Revision 50580021 of "Locarno" on itwiki

{{nota disambigua|la [[frazione geografica]] di [[Varallo]]|[[Locarno (Varallo)]]}}
{{Divisione amministrativa
|Nome = Locarno
|Nome ufficiale = 
|Panorama = Lago di Maggiore.jpg
|Didascalia = 
|Bandiera = 
|Voce bandiera = 
|Stemma = Locarno-coat of arms.svg
|Voce stemma = 
|Stato = CHE
|Note stato = 
|Grado amministrativo = 3
|Tipo = 
|Divisione amm grado 1 = Ticino
|Voce divisione amm grado 1 =
|Stemma divisione amm grado 1 = 
|Divisione amm grado 2 = Locarno
|Voce divisione amm grado 2 = Distretto di Locarno
|Stemma divisione amm grado 2 = Locarno-coat of arms.svg
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|Stemma divisione amm grado 3 = 
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|Voce divisione amm grado 4 = 
|Stemma divisione amm grado 4 = 
|Capoluogo = 
|Amministratore locale = Carla Speziali
|Partito = Partito Liberale Radicale
|Data elezione = 01.04.2008
|Lingue = [[lingua italiana|italiano]], [[dialetto ticinese|ticinese]]<ref>Il dialetto ticinese della lingua lombarda, parlato nell'intero cantone non è riconosciuto ufficialmente.</ref>
|Data istituzione = 
|Latitudine decimale = 46.168056
|Longitudine decimale = 8.788611
|Altitudine = 195,50
|Superficie = 19.42
|Abitanti = 15789
|Note abitanti = {{Cita web | titolo = Sito ufficiale della città di Locarno | data = 31 Maggio 2012 | url = http://www.locarno.ch/pages/geo_demo.aspx}}
|Aggiornamento abitanti = 31-05-2012
|Sottodivisioni = Brè, Cardada-Colmanicchio, Gerre di Sotto, Isola Martella, Monda di Contone, Ponte Brolla-Vattagne, Solduno
|Sottosottodivisioni = 
|Divisioni confinanti = [[Ascona]], [[Avegno Gordevio]], [[Cadenazzo]], [[Cugnasco-Gerra]], [[Gordola]], [[Lavertezzo]], [[Losone]], [[Minusio]], [[Muralto]], [[Orselina]], [[Gambarogno]], [[Tegna]], [[Tenero-Contra]]
|Codice postale = 6600, 6601, 6604, 6605
|Prefisso = 091
|Fuso orario = +1
|Codice statistico = 5113
|Codice catastale = 
|Targa = TI
|Zona sismica = 
|Gradi giorno = 
|Diffusività = 
|Nome abitanti = locarnesi
|Patrono =
|Festivo = 
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|PIL procapite = 
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|Mappa = Karte Gemeinde Locarno 2010.png
|Didascalia mappa = 
|Sito = http://www.locarno.ch
|Incipit = 
|Categoria = 
}}
'''Locarno'''<ref>{{DSS|I2108|Locarno}}</ref> (''Locarno'' in [[dialetto ticinese]]) è un [[Comuni della Svizzera|comune svizzero]], [[capoluogo]] del [[distretto di Locarno|distretto omonimo]] e polo regionale, si trova sulla sponda settentrionale del [[Lago Maggiore]] nelle vicinanze di [[Ascona]], a cavallo tra le [[Prealpi luganesi]] e le [[Alpi Lepontine]]. 

Nel 1928 i comuni di Locarno (1920: 5.045 abitanti) e [[Solduno]] (1920: 549 abitanti) sono stati aggregati in un solo comune denominato Locarno.

La città ha oltre 15.000 [[abitante|abitanti]], il che la colloca in terza posizione nel [[Canton Ticino]] dopo [[Lugano]] e [[Bellinzona]]. Considerando tutta la zona urbana la popolazione supera le 50.000 unità. 

Infatti già la [[Stazione di Locarno|stazione ferroviaria]] si trova all'esterno dei confini comunali, a [[Muralto]] e uno dei suoi simboli, la [[Santuario della Madonna del Sasso (Ticino)|Madonna del Sasso]] si trova sul territorio comunale di [[Orselina]].

Rinomata meta turistica, grazie in particolare al favorevole [[microclima]], che consente alla vegetazione mediterranea e subtropicale di prosperare, e alla presenza del [[Lago Maggiore|lago]]. 

La sua notorietà è dovuta anche al [[Festival internazionale del film di Locarno]], secondo festival in termini di longevità (prima edizione nel 1946) dopo quello di [[Festival di Venezia|Venezia]].

==Geografia==
La città, adagiata in una conca protetta da una corona di montagne, si sviluppa sul lato sinistro del [[delta fluviale|delta]] della [[Maggia (fiume)|Maggia]] (uno dei maggiori [[estuario|estuari]] lacuali d'Europa), mentre sulla sponda destra troviamo i borghi di [[Ascona]] e [[Losone]]. 

Con i suoi poco più di 190 [[Metri sul livello del mare|m s.l.m.]], misurati alla foce della [[Maggia (fiume)|Maggia]], Locarno è la quota più bassa della [[Svizzera]], ma il territorio comunale arriva sino ai 1.400 metri e oltre di [[Cardada]]-Colmanicchio. Il nucleo storico si estende dalle pendici della Cimetta all'antica riva del Verbano verso cui si apriva la fronte di edifici porticati posti sul lato nord-ovest dell'odierna Piazza Grande. Da qui si dipartono i vicoli che salgono verso la città vecchia caratterizzata dalla chiesa di San Francesco d'Assisi con l'antico convento e dal quartiere di Sant'Antonio abate. A sud della piazza si estende il Quartiere nuovo sorto sul delta del fiume Maggia bonificato: uno dei principali esempi in Svizzera di impianto urbanistico a scacchiera ortogonale.

L'allacciamento alla rete ferroviaria costituì la premessa decisiva per lo sviluppo urbano e turistico del borgo negli ultimi decenni del secolo XIX e all'inizio del secolo XX. La rete stradale si è sviluppata lungo la direttrice est-ovest parallelamente all'espansione edilizia verso [[Muralto]] e Solduno. La recente realizzazione della galleria stradale Mappo-Morettina ha alleggerito di molto il traffico cittadino.

=== Clima ===
La regione gode d'un buon soleggiamento con un numero moderato di precipitazioni annue<ref>[http://www.meteoswiss.admin.ch/web/de/klima/klima_schweiz/tabellen.Par.0012.DownloadFile.ext.tmp/tagemitniederschlag.pdf Clima: precipitazioni a Locarno-Cimetta]</ref>.

==Storia==
===Dalla preistoria al medioevo===
I primi insediamenti organizzati risalgono all'[[età del bronzo]] (attorno al 1000 a.C.) e sono testimoniati, tra gli altri, dai [[sepolcreto|sepolcreti]] di San Jorio e Sant'Antonio. Altre [[necropoli]], e fra esse quelle di '''Solduno''', segnalano una presenza continuata anche nella successiva [[età del ferro]]<ref>Gilardoni. 1967, 381.</ref>.

Forse già nel VII secolo a.C. i [[Leponti]] si sovrapposero e si amalgamarono alla popolazione [[Indigeno|autoctona]], probabilmente [[liguri|ligure]], dando vita a una [[comunità]] liguro-[[celti]]ca. La conquista romana risale al II secolo a.C., come provano tombe sia nel "pagus" sia nelle vallate circostanti; [[Muralto]], stando alle indagini otto e [[Novecento|novecentesche]], era un fiorente centro residenziale romano, quasi certamente il maggiore dell'area. Scriverà ai primi del secolo scorso il prelato, prefetto della [[Biblioteca Ambrosiana]] e archeologo [[Giovanni Baserga]]: « ''All'inizio dell'[[impero romano]], il [[Locarnese]] doveva già possedere una popolazione numerosa, ricca e industriale, non era punto scomparsa la popolazione gallica, che aveva preceduto la conquista e la penetrazione di [[Roma]], anzi essa convisse e presto si fuse con gli elementi [[Antica Roma|latini]] [...]'' ». Nel museo del Castello [[Visconti|Visconteo]] sono conservate le '''colombe vitree romane''' legate ai riti funebri<ref>Silvestrini, 1938, 4-7.</ref>.

Scomparsi nel III secolo d.C. i [[Storia romana|Romani]], scarse, per non dire nulle, sono le tracce alto[[Medioevo|medievali]]. Il epoca longobarda, il Locarnese faceva parte della giurisdizione del [[contado]] di [[Angera|Stazzona]]. Esistono vari documenti che si riferiscono alla zona datati 712, 807, 822, 842, 866, il 4 luglio 870 da [[Capua]] l'imperatore [[Ludovico II il Germanico]] assegnò a sua moglie Angilberga la corte di Locarno, e 17 aprile 882, in cui [[Carlo il Grosso]] cedette la "[[corte regia]]" di Locarno e delle sue pertinenze a sua madre, l'imperatrice [[Engelberga]] (anche Angelberga o Angilberta)<ref>Motta, 1991, 36, 60.</ref>. Nel [[886]] è attestata una corte regia di Locarno.

Il 15 gennaio 998 Liutfredo, vescovo di [[Tortona]], vendette al duca Ottone, padre del papa [[Gregorio V]], il castello di Locarno assieme a molte terre milanesi per 300 lire<ref name="Motta, 1991, 9">Motta, 1991, 9.</ref>. Attorno al [[Mille]], il contado finì nelle mani dei [[Milano|Milanesi]]: [[feudatario|feudatari]] i Da Besozzo, [[valvassore|valvassori]] maggiori dell'arcivescovo. Dal loro ceppo nasceranno le famiglie nobiliari locarnesi: i [[Duni]]<ref>{{DSS|I47164|Famiglia Duni}}</ref>, i [[Magoria]]<ref>{{DSS|I20176|Famiglia Magoria}}</ref>, i [[Muralto (famiglia)|Muralto]]<ref>{{DSS|I49223|Famiglia Muralto}}</ref>, gli [[Orelli (famiglia)|Orelli]]<ref>{{DSS|I20179|Famiglia Orelli}}</ref>. Questa [[corporazione]] godette di grande autonomia e guadagnò autorità e forza nel tempo potendo imporre dazi e pedaggi. Beneficiò della protezione di [[Federico I del Sacro Romano Impero|Federico I]] il Barbarossa che, dopo averle concesso l'esercizio di un [[mercato]] mensile nel 1164, la pose, il 27 aprile 1186, da [[Biasca]], sotto la diretta dipendenza imperiale; i "fideles homines" della [[pieve]] ottennero anche l'esenzione dal [[servizio militare]] e dalle imposte. Privilegi confermati dagli imperatori [[Ottone IV]] il 19 aprile 1210<ref>Motta, 1991, 37, 38.</ref> e [[Federico II]] nel 1219. L'antica pieve di Locarno comprendeva la riva destra del [[Lago Maggiore]] (da [[Ronco sopra Ascona]]), la [[Vallemaggia]], la [[Valle Onsernone]], la [[valle Verzasca]], le [[Centovalli]] e il [[piano di Magadino]] fino a [[Cugnasco]] e il [[Gambarogno]]. Fino all'inizio del [[secolo XI]] appartenne all'[[arcidiocesi di Milano]], in seguito alla [[diocesi di Como]]<ref>Buetti, 1969, 46-52.</ref>. 

Tra il 1239 e il 1249 Locarno fu governata dal [[condottiero]] [[Simone Orelli]], fedelissimo dei [[Visconti]]. Il 25 giugno 1278 l'[[arcivescovo]] [[Ottone Visconti]] pretese sotto pena di [[interdetto]] la restituzione del [[prestito (finanza)|prestito]] di guerra concesso dal [[convento]] di Santa Margherita a Simone de Orello, capitano generale di Milano ed a Hermano Pigozio, [[giudice]] del [[podestà]] di Milano<ref>Motta, 1991, 55-56.</ref>. Il 12 gennaio 1311 Giacomo Orelli, a nome dei Capitanei<ref>Le tre famiglie degli Orelli, dei Muralto e dei Magoria portavano il nome di Capitanei.</ref>, fece riconoscere dall'[[imperatore]] [[Enrico di Lussemburgo]], di passaggio a Milano, le donazioni loro fatte dai suoi predecessori; il 3 febbraio confermò a Leone, vescovo di [[Como]], il dominio sulla [[pieve]] di [[Bellinzona]] e sulle pievi di Locarno e [[Ascona]]; il 16 febbraio l'imperatore riconobbe la diretta dipendenza dall'impero germanico di Giacomo Orelli e di Petraccio da Muralto<ref>Motta, 1991, 8, 15, 19.</ref>. 

Nel periodo immediatamente successivo, il dominio passò perciò a Como, che lo manterrà sino al 1342, sebbene non ininterrottamente a causa delle continue guerre tra [[guelfi]] e [[ghibellini]] (il borgo verrà dato alle fiamme dai vendicativi comaschi (ghibellini) nel 1259 oppure, come riportano altre fonti nel 1260 o 1262). Il 1º maggio 1340 [[Luchino Visconti|Luchino]] e [[Giovanni Visconti (arcivescovo)|Giovanni Visconti]], risaliti dal lago al comando di una munita flotta, assediarono ed espugnarono il castello e tutta la regione tornò sotto sovranità milanese. Il 6 febbraio 1343 Luchino Visconti emanò un editto contro i banditi della Lombardia e del contado di Locarno<ref>Motta, 1991, 16.</ref>.

Il 14 gennaio 1354 Giovanni Visconti tolse ai Capitanei le franchigie di [[dazio (economia)|dazio]], indennizzandoli con 4000 lire terzole<ref name="Motta, 1991, 9"/>. Il 31 maggio 1365 [[Galeazzo II Visconti|Galeazzo Visconti]] incaricò Matteo da Pescia, capitano del Lago Maggiore, di correggere e riformare gli statuti di Locarno poiché oggetto di contesa; il 16 gennaio 1391 [[Gian Galeazzo Visconti]] approvò gli statuti della comunità di Locarno e il 3 febbraio furono letti, approvati e pubblicati nel Consiglio generale<ref>Motta, 1991, 9, 15, 47.</ref>. Il 25 gennaio 1397 il borgo di Locarno fu di nuovo aggregato al [[contado]] di Stazzona ([[Angera]]) unitamente a [[Ronco sopra Ascona]], [[Brissago]], [[Losone]], Solduno, [[Gordola]] ed altre terre<ref>Motta, 1991, 12.</ref>. Il 26 luglio 1407 [[Giovanni Maria Visconti]] riconobbe e confermò le [[franchigia|franchigie]] dei Capitanei locarnesi; il 2 agosto 1412 [[Filippo Maria Visconti]] riconfermò gli antichi diritti dei medesimi<ref>Motta, 1991, 65, 67.</ref>. Il 14 maggio 1436 Filippo Maria Visconti fu giudice di una lite tra gli Orelli, Magoria, Muralto ed i locarnesi contro i notabili di [[Ascona]]<ref>Motta, 1991, 44.</ref>. Il 1439 viene ricordato per l'infeudamento da parte di Filippo Maria Visconti dei [[Rusca (famiglia)|conti Rusca]], che grande [[blasone]] daranno alla comunità, a partire dal capostipite [[Franchino Rusca]]. Saranno lui e i figli, ad esempio [[Giovanni Nicolò Rusca]], a trasformare la primigenia [[fortezza]] in residenza signorile. Il 21 luglio 1475 i Capitanei locarnesi fecero riconoscere da un [[ambasciatore]] ducale milanese le loro franchigie<ref name="Motta, 1991, 63">Motta, 1991, 63.</ref>.

===L'evo moderno===
[[File:Locarno Castello Visconteo 2.JPG|thumb|280px|Il Castello visconteo]]
Il 16 febbraio 1498 papa [[Alessandro VI]] confermò la donazione del Monte della rupe di [[Orselina]], fatta dalla famiglia Masina, ai [[Ordine francescano|frati minori]], per erigervi un [[santuario]]<ref name="Motta, 1991, 19">Motta, 1991, 19.</ref>. Il castello di Locarno, ingentilito, ma anche rafforzato, resistette all'assedio dei 15&nbsp;000 Svizzeri calati dal nord nel biennio 1502-1503. Alla testa dei difensori, a dar man forte ai Rusca, si trovò il governatore [[Francia|francese]] [[Charles II d'Amboise]]; le terre [[Lombardia|lombarde]] erano infatti passate nel frattempo sotto il controllo del re di Francia. Il 1º febbraio 1506 fu siglato il concordato dei tre Cantoni [[Canton Uri|Uri]], [[Svitto]] e [[Unterwalden]] con re [[Luigi XII]] a motivo della sua rinuncia sul dazio di Locarno<ref>Motta, 1991, 15.</ref>.

Il 27 luglio 1510 il re di Francia Luigi XII riconfermò i diritti dei Capitanei. Nei giorni 23 e 24 giugno 1512 gli Svizzeri invasero Locarno, [[Lugano]], [[Mendrisio]], [[Balerna]] e la [[Vallemaggia]], non impadronendosi però dei castelli<ref>Motta, 1991, 54, 65.</ref>. Solo il 1º febbraio 1513 il castello di Locarno cadde nelle mani degli Svizzeri; il 28 marzo la [[Dieta federale (Svizzera)|Dieta federale]] ordinò il mantenimento di una [[guarnigione]] nel Castello, fu concesso alla città di coniare moneta propria e alla Vallemaggia di avere un giudice svizzerotedesco<ref>Motta, 1991, 15, 30.</ref>. Il 21 giugno 1515 i Capitanei con la [[mediazione]] degli Svizzeri ottenettero l'esenzione del pagamento dei dazi nel ducato di Milano<ref name="Motta, 1991, 54">Motta, 1991, 54.</ref>.

La capitolazione del borgo è solo rinviata di un anno, poiché, con la [[Pace di Friburgo]], nel 1516 la zona a capo del [[Verbano]] viene ceduta ai Confederati svizzeri. Inizia l'epoca [[Balivo|balivale]], che durerà fino al 1798 e che, se assicurerà stabilità in un momento che oltre confine sarà molto turbolento, isolerà il [[Locarnese]] dal positivo fervore dell'[[illuminismo]] [[austria]]co. Simbolicamente, si vorrebbe far coincidere il lungo periodo di [[decadenza]] che segue con la quasi completa distruzione del castello, ossia l'emblema stesso della potenza cittadina, decisa dai nuovi occupanti nel 1531. Tuttavia, a dare inizio allo stillicidio di sciagure che si abbatteranno sulla regione è, nel 1515, il crollo, dovuto a una [[piena]], del ponte della Torretta di Bellinzona, da dove transitavano genti e merci con destinazione non solo una Locarno fiorente di traffici e commerci, ma l'intera [[Lombardia]], a cui si accedeva dalla comoda via lacuale.

