Revision 56109180 of "Papa Benedetto XVI" on itwiki

<noinclude>{{Protetta}}</noinclude>
{{recentismo}}
{{Papa della Chiesa cattolica
|nome=Papa Benedetto XVI
|immagine=[[File:Pope Benedict XVI 1.jpg|230px]]
|legenda = 
|stemma = [[File:BXVI CoA like gfx PioM.svg|100px]]
|titolo = 265º papa della Chiesa cattolica
|elezione = [[19 aprile]] [[2005]]
|insediamento = [[24 aprile]] [[2005]]
|fine pontificato =
|motto=''Cooperatores veritatis''
|cardinali=[[:Categoria:Cardinali nominati da Benedetto XVI|vedi categoria]]
|predecessore=[[papa Giovanni Paolo II]]
|successore=
|nome nascita = Joseph Alois Ratzinger
|data di nascita = [[16 aprile]] [[1927]]
|luogo di nascita = [[Marktl]]
|data di morte =
|luogo di morte =
|sepoltura =
|firma = Pope Benedict XVI Signature.svg
}}
{{Bio
|Titolo = '''Papa'''
|Nome = Benedetto XVI
|Cognome =
|PostCognomeVirgola = nato '''Joseph Aloisius Ratzinger'''
|ForzaOrdinamento = Benedetto 16
|PreData = in [[lingua latina|latino]]: ''Benedictus XVI''
|Sesso = M
|LuogoNascita = Marktl
|GiornoMeseNascita = 16 aprile
|AnnoNascita = 1927
|LuogoMorte =
|GiornoMeseMorte =
|AnnoMorte =
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|Nazionalità =
|Categorie = no
|FineIncipit = è dal [[19 aprile]] [[2005]] il [[vescovo]] di [[diocesi di Roma|Roma]] e il [[Elenco dei papi|265º]] [[papa]] della [[Chiesa cattolica]]. In quanto tale, è sommo pontefice della Chiesa universale, [[monarchia|sovrano]] dello [[Stato della Città del Vaticano]], [[Primate (ecclesiastico)|primate]] d'[[Chiesa cattolica in Italia|Italia]], oltre agli altri [[Papa#Il ruolo e i titoli del papa nella Chiesa cattolica|titoli propri]] del romano pontefice<ref>Benedetto XVI ha tuttavia rinunciato al titolo di [[patriarca d'Occidente]] impiegato dai suoi predecessori.</ref>
|Immagine =
}}

È stato eletto papa dal [[conclave del 2005|conclave]] il [[19 aprile]] [[2005]], dopo la morte di [[Papa Giovanni Paolo II|Giovanni Paolo II]]. È il settimo pontefice tedesco nella storia della Chiesa cattolica; l'ultimo era stato [[Papa Stefano IX|Stefano IX]] ([[1057]]-[[1058]]). 

L'[[11 febbraio]] [[2013]] ha comunicato durante il [[Concistoro#Concistori di Benedetto XVI|concistoro]] la sua rinuncia ''«al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro»'', con efficacia effettiva dalle ore 20.00 del [[28 febbraio|28]] dello stesso mese.<ref>{{cita web|url=http://press.catholica.va/news_services/bulletin/news/30470.php?index=30470&lang=it|titolo=Concistoro Ordinario Pubblico - Declaratio del Santo Padre Benedetto XVI sulla Sua Rinuncia al Ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, 11.02.2013 |editore=Bollettino Sala Stampa della Santa Sede|data=11 febbraio 2013|accesso=11 febbraio 2013}}</ref><ref>{{cita web|url=http://it.radiovaticana.va/articolo.asp?c=663814|titolo=Benedetto XVI annuncia la sua rinuncia al ministero petrino|editore=radiovaticana.va|data=11 febbraio 2013|accesso=11 febbraio 2013}}</ref> È il settimo papa ad aver abdicato dopo [[Clemente I]], [[Papa Ponziano]], [[Papa Silverio]], [[Benedetto IX]], [[Celestino V]] e [[Gregorio XII]]. 

== Biografia ==

=== L'infanzia e la gioventù ===

[[File:PopeBenedicts1stHome.jpg|thumb|left|250px|La casa natale di Joseph Ratzinger]]
Il padre, Joseph Ratzinger, era commissario di [[gendarmeria]] e proveniva da una modesta famiglia di agricoltori della [[diocesi di Passavia]], nella [[Bassa Baviera]]; la madre, Maria Rieger, di [[Rimsting]], sul [[Chiemsee|lago Chiem]] in [[Baviera]], era figlia di artigiani e, prima di sposarsi, aveva lavorato come cuoca in diversi alberghi.<ref>La nonna materna Maria Tauber-Peintner nacque il [[29 giugno]] [[1855]], a Rasa, un paesino nei pressi di [[Bressanone]], che allora si trovava nell'[[impero austro-ungarico]], mentre oggi è in territorio [[Repubblica Italiana|italiano]]. Cfr. {{de}} Gelmi Josef, ''Die Päpste mit dem Namen Benedikt'', Weger, Brixen 2008.</ref>

Con il ''Gesetz über die Hitlerjugend'', emendato il [[6 marzo]] [[1939]] e in vigore fino al 1945, Hitler obbligava tutti i giovani di età compresa fra i 14 e i 18 anni ad arruolarsi nella [[Hitlerjugend]].

Pertanto, dopo i primi studi in seminario, all'età di 16 anni il giovane Joseph venne assegnato al programma ''[[Luftwaffenhelfer]]'' ("personale di supporto alla [[Luftwaffe (Wehrmacht)|Luftwaffe]]") a Monaco e fu assegnato in un reparto di [[artiglieria]] [[contraerea]] esterno alla [[Wehrmacht]] che difendeva gli stabilimenti della [[BMW]]. Fu assegnato per un anno ad un reparto di [[intercettazione|intercettazioni]] radiofoniche. Con il peggioramento delle sorti tedesche nel conflitto fu trasferito e incaricato allo scavo di [[trincea|trincee]], quindi inviato insieme a gruppi di coetanei a compiere marce in alcune città tedesche cantando canti nazionalsocialisti per sollevare il morale della popolazione.
Come egli stesso ricorda, nell'aprile del [[1944]] durante una di queste marce disertò, e riuscì ad evitare la [[fucilazione]], prevista per i disertori, grazie ad un sergente che lo fece scappare<ref name=bio>[[Joseph Ratzinger]]. "La mia vita - Ricordi (1927-1977)".</ref>.
Con la disfatta tedesca, nell'aprile del [[1945]] Ratzinger fu recluso per alcune settimane in un campo degli [[Alleati della seconda guerra mondiale|Alleati]], vicino a [[Ulma]], come prigioniero di guerra; venne rilasciato il [[19 giugno]] [[1945]].
Durante tutto questo periodo non ebbe mai necessità di sparare un colpo e infatti non si trovò mai a partecipare a scontri armati<ref name=bio/>.

=== Gli studi filosofici e teologici ===

Ha compiuto inizialmente i suoi studi in [[filosofia]] all'[[università]] di [[Monaco di Baviera]] e successivamente alla scuola superiore di [[filosofia]] e [[teologia]] di [[Frisinga]], dove discusse la tesi di teologia dal titolo ''Popolo e casa di Dio nella dottrina della Chiesa di [[sant'Agostino]]''. Nel periodo di Frisinga fu ospitato presso l'[[Herzogliches Georgianum]], un [[seminario]] interdiocesano dove confluivano tutti i candidati al sacerdozio della [[Baviera]]. Egli descrive quegli anni come un periodo culturalmente molto ricco e stimolante. La formazione che ricevette risentì soprattutto del [[neoplatonismo]] [[pensiero di Sant'Agostino d'Ippona|agostiniano]] e del pensiero di [[Blaise Pascal|Pascal]], correnti filosofiche molto presenti nell'ambiente culturale [[Germania|tedesco]].

Il [[29 ottobre]] [[1950]] fu ordinato [[diacono]] per le mani di Johannes Baptist Neuhäusler, allora [[vescovo titolare]] di [[Diocesi di Calidone|Calidone]] mentre il [[29 giugno]] [[1951]] all'età di 24 anni assieme a suo fratello maggiore [[Georg Ratzinger (prelato)|Georg]] fu ordinato [[presbitero]] dal cardinale [[Michael von Faulhaber]], allora [[arcivescovo]] di [[arcidiocesi di Monaco e Frisinga|Monaco e Frisinga]].

Nel [[1955]], presentando la tesi di abilitazione all'insegnamento dal titolo ''La teologia della storia di [[San Bonaventura da Bagnoregio|san Bonaventura]]'' per la cattedra di [[teologia dogmatica]] e [[teologia fondamentale|fondamentale]] a [[Frisinga]], venne accusato dall'insegnante correlatore Michael Schmaus di un «pericoloso [[modernismo teologico|modernismo]]» per il fatto che le idee teologiche qui espresse avrebbero potuto portare alla soggettivizzazione del concetto di rivelazione. La tesi fu opportunamente modificata (conservando comunque la struttura di pensiero) e l'anno successivo Ratzinger superò l'esame di abilitazione alla libera docenza. I suoi contrasti con il correlatore, sorti soprattutto perché ne aveva criticato le posizioni considerandole ormai superate,<ref>Notizie sui contrasti tra Ratzinger e il correlatore Michael Schmaus dal mensile ''30 giorni'' [http://www.30giorni.it/it/articolo.asp?id=10082]</ref> favorirono un avvicinamento a [[Karl Rahner]], che Schmaus aveva invitato a [[Königstein (Baviera)|Königstein]], assieme a tutti i dogmatici di lingua tedesca, per la [[Pasqua]] del [[1956]] al fine di costituire l'associazione tedesca dei teologi dogmatici e fondamentali.

Per il giovane professore fu un'esperienza fondamentale la partecipazione, dal [[1962]], al [[concilio Vaticano II]] dove acquisì notorietà internazionale. Inizialmente partecipò come consulente teologico dell'arcivescovo di [[arcidiocesi di Colonia|Colonia]] [[cardinale]] [[Josef Frings]], e poi come perito del Concilio, su interessamento dello stesso Frings, fin dalla fine della prima sessione. Risulta interessante sottolineare che Ratzinger, grazie al cardinale Frings che lo teneva aggiornato, poté consultare regolarmente gli schemi preparatori (''schemata'') che sarebbero stati presentati ai Padri dopo la convocazione dell'assemblea conciliare. Fu un periodo in cui arricchì molto le proprie conoscenze teologiche, avendo infatti avuto modo di incontrare molti teologi come [[Henri De Lubac]], [[Jean Daniélou]], [[Yves Congar]], [[Gérard Philips]], oltre a cardinali e vescovi di tutto il mondo.

Per dieci anni, dal [[1959]] al [[1969]] fu insegnante a [[Bonn]], [[Münster (Renania Settentrionale-Vestfalia)|Münster]], e [[Tubinga]]. Nel [[1969]] divenne professore ordinario di [[Teologia sistematica|teologia dogmatica]] e storia dei [[Dogma|dogmi]] all'Università di [[Ratisbona]].

=== Arcivescovo di Monaco e Frisinga ===

Il [[24 marzo]] [[1977]] venne nominato [[arcivescovo]] di [[Arcidiocesi di Monaco e Frisinga|Monaco e Frisinga]] da [[papa Paolo VI]] ed il [[28 maggio]] dello stesso anno ricevette la consacrazione episcopale per mano di [[Josef Stangl]], vescovo di [[diocesi di Würzburg|Würzburg]], assistito dal vescovo di [[diocesi di Ratisbona|Ratisbona]] Rudolf Graber e dal [[vescovo ausiliare]] di Monaco e Frisinga Ernst Tewes.

Come motto episcopale scelse l'espressione ''Cooperatores veritatis'', collaboratori della verità, tratta dalla [[Terza lettera di Giovanni]] al versetto 8. Lo stesso mons. Ratzinger ne dette spiegazione:

{{Quote|Per un verso, mi sembrava che era questo il rapporto esistente tra il mio precedente compito di professore e la nuova missione. Anche se in modi diversi, quel che era e continuava a restare in gioco era seguire la verità, stare al suo servizio. E, d’altra parte, ho scelto questo motto perché nel mondo di oggi il tema della verità viene quasi totalmente sottaciuto; appare infatti come qualcosa di troppo grande per l’uomo, nonostante che tutto si sgretoli se manca la verità.}}

Il [[15 febbraio]] [[1982]], poco meno di un [[lustro]] dopo la nomina episcopale, si dimise da arcivescovo di [[Arcidiocesi di Monaco e Frisinga|Monaco e Frisinga]] in virtù delle nuove disposizioni papali che lo chiamarono a stabilirsi in [[Vaticano]].

=== Cardinale di Santa Romana Chiesa ===

[[File:Coat of arms of Joseph Ratzinger.svg|thumb|right|Stemma cardinalizio di Joseph Ratzinger.]]
[[File:p6 ratzinger.jpg|thumb|left|[[Papa Paolo VI]] consegna l'anello cardinalizio a Joseph Ratzinger.]]

Pochi mesi dopo la nomina ad arcivescovo, il [[27 giugno]] [[1977]] lo stesso papa Paolo VI lo creò [[cardinale]], assegnandogli il [[titolo cardinalizio|titolo presbiterale]] di [[Santa Maria Consolatrice al Tiburtino (titolo cardinalizio)|Santa Maria Consolatrice al Tiburtino]]. In quella stessa occasione Montini lo definì un «insigne maestro di teologia».<ref>{{cita news|url=http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/interviste/2009/255q07a1.html|titolo=Il profondo legame tra Montini e Ratzinger|pubblicazione=[[L'Osservatore Romano]]|autore=Mario Ponzi|giorno=4|mese=novembre |anno=2009|accesso=4 novembre 2009}}</ref> Prese possesso del titolo il [[15 ottobre]] [[1977]].

L'anno successivo prese parte al [[conclave dell'agosto 1978]] e [[conclave dell'ottobre 1978|dell'ottobre 1978]] che elessero al soglio pontificio rispettivamente [[papa Giovanni Paolo I|Albino Luciani]] e [[papa Giovanni Paolo II|Karol Józef Wojtyła]]. Il [[25 novembre]] [[1981]] [[papa Giovanni Paolo II]] lo nominò prefetto della [[Congregazione per la dottrina della fede]], presidente della [[Pontificia Commissione Biblica]] e della [[Commissione Teologica Internazionale]]. Dal [[1986]] al [[1992]] fu inoltre chiamato a presiedere la [[Commissione interdicasteriale per il Catechismo della Chiesa cattolica|Commissione per la preparazione del Catechismo per la Chiesa universale]]. Il [[15 aprile]] [[1993]] fu elevato alla dignità di [[Cardinale#Ordini_cardinalizi|cardinale vescovo]] e gli fu affidata la [[sede suburbicaria di Velletri-Segni]], che mantenne fino alla sua elezione a papa. Prese possesso della sede il [[16 maggio]] [[1993]]. Dal [[2003]] fu presidente della Commissione cardinalizia per la preparazione del [[Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica]].

Gli incarichi di prefetto e presidente delle commissioni pontificie terminarono il [[2 aprile]] [[2005]] con la morte di papa Giovanni Paolo II. Partecipò anche al [[Conclave del 2005|suo terzo conclave]] che iniziò il [[18 aprile]] [[2005]] e in qualità di decano del Sacro Collegio dei cardinali presiedette la messa ''Pro Eligendo Romano Pontifice'' e lo stesso conclave che lo elesse papa.

==== Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede ====

[[File:Ratzinger-Rom88.JPG|190px|thumb|left|Il cardinale Ratzinger nel 1988.]]

{{vedi anche|De Delictis Gravioribus|Crimen sollicitationis}}
Il [[25 novembre]] [[1981]] [[papa Giovanni Paolo II]] lo nominò prefetto della [[Congregazione per la dottrina della fede]], l'organo della [[Santa Sede]] che si occupa di vigilare sulla correttezza della dottrina cattolica, carica che manterrà fino all'elevazione al soglio pontificio.

Nel [[1985]], rompendo la lunga tradizione di discrezione che caratterizzava l'ex [[Sant'Uffizio]], accettò di essere intervistato dal giornalista italiano [[Vittorio Messori]], già autore di due saggi su [[Gesù]]. Dall'incontro dell'agosto [[1984]] in un'ala chiusa del [[seminario]] di [[Bressanone]], nacque il libro ''[[Rapporto sulla fede]]'' che, oltre a riscuotere successo in termini di vendite, provocò adesioni ma anche critiche all'interno e all'esterno della Chiesa cattolica.<ref>[[Vittorio Messori#L'intervista a Ratzinger]].</ref>

Nel [[1986]], nel ruolo di prefetto della [[Congregazione per la dottrina della fede]], firmò il documento intitolato ''Cura pastorale delle persone omosessuali'', in cui si definisce l'omosessualità come ''condizione oggettivamente disordinata''<ref>Cura pastorale delle persone omosessuali, Congregazione per la dottrina della fede, 1 ottobre 1986</ref>.

In qualità di prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, fu autore dell'epistola ''[[De Delictis Gravioribus]]'' datata [[18 maggio]] [[2001]] e rivolta a tutti i vescovi e ad altri membri della gerarchia della Chiesa cattolica. Successivamente, è stato citato come imputato dalla Corte distrettuale della [[contea di Harris (Texas)]], perché accusato di "ostruzione della giustizia" a seguito dell'invio dell'epistola. Secondo l'accusa, il documento della Congregazione potrebbe aver favorito la copertura di prelati coinvolti nei casi di molestie sessuali negli Stati Uniti (molti dei quali su minorenni).

Il [[20 settembre]] [[2005]] però il Dipartimento di Stato statunitense ha accolto la richiesta di concedere al Papa l'[[immunità diplomatica]], in quanto capo in carica di uno Stato sovrano, esentandolo di fatto dal processo<ref>{{cita web|url=http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2005/09_Settembre/20/papa.shtml|titolo=Preti pedofili, Usa non coinvolgono il Papa|editore=[[Il Corriere della Sera]]|accesso=19 gennaio 2008}}</ref>.

==== Decano del Collegio Cardinalizio ====

[[File:Joseph Ratzinger cardinal4.jpg|thumb|right|Il cardinal Joseph Ratzinger in un'istantanea.]]
[[File:Pope johnpaul funeral.jpeg|left|thumb|250px|Il cardinale Ratzinger (in basso a destra) officia i funerali di [[papa Giovanni Paolo II]].]]

