Revision 50528812 of "Reggimento "San Marco"" on itwiki

{{Nota disambigua|il prodotto agroalimentare tradizionale della Liguria|[[Marò (cucina)]]|Marò}}
{{Infobox unità militare
|Nome=Reggimento "San Marco"
|Immagine=[[File:Fregio Marina sfondo rosso per Reggimento San Marco.png|300px]]
|Didascalia=Fregio in canutiglia su panno rosso per basco blu degli appartenenti del Reggimento "San Marco"
|Categoria = marina militare
|Attiva=[[1919]] - oggi 
|Nazione = {{ITA}}
|Alleanza = [[File:Natoflag.gif|20px]] [[NATO]]
|Servizio=[[Regia Marina]] - [[Marina Militare]]
|Tipo= 
|Ruolo=[[Fanteria di marina]]
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|Soprannome=''marò''
|Patrono=[[San Marco]]
|Motto=''PER MARE, PER TERRAM''
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[[Immagine:2june 2007 209.jpg|thumb|right|300px|Gli uomini del ''San Marco'' alla parata militare di Roma, 2 giugno 2007]]
Il '''Reggimento "San Marco"''' è un'unità militare di [[fanteria di marina]] in forza alla [[Marina Militare Italiana]]. Costituisce insieme al Reggimento [[lagunari]] "Serenissima", in forza all'[[Esercito Italiano|Esercito]] e al ''[[Classe San Giorgio (nave da sbarco)|Gruppo mezzi da sbarco]]'', la [[Forza di proiezione dal mare]] in qualità di componente anfibia delle [[Forze armate italiane]].

Il loro motto, ''Per mare, per terram'', fu adottato anche dai [[Royal Marines]].

Nel corso dei decenni gli uomini del San Marco, detti "marò" anche dai suoi stessi membri<ref>[http://www.btgsanmarco.it/storiadelsanmarco/1e2gmondilae.htm La storia del Battaglione San Marco<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref> ed in modo molto diffuso (anche se per alcuni questo termine ha origini non proprio laudative), sono stati di volta in volta organizzati come [[Battaglione]], [[Reggimento]] o [[Brigata]].
Oggi fa parte della ''Forza da sbarco'' della Marina Militare, insieme al ''[[Reggimento "Carlotto"]]'', con cui condivide parte della sua storia.

==La storia==
===Le origini settecentesche e il Risorgimento===
 
Le origini dell'unità risalgono al [[1713]], quando [[Vittorio Amedeo II di Savoia|Vittorio Amedeo II]], duca di [[Ducato di Savoia|Savoia]] e neo-insediatosi re di [[Sicilia]], istituì il Reggimento ''La Marina'', un reparto composto da [[marinaio|marinai]] della Squadra Navale. Nel [[1735]] nacque nel [[Regno delle Due Sicilie]] il Battaglione di Marina delle navi e galere.

Il Reggimento ''La Marina'', per primo entrò in [[Sicilia]], per consegnare la regione al nuovo Re dopo che questi l'aveva ottenuta come regno dalla Spagna, a titolo di conquista, con la firma del  [[trattato di Utrecht]]. 

Dal [[1792]] al [[1796]] il Reggimento combatté contro le forze [[Napoleone Bonaparte|napoleoniche]] in Liguria, ottenendo grandi meriti nella difesa di [[Oneglia]], nonostante alla fine la guerra risultasse persa. 

Il [[26 gennaio]] [[1815]] il Reggimento ''La Marina'' venne ampliato, diventando Brigata di Marina: al reggimento di marinai si aggiungeva un reggimento di fanteria. Con questa composizione, la formazione partecipò nel 1848 alla [[Prima guerra di indipendenza italiana|prima guerra di indipendenza]], rendendosi onore nelle battaglie di [[Battaglia di Novara (1849)|Novara]], [[Battaglia di Goito|Goito]], [[Battaglia di Pastrengo|Pastrengo]] e [[Battaglia di Peschiera|Peschiera]]. 

Venne rinominato dapprima Battaglione ''Real Navi'', poi temporaneamente sciolto ed infine ricostituito, dietro volontà di [[Camillo Benso conte di Cavour]], a partire dal 1861 come Fanteria ''Real Marina''.

===La battaglia di Lissa===
[[Immagine:Re d'Italia.jpg|thumb|right|250px|La ''Re d'Italia'', ammiraglia di Persano durante la battaglia di Lissa]]
Costituito in quest'ultima fase come una forza congiunta di due reggimenti, uno di [[bersaglieri]] e uno di marina (entrambi condividevano l'addestramento e l'uniforme con quello dei bersaglieri, fatte salve le mostrine), partecipò alla [[Terza guerra di indipendenza italiana|terza guerra di indipendenza]], distinguendosi nella [[Battaglia di Lissa (1866)|battaglia di Lissa]] dove il [[17 luglio]] [[1866]] gli uomini del reparto ''Real Marina'' avrebbero dovuto effettuare uno sbarco con una forza di 3.000 uomini, dopo essere stati scortati in loco dalla squadra navale di 33 vascelli dell'ammiraglio [[Carlo Pellion Persano|Carlo Persano]]. 
Le forze di presidio sull'isola fecero ritardare lo sbarco; la flottiglia italiana, partita mancante della nuova e temutissima [[corazzata]] ''[[Affondatore (corazzata)|Affondatore]]'', si trovò a dover attendere per ben due giorni lo sbarco, finché le si avvicinò alla squadra la flotta dell'ammiraglio [[Wilhelm von Tegetthoff]]. 
Durante la battaglia i fucilieri della brigata resistettero continuando a sparare dalle alberature anche quando la loro ammiraglia, la ''[[Re d'Italia]]'' venne affondata: uccisero in questo frangente oltre 80 uomini sull'ammiraglia avversaria, suscitando l'ammirazione persino di von Tegetthoff. Dopo un duro scontro, le forze italiane si ritirarono. Il reggimento fu poi schierato a [[Palermo]] per sedare la [[Rivolta del sette e mezzo|rivolta della città]], subendo numerose perdite. 

