Revision 51412144 of "Diego Francesco Carlone" on itwiki

{{Bio
|Nome = Diego (Francesco)
|Cognome = Carlone
|PostCognome = o Carloni
|Sesso = M
|LuogoNascita = Lanzo d'Intelvi
|GiornoMeseNascita = 
|AnnoNascita = 1674
|LuogoMorte = Lanzo d'Intelvi
|GiornoMeseMorte = 
|AnnoMorte = 1750
|Attività = architetto
|Attività2 = scultore
|Attività3 = decoratore
|Epoca = 1700
|Epoca2=
|Nazionalità = italiano
|FineIncipit = è stato un [[architettura|architetto]], [[scultura|scultore]] e decoratore italiano, appartenente ad una stirpe di artisti comaschi, i [[Carlone (famiglia)|Carlone (o Carloni)]]<ref>{{DSS|I45150|Diego Francesco Carlone}}</ref> 
}}
Era figlio di [[Giovanni Battista Carlone (1642-1721)|Giovanni Battista Carloni]], scultore e architetto.
==Biografia==
Nasce a Scaria, [[frazione comunale|frazione]] di [[Lanzo d'Intelvi]]. Dopo un apprendistato di stuccatore e [[scultore]] nella [[bottega]] paterna, intraprende un soggiorno di studio a [[Roma]]. Dall'inizio del [[XVIII secolo]] è attivo nella [[Germania]] meridionale, in [[Austria]] e in [[Italia]], al fianco del fratello [[Carlo Innocenzo Carloni|Carlo Innocenzo]], frescante. 

Nel [[1690]] è documentata la sua presenza a Gartlberg bei [[Pfarrkirchen]]<ref>[http://www.pfarrkirchen.de/sehenswuerdigkeiten.php Santuario mariano di Gartlberg]</ref> nella bottega paterna quando vien ricompensato con un [[fiorino]]. Nel [[1698]] è menzionato per la prima volta nei libri contabili del [[convento]] di [[Sankt Florian]] e nel biennio [[1704]]-[[1705]] riceve il pagamento per la ''[[decorazione]]'' della Sala delle udienze, dell'appartamento attiguo e della [[cappella (architettura)|cappella]] della prelatura commissionata dal [[priore]] Franz Claudius Kröll. 

Come titolare dell'impresa con Paolo Allio, nel [[1701]] ad [[Amberg]] firma la ricevuta del pagamento per i lavori di stucco già eseguiti nella chiesa e nel convento dei [[Salesiani]]; la decorazione (perduta) fu iniziata nel [[1696]] dal padre. Tra il [[1701]] e il 1702 è attivo con la bottega paterna nella chiesa dei [[Ordine della Beata Vergine del Monte Carmelo|Carmelitani]]<ref>[http://www.straubing.de Chiesa dei Carmelitani a Straubing]/</ref> a [[Straubing]] luogo di sepoltura dei [[Wittelsbach]]; sue sono le ''decorazioni'' sopra gli archi della cappelle e nelle tribune, compresa la [[cantoria]].

Il [[12 giugno]] [[1702]] il governo degli Elettori bavaresi stipula un contratto con l'impresa per la ''decorazione'' del Santuario Maria Hilf<ref>[http://www.amberg.de/index.php?id=3758 Santuario Maria Hilf]</ref>; gli stucchi del coro erano già stati dal padre, restano da decorare la volta, le pareti laterali, i portali della tribune e le statue; nel [[1717]] stipula il contratto che lo impegna con Paolo Allio a terminarne la decorazione oltre a quella di altre sei cappelle. 

Nel [[1704]] risulta già sposato Maria Francesca Allio, figlia di Martino, e l'anno successivo nasce la figlia Anna Barbara che sposerà Paolo Retti. Nel 1710 nasce la figlia Caterina, nel [[1712]] Anna Maria Domenica, nel [[1715]] Giuseppe Innocente, nel [[1717]] Giovanni Antonio che sposerà Arcangela Luraghi, nel [[1719]] Anna Maddalena che sposerà nel [[1737]], Girolamo Bizzozero di [[Azzate]], e nel [[ 1724]] l'ultima figlia, Teresa.

