Revision 55474574 of "Distretto culturale" on itwikiIl '''distretto culturale''' può essere definito come un sistema organizzato, territorialmente delimitato, di relazioni, il cui presupposto è caratterizzato dall’integrazione del processo di valorizzazione delle risorse culturali, sia materiali che immateriali, con il sistema delle infrastrutture che ne assicurano la fruibilità, con il sistema delle organizzazioni che erogano servizi e con gli altri settori produttivi connessi.
Da un punto di vista organizzativo, la forma del distretto deriva dal mondo industriale e, nello specifico, dal concetto di [[distretto industriale]], col quale conserva dei punti in comune:
# Il legame tra prodotto e territorio;
# La definizione di un preciso standard di qualità per i beni e servizi prodotti;
# Lo scambio di saperi, competenze e conoscenze tra gli attori della filiera;
# La forte presenza del settore pubblico a sostegno della produzione.
=== Obiettivi ed organizzazione ===
Il distretto culturale, come modello di sviluppo territoriale, in cui la finalità prima è la valorizzazione dei beni culturali in esso presenti, non si costituisce in maniera spontanea.
Pur essendo i beni una dotazione già appartenente ad esso, infatti, spesso l’implementazione di un distretto culturale è il risultato finale di un progetto e, in quanto tale, necessita di un’autorità che definisca una strategia di intervento per il territorio, e che ne individui la forma più appropriata di gestione, in cui gli attori pubblici e privati cooperino per la concretizzazione degli obiettivi.
La realizzazione di un distretto culturale ha la finalità attraverso l’interazione fra le risorse culturali ed ambientali e gli attori della filiera, di rendere più [[efficienza tecnico-operativa|efficiente]] ed [[efficacia aziendale|efficace]] il processo di produzione di cultura, e di ottimizzare, a livello locale, i suoi impatti economici e sociali, anche (ma non solo) attraverso l’attrazione e la potenziale [[fidelizzazione]] di domanda turistica.
Parte fondamentale del distretto è la filiera che caratterizza il bene complessivo: proprietari dei singoli beni, gestori delle risorse locali, imprese fornitrici di servizi, infrastrutture di accoglienza e del tempo libero.
Il processo di valorizzazione sarà così caratterizzato, in via principale, dalle attività per la tutela e per la gestione del bene e dalle attività per la fruibilità.
Perché si raggiungano gli obiettivi prefissati è necessario che sia creato un sistema economico integrato in cui si producano beni e servizi, ma si favorisca anche la crescita sociale ed umana che contribuisce allo sviluppo del sistema stesso.
Il distretto culturale non è fondato esclusivamente su capitale materiale: al contrario, al suo interno si prefigura una forte concentrazione di attività legate da elementi immateriali (definiti come elementi ''cultural driven'').
Da qui deriva il concetto di “economia intangibile”, (relativa a comunicazione, conoscenza e servizi) quale lo sviluppo e lo scambio di conoscenze, la specializzazione, l’interrelazione, tutti elementi che, potenzialmente, danno una connotazione di unicità all'area.
Nello specifico, le risorse immateriali presenti in un distretto culturale possono essere così schematizzate:
* Capitale umano: Insieme delle conoscenze e delle competenze presenti negli individui:
** Capacità umane;
** Conoscenze;
** Capitale informativo.
* Capitale sociale: Insieme di istituzioni, norme sociali e reti di relazioni interpersonali;
* Capitale simbolico: legato ai processi di identificazione e di creazione di senso di appartenenza.
=== Il ruolo della cultura locale ===
Il distretto culturale ha centralità nell’economia locale in cui si crea e circola la conoscenza, grazie ad un continuo scambio di saperi tra settori, attività e attori anche molto differenti tra loro.
Il concetto base (su cui si sviluppa quello di distretto) è la [[cultura]], che riveste sempre più un ruolo da protagonista nei processi di sviluppo economico post-industriale. Nell’analisi del concetto di distretto turistico particolare rilevanza è attribuita, infatti, al capitale culturale di uno specifico luogo, ovvero alla cultura locale.