Il [[27 novembre]] [[2002]] venne eletto [[decano del Collegio cardinalizio]] ed il [[30 novembre]] seguente ottenne, in aggiunta alla [[sede suburbicaria di Velletri-Segni]], la [[sede suburbicaria di Ostia|sede di Ostia]] quale privilegio del decano del Sacro collegio. Nonostante avesse avanzato più volte le richieste di congedo, mantenne il suo incarico in curia e divenne uno dei più stretti collaboratori del pontefice, soprattutto con l'aggravarsi delle sue condizioni di salute<ref>{{cita news|pubblicazione=Corriere della Sera|titolo=Ratzinger, Sodano, Sandri: le «stampelle» del Pontefice malato|url=http://archiviostorico.corriere.it/2003/ottobre/23/Ratzinger_Sodano_Sandri_stampelle_del_co_0_031023050.shtml|data=23 ottobre 2003|autore=Luigi Accattoli|accesso=24 marzo 2010}}</ref>

Il [[25 marzo]] [[2005]], [[Venerdì santo]], guidò le meditazioni della tradizionale [[Via Crucis]] al [[Colosseo]]. In tale occasione pronunciò forti parole riguardanti la [[Chiesa cattolica|Chiesa]], denunciando una [[cristianità]] «stancatasi della fede ha abbandonato il Signore»:<ref>{{cita news|pubblicazione=www.chiesa|url=http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/26889|data=30 marzo 2005|titolo=Il papa e i suoi due consoli|autore=Sandro Magister|accesso=24 marzo 2010}}</ref>
{{quote|Signore, spesso la tua Chiesa ci sembra una barca che sta per affondare, una barca che fa acqua da tutte le parti. E anche nel tuo campo di grano vediamo più [[zizzania]] che grano. La veste e il volto così sporchi della tua Chiesa ci sgomentano. Ma siamo noi stessi a sporcarli! Siamo noi stessi a tradirti ogni volta, dopo tutte le nostre grandi parole, i nostri grandi gesti. Abbi pietà della tua Chiesa!}}

Il [[1º aprile]] [[2005]] tenne a [[Subiaco]] una conferenza dal titolo «L'[[Europa]] nella crisi delle culture», nella quale tracciò uno scenario della Chiesa in Europa e criticò fortemente «la forma attuale della [[illuminismo|cultura illuminista]]» che costituisce «la contraddizione in assoluto più radicale non solo del [[cristianesimo]], ma delle tradizioni religiose e morali dell'intera umanità».<ref>{{cita news|pubblicazione=Settimo Cielo|autore=Sandro Magister|url=http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2005/04/05/ratzinger-prepara-il-conclave-a-subiaco/|titolo=Ratzinger prepara il conclave a Subiaco|data=5 aprile 2005|accesso=24 marzo 2010}}</ref>

Come decano del Sacro Collegio, venerdì [[8 aprile]] [[2005]], presiedette la cerimonia funebre per [[Giovanni Paolo II]] (''Messa esequiale del Romano Pontefice''); durante la Messa, pronunciò un'omelia che sarebbe divenuta celebre come il suo "programma di pontificato". In essa denunciò il pericolo di una «dittatura del [[relativismo]] che non riconosce nulla come definitivo e lascia come ultima misura solo il proprio io e le proprie voglie», opponendo ad essa «un'altra misura: il [[Gesù Cristo|Figlio di Dio]], il vero uomo», «misura del vero umanesimo», ««criterio per discernere tra vero e falso, tra inganno e verità»; disse quindi che: «questa fede adulta dobbiamo maturare, a questa fede dobbiamo guidare il gregge di Cristo» anche se «avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come [[fondamentalismo]]».<ref>{{cita web|url=http://www.vatican.va/gpII/documents/homily-pro-eligendo-pontifice_20050418_it.html|titolo=Santa Messa ''Pro Eligendo Romano Pontifice'': Omelia del Card. Joseph Ratzinger|accesso=24 marzo 2010}}</ref><ref>{{cita news|pubblicazione=Corriere della Sera|autore=Aldo Cazzullo|url=http://archiviostorico.corriere.it/2005/aprile/19/manifesto_Joseph_co_8_050419068.shtml|data=19 aprile 2005|titolo=Il manifesto di Joseph|accesso=24 marzo 2010}}</ref>

=== Elezione a Romano Pontefice ===

{{vedi anche|Conclave del 2005}}
[[File:BenedictusXVI 02.jpg|thumb|right|250px|Ritratto di Benedetto XVI presso la [[Basilica di San Paolo fuori le mura]].]]

Ratzinger fu eletto papa durante il secondo giorno del [[conclave del 2005]], al quarto scrutinio, nel pomeriggio del [[19 aprile]] [[2005]]. Scelse il nome di papa "Benedetto XVI". Alle 17:56 fu dato l'annuncio dell'elezione con la tradizionale [[fumata bianca]] del comignolo della [[Cappella Sistina]] (ci fu in effetti un'iniziale incertezza sul colore del fumo, ma i dubbi furono sciolti alle 18:07, dal suono delle campane della [[basilica di San Pietro in Vaticano]]). Dopo circa mezz'ora, il [[cardinale]] [[protodiacono]] [[Jorge Arturo Medina Estévez]] si affacciò dal balcone della loggia centrale della basilica per annunciare l<nowiki>'</nowiki>''[[habemus Papam]]''.<ref>L'annuncio cerimoniale fu preceduto, per la prima volta, dal saluto ''Fratelli e Sorelle carissimi'', pronunciato in [[lingua italiana|italiano]], [[lingua spagnola|spagnolo]], [[lingua francese|francese]], [[lingua tedesca|tedesco]] e [[lingua inglese|inglese]]</ref>

Nel suo primo discorso da papa, seguito dalla benedizione ''[[Urbi et Orbi]]'', riservò un ricordo al suo amico e predecessore Giovanni Paolo II:

{{quote|Cari fratelli e sorelle, dopo il grande [[papa Giovanni Paolo II]], i signori cardinali hanno eletto me, un semplice ed umile lavoratore nella vigna del Signore. Mi consola il fatto che il Signore sa lavorare ed agire anche con strumenti insufficienti e soprattutto mi affido alle vostre preghiere. Nella gioia del Signore risorto, fiduciosi nel suo aiuto permanente, andiamo avanti. Il Signore ci aiuterà e Maria sua Santissima Madre, starà dalla nostra parte. Grazie.|Il primo messaggio pubblico di papa Benedetto XVI}}

Secondo la ricostruzione più puntuale del conclave,<ref>[http://www.repubblica.it/2005/i/sezioni/esteri/benedetto/segretielez/segretielez.html [[Lucio Brunelli]], "I segreti del Conclave. Così vinse Ratzinger", ''Repubblica'', 23 ottobre 2005]</ref> raccolta dal vaticanista Lucio Brunelli, il cardinale più votato dopo Ratzinger sarebbe stato l'arcivescovo di [[Buenos Aires]] [[Jorge Mario Bergoglio]], mentre gli altri candidati (come [[Carlo Maria Martini]], [[Camillo Ruini]] e [[Angelo Sodano]]) avrebbero ricevuto poche preferenze.

==== La scelta del nome pontificale ====

Il [[27 aprile]] Benedetto XVI spiegò, in occasione della sua prima [[udienza generale]] in [[piazza San Pietro]], le ragioni della scelta del suo [[nome pontificale]]:

{{Quote|Ho voluto chiamarmi Benedetto XVI per riallacciarmi idealmente al venerato [[papa Benedetto XV|pontefice Benedetto XV]], che ha guidato la Chiesa in un periodo travagliato a causa del primo conflitto mondiale. Fu coraggioso e autentico profeta di pace e si adoperò con strenuo coraggio dapprima per evitare il dramma della guerra e poi per limitarne le conseguenze nefaste. Sulle sue orme desidero porre il mio ministero a servizio della riconciliazione e dell'armonia tra gli uomini e i popoli, profondamente convinto che il grande bene della pace è innanzitutto dono di Dio, dono purtroppo fragile e prezioso da invocare, tutelare e costruire giorno dopo giorno con l'apporto di tutti.}}

{{Quote|Il nome Benedetto evoca, inoltre, la straordinaria figura del grande "Patriarca del monachesimo occidentale", [[san Benedetto da Norcia]], [[patrono|compatrono]] d'[[Europa]] insieme ai [[santi Cirillo e Metodio]] e le sante donne [[santa Brigida di Svezia|Brigida di Svezia]], [[Santa Caterina da Siena|Caterina da Siena]] ed [[Edith Stein]]. La progressiva espansione dell'[[Ordine di San Benedetto|ordine benedettino]] da lui fondato ha esercitato un influsso enorme nella diffusione del cristianesimo in tutto il continente. San Benedetto è perciò molto venerato anche in [[Germania]] e, in particolare, nella Baviera, la mia terra d'origine; costituisce un fondamentale punto di riferimento per l'unità dell'Europa e un forte richiamo alle irrinunciabili [[Storia del Cristianesimo|radici cristiane]] della sua cultura e della sua civiltà.}}

==== Lo stemma papale ====

[[File:BXVI CoA like gfx PioM.svg|thumb|right|250px|Lo stemma di Benedetto XVI.]]
È tradizione, da almeno otto secoli, per vescovi, cardinali e per il pontefice adottare uno stemma araldico. Dal [[Rinascimento]] in poi, con questo stemma sono decorati i monumenti e le opere fatte edificare dal papa, oltre che i documenti da lui scritti.

Benedetto XVI ha deciso di mantenere nel suo stemma i simboli che aveva usato da vescovo prima e da cardinale poi. Nel complesso tuttavia egli ha introdotto alcune novità rispetto ai suoi predecessori: lo scudo infatti ha la forma a calice e si presenta [[incappato|cappato]], ovvero diviso in tre campi da due linee ricurve che partono dal centro del bordo superiore e raggiungono la metà dei fianchi:

* Il campo centrale presenta una [[conchiglia]], simbolo dei pellegrini, ma che ricorda anche la leggenda secondo cui [[Agostino d'Ippona]], incontrando su una spiaggia un bambino che con una conchiglia voleva svuotare il [[mare]] dalla sua acqua, comprese l'impossibilità per la mente umana di capire il mistero di [[Dio]]. La conchiglia inoltre compare anche nello stemma del monastero di Schotten, a [[Ratisbona]], a cui Benedetto XVI è particolarmente legato.

* Il campo destro presenta un [[orso]] che trasporta un fardello, simbolo dell'[[arcidiocesi]] di Frisinga, richiama la leggenda di [[san Corbiniano]], primo vescovo di Frisinga. La tradizione vuole che il santo, mentre si recava a [[Roma]], venisse assalito da un orso che uccise il suo [[cavallo]]. Corbiniano allora rimproverò l'orso e lo costrinse a portare il suo bagaglio fino a Roma, dove lo liberò. Inoltre papa Benedetto XVI ricorda le parole di sant'Agostino nel commento al [[Salmi|salmo]] 72: «Sono divenuto per te come una bestia da soma, e così io sono in tutto e per sempre vicino a te», e l'orso diventa per lui il simbolo dello stesso pontefice.

* Il campo sinistro presenta la [[testa di moro (araldica)|testa di un moro]], anch'esso simbolo dell'[[arcidiocesi]] di Frisinga, che per Benedetto XVI è simbolo dell'universalità della [[Chiesa cattolica|Chiesa]].

'''Blasonatura'''. ''Di rosso, cappato di oro, alla conchiglia dello stesso; la cappa destra, alla testa di moro al naturale, coronata e collarinata di rosso; la cappa sinistra, all'orso al naturale, lampassato e caricato di un fardello di rosso, cinghiato di nero''.

Dietro lo scudo, com'è consuetudine, si trovano le due chiavi "decussate", cioè incrociate, una d'[[oro]] e l'altra d'[[argento]], simbolo di [[Pietro Apostolo|san Pietro]]. Per significare la dignità pontificale è stato introdotta in basso l'immagine del [[pallio (cattolicesimo)|pallio]], segno della collegialità e dell'unità tra il papa e la Chiesa.

===== La tiara =====

[[File:Tiara Benedict XVI.JPG|thumb|left|250px|La tiara personale di papa Benedetto XVI.]]
Un segno di forte discontinuità con la tradizione araldica papale<ref>[http://www.iagi.info/ARALDICA/ecclesiastica/PAGINEIMMAGINI/ECCIMM05testo.html Araldica Ecclesiastica] di Giorgio Aldrighetti</ref> è dato dall'introduzione per la prima volta di una [[mitria]], sopra lo scudo, che ha sostituito la [[tiara papale]], da sempre presente negli stemmi dei precedenti pontefici, sin dall'elezione di [[papa Clemente V]] ([[1305]]), pur se non indossata già dal pontificato di [[papa Paolo VI]]. La mitria è d'argento e riporta tre fasce d'oro in orizzontale (a conservare i tre poteri della tiara: Ordine, Giurisdizione e Magistero) collegate in verticale e al centro per indicare l'unità dei poteri nella stessa persona.

Secondo alcuni esperti,<ref name= PaoloRodari >{{cita news|pubblicazione=Il Foglio|autore=Paolo Rodari|url=https://docs.google.com/viewer?a=v&q=cache:4jnzR9sdY9EJ:rstampa.pubblica.istruzione.it/bin/tiffpilot.exe?FN%3DE:%255Ceco%255CImg%255CULJ%255CULJ8JP?.TIF%26MF%3D1%26SV%3DRassegna%2520Stampa%26PD%3D1+&hl=en&pid=bl&srcid=ADGEESg1Xlcu59b6jlGus8YtUet5AcL09LRR8mwzoXU7eB8o-AyqiAt7TIpwQxBCSK2880x69iqjuhrwY-VsIxDiAC5gYxinCTxlQLUCLCDlcGLLXSE-Ch7T56PUjZ4KcLE_wY7ZuKeu&sig=AHIEtbTTE7f_DU1NqgSAGP_Bfs1DNHZFMQ&pli=1|data=13 ottobre 2010|titolo=Il ritorno del Papa Re. Perché Ratzinger ha cambiato il suo stemma|accesso=8 giugno 2012}}</ref> tra i quali il professore e storico Giorgio Rumi, Benedetto XVI avrebbe scelto consapevolmente la mitria «a segnare una maggiore vicinanza ai Vescovi» per ricordare che il papa è "''unus inter pares''", oltre che per eliminare gli orpelli rinascimentali in virtù di un pontificato in "stile francescano", mentre secondo altri<ref name= PaoloRodari /> la sostituzione della tiara con la mitria sarebbe da intendere come ultimo tentativo di innovazione liturgica dei cerimonieri legati alla scuola della [[riforma liturgica]] postconciliare di [[Annibale Bugnini]], già fautore dell'abolizione della [[messa tridentina]] e dell'uso liturgico del [[Lingua latina|latino]]. In ultima analisi, secondo questa interpretazione, «uno stemma che Benedetto XVI ha dovuto subire senza poter reagire».

A sostenere quest'ultima tesi ci sarebbe il fatto che lo stemma fu disegnato per mano del [[cardinale]] [[Andrea Cordero Lanza di Montezemolo]], esperto in araldica, proprio su indicazione dell'[[Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice|Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche]]<ref name= PaoloRodari />. Inoltre il [[10 ottobre]] [[2010]] in occasione dell'[[Angelus]], dal davanzale della finestra delle benedizioni di [[Palazzo Apostolico]], è stato mostrato uno ''stratum'' di velluto con uno stemma leggermente modificato: sulla sommità è posta la [[tiara]], secondo l'antico uso, mentre la parte esterna dello scudo è ispirata allo stemma di [[papa Urbano VIII]] che si può vedere sui pilastri del [[Baldacchino di San Pietro|Baldacchino]] del [[Gian Lorenzo Bernini|Bernini]] nella [[Basilica Vaticana]].<ref>[http://www.rinascimentosacro.org/2010/10/nuovo-stemma-per-il-papa/ Nuovo stemma per il Papa]</ref> L'azienda Ars Regia, che lo ha prodotto, ha inoltre affermato di aver realizzato sin dall'[[Avvento]] [[2007]] alcuni paramenti con lo stemma nella medesima foggia.<ref>[http://unafides33.blogspot.com/2010/10/ritorna-la-tiara.html Comunicato Stampa Ars Regia, 10 ottobre 2010]</ref> Inoltre lo stemma pontificio con la tiara è comparso tra le opere artistiche dei [[Giardini Vaticani]]<ref>[http://www.omero.it/rivista.php?itemid=3953&catid=144 Rivista "O", Articolo I giardini vaticani di Sandro Russo]</ref> e agli apici del tronetto restaurato di [[Leone XIII]].

L'utilizzo della tiara nello stemma dell'attuale papa resta quindi un'opzione ammessa, poiché non ancora abolita da alcuna norma pontificia, così come per vescovi e cardinali l'uso del [[galero]], nonostante sia caduto in disuso. Benedetto XVI ha mantenenuto l'uso della tiara quale simbolo ufficiale del papato, lasciandola sia nell'[[Stemma del Vaticano|emblema della Santa Sede]] sia nella [[bandiera dello Stato della Città del Vaticano]].

Il [[25 maggio]] [[2011]] a papa Benedetto XVI è stato fatto il dono di una tiara personale,<ref>[http://orbiscatholicussecundus.blogspot.com/2011/05/pope-receives-tiara-from-catholics-and.html Orbis Catholicus 25 maggio 2011]</ref> commissionata dall'uomo d'affari tedesco e devoto cattolico [[Collezione Philippi|Dieter Philippi]], creata da un laboratorio [[Bulgaria|bulgaro]] specializzato in paramenti liturgici ortodossi<ref>[http://www.liturgix.com Homepage Liturgix, Sofia, Bulgaria]</ref>. Tale gesto è stato compiuto come auspicio per l'unità dei cristiani.<ref>[http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=196&ID_articolo=1335&ID_sezione=396&sezione La Stampa, 26 maggio 2011]</ref> Benedetto XVI però non ha ancora mai fatto uso della tiara in occasioni pubbliche.

==== Il motto ====

Nello stemma dell'attuale pontefice non compare nessun motto, come del resto non compariva neppure negli stemmi dei suoi immediati predecessori. Quando è stato eletto vescovo, ha scelto come motto due parole dalla ''[[Terza lettera di Giovanni]]'', «Cooperatores Veritatis». Se Giovanni Paolo II richiamò esplicitamente il motto scelto da vescovo (''[[Totus tuus]]'') una volta divenuto papa (compare ad esempio nel mosaico del Palazzo apostolico raffigurante la [[Mater Ecclesiae]], ben visibile da piazza San Pietro), Benedetto XVI, da papa, non ha mai citato esplicitamente il motto ''Cooperatores veritatis''.

