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<small>Da [[:fr:Année des Quatre empereurs]]</small>
L''''anno dei Quattro imperatori''' indica un periodo che segue il regno di [[Nerone]], che va dal [[giugno]] [[68]] al [[dicembre]] [[69]], il quale vede succedersi sul trono dell'[[impero romano]] 3 [[imperatore|imperatori]], fino a che il potere non giunge a [[Vespasiano]]. Si tratta della prima guerra civile dopo il regno di [[Gaio Giulio Cesare Ottaviano|Augusto]].
== Gli eventi ==
=== La fine del regno di Nerone ===
All'inizio dell'anno 68 la rivolta incombeva su Nerone e sui suoi eccessi smisurati (ad esempio, proprio in quel periodo stava tornando da una visita puramente artistica in [[Grecia]]). Il governatore della [[Provincia romana|provincia]] della [[Gallia Lugdunense]], [[Gaio Giulio Vindice]] minacciava di entrare apertamente in rivolta contro l'imperatore. Era anche riuscito a far aderire [[Servio Sulpicio Galba]], il governatore della [[Tarraconense]] e uno degli uomini più leali dello stato, un servitore modello di [[Tiberio Claudio Nerone|Tiberio]], [[Caligola]] e [[Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico|Claudio]].
In [[Africa (provincia)|Africa]], un [[Prefetto (disambigua)|prefetto]], [[Lucio Clodio Macro]] entra anch'esso in rivolta contro Nerone, minacciando anche di fermare gli approvigionamenti di [[grano]] per [[Roma]].
Il [[15 maggio]] 68 il prefetto delle [[legione|legioni]] della [[Germania superiore]], [[Lucio Virginio Rufo]] annientò con i suoi soldati le truppe di Vindice presso [[Besançon]]. In tal modo, Nerone disponeva di un periodo di tregua.
In Spagna, Galba si era fatto acclamare "imperatore", ma non aveva, secondo [[Svetonio]], che accettato un titolo più umile, quello di "Luogotenente del Senato e del Popolo Romano". Arruolò anche delle truppe per rinforzare la sua legione, la [[Legio VII Gemina|VII "Gemina"]].
A Roma, il [[prefetto del pretorio]] [[Ninfidio Sabino]], segretamente alleatosi a Galba, aumenta le paranoie di Nerone e lo riempie di menzogne, annunciandogli notizie l'una più orribile dell'altra. Riesce perfino a convinvero a chiudere la sua [[Domus Aurea]] per una casa nella periferia di Roma. Una volta allontanato Nerone, Sabino vendette la fedeltà dei [[Guardia pretoriana|pretoriani]] a Galba, nel mentre che il [[Senato romano|Senato]] votava contro Nerone, dichiarandolo "nemico della patria". Esso si suiciderà il [[6 giugno]] 68, abbandonato da tutti. Il Senato vota inoltre la ''[[damnatio memoriae]]'' di Nerone, e Galba viene eletto con un plebiscito.
=== Il regno di Galba ===
A questa notizia, Galba riunisce le sue truppe e marcia su Roma. Esso, a dispetto di tutte le attese, impiega circa quattro mesi per arrivare fino alla ''Città Eterna'' (vi entra infatti nell'[[ottobre]] 68). Durante questo periodo la situazione a Roma è diventata difficile: la città era stata abbandonata ai sostenitori di Nerone (di fatto, per lo più degli [[schiavo|schiavi]] liberati dal precendente [[principe]]) che saccheggiano, derubano e terrorizzano la popolazione. [[Ninfidio Sabino]] tenta di usare questa situzione per farsi nominare imperatore dai pretoriani, i quali però, non volendo perdere l'enorme ricompensa promessa da Sabino a nome di Galba, che sarebbe dovuta essere consegnata loro quando sarebbe arrivato, rifiutarono e massacrarono nel [[luglio]] 68 il prefetto del pretorio.
Se l'autorità di Galba a Roma era più o meno riconosciuta, essa lo era interamente nelle provincie. Solo le legioni della [[Germania]], quelle che avevano vinto [[Gaio Giulio Vindice]] protestavano nel vedere che solo i pretoriani approfittavano dell'ascesa al trono di [[Galba]].
L'arrivo a Roma non fu nulla di trionfale. Dovevano infatti eliminare tutti i sostenitori di Nerone che rifiutavano di riprendere il loro precedente stato di schiavo, e molti di loro inoltre erano stati degli ex-marinai.
Galba, vecchio, viene totalmente manipolato dai suoi consiglieri, [[Tito Vinio]], [[Cornelio Spartano]] ed [[Icelo]], che non riescono a mettersi d'accordo su niente, salvo che sulla necessità di approfittare di questo regno per riempirsi le tasche. Galba commette così, probabilmente su consiglio di questi tre uomini, degli errori che finiscono per esasperare la [[plebe]] di Roma, i [[patrizio (storia romana)|patrizi]] ed infine l'esercito (si rifiuta infatti di pagare il premio promesso, il [[donativo]] alla guardia pretoriana). Le legioni della Germania si rivoltano anch'esse apertamento contro Galba, poichè esso non le aveva ricompensate per i meriti della loro lotta contro il separatista Vindice.
Galba commette infine un ultimo errore. Adotta infatti [[Lucio Calpurnio Pisone Onesto Liciniano]], o Pisone, il nipoto del celebre [[Pisone]] che Nerone aveva fatto condannare a morte per la sua congiura. Facendo ciò Galba perde uno dei suoi più antichi alleati, [[Otone]], il governatore della [[Lusitania]], il quale "acquista" i pretoriani ed assassina Galba.
=== Il regno di Otone ===
Lo stesso giorno, il [[15 gennaio]] 69, il Senato, impaurito dalla guardia pretoriana, nomina Otone imperatore. Esso deve far fronte a due difficolta maggiori: inizialmente all'ostilità del predetto Senato, che rimpiangeva Galba, ed in seguito alla rivolta delle legioni della Germania comandate da [[Vitellio]], che era stato acclamato dalle sue truppe imperatore. La [[guerra civile]] si profilava all'[[orizzonte]].
