Revision 50576051 of "Morbegno" on itwiki

{{Divisione amministrativa
|Nome=Morbegno
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|Grado amministrativo=3
|Divisione amm grado 1=Lombardia
|Divisione amm grado 2=Sondrio
|Amministratore locale=Alba Rapella<!-- nome, cognome SENZA titoli-->
|Partito=[[lista civica]]
|Data elezione=08/06/2009 <!--DATA DI ELEZIONE, usare il formato GG/MM/AAAA-->
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|Abitanti=12071
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|Aggiornamento abitanti=31-12-2010
|Sottodivisioni=[[Campo Erbolo]], [[Campovico]], [[Desco]], [[Paniga]], Valle
|Divisioni confinanti=[[Albaredo per San Marco]], [[Bema]], [[Civo]], [[Cosio Valtellino]], [[Dazio (Italia)|Dazio]], [[Talamona]], [[Traona]]
|Codice postale=23017
|Prefisso=[[0342]]
|Fuso orario=+1
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|Targa=SO
|Zona sismica=4
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|Nome abitanti=Morbegnesi
|Patrono=[[Santi Pietro e Paolo]]
|Festivo=[[29 giugno]]
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|PIL procapite=
|Mappa=Map of comune of Morbegno (province of Sondrio, region Lombardy, Italy).svg
|Didascalia mappa=Posizione del comune di Morbegno nella provincia di Sondrio
|Sito=http://www.morbegno.it/
}}

'''Morbegno''' (''Murbègn'' in [[dialetto valtellinese]]) è un [[comune italiano]] di 12.567 abitanti<ref>[http://demo.istat.it/pop2010/index.html Dato Istat all'31/12/2010].</ref> della [[provincia di Sondrio]] in [[Lombardia]].

== Geografia fisica ==
Situata nella bassa [[Valtellina]], Morbegno è circondata a nord dalle [[Alpi Retiche]] e a sud dalle [[Prealpi Orobiche]]. Il fiume [[Adda]] divide la città dalle frazioni di Campovico, Paniga e Desco.
Il centro storico è attraversato dal torrente [[Bitto (torrente)|Bitto]] affluente del fiume [[Adda]] che scorre invece a nord della città.
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File:Morbegno mappa.gif|Il Comune di Morbegno (in rosso) nel territorio della Provincia di Sondrio
File:PANORAMA di Morbegno.jpg|Panorama della città dalla Costiera dei Cech. Sullo sfondo le Valli del Bitto nelle Prealpi Orobiche
File:Panorama di Morbegno 02.jpg| Panorama della città dalle Valli del Bitto. Sullo sfondo la Costiera dei Cech
File:COMUNE DI MORBEGNO.jpg| Il Municipio di Morbegno con l'adiacente Chiesa dei Santi Pietro e Paolo
File:PTREF.jpg|Piazza G. Marconi, detta Tre Fontane, nel centro storico della città
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== Storia ==
Sulle origini di Morbegno si sa ben poco. La zona è stata finora avara di ritrovamenti archeologici, unico cenno ad una presenza preistorica alcune incisioni rupestri, per lo più cupelle, ritrovate al cosiddetto dos de la lümaga, piccolo rilievo posto in posizione dominante rispetto alla cittadina. Anche per quanto riguarda l’età romana si hanno riferimenti perlopiù generali alla [[Valtellina]], tanto che è incerta l’appartenenza del territorio alla [[Regione XI Transpadana]].

I primi riferimenti ad un vero centro urbano nella zona si hanno a partire dall’alto medioevo. Emerge quindi il nucleo originario di Morbegno attorno alla chiesa carolingia di San Martino, e il toponimo Mosergia, comparso in un documento del 724, di dubbia autenticità, con il quale il re longobardo 
[[Liutprando]] cedeva alla basilica di San Carpoforo di Como alcuni territori dell’alto Lario e della bassa Valtellina, tra cui appunto Mosergia.
Proprio i possedimenti di monasteri comaschi, ma anche milanesi, caratterizzarono il periodo medioevale della valle. Feudatari religiosi ed ecclesiastici di entrambe le città ambivano ai territori alpini della zona lombarda ben conoscendo l’importanza delle sicure vie di transito dell’alta valle. Comparvero così in Valtellina rappresentanti di facoltose famiglie nobiliari lombarde che, con il passare degli anni, si radicarono nella zona prendendo stabile dimora e andando a costituire la primitiva ossatura della nobiltà locale protagonista del basso medioevo e del rinascimento della valle.

Durante l’età longobarda Morbegno formava una curtis regia  con la vicina [[Talamona]], di cui erano rispettivamente centri religiosi la chiesa di San Martino e la cappella di Santa Maria. Si trattava questo di un complesso fondiario organizzato, un centro economico e amministrativo di cui si sottolinea non tanto l’autosufficienza quanto lo stimolo all’apertura commerciale.

