Revision 52313977 of "Jozef Tiso" on itwiki{{Carica pubblica
|nome = Jozef Tiso
|immagine = Jozef Tiso.jpg
|carica = [[Presidenti della Repubblica Slovacca|Presidente della Repubblica Slovacca]]
|mandatoinizio = [[26 ottobre]] [[1939]]
|mandatofine = [[4 aprile]] [[1945]]
|predecessore = ''Carica creata''
|successore = ''Carica abolita''
|partito = [[Partito Popolare Slovacco]]
|}}
{{Bio
|Titolo =
|Nome = Jozef
|Cognome = Tiso
|Sesso = M
|LuogoNascita = Nagybiccse
|LuogoNascitaLink = Bytča
|GiornoMeseNascita = 13 ottobre
|AnnoNascita = 1887
|LuogoMorte = Bratislava
|GiornoMeseMorte = 18 aprile
|AnnoMorte = 1947
|Attività = presbitero
|Epoca = 1900
|Attività2 = politico
|Nazionalità = slovacco
}}
[[Presbitero|Sacerdote cattolico]], divenne deputato della [[Cecoslovacchia|Repubblica cecoslovacca]], poi membro del Governo di questo Paese e, infine, dopo l'invasione [[nazista]] e l'annessione della [[Boemia]] e [[Moravia]] al [[Terzo Reich]], [[Presidente del Consiglio dei Ministri|Presidente del Consiglio]] della [[Repubblica slovacca (1939-1945)|Repubblica indipendente slovacca]]. Egli fece della [[Slovacchia]] uno stretto alleato degli Stati dell'[[Potenze dell'Asse|Asse]]. Dopo la [[seconda guerra mondiale]] fu condannato e impiccato con l'accusa di [[alto tradimento]].
== Biografia ==
===Le origini===
[[File:TISO HOUSE.JPG|thumb|200px|La casa natale di Jozef Tiso.]]
Jozef Tiso nacque a Nagybiccse (oggi [[Bytča]]), e si laureò nel [[1910]] al "Pasmaneum" di [[Vienna]] in Teologia. Consacrato sacerdote fu inviato in diverse città, insegnando lo slovacco, organizzando rappresentazioni teatrali e altre attività culturali.
All'inizio della [[prima guerra mondiale]] è in attività come cappellano militare. Nel [[1915]] è nominato direttore del Seminario teologico di [[Nitra]], e nella stessa città, insegnante della scuola superiore dei Padri [[Scolopi]].
Dal [[1921]] al [[1924]] è segretario del vescovo e insegnante presso il seminario di [[Nitra]]. Nel 1924 diventa parroco della città di [[Bánovce nad Bebravou]]. Per l'intero periodo in cui fu attivo politicamente (dal [[1924]] al [[1945]]), Tiso esercitò le funzioni e l'attività di parroco della città di Bánovce nad Bebravou.
===L'ascesa politica===
Tiso divenne uno dei leader del Partito del Popolo slovacco, formazione di ispirazione cattolica fondata nel [[1913]], quando la Slovacchia era ancora una provincia dell'Impero Austro-Ungarico.
Dopo la prima guerra mondiale con la costituzione del nuovo Stato cecoslovacco, obiettivo del Partito del Popolo slovacco divenne l'autonomia della Slovacchia, dove tale formazione politica divenne il primo partito a partire dal [[1923]]. Il Partito del Popolo slovacco era una delle due formazioni unicamente slovacche, gli altri gruppi essendo attivi nell'intera [[Cecoslovacchia]] o, viceversa, rappresentando esclusivamente delle minoranze etniche.
Dal [[1925]] al [[1939]] Tiso fu deputato al Parlamento cecoslovacco a [[Praga]], dal [[1927]] al [[1929]] fu anche membro del governo quale ministro della salute e dello sport e dal [[6 ottobre]] al [[28 novembre]] [[1938]] quale ministro per gli affari slovacchi.
Dalla morte di [[Andrej Hlinka]] nel 1938, Tiso fu ''de facto'' il leader del partito, ma ne divenne ufficialmente il capo soltanto il [[1º ottobre]] 1939.
===La nascita della Slovacchia indipendente===
[[File:50 Slovak Koruna 1944 front Josef Tiso.png|thumb|right|Jozef Tiso in una [[corona slovacca]] del 1944]]
Nell'autunno [[1938]] la [[Germania]] [[Adolf Hitler|hitleriana]] compì l'[[occupazione tedesca della Cecoslovacchia|annessione]] della regione cecoslovacca dei [[Sudeti]], e si addivenne al [[Conferenza di Monaco|Patto di Monaco]], mentre il Presidente cecoslovacco [[Edvard Beneš]] lasciò il paese; gli slovacchi che non avevano mai goduto di autonomia ne approfittarono e dichiararono la propria autonomia dalla Cecoslovacchia. Tiso – quale leader del partito del popolo slovacco – divenne Primo Ministro del [[Repubblica slovacca (1939-1945)|nuovo Stato]].
