Revision 51435193 of "Einar Már Guðmundsson" on itwiki

{{Controlcopy|motivo=kb di materiale non wikificato|argomento=letteratura|mese=giugno 2008}}

{{Bio
|Nome = Einar Már 
|Cognome = Guðmundsson
|Sesso = M
|LuogoNascita = Reykjavík  
|GiornoMeseNascita = 18 settembre
|AnnoNascita = 1954
|LuogoMorte = 
|GiornoMeseMorte = 
|AnnoMorte = 
|Attività = scrittore
|Nazionalità = islandese
|PostNazionalità = , sia poeta che romanziere, ma anche traduttore  
}}

Frequenta la Facoltà di Storia e Letteratura all’Università d’[[Islanda]], dove consegue la laurea nel 1979. Subito dopo si trasferisce a [[Copenaghen]], dove vive fino al 1985, anno del suo ritorno in patria. 

Neolaureato, esordisce con una doppia pubblicazione nel 1980 con le raccolte poetiche: ''Er nokkur í kórónafötum hér'' ("Chi sta portando la corona") e ''Sendisveinninn er einmana'' ("La solitudine del facchino"), seguite nel 1981 da ''Róbinson Krúsó snýr aftur'' ("Robinson Crusoe ritorna a casa"). 

Alla sua novella ''Riddarar hringstigans'' ("I cavalieri della scala a chiocciola") viene assegnato nel 1982 il primo premio del concorso letterario indetto dalla casa editrice Almena bókafélagið per la nuova narrativa. La novella ritrae la vita di alcuni bambini in un sobborgo di [[Reykjavík]], utilizzando come voce narrante un loro coetaneo di sei anni che si crea un affascinante linguaggio manipolando da perfetto giocoliere la lingua degli adulti e quelle dei ragazzi. Nel 1983 Guðmundsson pubblica una seconda novella, ''Vænggjasláttur í pakrennunum'' ("Battito d’ali sul tetto"), i cui protagonisti, di nuovo dei giovani della periferia di Reykjavík, cercano di costruire un mondo di creatività e di pace, ma il loro sogno cozza fino a infrangersi contro le ristrettezze della società adulta organizzata. ''Eftirmáli regndroppana'' ("Epilogo delle gocce di pioggia"), una terza novella di ispirazione simile alla precedente è pubblicata nel 1986, in cui i temi del presente si incontrano con il passato del folklore e delle fiabe nordiche. Sullo sfondo di una tempesta incessante, un gruppo di elfi, aiutato dai fantasmi di equipaggi annegati che ritornano fra i vivi per infestare la capitale, cerca di difendere le rocce in cui vivono dalla società moderna che vorrebbe trasformarle in parcheggi. Anche questa novella, come le due precedenti, è ambientata negli anonimi sobborghi cittadini. 

Nel 1988 la pubblicazione della raccolta di racconti brevi ''Leitin að dýragarðinum'' ("Alla ricerca dello zoo"), segna una svolta nella tecnica narrativa di Guðmundsson che, riservato il tema dei sobborghi a sole tre novelle, ambienta le altre cinque in varie parti dell’Islanda e dell’Europa. La capitale resta comunque una fonte di ispirazione, come mostra nel 1990 la novella ''Rauðir Dagar'' ("Giorni rossi"): la giovane protagonista è una donna che, alla fine degli anni Sessanta, lascia la sua provinciale cittadina d’origine e si trasferisce a Reykjavík per sfuggire, come molti altri islandesi, alla disoccupazione dilagante. Una vita nuova si profila così per lei, tra la spumeggiante aria cittadina e l’inquieto radicalismo politico. È una storia d’amore in cui abbondano fughe selvagge e drammatici conflitti. 

Nel 1991 ritorna il richiamo della poesia con ''Klettur í hafi'' ("La roccia nell’oceano"), una singolare opera a quattro mani composta insieme al pittore [[Tolli]] per raffigurare l’ardua coabitazione dell’uomo con gli elementi e le forze primitive dell’Islanda. 

Sempre nel 1991, insieme al regista [[Fridrik Thor Fridriksson]] prepara la sceneggiatura di ''Börn náttúrunnar'' ("I figli della natura"), che riceve una nomination all’Oscar come miglior film straniero. La felice collaborazione con Fridriksson continua in seguito con la realizzazione di un altro film, ''Biódagar'' ("I giorni del cinema"), che debutta nel 1994. 

Nel 1992 appare il suo primo libro per ragazzi, ''Fólkið í steininum'' ("Il popolo della roccia"), un racconto di elfi e degli scherzi che giocano agli umani per difendere il fazzoletto di terra dove vivono, destinato all’edificazione. Nel 1993 esce ''Hundakexið'' ("Il biscotto del cane"), secondo libro per ragazzi. 

Dello stesso anno è il romanzo ''Angeli dell'universo'' ("Englar Alheimsins"), che gli darà un enorme successo in patria e lo lancerà sulla scena internazionale: vince infatti nel 1995 uno dei più prestigiosi premi letterari di area scandinava (il Premio del Consiglio Nordico). Páll, alter ego del giovane fratello dell’autore, racconta dopo la morte la sua vita segnata dalla schizofrenia e dalla solitudine degli ospedali psichiatrici.

Segue il romanzo ''Orme nel cielo'' ("Fótspor á himnum"): è una saga familiare nell’Islanda dei primi del novecento: un uomo risale col ricordo alle vite di nonni e bisnonni.

== Opere ==

* 1980:	''Er nokkur í kórónafötum hér'' ("Chi sta indossando la xxxxxx")
* 1980: ''Sendisveinninn er einmana'' ("La solitudine del facchino")
* 1981: ''Róbinson Krúsó snýr aftur'' ("Robinson Crusoe ritorna a casa")
* 1982: ''Riddarar hringstigans'' ("I cavalieri della scala a chiocciola")
* 1983: ''Vænggjasláttur í pakrennunum'' ("Battito d’ali sul tetto")
* 1986: ''Eftirmáli regndroppana'' ("Epilogo delle gocce di pioggia") 
* 1988: ''Leitin að dýragarðinum'' ("Alla ricerca dello zoo")
* 1990: ''Rauðir Dagar'' ("Giorni rossi")
* 1991: ''Klettur í hafi'' ("La roccia nell’oceano")
* 1992: ''Fólkið í steininum'' ("Il popolo della roccia")
* 1993: ''Hundakexið'' ("Il biscotto del cane")
* 1993:	''Englar Alheimsins'' ("Angeli dell’universo")
* 1997: ''Fótspor á himnum'' ("Orme nel cielo")

== Bibliografia in italiano ==

* ''Angeli dell'universo'' ("Englar Alheimsins", 1993, trad. it. 1997), [[Iperborea (casa editrice)|Iperborea]] (ISBN 88-7091-068-7)
* ''Orme nel cielo'' ("Fótspor á himnum", 1997, trad. it. 2003), Iperborea (ISBN 88-7091-113-6)

{{portale|biografie|letteratura}}

[[br:Einar Már Guðmundsson]]
[[da:Einar Már Guðmundsson]]
[[de:Einar Már Guðmundsson]]
[[en:Einar Már Guðmundsson]]
[[es:Einar Már Guðmundsson]]
[[fi:Einar Már Guðmundsson]]
[[gl:Einar Már Guðmundsson]]
[[is:Einar Már Guðmundsson]]
[[nn:Einar Már Guðmundsson]]
[[no:Einar Már Guðmundsson]]
[[sv:Einar Már Guðmundsson]]
[[uk:Ейнар Мар Ґудмундссон]]