A [[Salisburgo]] gli viene attribuita la ''decorazione a [[stucco]]'' della Sankt Johannisspitalkirche e della Ursulinenkirche, con ''statue'' agli altari, eseguita intorno al [[1705]]; con Paolo Allio decora nel [[1706]] la Kollegienkirche, chiesa dell'antica università eretta da [[Johann Bernhard Fischer von Erlach]] tra il 1696 e il [[1707]] quando ne realizza l<nowiki>'</nowiki>''[[altare maggiore]]''. In collaborazione col medesimo architetto costruttore del Castello Klesheim nel [[1708]] esegue i ''lavori a stucco'' nell'ingresso, nelle sale, sullo scalone e sulla facciata. Per la chiesa parrocchiale di Mülln sono documentati nel [[1709]] suoi stucchi nella [[sagrestia]] di cui rimangono solo due ''[[lavabo|lavabi]]'' alla pareti dopo l'innalzamento delle pareti.

Nello stesso anno a [[Abbazia di Lambach|Lambach]] l'[[abate]] Maximilian Pagl gli commissiona la ''decorazione a stucco'' del nuovo [[refettorio]] e dell'Ambulatorio  dell'[[abbazia]] [[benedettino|benedettina]]<ref>[http://www.lambach.ooe.gv.at/system/web/sonderseite.aspx?menuonr=218476026&detailonr=218476026 Abbazia benedettina di Lambach]</ref>. Lo stesso abate nel [[1713]] gli commissiona l'altare maggiore della chiesa abbaziale di cui realizza solo il ''gruppo della Santissima Trinità''. Sempre nel 1710 a Münchenreuth-Kappel presso [[Waldsassen]] compie la ''decorazione a stucco'' nel Santuario della Santissima Trinità<ref>[http://www.waldsassen.de/tourismus/sehenswertes/dreifaltigkeitskirche-kappl-und-rosenkranzstationen.html Santuario della Santissima Trinità presso Waldsassen]</ref>.
Dal [[1710]] al [[1715]] con Paolo Aglio è impegnato a [[Linz]] nella chiesa dei [[Ordine della Beata Vergine del Monte Carmelo|Carmelitani]]<ref>[http://www.linz.at/kultur/denkmal/Default.asp?action=denkmaldetail&id=594 Chiesa dei Carmelitani di Linz]</ref> nella ''decorazione a stucco'' delle pareti e la realizzazione degli ''altari'', ad eccezione di quelli mediani.

Nel [[1712]] realizza ''quattro statue'' collocate nelle Salette del Nuovo Corpo del convento di Sankt Florian  e a [[Rattenberg (Austria)|Rattenberg]] nella chiesa degli [[Eremitani]] [[Agostiniani]] realizza le ''statue dell'altare maggiore'' e quelle dell'altare laterale sinistro, nonché i ''rilievi'' della [[volta (architettura)|volta]] dell'[[Archivio]]. Rientrato a Scaria il [[3 marzo]] 1712 inizia la decorazione a stucco del [[coro (architettura)|coro]] della [[Chiesa di Santa Maria (Scaria d'Intelvi)|chiesa parrocchiale di Santa Maria]] poi terminati nel [[1718]]. La decorazione prosegue negli anni [[1720|20]] nella navata e nella cappelle, mentre solo nel [[1741]] saranno realizzate le ''statue'' per la facciata.

A [[Passavia]] esegue verso la fine del 1712 ''due angeli'' per l'altare maggiore della Chiesa di San Michele<ref>[http://www.passau.de/Tourismus/Passauentdecken/Sehenswuerdigkeiten.aspx?view=~/steckbrief/detail&orgid={88DC1482-35AB-4F0D-B5E7-9BFE707504DE} Chiesa gesuitica di San Michele a Passavia]</ref> progettata da [[Carlo Antonio Carlone]] nel [[1677]]. Nello stesso anno a [[Kirchberg am Wagram]] nel santuario Maria Trost<ref>[http://www.kirchberg-wagram.at/ Santuario Maria Trost a Kirchberg am Wagram]</ref> gli sono ascritte le ''statue'' dell'altare maggiore di contorno ad un dipinto del fratello [[Carlo Innocenzo Carloni]].

