Revision 51333908 of "Baldassarre Fontana" on itwiki{{Bio
|Nome = Baldassarre
|Cognome = Fontana
|Sesso = M
|LuogoNascita = Chiasso
|GiornoMeseNascita = 26 giugno
|AnnoNascita = 1661
|LuogoMorte = Chiasso
|GiornoMeseMorte = 6 ottobre
|AnnoMorte = 1733
|Attività = architetto
|Attività2 = stuccatore
|Epoca = 1500
|Epoca2 = 1600
|Nazionalità = svizzero
|PostNazionalità = -[[Svizzera Italiana|italiano]]<ref>{{DSS|I24527|Baldassarre Fontana}}</ref>
}}
==Biografia==
===Gli esordi===
[[Immagine:SchlossHohenaschau.jpg|thumb|250px|left|Il castello di Hohenaschau, Aschau im Chiemgau]]
[[File:Schloss Hohenaschau Kamin Ahnensaal.JPG|thumb|250px|right|Castello di Hohenaschau: Stucchi della Ahnensaal]]
Figlio di Pietro Martire e di Anna Maria Girola, discendente di una famiglia di artisti di cui due brillarono nel firmamento romano: [[Domenico Fontana]], architetto di [[Sisto V]], e [[Carlo Fontana]], allievo e successore di [[Gian Lorenzo Bernini]], divenuto dopo la morte del maestro il principale personaggio fra gli architetti dell'Urbe. Seguendo la consolidata tradizione delle maestranze artistiche dei laghi prealpini, giovanissimo completa la sua formazione a [[Roma]] presso il cugino Carlo e nella bottega dello scultore [[Ercole Antonio Raggi]], dove la sua presenza si deve datare fra gli anni 1676 e 1682, poiché già l'anno successivo, il 1683, come capo bottega firmava la decorazione del castello di Hohenaschau ad [[Aschau im Chiemgau]] sul lago Chimsee in [[Alta Baviera]] .
Si reca poi in [[Moravia]] nel 1688 al servizio del principe arcivescovo di [[Olomouc]] e vi resterà legato per tutta la sua vita, tornandovi in primavera dopo aver soggiornato a Chiasso nei mesi invernali. Nel 1689 si sposa con Maria Elisabetta Gilardoni.
===Artista in Moravia e Polonia===
Nel 1693 inizia la sua avventura in [[Polonia]], a [[Cracovia]], dove inizia i lavori alla [[Chiesa di Sant'Anna (Cracovia)|Chiesa di Sant'Anna]] (tempio dell'Università), da lui progettata e poi decorata fino al 1705. Come architetto ne progetta non solo l'architettura, ma anche l'arredamento, gli altari, la decorazione scultorea (ad esempio, la "statua di [[Santa Veronica]]") e quella pittorica, realizzando un'opera comprensiva di tutte le arti <ref>Karpowicz, 2007, 192.</ref>.
Il suo bassorilievo con la "Lamentazione di Cristo" sull'altare della Santa Croce si richiama ad un grande rilievo raffigurante lo stesso soggetto scolpito da [[Domenico Guidi]] nella cappella Monte di Pietà di Roma.
