Revision 54064362 of "Otto Maraini" on itwiki

{{Bio
|Nome = Otto
|Cognome = Maraini
|PostCognome = 
|Sesso = M
|LuogoNascita = Lugano
|GiornoMeseNascita = 8 novembre
|AnnoNascita = 1863
|LuogoMorte = Lugano
|GiornoMeseMorte = 16 gennaio
|AnnoMorte = 1944
|Attività = architetto
|Attività2 = 
|Epoca = 1800
|Epoca2 = 1900
|Nazionalità = svizzero
|PostNazionalità = -[[Svizzera Italiana|italia]]no<ref>{{DSS|I33555|Otto Maraini}}</ref>
}}
==Biografia==
Figlio di Giovanni, titolare di una ditta commerciale, e di Orsolina Torricelli, fratello di [[Emilio Maraini|Emilio]], cresce in una famiglia di dieci figli, dopo aver frequentato il liceo di [[Lugano]]<ref>{{DSS|I2177|Lugano}}</ref>, a 19 anni andò a [[Milano]] dove seguì i corsi all'Istituto [[Carlo Cattaneo (patriota)|Carlo Cattaneo]] nel biennio [[1884]]-[[1885]], poi proseguì gli studi all'[[Accademia di Brera]] dove si laureò in architettura. Tornato in patria, nel [[1889]] richiese l'abilitazione [[Canton Ticino|cantonale]] all'esercizio della professione. Progettò ed eresse ville, palazzi e alberghi a Lugano.

Tra le sue prime opere luganesi figurano la colonna meteorologica del [[1893]], originariamente situata in piazza Manzoni e dal [[2006]] collocata al Parco Ciani, la fontana neobarocca in piazza Riziero Rezzonico, del biennio [[1894]]-[[1895]], e il monumento all'Indipendenza ticinese, eretto nel [[1898]] in occasione del primo centenario, costituito da un basamento ornato di [[bassorilievo|bassorilievi]] in [[bronzo]] raffiguranti ''L'albero della libertà'' e ''I moti del febbraio 1798'', eseguiti rispettivamente da Ampelio Regazzoni e Luigi Vassalli, su cui poggia un [[obelisco]] [[Settecento|settecentesco]].

Nel biennio [[1901]]-[[1902]] per Rosa Lepori, moglie di un industriale milanese, costruisce Villa Helios a [[Lugano|Castagnola]], situata sopra una serie di muri e terrazzi che disegnano la riva del lago, caratterizzata dall'esuberante apparato decorativo neobarocco in pietra artificiale e dalla torre d'angolo poligonale coronata da lanterna belvedere. In Via al Forte sull'angolo con Via Carducci per il commerciante di ferramenta Pietro Molinari nel [[1903]] realizzò un edificio residenziale e commerciale.

Dal 1903 al [[1904]], a seguito di un concorso vinto ex aequo con altri architetti, progetta e costruisce il Palazzo Cantonale degli Studi di Lugano insieme ad Augusto Guidini, con cui curò il restauro della [[Cattedrale di San Lorenzo (Lugano)|Cattedrale di Lugano]] dal [[1905]] al [[1910]] su incarico del vescovo [[Alfredo Peri-Morosini]]; furono demolite le due cappelle barocche di [[San Carlo Borromeo]] e di [[Abbondio di Como|Sant'Abbondio]] ai lati del coro, fu affrescato l'interno dal pittore Ernesto Rusca con pitture eclettiche e introdotto un nuovo [[organo (musica)|organo]] e la relativa tribuna.

Nel biennio [[1904]]-[[1905]] sul lungolago di Lugano edificò Villa Apostoli (poi demolita) per Guglielmo Apostoli; dotata di ogni comodità, la costruzione presentava locali spaziosi e facciate rivestite di mattoni rossi, riccamente articolate da membrature ed elementi architettonici di colore contrastante in pietra artificiale e naturale; il riferimento cinquecentesco era sottolineato dall'[[attico (architettura)|attico]] a balaustrata che si ritrova  nella romana Villa Maraini. 

A [[Roma]], tra il 1904 e il 1905, edificò Villa Maraini<ref>[http://www.villediroma.com/villamaraini-htm.htm Villa Maraini]</ref> per il fratello [[Emilio Maraini|Emilio]], la cui fortuna finanziaria proviene dall'importazione in Italia della barbabietola da zucchero. Ispiratosi alla tradizione della villa suburbana con giardino quale Villa Medici o Villa Borghese, realizzò un edificio di gusto [[eclettico]] [[Cinquecento|cinquecentesco]] con elementi neobarocchi, tipici del villino borghese romano di rappresentanza d'inizio del '900. Le finestre del primo piano sono ornate da riquadrature con busti entro medaglioni. L'edificio è circondato da un bel giardino con un [[ninfeo]] a forma di grotta; lo spazio davanti all’ingresso rialzato è decorato da statue poste sulla balaustra. Caratteristica della villa è la torre [[Belvedere (architettura)|belvedere]] alta 26 metri, da dove si gode una splendida vista sul centro storico di Roma<ref>Fritz, 1998, 36-38.</ref>.