Il processo di crescita risulta, infatti, sempre più legato alla [[simbiosi (psicologia)|simbiosi]] con il luogo: presupposto del distretto è l’esistenza di un’identità ben definita, e di una comunità locale compatta ed affiatata nei confronti delle proprie tradizioni culturali.
La creazione dei beni è legata ad una precisa identità del luogo, nel quale le conoscenze fanno parte di un sistema di informazioni che circolano all’interno della comunità.
La costituzione di un distretto implica, pertanto, necessariamente, la presenza di un sistema culturale locale, cioè di un adeguato e solido tessuto socio - culturale ed ambientale preesistente.
Esso dovrà rappresentare la base da cui avviare quei processi di valorizzazione dell’identità locale e di sostegno alla produzione culturale in grado di promuovere, da un lato, lo sviluppo del sistema economico dell'area, dall'altro la riqualificazione ed il miglioramento della vivibilità complessiva di un dato territorio.
=== Prospettive future: il concetto di Distretto Culturale Evoluto ===
Il concetto di distretto culturale evoluto ha preso corpo all'inizio del terzo millennio: esso è fondato sul presupposto concernente l'esistenza di complementarità strategiche tra filiere culturali differenti, appartenenti a settori produttivi diversi.
Il distretto culturale evoluto si caratterizza, inoltre, per una combinazione di elementi organizzativi, che nasce da un complesso processo di contrattazione tra i vari attori locali coinvolti nel processo di sviluppo e dal ruolo specifico che ciascuno di essi assume in uno specifico contesto locale.
La competitività del sistema economico, in questo caso, sarà maggiore e dipenderà in misura crescente dalla presenza di elementi quali:
# La collocazione, nell’ambito del territorio locale, di un appropriato sistema di infrastrutture culturali e ricreative;
# Un sistema sociale ben integrato, reso adeguatamente partecipe del progetto di sviluppo grazie all’ introduzione di risorse e politiche destinate alla partecipazione degli individui;
# La presenza di un sistema formativo di livello elevato;
# Un sistema economico-produttivo che consenta l’interazione con gli attori preesistenti.
Le caratteristiche distintive per la creazione di un sistema territoriale competitivo sono quindi individuabili nella:
* Presenza, a livello locale, di attività economiche, nei campi della produzione di beni e di servizi ad alto valore aggiunto, in grado di favorire la circolazione delle conoscenze e di generare innovazione;
* Presenza di capitale umano di elevata qualità, che si approcci in modo creativo alla produzione e alla risoluzione di problematiche;
* Possibilità di costituire un network in grado di collegare industria privata e istituzioni pubbliche, istituzioni culturali e sistema educativo, strutture comunitarie, associazioni;
* Possibilità di vivere e lavorare in un luogo ricco di infrastrutture culturali e sportivo/ricreative che la presenza di cultural diversity renda luoghi di formazione e arricchimento personale dell’individuo attraverso momenti di confronto e scambio relazionale con altre persone e culture.
Le forme di cooperazione che rendono possibile la creazione di sistemi di obiettivi condivisi possono dare avvio ad un processo di trasformazione del territorio, che consenta un orientamento crescente verso la creazione e la diffusione di conoscenza.
== Distretti culturali in Italia ==
==== Distretto culturale Sud-Est (Sicilia) ====
Sorto in [[Sicilia]], nella città di [[Noto (Italia)|Noto]], con la sua [[arte barocca]], può essere considerato uno dei primi distretti culturali d' [[Italia]] (il primo progetto risale al 2002). Il modello di sviluppo proposto cerca di sistematizzare gli interventi di valorizzazione del patrimonio artistico e tutte le altre opportunità di crescita del territorio.