Il corpo venne soppresso come arma nel [[1878]], per volere del generale [[Benedetto Brin]]. In questi ultimi anni la brigata aveva affinato la propria identità di "truppa da sbarco". All'interno delle varie unità della Marina continuò di fatto ad esistere come specializzazione quella del "fuciliere", marinai in forza alle singole navi particolarmente abili col moschetto, ma senza che vi fosse un corpo che organizzasse queste forze.

Sulle navi principali si costituirono vere e proprie "unità speciali", che affiancavano al lavoro di marineria la capacità di combattimento a terra. Si trattava di compagnie comprendenti soldati, minatori e persino artiglierie.

===Operazioni internazionali===
Nel [[1879]] questi fanti di marina combatterono in [[Tunisia]], e nel [[1889]] furono impiegati sull'isola di [[Creta]]. Nel [[1900]] un contingente della Fanteria "Real Marina" fu dispiegato in [[Cina]], per contribuire a contrastare la [[rivolta dei Boxer]]. 

Gli uomini del contingente operarono in un gruppo di forze internazionali alla guida del [[sottotenente di vascello]] [[Ermanno Carlotto]], cercando di mantenere aperti i collegamenti tra Tien-Tsin e [[Pechino]]. Il [[27 giugno]] [[1900]] il sottotenente Carlotto periva per via di ferite di combattimento, e la caserma cinese delle forze italiane venne a lui intitolata. Il [[14 agosto]] le forze internazionali marciarono su Pechino, scacciando i rivoltosi, e nell'autunno la forza militare era già sufficientemente attestata per costituire un governo provvisorio. 

In cambio dell'intervento l'Italia ottenne dal [[1902]] una concessione commerciale. Inoltre, all'Italia veniva riconosciuto il diritto ad avere una legazione a Pechino, la [[Concessione italiana di Tientsin|concessione di Tientsin]], nel [[forte di Shan hai kwan]]. Inoltre, le venne concesso l'uso del porto di Ta ku. Carlotto fu insignito della Medaglia d'Oro al Valor Militare, e il suo nome fu assegnato ad una [[cannoniera]], impiegata anch'essa più di vent'anni dopo nel teatro cinese.

Nel [[1911]] i reparti di fanteria di marina furono schierati in [[Grecia]], attaccando dalle motosiluranti nella baia di Prevesa, ed in [[Libia]], con l'ordine di bloccare le coste, fatto che diede inizio al conflitto italo-turco. I 1605 uomini della fanteria del mare sbarcarono a [[Tripoli]] al comando del capitano di vascello [[Umberto Cagni]], dopo che la città era stata colpita da un fuoco di artiglieria navale. 

Vennero presi i principali porti dell'area. Il [[4 ottobre]] [[1911]] fu conquistata [[Tobruch]], il giorno successivo Tripoli, il [[18 ottobre]] [[Derna (Libia)|Derna]]. [[Bengasi]] seguì dopo due soli giorni, e [[Homs]] il giorno subito dopo. Finita la serie di conquiste, pagate a caro prezzo, il battaglione venne rilevato dalle forze del Regio Esercito, che proseguirono la conquista dell'area.

===La prima guerra mondiale===
Nel [[1915]] viene costituita in via non ufficiale la "Brigata Marina", un corpo composto da un reggimento di tre battaglioni di fucilieri (poi aumentati a cinque), e da un'unità di [[artiglieria]]. La Brigata non era costituita ufficialmente, per cui non era dotata di [[bandiera]] di combattimento. Già nel giugno di quell'anno una compagnia di marina teneva la città di [[Grado (Italia)|Grado]], mentre il "Gruppo Amalfi" (255 uomini scelti tra i superstiti [[incrociatore]] ''Amalfi'', affondato da un [[sommergibile]] austriaco il [[7 luglio]] 1915) affiancava bersaglieri e fanteria dell'XI [[Corpo d'armata]] schierato sul [[Carso]].

Nell'ottobre 1915 fu costituito il primo nucleo delle rinnovate forze di Marina, un gruppo di 100 pezzi d'artiglieria di calibro misto chiamato "Raggruppamento Artiglieria Marina", e facente parte formalmente del VII Corpo d'armata.

Durante la [[prima guerra mondiale]], le truppe a Grado vennero rinforzate nel [[1916]] a mille uomini, costituendo 4 reparti che avrebbero dovuto rilevare i reparti dell'Esercito e della Guardia di Finanza richiamati al fronte. Il [[5 novembre]] 1917, dopo [[Caporetto]], la Marina costituì una compagnia di fucilieri di marina per controllare [[Cortellazzo]], la [[laguna veneta]] e [[Venezia]].

La Brigata fu impegnata nella difesa di [[Venezia]], città che subì diversi attacchi dagli [[austria]]ci con assalti via mare e via terra. Vista l'importanza strategica della città, e il grande pericolo che correva, vennero raccolti alla difesa tutti i marinai distaccati nella zona di Venezia, per costituire una brigata di fucilieri di marina, che mantenne il nome di "Brigata Marina". Tre battaglioni di fucilieri (''[[Monfalcone]]'', ''[[Grado (Italia)|Grado]]'' e ''[[Caorle]]'') ed uno di artiglieria vennero raccolti in un reggimento, che si trovò subito ad essere impegnato in battaglia. 

Dopo i primi scontri sostenuti dal ''Monfalcone'', un quarto battaglione venne aggregato al reggimento, composto da marinai provenienti da [[Messina]] e [[La Spezia]], col nome di ''Golametto''. In questa occasione l'addestramento dei fucilieri, per quanto sinora svolto solo in via informale dopo lo scioglimento del reparto ufficiale, si rivelò provvidenziale e i soldati italiani ricacciarono più volte in mare i determinati soldati austriaci.