Nei decenni seguenti, portata da [[profugo|profughi]] sfuggiti all'occhiuta [[inquisizione]] milanese, s'infiltra, si diffonde e attecchisce la dottrina [[protestante]] ossia la [[Riforma protestante|Riforma]]. Per sedare le lotte che oppongono [[cattolico|cattolici]] e [[Riforma Protestante|riformati]], i Signori elvetici impongono a questi ultimi di rinunciare alla nuova religione o di lasciare la loro terra; il 5 agosto 1549 si tenne una pubblica disputa religiosa<ref name="Motta, 1991, 68">Motta, 1991, 68.</ref>; l'8 luglio 1553 i sette Cantoni cattolici proclamarono l'espulsione da Locarno di Maria Besozzo, Guarnerio Castiglione e Gian Antonio Viscardi detto il Trontano, tutti riformati evangelici<ref name="Motta, 1991, 60">Motta, 1991, 60.</ref>; il 17 maggio 1554 i quattro Cantoni evangelici riformati richiesero ai Cantoni cattolici l'[[abrogazione]] del decreto contro i riformati locarnesi; il 1º gennaio 1555 arrivò la comunicazione del verdetto della [[Dieta (storia)|Dieta]] di [[Baden (Svizzera)|Baden]] ai riformati locarnesi con l'esortazione a ritornare alla [[religione cattolica]], seguita il [[3 gennaio]] dall'approvazione delle Abbazie della città ed il popolo di [[Zurigo]] dell'operato del governo zurighese a favore dei riformati; 204 riformati locarnesi il 15 gennaio 1555 rassegnarono ai rappresentanti dei sette Cantoni cattolici la loro professione di fede religiosa; il 16 gennaio avvenne la disputa teologica tra Barbara Muralto ed il [[nunzio apostolico|nunzio]] [[Ottaviano Riperta]]<ref>Vaccaro et alii, 2003, 64-66.</ref>. Alcune centinaia di protestanti scelsero l'esilio<ref>von Muralt, 1955.</ref> e il 3 marzo 1555 abbandonarono Locarno, tra gli altri, molti esponenti dei casati più influenti: Appiani, Duni, Marcacci, Muralti, Orelli, Trevani, ecc.<ref>Motta, 1991, 7, 9, 23, 44.</ref> Il 12 maggio 1555, dopo aver atteso a [[Roveredo]] l'apertura del [[Passo del San Bernardino]], i riformati protestanti di Locarno proseguirono il loro esodo verso nord per essere festosamente accolti nella città di [[Zurigo]].<ref>Motta, 1991, 43.</ref> 

Il borgo perse così buona parte della sua classe dirigente, composta in prevalenza da intellettuali e mercanti.<ref>Due saggi, (ri)pubblicati in concomitanza col 450.mo anniversario della cacciata, trattano approfonditamente e con rigore storico il tema: Canevascini, Bianconi, 2005, e Meyer, 2005.</ref> Il 14 gennaio 1556 il Municipio di Zurigo conferisce la cittadinanza zurighese al medico Giovanni Orelli in premio degli eminenti servizi prestati durante l'[[epidemia]] di [[peste]] in città.<ref name="Motta, 1991, 9"/> Il 21 luglio 1556 la Comunità locarnese rilasciò al partente landfogto Jesajas Röuchli di Zurigo un lodevole attestato.<ref name="Motta, 1991, 63"/> Il 19 agosto 1564 fu emanato il mandato milanese contro i riformati eretici; gli espulsi locarnesi toccati dal detto decreto non potevano dimorare né viaggiare in Lombardia; il decreto per intervento dei Cantoni elvetici evangelici fu poi abrogato.<ref>Motta, 1991, 71.</ref> Il 20 maggio 1569 le vertenze tra [[Bellinzona]] e Locarno a causa della strada da Bellinzona al [[Verbano]], la pesca ed i confini tra la contea e [[Magadino]] furono appianate.<ref>Motta, 1991, 45.</ref> Il 4 agosto 1570 [[San Carlo Borromeo]] visitò il borgo.<ref name="Motta, 1991, 68"/>

A cavallo tra il 1576 e il 1577 infierì la peste e la popolazione calò ulteriormente e drasticamente. La testimonianza è quella di San [[Carlo Borromeo]] che nel 1584, poco prima della morte, scrive: «''Con questa occasione'' (la fondazione del Collegio Papio d'[[Ascona]], n.d.r.) ''ho consolato ancora, in quel poco che io ho possuto, quei poveri uomini di Locarno, la quale terra è restata tanto desolata dalla [[peste]], che di 4.800 anime che v'erano, ve ne sono restate 700; e ancora non è finita...''». Il 7 luglio 1588 Paolo Orelli presentò alla Dieta di Baden i riformati statuti di Locarno, ottenendone l'approvazione.<ref name="Motta, 1991, 60"/> Il 10 agosto 1653 la Dieta elvetica raccomandò nuovamente al papa e al suo [[nunzio apostolico|nunzio]] Carafa il mantenimento dei [[cappuccini]] del [[santuario della Madonna del Sasso (Ticino)|santuario della Madonna del Sasso]].<ref name="Motta, 1991, 69">Motta, 1991, 69.</ref>

===L'evo contemporaneo===
Una sequela di disgrazie determinerà l'epoca successiva. Sintetizza nel 1797 il commissario [[Berna|bernese]] [[Karl Viktor von Bonstetten]]: «''In tutt'[[Italia]] non c'è forse terra così generosa abitata da gente misera come quella dei villaggi lungo il [[Ticino (fiume)|Ticino]]''»; e dolendosi per l'isolamento del capoluogo, dove «''s'ingrassano frati e si costruiscono chiese''» senza curarsi della mefitica aria del [[delta fluviale|delta]], lo descrive «''affondato in superstizioni e paludi''»<ref>von Bonstetten, 1984</ref>. Il 22 giugno 1754 a [[Veddasca|Biegno]] in val [[Veddasca]] venne firmato il regolamento per i confini del baliaggio di Locarno con lo Stato di Milano<ref name="Motta, 1991, 54"/>.

Un'aria che, finalmente, si muoverà non poco sulla scia dei fermenti rivoluzionari e [[reazionario|reazionari]] successivi all'ingresso trionfale in [[Milano]], il 15 maggio del 1796, di [[Napoleone Bonaparte]]. Due anni dopo, il 3 luglio 1798, le autorità locarnesi dichiarano l'indipendenza e l'appartenenza alla [[Confederazione Elvetica]] con l'accettazione della sua costituzione<ref>Motta, 1991, 59.</ref>. Il generale [[Guillaume Marie Anne Brune]] (1763-1815), comandante delle truppe francesi in Svizzera, propose la creazione di un [[Cantoni della Svizzera|Cantone]] con Locarno capitale. Il 22 giugno la Vallemaggia e Locarno chiesero l'annessione alla Svizzera<ref name="Motta, 1991, 54"/> e l'ottennero con l'incorporazione nel Cantone di Lugano. Con l'[[Atto di mediazione]] napoleonico del 1803 nacque in effetti la [[Repubblica]] del Canton Ticino e il borgo si proclamò città. Il 15 febbraio 1826 venne messo in acqua il "Verbano", il primo [[piroscafo]] del [[Lago Maggiore]] costruito in città.<ref name="Motta, 1991, 19"/>

E [[capitale (città)|capitale]] [[Canton Ticino|cantonale]], seppur transitoria, Locarno lo sarà dal 1821 al 1827; il governo ebbe sede nel convento di San Francesco, mentre gli uffici amministrativi si trovavano al castello. Governo e parlamento torneranno in città tra il 1839 e il 1845, tra il 1857 e il 1863 e, infine, tra il 1875 e il 1881, secondo uno schema di rotazione a turni di sei anni fissato dalla [[Costituzione]] cantonale del 1814. Allo scopo, tra il 1837 e il 1838, venne edificato su progetto dell'architetto [[Giuseppe Pioda]] (1810-1856) il palazzo, attualmente della Società Elettrica Sopracenerina, che domina con la sua mole il lato sud di Piazza Grande. Nei giorni 29 e 30 giugno 1839 si tenne il grande tiro cantonale coi discorsi di [[Stefano Franscini]], [[Giacomo Luvini-Perseghini]] e [[Giovanni Battista Pioda]]<ref>Motta, 1991, 57.</ref>. 

Seguì una fase burrascosa e, contemporaneamente, di un dimenticato dinamismo, contrassegnata come fu dalle faide politiche, anche cruente, tra conservatori e progressisti, ma pure dall'agognata e provvidenziale ricostruzione del ponte della Torretta (1813-1815) e, soprattutto, dalla realizzazione della linea ferroviaria, inaugurata il 20 dicembre 1874; due vie di comunicazione, unitamente a quella del lago (le cui acque sono solcate da un piroscafo a vapore, il "Verbano", sin dal 1826), che ruppero un torpore e un isolamento durato tre secoli e che consegnerono ''"le village où l'on s'endort"'' (definizione del romanziere francese [[Henri Lavedan]], 1859-1940) e la sua plaga alla nascente "industria dei forestieri". Il 1 giugno 1856 il Governo federale a [[Baden (Svizzera)|Baden]] rilasciò all'Ospedale di Locarno una prestazione di denaro a carico dei mercanti di legname per ogni mille "borre" (tronchi d'albero) fluitate sul fiume Ticino; il 9 giugno 1859 il presidio austriaco di [[Laveno]] si rifugiò con armi, bagagli e piroscafi a Locarno; del 15 marzo 1860 è la convenzione di locazione dei battelli svizzeri all'[[Italia]] sul [[Verbano]].<ref>Motta, 1991, 27, 49, 52.</ref> L'8 giugno 1862 [[Giuseppe Garibaldi]] giunse via lago a Locarno.<ref>Motta, 1991, 51.</ref>

La prima pietra di questa nuova e redditizia attività era stata posata già nel 1870 con la fondazione della ''Società Operai ed Esercenti'', che per missione aveva anche la tutela degli interessi degli albergatori<ref>Varini, Amstutz, 1985; Varini, 1988.</ref>. L'8 agosto 1872 il [[torrente]] Ramogna straripò e devastò orribilmente il borgo<ref name="Motta, 1991, 69"/>. 

La fine del secolo XIX e l'ingresso in quello seguente vide un fiorire senza precedenti di iniziative. Il [[gas]] venne erogato a partire dal 1875. Nel 1891 si mise mano alla costruzione degli [[argine|argini]] del fiume Maggia, da Solduno alla foce, che permetterà l'espansione sul delta secondo l'esemplare [[piano regolatore]] a scacchiera elaborato dall'ingegnere Giovanni Rusca nel biennio 1893-1894, poi ulteriormente adattato. Nel 1892 nacque la ''Pro Locarno'', altro tassello sulla via del moderno concetto di turismo. L'anno dopo in qualche casa e nei migliori [[hotel]] di [[Muralto]] si accesero le prime, fioche [[lampadina|lampadine]] elettriche. Nel 1902 venne aperto il teatro, edificato su progetto di Ferdinando Bernasconi Senior (1867-1919) e decorato da [[Filippo Franzoni]]; sul palco, ma siamo già nel 1904, anche i ''[[Pagliacci (opera)|Pagliacci]]'', opera diretta dal [[compositore]], [[Ruggero Leoncavallo]] in persona.<ref>Bertelli, 2003.</ref> 

Il 1905 coincise con l'avvio della realizzazione della linea [[funicolare]] per la [[Madonna del Sasso]]<ref>De Lorenzi, Varini, 1981.</ref> e della linea ferroviaria a [[scartamento ridotto]] per [[Bignasco]], in [[Valle Maggia|Vallemaggia]].<ref>AA.VV., ''Il treno...'', 2007.</ref> Due anni più tardi fu la volta della [[Tranvia di Locarno|tramvia]] urbana tra il quartiere di Sant'Antonio e [[Minusio]]. Nel 1912 partirono i lavori, poi interrotti dalla guerra, per il collegamento ferroviario con [[Domodossola]]<ref>Albé, ''La ferrovia ..., 1988; Weder, Pfeiffer, 1997, nonché [[Ferrovia Domodossola-Locarno]]).</ref>. 

Allo stesso euforico momento storico risale la creazione delle più importanti associazioni sportive: ''Società federale di ginnastica'' (1866), ''Velo Club'' ([[1895]]), ''Anglo-Swiss Tennis Club'' (1903), ''Football Club'' (1906), ''Virtus'' ([[ginnastica]], poi [[atletica leggera|atletica]], 1909), ''Rowing Club'' ([[canottaggio]], 1910) e ''Skating Club'' ([[pattinaggio]], 1910). 

Quasi a coronamento di tanta effervescenza, nel 1925 il palazzo del [[Pretorio]], anch'esso concepito dall'architetto Bernasconi e inaugurato nel 1910 nell'allora Via delle Palme (oggi, ovviamente, Via della Pace) accolse una conferenza conclusasi con la stipula di effimeri trattati, denominati "[[Patto di Locarno]]" e [[sigla]]ti, nelle loro diverse componenti, dai rappresentanti di [[Belgio]], [[Cecoslovacchia]], [[Francia]], [[Germania]], [[Gran Bretagna]], [[Italia]] e [[Polonia]]. Per la prima volta sotto i riflettori internazionali, la città entrò a pieno titolo nella storia del nostro tempo<ref>Ballanti, Pioda, 1965; Mosca, Agliati, 1976</ref>.

===La Magnifica Comunità di Locarno===
La "Magnifica Comunità di Locarno" corrispondeva in pratica alla [[pieve]], una delle nove che attorno al Mille componevano il contado di [[Angera|Stazzona]]. Abbracciava il territorio compreso tra [[Ronco sopra Ascona]] e [[Cugnasco]], valli e Riviera del Gambarogno incluse. Un funzionamento macchinoso, la rissosità degli abitanti e le rivalità tra ogni singolo nucleo alimentano, agevolati dalle esose pretese degli amministratori - dapprima i [[Capitanei]], ovverosia la nobiltà locale, e quindi i [[conti Rusca]], cui i [[duchi di Milano]] consegnano il feudo -, le continue spinte secessioniste. Il distacco della [[Vallemaggia]] "et Pertinentiarum", successivo ad una sommossa, avviene già nel 1403 ed è confermato di volta in volta (con e senza [[Valle Verzasca]], con e senza Valle Lavizzara) sino alla creazione della [[Repubblica Elvetica]]. La frantumazione politica di quello che nel frattempo, ormai sotto controllo svizzero, è diventato un [[baliaggio]], e che in [[epoca moderna]] diverrà distretto, si completa a cavallo tra il [[secolo XVIII|Sette]] e l'[[secolo XIX|Ottocento]] con la nascita di una miriade di autonomie.

====Le tre corporazioni====
Nel [[Medioevo]], il "Comune Grande" è guidato dalle "[[università]]" dei [[nobile (aristocrazia)|nobili]] (universitas nobilium dominorum et capitaneorum) e dei borghesi (universitas burgensium)<ref>[http://www.corporazioneborghesedilocarno.ch/ Corporazione dei borghesi.]</ref>. I membri, che si spartiscono innumerevoli privilegi, oltre che entro i confini del borgo possono risiedere nei dintorni ([[Muralto]], ai tempi appendice di [[Orselina]], è d'altronde il quartier generale dell'omonima famiglia). I rappresentanti di queste [[gilda (storia)|gilde]] siedono in forze negli organi dirigenti dove i delegati delle altre "[[vicinia|vicinie]]" che aderiscono alla comunità fanno la figura dei comprimari. Nel [[Cinquecento]] le suddette associazioni vengono affiancate da quella dei terrieri che raggruppa i casati presenti da generazioni, ma non originari di Locarno. 

La loro influenza politica, più o meno marcata a seconda del momento storico, dura sino all'alba dell'Ottocento. Sciolta nel 1859 la [[corporazione]] dei terrieri (il cui [[archivio]] viene ceduto al comune, mentre quello dei nobili, assai più prezioso, era stato smembrato e parzialmente disperso quattro anni prima), praticamente estinte le famiglie di più alto lignaggio, oggi solo quella dei borghesi ha ancora voce in capitolo, soprattutto in quanto proprietaria di fondi e di stabili; in un'ottica ticinese, corrisponde al [[patriziato]]. Il suo [[stemma]] è "rosso e verde al bue passante". Secondo il Gilardoni, non è invece provato che le armi delle altre due corporazioni siano l'[[aquila]] e l'[[ovis aries|agnello]]: un errore generato dai bassorilievi provenienti da demolizioni e incorporati nella facciata [[Cinquecento|cinquecentesca]] della [[Chiesa di San Francesco d'Assisi (Locarno)|chiesa di San Francesco]].

===Il [[patriziato (Svizzera)|patriziato]] di Solduno===
Sul territorio di questa frazione comunale è ancora attivo il locale patriziato. Il [[comune patriziale]] comprende tutte le famiglie anticamente originarie del luogo che amministrano i beni indivisi della comunità quali i boschi, i pascoli, i monti, gli [[malga|alpeggi]]<ref>[http://www4.ti.ch/fileadmin/CAN/SegCdS/annuario/Annuario4.pdf Annuario del Canton Ticino]</ref> e sono responsabili per la manutenzione dei manufatti, delle strade, dei ponti, dei sentieri, delle sorgenti, degli acquedotti e delle fontane.

Dalla seconda metà del secolo XX vi possono far parte anche i figli di una patrizia sposata con un non patrizio e le mogli patrizie sposate con un non patrizio<ref>[http://www.svbk.ch/kanton/ticino/tessin.htm Patriziati affiliati all'ALPA]</ref>.

Pure ancora attivo è il patriziato promiscuo di Locarno e Solduno.

=== [[Stemma]] ===
[[File:Locarno-coat of arms.svg|thumb|200px|La versione più recente del blasone.]]
[[Blasonatura]]: "d'azzurro, al leone d'argento".