I due eserciti si incontrarono nella [[battaglia di Bedriaco]]. Le truppe di Otone se ne andarono perdenti, ed esso si suicida poco tempo dopo per l'odio della guerra civile.
=== Il regno di Vitellio ===
Appena eletto Vitellio deve fare fronte alla rivolta delle legioni dell [[Giudea]], che avevano proclamato [[Vespasiano]] imperatore. Lasciando a suo figlio [[Tito (imperatore)|Tito]] il compito di terminare le operazioni nella regione, il generale vincitore Vespasiano si mette alla testa delle sue truppe.
Incontra nella battaglia di [[Cremona]] l'armata di Vitellio, e la sconfigge. Vitello cerca di rientrare a Roma e di nascondere in un primo tempo la notizia della sua disfatta, ma quando il popolo l'apprende massacra Vitellio.
=== La fine della guerra civile ===
Vespasiano viene incoronato imperatore dal Senato il [[22 dicembre]] 69. Esso è il capostipite della [[dinastia]] dei [[dinastia dei Flavi|Flavi]], alla quale succederà quella degli [[dinastia degli Antonini|Antonini]], dando così 124 anni di stabilità politica all'[[Impero romano]].
== I quattro imperatori ==
*[[Galba]], imperatore da [[giugno]] [[68]] a [[gennaio]] [[69]]
*[[Otone]], imperatore da [[gennaio]] [[69]] a [[aprile]] [[69]]
*[[Vitellio]], imperatore da [[aprile]] [[69]] a [[dicembre]] [[69]]
*[[Vespasiano]], imperatore da [[dicembre]] [[69]] a [[giugno]] [[79]]
== Successione cronologica ==
[[immagine:Anno dei quattro imperatori.png|500 px]]
{{Tradotto da|fr|Année des quatre empereurs|28/4/2007|15935965}}
=Carolingi=
<small>Da [[:fr:Carolingiens]]</small>
I '''carolingi''' sono una [[dinastia]] di sovrani [[franchi]] che regnarono in [[Europa]] dal [[750]] fino al [[X secolo]], le origini dei quali risalgono a [[Sant'Arnolfo di Metz]], [[vescovo]].
==Origini della famiglia carolingia==
{| class="WSerieH" id="WFrance_Roi" align="center" rules="cols" cellspacing="0" cellpadding="0" style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; background-color:#ccccff; padding:0px; border:1px solid #8888aa; border-right-width: 1px; border-bottom-width: 1px; text-align: center; "
|-style="background:#ccccff;border-bottom:1px solid #8888aa;"
|valign="middle"|
{|width="100%" style="background:#ccccff;"
|align=center|'''Dinastia Carolingia''' <small>(751 - 1002)</small>
|}
{|border="0" cellpadding="3" cellspacing="0" style="font-size: 0.9em;" style="background:#f7f8ff;border-bottom:1px solid #8888aa;"
|- valign="top"
| width="33%" style="border-right: 1px solid #999" align="left"|
*[[Arnolfingi]] e [[Pipinidi]]
----
'''[[Elenco di monarchi francesi|Re dei Franchi]]'''
*[[Pipino il Breve]] <small>(751-768)</small>
*[[Carlomanno (Pipino III)|Carlomanno]] <small>(768-771)</small>
*[[Carlo Magno]] <small>(768-814)<small>
*[[Pipino d'Italia]] <small>(† 810)<small>
*[[Ludovico I del Sacro Romano Impero|Ludovico I il Pio]] <small>(814-840)</small>
----
'''[[Lotaringia]]'''
*[[Lotario I]] <small>(843-855)</small>
*[[Ludovico II del Sacro Romano Impero|Ludovico II]] <small>(855-875)</small>
*[[Lotario II di Lotaringia|Lotario II]] <small>(855-869)</small>
*[[Carlo di Provenza|Carlo]] <small>(855-863)</small>
| width=33% align="left"|
'''[[Aquitania]]'''
*[[Pipino I di Aquitania|Pipino I]] <small>(817-838)</small>
*[[Pipino II di Aquitania|Pipino II]] <small>(838-852)</small>
----
'''[[Francia Orientale]]'''
*[[Ludovico II il Germanico]] <small>(843-876)</small>
*[[Carlomanno di Baviera|Carlomanno]] <small>(876-882)</small>
*[[Ludovico III della Francia Orientale|Ludovico III]] <small>(876-882)</small>
*[[Carlo III il Grosso]] <small>(876-888)</small>
*[[Arnolfo di Carinzia|Arnolfo I]] <small>(887-899)</small>
*[[Sventibaldo]] <small>(894-900)</small>
*[[Ludovico IV il Fanciullo]] <small>(899-911)</small>
| width="33%" style="border-left: 1px solid #999" align="left"|
'''[[Francia Occidentale]]'''
*[[Carlo il Calvo|Carlo II]] <small>(843-877)</small>
*[[Luigi II di Francia|Luigi II il Balbo]] <small>(877-879)</small>
*[[Luigi III di Francia|Luigi III]] <small>(879-882)</small>
*[[Carlomanno II di Francia|Carlomanno II]] <small>(879-884)</small>
*[[Carlo III di Francia|Carlo III il Semplice]] <small>(893-929)</small>
*[[Luigi IV di Francia|Luigi IV d'Oltremare]] <small>(936-954)</small>
*[[Lotario IV|Lotario]] <small>(954-986)</small>
*[[Luigi V di Francia|Luigi V]] <small>(986-987)</small>
*[[Carlo della Bassa Lotaringia|Carlo]] <small>(† 991)</small>
*[[Ottone della Bassa Lotaringia|Ottone]] <small>(† 1002)</small>
|}
|}
I Carolingi devono il loro nome al loro antenato diretto, [[Carlo Martello]], "''[[maggiordomo di palazzo]]''" dell'[[Austrasia]], del quale la vittoria a [[Poitiers]] interrompe la progressione degli [[Arabi]] verso nord, e gli dona una immensa fama nell'occidente cattolico. Solitamente ci si riferisce a [[Carlo Magno]] per indicare la dinastia, ma ciò è sbagliato. La dinastia dei Carolingi, infatti, ha le sue origini nella famiglia dei [[Pipinidi]], che ebbero, durante molte generazioni, la carica di ''maggiordomi di palazzo'' sotto il regno dei sovrani [[merovingi]] d'Austrasia. Man mano che il potere della dinastia merovingia andava diminuendo, durante il periodo detto dei "re fannulloni", i maggiordomi di palazzo Pipinidi accrebbero il loro potere: già [[Pipino di Herstal]], in seguito Carlo Martello dirigevano in modo quasi autonomo la politica del regno, come dei signori, ma senza tal titolo; così, nominavano i [[duca|duchi]], i [[conte|conti]], negoziavano gli accordi con i paesi vicine, dirigevano l'esercito, estendevano il territorio del regno (particolarmente in [[Frisia]]) e arrivavano perfino a scegliere i re merovingi.