L’attività di studio e consulenza per l’implementazione del distretto si è concentrata nella definizione di un Piano di Gestione, che rappresenta un modello innovativo di sviluppo territoriale avente lo scopo di individuare le [[strategia|strategie]] da mettere in atto per dare soluzione alle problematiche concernenti la tutela, la conservazione, individuando, allo stesso tempo, soluzioni innovative per la valorizzazione anche economica del patrimonio.
==== Distretto culturale Baia di Napoli (Campania) ====
Baia di Napoli è un progetto di destination marketing (avviato nel 2006) finalizzato alla creazione di un distretto turistico-culturale che mira a promuovere l’immagine e le attività di [[Napoli]] e del comprensorio della Baia di Napoli come [[destinazione turistica]] legata alle risorse e al fascino del [[mare]], valorizzando soprattutto l’offerta di servizi e opportunità già presenti nell’area.
La Baia di Napoli è intesa come comprensorio geografico allargato, epicentrico alla città di Napoli, ma esteso anche alla zona vesuviana e flegrea: l’ampia zona racchiude un set interconnesso di attrazioni culturali, storiche, artistiche e gastronomiche.
Il progetto si propone di creare un ''network'' di operatori che possano agire in modo coordinato e continuativo.
Con l’ausilio di un [[portale web|portale]] dedicato e di itinerari di visita appositamente declinati, si persegue la finalità prima, cioè quella di consentire la fruizione dei siti, dei servizi e delle iniziative/eventi in modo da renderli più attraenti per i visitatori italiani e stranieri. La valorizzazione del comprensorio della Baia di Napoli consente di declinare una particolare offerta di destinazione turistica, che attraverso le attività e le modalità con le quali le stesse sono sviluppate nel programma attuativo, può portare a:
* Maggiore qualificazione dell’offerta turistica con conseguente potenziale aumento della domanda (incoming);
* Aumento dei servizi e delle opportunità del comparto turistico;
* Valorizzazione e razionalizzazione del sistema dei trasporti;
* Migliore distribuzione ed aumento dei flussi di utenti e di turisti nell’area durante tutto l’anno;
* Potenziale aumento della permanenza media dei turisti nell’area;
* Awareness positiva sulla città di Napoli.
==== Distretto culturale di Viterbo (Lazio) ====
L’esigenza di costruzione di un distretto culturale nel viterbese si manifesta dalla consapevolezza circa la scarsa attrattività dei beni culturali ed ambientali locali, individualmente considerati, sia nei confronti dell’utenza locale, sia nei confronti di quella extralocale.
Il progetto parte dal presupposto secondo il quale allo sviluppo territoriale si presta in maniera ottimale una metodologia fondata sulla messa in rete dei beni territoriali, in vista di un’integrazione dell’offerta (fra beni culturali ed ambientali) che, salvaguardando le specificità e le tipicità di ogni elemento, consenta non solo agli operatori del settore ma anche agli utenti che ne usufruiscono, di condividere i benefici di una gestione coordinata e sistemica.
Le relazioni di rete del distretto culturale di Viterbo riguardano, infatti:
* La gestione dei flussi informativi;
* I collegamenti organizzativi con altre tipologie di offerta di territorio (turistico, scolastico, residenziale);
* La gestione delle prenotazioni (biglietti, cards, visite guidate, organizzazione di itinerari);
* La razionalizzazione del sistema dei flussi e dell’accessibilità;
* L’implementazione di un sistema integrato di servizi aggiuntivi;
* La realizzazione di una rete di punti commerciali (es. bookshops e caffetterie);
* La realizzazione comune, da parte di diverse imprese della filiera, di materiale promozionale e turistico;
* La realizzazione di una rete di eventi promozionali e calendario di aperture coordinati tra i vari siti e le varie strutture.