Sembra però che il nome Morbegno, nelle forme primitive di Morbinium, Morbenio e Morbenno, compaia solamente a partire dall’XI secolo. Gli sparuti insediamenti erano assai sparsi, e si sa che sul finire del XII secolo, per sfuggire alla malsana zona acquitrinosa dove era sorto il nucleo originale del paese, la popolazione si trasferì sulle più salutari rive del Bitto, dove ben presto Morbinio divenne un fiorentissimo borgo. Nonostante l’ingombrante presenza delle due estese pievi Olonio e di [[Ardenno]] nel fondovalle, e nonostante la bolla papale del 1208 che riconfermò l’appartenenza della chiesa di San Martino al monastero di Sant’Abbondio di Como, la cappella, e di conseguenza l’intero villaggio nel Duecento si impose come centro della sponda sinistra dell’[[Adda]] nella bassa Valtellina.

La Morbegno dell’età comunale è perlopiù ignota. Abbiamo solamente notizia di un crescente aumento della popolazione e di un’ulteriore spostamento della popolazione lungo le sponde del Bitto, spostamento che darà vita all’attuale centro storico della città. Nel 1335 con il passaggio di [[Como]]  sotto la dinastia viscontea di Milano, Morbegno divenne il vero e proprio capoluogo del Terziere Inferiore della valle. Le vicende più ricorrenti durante il periodo milanese del borgo furono le lotte faziose, intervallate da persecuzioni, bandi e incarcerazioni. Nel contempo sorse un primo ospizio domenicano. Nonostante si sappia di assemblee comunali e di Terziere nella chiesa dei SS. Pietro e Paolo già nel 1363, purtroppo, a causa delle grande autonomia amministrativa di cui godette il borgo fino all’età napoleonica, non ci è pervenuto alcuno statuto comunale.

Il secolo XIV si aprì con la consacrazione della chiesa di S. Antonio e S. Marta nel 1401 e la costruzione di una nuova chiesa dedicata all’Assunta e a San Lorenzo attorno al 1418. In questo periodo è storicamente documentata la presenza del domenicano [[Andrea Grego da Peschiera]], proveniente dal convento di Fiesole, energico predicatore e leggendario operatore di carità e di miracoli.

Mentre la [[Repubblica di Venezia]] iniziava ad affacciarsi sul panorama della valle, comparvero i [[Grigioni]], il popolo elvetico che rese assai più precario il dominio sforzesco e s’impadronirono velocemente dell’intera Valtellina, inglobandola nel cantone svizzero. Gli invasori, sconfitti nella battaglia di Caiolo del 1487, concessero la libertà di commercio, pretendendo però un donativo di alcune migliaia di fiorini. Intanto il comune, di cui sappiamo per certezza la normativa sul dazio a partire dal 1435, si era garantito il mercato settimanale e per l’autodifesa aveva proceduto con l’istituzione di milizie proprie. Nel 1457 ottenne la presenza stabile dei domenicani con la fondazione del convento di Sant’Antonio, a fianco dell’omonima chiesa che, ampliata, divenne sede dell’inquisizione. Inquisizione che nel 1438 portò anche ad una condanna capitale.

Nel 1499, [[Ludovico il Moro]], sconfitto dai francesi fuggiva da Milano e nella primavera del 1500 in piazza, a Morbegno, venivano dipinte le insegne del Re di Francia. L’occupazione fu segnata da continue angherie e soprusi, che provocarono anche sommosse popolari; nel 1512 i Grigioni si impadroniscono stabilmente di Morbegno, instaurando un governo di si lamenterà la corruzione ma che lascerà larga autonomia alla comunità morbegnese. Ed è proprio in questi anni turbolenti che Morbegno vive una delle sue stagioni più floride dal punto di vista artistico, soprattutto grazie alla costruzione di una nuova chiesa, quella di San Giovanni nel 1517.
Dopo la riforma protestante, Morbegno ospitò alcuni riformatori, ai quali i Grigioni spalancarono le porte. Nel contempo si intensifica la difesa dell’ortodossia e l’attività inquisitoria dei domenicani, esercitata nel borgo anche da Michele Ghisleri, il futuro [[Pio V]]. Mentre nel 1559 la chiesa dei SS. Pietro e Paolo venne ceduta ai protestanti e la sede parrocchiale si trasferì in San Giovanni, la carica di parroco fu duramente contesa, probabilmente a causa delle accese rivalità tra le famiglie nobiliari della zona. A seguito del [[Sacro Macello di Valtellina]] scoppiato a Tirano nel luglio del 1620, i Grigioni dovettero abbandonare la valle, prontamente sostituiti nell’occupazione dagli Spagnoli.