Il territorio particolarmente apprezzato dai Pipinidi, fu il territorio preferito dai carolingi: regione di [[Liegi]] ([[Herstal]] e [[Jupille]]), [[Aquisgrana]] e [[Colonia (Germania)|Colonia]].
==Pipino il Breve, primo re==
{{vedi anche|Pipino il Breve}}
È [[Pipino il Breve]] che mette fine alla dinastia merovingia nel [[751]]: stanco di dover dipendere da re inutili e fastidiosi, Pipino, dovo aver ottenuto l'appoggio del papa [[Zaccaria]], fece rinchiudere il suo signore [[Childerico III]], e si proclama alla testa del regno al suo posto. La fine del regno dei merovingi è marcata, secondo la tradizione franca dei "re cappelluti", dalla rasatura che è imposta a Childerico. Pipino diventa così il primo re dei Franchi carolingi, per prima cosa secondo le tradizioni del suo popolo e in seguito per la [[Chiesa cattolica]].
==Carlo Magno e l'impero carolingio==
{{vedi anche|Carlo Magno}}
Carlo Magno, figlio di Pipino il Breve, è senza alcun dubbio il [[sovrano]] che segna maggiormente l'epoca carolingia, per la longevità del suo regno, ma anche grazie al suo [[carisma]], alle sue conquiste militari (è riuscito ad estendere il regno dai Franchi a tutta la [[Gallia], eccetto la [[Bretagna]], alla maggior parte della [[Germania]], all'[[Italia]] e alla [[Spagna]]) e alle sue riforme (nel campo dell'educazione, dell'economia, e con un inizio della restaurazione dello Stato).
Carlo Magno divide il suo impero in [[contea|contee]]; nelle zone meno pacifiche crea i [[ducato|ducati]] (a carattere militare), e fa controllare le zone di frontiera da degli uomini di sua confidenza, che più tardi diventeranno i [[marchese|marchesi]].
La contea è la più importante di queste circoscrizioni: alla sua testa, Carlo Magno mette un funzionario reale, scelto generalmente tra le più potenti famiglie di proprietari terrieri franchi; questo funzionario esercita il potere militare e giudiziario (''potestas''), normalmente per delega, e riscuote le tasse per conto del sovrano. È aiutato nel suo compito da dei [[visconte|visconti]]. Solitamente è anche destituibile dall'imperatore.
Parallelamente, per controbilanciare il potere dell'[[aristocrazia]], Carlo Magno si appoggia sulla Chiesa, che riorganizza privilegiando l'autorità dei [[vescovo metropolita|vescovi metropoliti]] (gli [[arcivescovo|arcivescovi]]); per quello che concerne il [[monachesimo]], da alle principali [[abbazia|abbazie]] delle terre da coltivare e pone gli [[abate|abati]] sotto la sua diretta autorità.
Un'altra misura va nella stessa direzione: a degli uomini laici di confidenza, che sono i suoi inviati, ne aggiunse un altro, generalmente un [[chierico]], attraverso una nuova istituzione: i ''[[missi dominici]]'' (letteralmente gli ''inviati del signore''). Questi inviati erano incaricati di risolvere i conflitti tra i nobili e di portare gli ordini del re presso i detentori delle cariche, ma anche di raccogliere il giuramento di fedeltà dei suoi sudditi. Non si sa la reale portata delle loro azioni, ma questo sembra indicare che, già in questo periodo, il re ha delle difficoltà a far rispettare la propria autorità.
Sotto l'influenza dei numerosi cristiani letterati della sua [[corte]], il re è anche legislatore: egli faceva già applicare la legge attraverso il ''bando'' germanico, e la riallacciò anche con la concezione romana del diritto e rinnovò l'importanza degli atti scritti nel regno. Dopo le assemblee che riunirono i nobili del regno furono emesse dalla [[cancelleria]] del Palazzo delle ordinanze, divise in capitoli (da qui il nome di [[capitolare|capitolari]]): Queste sono delle importanti e precise fonti per lo studio di quel periodo storico.
A un altro livello, più ideologico che politico, si deve ai letterati cristiani la nascita di una nuova concezione dello stato. Si tratta di una restaurazione dell'[[impero romano]], anche se e essa in realtà poggia su dei fondamenti molto differenti per leggittimare la monarchia: è una concezione profondamente cristiana, e fa del re dei Franchi addirittura un nuovo [[Davide (Bibbia)|Davide]]. L'idea dell'unità del regno sembra prevalere con la rinascita dell'[[Impero d'Occidente]], nel [[Natale]] dell'[[800]]
Dal punto di vista culturale, l'epoca di Carlo Magno, di suo figlio [[Ludovico il Pio]] e dei suoi nipoti e conosciuta con il nome di "[[rinascimento carolingio]]". L'insegnamento classico, particolarmente quello del [[latino]], viene rivalorizzato, dopo essere stato denatuato e trascurato alla fine del regno dei Merovingi. Tuttavia, la lingua latina è ormai quasi esclusivamente la lingua del clero, mentre negli ambienti militari è preferito il [[francone]]: questa evoluzione inevitabile va a fare del latino una lingua morta e fa nascere gli antenati delle lingue nazionali odierne: il [[romanico]] e il [[teutonico]], rispettivamente del [[lingua francese|francese]] e del [[lingua tedesca|tedesco]].