=== La messa per l'inizio del Ministero petrino ===
[[File:Benedikt XVI im Papamobil.jpg|thumb|La prima uscita di Benedetto XVI con la "papamobile"]]

Domenica [[24 aprile]] [[2005]] si tenne in [[piazza San Pietro]] la messa ("Santa Messa di imposizione del pallio e consegna dell'anello del pescatore per l'inizio del Ministero petrino del vescovo di Roma", tradizionalmente detta "Messa di incoronazione" fino a [[papa Paolo VI]]) per l'inizio del ministero petrino di Benedetto XVI, il quale pronunciò un'[[omelia]], interrotta 35 volte dagli applausi dei fedeli in piazza San Pietro<ref name=primamessa>{{Cita news|url=http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/04_Aprile/24/messa.shtml|titolo=Prima messa di Benedetto XVI|autore=|pubblicazione=Corriere della Sera|data=26 aprile 2005|accesso=7 agosto 2012}}</ref>, all'insegna dell'[[ecumenismo]], della continuità nei confronti del suo predecessore e dell'apertura verso i fedeli.

{{Quote|Ed ora, in questo momento, io debole servitore di Dio devo assumere questo compito inaudito, che realmente supera ogni capacità umana. Come posso fare questo? Come sarò in grado di farlo? Voi tutti, cari amici, avete appena invocato l'intera schiera dei santi, rappresentata da alcuni dei grandi nomi della storia di Dio con gli uomini. In tal modo, anche in me si ravviva questa consapevolezza: non sono solo. Non devo portare da solo ciò che in realtà non potrei mai portare da solo. La schiera dei santi di Dio mi protegge, mi sostiene e mi porta. E la Vostra preghiera, cari amici, la Vostra indulgenza, il Vostro amore, la Vostra fede e la Vostra speranza mi accompagnano}}
Al termine della cerimonia il Papa attraversò con la [[Papamobile|jeep]] [[piazza San Pietro]], gremita di oltre 400.000 persone,<ref name=primamessa /> e ricevette le delegazioni internazionali nella basilica.

=== La presa di possesso della Cattedra romana ===
Il [[7 maggio]] [[2005]] nella basilica di [[San Giovanni in Laterano]] si tenne la messa di insediamento sulla cattedra romana del vescovo di Roma. Durante l'omelia il Papa riprese il concetto di "debole servitore di Dio": «Colui che è il titolare del ministero petrino deve avere la consapevolezza di essere un uomo fragile e debole - come sono fragili e deboli le sue proprie forze - costantemente bisognoso di purificazione e di conversione».

== Il pontificato ==

=== Gli insegnamenti teologici ===
Papa Benedetto XVI ha assunto un ruolo di primo piano nell'insegnamento e nella spiegazione della fede cattolica, e ancora nella ricerca di soluzioni ai problemi di discernimento della fede. Un ruolo che ha assunto attivamente anche in virtù della sua fama di teologo e del suo precedente incarico di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

==== La dittatura del relativismo ====
Nell'omelia della ''Missa pro eligendo Romano Pontifice'' l'allora [[cardinale]] Ratzinger pronunciò le seguenti parole:
{{quote|Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare "qua e là da qualsiasi vento di dottrina", appare come l'unico atteggiamento all'altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie.|Joseph Ratzinger, ''Omelia della Missa pro eligendo Romano Pontifice''}}

Papa Benedetto XVI ha spesso definito il relativismo l'odierno problema centrale della fede; il [[6 giugno]] [[2005]], in un discorso alla Diocesi di Roma presso la [[Basilica di San Giovanni in Laterano]], ha osservato:
{{quote|Oggi un ostacolo particolarmente insidioso all'opera educativa è costituito dalla massiccia presenza, nella nostra società e cultura, di quel relativismo che, non riconoscendo nulla come definitivo, lascia come ultima misura solo il proprio io con le sue voglie, e sotto l'apparenza della libertà diventa per ciascuno una prigione, perché separa l'uno dall'altro, riducendo ciascuno a ritrovarsi chiuso dentro il proprio "io".|Papa Benedetto XVI, ''Messaggio per la celebrazione della XLV Giornata Mondiale della Pace''}}

La dittatura del relativismo secondo Benedetto XVI è la sfida principale della Chiesa e dell'umanità: alla radice di questo problema ci sarebbe l'autolimitazione della ragione [[kant]]iana, in contraddizione con l'acclamazione della scienza moderna, la cui eccellenza si fonda sul potere della ragione di conoscere la verità. Questa auto-amputazione della ragione porterebbe a patologie della religione come il [[terrorismo]] e a patologie della scienza come i disastri ecologici. Benedetto XVI ha anche analizzato le rivoluzioni fallimentari e le ideologie violente del XX secolo, valutandole come la conversione di un punto di vista parziale in guida assoluta: «L'assolutizzazione di ciò che non è assoluto ma relativo si chiama [[totalitarismo]]».

Lo stesso 6 giugno 2005 Benedetto XVI ha aggiunto delle considerazioni sui temi del matrimonio, del sesso e dell'aborto:
{{quote|Le varie forme odierne di dissoluzione del matrimonio, come le unioni libere e il "matrimonio di prova", fino allo pseudo-matrimonio tra persone dello stesso sesso, sono invece espressioni di una libertà anarchica, che si fa passare a torto per vera liberazione dell'uomo. Una tale pseudo-libertà si fonda su una banalizzazione del corpo, che inevitabilmente include la banalizzazione dell'uomo. Proprio da qui diventa del tutto chiaro quanto sia contrario all'amore umano, alla vocazione profonda dell'uomo e della donna, chiudere sistematicamente la propria unione al dono della vita, e ancora più sopprimere o manomettere la vita che nasce.|Papa Benedetto XVI, ''Messaggio per la celebrazione della XLV Giornata Mondiale della Pace''}}

==== Fede e ragione ====
{{vedi anche|Lectio magistralis di Papa Benedetto XVI su "Fede, ragione e università"}}
[[File:BentoXVI-75-13052007.jpg|thumb|250px|right|Benedetto XVI, in "[[Papamobile]]", durante il viaggio apostolico in [[Brasile]]]]
Il [[26 settembre]] [[2005]] in un colloquio concesso ad [[Hans Küng]], il Papa teologo ha «apprezzato» lo «sforzo» di Küng di «contribuire ad un rinnovato riconoscimento degli essenziali valori morali dell'umanità attraverso il dialogo delle religioni e nell'incontro con la ragione secolare», ha sottolineato che «l'impegno per una rinnovata consapevolezza dei valori che sostengono la vita umana è un obiettivo importante del suo Pontificato» e ha anche affermato di condividere il tentativo di Küng di «ravvivare il dialogo tra fede e scienze naturali e di far valere, nei confronti del pensiero scientifico, la ragionevolezza e la necessità della Gottesfrage».

Nella ''lectio magistralis'' intitolata [[Lectio magistralis di Papa Benedetto XVI su "Fede, ragione e università"|''Fede, ragione e università'']], tenuta presso l'Università di Ratisbona durante il suo viaggio in Baviera nel settembre [[2006]], il Papa ha sviluppato un intervento sul tema dei rapporti tra [[fede]] e [[ragione]], già oggetto di uno studio di papa Giovanni Paolo II (enciclica ''[[Fides et Ratio]]'', [[1998]]).

Benedetto XVI, pronunciandosi nettamente contro ogni forma di imposizione violenta di un credo religioso, ha espresso la sua «convinzione che agire contro la ragione sia in contraddizione con la natura di Dio» e che nell'elemento del ''Logos'' (espressione [[Lingua greca|greca]] per "parola", cioè verbo di Dio, ma anche "ragione") si trovi «la profonda concordanza tra ciò che è greco nel senso migliore e ciò che è fede in Dio sul fondamento della Bibbia».

Anche in occasione del viaggio apostolico nel [[Regno Unito]] del settembre del [[2010]] è stato illustrato il rapporto tra fede e ragione come «un processo che funziona nel doppio senso»: «distorsioni della religione», come il [[settarismo]] e il [[fondamentalismo]], «emergono quando viene data una non sufficiente attenzione al ruolo purificatore e strutturante della ragione all'interno della religione»; d'altra parte «senza il correttivo fornito dalla religione, infatti, anche la ragione può cadere preda di distorsioni, come avviene quando essa è manipolata dall'ideologia, o applicata in un modo parziale, che non tiene conto pienamente della dignità della persona umana».<ref>[http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2010/september/documents/hf_ben-xvi_spe_20100917_societa-civile_it.html Incontro con le autorità civili], Westminster Hall, 17 settembre 2010</ref>.

L'[[11 ottobre]] [[2011]] il Pontefice ha indetto un [[Anno della fede]], che si svolgerà dall'11 ottobre [[2012]] al [[24 novembre]] [[2013]], per «riscoprire i contenuti della fede professata, celebrata, vissuta e pregata, e riflettere sullo stesso atto con cui si crede»<ref>{{lingue|la|it|fr|en|de|es|pt|pl}} [http://press.catholica.va/news_services/bulletin/news/28226.php?index=28226&lang=it Lettera apostolica ''motu proprio data'' ''Porta fidei'']</ref>.

==== La morale sessuale ====
[[File:Pope Benedictus XVI january,20 2006 (19).JPG|thumb|Benedetto XVI con il cardinale [[Camillo Ruini]]]]

Il [[23 luglio]] [[1992]] la Congregazione per la Dottrina della fede guidata dall'allora cardinale Ratzinger, pubblicò un documento dal titolo ''Alcune considerazioni concernenti la Risposta a proposte di legge sulla non discriminazione delle persone omosessuali''.<ref>''[http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19920724_homosexual-persons_it.html Alcune considerazioni concernenti la risposta a proposte di legge sulla non discriminazione delle persone omosessuali]'' sul sito ufficiale del Vaticano</ref>

Il [[29 novembre]] [[2005]] il Vaticano approvò definitivamente il documento<ref>Il documento, di nove pagine, era stato approvato dal Papa il [[31 agosto]] [[2005]], prima di essere siglato dal prefetto della Congregazione, il [[cardinale]] [[Zenon Grocholewski]] e dal segretario, l'[[arcivescovo]] John Michael Miller, il [[4 novembre]] 2005</ref> con cui la Chiesa cattolica vieta l'accesso ai seminari a tutte le persone che «praticano l'[[omosessualità]]», hanno «tendenze omosessuali profondamente radicate» o che sostengono «la cosiddetta [[Cultura basata sul genere e sull'identità sessuale|cultura gay]]» («Qualora, invece, si trattasse di tendenze omosessuali che fossero solo l'espressione di un problema transitorio, come, ad esempio, quello di un'[[adolescenza]] non ancora compiuta, esse devono comunque essere state chiaramente superate almeno tre anni prima dell'Ordinazione diaconale»).

Importante è ricordare che il giovane che desidera essere prete nella Chiesa cattolica, di rito latino, sceglie uno stato di vita celibatario. Qualunque siano i suoi orientamenti sessuali è chiamato alla castità e alla continenza. Nel rito orientale, invece, occorre decidere, prima di ordinarsi, se sposarsi o meno; chi si ordina senza sposarsi è chiamato a rimanere celibe in futuro.

Nel n. 2358 del [[Catechismo della Chiesa cattolica]], testo questo firmato da Giovanni Paolo II ma preparato da una commissione guidata dall'allora cardinal Ratzinger, si legge: «Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione».
Nel ''[[Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica]]'', Benedetto XVI ribadì il no agli atti che vanno contro la morale sessuale cattolica: [[stupro]], [[prostituzione]], [[pornografia]], fornicazione, adulterio, atti omosessuali, [[masturbazione]] e [[contraccezione]], nonché qualsiasi pratica sessuale che «si proponga come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione». Tali atti vengono definiti come i «principali peccati contro la castità». Benedetto XVI invitò tutti gli individui ad accettare la propria identità sessuale, ricordando però che «Dio ha creato l'uomo maschio e femmina». Vengono considerati contro la morale cattolica anche inseminazione e fecondazione artificiale «perché dissociano la procreazione dall'atto con cui gli sposi si donano mutuamente, instaurando così un dominio della tecnica sull'origine e sul destino della persona umana».<ref>Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, 499</ref>

Il [[1º dicembre]] [[2005]], in occasione della XVIII Giornata Mondiale per la Lotta all'[[AIDS]], Benedetto XVI sostenne che la strategia da seguire nella lotta all'AIDS dev'essere basata «su continenza, promozione della fedeltà nel matrimonio, importanza della vita familiare, educazione, assistenza ai poveri», non menzionando l'uso del [[preservativo]], condannato, come detto, dalla Chiesa cattolica. Il [[18 marzo]] [[2009]] condanna esplicitamente l'uso del preservativo contro l'AIDS, asserendo che il preservativo «non serve a risolvere il problema», suscitando forti reazioni contrarie nei rappresentanti dei principali paesi della UE.

L'[[11 maggio]] [[2006]], rivolgendosi ai partecipanti ad un congresso internazionale dell'"Istituto Giovanni Paolo II per gli studi sul matrimonio e la famiglia", riaffermò che la «differenza sessuale» di un uomo e una donna «ha come fine un'unione aperta alla trasmissione della vita» e invitò «ad evitare la confusione tra il matrimonio e altre unioni basate su un amore debole. Solo l'amore tra uomo e donna è capace di costruire una società casa di tutti gli uomini».

=== Le riforme di Curia ===
Nel marzo 2006 papa Benedetto XVI iniziò a ridimensionare la [[Curia Romana]] con la fusione di quattro Consigli pontifici esistenti: il [[Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti]] fu riunito inizialmente al [[Pontificio consiglio della giustizia e della pace]] sotto la presidenza del [[cardinale]] [[Renato Martino]] fino al 2009. Allo stesso modo il cardinale [[Paul Poupard]] presidenziò il [[Pontificio consiglio della cultura]] e il [[Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso]], anche se entrambi i consigli mantennero separati uffici. Dal [[maggio]] [[2007]] il Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso passò al cardinale [[Jean-Louis Pierre Tauran]], quindi nuovamente separato e presieduto da un altro presidente. Nel [[giugno]] [[2010]] creò il [[Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione]] e assegnò la presidenza all'[[arcivescovo]] [[Rino Fisichella]].

=== L'invito a rispettare tutte le religioni ===
In seguito alla pubblicazione su un quotidiano conservatore danese di alcune [[Caricature di Maometto sul Jyllands-Posten|caricature di Maometto]], il Papa affermò: «Dio punirà chi sparge sangue in suo nome» e condannò le reazioni violente che si ebbero alla pubblicazione delle «vignette blasfeme» ed espresse solidarietà al mondo musulmano ribadendo l'invito al rispetto di tutte le religioni.

Durante la visita in Germania del settembre [[2006]], Benedetto XVI lanciò un monito all'"Occidente laico" che, escludendo Dio, spaventerebbe le altre culture dell'Asia e dell'Africa: «La vera minaccia per la loro identità non viene vista nella fede cristiana, ma nel disprezzo di Dio e nel cinismo che considera il dileggio del sacro un diritto della libertà ed eleva l'utilità a supremo criterio morale per i futuri successi della ricerca». Sull'"Islam fondamentalista" disse: «La guerra santa è contraria alla natura di Dio».

==== Altri messaggi per la pace ====
{{S sezione|cattolicesimo}}
[[File:2008 Xmas Urbi Orbi Pope Benedict XVI.jpg|200px|thumb|right|Benedizione ''[[urbi et orbi]]'' del [[2008]]]]
* A luglio intervenne così sugli [[Attentati del 7 luglio 2005 a Londra|attentati di Londra]]: «Preghiamo per le vittime degli attentati di [[Londra]], ma anche per gli attentatori, Dio ama la [[vita]]».
* [[25 dicembre]] [[2005]]: nel messaggio ''urbi et orbi'' per il [[Natale]], ha chiamato l'umanità del terzo millennio a un risveglio spirituale, senza il quale «l'uomo dell'era tecnologica rischierebbe di restare vittima dei successi della sua stessa intelligenza».
* [[1º gennaio]] [[2006]]: durante la [[messa]] per il nuovo anno, ha invitato l'[[Organizzazione delle Nazioni Unite|ONU]] a una rinnovata coscienza delle proprie responsabilità per promuovere la giustizia, la solidarietà e la pace nel mondo.
* [[16 aprile]] [[2006]]: nel messaggio ''urbi et orbi'' del giorno di [[Pasqua]] ha parlato della situazione politica internazionale auspicando che per le crisi legate al nucleare, e dunque in particolare per l'[[Iran]], si giunga a una composizione onorevole per tutti, mediante negoziati seri e leali, e si rafforzi nei responsabili delle Nazioni e delle Organizzazioni internazionali la volontà di realizzare una pacifica convivenza tra etnie, culture e religioni, che allontani la minaccia del terrorismo. Il pontefice ha poi parlato della situazione in [[Iraq]], chiedendo la pace, e del conflitto in [[Terra Santa]], ribadendo il diritto di [[Israele]] ad esistere e auspicando la creazione di uno [[Palestina|stato palestinese]]. Nel discorso è anche presente un invito alla concordia per l'Italia, in riferimento allo [[elezioni politiche italiane del 2006|scontro post-elettorale]] del [[2006]].
* [[17 giugno]] [[2007]]: parlando da [[Assisi]], in occasione dell'800º anniversario della conversione di [[Francesco d'Assisi|San Francesco]], rivolge un appello affinché abbiano fine tutte le guerre nel mondo. L'appello viene reiterato il [[25 gennaio]] [[2007]] al messaggio ''urbi et orbi'' per il Natale.

=== L'impegno ecumenico ===
==== Il dialogo con la Chiesa ortodossa ====
Uno degli snodi fondamentali del pontificato di Benedetto XVI è il dialogo ecumenico con il [[Patriarcato di Costantinopoli]] e la [[Chiesa ortodossa]] tutta.

Questa attenzione da parte di Benedetto XVI è sottolineata da uno dei suoi primi atti ufficiali da [[papa|pontefice]], il primo [[Motu Proprio]] "L'antica e venerabile basilica" del [[31 maggio]] [[2005]], in cui rinnova esplicitamente il mandato ai monaci [[benedettini]] della [[basilica di San Paolo fuori le mura]] di promuovere e curare speciali eventi di carattere ecumenico, proprio nella basilica eretta sul luogo di sepoltura dell'[[Paolo di Tarso|apostolo Paolo]].

