Revision 50554036 of "Sonvico" on itwiki

{{Divisione amministrativa
|Nome = Sonvico
|Nome ufficiale = 
|Panorama = Sonvico01.jpg
|Didascalia = Sonvico (in alto a sinistra) e la frazione Dino (in basso) visti dal colle di [[San Bernardo a Comano|colle di san Bernardo]]. In alto a destra [[Villa Luganese]]
|Stemma = Sonvico-coat of arms.svg
|Stato = CHE
|Grado amministrativo = 4
|Divisione amm grado 1 = Ticino
|Divisione amm grado 2 = Lugano
|Divisione amm grado 3 = Lugano
|Voce divisione amm grado 3 = 
|Data istituzione = 
|Latitudine decimale = 
|Latitudine gradi = 46
|Latitudine minuti = 03
|Latitudine secondi = 38
|Latitudine NS = N
|Longitudine decimale = 
|Longitudine gradi = 8
|Longitudine minuti = 59
|Longitudine secondi = 38
|Longitudine EW = E
|Altitudine = 603
|Superficie = 11.09
|Note superficie = 
|Abitanti = 1848
|Note abitanti = 
|Aggiornamento abitanti = [[2010]]
|Divisioni confinanti = [[Cadro]], [[Cimadera]], [[Valcolla]] e [[Villa Luganese]]
|Lingue = [[lingua italiana|Italiano]]
|Codice postale = 6968
|Prefisso = 091
|Fuso orario = +1
|Nome abitanti = Sonvichesi
|Mappa = Karte Gemeinde Sonvico 2012.jpg                          
|Sito = http://www.sonvico.ch
}}

{{Torna a|Lugano}}
'''Sonvico'''<ref>{{DSS|I2209|Sonvico}}</ref> (''Sonvìch'' in [[dialetto ticinese]]) è un ex comune del [[Canton Ticino]].

Il [[nucleo abitato]] è caratterizzato a una struttura compatta d'impianto medievale, e conserva qua e là le vestigia di costruzioni collegate da stretti vicoli e scalinate, in parte porticati, che costituivano le dipendenze dell'antico castello, già citato nel 1326, poi demolito all'inizio del [[secolo XVI|Cinquecento]] dalle truppe dei [[Confederazione Elvetica|Cantoni confederati elvetici]]. Il villaggio era un tempo circondato da mura, oggi ricordate solo nello stemma comunale.
Sulle facciate di alcune case si conservano ''affreschi'' risalenti al XVI secolo e portali medievali. 

A sud del [[borgo (geografia)|borgo]] vi è la sua [[frazione comunale|frazione]] di '''Dino''', il cui nucleo abitato è stato sventrato negli [[anni 1980|anni ottanta]] per la costruzione della strada [[Canton Ticino|cantonale]]. Vi nacque il noto ingegnere [[Giacomo Lepori]]<ref>{{DSS|I10281|Giacomo Lepori}}</ref>, attivo in [[Egitto]] nella costruzione del [[Canale di Suez]].

==Politica amministrativa==
Con votazione popolare del 20 novembre 2011 e con 796 voti favorevoli e 254 contrari, i suoi [[cittadino|cittadini]] hanno accettato la [[fusione (enti locali)|fusione]] con la città di [[Lugano]] che sarà effettiva il 1º aprile 2013.

==Geografia fisica==
Sonvico è posto alle pendici del monte Sorivo (anche detto colle di [[San Martino]]), a pochi chilometri da [[Lugano]] in un territorio immerso nel verde, confinante anche con la vicina [[Italia]]. 

A valle del suo territorio scorrono il [[Cassarate (fiume)|Cassarate]], il torrente [[Franscinone]] e numerosissimi riali minori. È sovrastato dall'imponente formazione [[calcare]]a denominata [[Denti della Vecchia]].

