Revision 56940585 of "Pozzuolo del Friuli" on itwiki

{{Divisione amministrativa
|Nome=Pozzuolo del Friuli
|Nome ufficiale=
|Panorama=Chiesa di San Michele - Zugliano.JPG
|Didascalia=Chiesa di San Michele Arcangelo
|Bandiera=
|Voce bandiera=
|Stemma=Pozzuolo del Friuli-Stemma.png
|Voce stemma=
|Stato=ITA
|Grado amministrativo=3
|Divisione amm grado 1=Friuli-Venezia Giulia
|Divisione amm grado 2=Udine
|Amministratore locale=Nicola Turello
|Partito=[[Partito Democratico|PD]]-Prospettiva Comune
|Data elezione=8/06/2009
|Lingue=
|Data istituzione=
|Latitudine gradi=45
|Latitudine minuti=59
|Latitudine secondi=05
|Latitudine NS=N
|Longitudine gradi=13
|Longitudine minuti=11
|Longitudine secondi=49
|Longitudine EW=E
|Altitudine=67
|Superficie=34.33
|Note superficie=
|Abitanti=6909
|Note abitanti=[http://demo.istat.it/bil2010/index.html Dato Istat] - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
|Aggiornamento abitanti=31-12-2010
|Sottodivisioni=Cargnacco, Carpeneto, Sammardenchia, Terenzano, [[Zugliano (Pozzuolo del Friuli)|Zugliano]]<ref>[http://incomune.interno.it/statuti/statuti/pozzuolo_del_friuli.pdf Comune di Pozzuolo del Friuli - Statuto].</ref>
|Divisioni confinanti=[[Basiliano (Italia)|Basiliano]], [[Campoformido]], [[Lestizza]], [[Mortegliano]], [[Pavia di Udine]], [[Udine]]
|Codice postale=33050
|Prefisso=[[0432]]
|Fuso orario=+1
|Codice statistico=030079
|Codice catastale=G966
|Targa=UD
|Zona sismica=2
|Gradi giorno=2281
|Diffusività=
|Nome abitanti=pozzuolési
|Patrono=[[sant'Andrea Apostolo]]
|Festivo=[[30 novembre]]
|PIL=
|PIL procapite=
|Mappa=Map of comune of Pozzuolo del Friuli (province of Udine, region Friuli-Venezia Giulia, Italy).svg
|Didascalia mappa=Posizione del comune di Pozzuolo del Friuli nella provincia di Udine
|Sito=http://www.comune.pozzuolo.udine.it
}}

'''Pozzuòlo del Friùli''' ('''''Puçui''''' in [[lingua friulana|friulano]]<ref>[http://www.arlef.it/it/documenti/#/toponomastica Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana]</ref>) è un [[comune italiano]] di 6.911 abitanti<ref>[http://demo.istat.it/bilmens2010gen/index.html Dato Istat al 31/7/2010].</ref> della [[provincia di Udine]] in [[Friuli-Venezia Giulia]].

Posto a 10&nbsp;km a sud-sud-ovest di Udine, confina a nord-ovest con il comune di [[Basiliano (Italia)|Basiliano]], a nord con i comuni di [[Campoformido]] e [[Udine]], ad est con il comune di [[Pavia di Udine]], a sud con il comune di [[Mortegliano]] e ad ovest con il comune di [[Lestizza]]. Attraversato dal torrente [[Cormor]], si estende su un'area centrale dell'alta pianura friulana e, oltre al capoluogo, comprende le [[frazione comunale|frazioni]] di Cargnacco, Carpeneto, Sammardenchia, Terenzano e Zugliano.