Durante il viaggio apostolico in Turchia nel 2006, il Papa ha assistito alla [[Divina Liturgia]] ortodossa celebrata da [[Bartolomeo (patriarca di Costantinopoli)|Bartolomeo I]], insieme hanno visitato il santuario di Efeso e scritto una dichiarazione congiunta.
Nel [[2007]] si sono incontrati a [[Ravenna]] i rappresentanti delle due Chiese per intavolare un dialogo al fine di attenuare le divergenze teologiche.

Il [[29 giugno]] [[2008]], nella [[Basilica Vaticana]], durante la celebrazione dei santi Pietro e Paolo, Benedetto XVI ha ceduto la parola a Bartolomeo I durante l'omelia, quindi i due hanno recitato insieme il [[Simbolo niceno-costantinopolitano|Credo]] in [[lingua greca]]. Quest'ultimo è un segno importantissimo per l'appianamento della disputa sul ''[[filioque]]''. Al termine della celebrazione hanno impartito entrambi la propria benedizione solenne.

Il [[5 ottobre]] [[2008]], su invito di Benedetto XVI, anche Bartolomeo I partecipa all'apertura dei lavori del [[Sinodo dei vescovi]] cattolici (tematizzato sulla Parola di Dio) nella Basilica di san Paolo fuori le mura. Il [[18 ottobre]] successivo, Bartolomeo I interviene nel vivo dei lavori del Sinodo, con un discorso pronunciato nella [[Cappella Sistina]], nel quale ha parlato apertamente di una prospettiva unitaria fra cattolici ed ortodossi: è il primo patriarca ortodosso a partecipare attivamente ai lavori di un Sinodo cattolico ed il primo a pronunciare un discorso nel luogo nel quale vengono eletti i successori di Pietro.

Il [[27 giugno]] [[2009]], in un discorso alla delegazione del [[Patriarcato di Costantinopoli|Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli]] presenti a Roma in occasione della conclusione dell'[[Anno Paolino]], ha detto che:
{{quote|Lo sapete già, ma ho piacere anche oggi di confermare che la Chiesa cattolica intende contribuire in tutti i modi che le saranno possibili al ristabilimento della piena comunione, in risposta alla volontà di Cristo per i suoi discepoli e conservando nella memoria l'insegnamento di Paolo, il quale ci ricorda che siamo stati chiamati "a una sola speranza". [...] Desidero che i partecipanti al dialogo cattolico-ortodosso sappiano che le mie preghiere li accompagnano e che questo dialogo ha il totale sostegno della Chiesa cattolica. Di tutto cuore, auspico che le incomprensioni e le tensioni incontrate fra i delegati ortodossi durante le ultime sessioni plenarie di questa commissione siano superate nell'amore fraterno, di modo che questo dialogo sia più ampiamente rappresentativo dell'ortodossia. |Discorso alla delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, [[27 giugno]] [[2009]]<ref>{{cita web|autore=Benedetto XVI|url=http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2009/june/documents/hf_ben-xvi_spe_20090627_patr-costantinopoli_it.html|titolo=Alla Delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, in occasione della Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e della conclusione dell’Anno Paolino|data=27 giugno 2009}}</ref>}}

Il [[17 agosto]] [[2012]] a [[Varsavia]] viene firmato un "Messaggio congiunto" di riconciliazione fra la [[Chiesa cattolica in Polonia|Chiesa cattolica polacca]] e la [[Chiesa ortodossa russa]]: il testo, sottoscritto dal Presidente della conferenza episcopale polacca [[Józef Michalik]] e dal Patriarca russo [[Cirillo I]], impegna le due Chiese perché «venga iniziato un cammino di dialogo sincero nella speranza che esso sani le ferite del passato, faciliti il superamento dei nostri mutui pregiudizi e incomprensioni e ci rafforzi nella nostra ricerca di riconciliazione»<ref>{{cita web|autore=Sandro Magister|url=http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350310|titolo=Russia e Polonia, ortodossi e cattolici. Il messaggio della svolta|data=22 agosto 2012}}</ref>. Da Roma, Benedetto XVI ha definito la dichiarazione «un evento importante, che suscita speranza per il futuro»<ref>{{cita web|autore=Benedetto XVI|url=http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/angelus/2012/documents/hf_ben-xvi_ang_20120819_it.html|titolo=Angelus, 19 agosto 2012|data=19 agosto 2012}}</ref>.

==== Il dialogo con gli anglicani ====
Il rapporto ecumenico fra Chiesa cattolica e [[Comunione anglicana]] è intenso durante il pontificato di Benedetto XVI, in special modo sotto due aspetti: gli incontri fra il Papa e l'arcivescovo [[Rowan Williams]]; l'accoglienza nella Chiesa cattolica di fedeli e clero anglicani.

Nel [[2009]] Benedetto XVI ha aperto agli [[Comunione Anglicana Tradizionale|anglicani tradizionalisti]], che non hanno accettato alcune decisioni della [[Conferenza di Lambeth]], tra le quali la facoltà di concedere gli [[ordine sacro|ordini sacri]] a persone dichiaratamente omosessuali o alle donne. Il [[20 ottobre]] 2009 il cardinale [[William Joseph Levada]], prefetto della [[Congregazione per la Dottrina della Fede]], ha presentato in conferenza stampa l'imminente uscita di una [[costituzione apostolica]] che permettesse l'entrata in comunione di questi anglicani con la Chiesa cattolica.<ref>{{cita news|url=http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=196&ID_articolo=533&ID_sezione=396&sezione=|titolo=Tornano gli Anglicani (alcuni)|pubblicazione=[[La Stampa]]|autore=Marco Tosatti|data=20 ottobre 2009|accesso=9 novembre 2009}}</ref> Contemporaneamente, l'annuncio era dato anche nell'arcivescovado di [[arcidiocesi di Westminster|Westminster]] dall'arcivescovo cattolico [[Vincent Nichols|Vincent Gerard Nichols]] e dal primate della [[Comunione anglicana]] [[Rowan Williams]].

[[File:Newton Burnham Broadhurst 2011-01-15.jpg|thumb|right|La consacrazione dei primi tre sacerdoti dell'[[Ordinariato personale di Nostra Signora di Walsingham|Ordinariato]]]]
La costituzione apostolica ''[[Anglicanorum coetibus]]'' è stata pubblicata il [[9 novembre]] [[2009]] e porta la firma del [[4 novembre]] [[2009]]. In essa si inserisce la struttura ecclesiastica dell'Ordinariato personale e si ammettono all'ordine sacro tutti i sacerdoti e vescovi anglicani che vogliano rientrare in comunione con la [[Chiesa cattolica]]. Ai sacerdoti già sposati è stata concessa una deroga al canone 277 [[Codice di diritto canonico|CJC]], che richiede il [[celibato ecclesiastico|celibato]] per poter essere [[ordine sacro|ordinati]] presbiteri (la nuova ordinazione è necessaria perché la Chiesa cattolica ritiene invalide le ordinazioni successive allo [[scisma anglicano]]). I vescovi anglicani sposati sono stati anch'essi ordinati presbiteri, rinunciando all'episcopato e restando semplici presbiteri (la Chiesa cattolica non consente infatti l'ordinazione episcopale di uomini sposati).<ref>{{cita news|url=http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/24627.php?index=24627&lang=it|titolo=COSTITUZIONE APOSTOLICA ANGLICANORUM COETIBUS CIRCA L'ISTITUZIONE DI ORDINARIATI PERSONALI PER ANGLICANI CHE ENTRANO NELLA PIENA COMUNIONE CON LA CHIESA CATTOLICA|pubblicazione=Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede|data=9 novembre 2009}}</ref>

Il [[21 novembre]] 2009 il Papa ha anche incontrato il primate anglicano [[Rowan Williams]] il quale, durante un incontro alla [[Pontificia Università Gregoriana]] il [[19 novembre]], aveva spiegato che «il bicchiere ecumenico è autenticamente mezzo pieno».<ref>{{cita news|url=http://www2.agenziasir.it/pls/sir/V2_S2DOC_A.a_autentication?tema=Quotidiano&oggetto=183556&rifi=&rifp=|titolo=Anglicani: Rowan Williams, "il bicchiere ecumenico è mezzo pieno"|pubblicazione=[[Agenzia SIR]]|data=19 novembre 2009}}</ref>

Il [[17 settembre]] [[2010]] Benedetto XVI in visita in Inghilterra ha incontrato nuovamente l'arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, divenendo il primo pontefice a visitare il Lambeth Palace e a rivolgersi ai vescovi anglicani riuniti nella Conferenza di Lambeth.

Il [[15 gennaio]] [[2011]] è stato eretto l'[[Ordinariato personale di Nostra Signora di Walsingham]] per i fedeli di [[Inghilterra]] e [[Galles]] provenienti dall'anglicanesimo. Il [[1º gennaio]] [[2012]] il Papa ha eretto anche l'[[Ordinariato personale della Cattedra di San Pietro]], per i fedeli negli [[Stati Uniti d'America]].

Il [[10 marzo]] [[2012]] Rowan Williams è tornato a Roma e congiuntamente con il Papa ha celebrato i vespri nella [[chiesa di San Gregorio al Celio]]. In quest'occasione, Williams definisce «certa, pur se ancora imperfetta» la vicinanza fra le due confessioni: «Certa, a motivo della comune visione ecclesiale alla quale entrambe le nostre comunità sono impegnate, essendo il carattere della Chiesa sia uno sia particolare: una visione di ripristino della piena comunione sacramentale, di una vita eucaristica che sia pienamente visibile, e perciò di una testimonianza che sia pienamente credibile, così che un mondo confuso e tormentato possa entrare nella luce accogliente e trasformante di Cristo. E tuttavia imperfetta, a motivo del limite della nostra visione, e del deficit nella profondità della nostra speranza e pazienza»<ref>{{cita news|url=http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350195=|titolo=Gregorio Magno parla inglese|pubblicazione=[[Sandro Magister]]|data=149 marzo 2012}}</ref>.

Il [[15 giugno]] [[2012]] il Papa ha eretto anche l'[[Ordinariato personale di Nostra Signora della Croce del Sud]], per i fedeli dell'[[Australia]] provenienti dall'anglicanesimo.

==== Il dialogo con i cattolici tradizionalisti ====
Il [[21 gennaio]] 2009 ha rimesso la scomunica ''[[latae sententiae]]'' ai Vescovi della [[Fraternità Sacerdotale San Pio X]], mediante un decreto della [[Congregazione per i vescovi]], accogliendo una lettera di monsignor [[Bernard Fellay]] del [[15 dicembre]] 2008 in cui il presule dichiarava a nome della Fraternità: «siamo sempre fermamente determinati nella volontà di rimanere cattolici e di mettere tutte le nostre forze al servizio della Chiesa di Nostro Signore Gesù Cristo, che è la Chiesa cattolica romana. Noi accettiamo i suoi insegnamenti con animo filiale. Noi crediamo fermamente al Primato di Pietro e alle sue prerogative, e per questo ci fa tanto soffrire l'attuale situazione».<ref name="212.77.1.245">{{cita news|url=http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/23251.php?index=23251&lang=it|titolo=Remissione della scomunica ''latae sententiae'' ai Vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X|pubblicazione=Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede}}</ref> La remissione della scomunica è una tappa importante del cammino auspicato da Benedetto XVI che dovrebbe portare «al più presto alla completa riconciliazione e alla piena comunione». La Segreteria di Stato ha chiarito, in una nota del [[4 febbraio]] [[2009]], che il Decreto «è stato un atto con cui il Santo Padre veniva benignamente incontro a reiterate richieste da parte del superiore generale della Fraternità San Pio X. Sua Santità ha voluto togliere un impedimento che pregiudicava l’apertura di una porta al dialogo. Egli ora si attende che uguale disponibilità venga espressa dai quattro vescovi in totale adesione alla dottrina e alla disciplina della Chiesa». È stato ribadito che, contrariamente a quanto molti mezzi d'informazione avevano fatto capire, la remissione della scomunica non significa che lo scisma dei lefebvriani dal cattolicesimo sia stato ricomposto e che, quindi, la Fraternità San Pio X resta esterna alla Chiesa.
E inoltre che «per un futuro riconoscimento della Fraternità San Pio X è condizione indispensabile il pieno riconoscimento del Concilio Vaticano II e del Magistero dei Papi Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II e dello stesso Benedetto XVI. La Chiesa Cattolica attende con viva speranza questi atti da parte dei Vescovi riammessi alla piena comunione cattolica per fare festa insieme come il Vangelo suggerisce».<ref name="212.77.1.245"/>

Il [[2 luglio]] [[2009]], nell'emanare il ''[[motu proprio]] [[Ecclesiae unitatem]]'', il Papa ritorna sulla questione della remissione delle scomuniche, confermando le motivazioni già esposte, e chiarisce esplicitamente che «le questioni dottrinali [con la Fraternità S. Pio X] rimangono e, finché non saranno chiarite, la Fraternità non ha uno statuto canonico nella Chiesa e i suoi ministri non possono esercitare in modo legittimo alcun ministero».

=== Il rapporto della Chiesa con ebrei e musulmani ===
[[File:Benedictus XVI in Auschwitz-Birkenau.jpg|thumb|left|Benedetto XVI in visita nel campo di sterminio di [[Auschwitz]] durante il viaggio apostolico in [[Polonia]] (28 maggio 2006)]]
[[File:Pope Benedictus XVI blessing after messe.jpg|thumb|left|Benedetto XVI durante una Messa solenne in [[Basilica di San Pietro in Vaticano|San Pietro]]]]

==== Benedetto XVI nei campi di sterminio di Auschwitz-Birkenau ====
Il [[28 maggio]] [[2006]] si è recato, nel corso di una visita in [[Polonia]], nel [[Campo di concentramento di Auschwitz|campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau]]. Nel corso della preghiera in ricordo delle vittime del [[nazismo]], ha detto:<ref>{{cita web|url=http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2006/may/documents/hf_ben-xvi_spe_20060528_auschwitz-birkenau_it.html|autore=Benedetto XVI|titolo=Visita al Campo di Concentramento di Auschwitz-Birkenau|data=29 maggio 2006|accesso=22 novembre 2009}}</ref>
{{quote|Prendere la parola in questo luogo di orrore, di accumulo di crimini contro [[Dio]] e contro l'uomo che non ha confronti nella storia, è quasi impossibile – ed è particolarmente difficile e opprimente per un [[cristiano (religione)|cristiano]], per un Papa che proviene dalla Germania. In un luogo come questo vengono meno le parole, in fondo può restare soltanto uno sbigottito silenzio – un silenzio che è un interiore grido verso Dio: Perché, Signore, hai taciuto? Perché hai potuto tollerare tutto questo? È in questo atteggiamento di silenzio che ci inchiniamo profondamente nel nostro intimo davanti alla innumerevole schiera di coloro che qui hanno sofferto e sono stati messi a morte; questo silenzio, tuttavia, diventa poi domanda ad alta voce di perdono e di riconciliazione, un grido al Dio vivente di non permettere mai più una simile cosa.}}

==== La visita in Terra Santa ====
In occasione di un'udienza alle organizzazioni ebree [[Stati Uniti d'America|statunitensi]] in Vaticano, il Pontefice annunciò che nella primavera 2009 si sarebbe recato in [[Terra Santa]]: [[Israele]], [[Autorità Nazionale Palestinese|Palestina]] e [[Giordania]]. Nella stessa occasione, il Papa ha chiesto perdono al popolo ebraico con le stesse parole che usò [[Giovanni Paolo II]] nel [[2000]]: «faccio mia la sua preghiera. "Signore dei nostri padri, che scegliesti Abramo e i suoi discendenti per portare il tuo Nome alle Nazioni: siamo profondamente addolorati per il comportamento di coloro che nel corso della storia hanno causato sofferenza ai tuoi figli e, nel chiedere perdono, vogliamo impegnare noi stessi per una autentica fratellanza con il Popolo dell'Alleanza"». Inoltre, il Papa ha definito «inaccettabile e intollerabile» la posizione di chi, tra gli uomini di Chiesa, nega o minimizza la ''[[Shoah]]'' (riferimento, questo, esplicito alla posizione del vescovo scismatico Williamson)<ref>[http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/esteri/benedetto-xvi-30/benedetto-terra-santa/benedetto-terra-santa.html Il Papa: "Andrò in Terra Santa" e chiede scusa agli ebrei]</ref>. Il presidente dello [[Yad Vashem]], il museo israeliano sulla ''Shoah'', ha espresso apprezzamento e fiducia per le «frasi inequivocabili» del Pontefice<ref>[http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/YAD-VASHEM-DA-BENEDETTO-XVI-FRASI-INEQUIVOCABILI/news-dettaglio/3550058 Yad Vashem: da Benedetto XVI parole inequivocabili]</ref>. Questo scambio sembra aver chiuso l'accesa polemica sulle posizioni del vescovo negazionista e scismatico lefebvriano Richard Williamson.

==== Il dialogo con i Musulmani ====
Basandosi sui documenti conciliari, il Papa ha ricordato la dichiarazione Nostra Aetate, che ha precisato «l'atteggiamento della Comunità ecclesiale nei confronti delle religioni non cristiane», riaffermando il rapporto speciale che i cristiani hanno con gli ebrei, la stima verso i musulmani e i membri delle altre religioni, confermando «lo spirito di fraternità universale che bandisce qualsiasi discriminazione o persecuzione religiosa».

Numerose volte egli ha incontrato esponenti del mondo islamico<ref>[http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2005/august/documents/hf_ben-xvi_spe_20050820_meeting-muslims_it.html XX Giornata Mondiale della Gioventù - Incontro con i rappresentanti di alcune Comunità musulmane, 20 agosto 2005, Benedetto XVI<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref><ref>[http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2009/may/documents/hf_ben-xvi_spe_20090509_capi-musulmani_it.html Moschea al-Hussein bin-Talal, Incontro con i Capi Religiosi Musulmani, con il Corpo Diplomatico e con i Rettori delle università giordane, 9 maggio 2009, Benedetto XVI<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>, come a [[Colonia (Germania)|Colonia]], durante il viaggio in [[Terra Santa]] e a [[Istanbul]], dove ha compiuto l'inedita e per certi versi storica visita alla [[Moschea Blu]]<ref>[http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo338296.shtml Tgcom - Papa, storica visita a Moschea blu<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>.