==Storia==
Il borgo d'origine antichissima è collocato sopra un [[promontorio (geografia)|promontorio]] ("summus vicus" = il villaggio più alto) al limite nord della valle del torrente Cassarate. La località appare nominata per la prima volta nel 1040 con la forma di ''Summo Vico'', riportata dallo Schaefer<ref>Schaefer, 1954, 171, nota 254; Rivista Tecnica Ticinese, 19, 0.</ref>.

Numerosi sono i ritrovamenti, a partire dalla tarda [[età del bronzo]] (tomba a cremazione del primo periodo di Golasecca<ref>Crivelli, 1943, 25.</ref>) e dall'[[età del ferro]] (lastre seplocrali con iscrizioni nord-etrusche e massi [[coppella]]ri<ref>Martinola, 1943, 82-83; Schwegler, 1992, 236-237" </ref>). 

Numerosi anche i ritrovamenti d'epoca preromana e romana (lapide con iscrizione in alfabeto nord-etrusco e diverse sepolture). Sono altresì attestate nella località di '''San Martino''' presenze [[epoca romana|romane]]<ref>Frei-Stolba, Lieb, 1989, 118-123</ref> e [[longobardi|longobarde]] (sepoltura femminile tardo-medievale, fibula romano-longobarda, monete e suppellettili<ref>Donati, 1990, 287-295.</ref>).

Riferimenti ottocenteschi riportano un presunto atto di donazione del 2 aprile 724 da parte del re [[Liutprando]] da [[Pavia]] alla [[Basilica di San Carpoforo]] di [[Como]] alla Corte di Sonvico<ref>Motta, 1991, 33)</ref>, giudicato oggi un falso del XII secolo voluto per giustificare un più recente diploma del [[Federico Barbarossa|Barbarossa]]<ref>Gilardoni, 1967, 554.</ref>. È invece autentico un documento liturgico della metà del X secolo, in scrittura [[minuscola carolina]] con qualche tendenza alla [[scrittura onciale]]<ref>Marcionetti, 1978, 38. </ref>, che costituisce la più antica pergamena conservata nell'archivio parrocchiale.

I vasti possedimenti territoriali del convento di San Carpoforo a Como, che giungevano fino a Dino e a [[Villa Luganese]], sono stati gradualmente  riscattati dalla comunità di Sonvico, che si trasforma in quella che dal 1326 appare citata col nome di ''Castellanza'', con possibile riferimento ad un castello posto in cima al borgo, di cui fanno riferimento il Laghi<ref>Laghi, (1466-1512), 1881, 35.</ref> e il Ballarini<ref>Ballarini, 1619, 302</ref>. Secondo lo storico dell'arte Johann Rudolf Rahn, a tale castello, o fortezza, di cui oggi non è rimasta traccia, si collegavano le mura che cingevano interamente l'insediamento<ref>Rahn, 1894, 277-278.</ref>, che godette di una certa indipendenza durante i governi della signoria milanese e dei [[Confederazione Elvetica|Confederati]]. 

La Castellanza - che comprende, oltre a Sonvico, i villaggi di Dino e Villa Luganese, gli insediamenti di [[Cimadera]] e '''Treció''', e il fondo della '''Stampa''' e godette dello [[statuto (diritto)|statuto]] di "Terra privilegiata" sia durante il [[governo]] dei [[ducato di Milano|duchi di Milano]] che sotto quello della [[Confederazione elvetica]] - nel 1415 ricevette da [[Filippo Maria Visconti]] i suoi stemmi e sigilli<ref>Kohler, [ca 1912].</ref> e nel 1473 raccolse le sue leggi nel ''Libbro degli Statuti della Magnifica Comunità di Sonvico''<ref>''Gli statuti di Sonvico secondo la lezione del "Codice volgare" conservato nell'Archivio comunale luganese'' (fine del secolo XV), Lugano, [s.n], 1907.</ref>  

La dominazione dei duchi di Milano, risalente agli inizi del XV secolo, terminò nel 1512 con la cessione del territorio da parte di [[Massimiliano Sforza]] ai [[Confederazione elvetica|Confederati svizzeri]], che riconobbero a Sonvico i suoi privilegi<ref>Rovelli, 1927(1983), 33ss.</ref>.

