Revision 50374034 of "Stampa (Bregaglia)" on itwiki{{Divisione amministrativa
|Nome = Stampa
|Nome ufficiale =
|Panorama =
|Didascalia =
|Stemma = Stampa wappen.svg
|Stato = CHE
|Grado amministrativo = 4
|Divisione amm grado 1 = Grigioni
|Divisione amm grado 2 = Maloggia
|Divisione amm grado 3 = Bregaglia
|Voce divisione amm grado 3 =
|Data istituzione =
|Latitudine decimale =
|Latitudine gradi = 46
|Latitudine minuti = 21
|Latitudine secondi =
|Latitudine NS = N
|Longitudine decimale =
|Longitudine gradi = 9
|Longitudine minuti = 35
|Longitudine secondi =
|Longitudine EW = E
|Altitudine = 1.019
|Superficie = 94.82
|Note superficie =
|Abitanti = 570
|Note abitanti =
|Aggiornamento abitanti = 2007]
|Divisioni confinanti =
|Lingue = [[lingua italiana|Italiano]]
|Codice postale = 7605
|Prefisso = 081
|Fuso orario = +1
|Nome abitanti =
|Codice statistico =
|Mappa = Karte Gemeinde Stampa.png
|Sito =
}}
'''Stampa''' è un ex [[Comuni della Svizzera|comune]] del [[Canton Grigioni]], situato a metà [[Val Bregaglia]] fra le [[alpi svizzere]] e l'[[Italia]]. Dal 1º gennaio 2010 è entrato a far parte del nuovo comune di [[Bregaglia]].
Diede i natali agli artisti della famiglia Giacometti: il pittore postimpressionista [[Giovanni Giacometti]] e il suo più famoso figlio [[Alberto Giacometti]], scultore surrealista.
==Geografia==
Stampa è situata in [[Val Bregaglia]], sulla sponda sinistra della [[Mera|Maira]]. Dista 17 km da [[Chiavenna]], 32 km da [[St. Moritz]] e 98 km da [[Coira]]. Le [[stazione ferroviaria|stazioni ferroviarie]] più vicine sono Chiavenna, per l'[[Italia]], e St. Moritz, per la [[Svizzera]].
Il [[passo del Maloja]] ed una parte del [[lago di Sils]] sono compresi nel territorio del comune.
Il punto più elevato del comune è la [[Cima di Castello]] (3388 m [[s.l.m.]]), che segna il confine con la [[Val Masino]].
Lungo la strada del passo rimane un tratto della "Strada alta" costruita tra il 1820 e il 1840 in funzione di asse commerciale che attraverso il valico dello Julier portava da [[Coira]] a [[Silvaplana]] e da lì, per il Maloja, a [[Castasegna]]. Anche dopo l'ampliamento degli anni '30 del XX secolo i tornati del passo del Maloja rimangono un monumento impressionante nella storia delle opere viarie.
Sul sentiero "malögin" sottostante Maloja, sono visibili i resti della strada romana con solchi carrai in parte lavorati a scalpello e una rampa di scale, portati alla luce nel 1972.
==Frazioni==
{{Vedi anche|Maloggia (villaggio)}}
Il territorio comprende le località di Maloggia (Maloja), Coltura, Promontogno, Isola e Casaccia.
==Lingua==
{{Ripartizione linguistica
|fonte = http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/it/index/regionen/regionalportraets/gemeindesuche.html Ritratti comunali dell'Ufficio federale di statistica 2000
|it =66,1
|de =27,7
|rm =1,9
}}
==Personalità==
*[[Arnold von Salis]]<ref>{{DSS|I46229|Arnold von Salis}}</ref>, [[pastore (religione)|pastore]] [[Riforma protestante|riformato]]<ref>{{DSS|I13328|Riforma}}</ref> della cattedrale di [[Basilea]]<ref>{{DSS|I7478|Basilea}}</ref> fino al [[1920]], autore di pubblicazioni in campo [[teologia|teologico]], poetico, teatrale, storico e storico-artistico, presidente del Basler Vorverein delle associazioni di aiuto della Chiesa riformata dal [[1888]] al [[1923]], nel [[1910]] dottore honoris causa in teologia dell'[[Università di Basilea]].