==Problemi sotto Ludovico il Pio==
==La spartizione dell'impero==
Dopo la morte del figlio di Carlo Magno, Ludovico il Pio, il [[trattato di Verdun]] divide il regno tra i suoi figli; il territorio è diviso da [[est]] ad [[ovest]] in tre regni:
*[[Lotario I]] eredita il [[titolo imperiale]] e la parte centrale del regno (Italia, [[Provenza]] e la [[Lotaringia]], che comprende i territori tra la [[Schelda]] e il [[Reno]]); il suo regno comprende inoltre le capitali politiche (Aquisgrana) e religiose ([[Roma]]) dell'impero. Tuttavia, il titolo imperiale perde la sua importanza: dopo il trattato di Verdun, Lotario conserva la dignità imperiale, ma in pratica non è che un titolo ''pro forma'', che non corrisponde più ad alcun potere che sia superiore a quello degli altri re. Bisogna quindi attendere il [[962]] affinchè il titolo d'imperatore rinasca in occidente: [[Ottone I del Sacro Romano Impero|Ottone il Grande]], della [[dinastia sassone]] in Germania, viene incoronato dal papa [[Giovanni XII]] a Roma;
*[[Ludovico II il Germanico]] riceve la parte orientale (la [[Francia Orientale]], che farà parte del fututo [[Sacro Romano Impero]]): qui vi fonda una dinastia che regnerà sull'equivalente dell'attuale Germania fino al [[911]].
*[[Carlo il Calvo]] ottiene per lui la terza parte occidentale dell'impero (la [[Francia Occidentale]]), a ovest della Schelda, della [[Mosa]], della [[Saona]] e del [[Rodano]], dove rimarrà la dinastia carolingia fino all'arrivo dei [[Capetingi]] nel [[987]].
==L'indebolimento della dinastia carolingia==
===La scomparsa della Lotaringia===
Lotario è il primo dei tre fratelli a morire, lasciando l'impero alla mercè degli altri due. Finalmente, dopo parecchie peripezie, la Lotaringia viene annessa nel [[925]] alla Francia Orientale, e la Schelda segnerà il confine tra la Francia Orientale ed Occidentale. Inoltre, il re della Francia Orientale riottiene, nella stessa occasione, il titolo d'imperatore.
===Invasioni scandinave===
Il primo attacco dei [[Vichinghi]] tocca nel [[793]] le coste [[Gran Bretagna|britanniche]]; quindi, la pressione dei Vichinghi si accentua: essi risalgono i fiumi a bordo delle loro [[imbarcazione|imbarcazioni]] a fondo piatto, impropriamente dette "[[Drakkar]]" e saccheggiano i tesori delle [[abbazia|abbazie]] prima di tornare in [[Scandinavia]]; tuttavia, alcuni dei loro insediamenti costieri durano nel tempo. Nel [[841]], attaccano l'abbazia di [[Jumièges]] e la città di [[Rouen]]; i [[Monachesimo|monaci]] devono fuggire dai pericoli delle razzie, portando con loro le [[reliquia|reliquie]] dei loro [[santo|santi]]. Alla fine del [[IX secolo]], delle vere e proprie armate vichinghe portano devastazione fino al cuore del regno occidentale.
I re carolingi sembrano impotenti: Carlo il Calvo cerca di costruire delle fortificazioni aggiuntive. Chiede ai capi dell'aristocrazia di difendere le regioni minacciate. [[Roberto il Forte]] viene messo dal re alla testa di una [[marca]] occidentale; muore combattendo contro i Vichinghi nel [[866]]. Il conte [[Oddone, Conte di Parigi|Oddone]] difende [[Parigi]] contro un attacco venuto dalla [[Senna]] nel [[885]]. Questi nobili acquistano un immenso prestigio grazie alla lotta contro l'invasore scandinavo, prestigio che partecipa all'indebolimento del potere reale. Le vittorie militari sono ormai attribuiti ai marchesi e ai conti.
L'incapacità dei Carolingi di risolvere il problema scandinavo è manifesta: nel [[911]], con il [[trattato di Saint-Clair-sur-Epte]], il re carolingio [[Carlo III di Francia|Carlo il Semplice]] cede la Bassa Senna al capo vichingo [[Rollone]], e si rimette a lui per difendere l'[[estuario]] e il fiume, in aiuto di Parigi. Questa decisione è alla base della creazione del [[ducato di Normandia]]. I Carolingi sono costretti a cedere dei territori e a liberare dei [[tributo|tributi]] i popoli scandinavi per contrastare i loro danni. Sono inoltre impegnati in delle questioni familiari.
Questo clima d'insicurezza ha dunque accelerato la disgregazione del potere carolingio.
===Nuove minacce ad Est===
Ad Est si profila una nuovo minaccia con l'arrivo dei [[Magiari]] nella scena europea.
Questo popolo delle [[steppa|steppe]] occupa la [[Pannonia]], lasciata libera dopo la distruzione degli [[Avari]] sotto il regno di Carlo Magno all'inizio del IX secolo. Fanno le loro prime incursioni ai margini dell'impero, come in [[Moravia (Repubblica Ceca)|Moravia]] nel [[894]], poi all'interno di esso, come in Italia nel [[899]]. Nel [[907]], i regno slavo della [[Grande Moravia]] cede a causa dei nuovi invasori.
===Dei regni troppo corti===
A partire dalla fine del IX secolo, i re carolingi regnano troppo poco tempo per essere efficaci:
[[Luigi II di Francia|Luigi II il Balbo]] resta re dei Franchi per soli due anni ([[877]]-[[879]]); [[Carlo III il Grosso]] è re per 3 anni ([[879]]-[[882]]); l'ultimo re carolingio, [[Luigi V di Francia|Luigi V]] muore in un incidente di caccia dopo solo un anno di regno ([[986]]-[[987]]). Quindi, gli ultimi re carolingi non riescono dunque ad imporre una politica a lungo termine.