Verso l'inizio del [[secolo XX|Novecento]] al margine del vecchio [[nucleo abitato]] sono sorti alcuni edifici di nuova concezione (Hotel della Posta, Villa California, ecc.), legati ad una prima [[modernizzazione]] del paese che ha potuto avvenire anche grazie alle rimesse guadagnate grazie all'emigrazione.

Nel 1911 è stata messa in funzione la linea tramviaria di [[ferrovia Lugano-Cadro-Dino|Lugano-Cadro-Dino]] che collegava il borgo con il capoluogo. La linea, successivamente smantellata, ora è sostituita da un regolare servizio di autobus<ref>Polli, Ghirlanda, 2010.</ref>.

==Monumenti e luoghi d'interesse==
===Architettura religiosa===
*La [[chiesa prepositurale di San Giovanni Battista (Sonvico)|chiesa prepositurale di San Giovanni Battista]] è documentata dal 1375; ricostruita a partire dal 1407 (data su una pietra del [[presbiterio]]), ottenne i diritti parrocchiali nel 1419; il [[coro (architettura)|coro]] fu rialzato negli anni 1601-1611. Nell'angolo meridionale del sagrato fu eretta una ''croce votiva cimiteriale'' in pietra<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A8843 Chiesa di San Giovanni Battista: croce cimiteriale - Inventario dei beni culturali]</ref>.
*L'[[oratorio (architettura)|oratorio]] di [[San Pietro]]<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A1819 Oratorio di San Pietro - Inventario dei beni culturali]</ref>, citato già nel 1375, preceduto dal sagrato<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A1821 Sagrato dell'Oratorio di San Pietro - Inventario dei beni culturali]</ref>, è un'[[aula (chiesa)|aula]] rettangolare tardomedievale trasformata ed allungata verso ovest nel 1855. All'interno il coro coperto con [[volta a vela]] fu dipinto da un profugo italiano nella seconda metà del secolo XIX; sopra la porta laterale sono visibili gli affreschi [[tardogotico|tardogotici]] nello stile di [[Cristoforo da Seregno]], raffiguranti i Santi ''[[san Sebastiano|Sebastiano]] e [[Lucia da Siracusa|Lucia]]'', e ''altre figure'' frammentarie della seconda metà del secolo XV.
*La [[chiesa di Santa Maria di Loreto (Sonvico)|chiesa di Santa Maria di Loreto]] fu fondata nel 1636 da don Simone Lotti (iscrizione sul portale).
*La [[chiesa di San Martino (Sonvico)|chiesa-oratorio di San Martino]] sul monte di '''Sorivo''' è, fra gli edifici religiosi, il più conosciuto anche fuori dal comune. È sempre stata considerata fra le più antiche chiese [[architettura romanica|romaniche]] della regione. I restauri del 1986 e la conseguente esplorazione [[archeologia|archeologica]] del 1987 hanno portato alla luce informazioni e reperti di eccezionale importanza.
[[File:Sonvico SanMartino 20110830 5.jpg|thumb|250px|Chiesa di San Martino e i Denti della Vecchia]]
*La [[cappella]] della [[Maria (madre di Gesù)|Madonna]] d'Arla<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A9774 Cappella della Madonna d'Arla - Inventario dei beni culturali]</ref>, sulla strada [[Canton Ticino|cantonale]] che conduce in [[Val Colla]], attestata dalla fine del secolo XV sul luogo di uno scontro armato tra i [[Confederazione svizzera|Confederati svizzeri]] invasori e i difensori della Castellanza, sudditi del [[Ducato di Milano]]; fu ricostruita nel 1918 su progetto di [[Pietro Meneghelli]] e benedetta nel 1919. Sulla parete di fondo una lunetta contiene un affresco raffigurante la ''Madonna con sant'[[Antonio abate]] e [[Rocco di Montpellier|san Rocco]]'', datato 1519<ref>Borrani, 1896, 307-309.</ref>.
*La [[chiesa di San Nazario (Sonvico)|chiesa di San Nazario]], a '''Dino''', è nota per gli ''affreschi romanici'' che la decorano internamente. Documentata dal 1146, fu rinnovata nel 1879 e nel 1889. Subì restauri nel biennio 1971-1972.
*La cappella funeraria della famiglia dell'ingegnere [[Giacomo Lepori]] (attivo in [[Egitto]]),  sorge vicino alla chiesa di San Nazario, al limite meridionale del sagrato; è caratterizzata da una copertura a cupola<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A1832 Cappella di Giacomo Lepori - Inventario dei beni culturali]</ref>.