==== Distretto culturale veneto (Veneto) ====
Il Metadistretto Veneto dei Beni Culturali, riconosciuto dalla Regione del Veneto in base alle L. R n. 8 del 2003 e n. 5 del 2006, è sorto con l’obiettivo di incentivare lo sviluppo dell’intera filiera dei beni culturali (restauro, conservazione e valorizzazione) e sostenere le aziende. Il Metadistretto si presenta come un unicum all’interno del panorama dei distretti italiani, in quanto solo metadistretto produttivo legato al settore dei beni culturali e del paesaggio.
Il Metadistretto promuove e coordina progetti a livello nazionale ed internazionale, favorendo la collaborazione fra aziende ed istituzioni, sostenendo attività di ricerca e sperimentazione e incentivando lo scambio di know how fra il mondo scientifico e le imprese.
Il Consorzio Distretto Veneto dei Beni Culturali è il soggetto giuridico preposto alla gestione del Metadistretto.
Sono soci del Consorzio:
* Associazione Costruttori Edili ed Affini della Provincia di Treviso,
* Associazione Costruttori Edili ed Affini di Venezia e Provincia,
* Confartigianato Provinciale di Venezia - Unione Provinciale Artigiani,
* Confartigianato di Vicenza – Associazione Artigiani della Provincia di Vicenza,
* VEGA Scarl,
* VI Holding Srl.
Il Metadistretto, dal 2004, anno della sua nascita, si è posto i seguenti obiettivi:
- Incentivare lo sviluppo dell’intera filiera dei beni culturali.
- Individuare e coordinare progetti a livello nazionale e internazionale.
- Sostenere le aziende e valorizzare le eccellenze, stimolando la competitività.
- Favorire il coordinamento e la sinergia fra le varie realtà impegnate nel settore.
- Promuovere e sostenere progetti di ricerca e il trasferimento tecnologico.
Ad oggi ha sviluppato progetto per oltre 39.000.000,00 € nei seguenti campi:
- Analisi e diagnostica.
- Beni culturali e Information Communication Technologies.
- Formazione di alto livello nel campo del restauro.
- Illuminotecnica e sonorizzazione ambientale.
- Innovazione e trasferimento tecnologico.
- Internazionalizzazione delle aziende.
- Management e gestione dei beni culturali.
- Manutenzione e conservazione dei beni culturali e paesaggistici.
- Restauro beni mobili e immobili.
- Ricerca e sperimentazione di “linee guida” e bune pratiche per il restauro.
- Valorizzazione del patrimonio.
Hanno aderito, fino ad oggi 289 aziende attive in tutta la regione per un totale di 5686 addetti per un fatturato superiore a 1.700.000,00 euro.
Dal 2004 al 2008 sono state oltre 152 le imprese coinvolte dal Metadistretto per la realizzazione di attività e progetti in Italia e all’Estero ottenendo l'inserimento nel Club di Eccellenza nella quarta edizione del premio “Cultura di Gestione” 2007 – Assegnato da Federculture in occasione del convegno di Bari del 16 marzo.
Fanno parte del Metadistretto 28 fra enti e istituzioni, fra cui:
ANCE:
- Associazione Costruttori Edili ed Affini di Venezia e Provincia.
- Associazione Costruttori Edili della Provincia di Treviso.
CIVEN Coordinamento interuniversitario per le nanotecnologie
C.N.R.:
- C.N.R. ICIS di Padova.
- C.N.R. ISMAR di Venezia.
Confartigianato:
- Confartigianato: Provinciale di Venezia,
- Confartigianato d i Vicenza
Ordini:
- Federazione Regionale degli ordini degli ingegneri del Veneto.
- Ordine degli Architetti di Verona
Le Soprintendenze:
- Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto (l’adesione della Direzione Regionale include quella delle singole Soprintendenze).
Università:
- Università Cà Foscari di Venezia
- Università degli Studi di Padova.
- Università degli Studi di Verona.
- Università IUAV di Venezia
Successivamente alla nascita del Metadistretto (nel 2004) si è avviato in Veneto, un ulteriore studio di identificazione e studio dei distretti culturali.