Tra il [[1917]] e il [[1918]], sul Piave, il reggimento subì numerose perdite: 384 caduti e più di 1.500 feriti e mutilati. Il coraggio e la forza degli uomini impiegati in quelle battaglie però divenne leggendario, poiché il reggimento non ebbe alcun prigioniero né dispersi, e al contrario riuscì a catturare 1268 soldati nemici. Queste eroiche imprese vennero coronate da 584 ricompense al valore militare agli uomini del reggimento, da una croce di Cavaliere dell'[[Ordine militare d'Italia|Ordine Militare di Savoia]] e da una [[Valor Militare|Medaglia d'Argento al]] alla Bandiera, 42 promozioni per meriti e da 19 citazioni in Bollettini del Comando Supremo.

Dal [[9 aprile]] [[1918]] il ''Monfalcone'', reintitolato ad [[Andrea Bafile]], prima medaglia d'oro del reggimento, venne dislocato sul [[Piave]] insieme ad un altro battaglione, il quinto, denominato ''Battaglione Navi''.

===Nasce il ''San Marco''===
Con la fine del conflitto, vennero riconosciuti i meriti della ''Brigata Marina'', che nel [[1918]] ricevette finalmente la [[bandiera di combattimento]]. A partire dal [[17 marzo]] [[1919]], con decreto di [[Vittorio Emanuele III di Savoia]] la Brigata fu costituita come ''Reparto di Fanteria di Marina''.

Venezia, memore del valore mostrato da quegli uomini nel proprio territorio, su volontà del sindaco [[Filippo Grimani]] donò al reparto il nome di [[San Marco]] (dal [[25 marzo]] [[1919]]), patrono della città, ed il proprio [[stemma]], il leone alato (dall'aprile successivo). Nacque così ufficialmente il ''San Marco''.

Con queste parole si relazionò al re l'udienza con la quale avvenne con decreto la nascita del Reggimento:

{{quote| Ministero della marina, Relazione a S.M. del 17 marzo 1919.<br />
Allorquando, alla fine dell'anno 1917, la minaccia nemica tragicamente incombeva su Venezia, un battaglione di marinai, rapidamente costituito coi reparti che ebbero già a presidiare le città di Grado e di Monfalcone, accorse alla difesa del basso Piave.<br />
Ben presto il battaglione, per incessanti proffertie volontarie di capi e gregari, divenne reggimento e come tale ha scritta la sua pagina di storia gloriosa arrossando col migliore sangue gli acquitrini che vanno da capo Sile a Cortellazzo.<br />
Sire.!<br />
è storia di ieri, ma scritta con caratteri d'oro, il modo superbo con cui il reggimento marina
ebbe a opporre un argine alla tracotanza avversaria superando ostacoli che parevano insormontabili tra i più grandi disagi di un terreno, dove, all'insidia del nemico, si aggiungeva quella della natura.<br />
Sire!<br />
Venezia "sempre memore" ha voluto e chiesto a mezzo del primo magistrato, che al fatidici nome di "San Marco" si intitolasse il Reggimento Marina, consacrando così il suo sentimento d'amore e di riconoscenza verso gli eroi che hanno protetto, colla sua esistenza, la sua bellezza immortale.<br />
Sire!<br />
A tale voto non ho potuto a meno di aderire e perciò che, sicuro di interpretare anche i sentimenti dell'animo della maestà vostra, sottopongo alla sua augusta firma, l'unito decreto che varrà a tramandare alla storia con il nome "San Marco" il Reggimento Marina.<br />
Firmato: Del Bono

per copia conforme<br />
il capo dell'Uff. Leggi e Decreti<br />
Bozzi}}

All'inizio del [[1925]] il ''San Marco'' ritornò in [[Cina]], a [[Concessione italiana di Tientsin|Tientsin]], per tutelare il territorio in concessione ai residenti italiani, dove avevano sede numerosi interessi commerciali dello stato nell'area orientale. I 300 fucilieri (su 1500 totali) vennero ospitati nella [[Caserma Ermanno Carlotto|Caserma "Carlotto"]], andando a costituire il ''Battaglione Italiano in Cina''. I soldati della concessione organizzarono persino una squadra di calcio, grazie alla presenza tra i soldati di alcuni ex giocatori: la squadra era considerata quasi al livello di una nazionale<ref>[http://www.trentoincina.it/mostrapost.php?id=255 Il calcio nella concessione internazionale di Tientsin<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>.

Nel [[1936]] il ''San Marco'' fu impegnato su diversi fronti: contro l'impero Etiopico, a Tangeri e nello sbarco in [[Regno Albanese|Albania]] (1939).
Il reggimento ebbe un ruolo di primissimo piano nelle campagne coloniali italiane e nella [[seconda guerra mondiale]], venendo impiegato sia nell'[[Egeo]] che in [[Africa]], partecipando anche alla difesa di [[Tobruch]].

===La seconda guerra mondiale===
Già dal [[15 agosto]] [[1939]] il reggimento venne mobilitato: il [[1º settembre]] [[Adolf Hitler|Hitler]] invase la [[Polonia]]: vennero richiamati i riservisti, il contingente cinese fu rafforzato e il grosso del San Marco venne radunato a [[Pola]], dove venne ristrutturato dal 1940 come reggimento composto da due battaglioni (''Grado'' e ''Bafile'').

Nel novembre [[1942]] le forze della fanteria di marina occuparono la [[Corsica]] e [[Tolone]], per contrastare le forze della [[Francia Libera]] passate sotto il controllo alleato. 

Durante tutta la guerra il reparto, talvolta operando abbastanza strettamente con la [[X MAS]], fu un reparto di prima linea al servizio di [[Supermarina]].
Dal [[10 gennaio]] [[1943]] il reggimento venne di nuovo riorganizzato in sette battaglioni: ''Grado'', ''Bafile'', ''Tobruch'', ''Caorle'', i classici reparti puri di fanteria da sbarco, a cui si aggiungevano i reparti speciali "Reparto Mobile [[MILMART]] - Centurione Porcelli" (artiglieria marittima), plotone "G" (genieri) e il plotone "N.P" (nuotatori-paracadusti).
Il Battaglione ''Bafile'' non era l'originale del 1918: dopo la [[battaglia di Tobruch]] il ''Bafile'', che si era particolarmente distinto in combattimento contro gli inglesi, venne rinominato per l'appunto ''Tobruch'', e il nome fu ripreso per un nuovo battaglione costituito nel [[1942]].