===Architettura civile===
*La "Casa della Ragione", in Piazza Granda, è un edificio del 1662, forse adibito alla gestione giudiziaria della Castellanza, ampiamente modificato. La facciata sud della seconda metà del Settecento reca gli ''stemmi dei 12 cantoni Confederati svizzeri e quello imperiale'', assai ritoccati<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=PAe5154.1 Casa della Ragione: affreschi - Inventario dei beni culturali]</ref>.
*La casa Polli, nei pressi, sulla piazza, presenta belle facciate<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=PAe1297.1 Casa Polli: facciate - Inventario dei beni culturali]</ref> di cui una con lo ''stemma della Castellanza''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA16868 Casa Polli: stemma ella Castellanza - Inventario dei beni culturali]</ref>.
*La casa del torchio<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A1090 La casa del torchio - Inventario dei beni culturali]</ref> all'esterno conserva una ''lapide con incisioni''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA15430 Casa del torchio: lapide con incisioni - Inventario dei beni culturali]</ref>. L'antico ''Torchio delle Noci'', [[Torchio vinario|torchio]] piemontese a [[Leva (fisica)|leva]] (fra i più grandi e antichi del [[Canton Ticino|cantone]]) è stato restaurato nel 1983 a spese del comune, misura 10 metri di lunghezza e il peso si aggira attorno alle cinque [[tonnellata|tonnellate]]. La grande leva centrale riporta incisa la data del 1582. Il torchio serviva sia per la torchiatura delle [[vinaccia|vinacce]] sia per quella delle noci (per ottenere olio da pasto e da lume) ed è stato funzionante fino al [[secondo dopoguerra]].
*Una casa nel centro del nucleo storico reca sulla facciata nord l'affresco con la ''[[Maria (madre di Gesù)|Madonna]] tra i santi Giovanni Battista e [[sant'Ambrogio|Ambrogio]]''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA6093 Affresco: Madonna tra i santi Giovanni Battista e Ambrogio - Inventario dei beni culturali]</ref>;
*un'altra casa del nucleo sulla facciata nord conserva l'affresco con la ''Madonna tra san [[Pietro apostolo|Pietro]] e sant'[[Antonio abate]]'';
*un'altra casa sulla facciata nord mostra l'affresco con la ''Madonna e i santi Giovanni Battista e [[Giovanni Evangelista]]''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA6085 Affresco: Madonna e i santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista - Inventario dei beni culturali]</ref>.
*Un antico edificio rurale del nucleo conserva un ''portale in pietra''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA6094 Portale di pietra - Inventario dei beni culturali]</ref>;
*un'altra casa rurale come stipite del portale ha un ''masso [[coppella]]re''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA15433 Masso cuppellare - Inventario dei beni culturali]</ref>. 
*Un'altra casa del nucleo ospita il ''metato'' o gra' (grata) per l'essiccazione delle castagne<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A1824 Metato o gra' - Inventario dei beni culturali]</ref>;
*un'altra dimora conserva il "pozzo di San Giovanni"<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A8856 Pozzo di San Giovanni - Inventario dei beni culturali]</ref>.
*L'edificio della posta, all'entrata sud del villaggio, presenta una bella facciata<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=PAe8845.2 Edificio della posta: facciata - Inventario dei beni culturali]</ref>'.
*La "Villa ex Gasser" sulla "Strada della Castellanza", ad ovest del centro abitato, fu edificata dall'architetto [[Paolo Mariotta]] (1905-1972)<ref>[http://fondazioneaat.ch/front_content.php?idcatart=133 Paolo Mariotta architetto]</ref> in un vasto giardino percorso da un sinuoso viale d'accesso, realizzato da [[Ernst Cramer]] negli anni 1972-1978.
*I manufatti della vecchia condotta forzata dell'[[Azienda Elettrica Massagno]] (AEM)<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A15357 Manufatti della condotto forzata AECM - Inventario dei beni culturali]</ref> si riconoscono nel territorio circostante.
[[File:Trains Lugano-Cadro-Dino (dernière circulation le 30.05-1970)2.jpg|thumb|260px|La tramvia Lugano-Cadro-Dino: ultima corsa (1970)]]
*La "Villa Elena" (casa d'appartamenti), a '''Dino''', sulla Strada della Castellanza, è una costruzione strutturata da sobrie articolazioni architettoniche, realizzate negli anni 1888-1890, forse da Giacomo Lepori; degna di nota è l'armoniosa facciata<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=PAe15358.1 Facciata di Villa Elena - Inventario dei beni culturali]</ref>. 
*L'ex stazione ferroviaria della linea Lugano-Cadro-Dino, in "Piazza dra staziòn", è il capolinea della tramvia regionale attiva dal 1911 al 1970.
*Sopra il nucleo abitato di Dino è pure notevole l'Asilo comunale<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A1823 Asilo comunale - Inventario dei beni culturali]</ref>.
*Il saldo manufatto del ponte in pietra<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=PAe20456.2 Ponte in pietra tra Sonvico e Villa - Inventario dei beni culturali]</ref> sull'antico percorso tra Sonvico e Villa Luganese è ammirevole, e più ad oriente contro montagna sul sentiero di Pönt
*il ponte in pietra di Feraroira<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A15356 Ponte in pietra di Feraroira- Inventario dei beni culturali]</ref>.