Non esistono dati riguardanti il numero delle vittime della terribile peste del XVII secolo  narrata dal Manzoni ne “[[I Promessi Sposi]]”. Si ha notizia comunque di un calo repentino della popolazione che tornerà ad aumentare di numero negli anni successivi quando Morbegno fu nuovamente sottomessa ai Grigioni. È in questo periodo che la campagna del borgo cambia aspetto con l’avvento della vite e dei gelsi per l’allevamento del baco da seta. Le chiese sono restaurate con gusto barocco e alcune dimore nobiliari si dotano di cappelle private. Nel 1680 l’arciprete G.B. Castelli Sannazzaro da inizio alla costruzione della nuova chiesa di San Giovanni che sarà conclusa e consacrata solamente cento anni dopo nel 1780.

Nel settecento Morbegno vive un periodo di discreta prosperità e, oltre al florido commercio e alla continua crescita della popolazione, si assiste ad un intensificarsi della vita religiosa comunitaria che tende allo sfarzo e alla teatralità. Viene così costruito il catafalco per la Settimana Santa, su probabile disegno del Ligari,  per la novena di Natale, si orna l’altare con centinaia di candeline, si tengono veri e propri concerti durante le funzioni, tanto che i vescovi invitano la parrocchia ad una maggiore parsimonia. Nel 1780 vivono a Morbegno circa trenta preti, una dozzina di chierici, venti frati, Domenicani e Cappuccini, e una quarantina di monache. La chiesa di San Giovanni e il palazzo Malacrida sono sicuramente del gusto settecentesco in campo religioso e civile, ma sono accompagnati dal nuovo ponte di Ganda nel 1778 e da una sobria rivisitazione del centro storico.

Con l’avvento dell’età napoleonica Morbegno diviene capoluogo del [[Dipartimento dell’Adda e dell’Oglio]], un fatto che è di per sé una qualifica storica, del borgo che è ormai trasformato in città. La tradizionale vita dei morbegnaschi cambia radicalmente. I conventi dei Domenicani e dei Cappuccini, e il monastero della Presentazione vengono soppressi.

Con il [[Congresso di Vienna]] passa sotto il dominio austriaco ([[Regno Lombardo-Veneto]] fino al [[1859]] quando viene annessa al [[Regno di Sardegna]], divenuto [[Regno d'Italia (1861-1946)|Regno d'Italia]] nel [[1861]].

Di tutta storia morbegnese l’[[Ottocento]], in confronto al secolo precedente, fu uno dei periodi più grigi. Mancavano personalità e famiglie di spicco, l’arte langue, le drammatiche condizioni di vita rendono più dura la vita dei contadini e costringono i borghesi ad una faticosa vita imprenditoriale. Sotto la dominazione austriaca viene costruita in Valtellina la strada nazionale. Durante i moti del’48 la guarnigione asburgica presente in città lascia il presidio, il tricolore è solennemente benedetto in San Giovanni. Nel frattempo la viabilità viene migliorata grazie anche all’inaugurazione, nel 1885, della linea ferroviaria.

Nel [[1939]] il comune di [[Campovico]] viene aggregato a quello di Morbegno.

Il [[23 gennaio]] [[1943]] a [[Warwarowka]] ([[Unione Sovietica|URSS]]) il battaglione Morbegno viene massacrato dopo un'eroica resistenza mentre due anni dopo, il [[26 aprile]] [[1945]] il paese viene liberato dagli Americani.

Nel dopoguerra emerge a livello nazionale la figura di [[Ezio Vanoni]], Ministro delle Finanze che sarà fautore della riforma tributaria nazionale. Nel [[1966]] Morbegno viene insignita del [[titolo di città]].
Del secolo scorso, oltre alla crescita esponenziale del comune, che dal 1966 ottenne il titolo di [[Città]], è sicuramente da porre in rilievo l'[[Alluvione della Valtellina del luglio 1987]], evento collegato non solamente alla storia di Morbegno ma a quella di tutta la Valtellina.