== Geografia fisica ==
=== Morfologia ===
Il territorio comunale è situato nell'alta pianura friulana ed ha un'[[altitudine]] compresa tra gli 87 m ed i 50 m sul livello del mare. Presenta delle alture nella parte centrale che si elevano ad un'altezza da pochi metri ad una decina di metri rispetto alla pianura circostante. Tali rilievi, alla cui origine si attribuisce un significato tettonico, nel complesso formano un rialto simile ad un'onda in mezzo alla pianura, che si dirige da sud-est a nord-ovest da Pozzuolo per Carpeneto. Nella parte rimanente dell'area comunale la [[morfologia (geologia)|morfologia]] appare più dolce, conforme al resto della [[pianura]] circostante; solo ai confini nord-occidentali del Comune si rileva un antico alveo del torrente Cormor, sub-parallelo all'attuale, e la collina di Breda.

Dal punto di vista [[Geologia|geologico]], si ebbe inizialmente, verso la fine del [[Miocene]], l'emersione della parte centro-settentrionale del territorio comunale, per la rilevabile [[sedimentazione]] marina, con probabile linea di costa ai limiti meridionali del comune. L'area emersa venne, quindi, soggetta ad [[erosione]] differenziata e i depositi successivi si sedimentarono su delle superfici tutt'altro che pianeggianti. Nel [[Pleistocene]] medio e superiore avvenne il colmamento alluvionale da parte di sedimenti fluvio-glaciali, con la formazione dei rilievi del territorio comunale di provenienza montana affioranti a nord e a nord-ovest di Pozzuolo e nei colli di Carpeneto. Infine, nel [[Olocene|periodo olocenico]] si assistette a un [[alluvionamento]] generalizzato di tutta la zona, come avvenne per il resto della [[Pianura Friulana]], con la continua regressione marina fino all'attuale linea di costa. Le importanti [[Faglia|faglie]] inverse [[Albi Dinariche|dinariche]] continuarono la loro attività geodinamica durante tutto il [[Neogene]] e risultano attive ancora oggi. Tale attività portò ad un continuo generale sollevamento della zona, anche se accompagnato da blandi intervalli di stasi, con la conseguente formazione di pieghe anticlinali ad assi da nord-ovest a sud-est.

=== Idrografia ===
Il [[corso d'acqua]] principale ed unico naturale, che attraversa da nord a sud il territorio comunale, è il [[Torrente Cormor|Torrente Cormòr]] (''il Cormôr'' in [[lingua friulana|friulano]]), il quale trova le sue sorgenti all'interno dell'[[Anfiteatro Morenico]] del [[Tagliamento]] e, dopo un percorso di circa 15&nbsp;km, raggiunge la zona di [[risorgiva]] presso [[Castions di Strada]] e si perde nelle paludi di [[Pocenia|Paradiso]]. È a carattere temporaneo e l'acqua scorre copiosa solo nei periodi piovosi. Il suo attuale corso è fiancheggiato da modesti terrazzi fino a nord dell'abitato di Pozzuolo, dove si elevano, principalmente in sinistra orografica, delle scarpate alte in media 7–8 m sul suo letto. Poco a ovest della strada che collega Pozzuolo a Carpeneto, il [[torrente]] scorre leggermente sinuoso, chiuso da sponde poco elevate (al massimo 2-2,5 m).

Gli altri corsi d'acqua esistenti in Comune sono tutti artificiali: tra questi si evidenziano il [[Canale Ledra]], la [[Roggia di Udine]], la [[Roggia di Palma]] ed il [[Canale di Castions]].