==Monumenti e luoghi d'interesse==
===Edilizia religiosa===
*La chiesa riformata di [[Pietro apostolo|San Pietro]], a '''Coltura''', in posizione isolata su una collina ad ovest del piccolo nucleo abitato, è un edificio tardobarocco costruito ex novo nel 1743, scandito da lesene, con coro rettangolare e campanile a sud, quasi identico a quello della chiesa di [[San Giorgio]] a '''Borgonovo'''. La chiesa subì un restauro nel biennio 1972-1973. Le fondamenta della navata sembrano appartenere ad un precedente edificio del 1518. Il portale ovest con gli stipiti in granito è del 1743. La mensa d'altare del 1743 è in [[serpentino]]; il pulpito poligonale reca ornamenti applicati ed intarsi della seconda metà del XVII secolo. Nel coro sta l'epitaffio in marmo dei Redolfi-Stampa del 1742; nella lunetta della parete frontale un ''dipinto ad olio'' è di [[Augusto Giacometti]].
*L'antica chiesa cattolica di San Gaudenzio, isolata su una collina a sud-est della pianura, edificata nel biennio 1883-1884 dagli architetti [[Jules Rau]] e [[Alexander Kuoni]] su incarico della consorte del committente del Kursaal, la contessa Malvina de Renesse (1846-1884), è un edificio [[neoromanico]] con paraste goticheggianti.
[[File:House of Giovanni Giacometti.JPG|thumb|230px|La casa di Giovanni Giacometti]]
===Edilizia civile===
*L'ex albergo Piz Duan (casa d'abitazione e uffici), edificato nel 1586, ampliato in stile rinascimentale con salone nel 1870 circa; subì un restauro esterno nel 1998. è la casa natale di [[Giovanni Giacometti]]. Dietro, verso monte, c'è il muro del giardino che [[Alberto Giacometti]] immortalò nel suo dipinto '' Paesaggio a Stampa'' del 1952, conservato nel Bündner Kunstmuseum di Coira.
[[File:CH Coltura Palazzo Castelmur 2.jpg|thumb|230px|left|Il Castello di Castelmur nella frazione di ''Coltura'']]
[[File:CH Coltura Palazzo Castelmur 1.jpg|thumb|230px|Coltura: casa del XVIII secolo]]
*La casa d'abitazione del 1755, sul lato opposto della strada, è la dimora della famiglia di artisti Giacometti. Nel 1905 l'adiacente stalla fu trasformata in atelier da Giovanni Giacometti; dopo la sua morte venne utilizzata da Alberto Giacometti durante i suoi frequenti soggiorni estivi.
*L'ex Casa Salis eretta nel 1593, seguendo la tipologia engadinese, fu ricostruita nel 1935 dopo un incendio.
*la Ciäsa Granda, oggi museo della valle, eretta nel 1581 dall'architetto [[Giovanni della Stampa]], subì un restauro nel 1953. L'alto imponente blocco di quattro piani con un risalto ad ovest per le latrine. La facciata con finestre strombate e ''decorazioni policrome''; tra le finestre del secondo piano; incorniciati da girali, figurano gli ''stemmi degli Stampa e di una famiglia sconosciuta''; il portone ad arco in posizione asimmetrica con cornice rettangolare e bande decorate da rosette, sull'architrave il nome del [[committente]]. La scala a chiocciola porta alle stanze con rivestimenti lignei risalenti al periodo della costruzione.
*La casa natale di [[Augusto Giacometti]] reca sull'architrave la data 1602, il portone è del 1718.
*La casa di vacanza Vogelbacher-Stampa, costruita nel 1978 dall'architetto [[Pierre Zoelly]] è un edificio addossato ad un antico giardino cintato, dietro la fila di case del villaggio. Le sue linee architettoniche fondono motivi moderni con quelli regionali.
*L'ex mulino al margine sud dell'abitato, fu eretto forse alla fine del XVI secolo e ristrutturato nel 1728.
*La casa Mulin è un volume cubico neoclassico con stalla, costruito nel 1849 dall'architetto [[Giovanni Battista Pedrazzini]] come casa per l'estate dell'emigrante Giovanni Pontisella attivo a [[Bergamo]].
*Il ponte a due arcate in muratura sul fiume Maira secondo l'iscrizione fu edificato nel 1699 su incarico di Niklaus von Salis.
*L'avello di epoca tardoromana, ad ovest del villaggio, è un sepolcro a vasca ricavata in un blocco di granito vicino alla strada e al fiume: è la tomba di una alto funzionario popolarmente detta "fossa".
*Dirimpetto al villaggio, sull'altra riva del fiume, la scuola di Somarovan fu realizzata dall'architetto [[Bruno Giacometti]] nel 1962, esempio di architettura regionale interpretata in chiave moderna.