== Monumenti e luoghi d'interesse ==

=== Architetture civili ===
==== Ponte di Ganda ====
Il primo ponte sull’[[Adda]] nel morbegnese del quale si ha notizia era situato nel luogo dove sorge l’attuale ponte di Ganda e fu costruito a cavallo tra il ‘400 e il ‘500. Il ponte, progettato dall’architetto [[Giovanni Antonio Amadeo]], venne però distrutto nel 1772 da una delle innumerevoli piene dell’Adda, una di quelle che contribuivano a rendere la zona acquitrinosa. Immediatamente si pensò alla ricostruzione di un collegamento tra le due sponde del fiume, collegamento di vitale importanza per gli scambi commerciali.
Tra il 1775 e il 1778 l’ingegnere milanese [[Francesco Bernardino Ferrari]] costruì il nuovo ponte. Quel ponte in grossi blocchi di pietra, dalla particolare struttura dorso di mulo con un’ampia arcata centrale e due arcate inferiori ai lati, che ancora oggi possiamo ammirare. Dal Rapporto dell’ingegnere in dell’Adda relativo ai mali cui suggiace il territorio della Valtellina ed alle cause che li producono l’ingegnere [[Filippo Ferrari]] nel 1808, riguardo alla forma del ponte spiega: ''“[…] nell’erezione trent’anni sono del ponte di Ganda si tenne per questo vista profondissima tanto alto l’arco medio quanto bastasse a sotto passarlo a vele gonfie.”.'' Per molti secoli il ponte fu l’unico attraversamento stabile e sicuro nella parte bassa dell’Adda, ed era quindi di fondamentale importanza per la vita stessa del borgo. I veneziani, ad esempio, utilizzarono il passo S.Marco, Morbegno e, di conseguenza, il ponte, quale via preferenziale per i commerci e i trasporti verso e dal Nord Europa.
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File:F 015.jpg|Il Ponte di Ganda in inverno
File:PONTE DI GANDA.jpg|Il Ponte di Ganda al tramonto
File:P 007.jpg|Il ponte dalla base sud
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==== Palazzo Malacrida ====
Più volte definito il più bel palazzo veneziano fuori da [[Venezia]], l'aristocratica dimora spicca nel panorama delle dimore nobiliari valtellinesi per la bellezza dei cicli pittorici e la privilegiata ubicazione nel cuore del centro storico della Città del Bitto. L'atrio si presenta come una raccolta bomboniera [[rococò]] da cui parte lo scalone d'onore arricchito dalle belle balaustre in marmo bianco di [[Viggiù]] rifinite in oro zecchino e dal medaglione affrescato sul plafone con ''Il ratto di Ganimede'' opera del pittore morbegnese [[Giovan Battista Romegialli]] ([[1761]]). Il cuore del palazzo è il Salone d'onore che occupa in altezza due piani del palazzo ed è interamente decorato dalle quadrature di [[Giuseppe Coduri]] detto il Vignoli (annoverato tra i più valenti decoratori del Settecento lombardo). Il soffitto è arricchito dal ''Trionfo della Verità tramite le Arti e le Scienze sopra l'Ignoranza'', soggetto illuminista interpretato con squisito gusto veneziano da [[Cesare Ligari]]. Il poeta morbegnese [[Guglielmo Felice Damiani]] così descrisse l'affresco del salone: ''“Sul primo piano a sinistra, c’è l’Ignoranza, bendata, che, rompendo l’orizzonte architettonico, precipita dal cielo, colle braccia aperte, le vesti svolazzanti, smarrita, tinte forti in ombra, e particolari assai studiati; è la figura più bella, anche per lo scorcio vigorosissimo. Più su, a sinistra, stanno la Musica, che suona il liuto, e la Pittura in atto di colorire l’arma, già scolpita, di casa Malacrida che un puttino sorregge. Sopra, a destra, è l’Astronomia col telescopio, e l’Architettura, col piombino ed una carta descritta; più in alto ancora, a sinistra, accanto al globo terrestre, la Geografia alata, cinta di stelle azzurre, accompagnata da un putto reggente la sfera armillare; e la Geometria con ali alla testa, reggente una tavola geometrica ed il compasso; un putto graziosissimo la ripara dal sole con un ombrello. [...] Infine più su levasi in cielo la Verità, con la fiaccola ed il libo aperto nelle mani, felicemente scorciata, luminosissima.”.'' Sempre del Ligari è da segnalare l'affresco delle ''Tre grazie'' nell'attiguo saloncello. Altre stanze si presentano decorata da affreschi, stucchi e camini. Infine ma non ultimo è il giardino all'italiana (trascurato nell'assetto originale e bisognoso di un radicale restauro filologico) terrazzato su tre piani da cui si gode uno splendido panorama che si apre su tutto il terziere morbegnese.
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File:P 033.jpg|Facciata di Palazzo Malacrida
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=== Architetture religiose ===
==== Collegiata di San Giovanni Battista ====
L'insigne Collegiata di [[San Giovanni Battista]] (secoli XVII-XVIII); sede parrocchiale dal [[1560]], conserva un reliquario della Sacra Spina (della corona di Cristo) e le spoglie del Beato [[Andrea Grego da Peschiera]]. È l'edificio [[barocco]] più importante della [[Valtellina]] e tra i più interessanti della [[Lombardia]]. La chiesa, dalla sbalorditiva facciata elaborata secondo il più squisito barocchetto, vanta al suo interno opere di rilievo tra le quali: ''La [[Madonna col Bambino]] e [[San Filippo Neri]]'' del veneziano [[Giovan Battista Pittoni]], 36 dipinti ovali di cui alcuni del pittore ticinese [[Giuseppe Antonio Petrini]] di [[Carona (Svizzera)|Carona]], 
''La morte di San Giuseppe'' del milanese [[Andrea Lanzani]] e moltissime opere degli artisti valtellinesi [[Pietro Ligari|Pietro]] e [[Cesare Ligari]] che fanno del San Giovanni una vera e propria pinacoteca della miglior arte del Settecento lombardo (nonostante il clamoroso furto di ben 37 dipinti nel marzo del [[1993]]). Tra le sculture vanno segnalate le statue della facciata di [[Stefano Salterio]] e i bellissimi angeli oranti ai lati dell'altar maggiore opera di [[Elia Vincenzo Buzzi]] attivo anche nel [[Duomo di Milano]]; nel [[1518]] Giovanni Maria Rusca commissionò a [[Giovanni Angelo Del Maino]] un ''Compianto'' di cui recentemente è stata ritrovata la statua della ''Madonna''. 