Del soggetto [[araldica|araldico]] s'è ormai persa l'interpretazione ufficiale. La più antica raffigurazione nota è quella a [[bassorilievo]] incastonata nella base del campanile dell'ex [[Collegiata di San Vittore (Muralto)|collegiata di San Vittore]], a [[Muralto]], datata [[1524]] e accompagnata dalla scritta CO(MUN) ITAS LOC(ARNI). Di appena più tarda fattura è l'arma affrescata nell'androne della '''Casa del Negromante''', in Via Borghese. Precedente ad entrambe è il leone in campo rosso disegnato in uno [[stemmario]] [[Quattrocento|quattrocentesco]] conservato nella [[Biblioteca Trivulziana]] di [[Milano]], appartenente però alla "famiglia" da Locarno. 

Ad inizio [[Ottocento]] viene adottata una variante a due leoni contrapposti; un esempio è quello scolpito nel [[1856]] da Alessandro Rossi ([[1820]]-[[1891]]) sullo zoccolo della fontana di Piazza [[Sant'Antonio abate]], dominata dalla marziale figura dell'emerito barone Giovan Antonio Marcacci ([[1769]]-[[1854]]). Non è frutto di fantasia, ma volontà di ricalcare un'antica iconografia di cui esistono modelli sia nella vecchia che nella nuova collegiata, sia in un documento del [[1560]] rinvenuto 350 anni più tardi a [[Torino]] dallo storico [[Emilio Motta]] ([[1855]]-[[1920]]). In ogni caso, nel [[1899]] si ritorna alla presunta versione primigenia, salvo poi, dopo lievi ritocchi ulteriori, preferire, nel [[1986]], un [[pardo]] stilizzato di color argenteo su fondo azzurro. 

Già! pardo o leone? La diatriba - citiamo - ''nacque ufficialmente nel [[1952]]. Il regolamento organico comunale di allora descriveva lo stemma cittadino "rappresentato da un pardo rampante"; idem nelle successive disposizioni del [[1972]]. Ma nel [[1990]], dopo discussioni delle quali sarebbe interessante riferire più diffusamente, si arrivò a un compromesso: "Lo stemma e la bandiera comunali - recita l'articolo 1 al paragrafo 2 - raffigurano il leone (pardo) rampante in argento su sfondo azzurro"''. Si tratta di questione puramente semantica perché le sembianze sono restate sempre quelle del leone. 

Oltre alle fonti classiche, si vedano a questo proposito gli articoli pubblicati dalla ''Rivista di Locarno'', un mensile illustrato locale, nell'aprile del [[1995]] e nel dicembre del [[1998]] a firma Gianni Mondini e Luca Tomamichel (cui appartiene la precedente citazione).

Il "pardo" è, dal [[1968]], anche l'onorificenza che premia le opere più meritorie presentate al [[Festival internazionale del film di Locarno]]. La statuetta, ideata dallo scultore [[Remo Rossi]] ([[1909]]-[[1982]]), ha sostituito la tradizionale "vela". Un festival che nel [[1982]], cavalcando l'equivoco di cui sopra, ha fatto ancora più suo questo simbolo tingendosi per la prima volta di giallo e di nero. La linea grafica "leopardata" è tuttora uno dei segni forti, dal punto di vista dell'immagine, del più importante evento culturale nazionale.

==Monumenti e luoghi d'interesse==
===Edilizia religiosa===
*La [[collegiata di Sant'Antonio Abate]]<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A653 Chiesa di Sant'Antonio abate - Inventario dei beni culturali]</ref>, nell'omonima piazza. 
*La [[chiesa di San Francesco d'Assisi (Locarno)|chiesa di San Francesco]]<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A650 Chiesa di San Francesco d'Assisi - Inventario dei beni culturali]</ref>, nella piazzetta che ne porta il nome<ref>Vaccaro et alii, 238-239.</ref>.
*L'attiguo ex convento di San Francesco dai due chiostri colonnati, oggi sede principale dell'Alta scuola pedagogica, venne radicalmente trasformato e ingrandito tra il 1892 e il 1894, dapprima per ospitare il [[ginnasio]] cantonale, poi, dopo ulteriori metamorfosi, l<nowiki>'</nowiki>''Istituto magistrale cantonale''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A656 Magistrale cantonale - Inventario dei beni culturali]</ref>. A pianterreno dell'antica ala sud (l'odierno corpo centrale) degna di nota è la sala, già [[refettorio]] dei frati, interamente affrescata dal locarnese [[Antonio Baldassarre Orelli]] (1669-1731) nel 1716 con l<nowiki>'</nowiki>''[[Ultima Cena]]'' sulla parete est, e le ''[[Tramutazione dell'acqua in vino|Nozze di Cana]]'' su quella opposta; nella [[volta (architettura)|volta]] ''[[san Francesco d'Assisi]]''; nelle [[vela (architettura)|vele]] delle altre due pareti, le ''[[Virtù teologali]]'', a sud la ''[[Speranza]]'' col simbolo dell'àncora, a nord la ''[[Carità]]'' coi fanciulli e la ''[[Fede]]'' con l<nowiki>'</nowiki>''[[Eucarestia]]''; finte architetture ([[quadratura (pittura)|quadrature]]) incorniciano tutte le scene<ref>Borrani, 1896, 348-351.</ref>. Fu da una delle celle di questo convento che, nel 1480, fra' Bartolomeo da [[Ivrea]] vide la [[Maria, madre di Gesù|Vergine]], poi detta del Sasso perché apparsagli su una rupe sovrastante, su cui venne in seguito edificato il [[Santuario della Madonna del Sasso (Ticino)|santuario]].
*Il monumento funebre di Giovanni Orelli<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A702 Monumento funebre di Giovanni Orelli - Inventario dei beni culturali]</ref>, in Piazza San Francesco, privo del [[sarcofago]] originario, reca l'affresco della ''[[Madonna col Bambino]] e due Santi'', opera di Stefano da [[Velate]], restaurato negli anni 1870 e 1891.
*La [[chiesa di Santa Maria Assunta (Locarno)|chiesa di Santa Maria Assunta (Chiesa Nuova)]]<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A652 Chiesa di Santa Maria Assunta - Inventario dei beni culturali]</ref> e la ''Casa dei canonici'', in Via Cittadella.
*La [[chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano (Locarno)|chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano]] ([[Sant'Eugenio di Milano|Sant'Eugenio]]), in Via Cappuccini.
*Il convento dei Cappuccini, soppresso nel 1852, fu ampliato e rimodernato a più riprese nella seconda metà del secolo XIX e nel secolo XX, adattando la struttura ad uso scolastico ([[Istituto]] [[Sant'Eugenio di Milano|Sant'Eugenio]] per [[sordomuto|sordomuti]]) a partire dal 1885 per impulso di monsignor [[Eugenio Lachat]], primo [[Amministratore apostolico]] della [[diocesi di Lugano]], affidandolo alle [[Suore della Santa Croce (Mentingen)|Suore della Santa Croce]] di [[Menzingen]]; nel 1890 le [[Suore di Carità della Santa Croce]] di [[Ingenbohl]] di fianco all'istituto aprirono un nuovo edificio per istruire i sordomuti<ref>Vaccaro, Chiesi, Panzera, 2003, 149, 202, 318, 325nota, 383, 393nota.</ref>; l'istruzione durava almeno otto anni continui, il Governo ticinese per 30 sordomuti erogò il sussidio annuo di 250 franchi ciascuno: nel 1895 i risultati meravigliosi strapparono vivissimi elogi<ref>Borrani, 1896, 495-497.</ref>.
*La [[chiesa di Santa Caterina (Locarno)|chiesa di Santa Caterina]]<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A654 Chiesa di Santa Caterina - Inventario dei beni culturali]</ref>
*Il monastero di Santa Caterina<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A655 Convento di Santa Caterina - Inventario dei beni culturali]</ref>, in Via delle Monache, già appartenente all'ordine degli [[Umiliati]], vasto isolato affiancato al lato nord ella chiesa di Santa Caterina, formato da tre corpi principali articolati attorno ad una corte ed uniti da un unico portico; eretto negli anni 1616-1643 e ampliato nel XVII secolo<ref>Borrani, 1896, 368-369.</ref>. Le [[Agostiniane]] vi presero sede nel 1627<ref>Borrani, 1896, 322-323.</ref>. Attorno alla metà del Settecento venne trasformato in un edificio rettangolare a sei campate rivolto ad ovest con coro maggiore allineato e coro minore chiuso per le suore. Sulla facciata del portico mediano: affreschi settecenteschi in parte deperiti; nell'ala est, la più antica, è situato il [[refettorio]] coperto con [[volta a botte lunettata]], ornato con un dipinto murale raffigurante l<nowiki>'</nowiki>''[[Ultima Cena]]'', del secolo XVII. Nel monastero si conserva una ricca ''collezione di statue, dipinti e oggetti sacri'' dei secoli XVI-XVIII. Nel [[1893]] le monache aprirono un istituto per l'istruzione ed educazione cristiana delle giovani, dalle suole elementari fino alle magistrali; oltre alle materie di base, mediante un equo compenso, si danno lezioni di tedesco, inglese, musica e pittura<ref>Borrani, 1896, 494-495.</ref>.
*La [[chiesa di Santa Maria in Selva]]<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A651 Chiesa di Santa Maria in Selva - Inventario dei beni culturali]</ref> (Madonna di Misericordia), in Via Vallemaggia. Citata esplicitamente in un documento del 1º maggio 1400, venne parzialmente demolita nella seconda metà dell'Ottocento.
[[File:Santa Maria in Selva, affreschi, XV sec 02.jpg|thumb|250px|Affreschi di Santa Maria in Selva]] 
*L'antica chiesa di [[San Giorgio]] con annesso convento, già esisteva nel 1224, poi fu distrutta da un'alluvione; vi si tenevano le vicinanze; nel 1267 Miro de Muralto fece un lascito ai «fratibus minoribus de sancto Georgio de Locarno»<ref>Gilardoni, 379-381.</ref>.
*Il cimitero sviluppatosi in occasione della [[peste]] del 1584 e ampliato nel 1835, ebbe vari ampliamenti successivi. Ospita cappelle funerarie e monumenti sepolcrali otto e novecenteschi, dallo stile neoclassico al neogotico, al liberty e pregevoli opere plastiche di [[Remo Rossi]] e di altri scultori. Si segnalano: il ''Monumento funebre di Cecilia Rusca'' di [[Vincenzo Vela]] del biennio 1845-1846, punto di riferimento dell'arte cimiteriale italiana; il ''[[Cenotafio]] per il barone Giovanni Antonio Marcacci'' di Alessandro Rossi, del 1856; la ''Tomba di Giovannina Franzoni-Bacilieri'' (morta nel 1860) con la coeva ''statua di dolente'' attribuita a Vincenzo Vela; la schiera di ''venti cappelle funerarie'', tra cui il ''Monumento funebre a Giuseppe Pedrazzini'', pioniere e statista, eretto nel 1923 su disegno dell'architetto [[Enea Tallone]]<ref>{{DSS|I19943|Enea Tallone}}</ref>, che sovrasta tutti gli altri.
*La [[chiesa di San Giovanni Battista (Solduno)|chiesa di San Giovanni Battista]], in Piazza Solduno. Si sa di una [[consacrazione]] nel 1385 da parte del [[vescovo]] di [[Como]] e di rimaneggiamenti nel 1582, nonché tra il 1626 e il 1636.
*La [[chiesa della Sacra Famiglia (Locarno)|chiesa della Sacra Famiglia]], in Via Serafino Balestra. ''"Dopo 355 anni a Locarno si costruisce una nuova chiesa"'', si proclamava nel pieghevole in cui si esortava la popolazione a contribuire al finanziamento dell'erigendo centro religioso.
*La [[chiesa della Santissima Trinità dei Monti]], sita ai monti della Trinità, nell'omonima piazza.
*L'affresco, entro una cornice in stucco, raffigurante la ''Madonna del Sasso coi santi [[Giacomo]], [[Bartolomeo]] e [[Maria Maddalena]]'', del 1738<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA9125 Affresco col la Madonna del Sasso e Santi - Inventario dei beni culturali]</ref> attribuito alla bottega degli Orelli, in via Al Sasso, è posto su un muro appartenente ad una demolita tipica osteria, di fronte all'albergo Belvedere.