===A Coltura===
*Castello di Castelmur, a '''Coltura''', è un edificio residenziale [[barocco]] della famiglia Redolfi sorto nel 1723; trasformato negli anni 1850-1854 dall'architetto [[Giovanni Crassi Marliani]] in castello [[neogotico]] su esempi italo-moreschi per volere del barone Giovanni de Castelmur e della moglie Anna, benefattori della valle. Fu acquistato nel 1962 da una fondazione bregagliotta e aperto al pubblico. Il prospetto verso valle presenta torri angolari, caditoie e merlatura e decorazioni pittoriche imitanti una muratura in cotto. All'interno conserva ricchi arredi storicistici di artisti e artigiani milanesi; virtuose ''pitture illusionistiche'' sui soffitti furono eseguite da [[Gaspare Tirinanzi]] del 1853; altri ''dipinti'' sono di [[Zaverio Tessera]]. Le tappezzerie e il mobilio sono improntati al gusto [[rococò]] e [[Biedermeier]]. Le stanze dell'edificio originale hanno pareti rivestite da tavole e semplici soffitti a scomparti. È una singolare testimonianza di architettura grigionese dell'emigrazione di ritorno, dal forte impatto sul paesaggio. Il vasto giardino comprende un viale di ippocastani che porta verso
*il ponte sulla Maira in pietra eretto nel 1897 e ricostruito nel 1928.
*La casa Redolfi costruita nel 1681 subì un restauro esterno nel 1981; le ''pitture policrome a sfondo architettonico'' sono coeve così come le stanze pannellate.
*La casa d'abitazione eretta nella prima metà del XVIII secolo ha un'imponente facciata con frontone e finestre strombate; gli annessi laterali sono del XIX secolo.
===A Casaccia===
====Edilizia religiosa====
*I ruderi del santuario di [[San Gaudenzio]], a '''Casaccia''', sono visibili a nord sopra il villaggio. Secondo la leggenda locale, San Gaudenzio, nativo di [[Vercelli]], fu missionario in valle e qui subì il martirio nel IV secolo. La chiesa è documentata nel 840 circa tra i possedimenti del convento di [[Pfäfers]], cui apparteneva ancora nel 1116; nel 1440 circa era proprietà della comunità di valle; la chiesa venne ricostruita nel 1519 circa, forse dall'architetto [[Bernardo da Poschiavo]]; nel 1551 subì la furia iconoclatica; fu chiesa sepolcrale fino al 1739, poi da allora cadde in rovina. Nel 1925 si consolidarono gli avanzi, conservando i muri perimetrali - con finestre a traforo [[tardogotico|tardogotiche]] - di un impianto inarticolato concluso da un coro poligonale, ma privo di campanile.La facciata in origine era preceduta da un portico coperto con volta; nella facciata ovest il portale è fortemente strombato, con modanature semicircolari incrociate al vertice e rosetta a traforo. In corrispondenza dei contrafforti sbiechi nella navata e delle colonne sporgente per tre quarti nel coro sono visibili le imposta di una volta costolonata; sul pavimento stanno due chiavi di volta, di cui si ignora la collocazione originale, con rosetta e cartiglio. nel coro c'è la nicchia del Santissimo Sacramento e il sarcofago a muro su mensole e iscrizioni tracciate dai pellegrini. Nella parte ovest stanno i resti delle fondamenta di un antico ossario, della casa parrocchiale, dell'ospizio, e sul lato sud del coro, le fondamenta della sagrestia.
*La chiesa riformata di Casaccia è un edificio tardobarocco del 1742 rivolto verso la valle, con capocroce pentagonale eretto sulle fondamenta di un antico edificio del 1522 distrutto da una colata di fango. Subì un restauro nel biennio 1986-1987. Sul lato breve a nord-ovest si erge il campanile con tetto a piramide del 1815. Gli spazi già appartenenti alla chiesa primitiva, oggi sotto il livello della navata, sono stati voltati e adibiti a cripta tripartita; vi si accede da un'apertura nel pavimento della navata, La navata è coperta con una [[volta a crociera]] e una volta a ventaglio copre il coro. Il pulpito ottagonale ligneo intagliato è del 1742 circa; notevole l'epitaffio in marmo nero di Petrus e Anna von Salis, deceduti rispettivamente nel 1688 e nel 1674.
====Edilizia civile====
[[File:Coltura Brücke.JPG|thumb|220px|left|Il ponte in pietra]]
*Il cosiddetto "Convento", ex ospizio al limitare superiore del villaggio di Casaccia, eretto nel 1520 circa su una costruzione del medioevo avanzato. Il largo edificio con un tetto a due spioventi, ha il pianterreno ancora sepolto dai detriti della colata di fango scesa nel 1740. In facciata reca frammenti di ''pitture murali'' di un maestro italiano del 1520 circa, di cui sono riconoscibili soltanto la ''Madonna'' e ''San Iodoco'' davanti ad una nicchia affiancata da pilastri con decorazioni a [[grottesca]]. Nell'attuale pianterreno pannellature tardogotiche hanno intagli a rilievo poco pronunciato.