== Storia ==
=== Preistoria ===
Il primo insediamento umano conosciuto nel comune risale addirittura agli albori della [[Neolitico|civiltà neolitica]], cioè al [[V millennio a.C.]], quando l'area friulana, fino ad allora sede di [[Caccia e raccolta|raccoglitori e cacciatori]] [[Mesolitico|mesolitici]] ([[8000 a.C.|8000]] – [[4500 a.C.]]), registrò l'arrivo di nuovi colonizzatori provenienti dall'area danubiana e dai Balcani occidentali che diffusero l'agricoltura e l'allevamento e formarono le prime comunità stanziali. Di queste, una delle più vaste oggi conosciute non solo in regione, ma in tutta [[Europa]], è il villaggio di Sammardenchia. In base alle ricerche archeologiche, iniziate nel [[1985]], si è potuto ipotizzare che le attività economiche praticate in tale [[villaggio]] erano l'[[agricoltura]], prevalentemente di [[farro]] ed [[Hordeum vulgare|orzo]], l'[[allevamento]], la [[caccia]] ed il [[commercio]]. Quest'ultimo è attestato dal ritrovamento di [[Ceramica|ceramiche]] con decorazioni che rimandano alla [[cultura padana di Fiorano]] e ad altre aree sia italiane ([[Veneto]] orientale, [[Piemonte]]), sia europee ([[Dalmazia|cultura dalmata]], [[Danubio|area centro-danubiana]], [[Carpazi]]).

In località ''Braida Roggia'', in prossimità della riva destra del torrente Cormor, non molto lontano dall'abitato di Pozzuolo, è stato scoperto un settore destinato a servizi o ad attività di preparazione del cibo rimasto in uso dal [[XIII secolo a.C.|XIII]] fino al [[X secolo a.C.]], allorquando un'inondazione del torrente Cormor particolarmente disastrosa causò l'abbandono del sito, che fu in epoche posteriori riutilizzato allo scopo di [[necropoli]] ([[VII secolo a.C.|VII]] e [[VI secolo a.C.]]).
Il primo vero insediamento in prossimità dell'attuale centro abitato di Pozzuolo del Friuli risale però all'[[Età del Bronzo]] e si sviluppò nell'area dei ''Castellieri'': siti posti su due alture, quella ''dei Cjastiei'' e ''la Culine'', utilizzate come cinte difensive, delle quali ancor oggi sono ben visibili ai margini opere di fortificazione.

Il villaggio principale era situato sull'altura ''dei Cjastiei'', dove nelle vicinanze delle case si trovavano officine di lavorazione dei metalli e botteghe per la lavorazione delle ossa e delle corna, utilizzate a completamento degli oggetti metallici. All'interno delle abitazioni altro lavoro era costituito dalla [[filatura]] e la [[tessitura]]. Ai piedi ''dei Cjastiei'' sono state ritrovate quattro aree di incinerati, la più importanti delle quali risale all'[[Età del Ferro]] (fine dell'[[VIII secolo a.C.]] e inizio del [[V secolo a.C.]]). Essa attesta che il villaggio in questo periodo godette di una certa prosperità grazie alla favorevole posizione attraversata da vie di traffico che congiungevano territori [[alpi]]ni nord-orientali col mondo veneto e con l'Italia [[Pianura Padana|padana]] e [[Penisola Italiana|peninsulare]]. La possibilità dell'approvvigionamento di materie prime consentì un [[artigianato]] abbastanza fiorente e una [[cultura]] dagli aspetti variegati che durò fino all'epoca romana. Nel tessuto sociale, comunque scarsamente articolato, si distingue una [[classe sociale|classe]] di guerrieri che probabilmente erano anche artigiani e producevano armi in ferro. In epoca romana (tra il [[I secolo a.C.]] e il [[I secolo]]) vi fu nel sito occupato dal villaggio una completa e radicale ristrutturazione ed esso fu occupato da una [[fattoria]] con magazzini per derrate alimentare e la parte interna adibita a coltivazione.

A sud-ovest dell'area fortificata, nel ''terrazzo di Cùppari'', sono state ritrovate fosse scavate tra il [[VII secolo a.C.|VII]] e il [[VI secolo a.C.]] che si pensa possano essere state cantine di abitazioni ed utilizzate poi come forni di cottura di oggetti di terracotta o per la cottura o l'essiccazione della carne bovina. Accanto e talvolta su di esse sono state ritrovate sepolture altomedievali di inumati.