==== Le operazioni in Libia ====
Nell'autunno 1941, dopo una lunga stasi operativa, in previsione dell'offensiva, il Comando Sup. Forze Armate in Africa Settentrionale richiese con urgenza l'invio di truppe scelte dall'Italia, per impiegarle in missioni di sabotaggio oltre le linee nemiche, allo scopo di scompaginare il sistema di rifornimento nemico. Alla richiesta fu interessata anche la Marina che il 6 novembre decise di trasferire in Cirenaica tre compagnie del San Marco.<ref>[http://www.btgsanmarco.it/storiadelsanmarco/allegati/tobruk.htm La storia del Battaglione San Marco<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>

Il 10 novembre fu costituito il cosiddetto III Btg. San Marco in Africa Settentrionale, forte di 536 uomini. Il 18 novembre il San Marco s'attestò nel settore costiero tra Alba Fiorita e Ras Hilal, del quale il Btg. doveva assumere la difesa e nel contempo dedicarsi ad un rapido addestramento. Lo stesso giorno doveva iniziare l'operazione "Crusader" da parte dei britannici per cui l'Asse dovette rinunciare a propositi offensivi. Il San Marco a questo punto dovette essere subito trasformato in reparto di linea. Vinta la battaglia di [[Bir El Gobi]], l'8 dicembre gli inglesi raggiunsero e superarono Tobruch, avanzando con celerità verso ovest la linea difensiva Italo-Tedesca dovette ripiegare sul confine tra la Cirenaica e Sirtica. 

Il 21 gennaio 1942 il Gen. [[Erwin Rommel]], che nel frattempo aveva riordinato le proprie forze, pensò alla controffensiva. Il San Marco fu tra i primi ad avanzare: raggiunse Agedabia il 22 e si schierò a difesa con fronte verso nord. Nella notte del 25 gennaio fu raggiunta Antelat, località di strategica importanza. Nel prendere possesso della zona il Btg. dovette affrontare duri scontri. La sosta ad Antelat, più lunga del previsto, doveva contrassegnare un periodo particolarmente disagiato nella vita del San Marco che, disposto a caposaldo in pieno deserto si trovava ben lontano dal fronte (Bengasi era stata riconquistata il 29 gennaio).

Il 7 marzo il Btg. fu trasferito a Bengasi, per assumere la sorveglianza del porto e la difesa esterna della piazzaforte. L'11 maggio, su richiesta dello stesso [[Erwin Rommel|Rommel]], il San Marco fu trasferito prima nel Golfo di Bomba, alle dipendenze dell'[[Afrika Korps]] e poi al X Corpo d'armata. Nella notte del 15 giugno i capisaldi tenuti dagli uomini del San Marco furono attaccati da forze corazzate e motorizzate inglesi, che tentavano di rompere l'accerchiamento. L'attacco fu respinto e furono catturati due Bren Carrier in perfetta efficienza. Quando ormai era prossima la caduta di [[Tobruch]], in mano ancora inglese, il Battaglione fu fatto convergere verso la piazzaforte dove entrò alla testa delle truppe occupanti. Numerose ricompense militari furono assegnate per questo ciclo operativo, tra le altre ricordiamo la M.A. alla memoria al Sgt. Agostino Sacripanti e la M.B. al Ten. E. Busca, al S.T.V. G. Campiero ed al Capo Cannoniere R. Papini.

La caduta di [[Tobruch]] poneva fine alla partecipazione delle successive azioni in [[Egitto]] ed il San Marco assumeva il servizio di sicurezza portuale e la difesa costiera.

Il 5 settembre, ad Alam el-Halfa, l'ultima offensiva dell'Asse s'infrangeva sulle difese britanniche, segnando il definitivo declino delle mire verso il [[Nilo]].  Il Comando britannico a questo punto poneva la propria attenzione su Tobruch. Sfruttando le tecniche e le esperienze acquisite anche su altri fronti pianificò un'azione di commando, da terra e dal mare per neutralizzare definitivamente la piazzaforte. All'operazione, denominata ''[[Operazione Agreement|Agreement]]'' furono destinati 600 uomini, oltre ad un incrociatore, dieci cacciatorpediniere, un sommergibile ed una ventina di motocannoniere, organizzati in cinque gruppi. 
L'attacco di commando avvenne durante un raid aereo, alcune batterie costiere furono neutralizzate con l'effetto della sorpresa e del trambusto degli attacchi aerei. Ma alla batteria Grasso le sentinelle si erano accorte dell'attacco e riuscirono a dare l'allarme. Reparti del San Marco passarono immediatamente all'azione arrestando le forze inglesi incontrate.

Le altre forze da sbarco britanniche trovarono la ferma resistenza degli italiani. L'opposizione del San Marco e la maggiore distanza tra il luogo di sbarco e l'obiettivo furono fatali ai [[Royal Marines]]. Il disegno britannico a questo punto era ormai chiaro, così  come evidente si profilava il suo fallimento. Infatti, il cacciatorpediniere inglese ''[[HMS Sikh (F82)|Sikh]]'' impegnato a far sbarcare la seconda ondata fu preso sotto tiro dalle batterie costiere e venne ben presto neutralizzato. Gli aerei da caccia italiani, alzatisi in volo mitragliarono i natanti nemici al largo<ref>"Vita e morte del soldato italiano nella guerra senza fortuna", Edizioni Ferni, Ginevra, 1974</ref> Il fallimento dell'operazione "Agreement" costò agli inglesi mezzo migliaio di uomini, oltre a quelli delle navi affondate, a fronte di 15 italiani morti, di cui 5 del Battaglione San Marco.

