {{·}} [[XVI Settore di Copertura Cadore - Carnia|XVI "Cadore - Carnia"]] {{·}} [[XVII Settore di Copertura Tarvisio|XVII "Tarvisio"]]</small> 

<small>'''Frontiera orientale:''' [[XXI Settore di Copertura Alto Isonzo|XXI "Alto Isonzo"]] {{·}} [[XXII Settore di Copertura Idria|XXII "Idria"]] {{·}} [[XXIII Settore di Copertura Postumia|XXIII "Postumia"]] {{·}} [[XXV Settore di Copertura Timavo|XXV "Timavo"]] {{·}} [[XXVI Settore di Copertura Carnaro|XXVI "Carnaro"]] {{·}} [[XXVII Settore di Copertura Fiume|XXVII "Fiume"]]</small>

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}}


==Fronte italiano IGM==
<hr>
{{cassetto
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|titolo=Riassunto fronte italiano IGM
|testo=<br/>
=Da riassumere=
== Partecipazione italiana ==
=== Dalla neutralità all'entrata in guerra ===
{{vedi anche|Neutralità italiana (1914-1915)}}

Dal [[1882]], l' Italia era [[Triplice Alleanza (1882)|alleata di Germania e Austria-Ungheria]], ma negli anni precedenti allo scoppio della Grande Guerra, intensificò i rapporti con [[Regno Unito]] e [[Francia]], conscia che gli accordi con gli austriaci non le avrebbero garantito, quei territori su cui aveva posato gli occhi per espandere il proprio territorio <ref> [[Trentino]], di [[Trieste]] con l'[[Istria]] e di [[Zara (Croazia)|Zara]] con la [[Dalmazia]]</ref>. Inoltre, l'annessione austriaca della [[Bosnia-Erzegovina]] fu percepita, sia a [[Vienna]] sia a [[Roma]], come una violazione del Trattato, che era basato sul mantenimento dello ''status quo'' nei Balcani <ref>In seguito a ciò, cogliendo l'occasione del [[terremoto di Messina]] e [[Terremoto di Reggio Calabria|Reggio Calabria]], il Capo di Stato Maggiore dell'Austria-Ungheria, [[Franz Conrad von Hötzendorf]] propose, appunto nel [[1908]], una guerra preventiva contro l'Italia. L'imperatore rifiutò. Uguale proposta di guerra preventiva contro l'Italia, von Hötzendorf avanzò durante la guerra di [[Libia]], sempre allo scopo di cogliere il nemico in un momento difficile. Ancora una volta, l'imperatore rifiutò, ma questi episodi dimostrano l'ormai estremo logoramento a cui era giunta l'alleanza tra Vienna e Roma</ref>.

Pochi giorni dopo lo scoppio della guerra, il [[3 agosto]] [[1914]], il governo guidato dal conservatore [[Antonio Salandra]] dichiarò che l'Italia non avrebbe preso parte al conflitto, forte del fatto che la Triplice Alleanza aveva carattere difensivo, mentre in questo caso era stata l'Austria-Ungheria ad attaccare. In realtà, sia Salandra sia il ministro degli esteri [[Sidney Sonnino]] avviarono presto trattative con i due schieramenti per capire cosa avrebbero potuto ottenere da una o dall'altra parte. E, anche se la maggioranza del parlamento era assolutamente contraria all'entrata in guerra, primo tra tutti l'ex presidente del Consiglio [[Giovanni Giolitti|Giolitti]], molti intellettuali e alcuni politici<ref>tra cui [[Partito Socialista Italiano|socialisti]] come [[Ivanoe Bonomi]], [[Leonida Bissolati]] e - sebbene in una seconda fase -l'allora direttore dell<nowiki>'</nowiki>''[[Avanti!]]'' [[Benito Mussolini]], [[Filippo Tommaso Marinetti]] e [[Filippo Corridoni]]</ref> si schierarono con gli «interventisti», per lo più [[nazionalismo|nazionalisti]] e parte dei [[Partito Liberale|liberali]].

Alla fine, il [[26 aprile]] del [[1915]], al termine di un'ardua trattativa, l'accordo con l'Intesa si concretizzò nel [[Patto di Londra]], firmato da Sonnino all'insaputa del parlamento italiano <ref> in aperta violazione dell'art. 5 dello [[Statuto Albertino]] che prevedeva che il governo per impegnarsi in conflitti che implicavano un impegno finanziario necessitasse dell'appoggio del parlamento</ref>. Con il Patto di Londra l'Italia ricevette la promessa di ottenere, in caso di vittoria, i territori rivendicati <ref>[[Trento]] e il territorio attiguo fino al [[Brennero]], le città di [[Gorizia]], [[Trieste]] e [[Gradisca d'Isonzo]], l'Istria (esclusa [[Fiume (Croazia)|Fiume]]) fino al [[Quarnaro]] e parte della [[Dalmazia]]. Inoltre vennero raggiunti accordi per la sovranità sul porto [[Albania|albanese]] di [[Valona]], la [[provincia di Antalya|provincia di Adalia]] in [[Turchia]], e parte delle colonie tedesche in [[Africa]]</ref><ref>Gli alleati austriaci avevano invece offerto, in cambio della neutralità, parte di Trentino e Friuli, con l'esclusione di Gorizia e Trieste. Le motivazioni degli interventisti, in parte ideologiche in parte strumentali, si fondavano sul fatto che l'Austria-Ungheria era la potenza contro la quale si era combattuto durante le [[Guerre di indipendenza italiane|guerre d'indipendenza]] e che entrare in guerra al suo fianco o rimanere neutrali avrebbe smentito tutta la tradizione [[Risorgimento|risorgimentale]]</ref>.