===Edilizia civile===
====Il centro storico====
[[File:Locarno Casorella 2011-07-12 12 29 01 PICT3371.JPG|thumb|220px|right|La Casorella]]
*La Casorella<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A662 La Casorella - Inventario dei beni culturali]</ref>, (ora di proprietà comunale) è un imponente palazzo signorile sorto su un'area originariamente occupata dal castello, fatto forse erigere dal cavaliere e landscriba Andrea Lussy negli anni 1590-1593 circa, inglobando parti murarie castellane medievali. Successivamente passò alla famiglia Orelli de' Capitani, a cui derivò il nome. Subì trasformazioni del settore ovest nel XVIII secolo, relative al salone d'onore; negli anni 1987-1993 fu restaurato dagli architetti Franco (nato nel 1948) e [[Paolo Moro]] (nato nel 1945) e [[Vittorio Pedrocchi]]. L'edificio, preceduto da un giardino, a pianta allungata ha una facciata principale con sottogronda a vele e tracce di ''dipinti allegorici''. Un ampio ''portale bugnato'' seicentesco immette nel cortile a nord dove sono visibili i resti della ''torre quadrata'' forse riferibile al primo castello. Sulla fronte nord: ''cinque busti di poeti'' sopra le porte del pianterreno, del IX secolo. Sul lato ovest sorgono un corpo esterno con una scala a due rampe e una ''loggetta'' attribuiti all'[[Ascona|asconese]] [[Giovanni Battista Serodine]]<ref>[http://www.sikart.ch/KuenstlerInnen.aspx?id=4029322 Sikart: Giovanni Battista Serodine]</ref> (1589/1590-1624) (fratello maggiore di [[Giovanni Serodine]]) e forse risalenti al 1615. Nel piccolo atrio d'accesso al salone d'onore: soffitto ornato di stucchi con ''[[quadratura (pittura)|quadrature]] illusionistiche'' attribuiti a [[Giovanni Antonio Caldelli]]<ref>[http://www.sikart.ch/KuenstlerInnen.aspx?id=4029313 Sikart: Giovanni Antonio Caldelli]</ref> (1721-1790), del 1787. Di pregevole fattura sono le ''decorazioni a stucco'' del secolo XVII e i ''dipinti'' dei secoli XVIII e XIX che ornano il sontuoso ''salone d'onore'', con significativi interventi del pittore [[Brissago|brissaghese]] Giovanni Antonio Caldelli e del collega locarnese [[Giuseppe Antonio Felice Orelli]] (1706-1776 circa). Sulla parete ovest: finta architettura Di Giovanni Antonio Calelli del 1780, autore di buona parte dei dipinti nelle lunette e nelle volte. Al centro del soffitto: grande ''[[olio su tela]] con il [[Giudizio di Paride]]'' di Giuseppe Antonio Felice Orelli, del 1773. Il ''camino tardocinquecentesco'' reca lo stemma dell'urana famiglia Lussy.
[[File:Pinacoteca Casa Rusca.jpg|thumb|200px|left|Loggiati interni di Casa Rusca]]
*La Casa Rusca, in Piazza Sant'Antonio, è un palazzo settecentesco che unisce due edifici più antichi, con ''portico''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=PAi690.2 Portico di Casa Rusca - Inventario dei beni culturali]</ref> e cortile con ''pozzo''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A24340 Pozzo di Casa Rusca - Inventario dei beni culturali]</ref> interno loggiato. ''[[Pinacoteca]] civica''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A664 Casa Rusca: pinacoteca civica - Inventario dei beni culturali]</ref> che custodisce le collezioni di [[Jean Arp]] e Marguerite Arp, il lascito [[Nesto Jacometti]], la donazione [[Giovanni Bianconi]], la donazione [[Rudolf Mumprecht]]<ref>[http://www.sikart.ch/KuenstlerInnen.aspx?id=4002404 Sikart: Rudolf Mumprecht]</ref>, la donazione [[Emilio Maria Beretta]]<ref>[http://www.sikart.ch/KuenstlerInnen.aspx?id=4023806 Sikart: Emilio Maria Beretta]</ref> e una collezione di [[olio su tela|tele]] del locarnese [[Filippo Franzoni]] (1857-1911), ragguardevole esponente del movimento detto della [[scapigliatura]], ad esempio, l'olio su tela con la ''Riva di Muralto''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA521 La riva di Muralto - Inventario dei beni culturali]</ref>. Restauro e ristrutturazione interna a cura degli architetti Franco (nato nel 1948) e [[Paolo Moro]] (nato nel 1945), conclusi nel 1981.
*La casa Bustelli, ora Fiori<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A665 Casa Fiori - Inventario dei beni culturali]</ref>, sulla facciata reca l'affresco dell<nowiki>'</nowiki>''[[Immacolata Concezione]] tra i santi Francesco d'Assisi e [[Domenico di Guzmán]]''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA623 Immacolata con San Francesco e Domenico - Inventario dei beni culturali]</ref>, opera di [[Antonio Baldassarre Orelli]] dell'inizio del secolo XVIII.
*La casa Banfi<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A684 Casa Banfi - Inventario dei beni culturali]</ref> presenta un porticato ad arcate con ''tre finestre gotiche'' in facciata sormontate da un lungo ballatoio.
*Il palazzo commerciale, in via Ospedale, trasformato da Eugenio Cavadini (1881-1962) per Giuseppe Orelli-Cattaneo nel 1913, presenta una muratura in mattonelle e articolazioni architettoniche in [[granito]].¨
*L'ospedale La Carità occupa la sede di un antico edificio<ref>Buetti, 1969, 186-189.</ref>, con vigna annessa, concesso verso il 1685 dal cavaliere Carlo Appiani aggiungendo il dono di 86000 Lire imperiali<ref>Borrani, 1896, 369.</ref>.
*La casa Roggero in via Sant'Antonio n. 2 è un edificio d'origine medievale con cortile interno loggiato del secolo XVII;
*la casa Simona, già Reschigna<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A681 Casa Reschigna - Inventario dei beni culturali]</ref> è un palazzo risalente ai secoli XVI-XVIII, recentemente restaurato che racchiude uno dei cortili più singolari della città per i suoi loggiati,con un'ala libera che suddivide la corte. All'interno si conservano dei soffitti lignei;
*la casa Bizzini ha la facciata principale ornata con elementi architettonici barocchi a graffito e presenta un elegante ''portale''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA8469 Casa Bizzini: portale - Inventario dei beni culturali]</ref> nella facciata sud-est;
*il palazzo Rusca-Bellerio, una casa signorile con armoniose ''facciate''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=PAe6305.1 Casa Rusca-Bellerio: facciate - Inventario dei beni culturali]</ref> e cortile interno<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=PAe6305.3 Casa Rusca-Bellerio: cortile - Inventario dei beni culturali]</ref> con portale con tracce di decorazione pittorica<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA8345 Casa Rusca-Bellerio: portale con decorazione pittorica - Inventario dei beni culturali]</ref>', formata da edifici di epoche diverse rinnovati con concezione unitaria all'inizio del secolo XVIII. Il grande portale bugnato è del secolo XVI. A pianterreno le porte recano sovraporte affrescate rococò<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=PAi6305.1 Casa Rusca-Bellerio: pianterreno - Inventario dei beni culturali]</ref>: salone con affresco del ''Tempo che scopre la Verità'' opera di [[Giuseppe Antonio Felice Orelli]] del 1730 circa, e dipinti murali con le ''[[Virtù]]'' attribuiti a Antonio Baldassarre Orelli. Al piano superiore ''decorazioni pittoriche ornamentali'' attribuite a [[Giuseppe Ciseri]], [[Agostino Balestra]]<ref>[http://www.sikart.ch/KuenstlerInnen.aspx?id=4023633 Sikart: Agostino Balestra]</ref>, [[Giovanni Antonio Vanoni]] e [[Giuseppe Giugni]], della metà del secolo XIX circa<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=PAi6305.2 Casa Rusca-Bellerio: sale - Inventario dei beni culturali]</ref>; il cortile<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=PAi6305.3 Il cortile di Casa Rusca-Bellerio - Inventario dei beni culturali]</ref> è caratteristico.
*la casa d'abitazione Varini, in via Cittadella, trasformata nel 1903 da Alessandro Ghezzi (1861-1922); in facciata: affresco votivo raffigurante la ''[[Madonna col Bambino]] tra i santi Giovanni Battista e Cristoforo''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA483 Affresco: Madonna col Bambino coi Santi Giovanni Battista e Cristoforo - Inventario dei beni culturali]</ref> degli anni 1480-1500 circa;
[[File:Casa dei Canonici.jpg|thumb|220px|right|La casa dei canonici]]
*l'Abergo Antico Giardinetto nei pressi sotto il portico conserva uno ''stemma visconteo''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA482 Albergo Antico Giardinetto: stemma visconteo - Inventario dei beni culturali]</ref>;
*l'Antica casa Orelli, nella piazzetta dei Riformati, nel salone del piano nobile ha una [[volta (architettura)|volta]] dipinta con ''busti femminili in costumi svizzeri'' della metà del secolo XIX, e ''camino rinascimentale'' con lo stemma egli Orelli; 
*la Casa dei Canonici<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A658 Casa dei Canonici - Inventario dei beni culturali]</ref>, palazzo d'origine forse cinquecentesca fatto ampliare attorno al 1600 da Cristoforo Orelli che lo donò ai canonici della chiesa di Santa Maria Assunta. La facciata sulla strada è ornata con stucchi; sul lato sud-est verso il giardino, si apre un portico sormontato da un doppio loggiato. Le sale nella zona est della casa sono coperte da [[soffitto a cassettoni|soffitti a cassettoni]]; il corpo ovest e il settore verso la chiesa contengono spazi con volte e camini decorati da stucchi egli anni 1590-1605 circa;
*una casa reca in facciata il frammento dell'affresco con San Cristoforo<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA20951 Frammento dell'affresco con San Cristoforo - Inventario dei beni culturali]</ref>.
*il ''gruppo scultoreo'' in bronzo del 2001, nella piazzetta della Farmacia Lafranchi, è opera dello scultore [[Pedro Pedrazzini]] di [[Campo (Vallemaggia)]].
*la casa d'abitazione ha un ''cortile interno'' con ''pozzo a carrucola''. Al piano nobile: pavimenti a [[mosaico]] e soffitti dipinti a motivi ornamentali da Antonio Balestra e [[Giovanni Antonio Vanoni]] nel 1850 circa;
*l'antica casa Rusca<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A663 Casa Rusca - Inventario dei beni culturali]</ref> è un edificio con cantine d'origine medievale e ''portale cinquecentesco''; la facciata è percorsa da un lungo ballatoio; Il portico interno<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=PAi690.2 Il portico interno di casa Rusca - Inventario dei beni culturali]</ref> è particolarmente suggestivo e al centro conserva un pozzo colonnato e coperto<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A24340 Casa Rusca: pozzo colonnato coperto - Inventario dei beni culturali]</ref>; ai piani superiori si conservano alcuni soffitti lignei. Dal 1832 al 1852 ospitò 19 Suore della Provvidenza<ref>Borrani, 1896, 363-364.</ref>.
*Il palazzo commerciale, in via San Francesco, ricostruito da Ambrogio Galli nel 1913 ha un angolo arrotondato con ingresso, balconi e ''decorazioni [[liberty]]'';
*il palazzo residenza signorile classicheggiante con giardino, progettato da [[Ferdinando Bernasconi]] senior per il consigliere di Stato [[Gioachimo Respini]] nel 1895.
*Il Palazzo Bianchetti, in via Castelrotto, è un bell'edificio [[neoclassico]] attribuito a [[Gaetano Matteo Pisoni]] nella seconda metà del Settecento, trasformato nel 1896 da Ferdinando Bernasconi senior per Giuseppe Bianchetti.
*Il monumento a [[Giovanni Battista Pioda]], in Piazza San Francesco, opera di [[Antonio Chiattone|Antonio]]<ref>[http://www.sikart.ch/KuenstlerInnen.aspx?id=4023489 Sikart: Antonio Chiattone]</ref> e [[Giuseppe Chiattone]]<ref>[http://www.sikart.ch/KuenstlerInnen.aspx?id=4023492 Sikart: Giuseppe Chiattone]</ref>, del 1897: ''busto in rilievo e angelo della Libertà'' in bronzo su un [[obelisco]] in granito;
*il palazzo dell'Alta Scuola pedagogica sorge sulla stessa piazza, realizzato da Franco e Paolo Moro nel 2007.
*La [[Scuola dell'infanzia]] San Francesco, in via Ripa Canova, è un edificio ad un piano con cortile interno, zoccolo in granito ed elementi decorativi in cotto, realizzato da [[Augusto Guidini]] per la Società Asilo Infantile di Locarno nel 1887, poi restaurato.
*La Piazza Castello è frutto dell'arrivo della superstrada nel centro di Locarno con la riprogettazione dell'antica zona portuale del castello visconteo attuata da [[Aurelio Galfetti]] e [[Marco Krahenbühl]], collaboratore per la pianificazione, nel 1996. Il portale della galleria Mappo-Morettina, un grande muro di sbarramento delle immissioni foniche e l'ampia rotonda per il traffico veicolare furono trasformati in elementi generatori di spazi intesi a risolvere l'impatto tra le zone di traffico e quelle pedonali. Nel sottopassaggio della rotonda sono visibili elementi murari dei secoli XIII e XV, appartenenti all'antico porto castellano, riemersi durante gli scavi archeologici del 1997.
*Le Scuole comunali (edificio amministrativo e scolastico), in via Franchino Rusca, è un volume originario ad '''U''' aperto verso Piazza Castello, realizzato da Ferdinando Bernasconi senior nel biennio 1893-1894; l'ampliamento e la chiusura el cortile con un corpocentrale rialzato improntato allo stile Novecento realizzati da Silverio Bianda e Respini nel biennio 1930-1931.
*Il palazzo commerciale in via Battista Rusca progettato nel 1907 da Giovanni Quirici per Giuseppe Remonda presenta ''decorazioni liberty''.
*L'Albergo dell'Angelo, nel Vicolo della Motta, locanda esistente già nel XVI secolo; sulla volta [[secolo XVI|cinquecentesca]] del salone al piano nobile: affreschi con gli ''stemmi''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA423 Albergo dell'Angelo: stemmi - Inventario dei beni culturali]</ref> degli ospiti e dei sindacatori che vi alloggiarono<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA424 Albergo dell'Angelo: stemma - Inventario dei beni culturali]</ref>.
*Il palazzo del conte Giovanni Nicolò Rusca, in via Panigari/piazzetta de Capitani, è un edificio risalente ai secoli XIV-XV, assai trasformato e rinnovato nei secoli XIX e XX; nel cortile interno loggiato si conservano pilastri [[secolo XIV|trecenteschi]].
*La casa già Orelli-Emili, in via Marcacci, a pianterreno conserva due sale con ''caminiera stucco settecenteschi con lo stemma di famiglia''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=PAi688.2 Casa Orelli-Emili: caminiera in stucco - Inventario dei beni culturali]</ref>; sul soffitto del salone d'onore ''affresco del Tempo che scopre la Verità''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=PAi688.1 Casa Orelli-Emili: salone d'onore - Inventario dei beni culturali]</ref> di Giuseppe Antonio Felice Orelli, del 1766 circa.
*La casa Mariotti, in via Bacilieri, costruita nel 1880 circa con facciata principale verso via Marcacci, è contraddistinta da una torretta belvedere neogotica; all'interno locali con soffitti con ''decorazioni pittoriche'' attribuita a Giovanni Antonio Vanoni: ridipinti.
*La casa Romerio, nel Vicolo Torretta con negozi, progettata da Emilio Benoit per Alessandro Romerio nel 1927. La facciata principale su via Torretta ha una tripla loggia ad archi; all'interno: finta architettura e motivi ''decorativi a graffito'' di [[Bruno Nizzola]]<ref>[http://www.sikart.ch/KuenstlerInnen.aspx?id=4026170 Bruno Nizzola]</ref>: rifatti.
[[File:Locarno 1.jpg|thumb|220px|left|La piazza grande]]
*Il Palazzo Franzoni, nel Vicolo Cappuccini,<ref name="ti.ch">[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A683 Palazzo Franzoni - Inventario dei beni culturali]</ref>, elegante edificio barocco del XVII secolo eretto su fondamenta tardomedievali; il cortile ha un corpo scala principale e un loggiato; nel salone del piano nobile a nord si conservano ''dipinti illusionistici'' di Giovanni Antonio Caldelli, del 1780 circa.
*L'Albergo Torretta, (Grande emporio) in via Gallinazza, angolo Via Torretta, è frutto della trasformazione di un edificio preesistente realizzata per i fratelli Valsangiacomo nel 1912, ispirata allo stile lombardo, caratterizzato da torretta belvedere e da una ricca policromia, ridipinta.
*La Casa Varenna con negozi, in via delle Pannelle, trasformata nel 1893 per Leopoldo e Giuseppe Varenna si affaccia su Largo Zorzi con un ampio portico e una vasta terrazza laterale con statuette grottesche.
*La Piazza Grande, una delle piazze più belle e conosciute della Svizzera. Eccone l'efficace descrizione che ne fa l'eclettico scrittore, storico e critico d'arte locale [[Piero Bianconi]] (1899-1984) in<ref>Bianconi, 1972.</ref> «''Per fortuna, e quasi si vorrebbe dire miracolosamente, ha mantenuta pressoché intatta, salvo qualche lieve sgarro, la lunga e compatta e flessibile sfilata di case che la limitano a monte: la torre civica pare che le sorvegli perché stiano ben serrate. (...) Sono case che a prenderle una a una non hanno niente di singolare, sono mediocri, né belle né brutte, e senza grandi variazioni tra loro; ma così strette insieme e unanimi fanno un bellissimo vedere, la loro bellezza nasce dal ritmo che le unisce, dalla coerente continuità: sono come parole usuali, di tutti i giorni, unite con garbo a formare una bella frase armoniosa.''» Molti palazzi e case furono trasformati o ricostruiti dal secolo XVI al XX. Nel 1825 l'ampio slargo creatosi in seguito al ritiro del lago verso la fine del secolo XVIII fu sistemato con opere di miglioria, la posa dell'acciottolato e la realizzazione del giardino pubblico su disegno di Domenico Fontana, dove sorge l'attuale Palazzo postale. Sul lato sud si allineano edifici dei secoli XIX e XX;
*la Torre civica<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A686 Torre comunale - Inventario dei beni culturali]</ref> riferibile alle [[fortificazione|fortificazioni]] volute da [[Luchino Visconti (signore di Milano)|Luchino Visconti]], della metà del secolo XIV<ref>Buetti, 1969, 199-202.</ref>, domina il fronte di edifici porticati ai piedi della collina, un tempo situati in prossimità della riva del lago.
[[File:Ticino Locarno Posta Vacchini 02.jpg|thumb|220px|left|Il palazzo della posta di Livio Vacchini]]
*La casa Baciocchi sul prospetto est conserva un ''portale con lo stemma di famiglia'' nella chiave di volta<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA8468 Casa Baciocchi: portale stemmato - Inventario dei beni culturali]</ref>;
*Il Palazzo postale fu realizzato dall'architetto [[Livio Vacchini]] negli anni 1988-1995: edificio a pianta quadrata con facciate ritmate dalla struttura perimetrale dei pilastri; l'interno è libero da elementi portanti, interrotto solo da quattro nuclei con le circolazioni verticali;
*il Palazzo della Società Elettrica Sopracenerina, ex Palazzo Governativo sito sul fronte meridionale di Piazza Grande, di stile [[neoclassico]] eretto nel biennio 1837-1838 da [[Giuseppe Pioda]] per la Società degli Azionisti del Palazzo Governativo, sede del governo cantonale tra il 1839 e il 1878 a turno seiennale con Lugano e Bellinzona, dal 1917 sede della Società Elettrica Sopracenerina. Il palazzo a pianta quadrata con ''cortile interno porticato a colonne''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=PAi9770.2 Palazzo della Sopracenerina: cortile interno - Inventario dei beni culturali]</ref>, coperto da una struttura vetrata disegnata da Mario Botta nel biennio 1992-1993. Al piano nobile, salone del parlamento, attualmente spazio destinato a congressi, conferenze e concerti. Trasformato attorno al 1900 su disegno di Alessandro Ghezzi; subì ulteriori rimaneggiamenti nel 1917 (Eugenio Cavadini) e nel 1955 [Paolo Mariotta);
[[File:127LocarnoMunicpio.jpg|thumb|220px|left|Il Municipio]]
*il vecchio palazzo postale ora Banca della Svizzera Italiana, costruito nel 1875 per la Società degli azionisti della Casa Postale, trasformato e rialzato nel biennio 1903-1904 dopo il trasferimento della posta in Largo Zorzi; successive trasformazioni ([[Adolf Gaudy]]);
*il palazzo residenziale e commerciale, trasformazione di un edificio preesistente su progetto di Giuseppe Roncajoli per Angiolina Nessi nel 1868, rialzato poi d'un piano;
*il palazzo municipale settecentesco, già della famiglia Marcacci, adibito a sede comunale nel 1855; rinnovato internamente da Giuseppe Franzoni nel 1871 conservando le caratteristiche originarie della ''sala municipale''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=PAi670.1 Palazzo civico: sala municipale - Inventario dei beni culturali]</ref>; trasformazioni e sopraelevazione nel biennio 1896-1897 su progetto di Ferdinando Bernasconi senior che disegnò la facciata neorinascimentale con loggette trifore all'ultimo piano; subì lavori di rimodernamento verso il 1950 e nel 1970; notevole è pure la corte interna<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=PAi9770.2 Palazzo civico: corte interna - Inventario dei beni culturali]</ref>.
*l'Albergo Svizzero (palazzo residenziale e commerciale), è un edificio con cortile interno ricavato dalla trasformazione di proprietà più antiche ad opera di Giuseppe Roncajoli nel 1853 e da Ignazio Cremonini nel 1884; sul portico sono murati due ''bassorilievi'' uno con il ''profilo di una dama''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA927 Albergo Svizzero: profilo di una dama - Inventario dei beni culturali]</ref> e l'altro con un ritratto virile''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA926 Albergo Svizzero: profilo virile - Inventario dei beni culturali]</ref> risalenti agli inizi del secolo XVI; l'ampia facciata classicheggiante ha un portico e un corpo centrale rialzato;
*la Casa Romerio, un edificio con ''portico e doppio loggiato seicenteschi''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A685 Casa Romerio - Inventario dei beni culturali]</ref>;
*la Casa Nessi, nel Vicolo della Motta, ricostruita nel 1800 circa, casa natale dello scrittore [[Angelo Nessi]], caratterizzata da una facciata con portico e loggiato ad archi decorata a graffito nel 1920.
Nel Largo Zorzi arrivava anticamente la riva del lago in continuazione dell'attuale Piazza Grande; vi si affacciano palazzi ottocenteschi con portici; i giardini pubblici furono sistemati con viali e platani nell'ampio spazio libero corrispondente all'antica riva del lago da Francesco Galli e dal giardiniere Giuseppe Molinari negli anni 1869-1871, con viali di [[magnolia (botanica)|magnolie]], [[rododendro|rododendri]] e diverse piantagioni nel periodo 1882-1886 e successivi ampliamenti e risistemazioni;
*il Teatro Casinò-Kursaal fu realizzato nel 1902 per la Società del Teatro da Ferdinando Bernasconi senior in collaborazione col pittore [[Filippo Franzoni]], alterato all'esterno e completamente trasformato all'interno;
*l'ex palazzo postale (ora Banca UBS) progettato nel 1900 da Alessandro Ghezzi per la Banca della Svizzera Americana che vi aveva sede; poi venne trasformato.
[[File:016 14A.JPG|thumb|290px|la funicolare Locarno-Orselina]]
*il palazzo con negozi, in via Alla Ramogna, è un edificio del 1860 trasformato all'inizio del XX secolo con portico d'accesso alla stazione di partenza della [[funicolare]] Locarno-Madonna del Sasso, realizzata da Giuseppe Martinoli negli anni 1904-1906;
*il palazzo Maggiorini con negozi è un edificio ottocentesco trasformato nel 1921 da G. De Giorgi per i fratelli Maggiorini farmacisti; la facciata è riccamente decorata a graffiti dal pittore [[Pompeo Maino]]<ref>[http://www.sikart.ch/KuenstlerInnen.aspx?id=4025847 Sikart: Pompeo (Angelo) Maino]</ref>: restaurata.
*la Casa Franzoni, in via della Dogana vecchia/Piazzetta Franzoni, è un grande edificio a '''L''' ottenuto alla trasformazione di una casa preesistente per Tommaso Franzoni nel 1850 circa, casa natale del pittore Filippo Franzoni.
*Il Palazzo Funicolare, sul Viale Federico Balli, è un edificio amministrativo e commerciale progettato da Enea Tallone e Silvio Soldati per la Società della Funicolare Locarno-Madonna del Sasso FLMS nel 1925; contraddistinto a un portico ad archi concluso da una terrazza e ornato con decorazioni a graffito.
*L'ex Dogana (ora Hotel Millenium), in via della Dogana nuova, è un edificio classicheggiante progettato nel 1884 per la Confederazione svizzera, ampliato nel 1901, poi trasformato.
*Il Debarcadero, sul Lungolago Giuseppe Motta, edificato nel 1914 da Giovanni Baggio in sostituzione di una costruzione preesistente, presenta una struttura in metallo e vetro e parti in muratura; poi parzialmente trasformato.
*La Villa Noris, in via Delle Monache, è una residenza classicheggiante con [[timpano (architettura)|timpani]] laterali, progettata da Alessandro Ghezzi per Giovan Battista Bonetti nel 1900.
*Il ponte ad arco, in via Cappuccini al confine con Muralto, ha una bella scala d'accesso alla funicolare in carpenteria metallica e parapetti in stile liberty del 1906;
*la "Villa Rosa" edificata da Eugenio Cavadini nel biennio 1910-1911, di sua proprietà, mostra una ''fascia decorativa con motivi floreali'' a traforo;
*la Scuola Normale femminile (Palazzo scolastico) progettata da Ferdinando Gianella per lo Stato del [[Canton Ticino]] nel 1890, sopraelevata nel biennio 1903-1904 da Ferdinando Bernasconi senior è un'imponente costruzione su pianta ad '''U''' situata in un parchetto;la facciata simmetrica ha un risalto centrale coronato da un [[frontone]]; le ''decorazioni pittoriche'' sono coeve,
*il Villino dei glicini è una dimora progettata nel 1911 dal proprietario Eugenio Cavadini presente una torretta belvedere, motivi floreali e vegetali liberty in sottogronda e un portico a sud;
*il Palazzo con negozi è un edificio [[eclettico]] costruito nel 1906 da Alessandro Ghezzi per don [[Isidoro Fonti]], [[arciprete]] e rappresentante delle monache di Santa Caterina;
[[File:PalazzoMorettiniLocarno.jpg|thumb|220px|left|Il Palazzo Morettini]]
*la Casa Gagliardi nei pressi nell'atrio conserva un affresco con la figura allegorica del ''[[Tempo]]''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA8497 Casa Gagliardi: allegoria del Tempo - Inventario dei beni culturali]</ref>:
*la Casa Gerevini reca in facciata entro una cornice a stucco trilobata in stile tardobarocco l'affresco con la ''Madonna di Caravaggio'' alquanto deperito<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA486 Casa Gerevini: Madonna di Caravaggio - Inventario dei beni culturali]</ref>.
*il [[Palazzo Morettini]] (Biblioteca cantonale), edificio risalente al 1709 su progetto dell'architetto ticinese [[Pietro Morettini]], completamente trasformato nel 1854 da Giuseppe Franzoni su incarico dell'avvocato Pietro Morettini, subì ulteriori trasformazioni nel 1870 forse su progetto di Francesco Galli. Ha una a facciata principale neoclassica e la fronte verso il giardino interno, trasformata nel 1897 di gusto neorinascimentale con basse ali laterali terrazzate. Nel salone d'onore: soffitto dipinto in stile neorococò attribuito a Giovanni Antonio Vanoni, del 1870 circa.
*Il seicentesco Palazzo Franzoni<ref name="ti.ch"/> si distingue per la compatta volumetria e per il doppio ordine di finestre incorniciate con ''cornici dipinte''.
*La Casa Canfora, in via Masino, è una villa con zoccolo in granito e loggia a due piani, progettata da Giovanni Quirici per Attilio Degiorgi nel 1909, successivamente trasformata;
*la Villa è una costruzione eclettica progettata da Giovanni Quirici per Giacomo Mariotti all'interno di una vasta proprietà nel 1908, poi parzialmente trasformata.
*L'ex Oratorio maschile (ora casa d'abitazione), in via Chiossina, fu progettato da [[Bernardo Ramelli]] e [[Giuseppe Bordonzotti]] nel 1905 su commissione dell'arciprete don Isidoro Fonti di [[Miglieglia]], poi parzialmente trasformato.
*Il Palazzo Pedrazzini, in Contrada Borghese, è un'imponente residenza neoclassica eretta da Giuseppe Franzoni per Paolo e Guglielmo Pedrazzini nel biennio [[1856]]-[[1857]], poi trasformato nel 1903. A quest'ultima fase risale il portale sud del giardino con lo stemma della famiglia; la fontana è del 1901;
*il palazzo con negozi residenza signorile neorinascimentale progettata nel 1897 da Ferdinando Bernasconi senior per Willy Simona, poi ristrutturata;
*la [[Casa del Negromante]], il cui appellativo deriva da Giovan Battista Orelli detto il Negromante che qui visse nel XVIII secolo, è un ampio edificio quadrilatero d'origine medievale trasformato e ampliato a più riprese dal XV secolo in poi, è con ogni probabilità il fabbricato civile più vetusto oggi presente in città. Tra i molti stabili patrizi del nucleo che meriterebbero più di una distratta occhiata, è d'obbligo almeno riferire di questo edificio abitato dalla nobile [[famiglia Magoria]] forse già nel XIII secolo. Sul lato est del cortile si apre un antico portico ligneo<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=PAi14737.5 Il portico ligneo - Inventario dei beni culturali]</ref> sovrastato da una notevole loggia<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=PAi14737.4 La loggia - Inventario dei beni culturali]</ref>. Restauri negli anni 1991-1995. Nell'[[androne]], in alto, sono visibili ''dipinti decorativi''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA56175 I fregi decorativi - Inventario dei beni culturali]</ref> della metà del XVI secolo, fra cui due fregi con lo stemma della comunità ([[leone]], o [[leopardo]], rampante), l'emblema confederato (''"il più antico esemplare dipinto in Svizzera della croce a bracci allungati"'', a detta dello storico dell'arte [[Johann Rudolf Rahn]]), gli ''stemmi'' quasi cancellati di Ursula Magoria e di Ambrosius Püntiner del [[Canton Uri]] e ''due stemmi del Canton Uri''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA31217 I due stemmi del Canton Uri - Inventario dei beni culturali]</ref> nell'atrio sulle [[vela (architettura)|vele]] del portale d'ingresso in facciata<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA56174 Il portale d'ingresso in facciata - Inventario dei beni culturali]</ref>. Al piano nobile: tre sale quattrocentesche, di cui la sala nell'ala orientale conserva un ligneo [[soffitto a cassettoni]] dipinto<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA31218 Soffitto ligneo a cassettoni dipinto - Inventario dei beni culturali]</ref>, della metà del XV secolo;
*la casa Bustelli, realizzata nel 1850 conserva parti cinquecentesche; la facciata è articolata da finte architetture e a una loggia a tre archi;
*il palazzo con negozi edificato nel 1888 per Giulio Alliata reca vistosi frontoni al piano nobile;
*il Villino Alliata progettato da Alessandro Ghezzi per gli eredi di Giulio Alliata nel 1902 è caratterizzato da un frontone centrale mistilineo.
*La casa con atelier, in via Monteguzzo, costruita nel 1928 per il pittore [[Bruno Nizzola]]<ref>[http://www.sikart.ch/KuenstlerInnen.aspx?id=4026170 Sikart: Bruno Nizzola]</ref>, autore insieme ad altri artisti delle ''decorazioni pittoriche'', interessante esempio di stile regionale ispirato all'edilizia rurale.
*In via Ai Monti si allineano ''numerose ville'' eclettiche sorte perlopiù nel primo decennio del XX secolo e adibite a residenze e pensioni:
*la Villa San Giorgio, ora Bologna, già residenza del canonico don Antonio Padlina e del professor Ulisse Assuelli, con autorimessa e ampio orto-giardino sul retro;
*La villa Adamina, in posizione panoramica, preceduta da una scalinata con il busto di [[Theodor Mommsen]];
*la Villa Riposo, progettata nel 1916 e di proprietà di Giovanni Baggio, è dotata di un giardino terrazzato con muri di sostegno in pietra;
*la Villa Snider costruzione in stile Novecento progettata nel 1931 da Giuseppe Viscardi per il negoziante di stoffe Giuseppe Snider;
*l'Albergo Belvedere sorge in un parco molto ben mantenuto all'inizio della strada per il santuario della Madonna del Sasso (Via al Sasso); l'originario palazzo, commissionato dal notaio [[Canton Glarona|glaronese]] Balthasar Luchsinger, fu edificato nel terzo quarto del XVI secolo poi ampliato e trasformato in albergo su progetto di Antonio Ghezzi nel 1884; ulteriori lavori di ristrutturazione nel XX secolo; l'antico ''salone d'onore''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=PAi669.1 Albergo Belvedere: salone d'onore - Inventario dei beni culturali]</ref> conserva un ''soffitto'' con volta a schifo con lunette incorniciate da massicci ''stucchi dell'inizio del XVII secolo'', un affresco col ''Carro di Febo'' e un ''camino tardorinascimentale''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA561 Albergo Belvedere: camino tardorinascimentale - Inventario dei beni culturali]</ref> con figure di due [[atlante (mitologia)|atlanti]] simili a quelli di [[Michelangelo]] e architrave decorato da ''[[grottesca|grottesche]]'' in rilievo.
*Il monumento al barone [[Giovanni Antonio Marcacci]], in Piazza Sant'Antonio, in [[marmo di Carrara]] con basamento in pietra di [[Saltrio]], fu scolpito da [[Alessandro Rossi (scultore)|Alessandro Rossi]] nel 1857.