Il Battaglione ebbe la citazione nel Bollettino del Comando Supremo e pochi giorni dopo esso fu autorizzato a mutare il nome da III Btg. San Marco in Africa Settentrionale in Battaglione [[Tobruch]]. L'offensiva del Maresciallo [[Bernard Law Montgomery]], ormai inevitabile, iniziò ad [[El Alamein]] nella notte del 23 ottobre 1942. Dopo la tenace resistenza iniziale, l'Armata dell'Asse avviò la graduale ritirata dall'Egitto verso la [[Libia]]. Con gli altri ripiegarono anche i nuclei avanzati del San Marco dislocati a Marsa Matruch ([[Gruppo Gamma]]). Il 7 novembre iniziò lo sgombero della stessa [[Tobruch]], ad eccezione del Btg. Tobruch del San Marco che rimase in funzione di retroguardia. Nella notte del 22 il San Marco lasciò la [[Libia]] per attestarsi in [[Tunisia]]. Si concluse così la campagna di Libia, alla quale aveva partecipato per 14 mesi ed aveva lasciato sui campi di battaglia il 12% delle sue forze.

Le forze del reggimento, rimaste compatte e schierate, furono le ultime ad arrendersi. La bandiera del reggimento ''San Marco'' fu l'ultima bandiera militare dell'Asse ad abbassarsi in Africa, due giorni dopo la resa dell'[[Heeresgruppe Afrika]] di [[Hans-Jürgen von Arnim]]. Il generale tedesco [[Jürgen von Armin]], successore di [[Erwin Rommel|Rommel]] a capo dell'[[Afrika Korps]], affermò che il ''San Marco'' aveva ''i migliori soldati che avesse mai comandato in [[Tunisia]]''.

Per via di questa sconfitta saltò la prevista [[Operazione C3|conquista di Malta]], che avrebbe visto il ''San Marco'' impegnato con la Forza Navale Speciale, insieme ai paracadutisti della [[Folgore]] e ai battaglioni da sbarco della [[MVSN]].

===Dopo l'armistizio===
L'[[8 settembre]] [[1943]] con la firma dell'[[armistizio di Cassibile|armistizio]] il reggimento si unì formalmente alle forze alleate, partecipando alla guerra di liberazione. 

====Nella RSI====
Nella [[Repubblica Sociale Italiana]] la ''3ª Divisione granatieri'', formata il 1º dicembre 1943 nel campo di addestramento di Grafenwhor in Germania, venne rinominata il 20 aprile 1944 come ''3ª Divisione di fanteria di marina "San Marco"''. Era formata con personale dell'ex [[Regio Esercito]] reclutato tra quelli internati in Germania dopo il [[Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943]] e da personale reclutato in Italia nel marzo-aprile 1944. A differenza del Reggimento "San Marco", che dipendeva dalla [[Regia Marina]], la Divisione "San Marco" era parte dell'[[Esercito Nazionale Repubblicano]], ed il suo unico labile collegamento con il "San Marco" originario era la presenza nelle sue file di circa un centinaio di volontari provenienti dal disciolto Battaglione "Caorle".

[[File:Bundesarchiv Bild 101I-311-0926-05, Italien, italienische Soldaten.jpg|thumb|right|200px|1944:Marò del ''San Marco''.]]
La [[divisione (unità militare)|divisione]], composta da 16.000 uomini e 600 ufficiali, era organizzata come segue :
* Comando e Compagnia comando
* 3ª Compagnia Guardia Nazionale Repubblicana ferroviaria
* 3ª Compagnia Guardia Nazionale Repubblicana stradale
* 3ª Sezione Guardia Nazionale Repubblicana (polizia militare)
* 3ª Compagnia controcarro
* III Gruppo rifornimenti
* III Battaglione trasporti
* III Battaglioni pionieri
* III Gruppo collegamenti
* III Gruppo esplorante 
* III Battaglione complementi
* 5º Reggimento fanteria di marina, su:
:: Comando e Compagnia comando
:: I, II e III Battaglione 
* 6º Reggimento fanteria di marina, su:
: Comando e Compagnia comando
:: I, II e III Battaglione
* 3º Reggimento di artiglieria alpina, su:
:: Comando e batteria comando
:: I, II, III e IV Gruppo artiglieria

Duramente addestrata da ufficiali italiani con supervisione germanica fino al luglio dello stesso anno, essa andò a costituire una delle quattro divisioni di cui era composto l'esercito della Repubblica Sociale Italiana, assieme alla [[Divisione Italia|''"Italia"'']], la [[Divisione Littorio|''"Littorio"'']] e la [[4ª Divisione alpina "Monterosa"|''"Monterosa"'']].

Dopo la consegna della bandiera del reggimento ([[18 luglio]] [[1944]]), la divisione tornò in Italia via ferrovia in agosto e fu in gran parte schierata in [[Liguria]] per contrastare un possibile sbarco alleato.
Due battaglioni della Divisione ''"San Marco"'' vennero distaccati in [[Garfagnana]] ed impiegati in combattimento in supporto del Gruppo Tattico della Divisione alpina ''"Monterosa"'' (III Battaglione del 5º Reggimento dal 15 settembre 1944, e II Battaglione del 6º Reggimento dal novembre 1944). I due battaglioni tornarono alle dipendenze della divisione a fine marzo 1945.

Il [[23 aprile]] [[1945]] la Divisione iniziò il ripiegamento, conclusasi il [[30 aprile]] sul Ticino, come da ordine ricevuto dal Maresciallo Graziani.

====Nella Regia Marina durante la cobelligeranza====
La parte del reggimento rimasta in Cina dopo l'[[8 settembre]] [[1943]] ricevette l'ordine da [[Roma]] di affondare le unità navali, distruggere gli archivi ed arrendersi. La caserma venne circondata da soldati [[Giappone]]si: caduta la difesa, gli uomini del reggimento vennero in gran parte internati in [[Manciukuò|Manciuria]], salvo coloro che decisero di collaborare con i Giapponesi e che furono mandati a lavorare nei cantieri navali. Molti di coloro che non accettarono la collaborazione risultarono dispersi, alla fine del conflitto.

I reparti che si aggregarono alle forze di liberazione del [[Regno del Sud]] furono ricostituiti come '''Reggimento "San Marco"''' sotto la [[Regia Marina]] nel gennaio 1944. Furono inseriti nella II Brigata del [[Corpo Italiano di Liberazione]] e a partire dal [[24 settembre]] [[1944]] vennero congiunti nel Gruppo di Combattimento ''Folgore''. Furono insigniti dell'onore di entrare per primi nella città di [[Venezia]].