*L'edificio neoclassico con tetto a padiglione e oculi baroccheggianti del 1797 ha un asse mediano sottolineato da inferriate alle finestre e da un balcone in ferro battuto; la casa chiude una piccola piazza.
*La casa con l'architrave della porta che reca la data 1600; lo pseudograffito è del 1601; subì un restauro nel 2000.
*La "Casa Gadina" costruita nel 1594 per Gian Zambra Prevost, il stemma a stella con le iniziali si trova sopra il portone della cantina; sotto i von Salis fu ampliata verso est nel 1660 circa; dopo il 1690 divenne proprietà della famiglia Gadina. L'alto ed imponente edificio ha un'ala ovest di quattro piani del 1594 e l'ala est è più bassa di un piano, leggermente fuori asse, ma sotto la stessa linea di colmo. In questa ala a pianterreno c'è un salone di rappresentanza coperto con [[volta a botte]] con testa a padiglione, stemma in stucco della famiglia von Salis e arredi barocchi; la porta è intagliata, il camino aperto reca [[putto|putti]] in stucco. Al primo piano le stanze hanno ricche pannellature e sugli stipiti delle porte e sulle credenze una decorazione intagliata a foglie di acanto.
*L'Hotel Stampa al secondo piano ha una sala barocca con lo stemma nuziale del committente Rudolf von Stampa sul soffitto a scomparti e su uno dei due letti originali del bienno 1734-1735.
*Il ponte ad arco in pietra in '''Val Maroz''', risale al XVIII secolo; fu restaurato nel 2000.
*La stazione di partenza della funivia del 1955, a '''Pranzaira''', che porta al lago artificiale dell'Albigna, è dell'architetto Bruno Giacometti.
*La diga a gravità del lago dell'Albigna è configurata come un imponente sbarramento in [[calcestruzzo]] tra il Piz Balzet e lo Spazzacaldeira, fu completata nel 1959, presenta fughe di blocchi all'interno delle diga che si presenta in vani di notevole altezza.
===A Promontogno===
Il villaggio nel fondovalle consta di edifici in pietra e costruzioni in travi di legno rivestite; le case hanno finestre incorniciate da graffiti e iscrizioni.
====Edilizia religiosa====
*La chiesa riformata di Nossa Donna, nell'avvallamento a meridione della torre, è la [[chiesa madre]] di tutta la valle, documentata nel 988; cadde in disuso dal XVI secolo, poi tree il 1840 e il 1863 fu ripristinata per iniziativa del barone Giovanni da Castelmur e di sua moglie Anna che vi hanno trovato sepoltura in una cripta. L'aula costruita dall'architetto milanese Giovanni Crassi Marliani]], termina con un'abside semicircolare, fu sporaelevata rispetto alla chiesa romanica primitiva. seguendone tuttavia la pianta. Il campanile romanico del 1100 circa reca bifore ad arco tra fregoi a di arcatelle su specchi di fondo. All'interno della chiesa il fonte battesimale cilindrico ha un bacino rotondo del XI secolo; il quadro raffigurante la ''Trasfigurazione di Cristo'' del 1841, è di [[Melchior Paul von Deschwanden]]<ref>{{DSS|I22002|Melchior Paul von Deschwaden}}</ref>; la pittura su vetro è di [[Giovanni Bertini (pittore)|Giovanni Bertini]]. Pannellature, pulpito e monumentali tombe in marmo dei fondatori sono degli anni 1879-1883.
====Edilizia civile====
[[File:Hotel Bregaglia Promontogno.jpg|thumb|250px|Hotel Bregaglia]]
*Il villino di Giovanni Sottovia del 1879 per Anna de Castelmur, accanto alla chiesa di Nossa Donna, è una dimora con morivi desunti da romanico e dal gotico, con annesso giardino. Al complesso appartengono diversi edifici.
*Due case della famiglia von Salis risalenti al XVI secolo, una costruita nel 1531 e la Pensione Sciora costruita nel 1594.
*Le case della famiglia Scartazzini del XVIII secolo, una eretta secondo l'iscrizione nel 1741 per Bartolomeo Scartazzini, una seconda del 1700, un'altra con graffiti scialbati, costruita nel 1712, un'altra casa del 1725 reca motivi architettonici dipinti nel 1728; l'ala ovest è del 1820; altra casa sorta nel 1783 conserva nelle stanze pregevoli soffitti barocchi; segue una casa eretta nel 1790.