In Via Lucchini, una strada dal carattere urbano aperta nel 1904 e costeggiata da eleganti palazzi residenziali e commerciali, nel [[1906]] eresse per Giovanni Monti uno stabile d'appartamenti e negozi (sopraelevato successivamente), dalle sobrie forme neorinascimentali. Inoltre si devono a lui l'Hotel Lloyd del [[1908]] (poi demolito), realizzato per Giuseppe Clericetti, un edificio con elementi decorativi ispirati al barocco<ref>Bergossi, 1998, 213.</ref>, e un progetto per l'albergo sul [[Monte Generoso]]. Per Massimo Primavesi nel 1908 eresse in Via Mazzini, la strada che conduce alla panoramica collina di Loreto, la Villa Mariani (demolita sulla scia della successiva speculazione edilizia che ha trasformato il volto della città soprattutto negli anni [[1960|sessanta]] del [[XX secolo]]). La villa in stile eclettico sorgeva su un terrazzamento sostenuto da muraglioni in [[granito]] e risultava dall'incastro dei diversi volumi, fra cui il corpo della torre belvedere angolare: un elemento ricorrente nell'edilizia residenziale dell'epoca.

Sul versante meridionale della collina che sovrasta Molino Nuovo, in Via Castausio, nel [[1912]] edificò la Villa La Belgique, una dimora neobarocca con prospetto simmetrico, progettata per Pietro Molinari e, in Via Cassarinetta, in una zona originariamente coperta da vigneti sul lato sud della città, nel [[1913]] la Villa Bottani, eclettica, per l'imprenditore edile Domenico Bottani.

Tra il 1905 e il [[1912]] svolse un'intensa attività progettuale costruendo diversi palazzi e ville ed elaborando una ricerca sull'architettura barocca. Fu una della figure principali dell'architettura ticinese fra la fine dell'[[Ottocento]] e la prima metà del [[Novecento]]. Assunse importanti attività pubbliche e politiche: membro della Commissione federale ([[1928]]-[[1934]])e cantonale ([[1924]]-[[1942]]) per la conservazione dei monumenti storici, presidente della Società Ingegneri e Architetti (SIA) Ticino. Questa attività lo vide coinvolto in vicende legate all'affermarsi dell'architettura moderna in Ticino ad opera di architetti germanici nel territorio di Ascona. Qui nel [[1930]] l'architetto Carl Weidemeyer per Hermann Mez progettò la villa Rocca Vispa che ottenne la licenza edilizia, ma a lavori già iniziati lo scultore Fiorenzo Abbondio interpose ricorso per ottenerne la sospensione; la vertenza arrivò fino al [[Tribunale federale svizzero|Tribunale federale]] di [[Losanna]] che gli richiese una perizia in cui manifestò approvazione al progetto, consentendo una sentenza favorevole all'architetto germanico e che aprì la strada ad ulteriori progetti di edifici analoghi negli anni successivi<ref>Maurer, Tedeschi, 2001, 261-265.</ref>.

Membro del Municipio di  Lugano, militante nel [[Partito Liberale Radicale (Svizzera)|partito liberale radicale]], fu eletto anche deputato al [[Gran Consiglio (Svizzera)|Gran Consiglio]] ticinese dal [[1897]] al [[1901]] e dal [[1923]] al [[1927]], Consigliere Nazionale svizzero nel [[1922]].