===Aree naturali===
Il Sentiero Storico Naturalistico: l<nowiki>'</nowiki>''Associazione Amici del torchio'' ha creato sul suolo sonvichese il Sentiero Storico Naturalistico che è stato aperto al pubblico nel 1999. Il percorso è legato ai quattro elementi (fuoco, acqua, terra e cielo), propone diversi luoghi di sosta e punti di osservazione nel territorio comunale. Cartelli segnaletici sono posti lungo tutto il tragitto che, seguendo i diversi anelli, può raggiungere le 4 ore di cammino. Presso i locali enti turisitici sono disponibili delle guide.

==Cultura==
===Personalità legate a Sonvico===
*[[Giacomo Lepori]], (Dino di Sonvico, 1843 - [[Il Cairo]], 1899), ingegnere, uomo politico liberale, partecipa alla costruzione del [[Canale di Suez]] e dal 1869 è alle dipendenze del viceré egiziano [[Isma'il Pascià]]. Deputato per il [[Partito Liberale Radicale]] al [[Gran Consiglio (Ticino)|Gran Consiglio]] [[Canton Ticino|ticinese]] tra il 1891 e il 1896.
*[[Bortolo Belotti]] ([[Zogno]], 1877 – Sonvico, 1944), uomo politico, storico, giurista e poeta italiano. Deputato del Parlamento italiano nel 1919 e nel 1921, [[Sottosegretario di Stato|Sottosegretario]] del [[Ministero del Tesoro|Tesoro]], [[ministro]] dell'Industria e del Commercio fra il 1921 e il 1922. Rifugiato in Svizzera nel 1943 morì in esilio a Sonvico nel 1944.

==Istituzioni, enti e associazioni==
===Il [[patriziato (Svizzera)|Patriziato]]===
Il [[comune patriziale]] comprende tutte le famiglie anticamente originarie del luogo che amministrano i beni indivisi della comunità quali i boschi, i pascoli, i monti, gli [[malga|alpi]]<ref>[http://www4.ti.ch/fileadmin/CAN/SegCdS/annuario/Annuario4.pdf Annuario del Canton Ticino]</ref> e sono responsabili per la manutenzione dei manufatti, delle strade, dei ponti, dei sentieri, delle sorgenti e delle fontane<ref>[http://www.sonvico.ch/index.php?node=350&lng=1&rif=b6265fe0da Storia del Patriziato di Sonvico]</ref>. 