==L'ascesa dell'aristocrazia==
Dalla fine del IX secolo, alcuni aristocratici ([[duca|duchi]] e [[conte|conti]]) che non facevano direttamente parte della famiglia dei Carolingi accedono al potere: nel [[888]], dopo la morte di Carlo il Grosso, [[Berengario del Friuli|Berengario I]] gli succede sul trono d'Italia.
Nel [[X secolo]], le [[dinastia|dinastie]] che si imposero dappertutto nel territorio carolingio non discendono più da quella carolingia. È il caso, nel [[911]], del duca [[Corrado I di Franconia]], eletto re della Germania. In Francia, i [[Robertini]] formano una stirpe potente, scelta per regnare nel [[888]]-[[898]] nella persona di Oddone: come spiegare questa ascesa dell'aristocrazia e il disgregamento del potere reale?
Ecco le principali fasi dell'ascesa dell'aristocrazia:
*I ''[[regnum|regna]]'' esistevano già ai tempi dei [[Merovingi]] e si prolungarono fino sotto i Carolingi. Si trattava di territori dove l'unità poggiava in una forte identità [[etnia|etnica]] e culturale. Un ''regnum'' poteva essere affidato ad un figlio di un re, senza per questo diventare indipendente: questo fu il caso, in epoche diverse, dell'[[Aquitania]], la [[Provenza]], la [[Borgogna]], la [[Sassonia]], la [[Turingia]] e la [[Baviera]].
*I conti: questa parola deriva dal latino ''comes'', che significa compagno (del re); i conti esistevano già nell'epoica merovingia: i re dava loro alcune terre, dei regali o una carica per ricompensarli dei loro servizi; ma i conti assumono la loro massima importanza sotto i Carolingi; funzionari, vengono designati e revocati dal re che li recluta nell'aristocrazia; garantiscono l'ordine pubblico presiedendo il tribunale, riscuotono le [[tassa|tasse]] ed organazzano le truppe in un ''[[pagus]]'', circoscrizione territoriale, la quale è sotto la loro responsabilità. Nel corso del IX secolo, i conti diventano via via più autonomi nei confronti del re.
*I duchi: la parola ha un'etimologia [[Lingua latina|latina]] che significa "conduttore dell'esercito". Il duca è una sorta di conte che raccogli più ''pagi'' per lottare contro le invasioni scnadinave. I Robertingi ottengono nel X secolo il titolo di "duca dei Franchi" (''dux Francorum''). Questi peronaggi saranno i più potenti tra i "principi territoriali" come i duchi di Aquitania, di Borgogna e di [[Normandia]].
*Il marchese, in latino ''marchio'', è un conte che custodisce una regione di confine chiamata [[marca]] e la difende in caso d'attacco.
*Alla fine del IX secolo, come conseguenza della [[capitolare di Quierzy]] ([[877]]) queste cariche di conte, duca e marchese diventano ereditarie: i re carolingio non può più destituirli, quindi il suo controllo s'indebolisce. Si assiste allora alla costituzione di dinastie locali di conti, duchi e [[vassallo|vassalli]] del re. Il [[vassallaggio]], che era stato ben controllato sotto Carlo Magno e serviva per i suoi interessi politici, si ritorce contro l'autorità dei suoi successori. L'aristocrazia [[laicismo|laica]] ed [[Chiesa|ecclesiastica]] è quindi in posizione predominante a metà del [[Medioevo]], in Francia e in Germania.
*I conti sono fisicamente più vicini al popolo dei Carolingi. L'autorità del re sembra lontana ai [[contadino|contadini]]. La maggior parte degli uomini liberi del regno vive a contatto diretto del conte e del suo delegato, il '''viguier'''. Essi li potevano sentire, per esempio, durante le sedute del [[tribunale]]. La loro autorità è più immediata di quella del re. Si instaura quindi un rapporto stretto e personale: i contadini si mettono sotto la protezione dei nobili ed entrano sotto le loro dipendenze.
*Nel X secolo, i segni dell'autonomia dei principi si moltiplicano: i conti e i duchi si sono presi le funzioni pubbliche e i diritti fino ad allora riservati al re. Costruiscono delle [[torre|torri]] e dei [[fortezza|forti]], e in seguito dei veri e propri [[castello|castelli]] in pietra, senza autorizzazione. Dopo la fine delle invasioni scandinave, il castello domina un territorio che è caduto sotto le mani di un segnore. Coniano proprie [[moneta|monete]] con la loro effige e il loro nome. Prendono sotto la loro protezione il [[clero]] e controllano le investuture [[vescovo|episcopali]].
In tutto, alla fine del X secolo, l'autorità centrale carolingia sparì, a tutto vantaggio degli aristocratici, in particolare dei principi territoriali; è la fine della dinastia carolingia e il trionfo delle stirpi aristocratiche.
==L'ascesa degli Unrochidi in Italia (875-925)==
L'esempio dell'ascesa degli [[Unrochidi]] in Italia illustra a merraviglia il modo in cui avviene il trasferimento del potere dei Carolingi ai Grandi dell'aristocrazia imperiale e, poi, la frantumazione che conosce il potere regale nelle mani di questi ultimi.
Sotto il regno del carolingio [[Ludovico II il Balbuziente]] (850-875), titolare della dignità imperiale, il potere reale potrebbe sembrare per un certo periodo rafforzata in Italia. Ma egli muore senza eredi ed il potere finisce di fatto nelle mani della dinastia bavarese dei Widonidi, l'esponente della quale detiene la carica di duca di Spoleto, ed in quelle della dinastia degli Unrochidi, il cui esponente è marchese del Friuli.