Così il [[3 maggio]], l'Italia si disimpegnò dalla [[Triplice Alleanza (1882)|Triplice Alleanza]], mentre i nazionalisti manifestavano in piazza per l'entrata in guerra <ref>"le radiose giornate di maggio", secondo la definizione di [[Gabriele D'Annunzio]]</ref>, i parlamentari neutralisti ricevettero minacce e intimidazioni, (lo stesso Giolitti dovette assumere una scorta). Il [[13 maggio]] [[Antonio Salandra|Salandra]] presentò al [[Vittorio Emanuele III di Savoia|Re]] le dimissioni; Giolitti, nel timore di approfondire una grossa frattura all'interno del paese, di provocare una crisi istituzionale di larga portata e di compromettere il paese all'esterno, rinunciò alla successione e fece in modo in sostanza che l'incarico venisse conferito nuovamente a Salandra. L'Italia entrò perciò in guerra per volontà di un gruppo di relativa minoranza, chiamando a combattere i militari lungo più di 750 chilometri di fronte, che andavano dal Mare Adriatico al confine svizzero.

=== L'Italia entra in guerra ===
{{Vedi anche|Fronte italiano (prima guerra mondiale)|Guerra Bianca in Adamello}}
{{quote|Cittadini e soldati, siate un esercito solo! Ogni viltà è tradimento, ogni discordia è tradimento, ogni recriminazione è tradimento.|[[Vittorio Emanuele III]]}}

[[File:Postcard from WWI Italian front.JPG|thumb|300px|La cartolina di un soldato al fronte alla famiglia, circa 1917.]]

L'[[Italia]] dichiarò guerra all'[[Impero austro-ungarico|Austria-Ungheria]] il [[24 maggio]] [[1915]], e alla [[Germania]] quindici mesi più tardi.

Il comando delle forze armate italiane fu affidato al generale [[Luigi Cadorna]]. Il nuovo fronte aperto dall'Italia ebbe come teatro l'arco alpino dallo [[Stelvio]] al mare [[Adriatico]] e lo sforzo principale tendente allo sfondamento del fronte fu attuato nella regione della valli [[Isonzo|isontine]], in direzione di [[Lubiana]]. Anche qui, dopo un'iniziale avanzata italiana, gli austro-ungarici ricevettero l'ordine di trincerarsi e resistere. Si arrivò così a una guerra di trincea simile a quella che si stava svolgendo sul fronte occidentale: l'unica differenza consisteva nel fatto che, mentre sul fronte occidentale le trincee erano scavate nel fango, sul fronte italiano erano scavate nelle rocce e nei ghiacciai delle [[Alpi]], fino ed oltre i 3.000 metri di altitudine.<br/>

=== Tanti caduti, pochi risultati ===
Nei primi mesi di guerra l'Italia sferrò quattro offensive contro gli austro-ungarici ad est, le prime quattro offensive sull'Isonzo, che non portarono nessun risultato degno di nota, si arrivò così all'inizio del [[1916]]. Mentre in febbraio gli austro-ungarici ammassarono truppe in Trentino, l'[[11 marzo]], per otto giorni, si svolse la [[Quinta battaglia dell'Isonzo]], anch'essa non portò ad alcun risultato.

La ripresa delle operazioni arrivò in maggio. Dal [[12 maggio]] al [[28 maggio]] si svolse la [[Decima battaglia dell'Isonzo]]. Dal [[10 giugno]] al [[25 giugno]] si svolse invece la [[Battaglia del Monte Ortigara]] voluta da Cadorna per riconquistare alcuni territori del Trentino rimasti in mano austro-ungarica. Il 18 agosto ebbe inizio la più imponente delle offensive italiane, l'[[Undicesima battaglia dell'Isonzo]]: anche questa non porterà significativi cambiamenti e verrà pagata a caro prezzo, sia come perdite che come conseguenze.