Alla fine delle ostilità, le forze da sbarco della Marina ricevettero la [[medaglia d'oro al valore militare]], per l'eroismo mostrato in azione.

===Il dopoguerra: riorganizzazioni e missioni di polizia internazionali===
Nel immediato dopoguerra ([[1951]]) i Fucilieri di Marina vennero riuniti ai [[Lagunari]] nell'unità interforze ''Esercito-Marina'' denominata ''Settore Forze Lagunari'', e stanziati a [[Villa Vicentina]], presso [[Udine]]. Il Settore Forze Lagunari era composto da due battaglioni, il Piave e il Marghera: i "marò" del San Marco costituivano la compagnia anfibia, i lagunari dell'esercito la compagnia autoportata.
Nel novembre dello stesso anno l'unità fu di nuovo in prima linea, questa volta in una missione di pace: gli uomini del San Marco furono i tra primi a prestare soccorso agli alluvionati del [[Polesine]].

Nel [[1956]]  il Battaglione venne sciolto. La componente dell'esercito che costituiva il Battaglione a partire dal [[1º luglio]] [[1957]] venne riorganizzata nel Battaglione ''Isonzo'', un'unità meccanizzata (di cui un gruppo su tre anfibio) unita dopo soli due mesi nel Raggruppamento Lagunare con i battaglioni anfibi ''Marghera'' e ''Piave''. Dal primo luglio dell'anno successivo il raggruppamento divenne ''Reparto Lagunare Appoggio'', gettando le basi per la prossima costituzione del [[Lagunari|Reggimento Lagunari Serenissima]].
Alla caserma Andrea Bafile di Villa Vicentina dove aveva sede il Battaglione Isonzo, la Marina Militare inviò il personale di leva reclutato ed assegnato al gruppo 13°della Marina Militare (I Marò del Battaglione San marco) fino al secondo contingente 1963.
 
I vertici della Marina decisero di ricostituire il ''San Marco'' come battaglione nel [[1964]]. La base venne trasferita a [[Taranto]], presso i Baraccamenti Cugini; dal [[1972]] fu spostata nel castello di [[Brindisi]], all'interno della Stazione Navale, venendo raggruppato con la III Divisione navale, insieme a tutte le altre unità anfibie della Marina.

===Le missioni all'estero===
{{vedi anche|Nuclei Militari di Protezione}}
Nel [[1982]] il battaglione fu mandato in missione all'estero, in [[Libano]], in missione di pace per proteggere i profughi [[Palestina|palestinesi]], perdendo in azione un suo operativo, [[Filippo Montesi]].

Nel [[1987]] il ''San Marco'' fu presente nel [[Golfo Persico]]. Il conflitto [[Iran]]-[[Iraq]] si era esteso alle rotte commerciali del Golfo, arrivando a minacciare gli interessi commerciali dei paesi occidentali. Gli Iraniani accusarono [[Arabia Saudita]] e [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]] di supportare militarmente l'Iraq, e cominciarono a colpire le navi occidentali in transito. L'Italia inizialmente non partecipò alla forza multinazionale [[Organizzazione delle Nazioni Unite|ONU]], salvo poi essere spinta ad intervenire il [[3 agosto]] successivo dopo l'assalto [[iran]]iano alla nave italiana ''Jolly Rubino''. 

Il [[1991]] vide il battaglione impegnato in ruoli di supporto nella [[guerra del Golfo]], mentre nei due anni successivi fu presente in [[Somalia]] nella fallimentare operazione congiunta ''[[Operazione Restore Hope|Restore Hope]]''.

Oltre a queste missioni, il ''San Marco'' è stato presente in [[Cossovo]], [[Albania]] e in [[Eritrea]] come deterrente durante la guerra con l'[[Etiopia]].

A partire dal 16 settembre [[1996]] il contingente è entrato a far parte della SILF (''Spanish Italian Landing Force''), una forza da sbarco congiunta italo-spagnola, attivata il 23 novembre successivo e destinata ad operare nei teatri di combattimento internazionali per conto della [[NATO]].
Il SILF è strutturato in forma di Brigata anfibia, composta da due reggimenti di manovra, da artiglierie e armi di supporto anticarro ed antiaeree, ricognitori e demolitori, genieri, elicotteri e supporto aereo, IFV e mezzi da combattimento o assalto.

Dal [[1º ottobre]] [[1999]] il reggimento è stato riorganizzato in forma di [[Brigata]] come [[Marina Militare#Forza da sbarco e forze speciali|"Forza da sbarco della Marina Militare"]], suddiviso in Reggimento ''"San Marco"'', Reggimento ''"Carlotto"'' e in un Gruppo mezzi da sbarco.
La Forza da sbarco, forte di 2100 uomini, è comandata da un contrammiraglio: il ''San Marco'' e il ''Carlotto'' sono a loro volta comandati ciascuno da un [[capitano di vascello]].
[[File:Italian military Iveco 40.10WM.jpg|thumb|right|300px|Mezzo del San Marco in IRAQ]]

Negli anni 2000, la forza da sbarco ha partecipato a stretta collaborazione con l'[[Esercito Italiano]] nelle missioni in [[Afghanistan]] ed in [[Iraq]], e non ultima come forza d'entrata (in collaborazione con il Reggimento lagunari dell'Esercito) in [[Libano]] nella missione a mandato [[Organizzazione delle Nazioni Unite|ONU]] [[UNIFIL|UNIFIL 2]].

==L'organizzazione==
Il ''San Marco'' è un'unità anfibia dal [[1991]] stanziato a [[Brindisi]] in una caserma intitolata a [[Ermanno Carlotto]], l'eroe dell'impresa cinese, costruita appositamente in contrada Brancasi. Nella caserma oltre alla sede dei Fucilieri di Marina, si trova anche il centro di addestramento dello SDI, il [[Servizio Difesa Installazioni]]; la caserma è dotata di un'area di addestramento presso le [[Isole Pedagne]], vicino a Brindisi.