====Il Quartiere Campagna====
*L'antica Casa Franzoni, ora Fiori, in via Vallemaggia<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A665 Casa Franzoni-Fiori - Inventario dei beni culturali]</ref> è un palazzo signorile a pianta rettangolare eretto nel 1673 con facciate decorate a graffito; in origine era dotato di un muro di cinta con torrette angolari e portale seicentesco;
*la Villa alla Selva (palazzo amministrativo), residenza neoclassica con grande parco e stabili di servizio, eretta nel 1850 da Giuseppe Pioda per Valentino Balli, ampliata lateralmente e sopraelevata nel biennio 1894-1895, fu acquistata dal comune nel 1935.
*Villini e palazzine improntate ad un eclettismo di ritorno con elementi liberty, sorti nel secondo decennio del secolo XX si allineano in via Alberto Franzoni;
*le Officine Idroelettriche della Maggia SA, in via In Selva, angolo Via Varenna, sono uno stabile amministrativo caratterizzato da una facciata leggermente concava e balconi con pannelli verdi, realizzato dall'architetto Paolo Mariotta negli anni 1968-1970.
*La Villa Florida, in via Rinaldo Simen, fu progettata da [[Paolo Zanini]] per Giuseppe Moretti nel 1908 con risalto centrale con torretta e ''decorazioni pittoriche'' di Piero Franzoni parzialmente ridipinte; all'interno i locali sono decorati.
*La Villa Igea, in via Rovedo, realizzata da Eugenio Cavadini per il signor Zappini nel 1925 circa presenta notevoli ''decorazioni a graffito'' di Pompeo Maino, del 1927 e soffitti dipinti da Bruno Nizzola.
*La Casa d'appartamenti, in via Romerio  progettata da Eugenio Cavadini per il signor Milani nel 1931 mostra elementi in stile Novecento.

====Il Quartiere Nuovo e i Saleggi====
L'arginatura del fiume Maggia, realizzata negli anni 1891-1900, rese edificabile una parte del territorio del delta fino a quel momento minacciata dalla piene e adibita a pascoli alternati a distese di ghiaia e zone boschive. Nel 1883 il comune ne acquistò una vasta zona per promuovere l'edificazione di un quartiere dalla caratteristiche urbane sulla base del piano regolatore approvato nel 1898. L'attività edilizia si sviluppò in modo decisivo solo verso la fine della [[prima guerra mondiale]] con l'impulso dato dalla Società Immobiliare Locarno della famiglia Pedrazzini, che fece costruire palazzi d'appartamenti e ville destinate all'alta e media [[borghesia]]. Numerose demolizioni e nuove costruzioni di qualità discutibile hanno compromesso il carattere unitario del quartiere.
*Il Palazzo commerciale e amministrativo in via Trevani è un edificio a pianta triangolare con angolo arrotondato ed elementi razionalisti, costruito nel 1930 a Elvidio Casserini per Maria Consolascio.
*La Ferriera in via Ciseri è un edificio multifunzionale realizzato dall'architetto [[Livio Vacchini]] nel 2003.
*Il Villino, in via Luvini, progettato da Ferdinando Bernasconi senior ad uso proprio nel 1904 è caratterizzato da una torre belvedere angolare e ''ricche decorazioni pittoriche'' ora sbiadite;
*la Palazzina residenziale commerciale, nella Piazza Muraccio, realizzata da Alessandro Ghezzi per Pietro Taglio nel 1901 fu ampliata nel 1910 da Ambrogio Galli e nel 1925 subì successive trasformazioni;
*il Palazzo residenziale e commerciale costruito nel 1930 mostra elementi architettonici [[art decò]].
*Lo Studio d'architettura, in via Bramantino, realizzato da Livio Vacchini ad uso proprio nel biennio 1985-1986, è un forte accento nella compagine urbana malgrado la scala ridotta, l'edificio in cemento armato rivestito di [[travertino]] è articolato verticalmente in tre zone funzionali: parcheggio, laboratorio e archivio.
*La fontana in granito, in Piazza Fontana Pedrazzini, di forma quadrata, posta al centro del Quartiere Nuovo, fu realizzata da Ferdinando Bernasconi junior e da [[Giacomo Alberti (architetto)|Giacomo Alberti]] di [[Bedigliora]] negli anni 1923-1925; intorno al bacino principale stanno [[tritone (mitologia)|tritoni]], [[sirena|sirene]] e [[Anura|ranocchi]] in bronzo dello scultore [[Fiorenzo Abbondio]] di [[Ascona]]<ref>[http://www.sikart.ch/KuenstlerInnen.aspx?id=4002444 Sikart: Fiorenzo Abbondio]</ref>.
*La Casa Gina, in via Franscini, è un palazzo residenziale e commerciale progettato da Eugenio Cavadini per la Società Immobiliare Locarno nel 1913; le ''decorazioni a graffito coeve'' sono di Piero Franzoni;
*la Casa d'abitazione e laboratorio di pietre artificiali fu progetta da Alessandro Ghezzi per i fratelli Sartorio nel 1910; nel 1925 venne aggiunto un laboratorio; le ''decorazioni'' furono eseguite con elementi di cemento prefabbricati prodotti dalla ditta stessa.
*In via Ballerini la ''Cabina di trasformazione'' fu costruita nel 1905 per la Società Elettrica Locarnese in un linguaggio classico stilizzato;
*il Monumento ad [[Augusto Mordasini]] di [[Comologno]] è un'opera in marmo e bronzo di Antonio Soldini del 1889.
*La Casa Bramantino, in via Cattori, è una palazzina d'appartamenti in stile Novecento realizzata da Eugenio Cavadini per la Società Immobiliare Locarno nel 1926; la ''recinzione del giardino in stile floreale'' risale al 1904 eseguita da Alessandro Ghezzi per Giovanni Pedrazzini.
*Diversi edifici moderni ed eleganti, in via Della Pace, si affacciano su Piazza Fontana Pedrazzini;
*il Palazzo del Pretorio, realizzato negli anni 1908-1910 da Ferdinando Bernasconi senior su incarico del governo cantonale, fu ampliato nel 1940 sul retro; Nel 1925 qui si tenne la Conferenza Internazionale della Pace in cui fu stipulato il Patto di Locarno. L'edificio eclettico su pianta ad '''E''' ha una struttura portante in cemento armato; la facciata è articolata da un avancorpo centrale e da risalti laterali, ornata di ''bassorilievi'' simboleggianti la [[Giustizia]] dello scultore Ettore Rossi di [[Arzo]] e di [[Ugo Zaccheo]]<ref>[http://www.sikart.ch/KuenstlerInnen.aspx?id=4023965 Sikart: Ugo Zaccheo]</ref>;
*il Palazzo residenziale è un pregevole edificio eclettico con otto appartamenti signorili progettati da Eugenio Cavadini per la Società Immobiliare Locarno nel 1915, le facciate sono riccamente articolate, la cinta ha un<nowiki>'</nowiki>''inferriata in stile liberty'';
*la Villa Moretti è una residenza progettata da Ferdinando Bernasconi junior per Rinaldo Moretti nel 1928; le ''decorazioni in pietra artificiale'' sono stilizzata in art déco;
*la Casa Miramonte e la Casa alla Fonte sono stabili d'appartamenti gemelli che creano un prospetto simmetrico sul lato sud della Piazza Pedrazzini, edificati nel 1927 da Enea Tallone e Ferdinando Bernasconi junior per Giovanni Pedrazzini, sono improntati ad un eclettismo di ritorno con dettagli reinterpretati in art dèco;
*la Palazzina d'appartamenti (Scuola Club Migros) è una costruzione eclettica con elementi liberty edificata nel 1912 per la Società Immobiliare Locarno a Eugenio Cavadini, che dal 1922 vi trasferì il proprio studio; fu ampliata nel 1950 circa;
*il Padiglione scuola italiana [[Alessandro Manzoni]] (Sportello consolare d'Italia) fu progettato nel 1927 da Ambrogio galli per il Viceconsolato d'Italia in Locarno; è impostato secondo un linguaggio classico rivisitato.
*la Palazzina con negozi in via Della Posta fu progettata da Eugenio Cavadini per Achille Frigerio nel 1919;
*la Casa Colonia italiana è un edificio con ''motivi ornamentali liberty'', comprendente salone-teatro, appartamenti e osteria realizzato da Ambrogio Galli per l'Unione Italiana di Mutuo Soccorso nel 1907;
*il Magazzino e abitazione, progettato dall'architetto [[Bernardo Ramelli]] per i fratelli Tettamanti nel 1913, successivamente rialzato e ampliato, ha facciata rappresentativa verso la strada.
In via Balestra, principale asse d'attraversamento del delta di locarno, orientato sul centro di Piazza grande:
*il Palazzo urbano con spazi commerciali edificato da Eugenio Cavadini per Ireneo Rinaldi nel 1921 mostra elementi architettonici art déco;
*il Macello pubblico e officina comunale (Magazzini comunali) è un complesso industriale realizzato da Eugenio Cavadini per il comune di Locarno nel biennio 1910-1911, ebbe successive aggiunte.
[[File:Locarno Varesi 30 2011-07-12 15 38 30 PICT3404.JPG|thumb|220px|left|La scuola media]]
*la Casa unifamiliare, in via Respini, realizzata da Paolo Mariotta per Giuseppe Mariotta nel 1936 interpreta in chiave moderna elementi mediterranei e regionali ticinesi;
*il Bagno pubblico è uno stabile balneare di matrice razionalista costituito da un corpo centrale con due ali laterali realizzato negli anni 1929-1933 da Ferdinando Bernasconi junior e Ferdinando Fischer, poi ristrutturato ed ampliato.
*La [[Scuola media]], in via Varesi, costruita nel biennio 1963-1964 da [[Dolf Schnebli]] costituì uno dei principali riferimenti nel Canton Ticino per edifici scolastici successivi. Il vasto complesso è caratterizzato da aule a pianata quadrata (con lucernario centrale) che emergono leggibili nell'articolazione dei volumi; i ''dipinti murali'' sono di [[Livio Bernasconi]]<ref>[http://www.sikart.ch/KuenstlerInnen.aspx?id=4002035 Sikart: Livio Bernasconi]</ref>, [[Massimo Cavalli]]<ref>[http://www.sikart.ch/KuenstlerInnen.aspx?id=4000145 Sikart: Massimo Cavalli]</ref>, [[Flavio Paolucci]]<ref>[http://www.sikart.ch/KuenstlerInnen.aspx?id=4001201 Sikart: Flavio Paolucci]</ref> e [[Peter Travaglini]]<ref>[http://www.sikart.ch/KuenstlerInnen.aspx?id=4001807 Sikart: Peter Travaglini]</ref>; le opere in bronzo sono di [[Max Weiss]]<ref>[http://www.sikart.ch/KuenstlerInnen.aspx?id=4001864 Sikart: Max Weiss]</ref>.
[[File:Locarno Saleggi 2011-07-12 15 23 09 PICT3393.JPG|thumb|220px|right|La scuola elementare]]
*La Scuola elementare e la palestra, in via delle Scuole, furono realizzate da Livio Vacchini in tre fasi tra il 1971 e il 1978; il complesso è impostato secondo l'analogia scuola-città: due corpi di aule come case, ordinate a scacchiera e relazionate allo spazio esterno; il "palazzo" della palestra, destinato alla collettività, percorsi come strade, spazi per il gioco come piazze, portici e giardini; recentemente ristrutturato.
*La Casa d'appartamenti, in via Nessi, realizzata da [[Fabrizio Gellera]] (nato nel 1955) e [[Tiziano Vannini]] negli anni 1992-1995, è un edificio di 40 appartamenti a pigione moderata disimpegnati da ballatoi che si affacciano su una corte interna caratterizzata da una vivace policromia;
*le Case popolari, un blocco di 54 appartamenti realizzato per il comune di Locarno da [[Luigi Snozzi]] e Livio Vacchini nel biennio 1965-1966, sono strutturate in mattoni poggianti su uno zoccolo di cemento armato in cui sono situati gli spazi comunitari e di percorso.
*La Scuola dell'infanzia Saleggi realizzata da Dolf Schnebli e associati negli anni 1972-1974 si compone di tre corpi i cemento armato a vista con tamponamento in mattoni.
*Il Centro servizi urbani, in via Alla Morettina, progettato nel 1989 da Livio Vacchini è un complesso realizzato a tappe dal 1998 per accogliere la polizia comunale, la sede dei pompieri, l'ambulanza, gli uffici e le aziende municipalizzate.
*Il Liceo Cantonale, in via Francesco Chiesa, è ornato con un ''angelo'' in bronzo, opera del 1998 dello scultore [[Pedro Pedrazzini]] di [[Campo (Vallemaggia)]].