Nel [[1715]] inizia la sua attivitä continuata a più riprese fino al [[1730]] a [[Ludwigsburg]] ove nel [[Castello]]<ref>[http://www.ludwigsburg.de/servlet/PB/menu/1037427_l1/index.html Castello di Ludwigsburg]</ref> realizza la ''decorazione a stucco'' delle Gallerie, della cappella e degli scaloni d'onore. Nella Favoritenschloss<ref>[http://www.ludwigsburg.de/servlet/PB/menu/1037423/index.html Schloss Favorite a Ludwigsburg]</ref>, residenza secondaria del palazzo ducale nel 1718 esegue gli stucchi di contorno all'[[affresco]] della [[medaglia]] centrale realizzata da [[Luca Antonio Colomba]]. Nello stesso anno a [[Stoccarda]] compie la ''decorazione a stucco'' nelle sedici sale e nel salone del palazzo della principessa Guglielmina von Grävenitz, distrutto nel [[1944]] durante i bombardamenti.

A [[Thyrnau]] nel 1718 ristruttura il padiglione di caccia del castello del [[principe vescovo]] Raimondo Ferdinando von Rabatta; la sua ''statua di [[Diana (divinità)|Diana]]'' oggi è conservata nel [[Bayerisches Nationalmuseum]] di [[Monaco (Baviera)|Monaco]]. Nel [[1720]] è pagato per la ''decorazione della Kaisersaal''<ref>[http://www.stift-kremsmuenster.at/index.php?id=734 La Kaisersaal nell'abbazia di Kremsmünster]</ref> nell'abbazia benedettina di [[Kremsmünster]]. Tra il [[1723]] e il [[1725]] nell'abbazia benedettina di [[Weingarten]]<ref>[http://www.benediktinerkloster-weingarten.de/kloster-weingarten/abteigeschichte/index.html Abbazia benedettina di Weingarten]</ref> con Donato Riccardo Retti e Carlo Carloni si occupa dell'intera ''decorazione a stucco''. Sempre nel 1725 gli viene affidta l'esecuzione dell<nowiki>'</nowiki>''[[altare maggiore]]'' e della ''decorazione a stucco'' del Santuario di Maria Dolorosa a [[Katsdorf]].

Di nuovo rientrato a Scaria nel [[1728]] su invito del cognato Luca Antonio Colomba gli viene affidata nella [[Chiesa di Santo Stefano (Arogno)|chiesa parrocchiale di Santo Stefano]] l'esecuzione di ''due tondi in stucco'' che incorniciano i reliquiari ai lati dell'altare maggiore, trasferiti nel [[1756]] nella cappella dei [[Re Magi]].

Dal [[1730]] al [[1740]] lavora, con intervalli, per la [[abbazia territoriale di Einsiedeln|chiesa abbaziale di Einsiedeln]]: crea ''11 statue'' per il [[fastigio]] della cappella delle Grazie (distrutto), le ''decorazioni plastiche'' per gli ''otto altari laterali'' della [[navata]], i ''rilievi'' dei due altari ai lati del [[presbiterio]] sono posteriori al [[1735]] e i due [[cenotafio|cenotafi]] dei [[Principe abate|principi abati]] e capitolari all'ingresso del presbiterio sono datati [[1738]]. Il suo stile rivela chiare ascendenze del [[barocco]] [[roma]]no.

In quegli anni tra il [[1734]] e il 1735 si impegna a realizzare la ''decorazione a stucco'' del salone, con la sala antistante, dello scalone e del vestibolo della Residenza<ref>[http://www3.ansbach.eu/cda/showpage.php?SiteID=40&language=de Residenza del margravio ad Ansbach]</ref> del Serenissimo [[margravio]] ad [[Ansbach]].