Il lavoro di creazione del distretto culturale veneto (avviato nel 2007) si è svolto in due fasi: la prima ha avuto l’obiettivo di definire il modello di riferimento per adattarlo alla realtà veneta, suddividendo il territorio regionale in sub-sistemi territoriali caratterizzati da elementi socio-culturali propri e da specializzazioni distinte in termini di offerta culturale.
Le principali attività sottese alla creazione del distretto culturale veneto sono state:
* Costruzione di una mappa di attività ed attrattive culturali della regione;
* Individuazione dei distretti territoriali emergenti dal punto di vista dell’attività culturale;
* Focalizzazione dell’attenzione sulle specializzazioni culturali espresse e potenziali;
* Analisi delle complementarità tra queste e le specializzazioni produttive non culturali;
* Elaborazione di nuovi progetti e strumenti mirati per aiutare i territori a fare sistema e a far emergere le potenzialità latenti.
==== Distretto culturale Torino-Milano (Piemonte-Lombardia) ====
Il [[gemellaggio]] culturale tra le città di [[Milano]] e [[Torino]] si è concretizzato nel Festival Internazionale della Musica Torino - Milano (Mito Settembre Musica): dal 2007 il [[Festival musicale|Festival]] Settembre Musica di Torino è, infatti, diventato MiTo Settembre Musica, sviluppando ed estendendo la prestigiosa trentennale esperienza di Festival già esistente.
L’asse Torino – Milano si rivela un importante esempio di vitalità culturale in Europa, e la creazione del Festival si pone come punto cruciale del processo di integrazione culturale tra le due città.
Il Festival Settembre Musica è stato organizzato , sin dalla sia fondazione nel 1978, dalla Città di Torino e dal 2003 con il Teatro Regio di Torino.
Dal 2007 si articola nelle 2 città: a Milano è promosso dalla Città di Milano e dall’Associazione per il Festival Internazionale della Musica.
==== Distretto culturale Rovereto-Trento (Trentino-Alto Adige) ====
Le città di [[Rovereto]] e [[Trento]] sono protagoniste del fermento culturale trentino che si sta palesando, negli ultimi anni, come un esempio di best practice nella valorizzazione del territorio attraverso l’arte e la cultura. Il distretto culturale mette in rete una proposta che supera i confini delle “città” e abbraccia un territorio percorso da un fiume, l’[[Adige]], valorizzandone la storia.
Trento è città tra i monti, luogo in cui antico e moderno convivono in maniera esemplare.
Qui la distanza tra il pavimento di una villa romana, le sale del Concilio e i brevetti tecnologici della [[Fondazione Bruno Kessler]] è molto breve. Rovereto, città-palcoscenico e sede di prestigiosi festival internazionali, accoglie l’arte contemporanea, nelle sale del [[Mart]] e si fa luogo della memoria del Novecento, grazie a due importanti istituzioni, come la [[Campana dei Caduti]] e il [[Museo Storico italiano della Guerra]].
“TrentoRovereto. Città di Culture” è la risposta ad una nuova dimensione culturale, che si concretizza nel distretto e che punta a superare le rivalità dei campanili, per identificare nella sinergia il senso di una nuova proposta. Un modo diverso di intendere il territorio come un organismo vivo, capace di risvegliare l’attenzione di un turismo esigente e curioso. La missione degli Assessorati provinciali al Turismo e alla Cultura, dei Comuni, delle Apt di Trento e Rovereto e di Trentino Marketing, è quella di promuovere la realtà del distretto quale invito ad ampliare gli orizzonti, offrendo l’opportunità di conoscere il territorio a tutto tondo incontrandone le eccellenze culturali e l’originale offerta enogastronomica e commerciale.