====Monti della Trinità====
*La Pensione Germania (Albergo Villa India), in via Ai Monti, realizzata su progetto di Ettore Roncoroni per K. Geiseler nel 1906 è caratterizzata da una loggia belvedere ad archi.
*La Villa è una residenza secondaria costruita nel 1907 all'interno di un parco da Alessandro Ghezzi per Maria Varenna-Muralti; la facciata sud è marcata da un frontone centinato con pinnacoli, balconi, terrazza, loggetta e portici.
*La Casa Kalt, in via Del Tiglio, è un edificio unifamiliare realizzato da Raffaele Cavadini nel biennio 1990-1991 in cemento armato su zoccolo in pietra, sviluppato su due pianiattorno ad una corte aperta verso sud.
*Le Case di vacanza, in via Tre Tetti, situate su un pendio boschivo poggiano su uno zoccolo alto e stretto e sono coperte da un vistoso tetto a padiglione, edificate da [[Manuel Pauli]] (nato nel 1930) nel biennio 1964-1965; la casa è stata rinnovata.
*La Casa Bianchetti, in via Zoppi, unifamiliare fu edificata da Luigi Snozzi negli anni 1975-1977; il percorso d'accesso che dall'autorimessa attraverso una passerella penetra nella casa, si configura come elemento generatore del progetto.
*La Villa Rossa, in via Alla Basilica, è parte di una schiera di abitazioni contigue con giardino antistante, ricavate da edifici preesistenti negli anni 1860-1880 circa; il prospetto riccamente dipinto con ''motivi ornamentali e figura allegoriche'' di Giuseppe Giugni detto Polonia, sono ridipinti.

====Quartiere di Solduno====
Centro abitato tra i più antichi della regione, attestato da un'importante [[necropoli]] dell'[[età del ferro]] e d'[[epoca romana]], annovera diverse case rurali e borghesi ben conservate. Nel 1928 l'antico comune si è fuso con quello di Locarno.

===Edilizia militare===
[[File:Locarno Castello Visconteo.JPG|thumb|250px|Il [[castello visconteo (Locarno)|Castello Visconteo]] visto da ovest]]
Le vestigia del [[castello visconteo (Locarno)|Castello Visconteo]]<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A657 Castello visconteo - Inventario dei beni culturali]</ref> (XIII-XV secolo) sono contraddistinte da mura con [[merlatura ghibellina]], parzialmente rifatta durante la radicale opera di restauro intrapresa tra il 1921 e il 1928. È quanto resta della possente macchina bellica che i [[Confederazione elvetica|Confederati]] decisero di smantellare nel 1531; all'esterno sono ancora visibili i resti delle muraglie difensive<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A12024  Castello Visconteo: muraglie difensive - Inventario dei beni culturali]</ref> e i resti delle muraglie più esterne verso il porto<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A12031 Castello Visconteo: le muraglie verso il porto - Inventario dei beni culturali]</ref>. Al suo interno troviamo il [[Museo]] civico e archeologico, rinomato soprattutto per la sua collezione di vetri romani<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA23432 Collezione Balli - Inventario dei beni culturali]</ref> (I-IV secolo) della collezione di [[Emilio Balli]]<ref>{{DSS|I17089|Emilio Balli}}</ref>.

===Altro===
Nei musei e nei conventi sono inoltre conservate le seguenti opere d'arte:
*l'olio su tela con la ''Adorazione dei Magi''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA941 Tela con l'Adorazione dei Magi - Inventario dei beni culturali]</ref>;
*il dipinto con l<nowiki>'</nowiki>''[[Annunciazione]]''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA944 Tela con l'Annunciazione - Inventario dei beni culturali]</ref>;
*il dipinto con l<nowiki>'</nowiki>''[[Assunzione di Maria|Assunzione della Vergine]]''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA945 Tela con l'Assunzione della Vergine - Inventario dei beni culturali]</ref>;
*il dipinto raffigurante ''L'elemosina del sarto Candolfo''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA953 Tela con l'Elemosina del sarto Candolfo - Inventario dei beni culturali]</ref>;
*l'affresco col ''Busto di San Cristoforo col Bambino''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA20951 Busto di San Cristoforo col Bambino - Inventario dei beni culturali]</ref>;
*il dipinto con la ''[[Madonna col Bambino]], [[Anna (madre di Maria)|Sant'Anna]], il papa [[Sisto V]] e un Santo vescovo''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA943 La Madonna col Bambino, Sant'Anna, il papa Sisto V e un Santo vescovo - Inventario dei beni culturali]</ref>;
*un ex voto raffigurante la ''Madonna di Re e donna orante''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA2654 Ex voto con la Madonna di Re e donna orante - Inventario dei beni culturali]</ref>;
*un ex voto raffigurante la ''Madonna di Re e il committente''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA2231 Ex voto con la Madonna di Re e committente - Inventario dei beni culturali]</ref>;
*il dipinto col la ''Nascita della Vergine''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA918 Nascita della Vergine coi Santi Carlo Borromeo e Lucia - Inventario dei beni culturali]</ref>;
*il dipinto con la ''Madonna incoronata coi santi Carlo Borromeo e Lucia''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA921 La Madonna incoronata coi Santi Carlo Borromeo e Lucia - Inventario dei beni culturali]</ref>;
*il dipinto coi santi ''[[Crispino e Crispiniano]]''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA946 I santi Crispino e Crispiniano - Inventario dei beni culturali]</ref>;
*il dipinto con ''[[San Felice di Valois]] e [[San Giovanni de Matha]]<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA947 San Felice di Valois e San Giovanni de Matha - Inventario dei beni culturali]</ref><ref>[http://www.santiebeati.it/dettaglio/35750 San Giovanni de Matha]</ref>;
*il dipinto col la ''Visione di [[San Filippo Neri]]''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA916 La visione di San Filippo Neri - Inventario dei beni culturali]</ref>;
*il dipinto con ''San Giovanni di Mata che riscatta due prigionieri cristiani''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA942 San Giovanni di Mata riscatta due prigionieri cristiani - Inventario dei beni culturali]</ref>;
*il dipinto con la ''Madonna col Bambino appare a San Rocco in carcere''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA923 Madonna col Bambino appare a San Rocco in carcere - Inventario dei beni culturali]</ref>;
*il dipinto con ''[[San Sebastiano]] che riceve la [[palma del martirio]]''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA922 San Sebastiano che riceve la palma del martirio - Inventario dei beni culturali]</ref>;
*il dipinto con ''[[San Giacomo Maggiore]] e [[San Filippo apostolo]] adoranti i Sacri cuori di Gesù e Maria''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA2694 San Giacomo Maggiore e San Filippo apostolo adoranti i Sacri cuori di Gesù e Maria - Inventario dei beni culturali]</ref>;
*il dipinto con lo ''Sposalizio della Vergine''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA915 Sposalizio della Vergine - Inventario dei beni culturali]</ref>;
*il dipinto con lo ''Stemma della Corporazione borghese''<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=OA955 Stemma della Corporazione borghese - Inventario dei beni culturali]</ref>;

=== Aree naturali ===
*Dalla località di '''Cardada-Cimetta''', terrazzo naturale posto tra i 1.400 e i 1.560&nbsp;m s.l.m. si gode un incantevole panorama sull'agglomerato urbano, il lago, le [[Alpi]] e le [[Prealpi]]. Vi si accede con la [[teleferica]] che parte da Via Santuario a [[Orselina]].
*Gli amanti della [[botanica]] non trascurino il ''Parco delle [[camelia|camelie]]'', recentemente realizzato in Via Gioacchimo Respini, specie durante l'epoca della fioritura primaverile.
*L<nowiki>'</nowiki>[[Astrovia (Locarno)|Astrovia]], tracciata in scala 1:1.000.000.000 e che si dipana per 6 chilometri lungo gli argini della [[Maggia (fiume)|Maggia]] e della Melezza ([[Melezzo]]), darà un'idea molto concreta dell'ampiezza del nostro [[sistema solare]] anche al profano.
*Di selvaggia bellezza naturalistica si può parlare per l'"[[Gola (geografia)|orrido]]" di [[Tegna|Ponte Brolla]], ovvero le profonde e levigate gole, le cosiddette ''[[marmitta|marmitte]] dei [[gigante (mitologia)|giganti]]'', frutto del paziente lavorio del fiume la cui acqua, ai tempi non ancora imbrigliata e domata dalle dighe a monte, ''"muggisce e ribolle, traboccando da così angusta pentola"'', come testimonia la poetessa tedesco-danese [[Friederike Brun]] (1765-1835) riferendosi al luogo, visitato nel 1795.
[[File:Castello Visconteo (Locarno).jpg|thumb|220px|rught|Il Castello visconteo]]

== Società ==
FC Locarno milita in Challange League Svizzera.
FC Solduno milita in seconda lega regionale.
===Evoluzione demografica===
{{Demografia
|titolo= Abitanti censiti
|dimx= 450
|dimy= 200
|popmax= 15700
|passo1= 1500
|passo2= 500
|a1= 2000
|a2= 2001
|a3= 2002
|a4= 2003
|a5= 2004
|a6= 2005
|a7= 2006
|a8= 2007
|a9= 2008
|a10=2009
|a11=2010
|p1= 14465
|p2= 14520
|p3= 14426
|p4= 14482
|p5= 14469
|p6= 14456
|p7= 14682
|p8= 14909
|p9= 15123
|p10=15185
|p11=15564
|fonte= Ufficio cantonale di statistica Bellinzona
}}

== Cultura ==
=== Cucina ===
Ecco due ricette veramente tipiche, oggi finite nel dimenticatoio.
*Capiler, Bibita a base di [[capelvenere]] (''adiantum capillus veneris''), piccola [[felce]] che cresce nelle fessure delle rocce e dei muri in pietra. Se ne fa bollire una manciata in poco più di un litro d'acqua. L'infuso va poi lasciato riposare per una giornata. Indi ad esso si aggiungono 750 grammi di zucchero tostato. Si filtra il tutto e si incorpora un'identica dose di zucchero non tostato, la buccia di un limone e un bicchiere di caffè. Si riporta a ebollizione fino a quando non si ottiene uno sciroppo. Dev'essere servito in acqua bollente unendovi un altro po' di caffè liquido e qualche scorzetta di limone. 

Veniva sorseggiato ovunque, in casa e nei ritrovi pubblici. Famoso era quello dello storico Caffè Svizzero di Piazza Grande. Era un prodotto talmente caratteristico da dare il nome pure ai re del Carnevale di Città Vecchia che per anni si alternarono, fra polemiche anche aspre, alla guida dei bagordi, per l'appunto Re Capiler e Re Relipac. ''"Era'' -così Piero Bianconi in "Locarno di ieri e d'oggi", Werner Classen Edizioni, Zurigo 1972- ''un blando beveraggio, caffè leggero con sciroppo di capelvenere, una buccia di limone e uno schizzetto di liquore, bevanda emblematica della città (...)."''
*Piccione "alla locarnese", Spennato che sia, lo si avvolge nella pancetta e lo si fa saltare in un tegame con burro, foglioline di salvia e di menta, bacche di ginepro, cannella e noce moscata. Quindi, trasferitolo in una pentola, gli si dà un'altra rosolatura e si condisce con sale e pepe. Si copre poi il tutto con del vino bianco e si fa cuocere a fuoco vivo per una ventina di minuti. Ad operazione ultimata si aggiungono panna e una cucchiaiata di rum.