I membri di questa famiglia sono dei Franchi: Evrardo, loro progenitore, ha ricevuto la marca del Friuli fin dalla sua costituzione ad opera di Lotario I (837), mentre essi sono uniti alla stirpe carolingia tramite una figlia di Ludovico il Pio. Nell'875 gli Unrochidi considerano ancora il nord della Francia (la regione di [[Lille|Lilla]]) come uno dei centri del proprio potere. Se, almeno all'inizio, essi non avevano mai avuto la pretesa di conquistare il potere reale, la vacanza di tale potestà in Italia e le difficili circostanze della fine del [[X secolo]] portarono uno di essi ([[Berengario I]]) prima sul trono d'Italia e poi su quello imperiale.
Berengario, unico erede maschio della propria casata nell' 874, infatti, sostenne in un primo momento le pretese del Carolingio di francia Orientale al trono d'Italia. Gli eredi possibili, allora, sarebbero Carlomanno, figlio di [[Ludovico il Germanico]], e suo fratello, [[Carlo il Grosso]]. Alla morte del secondo, tuttavia, non c'è più nessun Carolingio che sia in grado di affermare la propria autorità in Italia.
I rivali tradizionali degli Unrochidi nella penisola, cioè i Widonidi di [[Spoleto]], che hanno alcuni possedimenti vicino [[Nantes]], apparivano allora come dei candidati potenziali al trono della Francia occidentale. Perciò, Berengario accede personalmente al trono dell'Italia nel [[887]]: per contrastare le ambizioni dei Widonidi, mette così fine, in pratica, all'idea dell'unità carolingia.
Tuttavia, in questo momento esso non dispone di un appoggio che va oltre l'ambito regionale ed è ancora contestato, particolarmente a causa dell'influenza che i Windonidi prendono sul [[papato]] (vedere [[pornocrazia]]). Fino alla morte del suo rivale, il duca [[Lamberto di Spoleto]], nel [[898]], non controlla ancora tutto il territorio italiano
In più, è obbligato anche a contrastare la minaccia [[Ungheria|ungherese]]. All'epoca dell'invasione del regno d'Italia nel [[899]], deve quindi venire a patti con gli ambiti militari carolingi, cioè deve riunire l'armata: gli Italiani subiscono una sanguinosa sconfitta. A seguito di questo evento, la strategia di Berengario cambia: accetta da questo momento in avanti numerosi compromessi con i poteri locali: vengono costruite delle [[mura]] e scappano al controllo reale; l'autorità pubblica viene conferita, senza alcuna contropartita, a dei vescovi, ecc. Il risultato di questa nuova politica è uno sbriciolamento importante ed irreversibile dell'autorità del re nella penisola.
Facendo appello a dei mercenari ungheresi contro gli Italiani che si ribellano contro la sua autorirà, Berengario ottiene finalmente la dignità imperiale, che esso ambiva, nel [[915]], ma nelle sue mani essa non è che l'ombra del passato.
==Bibliografia==
* [[Pierre Riché]], ''Les Carolingiens, une famille qui fit l'Europe'', Hachette, 1983 (ISBN 2-01-27-8851-3)
* [[Pierre Riché]], ''Dictionnaire des Francs vol. 2. Les Carolingiens'', éd. Bartillat, 1997 (ISBN 2841001253)
{{Tradotto da|fr|Carolingiens|26/4/2007|16178593}}
=Cereali=
<small>Traduzione da [[:fr:Céréale]]</small>
I '''cerali''' sono [[Plantae|piante]] coltivate principalmente per i loro [[seme|semi]], usati per l'alimentazione dell'[[uomo]] e degli [[animali domestici]], spesso macinati sottoforma di [[farina]], ma anche sotto forma di semi. Oltre a questi, alcune piante forniscono anche [[foraggio]] e [[paglia]]. Il termine cereale tuttavia indica in particolare i semi di queste piante.
I cereali sono considerati la base delle grandi [[civiltà]], poiche sono stati una delle prime attività agricole nell'antichità, fornendo un mezzo di sostentamento costante, attorno al quale l'attività umana si poteva organizzare. Così le popolazioni [[Europa|europee]] e [[Medio Oriente|mediorientali]] si sono basate sul [[grano]], quelle dell'[[Estremo Oriente]] sul [[Oryza sativa|riso]], quelle [[Amerindia|amerindie]] sul [[mais]], mentre quelle africane sul [[Panicum miliaceum|miglio]].
Cereali viene dal [[latino]] ''cerealia'', che proviene a sua volta da [[Cerere]], dea [[impero romano|romana]] delle messi.
Sul piano [[botanica|botanico]], i cereali fanno parte della famiglia delle ''[[Poaceae]]'' (o ''[[Graminaceae]]''), eccetto il [[grano saraceno|saraceno]] (''[[Polygonaceae]]''). Altre piante, facenti parte di altre famiglie, come la [[Quinoa]] (''[[Chenopodiaceae]]'') o il [[sesamo]] (''[[Pedaliaceae]]''), possono essere inserite tra i cereali.
==Caratteristiche agronomiche==
I cereali si possono dividere in due categorie, i [[cereali invernali]] e i [[cereali primaverili]]. I primi vengono [[semina]]ti solitamente in [[autunno]] e passano l'[[inverno]] in pausa, mentre i cereali primaverili sono seminati in [[primavera]] e [[germoglio|germogliano]] immediatamente.
==Caratteristiche nutritive==
I cereali, che sono la famiglia alla base della nutrizione umana, contengono principalmente:
* [[Glucidi]], principalmente sotto forma d'[[amido]], tra il 70% e 80% circa;
* [[Proteine]], fino al 15% per il [[grano duro]];
* [[Lipidi]], in minima quantità (meno del 5%), provenienti dal [[germe]]; da alcuni tipi di cereali si può estrarre [[olio]] vegetale;
* [[Sali minerali]].
Il seme è circondato da una [[cuticola]] costituita principalmente da [[cellulosa]], la [[crusca]].