La collegiata vanta inoltre importanti reliquie: la [[Sacra Spina]], donata dal vescovo morbegnese[[Feliciano Ninguarda]], le spoglie terrene del Beato Andrea da [[Peschiera del Garda|Peschiera]] conosciuto come l'apostolo della Valtellina e il corpo di [[Santa Costanza]], solo per citarne alcune. Da segnalare il ricco patrimonio di arredi liturgici, argenteria sacra, stendardi settecenteschi e paramenti. Durante la Settimana Santa particolari tradizioni vengono perpetuate grazia anche alla presenza di due storiche confraternite (Santissimo Sacramento e dell'Assunta già dei Battuti) che allestiscono al centro della grande aula un grande catafalco ligneo barocco sul quale deporre l'urna del Cristo deposto.
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File: POPOLI 029.jpg|Facciata della Collegiata di San Giovanni Battista
File:N 008.jpg|La facciata a vela
File:N 010.jpg|San Giovanni visto dal torrente Bitto
File:POPOLI 013.jpg|L'altare maggiore a Natale
File:FOTO 9 MAGGIO 2011 105.jpg|Il Catafalco in San Giovanni durante la processione del Venerdì Santo
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==== Chiesa di San Pietro ====

La ''Chiesa di San Pietro'' costruita tra il [[1337]] e il [[1341]] fu sede parrocchiale fino al [[1560]] quando venne convertita al rito protestante, in accordo con le leggi grigionesi per la convivenza di Cattolici e Protestanti (fino al [[1620]], anno del [[Sacro Macello di Valtellina]]). Piccolo gioiello sito nel cuore dell'antico borgo, la chiesa dei Santi [[Pietro apostolo|Pietro]] e [[Paolo di Tarso|Paolo]], comunemente detta di [[Pietro apostolo|San Pietro]], è l'edificio con cui si vuole essere nata, nel [[1337]], la comunità di Morbegno di cui è stata prima parrocchia. Oggi si presenta in forme barocche dopo la riedificazione avvenuta dopo il [[1620]] quando la chiesa andata al culto protestante torna ad essere dedita al culto cattolico. L'esterno semplice ed elegante al contempo, mostra un bel portale in marmo nero di Varenna ed un portone ligneo secentesco recante i simboli dei santi a cui la chiesa è dedicata. Di notevole interesse è poi il campanile barocco con copertura a cipolla e un leggiadro balconcino in ferro battuto. L'interno è un piccolo ma prezioso scrigno perfettamente conservato grazie anche alla amorevoli cure prtestate dalla Confraternita del Santissimo Sacramento a cui ancora oggi il tempio appartiene.  Da segnalare i freschissimi affreschi pre-barocchetti della volta eseguiti da [[Pietro Bianchi (architetto)|Pietro Bianchi]] detto il Bustino, le tele di [[Giacomo Parravicini]] detto il Gianolo, gli altari in marmi policromi e il ricco corredo di argenterie.

==== Chiesa di San Martino ====

La ''Chiesa di San Martino''. Secondo un'antica e fantasiosa leggenda, l'antica chiesa di [[San Martino di Tours|San Martino]] sorse su un tempio dedicato ad Ercole; in realtà niente della sua struttura si può far risalire a prima del XV-XVI secolo. La chiesa situata all'interno del cimitero cittadino, si presenta in forme semplici con un grande pronao a tre arcate e una copertura a capanna. L'interno intimo e raccolto è diviso in tre navate da 4 belle colonne in granito locale, al termine delle quali si trovano altrettanti cappelle di cui la centrale maggiore. Un tempo ricca di suppellettili sacre spedite nel corso dei secoli dagli emigrati a [[Roma]], andate distrutte e disperse a causa dell'alluvione del [[1987]] (la chiesa fu per un terzo sommersa dalle acque del fiume [[Adda]]) restano comunque da ammirare alcuni interessanti dipinti tra cui si segnala la pala d'altare eseguita da [[Giacomo Parravicini]] detto il Gianolo, collocata sull'altar maggiore e raffigurante il santo titolare. Sul lato destro è molto venerata una delicata Madonna col Bambino affrescata nel primo '500.
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File:P 020.jpg|La Chiesa di San Martino nel cimitero comunale di Morbegno
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==== Santuario dell'Assunta ====