=== L'epoca romana ===
La zona di Pozzuolo in [[Repubblica Romana|epoca romana]] era attraversata dall'importante strada che da [[Marano Lagunare]] saliva attraverso [[Castions di Strada]]. Il ritrovamento di un tesoretto con [[Dracma|dracme]] venete fa ipotizzare che nel [[II secolo a.C.]] a Pozzuolo si trovavano dei mercenari. 
Dopo la fondazione di [[Aquileia]] ([[181 a.C.]]) sono attestati fenomeni che comportarono il fondersi di elementi culturali e materiali appartenenti a popolazioni diverse che si influenzavano reciprocamente, in particolare quella [[antichi Veneti|veneta]] e quella romana. Il ritrovamento di una quantità di [[Fibula (spilla)|fibule]] maggiore che in altri luoghi del territorio friulano fa pensare ad un'intensa romanizzazione.

Nel [[I secolo a.C.]] in corrispondenza dell'attuale abitato di Pozzuolo sorgeva uno dei ''castrum'' lungo la ''via Iulia Augusta'', che andava da Aquileia a ''Forum Iulium Carnicum'', l'attuale [[Zuglio]]. Secondo la tradizione, in questo periodo [[Gaio Giulio Cesare]] volle far costruire un [[pozzo]] (in [[lingua latina|latino]] ''puteus'', oppure ''jutens''), che diede il nome a Pozzuolo, probabilmente derivato da ''Puteolum'', che poteva essere in origine un villaggio cui diedero vita i legionari qui stabilitisi. Il pozzo, esternamente rifatto nel [[1862]], è ancora oggi visibile.

=== Il Medioevo ===
Durante le [[invasioni barbariche]], Pozzuolo, come altri paesi friulani, si raggruppò attorno alla ''cortina'' costruita per difendere il paese e vicino alla [[chiesa (architettura)|chiesa]].

Bisogna però aspettare il [[921]] perché il nome di Pozzuolo appaia per la prima volta in un [[documento]], e precisamente nella [[donazione]] che l'imperatore [[Berengario I]] fece del paese e del castello al [[patriarca (cristianesimo)|Patriarca]] d'Aquileia. Sempre nell'ambito del [[Patriarcato di Aquileia|patriarcato]], Pozzuolo, nel [[XIII secolo]], è retto dalla ''[[vicinia]]'' (assemblea dei capifamiglia). Più tardi, nei pressi di Pozzuolo, si svolse nel [[1411]] una battaglia tra Udinesi e [[Cividale del Friuli|Cividalesi]].

Nel [[1420]] Udine, con la vicina Pozzuolo e tutto il territorio del Patriarcato, si trovò sotto il dominio della [[Repubblica di Venezia]]. Durante le scorrerie dei [[Turchi]], e precisamente nel [[1477]], Pozzuolo fu da questi completamente distrutta e di nuovo, nell'ultimo assalto turco, avvenuto nel [[1499]], il paese fu devastato da un incendio.

=== La battaglia di Pozzuolo del Friuli ===
{{vedi anche|Battaglia di Pozzuolo del Friuli}}
L'episodio più interessante della storia di Pozzuolo riguarda l'[[battaglia di Pozzuolo del Friuli|omonima battaglia]], che si svolse tra il [[29 ottobre|29]] e il [[30 ottobre]] [[1917]], in seguito alla [[Disfatta di Caporetto]]. In quei due giorni una [[brigata di cavalleria]], composta dal [[Quarto Genova]] e dal [[Quinto Novara]], e la [[Brigata di Fanteria Bergamo]], contrastarono l'avanzata [[impero austro-ungarico|austro-ungarica]], dando la possibilità alla [[Terza Armata Italiana]] di attraversare indisturbata il [[Tagliamento]] e mettersi in salvo. La strenua e sanguinosa battaglia, che lasciò sul campo centinaia di cavalleggeri e fanti, si svolse nelle vie e sulla piazza del paese e coinvolse anche la popolazione civile. In memoria di questa battaglia, dal [[1959]] l’unica brigata di Cavalleria dell’Esercito Italiano, oggi equipaggiata con veicoli ruotati, è denominata [[Brigata di Cavalleria "Pozzuolo del Friuli"]], il Terzo Squadrone del 4° Reggimento Genova Cavalleria porta il nome di "Pozzuolo" , ed ogni [[30 ottobre]] si commemora tale evento in concomitanza con la [[Festa Nazionale dell'Arma di Cavalleria]]. Inoltre, sulla piazza del capoluogo si trova il monumento dedicato alla [[cavalleria]], mentre all’ingresso nord dello stesso vi è quello dedicato alla [[fanteria]].