Eccolo poi a [[Genova]] quando nel [[1740]] riceve il compenso per ''dodici statue'' eseguite per la famiglia Sauli, titolare della [[Basilica di Santa Maria Assunta (Genova)|basilica di Santa Maria di Carignano]]. In sagrestia sono conservati un suo ''busto di [[Sant'Alessandro Sauli]]'' e un tondo con ''[[San Giovanni Nepomuceno]]''. Attorno al [[1742]] sulla scorta di raffronti stilistici gli viene attribuita la ''decorazione a stucco'' della Galleria degli specchi e di altre sale del Palazzo Carrega Cataldi. Verso il [[1745]] sua è pure la ''decorazione a stucco'' dell'[[Oratorio (architettura)|Oratorio]] di San Giovanni Nepomuceno a [[Ramponio Verna|Ramponio]].

==Note==
{{references|2}}
<references/>

==Bibliografia==
*Raffaele Soprani, Carlo Giuseppe Ratti, ''Vite de' pittori, scultori ed architetti genovesi'', II, Genova 1769, 369.
*Johann Kaspar Füsslin, ''Geschichte der besten Künstler in der Schweiz nebst ihren Bildnissen. Anhang'', Zurigo 1779, 219-221.
*Hans Tietze, ''Carloni, Diego Francesco'', in Thieme Becker, V, Lipsia 1912.
*[[Matteo Marangoni]], ''I Carloni'', Fratelli Alinari, Firenze 1925, 15ss.
*Federico Hermanin, ''Gli artisti italiani in Germania. L'opera del genio italiano all'estero'', II, Roma 1935, 25ss.
*Erwin Hainisch, ''Die Kunstdenkmäler des Gerichtsbezirkes Lambach, ÕKT, XXIV, Vienna 1959, 106ss.
*Edoardo Arslan (a cura di), ''Arte e artisti dei laghi lombardi'', II, Tipografia Editrice Antonio Noseda, Como 1964, 15, 36, 39, 45 (3), 58, 59 (3), 60, 62, 64, 66, 68, 71, 72, 74, 75, 76, 78, 142, 143, 148, 165, 174, 175, 176, 182, 183, 185, 187 (4), 188, 189 (2), 190 (2), 191 (3), 192, 219-233, 234 (2), 236 (2), 237, 248, 252 (3), 325, 326, 331, 333, 335, 336, 337.
*Ezia Gavazza, ''La collaborazione Carloni-Schiaffino nella basilica di Carignano a Genova'', in Arte Lombarda, VII/2, Cinisello Balsamo 1962, 105-116.
*Ernst Guldan, ''Quellen zu Leben und Werk italien. Stukkatoren des Spätbarock in Bayern'', in Arte e artisiti dei laghi lombardi, II, Como 1964, 219-233, 247.
*Ezia Gavazza, ''Apporti "lombardi" alla decorazione a stucco tra '600 e '700 a Genova'', in Arte e artisti dei laghi lombardi, Como 1964, 58-63. 
*Mariaclotilde Magni, ''Cenno su alcuni stucchi intelvesi'', in Arte e artisti dei laghi lombardi, Como 1964, 74-76. 78 e nota.
*Heide Vagt, ''Untersuchungen zum Werk D. F. Carlones'', 1970.
*Gert Amman, ''Diego Francesco Carlone un Paolo d'Allios Tätigkeit in der ehemaligen Augustiner-Eremiten-Klosterkirche zu Rattenberg'', in Festschrift Johanna Gritsch, Innsbruck-Monaco, 1973, 9-22.
*Walter Luger, ''Die Künstler'', in Linzer Stukkateure, catalogo della mostra, (Stadtmuseums Linz im Nordico), Linz 1973, 64-66.
*Franco Cavarocchi, '' Diego Francesco Carloni e Giacomo Antonio Corbellini nel tricentenario della nascita'', in Como, 4, 1974, 2-11, 12-18, n. 4.