Dalla seconda metà del secolo XX vi possono far parte anche i figli di una patrizia sposata con un non patrizio e le mogli patrizie sposate con un non patrizio<ref>[http://www.svbk.ch/kanton/ticino/tessin.htm Patriziati affiliati all'ALPA]</ref>.

Erede dell'antica [[vicinia]], dopo il 1798 la comunità di Sonvico esitò ad applicare le nuove normative in materia comunale della [[Repubblica Elvetica]], e mantenne inalterato il suo sistema sino al 1803 quando, poco dopo l'emanazione della Costituzione della [[Atto di Mediazione|Mediazione]], nominò i nuovi ufficiali e istituì un Consiliglio Comunale. Solo però a partire dagli anni Trenta del XIX secolo (dopo l'emanazione della Legge Organica Comunale del 1832 e della Legge Organica Patriziale del 1835) maturò quello sdoppiamento del legislativo che porterà a una compiuta distinzione tra l'Assemblea comunale e l'Assemblea patriziale, fino all'elezione, nel 1846, della prima Commissione patriziale, che si incaricherà dell'amministrazione dei beni comuni<ref>Archivio patriziale di Sonvico (Apatr.)), reg., "Libro della Vicinanza dell'Onorando Comune di Sonvico", 1794-1862.</ref>.

Nel 1878 la comunità di [[Cimadera]] si separò da quella di Sonvico, costituendo un comune e un patriziato a sé, acquisendo i beni a nord dei riali di "Spina" e di "Salve Regina", sino alla "Costa di Sella", e cedendo infine nel 1883 anche la sua parte di diritti sul "Piano della Stampa".<ref> Archivio patriziale Sonvico, regolamento, "Istromento divisionale tra Sonvico e Cimadera", 1882.</ref>.

Nel 1910 il patriziato di Sonvico partecipò come maggior azionista alla costruzione della [[ferrovia Lugano-Cadro-Dino]]<ref>Archivio patriziale Sonvico, B.5, 1908-1952.</ref>, e negli anni, Venti e Trenta promosse la costruzione della Strada Circolare "Pé d'Arla" - Treció<ref>Archivio patriziale Sonvico, B.2A-B.2B, 1896-1971.</ref>. Sul finire degli anni Cinquanta portò a termine la vendita dei fondi e della masseria della Stampa, che venne acquisita dalla Municipalità di [[Lugano]]<ref>Archivio patriziale Sonvico, B.3, 1922-1957.</ref>.

Proprietario anticamente dell'[[malga|Alpe]] di "Piancabella" (passato a Cimadera al momento della scissione) e dell'[[malga|Alpe]] di "Maroggia" ormai scomparso (ove ora sono i pascoli dell' "Arpásc"), il patriziato di Sonvico possiede ancora l'[[malga|Alpe]] del "Pairolo", ricostruito agli inizi degli anni [[1980|ottanta]] e ampliato nel 2001. 

Attualmente, il patriziato si estende tra il corso del [[Cassarate (fiume)|Cassarate]], il Riale di Spina e il confine di Stato con l'Italia, su una superficie di oltre 550 ettari, ricoperti in gran parte da pascoli e da boschi (soprattutto faggeti e castagneti), nelle località di "Cadrígna", "Surív", "Rovrásc", "Piánca", "Valón", "Setalón", "Matarón", "Arpásc", "Pairöö", "Suásgia", "Denc dala Végia" e "Ganína".<ref>RTT, 19.</ref>

L'ufficio patriziale rieletto il 26 aprile 2009 è così composto:
*Presidente: Vico Malfanti
*Membri: Italo Bassi, Arnoldo Fassora, Giorgio Bignasca, Giorgio Polli
*Supplenti: Armando Canonica, Quirico Quirici
*Segretaria: Ornella De Angeli

Fra i patrizi del comune citiamo [[Giuliano Bignasca]], leader del movimento politico [[Lega dei Ticinesi]] e il defunto maestro Pino Bignasca, già presidente dell'Associazione dei Comuni ticinesi, Marinella Polli, Critico di teatro e opera del Corriere del Ticino e di AZIONE

==Eventi==
Nel comune sono attive diverse associazioni: per esempio [[Gli amici del Torchio]], che da diversi anni si occupano di organizzare attività culturali e sociali.