I cereali sono molto interessanti per il loro [[apporto energetico]], soprattutto sottoforma di zuccheri a rilascio di energia lento. Sono anche una fonte di [[vitamine]] e [[fibre alimentari]]. Le proteine dei cereali mancano di alcuni [[aminoacido|aminoacidi]] essenziali, quali la [[lisina]] e il [[triptofano]]. Alcuni cereali contengono una proteina particolare, il [[glutine]], che permette di fare il [[pane]], e vengono chiamati cereali panificabili. Sono il [[frumento]], il [[farro]] e la [[segale]].
Il consumo di [[Riso (alimento)|riso]] senza crusca ([[riso bianco]]) può causare la carenza di [[vitamina B1]] (tiamina), che può causare, in assenza di alimentazione adeguata, la malattia di [[beri-beri]]. Il consumo eccessivo di [[mais]] che non ha subito i giusti trattamenti può portare alla carenza di [[vitamina PP]],la cui mancanza causa la [[pellagra]]. In alcune persone predisposte il glutine può provocare le [[celiachia]], che causa un'[[atrofia]] della [[mucosa intestinale]].
==Utilizzi==
===Alimentazione umana===
Nell'alimentazione umana al giorno d'oggi si utilizzano prevalentemente il riso, il grano e secondariamente il mais. L'[[Hordeum vulgare|orzo]] viene impiegato soprattutto nell'industria della [[birra]] per produrre il [[malto]].
Alcuni cereali secondari, come il [[farro]], la [[segale]] e l'[[Avena sativa|avena]] sono riportati al gusto di un tempo grazie al ritorno all'[[agricoltura biologica]].
Altre piante, come la quinoa, coltivata tradizionalmente nell'[[America del sud]], hanno un mercato in espansione, soprattutto nell'agricoltura biologica.
====Principali forme di consumo dei cereali====
*In chicchi: riso, mais, grano (sopratutto precotto), farro, orzo, avena, quinoa;
*Farina: grano tenero, segale, farro, per la panetteria e la pasticceria;
*Semola: grano duro ([[cuscus]], [[pasta]], [[bulgur]]), mais ([[polenta]]), [[fonio]];
*Poltiglia: avena ([[porridge]]);
*Fiocchi: avena;
*Pasta: grano duro, segale, farro, ecc.
===Alimentazione animale===
Per l'alimentazione animale sono utilizzati praticamente tutti i tipi di cereali, anche il grano, solitamente utilizzato per l'uomo, in diverse forme:
*Chicchi interi.
*Chicchi macinati e inseriti nei [[mangime|mangimi]].
*Piante intere, raccolte prima della maturazione, [[insilamento|insilate]]: mais e [[Sorghum vulgare|sorgo]].
===Usi industriali===
*Produzione di [[alcol etilico]] e di [[bevande alcoliche]], mediante [[fermentazione]] e [[distillazione]]: [[acquavite]], [[birra]], [[gin]], [[sakè]], [[vodka]], [[whisky]], ecc.
*Derivati dell'amido, [[sciroppo|sciroppi]], [[destrosio]], ecc, prodotti principalmente dal mais, e utilizzati nell'[[industria agroalimentare]], della carta, della [[farmaceutica]], e in diversi altri settori.
*La [[paglia]], spesso incendiata dopo la mietitura o usata come [[lettiera]], e le balle di [[fieno]] possono essere trattate per produrre [[etanolo]], utilizzato come [[biocarburante]].
==Importanza economica==
La raccolta mondiale di cereali è, nel 2003, di 2,07 miliardi di tonnellate, che equivalgono a 345kg lordi pro capite per anno, mentre se si considerano solo i cereali destinati al consumo umano la media scende a 155kg pro capite/anno.
{| class="wikitable" border="1" cellpadding="2" style="border-collapse: collapse;"|
|+ Produzione mondiale di cereali
|Fonte: FAO||Superficie<br />coltivata||Rendimento||Produzione
|-
|Anno 2003||(''10<sup>6</sup>ha'')||(''[[quintale|q]]/[[ettaro|ha]]'')||(''10<sup>6</sup>[[tonnellata|t]]'')
|-
|[[Mais]]||141,2||45,0||635,7
|-
|[[Oryza sativa|Riso]] paddy||150,9||38,8||585,0
|-
|[[Grano]]||208,1||26,8||557,3
|-
|[[Hordeum vulgare|Orzo]]||55,3||25,2||139,4
|-
|[[Sorghum vulgare|Sorgo]]||43,9||13,4||58,9
|-
|[[Panicum miliaceum|Miglio]]||34,9||8,4||29,4
|-
|[[Avena sativa|Avena]]||13,0||20,1||26,2
|-
|[[Segale]]||8,3||19,6||16,2
|-
|[[Triticale]]||2,9||34,6||10,0
|-
|[[Fonio]]||0,4||6,5||0,3
|-
!Totale||666,5||31,0||2 067,9
|-
|}
===Commercio dei cereali===
====Principali importatori====
Anno 2002 (''quantità importata in migliaia di tonnellate'')
*Totale mondiale : 276 893,9
*[[Giappone]] : 26 605,4
*[[Messico]] : 14 092,1
*[[Corea]] : 13 388,8
*[[Spagna]] : 12 299,7
*[[Egitto]] : 10 322,3
*[[Italia]] : 9 803,1
*[[Cina]] : 9 430,873
*[[Algeria]] : 8 610,9
*[[Indonesia]] : 7 927,2
*[[Brasile]] : 7 809,2
*[[Paesi Bassi]] : 7 759,8
====Principali esportatori====
Anno 2002 (''quantità esportata in migliaia di tonnellate'')
*Totale mondiale : 279 557,0
*[[USA]] : 82 204,1
*[[Francia]] : 27 937,0
*[[Argentina]] : 19 583,6
*[[Australia]] : 19 343,6
*[[Cina]] : 15 014,447
*[[Canada]] : 14 665,8
*[[Russia]] : 13 532,0
*[[Ucraina]] : 12 175,2
*[[Germania]] : 10 959,3
*[[India]] : 9 569,9
*[[Thailandia]] : 7 538,4
{{Tradotto da|fr|Céréale|12/4/2007|15845953}}
=Zapping=
<small>Traduzione da [[:fr:Zapping]]</small>
Lo '''zapping''' è, nel [[linguaggio comune]], un modo di guardare la [[televisione]] che consiste nel cambiare continuamente [[canale]], spesso molto velocemente, per trovare un [[programma]] interessante per il telespettatore.