Il ''Santuario dell'Assunta'' rappresenta una felice matrimonio di [[arte rinascimentale]] (esterno) e [[arte barocca]] (interno). Ristrutturato intorno al [[1503]] secondo il gusto [[rinascimento milanese|rinascimentale]] diffuso a [[Milano]], [[Pavia]] e [[Como]] dall'architetto [[Giovanni Antonio Amadeo]] e dai suoi seguaci, l'esterno si presenta in tutta la sua sobria eleganza; la facciata è ingentilita dal portale opera di [[Tommaso Rodari]] e dallo splendido rosone fiammato. Il campanile rialzato in epoca barocca con i suoi 51 metri di altezza è il più alto della città; ai piedi della torre campanaria trova posto il settecentesco ossario decorato con scene macabre nella seconda metà del XVIII secolo. L'interno è un vero scrigno. Trionfa su tutto la splendida ancona lignea degli anni [[1516]]-[[1519]], opera degli intagliatori [[Giovanni Angelo Del Maino|Giovan Angelo]] e [[Tiburzio Del Maino]] e dei pittori [[Gaudenzio Ferrari]] e [[Fermo Stella]], vero e proprio capolavoro di arte lignea a livello europeo vanta nella predella raffigurazioni direttamente tratte da alcune incisioni di [[Albrecht Dürer]]. Degni di nota sono poi l'altare delle Reliquie che conserva all'interno di un ricco reliquiario a teca le spoglie di San Prospero, una tela di Gaudenzio Ferrari raffigurante la ''Natività della Vergine'' e un quadro secentesco copia da [[Luca Giordano]]. Il Santuario presenta inoltre un diffuso ciclo di affreschi di squisito gusto barocchetto opera di [[Pietro Bianchi (architetto)|Pietro Bianchi]] detto il Bustini, [[Giuseppe Prina]] (o Brina) e del morbegnese [[Giovan Battista Romegialli]].
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File:P 023.jpg|Santuario dell'Assunta
File:P 021.jpg|"L'Assunta" dal cimitero di San Martino
File:FOTO 9 MAGGIO 2011 034.jpg|Lunetta dell'Assunta sul lato est
File:FOTO 9 MAGGIO 2011 038.jpg|Lunetta dell'Assunta sul lato ovest
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=== Altro ===
* La ''Statua di [[San Giovanni Nepomuceno]]''. Collocata sull'antico ponte che attraversa il torrente Bitto sopra un basamento barocco impreziosito dallo stemma del Comune di Morbegno, la statua eseguita dall'artista ticinese Giovanni Battista Adami di [[Carona (Svizzera)]] nella seconda metà del XVIII secolo è posta a protezione dell'abitato dalla furia delle acque del torrente che più di una volta nella storia hanno allagato il centro storico della città. San Giovanni Nepomuceno, potente santo boemo, martire del sigillo sacramentale della confessione, è uno dei santi più diffusi in Europa ed è invocato proprio contro le inondazioni essendo stato martirizzato tramite annegamento.

=== Evoluzione demografica ===
{{Demografia/Morbegno}}

== Cultura ==
===Scuole===
Scuola dell'infanzia:
-Arcobaleno,
-Girasole,
-Stella polare (Fraz. Paniga),
-Ambrosetti.

Scuole primarie:
-1°circolo G. Spini,
-2°circolo G. F. Damiani.

Scuola secondaria di 1º grado:
-E. Vanoni.

Scuole secondarie di 2º grado:
-Istituto Professionale Romegialli,
-Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri Pasquale Saraceno,
-Liceo artistico Ferrari,
-Liceo scientifico P. Nervi.

=== Musei ===
* Museo Civico di Storia Naturale
===Cinema e teatro===
*Teatro Pedretti ( attivo il 3D da Agosto 2010),
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File:N 004.jpg|Piazza Mattei con il Teatro Pedretti sullo sfondo
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*Cinema Iris
*Cinema 3

===Biblioteche e luoghi di cultura===
*Biblioteca Civica "Ezio Vanoni"
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File:N 009.jpg|La Biblioteca Civica "Ezio Vanoni"
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=== Cucina e prodotti tipici ===
* [[Bitto (formaggio)|Bitto]]
* [[Coppetta]]
* [[Bresaola della Valtellina|Bresaola]]
* [[Polenta taragna]]
* [[Pizzoccheri]]
* [[Sciatt]]
* [[Taroz]]
* [[Bisciola]]

== Personalità legate a Morbegno ==
* [[Roberto Antonelli]] (1953-) calciatore 
* [[Guglielmo Felice Damiani]] (1875-1904) poeta 
* [[Flavio Del Barba]] (1948-) calciatore
* [[Omero Franceschi]] (1873-1955), politico e insegnante 
* [[Francesco Gavazzi]] (1984-) ciclista
* [[Andrea Grego da Peschiera]] (sec. XV), beato, detto "l'Apostolo della Valtellina"
* [[Cesare Ligari]] (sec XVIII), pittore. Sposò una morbegnese
* [[Feliciano Ninguarda]] (Morbegno, 1518 – Como, 1595), vescovo e teologo
* [[Pasquale Saraceno]] (1903-1991) economista e consigliere di Ezio Vanoni
* [[Ezio Vanoni]] (1903-1956) onorevole e Ministro della Repubblica, autore della celebre riforma fiscale 