A partire dal 2005 si tiene la manifestazione estiva dedicata alla musica "Sonvico in [[Jazz]]".


==Demografia==
{{Demografia
|titolo= Abitanti censiti
|dimx= 400
|dimy= 200
|popmax= 1900
|passo1= 300
|passo2= 50
|a1= 1970
|a2= 1980
|a3= 1990
|a4= 2000
|a5= 2005
|a6= 2006
|a7= 2007
|a8= 2008
|a9= 2009
|p1= 1229
|p2= 1236
|p3= 1361
|p4= 1626
|p5= 1734
|p6= 1772
|p7= 1828
|p8= 1853
|p9= 1848
|fonte= Ufficio cantonale di statistica Bellinzona
}}

==Note==
{{references|2}}
==Bibliografia==
*Francesco Ballarini, ''Compendio delle croniche della città di Como'', appresso Gio. Angelo Turato, successore del quon. Hier. Froua, Como 1619.
*Nicolò Maria Laghi, ''La cronaca luganese: [1466-1512]'', in ''Periodico della Società Storica Comense'', Volume II, Como 1881.
*Johann Rudolf Rahn, ''I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino'', Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, (Dino) 94-95, 276-278.
*Siro Borrani, ''Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone'', Tip. e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano 1896.
*''Gli statuti di Sonvico secondo la lezione del Codice volgare conservato nell’Archivio comunale luganese'' (fine del sec. XV), Lugano : [s.n], 1907.
*Andrea Kohler (a cura di), "Gli stemmi e i sigilli di Sonvico ", ''Archives Héraldiques suisses'', [S.l.] : [s.n.], [circa 1912]. 
*Aldo Crivelli, ''Atlante preistorico e storico della Svizzera italiana'', Bellinzona : Istituto editoriale ticinese, 1943.
*Paul Schaefer, ''Il Sottoceneri nel Medioevo: contributo alla storia del medioevo italiano'', GEP, Lugano 1954. 
*[[Virgilio Gilardoni]], ''Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino'', La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 232, 322-324, 389, 391, 554-557.
*Giuseppe Martinola, "Una pietra coppelliforme a Sonvico", ''Bollettino storico della Svizzera italiana'', Bellinzona, Serie 4, anno 18. 
*Alberto Polli e Dario Berta, ''Traccia per uno studio su una ferrovia locale: la Lugano-Cadro-Dino (Sonvico), ''Lavoro di diploma, Lugano 1973.''
*Alberto Polli e Angelo Ghirlanda, ''C'era una volta la Lugano-cadro-Dino", prefazione di mario Agliati, Edizioni Fontana, 2010.
*Lorenza Spinelli, ''Il patriziato di Sonvico dal 1795 al 1860'', Lavoro di diploma, Lugano ; Pavia : Università degli studi di Pavia, 1976.
*Isidoro Marcionetti, ''Il battistero di Riva San Vitale: storia, arte, liturgia'', Lugano : Tip. Natale Mazzucconi, 1978. 
*Bernhard Anderes, ''Guida d'Arte della Svizzera Italiana'', Porza-Lugano; Berna : Ed. Trelilngue ; Società di storia dell'arte in Svizzera, 1980, 277-281.
*Giovanni Rovelli, ''La Castellanza di Sonvico : note storiche'', Massagno : Tipografia St. Agostino, 1927 (ried. Locarno : Dadò, 1983).
*Pier Angelo Donati, ''Opere di restauro della Chiesa di San Martino s/Sonvico : note d’informazione sull’indagine archeologica'', Sonvico-Dino : Consiglio parrocchiale, 1986.
*Regula Frei-Stolba, Hans Lieb, "Ein neuer Quattuorvir von Como : der Fund von Sonvico TI", ''Archeologia svizzera : bollettino della Società svizzera di preistoria e d'archeologia'', Basel : [s.n.], 1989.
*Pier Angelo Donati, "La fibula longobarda di Sonvico (Cantone Ticino)", ''Numismatica e antichità classiche'', XIX (1990).
*[[Emilio Motta]], ''Effemeridi ticinesi'', Bellinzona: Salvioni, 1876 (ristampa Metà Luna: Giubiasco, 1991.
*Urs Schwegler, ''Schalen- und Zeichensteine der Schweiz'', Basel: Verl. Schweizerische Gesell-schaft für Ur- und Frühgeschichte, 1992.
*Flavio Maggi, ''Patriziati e patrizi ticinesi'', Pramo Edizioni, Viganello 1997.
*Commissione per lo stradario, ''Lo stradario di Sonvico'', [Sonvico] : [Municipio di Sonvico], [1998].
*Massimiliano Foglia et alii,''Sentiero storico-naturalistico: acqua-fuoco-cielo-terra'', Lugano Turismo, Lugano 1999.
*Alberto Polli, Angelo Ghirlanda, Graziano De Ambroggi, Mariangelo Scalena, ''100 anni della Lugano-Cadro-Dino. Un sacrificio giustificato ?'', Fontana Edizioni S.A., Lugano, 2005.
*Maurizio Cerri et alii, ''Sonvico'', con la collaborazione di Ermanno Barioni e Tarcisio Pellanda, Bellinzona, Archivio di Stato, (Repertorio Toponomastico Ticinsese, 19) Edizioni dello Stato, Bellinzona 2005.
*Società di Storia dell'Arte in Svizzera (a cura di), ''Guida d'arte della Svizzera italiana'', nuova edizione rivista e aggiornata, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 291, 305, 328, 329, 331, 370.
*Alberto Polli, Angelo Ghirlanda, ''C'era una volta...la Lugano-Cadro-Dino'', Fontana Edizioni S. A., Lugano-Pregassona 2010.