Spesso lo zapping si esegue durante le [[interruzione pubblicitaria|interruzioni pubblicitarie]].
== Storia ==
Questa pratica si è molto diffusa grazie all'apparizione del [[telecomando]].
Hanno contribuito anche l'aumento di canali diponibili, grazie alla [[televisione satellitare]], alla [[IPTV|televisione via internet]] ed al [[digitale terrestre]]. Questi ultimi tipi di [[diffusione televisiva]] consentono al telespettatore di accedere ad un [[mosaico interattivo|mosaico]] dei [[programmazione televisiva|programmi]], che facilità lo zapping. Questo è un'[[interfaccia]] che presenta contemporaneamente tutti i canali che trasmettono in una schermata divisa in dei piccoli riquadri; l'utilizzatore quindi non deve quindi utilizzare le frecce del telecomando per spostarsi avanti ed indietro tra i canali, ma può muoversi tra i riquadri del mosaico, sentire l'[[audio]] del canale ("preview audio") ed eventualmente decidere di visualizzare quel determinato programma.
== Connotazioni e analogie ==
Lo zapping è spesso considerato un sinonimo di [[pigrizia]], di [[disattenzione]] oppure di [[iperattività]], anche se alcuni sottolinenano il fatto che esso è un sintomo dell'evoluzione verso un utilizzo "[[usa e getta]]" della televisione. È così una questione di "zapping ideologico" o "culturale", per esempio. D'altra parte, si parla di [[analogia]] dello zapping, per esempio sul soggetto di una conversazione o su qualcosa da fare, quando lo si ignora o si fa finta di dimenticarlo, e si passa a qualcos'altro.
== Altri tipi di zapping ==
La comparsa sul mercato dei [[videoregistratore|videoregistratori]] [[analogico|analogici]] e [[digitale (informatica)|digitali]] ha permesso lo sviluppo di un altro tipo di zapping, che consiste nell'aumentare la velocità di lettura delle immagini (registrate su [[videocassetta|cassetta]], [[DVD]] o [[hard disk]]) durante le interruzioni pubblicitarie, per trovare più velocemente il proseguo del programma.
Lo zapping ha un equivalente sul [[web]], che consiste nel passare di [[sito internet|sito]] in sito attraverso [[collegamento ipertestuale|links]] senza perdere troppo tempo.
Gli [[scanner radio]] e gli scanner di porte informatiche usano lo stesso principio, saltando di [[frequenza]] in frequenza, e di [[porta_(reti)|porta]] in porta.
== Conseguenze ==
La propensione di molti telespettatori di praticare lo zapping ha portato, in molti [[stato|paesi]] dell'[[America del Nord]] alla scelta del sistema [[ATSC]] (Advanced Television Systems Committee) in luogo del sistema [[DVB]] (Digital Video Broadcasting), utilizzato in europa per la televisione digitale terrestre. Infatti il primo può sintonizzare un segnale e cominciare a [[decodifica|decodificarlo]] circa un [[secondo]] dopo, mentre l'altro sistema richede alcuni secondi per questa operazione.
Tuttavia, lo zapping può far nascere delle tensioni quando più persone guardano la stessa televisione, e quando una di queste cambia su un altro canale senza aver avuto il consenso delle altre, che non possono proseguire nella visione del programma.
== Etimologia ==
Il termine zapping deriva probabilmente dal [[verbo]] [[lingua inglese|inglese]] "''[[:en:zap|to zap]]''", che è anche un suono [[onomatopea|onomatopeico]], spesso associato a dei [[rumore|rumori]] improvvisi e rapidi, come lo [[sparo]] di un'[[arma]] o una [[scarica elettrica]].
Questo termine è tuttavia un "falso inglesismo", cioè è una parola che sembra provenire dall'inglese, ma non lo è, perchè gli inglesi usano il verbo "to zap" per descrivere l'azione di fare zapping (tra gli altri significati), ma non usano il [[participio]] progressivo zapping come [[sostantivo]]; infatti, le espressioni usate sono "''[[:en:channel surfing|channel surfing]]''" o "''channel-hopping''", che sono utilizzati anche come [[nome|nomi]].
== Lo zapping come programma televisivo ==
Per estensione, uno ''zapping'' è un tipo di programma o di narrazione nella quale sono montate, con una [[voce fuori campo]] o con un [[presentatore]], delle sequenze video aventi delle caratteristiche in comune: possono essere divertenti, di uno stesso periodo, su uno stesso canale, su uno stesso soggetto, ecc. Si tratta in un certo qual modo di una "rassegna stampa" della TV, dove l'autore fa zapping al posto del telespettatore.
Molti [[periodico|periodici]] specializzati nel settore televisivo offrono delle [[rubrica|rubriche]] simili, con dei [[fermo immagine]] accompagnati dalla trascrizione delle azioni e dei [[dialogo|dialoghi]].
=== Programmi di zapping ===
* [[Blob (programma televisivo)|Blob]]
=Schiuma da barba=
<small>Traduzione da [[:fr:Mousse à raser]]</small>
La '''schiuma da barba''' è un prodotto usato per la [[rasatura]] con [[rasoio]] manuale. Questa si mette sulla parte da rasare, e serve a diminuire l'[[irritazione]] causata dal rasoio, ad ammorbidire la [[pelle]] e, nei prodotti più elaborati, a [[idratazione|idratare]] la pelle. Non si usa col rasoio elettrico.
La schiuma da barba può essere venduta sottoforma di [[bomboletta]] [[spray]] oppure in tubetto (sapone da barba).
La si può spalmare con la [[mano]], o aiutandosi con un pennello.All content in the above text box is licensed under the Creative Commons Attribution-ShareAlike license Version 4 and was originally sourced from https://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=51199937.
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