=== L'attenzione ai temi del Concilio Vaticano II ===
I [[documenti del Concilio Vaticano II]] sono stati più volte ripresi da papa Ratzinger nei suoi discorsi e documenti. A quarant'anni dalla sua conclusione egli prega affinché il [[Concilio Vaticano II]] possa continuare a guidare la Chiesa «per contribuire ad instaurare nel mondo quella fraternità universale che risponde alla volontà di Dio sull'uomo». L'attualità di quei documenti, secondo il Pontefice, è oggi addirittura aumentata; in ogni caso, il Papa ha, più volte, esplicitamente ripudiato quell'interpretazione che vorrebbe intendere il Vaticano II come un procedimento di rottura, rispetto alla [[Tradizione cattolica|tradizione della Chiesa]].

==== L'ermeneutica della continuità ====
{{vedi anche|Ermeneutica del Concilio Vaticano II}}
Il [[22 dicembre]] [[2005]], in un discorso ai membri della [[Curia romana]], ha espresso una chiara posizione su questo argomento, sostenendo la cosiddetta [[ermeneutica della continuità]]. Egli, seguendo con più vigore la linea tracciata dai suoi predecessori, ha testualmente affermato l'erroneità dell'opinione secondo la quale il Concilio Vaticano II avrebbe dato vita ad una sorta di "rivoluzione" all'interno della Chiesa che autorizzerebbe a mutare, rispetto al passato, il costante insegnamento del [[magistero]] in materia di [[dottrina]] o di [[fede]]. Di conseguenza, l'unica interpretazione lecita dei [[documenti del Concilio Vaticano II]], deve comunque procedere in assoluto accordo, rispetto al contenuto ed allo spirito delle precedenti proposizioni che hanno dato vita al "''depositum Fidei''" proprio alla tradizione cattolica:<ref>{{cita web|autore=Benedetto XVI|url=http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2005/december/documents/hf_ben_xvi_spe_20051222_roman-curia_it.html|titolo=Discorso ai Membri della Curia e della Prelatura Romana per la presentazione degli auguri natalizi|data=22 dicembre 2005|accesso=13 novembre 2009}}</ref>
{{quote|Il [[Concilio Vaticano II]], con la nuova definizione del rapporto tra la fede della Chiesa e certi elementi essenziali del [[modernità|pensiero moderno]], ha rivisto o anche corretto alcune decisioni storiche, ma in questa apparente discontinuità ha invece mantenuto ed approfondito la sua intima natura e la sua vera identità. La Chiesa è, tanto prima quanto dopo il Concilio, la stessa Chiesa una, santa, cattolica ed apostolica in cammino attraverso i tempi; essa prosegue “il suo pellegrinaggio fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio”, annunziando la morte del Signore fino a che Egli venga}}
Il [[10 marzo]] [[2010]] ha ribadito questa convinzione, affermando che:<ref>{{cita web|autore=Benedetto XVI|url=http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2010/documents/hf_ben-xvi_aud_20100310_it.html|data=10 marzo 2010|titolo=Udienza generale}}</ref>
{{quote|Dopo il Concilio Vaticano II alcuni erano convinti che tutto fosse nuovo, che ci fosse un'altra Chiesa, che la Chiesa pre-conciliare fosse finita e ne avremmo avuta un'altra, totalmente "altra". Un utopismo anarchico! E grazie a Dio i timonieri saggi della barca di Pietro, [[papa Paolo VI]] e [[papa Giovanni Paolo II]], da una parte hanno difeso la novità del Concilio e dall'altra, nello stesso tempo, hanno difeso l'unicità e la continuità della Chiesa, che è sempre Chiesa di peccatori e sempre luogo di Grazia}}

=== La rivalutazione di aspetti della tradizione ===
Il ritorno ad una spiritualità e ad una liturgia maggiormente legate alla tradizione millenaria della Chiesa è uno dei punti centrali del pontificato di Benedetto XVI. Già in uno dei primi atti del suo pontificato, l'esortazione post-sinodale ''[[Sacramentum caritatis]]'' ([[2006]]), veniva auspicato un più ampio uso del latino e del [[canto gregoriano]] nelle liturgie.

[[File:Missa tridentina 002.jpg|thumb|left|Messa celebrata secondo il rito romano antico]]
Il [[7 luglio]] [[2007]] è stato promulgato il ''[[motu proprio]]'' ''[[Summorum Pontificum]]'', che dà la possibilità a qualunque sacerdote cattolico di celebrare, entro precise condizioni, la [[messa]] secondo il [[Messa tridentina|rito romano antico]] con il ''Messale romano'' del [[1962]], anteriore alla [[riforma liturgica]] del [[1970]] e caduto in disuso dopo la riforma stessa. A tali funzioni i fedeli sono ammessi, secondo il provvedimento stesso, solo se essi stessi lo richiedono. Precedentemente questa possibilità era riservata ai soli sacerdoti che avessero ottenuto il permesso dal proprio [[vescovo|ordinario]], secondo quanto stabilito dal ''motu proprio'' ''[[Ecclesia Dei]]'' promulgato da Giovanni Paolo II nel [[1988]] (che auspicava una larga generosità dei vescovi nel concedere il permesso). Il provvedimento è stato corredato da una lettera di accompagnamento, nella quale il Papa ha auspicato che questa nuova disciplina possa rappresentare un passo verso il riassorbimento dello scisma dei [[Fraternità Sacerdotale San Pio X|lefebvriani]]. Secondo le nuove norme introdotte<ref name=bio/>, il [[Rito romano]] si esplica così in due forme: la ''forma ordinaria'', che celebra la messa di [[papa Paolo VI]], e la ''forma extraordinaria'', che celebra la [[messa tridentina]]. Benedetto XVI, dopo l'elezione papale, ha comunque celebrato sempre secondo il [[messale]] di Paolo VI.

[[File:BenedettoXVIcamauro.JPG|thumb|right|Benedetto XVI indossa il [[camauro]] durante l'udienza generale del 28 dicembre 2005. L'ultimo predecessore ad averlo fatto era stato Giovanni XXIII]]
Papa Benedetto XVI ha deciso di reindossare alcuni abiti pontifici risalenti al [[Rinascimento]] e in disuso da qualche decennio: il [[camauro]], un copricapo di velluto rosso bordato di pelliccia d'ermellino bianco che era stato indossato dai papi fino al Settecento, per poi essere ripreso da Leone XIII e successivamente da Giovanni XXIII: dopo più di quarant'anni il camauro è stato utilizzato da Benedetto XVI nel corso delle udienze generali del 21 e 28 dicembre 2005; la [[mozzetta]] di velluto rosso bordata di ermellino bianco, che fu usata fino ai primi anni di pontificato di Paolo VI e il cui uso è ripreso sin dai primi mesi di pontificato di Benedetto XVI; a partire dalla Pasqua 2008 il Papa ha riutilizzato la mozzetta di damasco bianco bordata di ermellino, che era stata utilizzata per l'ultima volta da Paolo VI il 26 marzo 1967 quando firmò l'enciclica Populorum Progressio e che ora Benedetto XVI indossa durante il periodo pasquale (dalla Pasqua fino a Pentecoste). A partire dall'estate 2006 ha recuperato l'uso del "[[Saturno (cattolicesimo)|saturno]]", un copricapo rosso a tesa larga, adatto soprattutto a proteggersi dal caldo, che era spesso indossato da papa Giovanni XXIII e da papa Paolo VI e, nei primi anni di pontificato, anche da papa Giovanni Paolo II. Benedetto XVI indossa il saturno durante le udienze generali tenute all'aperto, nei mesi estivi.

Con un ''motu proprio'' datato [[11 giugno]] [[2007]], Benedetto XVI ha disposto che i papi dovranno essere eletti da una maggioranza di due terzi, indipendentemente dal numero di scrutini, come accadeva da secoli prima della Costituzione apostolica del 1996 di Giovanni Paolo II, ''[[Universi Dominici Gregis]]'', pertanto emendata.

==== Il recupero della tradizione liturgica ====

[[File:Benedictus_manto_papale.jpg|thumb|250px|right|Benedetto XVI con [[mitria]] e [[piviale]] durante una celebrazione liturgica.]]
[[File:Benoit xvi octobre 2008.jpg|thumb|250px|left|Benedetto XVI con pianeta e ferula di papa Pio IX assistito dal cerimoniere mons. [[Guido Marini]] durante una cellebrazione liturgica.]]
[[File:Pope Benedict greets East Anglian Rep.jpg|left|250px|thumb|La ferula di Benedetto XVI.]]
[[File:Benoît XVI synode 2008.jpg|right|thumb|250px|[[Benedetto XVI]] con la ferula di [[papa Pio IX]].]]

A partire dal novembre [[2007]] il Papa ha sostituito il Maestro delle cerimonie liturgiche pontificie (colui che prepara e assiste le liturgie papali) [[monsignor]] [[Piero Marini]] con monsignor [[Guido Marini]], ritenuto interprete di una liturgia «sobria e solenne»<ref>{{cita news|url=http://www.papanews.it/dettaglio_approfondimenti.asp?IdNews=4761|titolo=Le pagelle di 'Petrus' - Promossi e bocciati del 2007|autore=Gianluca Barile|pubblicazione=Petrus}}</ref> e in linea con la tradizione<ref>{{cita news|url=http://www.vatican.va/news_services/liturgy/2008/documents/ns_lit_doc_20081228_marini-de-carli_it.html|pubblicazione=Ufficio delle Celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice|titolo=Intervista a Mons. Guido Marini|data=28 dicembre 2008|autore=Giuseppe De Carli}}</ref>. A partire dalle prime celebrazioni del Papa con monsignor Guido Marini, sono stati reintrodotti camici in pizzo, [[mitria|mitrie]] gemmate e [[piviale|piviali]] tradizionali; la croce è stata ricollocata al centro dell'altare affiancata dai sette candelabri (ad «indicare la centralità del crocifisso nella celebrazione eucaristica e l'orientamento esatto che tutta l'assemblea è chiamata ad avere durante la liturgia eucaristica: non ci si guarda, ma si guarda a Colui che è nato, morto e risorto per noi, il Salvatore»<ref name="intervista marini">[http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/205466 Intervista] a [[Guido Marini]] dell'[[Osservatore Romano]], 26 giugno 2008.</ref>); inoltre è stato utilizzato dopo lungo tempo il trono dello [[Spirito Santo]], fabbricato durante il pontificato di [[papa Leone XIII]]. L'alto trono papale è stato posizionato al centro dell'[[altare]] «in particolari circostanze, per semplicemente mettere in risalto la presidenza liturgica del Papa, successore di [[San Pietro|Pietro]] e [[vicario di Cristo]]».<ref name="intervista marini"/> Il [[6 gennaio]] [[2009]], in occasione della cappella papale in San Pietro per la solennità dell'[[Epifania]], Benedetto XVI ha inoltre riutilizzato, per la prima volta, il tronetto di [[papa Pio IX]], musealizzato sotto il pontificato di Giovanni Paolo II trent'anni prima e mai più utilizzato successivamente.<ref>[http://www.politicaonline.net/forum/showpost.php?p=9212728&postcount=74 Il tronetto di Pio IX]</ref>

Il [[13 gennaio]] [[2008]] Benedetto XVI ha celebrato la messa all'altare antico della [[Cappella Sistina]] nella postura ''ad orientem'',<ref>[http://www.catholicculture.org/news/features/index.cfm?recnum=55933 News Features - Catholic Culture<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref> rivolto verso l'altare anziché verso il popolo. Questa scelta è stata giustificata dalla volontà di recuperare «la bellezza e l'armonia» della Cappella Sistina affrescata da [[Michelangelo]], senza ricorrere all'altare su pedana mobile tante volte usato da Giovanni Paolo II.

A partire dal [[22 maggio]] [[2008]], festa del ''[[Corpus Domini]]'', il Papa ha comunicato i fedeli che erano inginocchiati davanti a lui, seguendo la tradizione, e cioè non consegnando la particola consacrata nelle mani ma mettendola direttamente nella bocca. La prassi tradizionale sottolinea maggiormente il significato dell'Eucaristia come rinnovato sacrificio di Gesù rispetto a quella ordinariamente in uso, che evidenzia maggiormente la dimensione della mensa.<ref>[http://torino.repubblica.it/dettaglio-news/cdv-21:08/3133365 Papa: a S. Giovanni niente Comunione nelle mani dei fedeli]</ref>

In un'intervista all'''[[Osservatore Romano]]'' del [[26 giugno]] 2008, monsignor Guido Marini ha illustrato dettagliatamente molti degli aspetti delle celebrazioni liturgiche di Benedetto XVI che sono apparsi come un ritorno alla tradizione. Tra l'altro egli ha dichiarato che «le vesti liturgiche adottate, come anche alcuni particolari del rito, intendono sottolineare la continuità della celebrazione liturgica attuale con quella che ha caratterizzato nel passato la vita della Chiesa. L'[[ermeneutica della continuità]] è sempre il criterio esatto per leggere il cammino della Chiesa nel tempo. Ciò vale anche per la liturgia. Come un Papa cita nei suoi documenti i Pontefici che lo hanno preceduto, in modo da indicare la continuità del magistero della Chiesa, così nell'ambito liturgico un Papa usa anche vesti liturgiche e suppellettili sacre dei Pontefici che lo hanno preceduto per indicare la stessa continuità anche nella ''lex orandi''. Vorrei però far notare che il Papa non usa sempre abiti liturgici antichi. Ne indossa spesso di moderni. L'importante non è tanto l'antichità o la modernità, quanto la bellezza e la dignità, componenti importanti di ogni celebrazione liturgica».<ref name="intervista marini"/>

Dal [[29 giugno]] 2008 il papa ha indossato un nuovo [[pallio (cattolicesimo)|pallio]] ispirato ai modelli rinascimentali e progettato dal [[Sediari pontifici|Sediario]] Luca Mancinotti dalla forma circolare chiusa, con i due estremi pendenti sul petto e sulla schiena. Le croci che lo adornano restano rosse, ma la forma è più grande e lunga. Benedetto XVI ha cambiato anche il [[pastorale (liturgia)|pastorale]], ripristinando il modello usato da [[papa Pio IX]] ([[ferula (cattolicesimo)|ferula]]), quello dorato a forma di croce latina al posto di quello argentato di [[Lello Scorzelli]] con la figura del crocifisso introdotto da [[papa Paolo VI]]. Il [[28 novembre]] [[2009]] Benedetto XVI ha cambiato nuovamente ferula, simile nelle fattezze a quella di Pio IX, ricevuta in dono dal Circolo San Pietro. Mons. Guido Marini ha spiegato che la nuova ferula, anch'essa a forma di croce latina, «può essere considerata a tutti gli effetti il pastorale di Benedetto XVI».<ref>{{cita news|pubblicazione=L'Osservatore Romano|url=http://www.zammerumaskil.com/rassegna-stampa-cattolica/dal-mondo/un-nuovo-pastorale-per-benedetto-xvi.html|titolo=Un nuovo pastorale per Benedetto XVI|data=28 novembre 2009}}</ref>

In occasione del [[Messa pontificale|pontificale]] per la [[canonizzazione]] di sette nuovi [[santi]], il [[21 ottobre]] [[2012]] il papa ha indossato il [[fanone papale]], riservandolo alle più importanti solennità dell'anno liturgico.

=== La lettera ai cattolici della Cina ===
{{vedi anche|Chiesa cattolica in Cina}}
Il [[30 giugno]] [[2007]] è stata diffusa la lettera di Benedetto XVI ai fedeli della [[Chiesa cattolica in Cina]], che porta la data del [[27 maggio]] [[2007]], solennità di Pentecoste.
La lettera tratta questioni eminentemente religiose: non è un documento politico né un atto di accusa contro le autorità governative, nonostante le difficoltà della Chiesa in Cina. Il Papa ricorda in particolare il "disegno originario", che Cristo ha avuto della sua Chiesa e che ha affidato agli apostoli e ai loro successori, i vescovi.

Nella lettera, il Papa si dice pienamente disponibile ad un sereno e costruttivo dialogo con le autorità civili al fine di trovare una soluzione ai vari problemi, riguardanti la comunità cattolica, e di arrivare alla desiderata normalizzazione dei rapporti fra la Santa Sede e il Governo della Repubblica Popolare Cinese, nella certezza che i cattolici, con la libera professione della loro fede e con una generosa testimonianza di vita, contribuiscono, come buoni cittadini, anche al bene del popolo cinese<ref>[http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/letters/2007/documents/hf_ben-xvi_let_20070527_china_it.html testo della lettera]</ref>.

=== La globalizzazione ===
Durante la messa dell'[[Epifania]] del gennaio 2008 papa Benedetto XVI asserì che «non si può dire infatti che la globalizzazione sia sinonimo di ordine mondiale, tutt'altro» ed aggiunse «i conflitti per la supremazia economica e l'accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie prime rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di costruire un mondo giusto e solidale».<ref>[http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/esteri/benedettoxvi-18/messa-epifania/messa-epifania.html Il Papa contro la globalizzazione , Repubblica 6 gennaio 2008]</ref>

=== Il caso Fernando Lugo ===
Nel [[luglio]] [[2008]], con una decisione senza precedenti, Benedetto XVI è stato l'artefice della prima [[dimissione dallo stato clericale]] di un vescovo nella storia della Chiesa: si trattava di [[Fernando Lugo]], eletto tre mesi prima [[presidente del Paraguay]] alla guida di un partito di [[Sinistra (politica)|sinistra]]. La richiesta, inizialmente respinta, era stata posta dallo stesso Lugo all'indomani dell'avvenuta elezione. Il ripensamento del Pontefice è stato accolto come "un gesto d'amore" da parte dell'interessato, che così ha commentato: "''Che amore deve avere Benedetto XVI per il Paraguay se per il bene del nostro paese ha deciso di esonerarmi da tutte le responsabilità clericali!''"<ref>[http://www.korazym.org/index.php/esteri/6-internazionale/246-paraguay-il-vescovo-lugo-ridotto-allo-stato-laicale Paraguay, il vescovo Lugo ridotto allo stato laicale<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>.