La chiave di accesso a questo progetto è una card pratica e tecnologicamente avanzata, dotata di microchip, che dà accesso alla rete di trasporti pubblici, ad un servizio di bike sharing, a 32 fra palazzi storici e musei, a 9 castelli, a numerosi festival, alla degustazione di Trentodoc, e a numerose agevolazioni nei migliori ristoranti e negozi. La tecnologia adottata, permette inoltre di estenderne i vantaggi della card a tutta la famiglia<ref>La formula family estende i vantaggi d’accesso ai servizi culturali anche ai bambini e ai ragazzi fino ai 18 anni nonché la possibilità di utilizzo dei servizi di trasporto pubblico per un massimo di due minori per singola card. Le promozione family è cumulabile con l’estensione a tre mesi</ref> e di prolungarne la validità fino a 3 mesi senza costi aggiuntivi.</ref>
La card conserva inoltre la sua utilità anche dopo la scadenza, permettendo di accedere a promozioni, offerte speciali e ai trasporti pubblici in Trentino: una volta ricaricata, si trasformerà infatti in una prepagata a scalare da utilizzare sul trasporto urbano.
==== Distretti culturali della Lombardia ====
A partire dal 2005 la [[Fondazione Cariplo]] in collaborazione con la [[Regione Lombardia]] ha avviato uno studio di pre-fattibilità commissionato al Politecnico di Milano per individuare dei territori omogenei che potessero diventare sedi di distretti culturali.
A partire dal 2009 una serie di distretti culturali sono stati avviati e sostenuti<ref>[http://www.fondazionecariplo.it/portal/page148a.do?link=kln28b.redirect&seu311a.oid.set=55 Descrizione del progetto ''Distretti culturali'' sul sito della Fondazione Cariplo].</ref>.
* [[Distretto Culturale di Valle Camonica]], un laboratorio per l'arte e l'impresa, da marzo 2009.
* [[DOMINUS - Distretto Oltrepò Mantovano]] per l’Innovazione, l’Unicità e lo Sviluppo, da marzo 2010.
* [[Distretto Culturale “Le Regge dei Gonzaga”]] in [[provincia di Mantova]], da luglio 2011.
* [[Distretto Culturale Evoluto di Monza e Brianza]], da luglio 2010.
* [[Distretto della Provincia di Cremona]], da luglio 2010.
* [[Distretto Culturale della Valtellina]], da settembre 2010.
== Note ==
{{references|2}}
== Bibliografia ==
* Guido Ferilli e Sabrina Pedrini, ''Il distretto culturale evoluto alla base dello sviluppo sostenibile del territorio'' in ''XII Convegno Internazionale interdisciplinare: Volontà, Libertà e Necessità nella creazione del mosaico paesistico culturale'' - Cividale del Friuli (UD) 25-26/10/2007.
* [[Pier Luigi Sacco]] e Guido Ferilli, ''Il distretto culturale evoluto nell’economia post-industriale'', Working papers Università IUAV di Venezia, Dipartimento delle Arti e del Disegno industriale.
* Pier Luigi Sacco e Giorgio Tavani Blessi, ''Distretti culturali evoluti e valorizzazione del territorio'' in "Global&Local Economic Review", VIII, 2005/1, Edizioni Tracce.
* Giorgio Minighin e Sergio Calò "Patti del Distretto e del Metadistretto Veneto dei Beni Culturali", 2004, 2008, 2011.
* Filippo Rossi, Tesi dal titolo “Distretto Veneto dei Beni Culturali: una nuova possibilità di sviluppo per il settore della conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e artistico” Corso di laurea in Conservazione dei Beni Culturali, 2004, Università Ca’ Foscari di Venezia
== Voci correlate ==
== Collegamenti esterni ==
[[Categoria:Cultura]]
Pagina del distretto TrentoRovereto Città di Culture su visittrentino.it
http://www.visittrentino.it/it/articolo/dett/trento-rovereto-citta-di-culture
Pagina della card TrentoRovereto card
http://www.trentorovereto.it/info.aspxAll content in the above text box is licensed under the Creative Commons Attribution-ShareAlike license Version 4 and was originally sourced from https://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=55474574.
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