=== Da Caporetto alla fine della guerra ===
{{vedi anche|Battaglia di Caporetto|Caporetto (nodo storico-politico)}}
Visti gli esiti dell'ultima offensiva italiana, austro-ungarici e tedeschi decisero di contrattaccare. Il 24 ottobre gli austro-ungarici e i tedeschi sfondarono il fronte dell'Isonzo a nord convergendo su Caporetto e accerchiarono la 2ª Armata italiana<ref>in particolare il IV ed il XXVII Corpo d'armata, comandato dal generale [[Pietro Badoglio]]</ref>, da lì gli austriaci avanzarono per 150 km in direzione sud-ovest raggiungendo [[Udine]] in soli quattro giorni. La [[battaglia di Caporetto|Disfatta di Caporetto]] provocò il crollo del fronte italiano sull'Isonzo con la conseguente ritirata delle armate schierate dall'[[Mar Adriatico|Adriatico]] fino alla [[Valsugana]], oltre alle perdite umane e di materiale<ref>in due settimane andarono perduti 350.000 soldati fra morti, feriti, dispersi e prigionieri, ed altri 400.000 si sbandarono verso l'interno del paese</ref><ref>Mario Silvestri, ''Caporetto, una battaglia e un enigma'', pag. 3</ref>. La ritirata venne prima effettuata portando l'esercito lungo il [[Tagliamento]], ed in seguito fino al [[Piave]], l'[[11 novembre]] 1917, quando tutto il [[Veneto]] ([[Venezia]] compresa) sembrava potesse andare perduto.

In seguito Cadorna, invitato a far parte della Conferenza interalleata a Versailles, venne sostituito, per volere del nuovo presidente del consiglio [[Vittorio Emanuele Orlando]], dal generale [[Armando Diaz]], l'[[8 novembre]] 1917, dopo che la ritirata si stabilizzò definitivamente sulla linea del [[Monte Grappa]] e del Piave.

Gli austro-ungarici e i tedeschi chiusero il [[1917]] con le offensive sul [[Offensiva del Piave|Piave]], sull'Altipiano di Asiago e sul [[monte Grappa]], la ritirata sul fronte del ''Grappa-Piave'' però consentì all'esercito italiano, ora in mano a Diaz, di concentrare le sue forze su di un fronte più breve e soprattutto, con un mutato atteggiamento tattico, più orgoglioso e determinato.<br/>
Gli austro-ungarici fermarono gli attacchi in attesa della primavera del [[1918]], preparando un'offensiva che li avrebbe dovuti portare a penetrare nella pianura veneta. La fine della guerra contro la [[Russia]] fece sì che la maggior parte dell'esercito impiegato sul fronte orientale potesse spostarsi a ovest.

L'offensiva austro-ungarica arrivò il [[15 giugno]]: l'esercito dell'Impero attaccò con 66 divisioni nella cosiddetta [[battaglia del solstizio]], che vide gli italiani, resistere all'assalto e infliggere al nemico pesantissime perdite. Gli austro-ungarici, per i quali la battaglia del solstizio era l'ultima possibilità per dare una svolta al conflitto e ribaltarne le sorti, persero le loro speranze <ref>visto che il paese era ormai a un passo dal baratro, assillato dall'impossibilità di continuare a sostenere lo sforzo bellico sul piano economico e soprattutto su quello morale, data l'incapacità della monarchia di farsi garante dell'integrità dello stato multinazionale asburgico.</ref>, e con i popoli dell'impero asburgico sull'orlo della rivoluzione, l'Italia anticipò ad ottobre l'offensiva prevista per il [[1919]], impedendo la prosecuzione dell'offensiva.

Da [[Vittorio Veneto]], il [[23 ottobre]] partì l'[[Battaglia di Vittorio Veneto|offensiva]], con condizioni climatiche pessime. Gli italiani avanzarono rapidamente in Veneto, Friuli e Cadore e il [[29 ottobre]] l'Austria-Ungheria si arrese. Il [[3 novembre]], a [[Villa Giusti (Padova)|Villa Giusti]], presso [[Padova]] l'esercito dell'Impero firmò l'armistizio; i soldati italiani entrarono a [[Trento]] mentre i [[bersaglieri]] sbarcarono a [[Trieste]], chiamati dal locale comitato di salute pubblica, che però aveva richiesto lo sbarco di truppe dell'Intesa. 

{{quote|4 novembre 1918, ore 12
La guerra contro l'Austria-Ungheria che, sotto l'alta guida di S. M. il Re Duce Supremo, l'Esercito italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta.[...]</br>
I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo, risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza[...].<br />
Diaz|Dal comunicato del Comando Supremo "[[Bollettino della Vittoria]]"}}

Il giorno seguente, mentre il generale [[Armando Diaz]] annunciava la vittoria, venivano occupate Rovigno, Parenzo, Zara, Lissa  e Fiume<ref>Quest'ultima pur non prevista tra i territori nei quali sarebbero state inviate forze italiane venne occupata, come previsto da alcune clausole dell'Armistizio, in seguito agli eventi del [[30 ottobre]] 1918 quando il Consiglio Nazionale, insediatosi nel municipio dopo la fuga degli ungheresi, aveva proclamato, sulla base dei principi wilsoniani, l'unione della città all'[[Italia]]</ref>. L'esercito italiano forzò la linea del [[Patto di Londra|Trattato di Londra]] intendendo occupare anche [[Lubiana]], ma fu fermato poco oltre [[Postumia]] dalle truppe serbe.
}}