=== Pedofilia nel clero ===
==== Il "caso Maciel" ====
Ratzinger, come prefetto della [[Congregazione per la Dottrina della Fede]], si occupò del caso «a partire dal [[1998]]» quando la Congregazione «ricevette accuse, già in parte rese pubbliche, contro il Rev.do [[Marcial Maciel Degollado]], fondatore della Congregazione dei [[Legionari di Cristo]], per delitti riservati all’esclusiva competenza del Dicastero».<ref name="finale">{{cita news|url=http://press.catholica.va/news_services/bulletin/news/18396.php?index=18396&po_date=19.05.2006&lang=it |titolo=Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede|data=19 maggio 2006}}</ref> Maciel era accusato di pedofilia, di altri abusi sessuali su seminaristi<ref name="magister">{{cita news| autore= Sandro Magister| url=http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/7125 |titolo=Caso Maciel. La parola all'accusa. E alla difesa | pubblicazione= Espresso Chiesa |data=19 gennaio 1999}}</ref> e di abuso del sacramento della [[Penitenza (sacramento)|confessione]] per aver assolto alcune delle sue vittime<ref>Il fascicolo all’archivio della Congregazione era intitolato ''[http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1336638? "Absolutio complicis"]''. [http://www.vatican.va/archive/ITA0276/__P3D.HTM CIC can. 977] ([[1983]]): «L'[[Penitenza (sacramento)|assoluzione]] del complice nel [[peccato]] contro il sesto comandamento del [[Dieci comandamenti|Decalogo]] è invalida, eccetto che in pericolo di morte». [http://www.vatican.va/archive/ITA0276/__P51.HTM CIC can. 1378] (1983): «Il sacerdote che agisce contro il disposto del can. 977, incorre nella scomunica ''latae sententiae'' riservata alla Sede Apostolica».</ref>. Maciel commise tali delitti in modo plurimo e continuativo tra gli [[anni 1940|anni quaranta]] e gli [[anni 1960|anni sessanta]].<ref name="magister"/> Il [[19 maggio]] [[2006]] la [[Sala stampa]] della Santa Sede rese pubblica la decisione della Congregazione per la Dottrina della Fede «– tenendo conto sia dell'età avanzata del Rev.do Maciel che della sua salute cagionevole – di rinunciare ad un processo canonico e di invitare il Padre ad una vita riservata di preghiera e di penitenza, rinunciando ad ogni ministero pubblico».<ref name="finale"/><ref>[http://www.vatican.va/archive/ITA0276/__P4V.HTM CIC (1983) can. 1336 e 1338] (pene espiatorie), La Santa Sede.</ref> Ratzinger, ormai papa Benedetto XVI, approvò queste decisioni. La colpevolezza di Padre Maciel fu riconosciuta dai Legionari di Cristo<ref name=circo>''[http://www.regnumchristi.org/italiano/articulos/articulo.phtml?se=362&ca=966&id=29161 COMUNICATO Sulle presenti circostanze della Legione di Cristo e del Movimento Regnum Christi]'', RegnumChristi.org, 25 marzo 2010.</ref> e dichiarata esplicitamente dalla Santa Sede<ref name="visita"/> nel 2010.

Nel febbraio del [[2009]]<ref>''[http://wildgreta.wordpress.com/2009/02/04/legionari-di-cristo-padre-maciel-ebbe-una-figlia-dallamante/ Legionari di Cristo: Padre Maciel ebbe una figlia dall’amante]'', ANSA, 4 febbraio 2009.</ref> e ancora nel marzo del [[2010]]<ref name=circo/> in concomitanza con alcune notizie di stampa,<ref>''[http://www.quien.com/espectaculos/2010/03/25/imagenes-ineditas-de-la-hija-de-maciel Imágenes inéditas de la hija de Maciel]'', Quien, 25 marzo 2010.</ref> i Legionari di Cristo informarono che Maciel aveva «avuto una figlia nel contesto di una relazione prolungata e stabile con una donna» e che erano «apparse altre due persone, tra loro fratelli, che affermano di essere suoi figli, frutto di una relazione con un’altra donna».<ref name=circo/> Un mese dopo la [[Segreteria di Stato della Santa Sede]] decise di inviare una visita apostolica ai Legionari di Cristo,<ref>{{cita news| autore= Sandro Magister| url=http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/03/31/ispezione-vaticana-sui-legionari-il-doppio-annuncio-ufficiale/ |titolo=Ispezione vaticana sui Legionari. Il doppio annuncio ufficiale| pubblicazione= Settimo cielo |data=31 marzo 2009}}</ref> che si concluse nel [[2010]] appurando che «la condotta di P. Marcial Maciel Degollado ha causato serie conseguenze nella vita e nella struttura della Legione, tali da richiedere un cammino di profonda revisione» del carisma, dell'esercizio dell'autorità e delle Costituzioni.<ref name="visita">{{cita news|url=http://press.catholica.va/news_services/bulletin/news/25517.php?index=25517&po_date=01.05.2010&lang=it |titolo=Comunicato della Santa Sede|data=1 maggio 2010}}</ref>

A seguito della visita apostolica Benedetto XVI nominò delegato pontificio per la Congregazione dei Legionari di Cristo il cardinale [[Velasio De Paolis]],<ref>{{cita news|url=http://press.catholica.va/news_services/bulletin/news/25852.php?index=25852&po_date=09.07.2010&lang=it#NOMINA%20DEL%20DELEGATO%20PONTIFICIO%20PER%20LA%20CONGREGAZIONE%20DEI%20LEGIONARI%20DI%20CRISTO | titolo=Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede|data=9 luglio 2010}}</ref> il quale incaricò Ricardo Blázquez Pérez, [[arcivescovo]] di [[Arcidiocesi di Valladolid|Valladolid]], di compiere una visita apostolica al terzo grado (laici consacrati) del [[Regnum Christi]], che si concluse nel giugno del [[2011]]<ref>[http://www.aciprensa.com/noticia.php?n=33829 Finaliza visita apostólica a Regnum Christi, rama laica de Legión de Cristo], Aciprensa, 17 giugno 2011</ref> con la decisione del delegato pontificio di procedere alla revisione degli statuti e dei regolamenti del Regnum Christi e alla separazione tra governo della congregazione e governo del Regnum Christi.<ref>[http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/legionari-di-cristo-legionaries-of-christ-legionarios-de-cristo-10285/ Il Vaticano richiama all’ordine il braccio laico dei Legionari], Vatican Insider, 27 novembre 2011.</ref>

==== Il "caso Irlanda" ====
A seguito degli scandali di pedofilia nella [[Chiesa cattolica in Irlanda|Chiesa irlandese]], scoppiati a partire dal [[2009]] con la pubblicazione dei rapporti Ryan e Murphy che denunciavano numerosi casi di abusi sessuali su minori compiuti da sacerdoti e religiosi dagli anni trenta fino agli anni 2000 e il tentativo di insabbiamento da parte della Chiesa locale, il portavoce della sala stampa vaticana [[Federico Lombardi]] spiegò l'[[11 dicembre]] 2009 che il papa condivideva «la rabbia, il senso di tradimento e la vergogna provate da così tanti fedeli cattolici irlandesi» e che avrebbe seguito con «massima attenzione» la questione.<ref>{{cita news|pubblicazione=Corriere della Sera|url=http://www.corriere.it/cronache/09_dicembre_11/papa-pedofilia-irlanda-rabbia-vergogna_a3ea0ec2-e657-11de-8315-00144f02aabc.shtml|data=11 dicembre 2009|titolo=Pedofilia in Irlanda, rabbia e vergogna del Papa: «Responsabili pagheranno»}}</ref> Nel corso dei mesi successivi il papa incontrò i responsabili e i vescovi della Chiesa irlandese e presentarono le dimissioni alcuni vescovi con responsabilità pastorali nelle diocesi interessate<ref>{{cita web|url=http://www.repubblica.it/esteri/2009/12/25/news/irlanda_rapporto_su_preti_pedofili_si_dimettono_altri_due_vescovi-1821464/|titolo=Irlanda, rapporto su preti pedofili si dimettono altri due vescovi|data=25 dicembre 2009|news=La Repubblica}}</ref>; si parlò anche della possibilità di dimissioni per il [[primate (ecclesiastico)|primate]] d'Irlanda, [[Seán Baptist Brady|Sean Brady]]<ref>{{cita web|pubblicazione=Il Giornale|autore=Andrea Tornielli|url=http://www.ilgiornale.it/interni/pedofilia_primate_dirlanda_verso_dimissioni/16-03-2010/articolo-id=429845-page=0-comments=1|data=16 marzo 2010|titolo=Pedofilia, il primate d'Irlanda verso le dimissioni}}</ref>.

Il [[20 marzo]] [[2010]] Benedetto XVI ha pubblicato una lettera pastorale rivolta ai fedeli cattolici d'[[Irlanda]]. In essa il Papa ha spiegato di «condividere lo sgomento e il senso di tradimento [...] sperimentato al venire a conoscenza di questi atti peccaminosi e criminali e del modo in cui le autorità della Chiesa in Irlanda li hanno affrontati», chiedendo ad essa «in primo luogo di riconoscere davanti al Signore e davanti agli altri, i gravi peccati commessi contro ragazzi indifesi» e accusando la «preoccupazione fuori luogo per il buon nome della Chiesa e per evitare gli scandali, che hanno portato come risultato alla mancata applicazione delle [[diritto canonico|pene canoniche]] in vigore e alla mancata tutela della dignità di ogni persona». Rivolgendosi poi ai sacerdoti e ai religiosi colpevoli di tali abusi, ha scritto: «Avete tradito la fiducia riposta in voi da giovani innocenti e dai loro genitori. Dovete rispondere di ciò davanti a Dio onnipotente, come pure davanti a tribunali debitamente costituiti. Avete perso la stima della gente dell'Irlanda e rovesciato vergogna e disonore sui vostri confratelli. Quelli di voi che siete sacerdoti avete violato la santità del sacramento dell'Ordine Sacro, in cui Cristo si rende presente in noi e nelle nostre azioni. Insieme al danno immenso causato alle vittime, un grande danno è stato perpetrato alla Chiesa e alla pubblica percezione del sacerdozio e della vita religiosa.».<ref>{{cita news|url=http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_20/preti-pedofili-lettera-papa-scuse-vittime_6cdd6048-3411-11df-95ee-00144f02aabe.shtml|pubblicazione=Corriere della Sera|data=20 marzo 2010|titolo=Il Papa e i casi di pedofilia nella Chiesa: «Ne risponderete a Dio e ai tribunali»}}</ref><ref>{{cita web|url=http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/letters/2010/documents/hf_ben-xvi_let_20100319_church-ireland_it.html|autore=Benedetto XVI|data=20 marzo 2010|titolo=Lettera pastorale ai Cattolici d'Irlanda}}</ref>

====Ricorso alla Corte Penale Internazionale====
Nel settembre del [[2011]] il gruppo di associazioni delle vittime dei preti pedofili Snap (''Survivors network of those abused by priests''<ref>[http://www.snapnetwork.org/ Survivors Network of those Abused by Priests] Home page</ref>) e il Centro per i diritti costituzionali (''Center for Constitutional Rights''<ref>[http://ccrjustice.org/ Center for Constitutional Rights] Home page</ref>) hanno depositato presso la [[Corte Penale Internazionale]] del[[l'Aia]] un ricorso<ref>[http://s3.documentcloud.org/documents/243877/victims-communication.pdf Victims' Communication Pursuant to Article 15 of the Rome Statute Requesting Investigation and Prosecution of High-level Vatican Officials for Rape and Other Forms of Sexual Violence as Crimes Against Humanity and Torture as a Crime Against Humanity]</ref> in cui accusano il Papa, il segretario di Stato cardinale [[Tarcisio Bertone]], il suo predecessore, il cardinale [[Angelo Sodano]], e il prefetto della [[Congregazione per la Dottrina della Fede]], cardinale [[William Levada]], di [[crimini contro l'umanità]]<ref>{{cita news|pubblicazione=Larepubblica.it|url=http://www.repubblica.it/esteri/2011/09/13/news/vittime_pedofili-21605584/?ref=HRER2-1 |data=13 settembre 2011 |titolo=Vittime preti pedofili denunciano il Papa. "È colpevole di crimini contro l'umanità" }}</ref> per la presunta copertura dei reati commessi da sacerdoti contro i minori<ref>{{cita news|pubblicazione=Lastampa.it|url=http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/inchieste-ed-interviste/dettaglio-articolo/articolo/pedofilia-pedophilia-7994/ |data=13 settembre 2011 |titolo=Processate il Papa per crimini contro l'umanità}}</ref><ref>{{cita news|pubblicazione=Avvenire.it|url=http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/aja-pedofilia-.aspx |data=13 settembre 2011 |titolo=Chiesa e pedofilia, ricorso all'Aja «Azione anticattolica». «Patetici»}}</ref><ref>Massimo Introvigne, [http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-una-pagliacciata-e-uninfamia-3027.htm ''Una paglicciata e un'infamia], La Bussola Quotidiana, 14 settembre 2011</ref>.

Nel febbraio del [[2012]] l'accusa viene ritirata in seguito ad una notifica da parte dello stesso avvocato Jeff Anderson che cercò di incolpare Benedetto XVI ed i cardinali Bertone, Sodano e Levada. Come ha spiegato l’avvocato della Santa Sede Jeffrey S. Lena, la notifica ha provocato «l’archiviazione immediata della causa, senza che sia necessaria una sentenza in merito emanata dalla corte». Il motivo di tale scelta è spiegato dallo stesso avvocato Lena: «Hanno ritirato tutto perché sapevano che avrebbero perso se avessero continuato a perseguire il caso. Non volevano una pronuncia negativa da parte del giudice» infatti, se si fosse continuato, l'assoluzione avrebbe fatto giurisprudenza.
La notizia dell'archiviazione è passata quasi del tutto inosservata da parte dei mass media, a differenza delle accuse che sui giornali occuparono un posto di assoluto rilievo<ref>{{cita news|pubblicazione=radiovaticana.org|url=http://www.radiovaticana.org/it1/articolo.asp?c=562555 |data=12 febbraio 2012 |titolo=«Stati Uniti. Abusi su minori: archiviata causa contro Santa Sede»}}</ref><ref>{{cita news|pubblicazione=Avvenire.it|url=http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/Dov'è-finita-la-notizia.aspx |data=15 febbraio 2012 |titolo=«Dov'è finita la notizia?»}}</ref>.

=== Viaggi apostolici ===
[[File:Benedict XVI Poland 10.jpg|thumb|Benedetto XVI con [[Jarosław Kaczyński]]]]
[[File:20080415-Benedict XVI George W. Bush 2008-04 hires 080415-F-9629D-132a.jpg|thumb|Benedetto XVI con [[George W. Bush]]]]
[[File:Visita Benedetto XVI Quirinale 4.jpg|thumb|right|Benedetto XVI con Giorgio Napolitano al Quirinale]]
{{vedi anche|Viaggi apostolici di Benedetto XVI}}
Oltre a numerose visite apostoliche in [[Italia]] Benedetto XVI ha compiuto viaggi apostolici in 21 paesi di tutti i continenti: è stato tre volte in [[Germania]] (una volta a motivo della [[Giornata Mondiale della Gioventù 2005|XX Giornata Mondiale della Gioventù]] di [[Colonia (Germania)|Colonia]]), poi in [[Polonia]], terra di papa Giovanni Paolo II, in [[Spagna]] (tre viaggi, uno per la [[Giornata Mondiale della Gioventù 2011|XXVI Giornata Mondiale della Gioventù]]), in [[Turchia]], in [[Austria]], in [[Francia]], in [[Repubblica Ceca]], a [[Malta]], in [[Portogallo]], a [[Cipro]], nel [[Regno Unito]], in [[Croazia]] e a [[San Marino]]. Sette i viaggi apostolici intercontinentali: in [[Brasile]], negli [[Stati Uniti d'America]], in [[Messico]], a [[Cuba]], in [[Australia]], in [[Africa]] ([[Camerun]], [[Angola]] e [[Benin]]), nel [[Libano]], e in [[Terra Santa]] ([[Giordania]] e [[Israele]]).

=== Opere e documenti ===
{{Vedi anche|Opere e documenti di Benedetto XVI}}
Papa Benedetto XVI ha scritto molti saggi e durante il suo pontificato, oltre a vari altri documenti, ha promulgato tre [[Enciclica|lettere encicliche]] (''[[Deus caritas est]]'', ''[[Spe Salvi]]'' e ''[[Caritas in veritate]]''). Inoltre, ha pubblicato tre esortazioni apostoliche post-sinodali: la prima sull'Eucaristia con il titolo ''Sacramentum caritatis'' (2006); la seconda, nel novembre 2011, ''Africae munus'', come risultato del sinodo dei vescovi per l'Africa del 2009; la terza, nel mese di settembre 2012, durante il suo viaggio al Libano, ''Ecclesia in Medio Oriente'', un documento frutto del sinodo speciale dei vescovi svoltosi nella Città del Vaticano nel mese di ottobre 2010.

Ha pubblicato tre libri personali sulla figura storica di [[Gesù Cristo]]: ''[[Gesù di Nazaret (libro)|Gesù di Nazaret]]'' ([[2007]]), ''[[Gesù di Nazaret. Dall'ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione]]'' ([[2011]]) e ''[[L'infanzia di Gesù]]'' ([[2012]]).

Nel 2010 è stato pubblicato un libro-intervista di Benedetto XVI con Peter Seewald, titolato ''[[Luce del mondo]]''.

=== Concistori ordinari pubblici, per la creazione di nuovi cardinali ===
{{vedi anche|Concistori di papa Benedetto XVI}}
Benedetto XVI ha presieduto cinque [[concistoro|concistori]]: il primo il [[24 marzo]] [[2006]], il secondo il [[24 novembre]] [[2007]], il terzo il [[20 novembre]] [[2010]], il quarto il [[18 febbraio]] [[2012]], il quinto il [[24 novembre]] 2012. 

Nel primo ha nominato 15 cardinali (di cui 12 elettori), nel secondo 23 (di cui 18 elettori), nel terzo 24 (di cui 20 elettori), nel quarto 22 (di cui 18 elettori), nel quinto 6.

Nel primo concistoro del 2006 sono stati elevati alla porpora prevalentemente arcivescovi impegnati nel governo pastorale di una diocesi nel mondo. Nel secondo concistoro del 2007 si è invece avuta anche una forte componente di "cardinali di [[Curia romana|Curia]]", ossia impegnati nelle diverse funzioni della [[Santa Sede]].

Nel suo terzo concistoro del 2010 è da segnalare la presenza massiccia di porporati "di Curia" (10 su 20). Con il quarto concistoro ha creato cardinali in buon numero italiani e appartenenti alla Curia, mentre nessuno dei cardinali creati nel quinto concistoro era [[Europa|europeo]].