==Fonti==
*Archivio Patriziale di Sonvico
*Archivio Parrocchiale di Sonvico
*Archivio Comunale di Sonvico

==Voci correlate==
*[[Filippo Maria Visconti]]
*[[Bortolo Belotti]]

==Altri progetti==
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==Collegamenti esterni==
*[http://www.ti.ch/can/comuni/pagine/presentazione.asp?ID_comune=584&Comune=Sonvico Sito ufficiale del comune di Sonvico]
*[http://www3.ti.ch/DFE/DR/USTAT/index.php?fuseaction=dati.dettaglio&id=142 Ufficio di statistica del Cantone Ticino]
*[http://www3.ti.ch/elezioni/Comunali2008/RisultatiMUComune.php?File=584_00_4 Elezioni comunali 2008]
* [http://www.ti.ch/generale/dirittipolitici/elezioni/gdp_2009/risultati/liste_risultato_circolo.asp?modulo=Sonvico&def= Elezione del giudice di pace 2009]
*[http://www.sonvicoinjazz.ch/ Sonvico in jazz]
*[https://dav0.bgdi.admin.ch/isos/Sonvico%20%284140%29%20rilevamento%20150dpi%202005.pdf Inventario ISOS: Sonvico]
*[http://ivs-gis.admin.ch/ivs2b.php# Inventario delle vie di comunicazione]
*[http://map.schweizmobil.ch/?lang=it Mappa geografica].
*{{DSS|I10281|Giacomo Lepori}}

{{Quartieri di Lugano}}
{{portale|geografia|Ticino}}
{{Inventario degli insediamenti svizzeri da proteggere (Ticino)}}
[[Categoria:Comuni svizzeri soppressi]]

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