Nel frattempo l'[[Ungheria]] che non aveva mai accettato la separazione della Slovacchia disposta dal [[Trattato di Versailles (1919)|Trattato di Versailles]] approfittò della situazione e persuase l'[[Italia]] e la [[Germania]] ad accettare che l'Ungheria occupasse nel novembre 1938 un terzo del territorio slovacco con il cosiddetto [[Primo Arbitrato di Vienna]].
Alla luce di questi eventi nel novembre 1938 tutti i partiti presenti in Slovacchia, con la sola eccezione dei comunisti, unirono le proprie forze e costituirono un partito unico, il ''Partito del Popolo Slovacco - Partito slovacco di Unità nazionale''; tale passo pose le basi per il futuro regime autoritario (lo stesso sarebbe tuttavia accaduto due settimane dopo per i partiti cechi). Nel gennaio 1939, in effetti, il governo slovacco vietò tutti i partiti salvo la nuova formazione politica unitaria e due partiti in rappresentanza delle minoranze etniche tedesca e ungherese.
Dal febbraio 1939 i tedeschi – i quali pianificavano di invadere quello che restava della parte ceca del Paese e non erano interessati alla Slovacchia – iniziarono trattative ufficiali per persuadere i politici slovacchi a dichiarare l'indipendenza del loro Paese. Il [[9 marzo]] [[1939]] le truppe ceche invasero la Slovacchia e Tiso fu esautorato. Il [[13 marzo]] [[1939]], Hitler convocò Tiso a Berlino e lo invitò a dichiarare immediatamente l'indipendenza della Slovacchia sotto protezione tedesca, in caso contrario avrebbe permesso all'Ungheria e alla [[Polonia]] di annettersi quello che rimaneva del Paese. Tiso si mise in contatto con il Presidente ceco [[Emil Hácha]] e con il nuovo Primo Ministro della Slovacchia, [[Karol Sidor]], con i quali decise di convocare il parlamento perché decidesse. Il [[14 marzo]] 1939 il Parlamento slovacco dichiarò all'unanimità l'indipendenza del Paese e il giorno successivo le truppe tedesche [[occupazione tedesca della Cecoslovacchia|invasero]] il resto di quello che rimaneva della Cecoslovacchia.
Tiso fu Primo ministro della Slovacchia indipendente dal 14 marzo 1939 fino al [[26 ottobre]] 1939, quando ne divenne Presidente della Repubblica; nel frattempo – fin dal 1º ottobre – era pure presidente del Partito del Popolo slovacco. Dal [[1942]] assunse il titolo di ''Vodca'', corrispondente al tedesco ''[[Führer]]'' e all'italiano [[duce]].
===Il ruolo di Tiso nello sterminio degli Ebrei===
L'indipendenza della Slovacchia era in realtà illusoria nel senso che il paese era in realtà uno Stato vassallo della [[Germania nazista]]. Sotto un altro profilo la Slovacchia si era tuttavia resa indipendente da [[Praga]].
Il Partito Slovacco del Popolo approvò su richiesta dei nazisti una legislazione [[antisemita]], il cui esempio principale è rappresentato dai 270 articoli del cosiddetto codice ebraico del [[9 settembre]] [[1941]]. In base a tale normativa gli [[ebrei]] in Slovacchia non potevano essere proprietari di beni immobili o beni di lusso, erano esclusi dagli incarichi pubblici e dalle libere professioni, non potevano partecipare ad eventi sportivi o culturali, erano pure esclusi dalle scuole secondarie e dalle università e dovevano indossare in pubblico la [[stella di Davide]].
Tiso – come molti all'epoca – aveva ben precise idee antisemite, come dimostrano alcune delle sue lettere del periodo finale della [[II guerra mondiale]] e alcune sue dichiarazioni, ma quale [[sacerdote]] egli si opponeva alla violenza e sembra quindi si possa almeno escludere che egli accettasse il concetto della "[[soluzione finale]]", ossia del [[genocidio]]. In ogni caso, la sua posizione e il suo ruolo, come sacerdote cattolico, misero in grande imbarazzo le autorità vaticane. Al contrario, Hitler si complimentò con la politica ebraica slovacca in occasione di un incontro con Tiso nel castello di Klassheim a [[Salisburgo]] il [[22 aprile]] [[1943]].
Le opinioni sul suo ruolo nelle deportazioni degli Ebrei dalla Slovacchia sono assai divergenti. Tiso non organizzò personalmente tali attività, ma la documentazione relativa all'olocausto in Slovacchia prova che il Governo slovacco cooperò con i tedeschi ed esso stesso organizzò delle deportazioni. Tiso, come minimo, acconsentì dunque tacitamente, alla politica di sterminio nazista, benché egli avesse garantito circa {{TA|2 000}} esenzioni dal rispetto del cosiddetto codice ebraico a favore di circa {{TA|5 000}} persone, facoltà che gli era attribuita a favore degli ebrei battezzati dall'art. 255 del codice stesso.