== Eventi ==
* [[Mostra del Bitto]]
* [[Morbegno la sera]] - Serie di visite guidate gratuite al patrimonio storico artistico di Morbegno e del suo [[mandamento]] curato dal gruppo culturale ''Le nevi di un tempo'' (solitamente nel periodo estivo)
* [[Morbegno in cantina]] - Evento dalla durata di due weekend con degustazione di vini e prodotti locali (periodo autunnale)
* [[Morbegno Film Festival]] - Rassegna Internazionale del Corto e Lungometraggio.
* [[Trofeo Vanoni]] - Gara Internazionale di Corsa in montagna.
* [[Carnevalissimo]] provinciale.
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File:CARNEVALE 049.jpg|Un carro allegorico durante Carnevalissimo 2011
</gallery>
* [[Novena di Natale]].
* [[Catafalco]] dal giovedì santo fino al sabato santo.
* [[Notte bianca]] - Cori, band, corpi di danza, espositori e negozianti rallegrano le serate estive della città
* Il 7 luglio 2011 Morbegno ha ospitato la band "Modà" presso il Polo Fieristico Provincile che li ha veduti esibirsi in un vero e proprio concerto.

== Geografia antropica ==
=== Frazioni ===
Le cinque frazioni principali sono: Campo Erbolo, [[Campovico]], [[Desco]], [[Paniga]] e Valle. Paniga è una piccola frazione di circa 300 abitanti e si trova a nord della città, oltre il fiume [[Adda]] e confina a ovest con la frazione di [[Campovico]] e a est con quella di Desco. Le frazioni di Campo Erbolo e Valle si trovano invece in valle di [[Albaredo per San Marco|Albaredo]], a sud della città, ad un'altezza di 800 metri sul livello del mare. Altre località del comune di Morbegno sono Arzo, Cerido, Cermeledo e Ganda. Nella località di Ganda sorge il ponte in pietra eretto da [[Giovanni Antonio Amadeo]].

== Economia ==
=== Progetto Morbegno 2020 ===
Nell'anno [[2007]] Morbegno ha avviato, in convenzione con la non profit internazionale [[The Natural Step]], il progetto Morbegno 2020, per mobilitare l'intero mandamento in una direzione di sviluppo sostenibile. Il progetto è già stato premiato da Fondazione [[Cariplo]] e indicato come pilot a livello italiano da ANCI, [[Associazione Nazionale Comuni Italiani]].

== Amministrazione ==


=== Amministrazioni precedenti ===
{{ComuniAmminPrecTitolo}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1860]]
|[[1861]]
|Antonio Gualteroni
|
|Sindaco
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1862]]
|[[1864]]
|Carlo Cotta
|
|Sindaco
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1865]]
|[[1868]]
|Paolo Maffei
|
|Sindaco
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1869]]
|[[1872]]
|Giuseppe Aureggi
|
|Sindaco
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1872]]
|[[1880]]
|Alessandro Botterini
|
|Sindaco
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1880]]
|[[1883]]
|Cesare Tocalli
|
|Sindaco
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1883]]
|[[1886]]
|Volfango Juvalta
|
|Sindaco
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1886]]
|[[1890]]
|Cesare Tocalli
|
|Sindaco facente funzioni
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1890]]
|[[1892]]
|Gerolamo Nani
|
|Sindaco
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1892]]
|[[1895]]
|Cesare Tocalli
|
|Sindaco facente funzioni
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1895]]
|[[1902]]
|Cesare Tocalli
|
|Sindaco
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1902]]
|[[1903]]
|Giuliano Ambrosetti
|
|Commissario straordinario
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1903]]
|[[1907]]
|Luigi Navoli
|
|Sindaco
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1907]]
|[[1911]]
|Luigi Del Nero
|
|Sindaco
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1911]]
|[[1920]]
|Ambrogio Caccia-Dominioni
|
|Sindaco
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1920]]
|[[1924]]
|Giovanni Zecca
|
|Sindaco
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1924]]
|[[1925]]
|Giovanni Zecca
|
|Commissario prefettizio
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1925]]
|[[1926]]
|Guglielmo Balbo-Mussetto
|
|Sindaco
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1926]]
|[[1933]]
|Guido Lusardi
|
|Podestà
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1934]]
|[[1935]]
|Tomaso Del Nero
|
|Podestà
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1935]]
|[[1937]]
|Enrico Zecca
|
|Podestà
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1938]]
|[[1941]]
|Mario Stoppa
|
|Podestà
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1941]]
|[[1943]]
|Mario Del Nero
|
|Podestà
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1943]]
|[[1943]]
|Giovanni Buzzetti
|
|Commissario prefettizio
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1944]]
|[[1944]]
|Dino Borsani
|
|Commissario prefettizio
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1945]]
|[[1945]]
|Romano Begalli
|
|Commissario prefettizio
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1945]]
|[[1946]]
|Angelo Manzocchi
|
|Sindaco
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1946]]
|[[1951]]
|Albino Ciapponi
|
|Sindaco
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1951]]
|[[1956]]
|Rinaldo Rapella
|
|Sindaco
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1956]]
|[[1964]]
|Annibale Caccia-Dominioni
|
|Sindaco
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1964]]
|[[1975]]
|Giulio Spini
|
|Sindaco
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1975]]
|[[1980]]
|Roberto Marchini
|
|Sindaco
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1980]]
|[[1990]]
|Tito Bottà
|
|Sindaco
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1990]]
|[[1995]]
|Ambrogio Salvadori
|
|Sindaco
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1995]]
|[[1999]]
|Silvana Tirloni
|
|Sindaco
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1999]]
|[[2009]]
|Giacomo Ciapponi
|
|Sindaco
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[2009]]
|presente
|Alba Rapella
|
|Sindaco
|
}}
{{-}}{{-}}{{-}}