*La casa d'abitazione eretta nel biennio 1882-1883 stilisticamente riconducibile ai castelletti ottocenteschi si trova all'estremità di un complesso storico-industriale sul fiume Maira (Mera), cui appartenevano la panetteria, un mulino e in origine alche la centrale elettrica di Sottoporta del 1897.
*L'Hotel Bregaglia, eretto nel biennio 1876-1877 in posizione dominante da [[Giovanni Sottovia]], è una costruzione tardoneoclassica con torre e strutture laterali ad angolo; all'interno l'atrio ottagonale ha una copertura in vetro; il foyer ha uno spazioso vano scale; A monte si trova il parco e a valle un ampio panorama sulla bassa Bregaglia.
*I cosiddetti crotti sulla strada per [[Bondo]], circondati da castagni, sono piccoli edifici cubici con un ambiente che introduce alla cantina ricavata nella roccia e una camera soprastante.
*La scuola elementare eretta da Ottavio Ganzoni nel 1905, è un edificio tardoneoclassico con ornamentazione [[liberty]], con massiccio avancorpo d'ingresso e torretta; la palaetra e la sala polivalente del 1994 sono dell'architetto [[Armando Ruinelli]].
*Il ponte a d arco in pietra sulla Maira del XVI-XVII secolo, restaurato nel biennio 1999-2000.
*Un notevole raggruppamento di stalle si trova ad ovest del villaggio, le più antiche con la parte superiore formata da tronchi ad incastro su un massiccio zoccolo; le più recenti con pilastri d'angolo in muratura.
====Edilizia militare====
[[File:Castelmur Turm von SE.jpg|thumb|220px|left|Torre di sud-est della rocca di Castelmur]]
*La Nossa Donna, sopra Promontogno, è uno sbarramento di roccia che declina per gradi e divide l'alta dalla bassa Bregaglia; per lungo tempo segnò il confine tra le diocesi di Como e di Coira. Rimangono importanti resti di un importante sistema fortificato. Sul terrazzo roccioso inferiore attraversato a valle dall'antico sentiero, si nota lo sbarramento sulle gole del fiume Maira (Mera) costituito da due mura difensive, di cui quella ad est, con porta; si conserva in avanzi ragguardevoli; al margine nord del terrazzo si trova l'antico insediamento romano «murus»; si effettuarono scavi negli anni 1923-1925. Sul terrazzo di mezzo:
*le rovine della rocca feudale di Castelmur, citata nel 840 circa, come «castellum ad Bergalliam»; fu oggetto di ripetute contese tra Coira e [[Chiavenna]]. Data in feudo ai Castelmur, ministeriali del vescovo di Coira, documentati per la prima volta nel 1190, dal XIV secolo fu ascritta alle famiglie Castelmur, Salis e Planta; forse fu abbandonata nel XVI secolo e da allora è in rovina. Si vedono mi resti di un muro di confine esteso a tre balze del terreno. La torre abitativa a cinque piani fu eretta nel 1300 circa, anticamente era munita di un camminamento di ronda e di una cinta muraria irregolare attorno alla piattaforma rocciosa.
*La rovina della Torraccia su un dosso morenico ad occidente del villaggio, fu forse una fortificazione vescovile eretta intorno al 1200 a difesa delle direttrice del passo del Settimo; rimane ancora in piedi un angolo di muro.
==Note==
{{references|2}}
==Bibliografia==
*Renato Stampa, ''Storia della Bregaglia'', 1963, (1974<sup>2</sup>), Tipografia Menghini, Poschiavo (1991<sup>3</sup>).
*AA.VV., ''Guida d'arte della Svizzera italiana'', Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 527-528, 532-535.
==Altri progetti==
{{interprogetto|commons=Category:Stampa}}
==Collegamenti esterni==
*[http://www.portalebregaglia.ch/stampa/ Stampa su PortaleBregaglia.ch]
*{{DSS|I1535|Stampa}}
*[http://ivs-gis.admin.ch/ivs2b.php# Inventario delle vie di comunicazione: Stampa]
*[http://map.schweizmobil.ch/?lang=it Mappa geografica].
{{Maloggia}}
{{Portale|geografia|svizzera}}
[[Categoria:Comuni svizzeri soppressi]]
[[Categoria:Località del Canton Grigioni]]
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[[de:Stampa]]
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[[rm:Stampa]]
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