=== Rinuncia al ministero ===

L'[[11 febbraio]] [[2013]] comunica la sua rinuncia al ministero pietrino, a partire dal [[28 febbraio]]: "Le mie forze e l'età avanzata non sono più adatte per il ministero a me affidato" <ref>[http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2013/02/11/testo-integrale-annuncio-Papa_8226057.html Il testo integrale dell'annuncio del Papa]</ref>. La notizia è stata comunicata dal papa in [[Lingua latina|latino]] durante il concistoro per la canonizzazione dei [[martiri di Otranto]], durante il quale ha chiesto anche la convocazione di un [[conclave]] per l'elezione del suo successore.

== Controversie ==
Alcune pubblicazioni sono critiche circa la veridicità delle affermazioni di Ratzinger sul proprio rapporto con il nazismo.<ref>Nell'agosto 2006 [[Franca Rame]] si domanda a proposito dell'appartenenza del premio Nobel [[Günter Grass]] alle SS, alludendo all'arruolamento obbligatorio di Ratzinger nella Hitlerjugend «Allora cosa dovrebbe fare Benedetto XVI? Restituire il pontificato?». Lo storico del nazismo tedesco [[Joachim Fest]] rispose sulle pagine di Repubblica [http://www.feltrinelli.it/FattiLibriInterna?id_fatto=7135] che: «Il giovane Joseph Ratzinger fu arruolato a forza dai nazisti, e solo come ausiliario nella contraerea. Il giovane Günter Grass invece si presentò volontario. E tra la contraerea e le SS c'era una bella differenza davanti alla Coscienza del mondo. Ma vogliamo scherzare? Una cosa era aiutare obbligati i cannonieri antiaerei contro i bombardieri alleati, altro era vestire volontari l'uniforme di chi massacrava partigiani sovietici, ebrei polacchi o donne e bambini francesi a Oradour-sur-Glane. Chi, come Franca Rame, chiede di criticare il Papa non meno di Grass, non sa o non vuole né pensare né ricordare la Storia».</ref>

Nel dicembre [[2005]] Benedetto XVI non ha presenziato al concerto [[Natale in Vaticano]], inoltre non ha mandato nessun messaggio o video e non ha ricevuto gli artisti che si erano esibiti nella manifestazione, in aperta discontinuità con il comportamento del suo predecessore. Nel [[2006]] e nel [[2007]] Benedetto XVI ha espressamente negato agli organizzatori di organizzare il concerto nell'[[aula Paolo VI]], costringendoli a spostare la sede rispettivamente al [[Grimaldi Forum]] di [[Montecarlo]] e al [[Teatro Filarmonico di Verona]] con grande disappunto di molti artisti tra cui [[Ron]], [[Laura Pausini]] e [[Andrea Bocelli]]. La ragione di questo comportamento è da molti individuata nel fatto che il Papa non ama la musica pop.<ref>{{cita web|url=http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo325503.shtml|titolo=Il Papa annulla concerto di Natale. Ratzinger non ama il pop|data=31 agosto 2006|accesso=8 aprile 2012}}</ref>

=== La lezione di Ratisbona del 2006 ===
{{Vedi anche|Controversia sulla lezione di Ratisbona di papa Benedetto XVI}}

Sempre fedele all'insegnamento dei documenti conciliari, il Papa ha ricordato la dichiarazione ''[[Nostra Aetate]]'', che ha precisato «l'atteggiamento della Comunità ecclesiale nei confronti delle religioni non cristiane», riaffermando il rapporto speciale che i cristiani hanno con gli [[ebraismo|ebrei]], la stima verso i [[Islam|musulmani]] e i membri delle altre [[religione|religioni]], confermando «lo spirito di fraternità universale che bandisce qualsiasi [[discriminazione]] o persecuzione religiosa». Tuttavia, in apparente contraddizione con le precedenti dichiarazioni, la citazione di una frase dell'imperatore bizantino [[Manuele II Paleologo]] a proposito della [[guerra santa]] "Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava"<ref>[http://www.vaticanradio.net/it1/Articolo.asp?c=94879 Discorso di Benedetto XVI all'Università di Ratisbona. <u>Testo integrale.</u> 12 settembre 2006<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>, fatta da Benedetto XVI nell'ambito di una ''[[Lectio magistralis di Papa Benedetto XVI su "Fede, ragione e università"|lectio magistralis]]'' presso l'[[Università]] di [[Ratisbona]] durante il suo viaggio in Baviera, ha provocato nel mondo islamico violente reazioni.

Il Pontefice, il cui Angelus è andato in diretta sulla tv satellitare araba [[Al Jazira]], ha ribadito che il testo medievale citato nel discorso di Ratisbona non esprime il suo pensiero e ha invitato l'Islam ad un dialogo franco e sincero: «Sono vivamente rammaricato per le reazioni suscitate da un breve passo del mio discorso all'Università di Ratisbona, ritenuto offensivo per la sensibilità dei credenti musulmani»<ref>[http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/09_Settembre/17/papa.shtml All'Angelus il rammarico del Papa: «Nel mio discorso un invito al dialogo» - Corriere della Sera<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>. Senza alcun precedente nella storia della Chiesa, nel [[2007]] e nel [[2008]] sono avvenuti più scambi culturali e teologici ad altissimo livello tra cattolici e musulmani, culminati con un incontro fra una nutrita delegazione di intellettuali e teologi islamici e lo stesso Benedetto XVI, in Vaticano.

{{vedi anche|Controversia sull'invito di Papa Benedetto XVI alla Sapienza}}
Il [[15 gennaio]] [[2008]] il Papa, su richiesta del rettore dell'[[Università di Roma "La Sapienza"]], è stato invitato ad intervenire all'inaugurazione dell'anno accademico. Tale scelta è stata criticata da 67 docenti della stessa università. Tali posizioni hanno portato la [[Santa Sede]] a declinare l'invito, ed hanno scatenato polemiche nel mondo politico, giornalistico e scientifico.

{{vedi anche|Controversia sulla remissione della scomunica al vescovo Richard Williamson}}
Il rapporto con la comunità ebraica vive un periodo di crisi all'indomani della remissione della [[scomunica]] a quattro vescovi [[lefebvriani]], concessa il [[21 gennaio]] [[2009]]. Nello stesso giorno la televisione svedese SVT rende infatti pubblica un'intervista nella quale mons. [[Richard Williamson]] (uno dei quattro vescovi) aveva pubblicamente professato una posizione [[negazionismo|negazionista]] sulla ''[[Shoah]]'', in ragione della quale il [[Rabbinato capo di Israele]] rimanda alcuni incontri con il Vaticano<ref>Vedi [http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/esteri/benedetto-xvi-29/rabbinato-vaticano/rabbinato-vaticano.html]. Le scuse del priore della [[FSSPX|Fraternità sacerdotale San Pio X]], mons. [[Bernard Fellay]], non sono bastate a placare la polemica, soprattutto perché indirizzate al Papa e non alla comunità ebraica. Fellay nel suo comunicato comunque dichiarava che: «Le affermazioni di monsignor Williamson non riflettono in nessun caso la posizione della nostra Fraternità. Perciò io gli ho proibito, fino a nuovo ordine, ogni presa di posizione pubblica su questioni politiche o storiche». Vedi: [http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/esteri/benedetto-xvi-29/fini-negazionismo/fini-negazionismo.html Negazionismo: I lefebvriani chiedono perdono al Papa]</ref>.

Sollecitato da più parti, lo stesso Pontefice nell'udienza generale del [[28 gennaio]] [[2009]] ha espresso parole chiare volte a contestare ogni forma di negazionismo della ''Shoah'' e a esprimere piena solidarietà agli ebrei hanno mostrato la precisa ed esplicita volontà della Chiesa nel voler continuare il dialogo: «In questi giorni nei quali ricordiamo la ''Shoah'', mi ritornano alla memoria le immagini raccolte nelle mie ripetute visite ad Auschwitz, uno dei ''lager'' nei quali si è consumato l'eccidio efferato di milioni di ebrei, vittime innocenti di un cieco odio razziale e religioso. Mentre rinnovo con affetto l’espressione della mia piena e indiscutibile solidarietà con i nostri Fratelli destinatari della Prima Alleanza, auspico che la memoria della Shoah induca l'umanità a riflettere sulla imprevedibile potenza del male quando conquista il cuore dell'uomo. La ''Shoah'' sia per tutti monito contro l'oblio, contro la negazione o il riduzionismo. [...] La ''Shoah'' insegni sia alle vecchie sia alle nuove generazioni che solo il faticoso cammino dell'ascolto e del dialogo, dell’amore e del perdono conduce i popoli, le culture e le religioni del mondo all'auspicato traguardo della fraternità e della pace nella verità. Mai più la violenza umili la dignità dell'uomo!»<ref name="29-01-2009">[http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2009/documents/hf_ben-xvi_aud_20090128_it.html Benedetto XVI, Udienza generale del 28 gennaio 2009]</ref>.
Nella stessa occasione il Pontefice ha esplicitato chiaramente che la remissione della scomunica ai quattro vescovi scismatici è stata compiuta come «atto di paterna misericordia» e che egli auspicava che a questo gesto facesse séguito «il sollecito impegno da parte loro di compiere gli ulteriori passi necessari per realizzare la piena comunione con la Chiesa, testimoniando così vera fedeltà e vero riconoscimento del magistero e dell'autorità del Papa e del Concilio Vaticano II»<ref name="29-01-2009"/>.
Critiche al Papa sul caso Williamson sono state espresse da [[Angela Merkel]]<ref>[http://www.corriere.it/esteri/09_febbraio_03/merkel_vaticano_negazionisti_shoah_352d43de-f1ff-11dd-9d2c-00144f02aabc.shtml Vescovo negazionista, la Merkel attacca: «Il Papa chiarisca» - Corriere della Sera<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>, successivamente rientrate in una "comune affermazione" di condanna e ricordo della ''Shoah'' a seguito di un colloquio telefonico fra il Papa e la stessa cancelliera tedesca.

Il [[4 febbraio]] [[2009]] la [[Segreteria di Stato della Santa Sede]] diffonde infine una nota in cui si afferma:<ref>{{cita news|autore= [[L'Osservatore Romano]] |url= http://vaticandiplomacy.wordpress.com/2009/02/05/vaticano-e-shoah-nota-della-segreteria-di-stato/ |titolo= Nota della Segreteria di Stato |accesso=5 febbraio 2009}}</ref> «Le posizioni di Mons. Williamson sulla Shoah sono assolutamente inaccettabili e fermamente rifiutate dal Santo Padre, come Egli stesso ha rimarcato il 28 gennaio scorso quando, riferendosi a quell'efferato genocidio, ha ribadito la Sua piena e indiscutibile solidarietà con i nostri Fratelli destinatari della Prima Alleanza, e ha affermato che la memoria di quel terribile genocidio deve indurre "l'umanità a riflettere sulla imprevedibile potenza del male quando conquista il cuore dell'uomo", aggiungendo che la Shoah resta "per tutti monito contro l'oblio, contro la negazione o il riduzionismo, perché la violenza fatta contro un solo essere umano è violenza contro tutti"».

«Il Vescovo Williamson, per una ammissione a funzioni episcopali nella Chiesa - aggiunge la nota - dovrà anche prendere in modo assolutamente inequivocabile e pubblico le distanze dalle sue posizioni riguardanti la Shoah, non conosciute dal Santo Padre nel momento della remissione della scomunica».
{{vedi anche|Controversia sulle dichiarazioni di Benedetto XVI in materia di lotta all'AIDS}}

Nuove critiche sono state indirizzare a Ratzinger durante il suo viaggio in [[Camerun]] e [[Angola]] del marzo [[2009]]. Alla domanda se durante il viaggio avrebbe affrontato il problema della lotta contro l'[[AIDS]], Benedetto XVI ha dichiarato che la distribuzione dei preservativi non sarebbe una soluzione contro l'AIDS, ma anzi costituirebbe un aggravio del problema.
La dichiarazione del Papa è stata stigmatizzata da più governi e da molti fra uomini politici, scienziati, organizzazioni umanitarie e personale coinvolto nella lotta all'AIDS, con ripercussioni anche sul piano diplomatico: in aprile il [[Belgio]] ha inoltrato una protesta formale presso la Santa Sede, chiedendone la ritrattazione; il legislativo spagnolo ha stabilito di votare in dicembre una risoluzione con il medesimo testo. Nella comunità scientifica si è registrata la dura presa di posizione del periodico medico [[Lancet]], che in un editoriale del [[28 marzo]] ha accusato il Papa di aver «distorto la verità scientifica» con affermazioni «oltraggiose ed estremamente inaccurate».

== Genealogia episcopale ==
{{vedi anche|Genealogia episcopale}}
* [[Cardinale]] [[Scipione Rebiba]]
* Cardinale [[Giulio Antonio Santorio]]
* Cardinale [[Girolamo Bernerio]], O.P.
* [[Arcivescovo]] [[Galeazzo Sanvitale (arcivescovo)|Galeazzo Sanvitale]]
* Cardinale [[Ludovico Ludovisi]]
* Cardinale [[Luigi Caetani]]
* Cardinale [[Ulderico Carpegna]]
* Cardinale [[Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni]]
* [[Papa Benedetto XIII]], O.P.
* [[Papa Benedetto XIV]]
* [[Papa Clemente XIII]]
* Cardinale [[Bernardino Giraud]]
* Cardinale [[Alessandro Mattei]]
* Cardinale [[Pietro Francesco Galleffi]]
* Cardinale [[Giacomo Filippo Fransoni]]
* Cardinale [[Antonio Saverio De Luca]]
* Arcivescovo [[Gregor Leonhard Andreas von Scherr]], O.S.B.
* Arcivescovo [[Friedrich von Schreiber]]
* Arcivescovo [[Franz Joseph von Stein]]
* Arcivescovo [[Joseph von Schork]]
* [[Vescovo]] [[Ferdinand von Schlör]]
* Arcivescovo [[Johann Jakob von Hauck]]
* Vescovo [[Ludwig Sebastian]]
* Cardinale [[Joseph Wendel]]
* Arcivescovo [[Josef Schneider (arcivescovo)|Josef Schneider]]
* Vescovo [[Josef Stangl]]
* '''Papa Benedetto XVI'''<ref>Fonte: [http://www.catholic-hierarchy.org/bishop/bratz.html Catholic Hierarchy], URL consultato il 22 settembre 2008. A stampa: cf. Dell'Omo, ''La genealogia episcopale'' (vd. ''infra'' Bibliografia).</ref>

== Onorificenze ==
{{Infobox titolazione nobiliare
|nome = Benedetto XVI
|stemma = BXVI CoA like gfx PioM.svg
|ruolo = [[Papa]] della [[Chiesa Cattolica]]<br/>[[Vescovo]] di [[Diocesi di Roma|Roma]]
|riferimento = Sua Santità
|parlato = Vostra Santità
|religioso = Santo Padre
}}
=== Onorificenze pontificie ===
{{Onorificenze
|immagine=Ordine Supremo del Cristo Rib.png
|nome_onorificenza=Gran Maestro dell'Ordine Supremo del Cristo
|collegamento_onorificenza=Ordine Supremo del Cristo
}}
{{Onorificenze
|immagine=Speron d'oro.png
|nome_onorificenza=Gran Maestro dell'Ordine dello Speron d'Oro
|collegamento_onorificenza=Ordine dello Speron d'Oro
}}
{{Onorificenze
|immagine=VA Ordine Piano BAR.svg
|nome_onorificenza=Gran Maestro dell'Ordine Piano
|collegamento_onorificenza=Ordine Piano
}}
{{Onorificenze
|immagine=Order of St. Gregory the Great.png
|nome_onorificenza=Gran Maestro dell'Ordine di San Gregorio Magno
|collegamento_onorificenza=Ordine di San Gregorio Magno
}}
{{Onorificenze
|immagine=Order of Pope Sylvester BAR.svg
|nome_onorificenza=Gran Maestro dell'Ordine di San Silvestro Papa
|collegamento_onorificenza=Ordine di San Silvestro Papa
}}

=== Onorificenze straniere ===
{{Onorificenze
|immagine=National Order of Merit-Grand Cross (Ecuador) - ribbon bar.gif
|nome_onorificenza=Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine nazionale al merito dell'Ecuador
|collegamento_onorificenza=Ordine nazionale al merito (Ecuador)
|motivazione=
|luogo=[[1977]]
}}
{{Onorificenze
|immagine=DE-BY Der Bayerische Verdienstorden BAR.png
|nome_onorificenza=Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito bavarese
|collegamento_onorificenza=Ordine al merito bavarese
|motivazione=
|luogo=[[1977]]
}}
{{Onorificenze
|immagine=GER Bundesverdienstkreuz 6 GrVK Stern Band.svg
|nome_onorificenza=Gran Croce al Merito con placca e cordone dell'Ordine al Merito della Repubblica Federale Tedesca
|collegamento_onorificenza=Ordine al Merito di Germania
|motivazione=
|luogo=[[1985]]
}}
{{Onorificenze
|immagine=AUT Honour for Services to the Republic of Austria - 2nd Class BAR.png
|nome_onorificenza=Gran Decorazione d'Onore in Oro con Fascia dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca
|collegamento_onorificenza=Ordine al Merito della Repubblica Austriaca
|motivazione=
|luogo=[[1992]]
}}
{{Onorificenze
|immagine=DE-BY Der Bayerische Maximiliansorden für Wissenschaft und Kunst BAR.png
|nome_onorificenza=Cavaliere dell'Ordine di Massimiliano per le Scienze e le Arti
|collegamento_onorificenza=Ordine di Massimiliano per le Scienze e le Arti
|motivazione=
|luogo=[[1996]]
}}
{{Onorificenze
|immagine=Legion Honneur Commandeur ribbon.svg
|nome_onorificenza=Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore
|collegamento_onorificenza=Legion d'Onore
|motivazione=
|luogo=[[1998]]
}}
{{Onorificenze
|immagine=MaltaBali.png
|nome_onorificenza=Balì Gran Croce di Onore e di Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta
|collegamento_onorificenza=Sovrano Militare Ordine di Malta
|motivazione=
|luogo=[[1999]]<ref>[http://www.zenit.org/article-4141?l=italian Articolo dal sito zenit.org], [http://www.zenit.org/article-7303?l=italian]</ref>
}}

* Il [[13 gennaio]] [[1992]] è stato nominato membro associato straniero dell'[[Académie des Sciences Morales et Politiques]], in sostituzione di [[Andrej Dmitrievič Sacharov]], [[premio Nobel per la pace]] defunto nel [[1989]].<ref>{{Cita web|url=http://www.asmp.fr/fiches_academiciens/RATZINGER.HTM|titolo=S.E. le Cardinal JOSEPH RATZINGER|autore=|editore=Académie des Sciences Morales et Politiques|data=|lingua=fr|accesso=21 gennaio 2012}}</ref>

*Il [[10 novembre]] [[1999]] gli venne conferita dalla [[Libera Università Maria Santissima Assunta]] la ''[[laurea honoris causa]]'' in [[giurisprudenza]].