In virtù della molteplicità di competenze raccolte nel reggimento, è in grado di operare con autonomia in combattimento, sia in missioni di combattimento che nelle moderne missioni di ''peacekeeping''. Molti marò del Reggimento ''San Marco'' possiedono anche il brevetto di ''Ardito Incursore''.
Il reggimento San Marco, è annoverato tra le ''Unità di Coronamento per Operazioni Speciali'' (TIER 3) delle [[Forze speciali italiane]].

==Mezzi navali==
[[File:ITS San Giusto.jpg|thumb|left|Il ''San Giusto'' nel [[2005]] durante l'esercitazione Sorbet Royal]]
Il reggimento può contare oggi su tre navi da assalto anfibio ''[[Landing Platform Dock|LPD]]'' costruite appositamente per il ''San Marco'' da [[Fincantieri]]: le due navi [[Classe San Giorgio (nave da sbarco)|classe ''San Giorgio'']]: la ''San Giorgio'' e la ''San Marco'' e la migliorata e potenziata [[San Giusto (L 9894)|''San Giusto'' (L 9894)]]. Ogni nave può portare un intero battaglione di 300 uomini e 36 veicoli corazzati ed è inoltre dotata di una pista di atterraggio capace di ospitare tre velivoli. 

Fino al [[1988]] il compito era svolto da due obsolete navi di costruzione [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]], la [[Classe Grado (nave da sbarco)|''Grado'']] e la [[Classe Grado (nave da sbarco)|''Caorle'']], acquisite nel [[1972]], e prima ancora da due unità, sempre di origine statunitense, [[Etna (A 5328)|''Etna'']] ed [[Anteo (A 5306)|''Anteo'']], acquisite nel [[1962]] che avevano affiancato le vecchie unità della [[Classe Stromboli (nave da trasporto)|Classe Stromboli]] e che nel loro compito erano state a sua volta affiancale dalla ''[[Andrea Bafile (A 5314)|Bafile]]'' altra unità proveniente dalla [[US Navy]]. 

A poppa, le ''San Giorgio'' ospitano un bacino allagabile, che immette direttamente sul mare e consente lo sbarco rapido dei veicoli anfibi.

Per il supporto aereo il reggimento impiega [[elicottero|elicotteri]] [[Sikorsky S-61|Sikorsky SH3D ''Sea King'']] e [[Agusta-Bell AB 212]], raggruppati nel reparto eliassalto già Nucleo Lotta Anfibia del [[Aviazione Navale Italiana#Maristaer Grottaglie|4º Gruppo Elicotteri]], situato nella Stazione Aeromobili di [[Grottaglie]].

Il supporto meccanizzato è fornito da corazzati anfibi [[AAV-7A1]] e da [[Veicolo trasporto truppe|veicoli da combattimento]] [[VCC-1 Camillino (trasporto truppe)|VCC-1]], oltre che da altri veicoli leggeri.

==Struttura==
[[Immagine:COMFORSBARC it.png|thumb|right|300px|Struttura COMFORSBARC.]]
*Reggimento ''San Marco'' (comandato da un capitano di vascello)
** Reparto Comando
** Battaglione Assalto ''Grado''
** Battaglione Logistico da Combattimento ''Golametto''
** Compagnia Operazioni Navali
** Compagnia Operazioni Speciali ''Bafile''

===La Forza da sbarco===
Le unità della Forza da Sbarco della Marina Militare sono così costituite:
*il Reggimento ''San Marco'', è la pedina operativa della Forza da Sbarco
**Reparto Comando, formato dal comando di reggimento, compagnia C4 ed una Sezione speciale dedicata al coordinamento del fuoco di supporto (Sez. C.C.F.) composta da più nuclei J-FCT, squadre uniche nel loro genere per la capacità di controllare tutte le sorgenti del fuoco (Aereo, Terrestre e Navale).
**Battaglione Assalto ''Grado'', pedina da combattimento della Forza da Sbarco, è organizzato su un comando, plotone radio, plotone pionieri/EOD, tre compagnie assalto (ognuna con plotone comando, tre plotoni assalto e un plotone controcarro) e una compagnia armi (con plotone comando, due plotoni mortai medi, plotone mortai pesanti e plotone missili).
**Battaglione Logistico da Combattimento ''Golametto'', strutturato su comando, compagnia logistica, compagnia trasporti, e compagnia sanità. Provvede al sostegno logistico del battaglione ''Grado'', e fornisce gli autisti dei vari mezzi blindati in dotazione alla forza da sbarco.
*Il Reggimento Carlotto è invece la pedina logistica.
**Il Battaglione Scuole ''Caorle'' si occupa della formazione di tutto il personale destinato alla Forza da Sbarco e non, 
**il Battaglione Logistico '' Cortellazzo'' si occupa delle infrastrutture della base a Brancasi, e della manutenzione di tutti i veicoli e tutti gli apparati in dotazione alla Forza da Sbarco.
*Il Gruppo Mezzi da Sbarco invece gestisce le unità navali minori e le veloci motonavi da sbarco: il Gruppo è al comando di un [[capitano di fregata]].

== Modalità di impiego ==
Il San Marco è una unità professionale e costituisce il fulcro della Forza da sbarco italiana della [[Forza di Proiezione dal Mare]].
Sebbene recentemente non sia stato necessario svolgere operazioni per le quali il San Marco è addestrato, il Reggimento opera normalmente nei seguenti teatri operativi come testimoniato dalle operazioni effettuate:
* Litoranei costieri, forza anfibia (Libano)
* Montagna, territori montuosi (Kosovo, addestramento nel Nevada (USA))
* Territori particolarmente freddi, montagna
* Deserto o territori aridi (Afghanistan, Iraq)
* Territori anfibi, giungla (addestramento in Africa Centrale)

Il Reggimento ''San Marco'' è l'unico reparto italiano ed uno dei pochi reparti europei a poter condurre ''simultaneamente'' ed indipendentemente (senza l'intervento di altri reparti) azioni via mare (come lo sbarco), via terra (come attacchi meccanizzati e di artiglieria) e via aerea (da truppe elitrasportate grazie ad esempio agli elicotteri in dotazione).