Le deportazioni di ebrei dalla Slovacchia iniziarono nel marzo [[1942]], esse furono tuttavia bloccate nell'ottobre 1942, quando fu chiaro che gli Ebrei nei ''lager'' non venivano "soltanto" costretti ai lavori forzati ma brutalmente uccisi, e vi furono proteste pubbliche. La Slovacchia fu così il primo Stato nell'orbita della Germania nazista a fermare le deportazioni, ma – in ogni caso – 58.000 ebrei (il 75% degli ebrei slovacchi) era stato inviato nei campi di concentramento, la maggior parte a [[Auschwitz]]. Ne sopravviveranno soltanto 300. Tra l'ottobre 1942 e l'ottobre [[1944]], la Slovacchia fu persino un luogo dell'ultima speranza per gli ebrei dei paesi vicini.
Le deportazioni ripresero con più di 13.500 ebrei deportati e 5.000 incarcerati, quando all'avvicinarsi dell'[[Armata rossa]] e al [[Insurrezione nazionale slovacca|sollevarsi]] a fine agosto 1944 della popolazione, la Germania occupò militarmente il Paese, che perse la sua indipendenza.
===La sconfitta e la condanna a morte===
All'arrivo delle truppe [[Unione sovietica|sovietiche]] Tiso fuggì attraverso l'[[Austria]] in [[Baviera]] ad [[Altötting]], trovando rifugio all'interno di un monastero<ref>Serge Cordellier (a cura di), Dizionario di storia e geopolitica del XX secolo, Mondadori, Milano, 2001, p. 779</ref>. Qui fu catturato dagli alleati che lo riconsegnarono ai cecoslovacchi, egli fu imprigionato con l'accusa di tradimento e collaborazione con i [[nazisti]]. Sebbene il Presidente [[Edvard Beneš]] avesse la possibilità di concedere la grazia, egli lasciò che la decisione definitiva fosse presa dal Governo, nel quale i ministri socialisti e comunisti contrari alle misura di clemenza superarono quelli del Partito Democratico e del Partito Popolare Cecoslovacco. Tiso fu quindi impiccato il [[18 aprile]] [[1947]].
{{quote|L’alba del 18 aprile del 1947, nel cortile del tribunale di Bratislava, un uomo sulla sessantina (Josef Tiso), dalla corporatura massiccia, accompagnato da un frate cappuccino, saliva i pochi gradini di un patibolo, sul quale incombeva una forca. Solo sette minuti dopo il momento in cui la botola gli si è aperta sotto i piedi, l’espressione del condannato si è lentamente trasformata in un orribile rictus, mentre dalle sue mani scivolava la corona di un rosario che stringeva tra le mani. Si era scelta l’impiccagione perché considerata più degradante della fucilazione e si era fatto in modo che la morte non fosse immediata ma sopravvenisse tra tormenti e terrori<ref> Vittorio Messori, Presidente e prete calunniato, Rivista "Il Timone" dell'aprile 2006, pag.64|http://www.et-et.it/articoli/Vivaio/2006/vivaio_06_04.html</ref>.}}
Negli anni Novanta alcuni ambienti legati al nazionalismo e al clericalismo slovacco hanno tentato la riabilitazione di questo capo di stato "clerical-fascista slovacco"<ref>Serge Cordellier (a cura di), Dizionario di storia e geopolitica del XX secolo, Mondadori, Milano, 2001, p. 779</ref>.
==Onorificenze==
{{Onorificenze
|immagine=Aquila Tedesca, nazismo.png
|nome_onorificenza=Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Aquila Tedesca (2 volte)
|collegamento_onorificenza=Ordine dell'Aquila Tedesca
|motivazione=
|luogo=
}}
== Note ==
<references />
== Bibliografia ==
* {{cita libro|cognome=Giovanni|nome=Miccoli|titolo=I dilemmi e i silenzi di Pio XII|anno=2000|editore=[[Rizzoli]]|pagine=pp. 361-374}}
== Altri progetti ==
{{interprogetto|commons=Category:Jozef Tiso}}
==Collegamenti esterni==
* {{en}} [http://www.worldstatesmen.org/Slovakia.html WorldStatesmen-Slovakia]
* {{en}} Online exhibit from the [http://www.hwrc.org Holocaust World Resource Centre]: ''[http://www.hwrc.org/inthespirit/ In the Spirit of Christianity]''
* Vittorio Messori [Presidente e prete calunniato,:http://www.et-et.it/articoli/Vivaio/2006/vivaio_06_04.html]
{{Primi ministri della Slovacchia}}
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