==Altre opere principali==
*1905 - Albergo Excelsior (facciate), Roma, Via Vittorio Veneto; edificato dall'architetto Emil Vogt di [[Lucerna]];
*1905 - Villa Apostoli, Lugano, Riva Caccia, ora demolita;
*1905 - Cattedrale di San Lorenzo, Lugano (restauro);
*1906 - Società edilizia luganese, Lugano, Riva Vela;
*1906 - Albergo Walter, Lugano, Piazza Rezzonico, (ora sede dell'ente assicurativo Swiss Life) presenta elementi decorativi neobarocchi;
*1907 - Palazzetto Enderlin, Lugano;
*1907 - Palazzo residenziale e commerciale Maraini, Lugano, Viale Carlo Cattaneo 1-3, presenta elementi neorinascimentali;
*1908 - Villa Primavesi, Lugano, Via Mazzini;
*1909 - Trasformazione della Banca Popolare, Lugano, Piazza Manzoni, (ora banca UBS), palazzo storicistico in posizione rilevante dal punto di vista urbanistico;
*1910 - Villa Planchita, Lugano, Via Monte Carmen;
*1911-1912 - Villa Vella, Lugano, Via Clemente Maraini 3, edificata per il medico Vittorino Vella;
*1912 - Villa la Belgique, Lugano, Via Castausio, dimora signorile neobarocca con pregevole cancello, progettata per Pietro Molinari;
*1913 - Villa Bottani, Lugano-Cassarina, via Cassarinetta 10, abitazione unifamiliare eclettica realizzata per l'imprenditore edile Domenico Bottani (ora adibita ad                                                                                                                                                                             uffici);
*1914-1916 - Palazzo delle dogane, Lugano, Via Carducci 2, completamento del grande complesso architettonico di ispirazione seicentesca con pianterreno rialzato preceduto da portici, progettato da Silvio Soldati;

==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*AA.VV., ''Villa Apostoli in Lugano'', in L'architettura italiana, 5, 1908, tavole XXXIII-XXXV.
*AA.VV., ''Album delle bellezze naturali ed artistiche del Canton Ticino'', Bellinzona 1909, 93-94.
*Assemblea SIA 1909, XLIII Assemblea generale della Società Svizzera degli Ingegneri ed Architetti nel Cantone Ticino, 4–5 e 6 settembre 1909, Locarno 1909 (ristampa 1984).
*AA.VV., ''Cinquant'anni di protezione dei monumenti storici artistici della repubblica e Cantone del Ticino 1909-1959'', Bellinzona 1959, 128.
*Andreas Hauser, ''Lugano»'', in volume 6 della collana INSA Inventario Svizzero di Architettura 1850–1920, edito dalla Società di Storia dell'Arte in Svizzera, Zurigo 1991, 205–355.
*Anna Maria Torricelli, ''Otto Maraini'', in Isabelle Rucki, Dorothee Huber (a cura di), Architektenlexikon der Schweiz 19./20. Jahrhundert, Birkhäuser Verlag, Basilea 1998, 357–358.
*Riccardo Bergossi, ''Architettura e tipologia degli alberghi luganesi'', in Antonio Gili (a cura di) Lugano Hôtels. Alberghi - Storia - Architettura, Lugano 1998, 213. 
*Michael P. Fritz, ''La villa Maraini a Roma. Un richiamo allo spirito della villeggiatura romana nei primi decenni di Roma capitale'', in Guide ai monumenti svizzeri SSAS, Berma 1998, 36-38.
*Riccardo Bergossi, ''Un barocco castigato. L'architettura dell'eclettismo in Ticino'', in Arte&Storia, 8, Edizioni Ticino Management, Lugano 2001, 70-80.
*Bruno Maurer, Letizia Tedeschi, (a cura di), ''Carl Weidemeyer 1882-1976. Artista e architetto tra Worpswede e Ascona'', catalogo della mostra, Museo d'arte moderna di Ascona, Ginevra-Milano 2001, 261-265.
*Simona Martinoli, ''Tra Heimatstil e razionalismo. Dinamiche del rinnovamento architettonico nel Ticino del primo Novecento'', in Archivio Storico Ticinese, 133, Casagrande, Bellinzona 2003, 32-40; Eadem, ''Otto Maraini 1963–1944'', in Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Roma nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia dal Cinquecento ad oggi, Edizioni Ticino Management, anno 8, numero 35, settembre-ottobre 2007, Lugano 2007, 350-357.
*AA.VV., ''Guida d'arte della Svizzera italiana'', Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 296. 299, 302, 303, 304, 305, 309, 312, 316, 320.
*Cornelio Sommaruga, ''Emilio Maraini. Uno dei più grandi industriali dello Zucchero in Italia'', in Ibidem, settembre-ottobre 2007, 358-363.
*Michael P. Fritz, ''La villa Maraini a Roma Un solitario gioiello architettonico in alto sopra i tetti e le cupole della città eterna'', in Ibidem, settembre-ottobre 2007, pp. 342–349.

==Voci correlate==
*[[Maraini|Famiglia Maraini]]
*[[Emilio Maraini]]
*[[Clemente Maraini]]
*[[Adelaide Pandiani Maraini]]

==Collegamenti esterni==
*[http://fondazioneaat.ch/front_content.php?idcatart=125 Archivi Architetti ticinesi]
*[http://www.bak.admin.ch/themen/kulturfoerderung/00456/00457/00694/index.html?lang=it Istituto svizzero di Roma]

{{Portale|architettura|biografie|ticino}}

[[Categoria:Personalità legate a Lugano]]