===L'addestramento===
Gli operativi del San Marco sono scelti tra i VFP4 della scuola sottufficiali della Marina Militare di [[Taranto]].

Dopo un periodo di incorporamento di due settimane, vi è un primo corso di 4/5 settimane per la selezione degli idonei, che vengono inviati alla caserma Carlotto per il corso gestito dal Battaglione Scuole ''Caorle''.
L'addestramento prevede una prima fase di otto settimane per l'addestramento fisico, e una seconda di 12 settimane che comprende i corsi tecnici. In questa seconda fase i soldati vengono addestrati alle varie specializzazioni ([[mortaio|mortaista]], [[missile|missilista]], assaltatore e pioniere).

I soldati idonei prima di poter essere mandati in azione devono partecipare a due esercitazioni su scala nazionale o NATO.

Gli ufficiali sono reclutati dai Corsi Normali e Speciali del corpo di stato maggiore dell'[[Accademia Navale]]: per i Ruoli Normali si chiede al 4º anno di voler prendere la qualificazione anfibia. Terminati gli studi in accademia, previa visita medica (che si ricorda, fanno anche i volontari e i sottufficiali), si viene inviati a Brindisi per un anno ultimando la preparazione per un ulteriore anno negli USA, a Quantico Marines Base (Virginia) con gli US Marines ed i Royal Marines.

L'addestramento degli ufficiali e dei sottufficiali, in Italia e negli USA, è uno dei più duri tra le forze armate italiane insieme a quelli del Gruppo Operativo Incursori del [[COMSUBIN]] e del [[9º Reggimento d'assalto paracadutisti "Col Moschin"]].

== Mezzi ed equipaggiamenti ==
{{cassetto
|larghezza=100%
|colore=#b0c4de
|coloresfondo=white
|titolo=Armamento
|testo=<br/>
*[[Beretta 92FS]] (pistola semiautomatica 9mm)
*[[Heckler & Koch MP5| Heckler & Koch MP5A3]] (pistola mitragliatrice 9mm)
*[[Beretta SC 70/90]] (fucile d'assalto 5.56mm)
*[[Colt M4]] (fucile d'assalto 5.56mm)
*[[FN Minimi]] (mitragliatrice di squadra 5.56mm)
*[[MG 42#Varianti|MG 42/59]] (mitragliatrice di squadra 7.62mm)
*[[Browning M2|Browning M-2HB]] (mitragliatrice pesante 12.7mm)
*[[Panzerfaust-3|Panzerfaust 3]] (lanciarazzi)
*[[MILAN|Milan]] (sistema c/c a media gittata)
*[[BGM-71 TOW| BGM-71 TOW2]] (sistema c/c a lunga gittata)
*[[FIM-92 Stinger]] (sistema antiaereo)
*[[Heckler & Koch G3|Heckler & Koch MSG-90]] (fucile di precisione 7.62mm)
*[[Accuracy International Arctic Warfare]] (fucile di precisione 7.62mm)
*[[Barrett M82]] (fucile di precisione antimateriali 12.7mm)
*McMillan M-87 (fucile di precisione antimateriali 12.7mm)
*Mortaio Breda 81mm (mortaio 81mm)
*Mortaio Thomson 120-RT (mortaio rigato 120mm)
}}

{{cassetto
|larghezza=100%
|colore=#b0c4de
|coloresfondo=white
|titolo=Veicoli
|testo=<br/>
'''Corazzati'''<br/>
*[[VCC-1 Camillino (trasporto truppe)|VCC-1 / VCC-2]]
*[[M113 (trasporto truppe)|M-106]]
*[[LVTP-7|AAV-7A1]]
*[[Iveco VM 90|VM-90]]
*[[Iveco VTLM|Iveco VTLM Lince]]
*[[Astra SM 44.31 ACTL]]

'''Aviazione'''<br/>
*[[Sikorsky S-61|Sikorsky SH3D ''Sea King'']]
*[[Agusta-Bell AB 212]]
*[[AgustaWestland EH-101| AgustaWestland EH-101 ASH / TTH]]
* NH Industries NH 90 TTH (In futuro)

'''Vascelli'''<br/>
*[[Classe San Giorgio (nave da sbarco)|LPD classe San Giorgio e classe San Giusto]]
}}

==Note==
<references/>

==Voci correlate==
* [[Reggimento Carlotto]]
* [[Enzo Mini]]
* [[Decima Mas]]
* [[Forza di Proiezione dal Mare]]
* [[Nuclei Militari di Protezione]]
* [[Inno a San Marco]]

==Bibliografia==
* Riccardo Lamura, ''"Il Gruppo Esplorante della Divisione San Marco nelle Langhe"'', Ritter Edizioni, 2007.
* "RSI, Divisione San Marco", Edizioni Novantico.
* Daniele Amicarella, ''"Quelli della San Marco"'', Mursia, 2005.

==Collegamenti esterni==
*[http://www.marina.difesa.it/sanmarco/index.asp Pagina istituzionale su marina.difesa.it]
*[http://www.colligite.net/anima12/sanm/origini.html La storia del reggimento, dalla fondazione alle due guerre]
*[http://www.trentoincina.it/mostraelenchi.php?argomento=smarco Diari di soldati del San Marco nella missione in Cina]
*[http://www.carabinieri.it/internet/imagestore/cittadino/download/audio_video/brani/Inni%20e%20marce_1992/Pace_Armata_Marcie_del_Reggimento_San_Marco_MUSSO.MP3 Pace armata - Inno del San Marco su Carabinieri.it]

{{Portale|Guerra|Italia|marina}}

[[Categoria:Regia Marina|San Marco]]
[[Categoria:Marina Nazionale Repubblicana|San Marco]]
[[Categoria:Marina Militare|San Marco]]
[[Categoria:Corpo italiano di liberazione|San Marco]]
[[Categoria:Unità militari italiane anfibie|San Marco]]
[[Categoria:Reggimenti di fanteria italiani|San Marco]]

[[de:San-Marco-Regiment]]
[[en:San Marco Regiment]]
[[fr:San Marco]]