===Personalità legate a Locarno===
{{Vedi anche|: Categoria:Personalità legate a Locarno}}
*[[Guglielmo da Rozoglio]] di Locarno, [[arcivescovo di Milano]] muore il 28 marzo 1241<ref>Motta, 1991, 30.</ref>.
*[[Simone de Orelli]], detto Simone da Locarno (...?-1291), [[condottiero]]. Il nobiluomo che [[Gian Gaspare Nessi]] (1800-1856)<ref>{{DSS|I6941|Gian Gaspare Nessi}}</ref> nelle sue ''Memorie storiche di Locarno fino al 1660'' (ristampa Edizioni Pedrazzini, Locarno 1985) indica, erroneamente, appartenere alla schiatta dei Muralto, deve la sua fama alle imprese compiute al servizio dei [[Visconti]], le cui iniziali fortune da lui molto dipesero.
*[[Beatrice Casati - Rusca]] (...?-16 marzo 1490), [[beato|beata]]. Vedova del [[conte]] Franchino Rusca, quindi terziaria [[francescano|francescana]] nel capoluogo lombardo, muore in odore di [[santità]],<ref>Idem, 1991, 27.</ref> e tale è la sua popolarità che ad un ponte cittadino, dalle parti di [[Brera (quartiere di Milano)|Brera]], viene dato il suo nome. Raffigurata, oltre che sull'urna [[marmo]]rea che ne conserva le spoglie nella [[Chiesa di Sant'Angelo (Milano)|chiesa milanese di Sant'Angelo]], anche in un piccolo [[affresco]] che decora la [[parete (architettura)|parete]] della scala che porta al primo piano del [[Castello|maniero]] locarnese e - così vuole la tradizione - in un dipinto nella [[Chiesa di Santa Maria Annunciata (Muralto)|chiesuola dell'Annunziata]], all'imbocco del vialetto che conduce al [[Santuario della Madonna del Sasso (Ticino)|Santuario della Madonna del Sasso]].
*[[Loterio Rusca (conte)|Loterio Rusca]], figlio di Franchino e di Beatrice Casati, fu conte della Comunità di Lugano e Valle, prese l'abito [[ordine domenicano|domenicano]] presso il convento di [[Santa Maria delle Grazie di Milano]].
*[[Pietro Antonio Rusca]], fratello di Loterio e di Giovanni Nicolò, conte di Locarno, [[Vallemaggia]] e valle [[Lavizzara]], combatté contro i Confederati in difesa delle sue terre prima della [[battaglia di Giornico]].
*[[Simone Albricci]] (il Campanella), [[condottiero]] al servizio di Franchino Rusca.
*[[Giovanni Battista Albrizzi]], di [[Moghegno]], luogotenente del [[balivo]] di Locarno.
*[[Hans Heinrich Riva]], orafo, figlio di Francesco tessitore di velluti, seguace della [[Riforma protestante|Riforma]], emigrato a [[Zurigo]].
*[[Giacomo Pancrazio Bustelli]], sacerdote, predicatore, pacificatore.
*[[Antonio Baldassarre Orelli]], detto Baldassarre il Vecchio (Locarno 1669-1731), pittore. Rampollo illegittimo del nobile Giovanni Stefano.
*[[Giuseppe Antonio Felice Orelli]] (Locarno 1706-Locarno 1776), pittore, figlio di Antonio Baldassarre.
*[[Andrea Bustelli]], sindaco di Locarno e [[Landamano]] del [[Canton Ticino]].
*[[Vincenzo Angelo Orelli]], pittore, figlio di Giuseppe Antonio Felice Orelli.
*[[Giovanni Antonio Marcacci]] (Locarno, 15 agosto 1769 - Milano, 10 aprile 1854), barone, il 1º aprile 1846 fa testamento a favore del borgo di Locarno<ref>Motta, 1991, 33, 35, 70.</ref>.
*[[Giovanni Antonio Rusca]], avvocato, di idee liberali moderate, si oppose al governo in carica e fomentò i moti del 1841, condannato in contumacia, si rifugiò a [[Pallanza]].
*[[Luigi Rusca (sindaco)|Luigi Rusca]], avvocato e notaio, esponente del partito liberale, sindaco di Locarno, deputato al Gran Consiglio e al Consiglio Nazionale, fondò la Cassa di risparmio, colonnello dell'esercito svizzero.
*[[Francesco Antonio Bustelli]] (Locarno 1723-1763), [[ceramista]]. È attivo in [[Baviera]], agli ordini del conte di [[Haimhausen]].
*[[Franz Storno]] (1821-1907) di Solduno, architetto, pittore e scultore. Di antico casato patrizio, appartenente al ramo trasferitosi nell'[[Impero austro-ungarico]] nel [[Settecento]], è ricordato in particolare per le ristrutturazioni di chiese, palazzi e castelli in [[Ungheria|terra magiara]] e per gli affreschi che spesso esaltano quegli interventi. A [[Sopron]], dove a lungo visse e dov'è sepolto, è conservata una collezione di suoi disegni e dipinti.
*[[Filippo Franzoni]] (Locarno 1857-1911), pittore.
*[[Angelo Nessi]] (Locarno 1873-Locarno 1932), scrittore, laureato in filosofia a [[Genova]] e in lettere a [[Pisa]], frequenta [[Giosuè Carducci]] e gli ambienti letterari italiani, specialmente quelli lombardi. La sua produzione spazia dalla poesia alla critica teatrale. Collabora come [[librettista]] con [[Ruggero Leoncavallo]] (''Maja'', ''Malbruck'', ''La Foscarina''). A dargli una notorietà che oltrepassa l'ambito regionale è il romanzo autobiografico ''Cip'', pubblicato a [[Milano]] nel 1924 (e riedito nel 1961 a cura della Società storica locarnese), che ha per sfondo, mai citata espressamente, la sonnacchiosa e colpevolmente provinciale Locarno della sua infanzia.
*[[Antonio Rossi (fotografo)|Antonio Rossi]], (Milano, 1824 - Locarno 1898), marmista e primo fotografo del Canton Ticino.
*[[Alberto Pedrazzini]], uomo politico del movimento cristiano-sociale in seno al partito conservatore ticinese, deputato al [[Gran Consiglio (Svizzera)|Gran Consiglio]], giornalista e scrittore teatrale.
*[[Giovan Battista Pedrazzini]], ingegnere elettronico, uomo politico del partito popolare democratico, Consigliere nazionale, direttore della Società elettrica sopracenerina.
*[[Jophann Birger Carlson]], libraio svedese, titolare di un'importatne libreria, editore, saggista e traduttore<ref>Ulmi, 2011, 51-69.</ref>.
*[[Giovan Battista Rusca]] detto Batistin, sindaco di Locarno, deputato al Gran Consiglio e al Consiglio nazionale, nel 1925 ospitò la conferenza di pace internazionale che sancì il [[Patto di Locarno]], fervente liberale di sinistra, diresse il giornale ''Avanguardia''.
*[[Francesco Rusca]], libero pensatore, cofondatore del Magazzini generali con Punto Franco SA a [[Chiasso]], deputato al Gran Consiglio e al Consiglio nazionale, membro della loggia massonica Il Dovere.
*[[Roberto Galfetti]] (1924-1966), pianista, docente di canto alla Magistrale di Locarno.
*[[Giovanni Pozzi]], frate [[Cappuccini|cappuccino]], dottore in lettere, professore dl letteratura italiana all'[[Università di Friburgo]], autore di importanti opere di critica letteraria ([[Giovan Battista Marino]], [[Ermolao Barbaro]], [[Hypnerotomachia Poliphili]] di [[Francesco Colonna (scrittore)|Francesco Colonna]], [[Brunetto Latini]], ...)
*[[Guido Bustelli]], deputato al Gran Consiglio ticinese e al [[Consiglio nazionale (Svizzera)|Consiglio nazionale]] svizzero
*[[Remo Rossi]] (Locarno 1909-1982), originario di [[Arzo]], [[scultore]].
*[[Hannes Schmidhauser]] (Locarno 1926-2000), [[calciatore]], [[attore]] [[cinema]]tografico e teatrale, [[scenografo]], [[regista]] e [[produttore]]. Sul piano sportivo debutta, grintoso difensore non ancora sedicenne, nella prima squadra del [[Football Club Locarno]]. Nel 1945 è uno degli artefici della promozione delle "bianche casacche" nella massima categoria svizzera nelle cui fila militerà per innumerevoli stagioni. Negli [[Anni 1950|anni cinquanta]] indossa a 13 riprese la maglia [[Svizzera|rossocrociata]], portando anche la fascia di capitano. Inizia la feconda carriera cinematografica nel 1954 interpretando ''Ueli der Knecht'' (''Ueli il servo''), primo episodio di una saga molto popolare in area germanofona. Altri importanti ruoli si succedono sino al 1999. L'ultima recita in teatro, poche settimane prima del decesso, la regala proprio alla sua città, vestendo i panni di [[Johann Sebastian Bach]].
*[[Pierre Codiroli]] (Locarno, 20 febbraio 1944-Locarno, 30 novembre 1996), [[dottore]] in lettere italiane, insegnante di liceo, [[storico]] e [[scrittore]].
*[[Livio Vacchini]] (Locarno 1933-2007), architetto del postmoderno, tra i più ammirati.
*[[Francesco Piemontesi]], (Locarno, 1983 - vivente), [[pianista]] di fama internazionale.
*[[Elda Marazzi]], [[segretario|segretaria]], [[ristorante|ristoratrice]], [[attivista politoco|attivista politica]].
*[[Giuseppe Buffi]], maestro, [[giornalista]], [[uomo politico]], [[Consiglio di Stato|Consigliere di Stato]] [[liberale]].
*[[Ettore Rossi (medico)|Ettore Rossi]], fratello dello scultore Remo, dottore in medicina a Milano, professore ordinario di [[pediatria]] all'[[università di Berna]] e direttore della clinica pediatrica di fama internazionale.
*[[Vincenzo Snider]], studiò lettere alle [[Sapienza Università di Roma|Università di Roma]] e di [[università di Friburgo|Friburgo]], dove si laureò nel 1934 con una tesi su [[Federico Tozzi]], insegnante di italiano in particolare alla scuola magistrale di Locarno (fino al [[1973]]), poi al liceo di Locarno, per alcuni anni tenne corsi estivi per stranieri all'Università cattolica di [[Roma]], membro della commissione svizzera per l'[[UNESCO]] e (come presidente del Circolo di cultura di Locarno) organizzatore di incontri culturali; con [[Giovanni Bonalumi]] curò l'antologia di scrittori contemporanei, destinata alle scuole medie, ''Situazioni e testimonianze'' (1976), e fu autore di articoli e saggi editi in periodici ticinesi (in parte pubblicati in ''Un segno nell'aria'', 1992), fra cui spiccano quelli dedicati all'amico [[Plinio Martini]].
*[[Enrico Franzoni]] detto Bubi, [[notaio]], [[uomo politico]] del partito conservatore, [[Presidente]] del [[Consiglio nazionale (Svizzera)|Consiglio nazionale]].
*[[Nag Arnoldi]], pittore e scultore di fama internazionale.
*[[Sandro Bianconi]], direttore dell'Osservatorio linguistico dalla sua fondazione al 1995, professore di sociolinguistica e storia della lingua italiana nelle [[università di Ginevra]], [[università di Zurigo]], [[università di Pavia]], [[università di Firenze]] e [[università di Milano]]<ref>Bianconi, 2010, 41-48.</ref>; è stato anche direttore del [[Festival di Locarno]] dal 1966 al 1970.
*[[Luigi Pedrazzini]], uomo politico del [[Partito Popolare Democratico (Svizzera)|Partito Popolare Democratico]], direttore della Società elettrica sopracenerina, Consigliere di Stato.

In città o nella regione hanno soggiornato, talvolta eleggendola a loro patria adottiva, [[uomo politico|uomini politici]], [[esule|esuli]], [[intellettuale|intellettuali]] e [[artista|artisti]], tra di essi:
*[[Walter von Roll]], fu cancelliere del baliaggio di Locarno.
*[[Pietro Morettini]] (Cerentino, 1660 - Locarno 1737), ingegnere e architetto. Valmaggese, di [[Cerentino]], è l'ideatore dell'Urnerloch, la Buca d'Uri, uno dei primi trafori alpini, che dal 1708 mette in comunicazione [[Göschenen]] e [[Andermatt]], sul [[San Gottardo]].
*[[Giuseppe Garibaldi]], [[uomo politico]], rivoluzionario repubblicano liberale, generale, braccato dagli austriaci, si rifugiò a Locarno.
*[[Carlo Rovelli (vescovo)|Carlo Rovelli]]<ref>[[Diocesi di Como]]</ref>, vescovo di Como, visitò le parrocchie di Locarno e della parte ticinese della sua diocesi nel 1795.
*[[Gaetano Sacchi]], volontario garibaldino, combatté in difesa della [[Repubblica Romana (1849)|Repubblica romana]], si rifugiò a [[Zurigo]] e a Locarno.
*[[Michail Bakunin]] (1814-1876), [[filosofo]] e politico russo, padre fondatore dell'[[anarchismo]].
*[[Carlo Cafiero]] (1846-1892, [[teoria|teorico]] del [[comunismo]] anarchico.
*[[Antoinette de Saint-Léger]] (1856-1948), [[mecenatismo|mecenate]].
*[[John Ruskin]], scrittore, disegnatore, pittore, innamorato della Svizzera, ritrasse paesaggi ticinesi e il borgo di Locarno e dintorni.
*[[Antonio Ciseri]] ([[Ronco sopra Ascona]] 1821-1891), pittore. A Locarno si possono ammirare tre sue tele importanti: ''[[San Francesco]] che riceve le [[stigmate]]'' (1887, nell'omonima chiesa), ''L'Italia risorta'' (1859], a Palazzo Marcacci, sede dell'amministrazione comunale) e l'arcinoto ''Trasporto al sepolcro'' (1864-1868, nella chiesa della Madonna del Sasso).
*[[Ruggero Leoncavallo]] (1857-1919), [[compositore]] musicale).
*[[Marianne von Werefkin]] (Marianna Vladimorovna Verevkina), (1860-1938), pittrice.
*[[Alexej von Jawlensky]] (1864-1941), pittore.
*[[Stefan George]] (1868–1933), poeta, [[antinazista]] germanico.
*[[Elisar von Kupffer]] (1872–1942), pittore, poeta, drammaturgo e storico).
*[[Rainer Maria Rilke]] (1875-1926), poeta di fama europea.
*[[Hermann Hesse]] (1877-1962, scrittore, poeta e pittore.
*[[Filippo Sacchi]], giornalista, scrittore, critico cinematografico, antifascista, rifugiato a Locarno.
*[[Salvador de Madariaga]] (1886-1978), storico e scrittore.
*[[Jean Arp]] (1886-1966), pittore e [[scultore]], tra i fondatori del [[dadaismo]].
*[[Erich Maria Remarque]] (1898-1970), scrittore, antinazista.
*[[Ignazio Silone]] (1900-1978), scrittore socialista italiano.
*[[Raimondo Rezzonico]], editore, fondatore del festival del cinema di Locarno, cittadino onorario di Locarno, grande ufficiale al merito della Repubblica italiana.
*[[Erich Fromm]] (1900-1980), [[psicanalista]] e [[sociologo]] di fama internazionale.
*[[Marino Marini (scultore)|Marino Marini]] (1901-1980), affermato scultore e pittore italiano.
*[[Charlotte Bara]] (1901-1986), [[ballerina]], rinnovatrice della danza.
*[[John Eccles]] (1903-1997), [[Premio Nobel per la Medicina]] nel 1963.
*[[Paulette Goddard]] (1910-1990), [[attrice]] cinematografica, ex moglie di [[Charles Chaplin]].
*[[Max Frisch]] (1911-1991), [[architetto]] e scrittore svizzero di fama internazionale.
*[[Patricia Highsmith]] (1921-1995), rinomata scrittrice statunitense di gialli.
*[[Sergio Salvioni]], dottore in diritto, avvocato e notaio a Locarno, esponente dell'ala radicale del [[Partito Liberale Radicale (Svizzera)|partito liberale radicale]] ticinese, amministratore dell'Azienda elettrica ticinese (AET).
*[[Teresita Bramante]], sportiva con doppio passaporto italiano e svizzero, nazionale elvetica di [[atletica leggera]] ed italiana di [[skeleton]] e, fino al 2006, [[bob]].
*[[Thomas Andreas Adrian Von Kirkhe]], trombettista, compositore, direttore d'Orchestra e di banda militare. Tenente dell'esercito tedesco.

===Principali manifestazioni===
*Ribellonia, Carnevale in Piazza Solduno (febbraio/marzo)
*Stranociada, Carnevale in [http://www.cittavecchialocarno.ch Città Vecchia] (febbraio/marzo)
*Mostra internazionale delle camelie, presso il parco omonimo (marzo/aprile)
*[http://www.cittavecchialocarno.ch/index.php?option=com_content&task=view&id=17&Itemid=36 Brocante], mercato delle pulci e dell'antiquariato in [http://www.cittavecchialocarno.ch Città Vecchia] (maggio)
*Swiss Beach Volleyball, tappa del torneo in Largo Zorzi (maggio)
*Notte bianca, nel centro storico (maggio)
*Operalocarno (giugno)
*[[Moon and Stars|Moon & Stars]], concerti in Piazza Grande (luglio). Edizione 2005 con [[Seal]], [[Jamiroquai]], [[Coldplay]], [[Laura Pausini]], [[Joe Cocker]] e [[Lenny Kravitz]]; edizione 2006 con [[Depeche Mode]], [[Eric Clapton]], [[Eros Ramazzotti]], [[Bryan Adams]], [[The Who]], [[Ben Harper]] e [[Roger Waters]]; Edizione 2007 con [[Peter Gabriel]], [[Zucchero]], [[Avril Lavigne]], [[Beastie Boys]], [[P!nk]] e [[Muse (gruppo musicale)|Muse]]; edizione 2008 con [[Vasco Rossi]], [[Santana (gruppo musicale)|Santana]], [[Jovanotti]], [[Status Quo]], [[James Blunt]], [[Alicia Keys]], [[Lenny Kravitz]], [[R.E.M. (gruppo musicale)|R.E.M.]], [[Paul Simon]] e [[Juanes]]; edizione 2009 con [[Laura Pausini]], [[Deep Purple]], [[Göla]], [[Duffy]], [[Amy Macdonald]], [[Tracy Chapman]], [[Gloria Estefan]], [[Katie Melua]], [[Placebo (gruppo musicale)|Placebo]].
*Luci e ombre, festa pirotecnica sul lago (luglio)
*[[Festival internazionale del film di Locarno]] (agosto)
*[http://www.cittavecchialocarno.ch/index.php?option=com_content&task=view&id=92&Itemid=137 Irish Music Festival], in [http://www.cittavecchialocarno.ch Città Vecchia] (agosto)
*Triathlon, gara di resistenza pluridisciplinare nel lago e sulle strade della regione (settembre)
*Festa dell'uva, ai Monti della Trinità (settembre)
*Bande in Piazza, esibizione di complessi bandistici in Piazza Grande (settembre)
*Pardo Live, kermesse musicale di fine estate nei locali del centro e in Piazza Grande (settembre)
*Settimane musicali di Ascona, concerti di musica classica anche in San Francesco (agosto-ottobre)
*Selezione Ambiente, fiera campionaria in zona Peschiera-Morettina (novembre)
*Mercato di Natale, in Città Vecchia (dicembre)
*Locarno on ice, pista di ghiaccio con eventi collaterali in Piazza Grande (dicembre-gennaio)

== Geografia antropica ==
===Impianto urbanistico===
L'abitato ha preso corpo lungo la dorsale che corre alle falde della montagna, corrispondente alle odierne Vie San Gottardo, Sempione, Cappuccini, Borghese e Vallemaggia, e almeno quattro sono i punti focali riconoscibili, ovvero quelli -da est a ovest- delle attuali zone di Ceresol, San Vittore, Sant'Antonio e Passetto, in posizione prudentemente sopraelevata rispetto a lago e fiume, ma da essi non troppo discosti. L'acqua, probabilmente la ragione prima dell'esistenza di Locarno (''"al centro di un vasto confluire di acque"'', la definisce Piero Bianconi), ne ha infatti sempre condizionato destino e fisionomia, nel bene e nel male. Una poco verosimile ma significativa etimologia vuole d'altronde che il nome derivi dal [[Lingua celtica|celtico]] Loc-ar-on, luogo situato vicino a un fiume e sulla riva di un lago (in ambito toponomastico; Virgilio Gilardoni azzarda anche l'altrettanto celtico Leukara, la bianca). 