=== Gemellaggi ===
{{Gemellaggio|Galles|Llanberis|2004}}

=== Altre informazioni amministrative ===
Morbegno è [[capoluogo]] della [[Comunità Montana della Valtellina di Morbegno]], che raggruppa complessivamente 25 [[Comune italiano|comuni]].

== Sport ==

== Calcio ==

La principale squadra di calcio della città è ''Morbegno Calcio 1908'' che milita nel girone C di [[Promozione (calcio)|Promozione]].

=== Ciclismo ===

Il [[9 giugno]] [[1991]] la [[Torino]]-Morbegno, 14ª tappa del [[Giro d'Italia 1991|Giro d'Italia]] numero 74, si concluse con la vittoria di [[Franco Ballerini]].

Il [[16 maggio]] [[2009]], nell'anno del centenario della corsa rosa, l' 8ª tappa del [[Giro d'Italia 2009|Giro d'Italia]] è partita da Morbegno e, dopo 209&nbsp;km ha raggiunto la città di [[Bergamo]] dove ha ottenuto la vittoria il corridore Bielorusso [[Kanstancin Siŭcoŭ]].

Il [[26 maggio]] [[2011]] è partita da Morbegno la 18ª tappa del [[Giro d'Italia 2011|Giro d'Italia]] che ha raggiunto, dopo un percorso di 151 km, il comune di [[San Pellegrino Terme]] con la vittoria del giovane [[Eros Capecchi]].

== Curiosità ==
* Nell'aprile del 2010 sono state effettuate le riprese in San Giovanni dell'ultima puntata di ''[[Mezzogiorno in famiglia]]'': programma televisivo che va in onda il sabato e la domenica dalle 11:30 alle 13:00 su [[Rai 2]] condotto da [[Amadeus (conduttore televisivo)|Amadeus]], [[Laura Barriales]] e [[Sergio Friscia]].

== Note ==
<references/>

==Bibliografia==
*Giulio Perotti, ''Morbegno'', Cooperativa Turistica PAN, Morbegno 1992.
*Marco Albetario, ''Spunti per la lettura dell'ancona'', in «Tota enitet auro». L'ancona dell'Assunta nel santuario di Morbegno, Morbegno 2007, 65-85.
*Marco Albetario, ''Una scheda su Giovanni Angelo Del Maino. (Tra il 1500 e il 1515)'', in «Rassegna di Studi e di Notizie», XXXI, 2007-2008, 13-36.
*Marco Albetario, Giulio Perotti, ''Ritrovata un'opera di Giovanni Angelo Del Maino. La Madonna del «Compianto» di Morbegno'', in «Le Vie del Bene», 10, 2007, 9-15.
*Marco Albetario, Giulio Perotti, ''Giovanni Angelo Del Maino. 1517-1518: La Madonna del Compianto di Morbegno'', in «Rassegna di Studi e Notizie», XXXIII, 2010, 127-179.
*Le fotografie presenti nella pagina sono di Baraglia Alessandro

==Voci correlate==
*[[Giovanni Antonio Amadeo]]
*[[Giovanni Angelo Del Maino]]
*[[Gaudenzio Ferrari]]
*[[Fermo Stella]]
*[[Giuseppe Antonio Petrini]]
*[[Alluvione della Valtellina]]

== Altri progetti ==
{{interprogetto|commons=Category:Morbegno}}

== Collegamenti esterni ==
* {{Dmoz|World/Italiano/Regionale/Europa/Italia/Lombardia/Provincia_di_Sondrio/Località/Morbegno}}


[[Categoria:Morbegno| ]]

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