Ispirandosi alla berniniana cappella Cornaro nella [[Chiesa di Santa Maria della Vittoria (Roma)|Chiesa di Santa Maria della Vittoria]] a Roma, applica l'artificio del "pozzo di luce", cioè un fascio verticale che fa scendere la luce dall'alto nell'altare della Madonna, ma ancor più innovativo è l'adattamento della finestra sopra l'altare di [[Santa Caterina]] da cui piove la luce che dissolve la metà superiore dell'altare: un adattamento creativo del progetto beniniano della cappella Alaleona nei [[Chiesa dei Santi Domenico e Sisto]] (Sisto Nuovo) a Roma. Altro adattamento simile lo usa nella progettazione della cappella della Confessione di [[Giacinto Odrovaz|San Giacinto]] nella chiesa dei [[Ordine dei Frati Predicatori|domenicani]] a Cracovia negli anni 1700-1701, dove la figura del Santo è posta in modo che la testa si trovi sullo sfondo di una finestra tonda che funge così da nimbo o aureola. L'idea di porre il sarcofago del santo sulle spalle di quattro angeli si ricollega ad esempi rinascimentali veneti, ma l'organizzazione dell'interno, orchestrata in modo che il visitatore veda la testa del titolare sullo sfondo di una sorgente luminosa è una soluzione innovatrice che precede l'esempio romano artisiticamente più vicino: la figura di San [[Filippo Neri]] nella Cappella Antamoro nella [[chiesa di San Girolamo della Carità]], su progetto del 1707 di [[Filippo Juvarra]]
Altro suo sviluppo innovativo è la 'gloria a raggiera', artificio già usato dal Bernini sia nella ''Cathedra Petri'', sia sull'altare di [[San Francesco Saverio]] nella [[Chiesa del Gesù]]; oltre ad una ripetizione realizzata da [[Carlo Fontana]] nella [[chiesa di Santa Maria di Monte Santo]] tale invenzione a Roma non ebbe seguito, ma ebbe larga diffusione in [[Moravia]] a partire dall'altare della piccola cappella di Santa Ottilia a Vyskov nel 1693, ripresa vero il [[1695]] a Stary Sacz nel convento delle [[Monache Clarisse|Clarisse]]. L'ultimo concetto da lui divulgato è la pittura tridimensionale berniniana che doveva aver ammirato nella Cappella Pio nella [[Chiesa di Sant'Agostino (Roma)|Chiesa di Sant'Agostino]] o nella Cappella Cornaro in Santa Maria della Vittoria. In Polonia tale pittura fu introdotta nel 1676 dal pittore fiorentino [[Michelangelo Palloni]] nella chiesa dei [[Camaldolesi]] a [[Pozajcie]], oggi in [[Lituania]], ma egli ne fu il vero diffusore a cominciare dal presbiterio della citata chiesa di Sant'Anna nel 1695. Egli esegue le parti in stucco mentre le parti pittoriche sono eseguite da frescanti sotto il suo controllo: Karol Dankwart, pittore slesiano e [[Innocente Monti]], pittore di [[Bologna]].
A [[Cabbio]] nella "Casa Cantoni" (museo etnografico della valle di Muggio) un imponente edificio attestato dalla seconda metà del [[XVI secolo|Cinquecento]] e ampliato verso nord-est nella seconda metà del [[XVII secolo|Seicento]], al primo piano gli sono attribuiti una [[camino|caminiera]] in stucco con lo [[stemma]] dei Cantoni e [[putto|putti]] musicanti, dell'inizio del secolo XVIII.
Altre sue opere a stucco si possono ammirare nel monastero di [[Velehrad]], nel castello di [[Uherčice]], nel Museo di Storia della Città di Cracovia, nella Casa Hipolitów (''Kamienica Hipolitów'' - ''Dom Mieszczański''), il museo è ospitato nella casa a tre piani appartenuta ad un'antica famiglia borghese, al primo piano sono visibili sue decorazioni a stucco del tardo XVII secolo, o ad Olomouc, dove ha decorato il Palazzo episcopale.
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Mariusz Karpowicz, ''Baldasar Fontana 1661-1733. Un Berniniano ticinese in Moravia e Polonia'', Lugano 1990; Idem, ''Fontana, Baldassarre'', in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, 619-623.
*AA.VV., ''Guida d'arte della Svizzera italiana'', Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 485.
*Mariusz Karpowicz, ''Baldassarre Fontana di Chiasso. Un artista ticinese ambasciatore dei concetti berniniani a Nord delle Alpi'', in Giorgio Mollisi (a cura di), Arte&Storia, Svizzeri a Roma nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia dal Cinquecento ad oggi, Edizioni Ticino Management, anno 8, numero 35, settembre-ottobre 2007, Lugano 2007, 192-197.
==Voci correlate==
* http://www.artistiticinesi-ineuropa.ch/ita/fontana-b-ita.html
*[[Ercole Antonio Raggi]]
*[[Carlo Fontana]]
*[[Giovanni Pietro Tencalla]]
*[[Paolo Pagani]]
==Altri progetti==
*{{de}} [http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Schloss_Hohenaschau?uselang=de Foto del Castello di Hoehnaschau]
{{Portale|arte|biografie|ticino}}
[[Categoria:Personalità legate a Chiasso]]
[[Categoria:Scultori svizzeri]]
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