* L'[[asteroide]] [[8661 Ratzinger]] è stato a lui dedicato, con la motivazione di aver reso accessibili gli [[Archivio segreto vaticano|archivi vaticani]] e consentire così agli storici di indagare sugli errori giudiziari contro Galileo ed altri scienziati medioevali.<ref>{{cita web|url=http://ssd.jpl.nasa.gov/sbdb.cgi?sstr=Ratzinger;orb=1|titolo=8661 Ratzinger (1990 TA13)|editore=ssd.jpl.nasa.gov|accesso=8 aprile 2012|}}</ref>

== Cittadinanze onorarie ==
* Cittadino onorario di [[Ratisbona]]<ref>[http://storico.radiovaticana.org/it1/storico/2006-06/84039_benedetto_xvi_riceve_la_cittadinanza_onoraria_di_ratisbona.html Benedetto XVI riceve la cittadinanza onoraria di Ratisbona]</ref>
* Cittadino onorario di [[Arconate]]<ref>[http://www.arconate.org/dbdocs/463_deliberazioneCC12.08.pdf Deliberazione del consiglio comunale]</ref>
* Cittadino onorario di [[Introd]]<ref>[http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2009/december/documents/hf_ben-xvi_spe_20091216_cittadinanza-introd_it.html Conferimento della cittadinanza onoraria di Introd]</ref>
* Cittadino onorario di [[Frisinga]]<ref>[http://www.zenit.org/rssitalian-21064 Discorso del Papa per il conferimento della cittadinanza onoraria di Frisinga]</ref>
* Cittadino onorario di [[Romano Canavese]]<ref>[http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2010/march/documents/hf_ben-xvi_spe_20100317_romano-canavese_it.html Conferimento della cittadinanza onoraria di Romano Canavese]</ref>
* Cittadino onorario di [[Natz-Schabs]]<ref>[http://www.libero-news.it/news/864656/Papa-Benedetto-XVI-riceve-cittadinanza-onoraria-comune-Alto-Adige.html Conferimento della cittadinanza onoraria di Natz-Schabs]</ref>

== Documentari ==
* ''Le Chiavi del Regno, da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI'' del [[Centro Televisivo Vaticano]], distribuito da HDH Communications, 2006.
* ''Benedetto XVI, il Papa dell'amicizia con Dio'' della [[RAI]] e trasmesso da [[Rai Uno]] per l'80° [[Compleanno|genetliaco]] del Pontefice.
* [http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntate/benedetto-xvi/105/default.aspx Benedetto XVI - Ritratto di un Papa tedesco] La Storia siamo noi

== Note ==
{{references|2}}

== Bibliografia ==
=== Opere di Benedetto XVI ===
* Joseph Ratzinger, ''[[Introduzione al Cristianesimo. Lezioni sul simbolo apostolico]]'', Brescia, Queriniana, 2005 (1969)
* Joseph Ratzinger (con [[Vittorio Messori]]), ''[[Rapporto sulla fede]]'', Cinisello Balsamo, Edizioni San Paolo, 1985
* Joseph Ratzinger, ''La mia vita - Autobiografia'', Cinisello Balsamo, Edizioni San Paolo, 1997.
* {{Cita libro|autore=Benedetto XVI|titolo=Con Gesù la vita è una festa|editore=Edizioni Paoline|anno=2006|id=ISBN 8831530526|edizione=V|url=http://books.google.it/books?id=1W-Ak5jjaCgC&dq=Benedetto%20XVI&hl=it&source=gbs_similarbooks}}
* Benedetto XVI, ''[[Gesù di Nazaret (libro)|Gesù di Nazaret. Dal Battesimo alla Trasfigurazione]]'', Milano, Rizzoli, 2007.
* Benedetto XVI, ''Escatologia. Morte e vita eterna'', Assisi, Cittadella, 2008.
* Benedetto XVI (Joseph Ratzinger), ''Donne nel Medioevo. Il genio femminile nella storia del popolo di Dio'', Milano, Marietti, 2011.
* Benedetto XVI, ''[[Gesù di Nazaret. Dall'ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione]]'', Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2011.
* Benedetto XVI, ''[[L'infanzia di Gesù]]'', Città del Vaticano, Rizzoli, Libreria Editrice Vaticana, 2012.

=== Opere su Benedetto XVI ===
* Marco Bardazzi, ''Nella vigna del Signore. La vita e il pensiero di Joseph Ratzinger, Papa Benedetto XVI'', Milano, Rizzoli, 2005. ISBN 8817008699
* Mariano Dell'Omo, ''La genealogia episcopale di papa Benedetto XVI'', "Benedictina" 52 (2005), pp.&nbsp;9–14.
* Dag Tessore, ''Introduzione a Ratzinger. Le posizioni etiche, politiche, religiose di Benedetto XVI'', Roma, Fazi, 2005. ISBN 8881126591
* [[Andrea Tornielli]], ''Benedetto XVI il custode della fede'', Casale Monferrato, Edizioni Piemme, 2005. ISBN 8838485593
* Giancarlo Zizola, ''Benedetto XVI. Un successore al crocevia'', Milano, Mondadori, 2005. ISBN 8820039885
* Discepoli di verità, ''[[Senza misericordia]]'', Milano, Kaos Edizioni, 2005. ISBN 8879531492
* {{cita libro|cognome= Discepoli di verità|nome=|titolo=I triangoli rosa di Benedetto XVI: la fobia antigay di Joseph Ratzinger|editore=Kaos Edizioni|città=Milano|anno=2005|id=ISBN 8879531514}}
* [[Leonardo Boff]], ''[[Un papa difficile da amare]]'', 2005, Datanews. ISBN 88-7981-275-0
* Jeff Israely e [[Gianni Giansanti]], ''[[Benedetto XVI - L'alba di un nuovo papato]]'', Vercelli, WhiteStar, 2006.
* [[Alberto Melloni]], ''L'inizio di Papa Ratzinger'', Torino, Einaudi, 2006. ISBN 8806182889
* {{de}} Karl Mittermaier, ''Die deutschen Päpste. Benedikt XVI. und seine deutschen Vorgänger'', 2006.
* Autore anonimo, ''[[Contro Ratzinger]]'', ISBN Edizioni, 2006. ISBN 8876380388
* Autore anonimo, ''[[Contro Ratzinger 2.0. Scontro di civiltà e altre sciocchezze]]'', ISBN Edizioni, 2006. ISBN 8876380574
* [[Alessandra Borghese]], ''Sulle tracce di Joseph Ratzinger'', Siena, Edizione Cantagalli, [[2006]].
* [[Dino Boffo]] e altri, ''Benedetto - Gli 80 anni di un Papa che conquista'', Milano, [[Avvenire]], 2007.
* Francesco Antonio Grana, ''Compromettiti con Dio. La rivoluzione di Benedetto XVI'', prefazione del cardinale [[Michele Giordano]], Napoli, L'Orientale Editrice, 2007. ISBN 9788887466539
* Discepoli di Verità, ''Povero Cristo. Potere, denaro, omofobia: Satana nella chiesa di Benedetto XVI'', Kaos Edizioni, 2009, ISBN 978-88-7953-200-6
* [[Amedeo Benedetti]], ''Il linguaggio di Joseph Ratzinger, papa Benedetto XVI'', in "Rivista di Studi Politici Internazionali", vol. 77, n. 1, gennaio-marzo 2010, pp.&nbsp;93–109.
* Paolo Rodari e [[Andrea Tornielli]], ''Attacco a Ratzinger - Accuse e scandali, profezie e complotti contro Benedetto XVI'', Casale Monferrato, Piemme, [[2010]]. ISBN 9788856615838
* [[Piergiorgio Odifreddi]], ''Caro Papa, ti scrivo'', Milano, [[Arnoldo Mondadori Editore|Mondadori]], 2011, ISBN 9788804610076
* [[Amedeo Benedetti]], ''Il linguaggio di papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger'', Genova, Erga, 2012, ISBN 9788881636570.

== Voci correlate ==
* [[Concistori di papa Benedetto XVI]]
* [[Conclave del 2005]]
* [[Opere e documenti di Benedetto XVI]]
* [[Viaggi apostolici di Benedetto XVI]]
* [[Beatificazioni approvate da Benedetto XVI|Beatificazioni]] e [[canonizzazioni celebrate da Benedetto XVI]]

== Altri progetti ==
{{interprogetto|commons=Benedictus XVI|q|n=Categoria:Benedetto XVI|s=Autore:Papa Benedetto XVI}}

== Collegamenti esterni ==
* [http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/index_it.htm Biografia ufficiale sul sito del Vaticano].
* [http://www.youtube.com/vaticanit Canale:The Vatican] - Canale [[YouTube]] ufficiale della Santa Sede in italiano.
* [http://www.avvenireonline.it/papa il sito su Benedetto XVI] curato dalla redazione di [[Avvenire]].
* [http://www.santiebeati.it/dettaglio/88079 Scheda di papa Benedetto XVI] dal sito Santiebeati.
* [http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntate/benedetto-xvi/105/default.aspx Benedetto XVI - Ritratto di un Papa tedesco] La Storia siamo noi
* [http://www.repubblica.it/2005/d/sezioni/esteri/nuovopapa/perplessi/perplessi.html Dubbi e perplessità sul nuovo papa], dal sito di [[la Repubblica]] (articolo del 2005).
* [http://www.repubblica.it/esteri/2010/04/15/news/hans_kung-3359034/ Hans Küng: lettera aperta ai vescovi sul pontificato di Benedetto XVI, 15 aprile 2010]

{{Box successione
|tipologia = regnante
|precedente=[[Papa Giovanni Paolo II]]
|successivo=''in carica''
|carica=[[Papa]] della [[Chiesa cattolica]]
|periodo=[[2005]] - ''oggi''
|immagine=Emblem of the Papacy SE.svg
}}
{{box successione
|tipologia = episcopale
|precedente=[[Julius August Döpfner]]
|successivo=[[Friedrich Wetter]]
|carica=[[Arcidiocesi di Monaco e Frisinga|Arcivescovo di Monaco e Frisinga]]
|periodo=[[24 marzo]] [[1977]] - [[15 febbraio]] [[1982]]
|immagine=ArchbishopPallium PioM.svg
}}
{{box successione
|tipologia = cardinale
|precedente=[[Jérôme Louis Rakotomalala]]
|successivo=[[Ricardo María Carles Gordó]]
|carica=[[Cardinale presbitero]] di [[Santa Maria Consolatrice al Tiburtino (titolo cardinalizio)|Santa Maria Consolatrice al Tiburtino]]
|periodo= [[27 giugno]] [[1977]] - [[5 aprile]] [[1993]]|immagine=CardinalCoA PioM.svg
}}
{{Box successione
|tipologia = incarico governativo
|carica=[[Commissione Teologica Internazionale|Presidente della Commissione Teologica Internazionale]]
|immagine=Coat of arms of the Vatican City.svg
|periodo=[[25 novembre]] [[1981]] - [[2 aprile]] [[2005]]
|precedente=-
|successivo=[[William Joseph Levada]]
}}
{{Box successione
|tipologia = incarico governativo
|carica=[[Congregazione per la Dottrina della Fede|Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede]]
|immagine=Coat of arms of the Vatican City.svg
|periodo=[[25 novembre]] [[1981]] - [[2 aprile]] [[2005]]
|precedente=[[Franjo Šeper]]
|successivo=[[William Joseph Levada]]
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{{Box successione
|tipologia = incarico governativo
|carica=[[Pontificia Commissione Biblica|Presidente della Pontificia Commissione Biblica]]
|immagine=Coat of arms of the Vatican City.svg
|periodo=[[25 novembre]] [[1981]] - [[2 aprile]] [[2005]]
|precedente=[[Willem Marinus van Rossum]]
|successivo=[[William Joseph Levada]]
}}
{{box successione
|tipologia = cardinale
|precedente=[[Sebastiano Baggio]]
|successivo=[[Francis Arinze]]
|carica=[[Cardinale#Ordini di cardinali|Cardinale vescovo]] di [[sede suburbicaria di Velletri-Segni|Velletri-Segni]]
|periodo= [[5 aprile]] [[1993]] - [[19 aprile]] [[2005]]
|immagine=CardinalCoA PioM.svg
}}
{{box successione
|tipologia = cardinale
|precedente=[[Bernardin Gantin]]
|successivo=[[Angelo Sodano]]
|carica=[[Cardinale#Ordini di cardinali|Cardinale vescovo]] di [[sede suburbicaria di Ostia|Ostia]]
|periodo=[[30 novembre]] [[2002]] - [[19 aprile]] [[2005]]
|immagine=CardinalCoA PioM.svg
}}
{{box successione
|tipologia = cardinale
|precedente=[[Bernardin Gantin]]
|successivo=[[Angelo Sodano]]
|carica=[[Decano del Collegio Cardinalizio]]
|periodo=[[27 novembre]] [[2002]] - [[19 aprile]] [[2005]]
|immagine=Berretta cardinalizia.png
}}

{{Papi|precedente=[[Papa Giovanni Paolo II|Giovanni Paolo II]]|successivo= ''in carica'' |}}
{{Controllo di autorità|VIAF=102167198|LCCN=n/79/106175}}
{{Portale|biografie|cattolicesimo}}
[[Categoria:Nati in Baviera]]
[[Categoria:Vescovi e arcivescovi di Monaco e Frisinga]]
[[Categoria:Cardinali nominati da Paolo VI]]
[[Categoria:Filosofi cattolici]]
[[Categoria:Papa Benedetto XVI| ]]
[[Categoria:Storia dei rapporti fra Stato italiano e Chiesa cattolica]]
[[Categoria:Teologi tedeschi]]
[[Categoria:Vescovi e cardinali vescovi di Ostia]]
[[Categoria:Vescovi e cardinali vescovi di Velletri-Segni]]

{{Link VdQ|de}}
{{Link VdQ|no}}
{{Link AdQ|fi}}

[[af:Pous Benedictus XVI]]
[[als:Benedikt XVI.]]
[[an:Benedet XVI]]
[[ang:Benedictus XVI Pāpa]]
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[[cy:Pab Bened XVI]]
[[da:Pave Benedikt 16.]]
[[de:Benedikt XVI.]]
[[el:Πάπας Βενέδικτος ΙΣΤ΄]]
[[en:Pope Benedict XVI]]
[[eo:Benedikto la 16-a]]
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[[fo:Benadikt XVI]]
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[[fy:Benediktus XVI]]
[[ga:Pápa Beinidict XVI]]
[[gd:Pàpa Beinidict XVI]]
[[gl:Bieito XVI, papa]]
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[[hi:जोज़फ़ रैत्सिंगर]]
[[hr:Benedikt XVI.]]
[[hsb:Benedikt XVI.]]
[[ht:Benwa XVI]]
[[hu:XVI. Benedek pápa]]
[[hy:Բենեդիկտոս XVI]]
[[id:Paus Benediktus XVI]]
[[ie:Benedict XVI]]
[[ilo:Papa Benedicto XVI]]
[[io:Benedictus 16ma]]
[[is:Benedikt 16.]]
[[ja:ベネディクト16世 (ローマ教皇)]]
[[jv:Paus Benediktus XVI]]
[[ka:ბენედიქტე XVI]]
[[ko:교황 베네딕토 16세]]
[[ksh:Benedikt XVI.]]
[[la:Benedictus XVI]]
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[[lb:Benoît XVI. (Poopst)]]
[[li:Benedictus XVI]]
[[ln:Pápa Benwa XVI]]
[[lt:Benediktas XVI]]
[[lv:Benedikts XVI]]
[[mk:Папа Бенедикт XVI]]
[[ml:ബെനെഡിക്ട് പതിനാറാമൻ മാർപ്പാപ്പ]]
[[mn:XVI Бенедикт]]
[[mr:पोप बेनेडिक्ट सोळावा]]
[[ms:Paus Benedict XVI]]
[[mt:Papa Benedittu XVI]]
[[na:Benedictus XVI]]
[[nah:Benedictus XVI]]
[[nap:Papa Benedetto XVI]]
[[nds:Benedikt XVI.]]
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[[nl:Paus Benedictus XVI]]
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[[oc:Beneset XVI]]
[[pam:Papa Benedict XVI]]
[[pcd:Bénouet XVI]]
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[[pl:Benedykt XVI]]
[[pt:Papa Bento XVI]]
[[qu:Binidiktu XVI]]
[[ro:Papa Benedict al XVI-lea]]
[[roa-rup:Papa Benedictu XVI]]
[[roa-tara:Papa Benedìtte XVI]]
[[ru:Бенедикт XVI]]
[[scn:Binidittu XVI]]
[[sco:Pape Benedict XVI]]
[[sh:Benedikt XVI]]
[[simple:Pope Benedict XVI]]
[[sk:Benedikt XVI.]]
[[sl:Papež Benedikt XVI.]]
[[sq:Papa Benedikti XVI]]
[[sr:Папа Бенедикт XVI]]
[[sv:Benedictus XVI]]
[[sw:Papa Benedikto XVI]]
[[szl:Benedykt XVI]]
[[ta:திருத்தந்தை பதினாறாம் பெனடிக்ட்]]
[[th:สมเด็จพระสันตะปาปาเบเนดิกต์ที่ 16]]
[[tl:Papa Benedicto XVI]]
[[tpi:Benedict XVI]]
[[tr:XVI. Benedictus]]
[[uk:Бенедикт XVI]]
[[ur:بطریق اعظم بینیڈکٹ شانزدہم]]
[[vec:Papa Benedeto XVI]]
[[vi:Giáo hoàng Biển Đức XVI]]
[[vls:Paus Benedictus XVI]]
[[war:Papa Benedicto XVI]]
[[wuu:本笃十六世]]
[[yo:Pópù Benedict 16k]]
[[zh:本篤十六世]]
[[zh-min-nan:Benedictus 16-sè]]
[[zh-yue:本篤十六世]]