In epoca medievale il fulcro delle attività, in era preromana e romana concentrate nell'area di San Vittore a Muralto (dove resterà tuttavia, e sino al 1816, ancorato il potere religioso, ovvero il collegio dei canonici), si sposta gradualmente verso quella della collegiata di Sant'Antonio abate. Sull'asse di transito principale (Via Borghese) se ne innestano altri due di primaria importanza, che s'intersecano (Via Sant'Antonio e Via Cittadella con i rispettivi prolungamenti costituiti dalle Vie alla Motta e San Francesco). Attorno a queste strade si organizza l'insediamento, i cui limiti a sud/sud-ovest, al piede della "motta", sono fissati dal castello e dalla parata di edifici che si affacciano sulla riva del [[Verbano]] e che diventeranno il futuro fronte settentrionale di Piazza Grande.

Fino al XIX secolo e con rade eccezioni, l'ammodernamento e l'addensamento edilizio si limitano a questo circoscritto perimetro, vuoi per la progressiva perdita d'importanza del borgo, vuoi per l'impossibilità di espandersi su uno spazio soggetto come pochi alle sfuriate della natura.

La costruzione di ripari nel tentativo di ammansire la [[Maggia (fiume)|Maggia]], e tra essi il cosiddetto muraccio (grosso modo dove oggi si trova Via Bernardino Luini, tra il lago e quello che fu il porticciolo fortificato del castello), consente una timida colonizzazione del [[delta fluviale|delta]]. Nel 1828 viene scavato il [[Canale artificiale|naviglio]] che, penetrando in quello che diventerà poi Largo Franco Zorzi, stimola l'installazione di nuovi commerci e un rinnovamento delle case immediatamente a monte, di tipologia ancora medievale. Piazza Grande, slargo sino ad allora non delimitato a meridione se non da qualche piantagione, si avvia ad assumere l'odierna forma con l'erezione, nel biennio 1837-1838, del palazzo governativo, diventando contemporaneamente il baricentro della vita locale, a detrimento di Piazza Sant'Antonio. Una successiva valorizzazione del comparto seguirà nel 1869 con la realizzazione, al posto del naviglio, irrimediabilmente danneggiato dalla catastrofica [[alluvione]] del 1868, di un porto a sacco, voluto per incrementare commercio e industria e circondato da alberature secondo un preciso schema.

A determinare però la volontà di procedere ad un ambizioso cambiamento di scala è l'arrivo dei primi sbuffanti treni da nord, con a bordo il loro carico di turisti, e, soprattutto, l'arginatura del fiume, che tra il 1891 e il 1907 ridisegna l'intero assetto del comprensorio. Al biennio 1893-1894 risale il piano del consulente comunale Giovanni Rusca, che non solo permetterà l'espansione verso sud-est e sud-ovest dei limiti edificabili, ma che, con la sua adozione, seppure nella versione edulcorata del 1898, modificherà equilibri e gerarchie urbane. Sullo spazio appena conquistato, a fronteggiare la Città Vecchia, sorgono infatti stabili di contenuto pubblico, come il nuovo palazzo postale (1900, oggi sede della banca UBS), il teatro (1902), il pretorio (1908), ma anche, in posizione più periferica, perché destinati a meno nobili attività, la palestra (1904) e il nuovo macello (1910). La fitta rete di strade e piazze (queste poi ridotte all'unica Piazza Fontana Pedrazzini) progettata dall'ingegner Rusca, benché secondo un concetto per certi versi già allora superato, fa dell'area in questione una sorta di laboratorio, esempio quasi esclusivo nel panorama urbanistico elvetico. A est la sua severa ortogonalità, bella dov'è rigorosa, si scontra con la sinuosità del lungolago in un rapporto mai risolto (manca il generoso "cuscinetto" di giardini pubblici previsto dalla versione originaria), mentre a sud e ad ovest si stempera in un disegno che si fa sempre più incerto e confuso. 

Parallelamente al formarsi del Quartier Nuovo, gli altri cambiano morfologia. E anche in questo contesto non si può non parlare dell'evoluzione che subiscono Muralto e Orselina, volenti o nolenti sempre più intimamente allacciati alla città, da un lato perché ne accolgono una parte dei servizi (in primis il capolinea della "Gotthardbahn", attorno al quale si ridistribuiscono determinate funzioni sovracomunali) e dall'altro perché i più rinomati alberghi (a partire dal gigantesco, per la realtà locale, Grand Hotel Locarno) vi trovano privilegiata sede. Se la collina, dai Monti della Trinità a [[Brione]], si "specializza", sacrificando i suoi vigneti al turismo, a lago si edificano anche le abitazioni di una nascente e agiata borghesia legata all'ulteriore sviluppo di industria e commercio. Zone meno pregiate subiscono di riflesso queste dinamiche, espandendosi però in modo caotico. Ad esempio, la Campagna, a ovest, cresce, andandosi a congiungere con Solduno, sulle tracce di una parcellizzazione di stampo agricolo, solo vagamente disciplinata dagli assi costituiti da Via Vallemaggia (la direttrice storica) e dalle novecentesche Via Bartolomeo Varenna e Via Alberto Franzoni, quest'ultima fiancheggiante la linea ferroviaria per la [[Vallemaggia]] e le [[Centovalli]] e quindi anche l'oggi scomparsa stazione di Sant'Antonio, nelle cui vicinanze sorgono come logica reazione stabili destinati ad attività artigianali e piccole fabbriche. Indirizzi che non cambiano in tempi più recenti, ma che, semmai, vengono esasperati con la speculazione degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso. 

Nel 1976 il Gran Consiglio ticinese vota i crediti per procedere alla prima tappa del piano viario del [[Locarnese]] (di cui si discuteva da un decennio), comprendente il tronco Piazza Castello-San Materno, collegamento a carattere autostradale che, scavalcando la [[Maggia (fiume)|Maggia]], va ad affiancare il solo fino ad allora esistente tra la città e [[Ascona]], [[Ronco sopra Ascona]], [[Brissago]] e la sponda piemontese del [[Verbano]]. È la premessa per la realizzazione, concretizzatasi nel 2001, della grande rotonda, un vuoto di 100 metri di diametro escogitato dall'architetto Aurelio Galfetti. Quest'arena, assurta a principale porta d'ingresso, è destinata a divenire il perno della riorganizzazione urbanistica del comparto, fungendo da cerniera tra contrade i cui limiti non si erano mai armoniosamente amalgamati.

Un accenno lo merita anche Solduno, già appartenente, come altre "vicinanze", alla "Magnifica Comunità di Locarno" e tornato nella più stretta orbita del capoluogo, dapprima come frazione e poi come quartiere, dopo essere stato comune indipendente (nell'accezione moderna del termine) dal 1803 al 1928. L'interesse risiede nel carattere rurale del nucleo, tuttora perfettamente leggibile, con il suo piacevolmente disordinato dedalo di vicoli e viuzze, mentre a est il resto del territorio si è da tempo saldato con quello già fittamente costruito dei rioni di Sant'Antonio/In Selva e Campagna.

== Infrastrutture e trasporti ==

In realtà, una sua stazione delle [[Ferrovie Federali Svizzere|Ferrovie federali]] (FFS) Locarno ce l'ha: è quella di [[Riazzino]]-[[Cugnasco]], sul [[Piano di Magadino]]. La [[giurisdizione]] comunale si estende infatti sino alla pianura in mezzo a cui scorre il fiume [[Ticino (fiume)|Ticino]]. Questa porzione di territorio, strappata alle acque grazie alle [[bonifica idraulica|bonifiche]] [[Ottocento|ottocentesche]], è anche più vasta del settore urbano. Vi trovano spazio, molto spesso in situazione conflittuale, [[biotopo|biotopi]] palustri protetti, agricoltura, vie di comunicazione, aeroporto e industria.

Locarno è la sede dell'[[IRSOL|Istituto Ricerche Solari Locarno]].

===Trasporti pubblici===
Dalla piattaforma d'interscambio costituita dalla [[Stazione di Locarno|stazione FFS]] partono o passano 11 linee urbane e suburbane. Otto, tra cui quella [[Ferrovia Domodossola-Locarno|ferroviaria]] per le [[Centovalli]], sono gestite dalle FART, le Ferrovie e Autolinee Regionali Ticinesi, ('''315''' Stazione FFS-Cavergno Posta, '''316''' Stazione FFS-Brissago Brenscino, '''314''' Stazione FFS-Ronco s/A Posta, '''312''' Via della Pace-Mergoscia Posta, '''1''' Ascona Posta-Tenero Brere, '''2''' Lido-Stazione FFS -via Brione s/M, Orselina e Monti della Trinità, o inversamente, seguendo un percorso circolare-, '''7''' Stazione FFS-Losone Zandone e '''**''' Stazione FFS-Camedo→Domodossola); una ('''311''' FEVI-Bellinzona Stazione FFS) è servita sia dalle FART che da AutoPostale Ticino; due sono affidate ad AutoPostale Ticino (Stazione FFS-Russo e Via della Pace-Sonogno). La fascia collinare ([[Madonna del Sasso]], [[Orselina]], Monti della Trinità) è raggiungibile pure tramite la [[Funicolare Locarno-Madonna del Sasso]] con partenza da Viale Francesco Balli; la montagna (Brè, San Bernardo e Cardada) con la funivia che sale da Via Santuario; [[Tenero-Contra|Tenero]], la Riviera del Gambarogno, [[Ascona]], [[Ronco sopra Ascona|Porto Ronco]], [[Brissago]] e le sue isole anche per mezzo dei battelli della NLM, la Navigazione Lago Maggiore, che hanno il loro approdo in Viale [[Giuseppe Motta]].

==Politica amministrativa==
Il municipio è composto da 7 membri (Carla Speziali (Sindaco, PLR), Paolo Caroni (Videsindaco, PPD), Alain Scherrer (PLR), Davide Giovannacci (PLR), Giuseppe Cotti (PPD), Ronnie Moretti (PS) e Silvano Bergonzoli (Lega), e il consiglio comunale da 40 membri (14 Partito Liberale Radicale, 9 Partito Popolare Democratico, 8 Partito Socialista, 6 Lega dei Ticinesi, 3 Verdi).

Il 31 agosto 2004 è stato abbandonato il progetto di aggregazione per il nuovo comune di Cugnasco-Gerre al fine di unire a ''[[Cugnasco]]'' e ''[[Gerra (Verzasca)|Gerra Verzasca]]'' anche le locarnesi ''Gerre di Sotto''. L'idea è stata accantonata a causa del voto contrario della popolazione della città, che non ha voluto perdere la sua frazione.

Nel corso del 2005, sono state raccolte le firme necessarie per l'iniziativa popolare volta a promuovere uno studio inerente alla fusione con alcuni dei comuni limitrofi: [[Muralto]], [[Minusio]], [[Orselina]], [[Brione sopra Minusio]] ed eventualmente [[Tenero-Contra]] e [[Mergoscia]]. Lo scopo primario di questo matrimonio sarebbe di creare un polo di circa 30&nbsp;000 abitanti, più forte economicamente e con più voce in capitolo a livello cantonale e federale.

Chiamati alle urne il 30 settembre 2007, i ticinesi hanno rifiutato di concedere all'agglomerato, il solo delle sue dimensioni a non essere allacciato alla rete viaria nazionale, il completamento del collegamento (A13) con l'autostrada A2.

Il 25 settembre 2011 la popolazione ha bocciato in votazione consultiva il progetto di aggregazione della Sponda sinistra della Maggia. Solo in due (Locarno e Mergoscia) dei sette Comuni (gli altri 5 sono Minusio, Muralto, Orselina, Brione s/Minusio e Tenero-Contra) i voti favorevoli sono stati la maggioranza. Il progetto è stato dunque abbandonato dal Consiglio di Stato.

==Note==
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==Bibliografia==
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*Guglielmo Buetti, ''Note storiche religiose delle chiese e parrocchie della pieve di Locarno'', (II edizione), Edizioni Pedrazzini, Locarno 1969.
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*Hans Rudolf Schinz, ''Descrizione della Svizzera italiana nel Settecento'', Armando Dadò Editore, Locarno 1985.
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*Mario Agliati, Giuseppe Mondada, ''Così era Locarno'', Armando Dadò Editore, Locarno 1987.
*Riccardo Carazzetti, Simonetta Biaggio-Simona, ''Vetri romani del Cantone Ticino'', Città di Locarno, Museo civico e archeologico, Arti Grafiche Rezzonico, Locarno 1988.
*Alfonsito Varini, ''Economia e commerci locarnesi dell'Ottocento'', Armando Dadò Editore, Locarno 1988.
*AA.VV., ''Festival internazionale del film di Locarno, 40 anni'', Arti Grafiche Rezzonico, Locarno 1988.
*Alessandro Albé, ''La ferrovia Locarno-Domodossola'', Nuova Edizioni Trelingue SA, Viganello 1988.
*Giuseppe Mondada, ''Minusio, raccolta di memorie'', Armando Dadò Editore, Locarno 1990.
*Bruno Beffa, Flavio Catenazzi, ''Norma e eversione in Anton Maria Borga, poeta locarnese del secolo XVIII'', in Antonio Gili (a cura di), Pagine storiche luganesi, numero 5, novembre 1990, Edizioni città di Lugano, Lugano 1990, 269-302.
*Fabio Giacomazzi, Hanspeter Rebsamen e Daniel Ganahl, ''Inventario svizzero di architettura 1850-1920'', "Locarno", Società di storia dell'arte in Svizzera, Orell Fussli, Zurigo 1991, 23-120.
*[[Emilio Motta]], ''Effemeridi ticinesi'', ristampa Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
*Alfonsito Varini, ''Le arginature del fiume Maggia'', Locarno 1991.
*Simonetta Biaggio Simona, ''I vetri romani provenienti dalle terre dell'attuale cantone Ticino'', 2 volumi, Armando Dadò Editore, Locarno 1991,
*Giuseppe Zois e Francesco Del Priore, ''Ticino 1993, l'autunno del maltempo'', Giornale del Popolo e Armando Dadò Editore, Locarno 1993.
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*Leo Marcollo, ''Brione s/Minusio attraverso i secoli'', Tipografia Poncioni SA, Losone 1998.
*Fabio Giacomazzi, ''Le città importate - espansioni e trasformazioni urbane del Ticino ferroviario 1882-1920'', Armando Dadò Editore'', Locarno 1998.
*AA.VV., ''Decorazioni pittoriche del distretto di Locarno'', Ufficio dei musei etnografici, Bellinzona 1999.
*AA.VV., ''I libri corali trecenteschi di Locarno'', Uniti Cooperativa per il lavoro, Lugano 1999.
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*Rodolfo Huber, ''Il Locarnese e il suo ospedale'', Armando Dadò Editore, Locarno 2000.
*Francesco Del Priore e Teresio Valsesia, ''2000, il Locarnese sott'acqua'', Giornale del Popolo e Armando Dadò Editore, Locarno 2000.
*Teresio Valsesia ed Ely Riva, ''Il Lago Maggiore, Locarno e le sue Valli'', Armando Dadò Editore, Locarno 2001.
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*Claudio Ferrata, ''La fabbricazione del paesaggio dei Laghi. Giardini, panorami e cittadine per turisti tra Ceresio, Lario e Verbano'', Casagrande, Bellinzona, 2008.
*Marino Viganò, ''Leonardo a Locarno. Documenti per una attribuzione del «rivellino» del castello 1507'', Edizioni Casagrande, Bellinzona 2009.
*Teodoro Amadò, ''Opere d'arte alla corte dei conti Rusca: attribuzioni e vicende'', in Bollettino della Società storica locarnese, nuova serie, numero 12, anno 2009, Tipografia Pedrazzini, Locarno 2009, 56-73.
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*Hans Rudolf Schneider, ''Giovanni Antonio Marcacci (Locarno 1769 - Milano 1854). Un politico ticinese rappresentante diplomatico svizzero nella Milano napoleonica e austriaca'', Hoepli, Milano 2010.
*Teresio Valsesia, ''Un barone locarnese a tu per tu con Napoleone'', in Giornale del Popolo dell'11 agosto 2010, La Buona Stampa, Lugano 2010, 8.
*Simona Canevascini Venturelli, ''Il baliaggio di Locarno e le sue osterie. Squarci di vita sociale, culturale e criminale d'epoca moderna (XVIII secolo)'', in «Bollettino della Società Storica Locarnese», numero 14, Tipografia Pedrazzini, Locarno 2011, 17-33.
*Roland Ulmi, ''Johann Birger Carlson, un libraio svedese nella Locarno del primo Novecento'', ibidem, Locarno 2011.
*Diego Scacchi, ''La scissione liberale-radicale del 1934 e i giornali locarnesi'', ibidem, Locarno 2011, 111-131.

==Voci correlate==
*[[Comuni del Canton Ticino]]
*[[Distretto di Locarno]] o [[Locarnese]]
*[[Festival internazionale del film di Locarno]]
*[[Pardo d'oro]]
*[[Patto di Locarno]]
*[[Santuario della Madonna del Sasso (Ticino)]]
*[[Funicolare Locarno-Madonna del Sasso]]
*[[Tranvia di Locarno]]
*[[FC Locarno]]
*[[Astrovia (Locarno)]]

==Altri progetti==
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==Collegamenti esterni==
*[http://www.ti.ch/can/comuni/pagine/politica.asp?ID_comune=423&Comune=Locarno Sito ufficiale del Comune di Locarno]
*[http://www.maggiore.ch Sito ufficiale dell'ente turisitico locale]
*[http://www3.ti.ch/DFE/DR/USTAT/index.php?fuseaction=dati.dettaglio&id=157 Ufficio di statistica del Canton Ticino]
*[http://www3.ti.ch/elezioni/Comunali2008/RisultatiMUComune.php?File=423_00_4 Elezioni comunali 2008]
*[http://www.ti.ch/generale/dirittipolitici/elezioni/gdp_2009/risultati/liste_risultato_circolo.asp?modulo=Locarno&def= Elezione del giudice di pace 2009]
*{{Dmoz|/World/Italiano/Regionale/Europa/Svizzera/Ticino/Locarnese/Localit%c3%a0/Locarno/|Locarno}}
*[http://www.centovalli.ch/ Ferrovie e Autolinee Regionali Ticinesi]
*[http://www.teatrodilocarno.ch/ Teatro di Locarno]
*[https://dav0.bgdi.admin.ch/isos/Locarno%20%283965%29%20rilevamento%20150dpi%202009.pdf Inventario ISOS: Locarno]
*[http://ivs-gis.admin.ch/ivs2b.php# Inventario delle vie di comunicazione]
*[http://map.schweizmobil.ch/?lang=it Mappa geografica]

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