*Elsa Ascarelli D'Amore, ''I Carloni. Diego Francesco e Carlo Innocenzo'', in Arte cristiana, XLIII, 6, 1975, 51-58.
*Antonello Vincenti, Irmina Dolazza, Elsa Ascarelli D'Amore, ''La chiesa di Santa Maria a Scaria d'Intelvi'', in Arte cristiana, 616, gennaio-febbraio 1975, 1-58.
*Thomas Korth, ''Stift St. Florian. Die Entstehungsgeschichte des barocken Klosteranlage'', Norimberga, 1975, ad indicem.
*Amalia Barigozzi Brini, ''Carloni, Diego Francesco'', in Dizionario Biografico degli Italiani, XX, Roma 1977.
*Hasso Von Poser, ''Zur Ausstattung des Ludwigsburger Treppenhauses 1730-1734'', in Jahrbuch der Staatlichesn Kunstsammlungen in Baden-Würrtemberg, 14, 1977, 33-42.
*Karl Kosel, ''Studien zur spätbarocken Stuckdekoration in Österreich und Schwaben'', in Alte und moderne Kunst, 166/167, 1979, 25-35.
*Peter Felder, ''Barockplastik der Schweiz'', Wiese Verlag, Basel/Stuttgart 1988, 218.
*Fritz Fischer, ''Diego Carlone und die Ansbacher Reliefs'',in Carlo Carlone 1686-1775. Der Ansbacher Auftrag, catalogo della mostra, a cura di P.O. Krückmann, Ansbach 1990, 117-132.
*Wolfgang Jahn, ''Stukkaturen des Rokoko'', Sigmaringen 1990, 342-343.
*Ute Esbach,''Die Ludwigsburger Schlosskapelle. Eine evangelische Hofkirche des Barock, I, Worms, 1991, 333-354.
*Mariaclotilde Magni, '' La scultura e la decorazione del XVIII secolo nella Lombardia nord-occidentale'', in Settecento lombardo, catalogo della mostra, Milano 1991, 280-285.
*Lucia Pedrini Stanga, ''I Colomba di Arogno'', Fidia edizioni d'arte, Lugano 1994, ad indicem.
*Silvia A. Colombo, Simonetta Coppa, ''I Carloni di Scaria'', Fidia edizioni d'arte, Lugano 1997, 11, 13, 19, 20, 22, 23, 25, 26, 38, 46-56, 68, 80, 84, 85, 88-91, 96, 98, 99, 103, 111, 114, 116, 117, 125, 127-219, 224-226, 233, 238-240, 242, 245, 248, 249, 265, 271, 276, 277, 309, 310, 314, 324, 325.
*Petra Grove, ''Carlone, Diego Francesco'', in Ulrich Thieme - Felix Becker, ''Allgemeines Lexikon der bildenden Künstler'', Lipsia 1998.
*Petra Suchy, ''Carlo Innocenzo Carlone in Niederösterreich. Ein Wanderkünstler im politischen und sozialen Umfeld an der Schwelle zum 18. Jahrhundert'', Diplomarbeit, Wien Ingeborg Schemper-Sparholz (1999): Skulptur und dekorative Plastik, in: Hellmut Lorenz (a cura di.), Kunst in Österreich, Barock, München 2008, 461-548.

==Voci correlate==
*[[Carlo Antonio Carlone]]
*[[Giovanni Battista Carloni]]
*[[Carlo Innocenzo Carloni]]

== Altri progetti ==
{{interprogetto|commons=Category:Diego Francesco Carlone}}

==Collegamenti esterni==
*[http://www.sikart.ch/KuenstlerInnen.aspx SIKART: Diego Francesco Carloni]
*[http://www.artnet.com/artist/643345/diego-carlone.html Artnet: Diego (Francesco) Carloni]

{{Portale|biografie|scultura}}

[[Categoria:Stuccatori italiani]]

[[de:Diego Francesco Carlone]]