== Monumenti e luoghi d'interesse ==
=== Chiese ===
* Chiesa di Sant'Andrea apostolo, è una [[chiesa (architettura)|chiesa]] parrocchiale sita nel centro abitato di Pozzuolo del Friuli, in via Mortegliano. Progettata nel [[1853]] dall'architetto udinese [[Andrea Scala]], fu costruita nel luogo della preesistente chiesa ed aperta al culto nel [[1892]]. Si presenta come una vasta costruzione in stile neoclassico con sasso e mattone a vista e pianta a croce greca. Della chiesa preesistente risulta ancora integro il coro, che ora funge da atrio, dove sono visibili gli affreschi condotti da [[Martino Fischer]] tra il 1709 ed il 1711, raffiguranti la ''Trinità'', gli ''Evangelisti'', tre ''profeti'' e due ''Dottori della Chiesa''. Proveniente dalla precedente chiesa è anche l'altare maggiore, che fu iniziato nel [[1717]] da [[Antonio Gratij]]. Annesso all'edificio è il [[campanile]] della chiesa di Sant'Andrea apostolo.
* Oratorio di Santa Croce presso la fondazione Sabbatini
* Oratorio di Santa Vittoria presso la casa dei Nobili Masotti
* Chiesetta campestre della Santissima Trinità in Ferraria
* Oratorio della Beata Vergine della Salute
* Sacello di Sant'Antonio di Padova
* Chiesetta di San Martino al cimitero

* Il Tempio Nazionale "Madonna del Conforto" in Cargnacco più noto come [[Tempio di Cargnacco]], è un'opera monumentale voluta da [[Don Carlo Caneva]] già cappellano militare e reduce di Russia e dal Senatore [[Amor Tartufoli]] per ricordare i caduti e i dispersi di quella tragica campagna. Il progetto è dell'architetto [[Giacomo Della Mea]] anch'egli reduce di Russia. L'esterno del Tempio assume un forte carattere monumentale pur nell'utilizzo preponderante di un materiale "povero" come il mattone e raggiunge esiti di notevole suggestione nella composizione dei volumi. In particolare la tripartizione della facciata in una parte centrale di forte carattere e in due volumi a destra e sinistra arretrati ha la funzione di legarla ai fianchi laterali in uno svolgimento continuo che fa correre lo sguardo ad abbracciare l'intera dimensione dell'edificio. L'interno con il sistema delle volte a botte trasversali in serie che costituisce la copertura e che permette l'ingresso della luce dall'alto dei fianchi laterali, ricorda un'analoga soluzione realizzata dall'architetto [[Giovanni Muzio]] nella chiesa di Sant'Ambrogio a Cremona. Elemento conclusivo dello spazio interno è la cripta sotto l'abside, visibile anche dall'alto attraverso la grande apertura circolare a pavimento subito dietro l' altare maggiore. Tale continuità degli spazi toglie a chi si trovi nel piano sottostante della cripta l'impressione di trovarsi in un luogo separato dal resto della chiesa. Al centro della cripta è posizionata l'arca sepolcrale del milite ignoto. L'interno del tempio presenta numerose opere d'arte eseguite da artisti friulani quali: le monumentali ceramiche di [[Ugo Galliussi]], [[Andrea Pavon]] e [[Enore Pezzetta]] presenti sulle pareti laterali raffiguranti i momenti salienti delle battaglie, della ritirata e della prigionia nei campi di concentramento russi, le sculture di [[Giulio e Max Piccini]]: Madonna del Conforto in marmo bianco ( scolpita dallo scultore [[Giovanni Patat d'Artegna]] su disegno di [[Max Piccini]]), Sant'Antonio da Padova in bronzo e la Via Crucis in terracotta, i mosaici realizzati dalla Scuola Mosaicisti di Spilimbergo su cartoni di [[Fred Pittino]] raffiguranti al centro dell'abside la Pietà e sulle pareti laterali del presbiterio a lato dell'altare maggiore episodi della ritirata, della prigionia e del ritorno alle famiglie dei sopravvissuti, le vetrate di [[Arrigo Poz]] e [[Sandro Riccardi di Netro]] narranti la tragica ritirata della Divisione Celere e scene di vita nei campi di concentramento, l’affresco di Ugo Galliussi che raffigura il sacrificio di [[Don Mazzoni]], l'altare maggiore in marmo bianco di Vicenza su disegno di Giacomo Della Mea con formelle in bronzo di Giulio e Max Piccini raffiguranti i simboli degli Evangelisti.

* Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta in Carpeneto
* Chiesa di San Michele al cimitero in Carpeneto
* Chiesa di San Leonardo, è una chiesa parrocchiale che si affaccia su piazza 24 Maggio, nel centro abitato di Sammardenchia. Costruita sul luogo della chiesa preesistente a partire dal [[1736]] sotto gli auspici dei giurisdicenti della comunità, i nobili [[Savorgnan]], fu completata nel [[1776]]. Fu consacrata il [[6 novembre]] [[1829]], nel giorno onomastico del titolare [[Leonardo di Noblac|San Leonardo confessore]], e ristrutturata nel [[1990]]. Costruita con pietra e laterizi, ha una pianta a croce latina. Nella facciata è ben visibile il portale maggiore, completato nel 1829. All'interno è addossato alla parete di fondo un monumentale altare tardo rinascimentale del [[XVI secolo]]. Dinanzi ad esso è l'altare maggiore, del [[XVIII secolo]]. Annesso all'edificio, a destra della facciata, è il campanile della chiesa di San Leonardo.
* Chiesa parrocchiale di San Martino Vescovo in Terenzano, costruita dall'architetto [[Girolamo D'Aronco]], fu consacrata nel [[1888]] e ristrutturata nel [[1982]].
* Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo in [[Zugliano (Pozzuolo del Friuli)|Zugliano]]

* Chiesetta campestre di San Daniele a [[Zugliano (Pozzuolo del Friuli)|Zugliano]], risale alle fine del [[XIV secolo]] ed è stata restaurata nel [[1999]]. Sulla parete sinistra vi è una delle testimonianze pittoriche più antiche in comune (''una mano''), di epoca romanica. Un ignoto pittore (o più pittori appartenenti alla medesima «cultura» figurativa) lascia sulle pareti della chiesa tre riquadri contenenti figure di santi spesso accompagnati da una scritta esplicativa contenente anche il nome del donatore: i ''Santi Vescovi Gottardo e Biagio; San Cristoforo e San Bonifacio; San Rocco e Santa Lucia; San Simone e San Daniele.'' Il primo riquadro, nell'arco trionfale, appartiene ad un insignificante pittorucolo che intorno al [[1520]]-[[1525|25]] colloca sotto una grande croce due inerti e slavate figure di Vescovi. Di diverso tenore gli altri riquadri che vanno datati al [[1510]] e considerati lavoro quanto mai interessante di un pittore udinese dalla forte personalità, capace di sentire gli umori popolareschi e di tradurli in immagini con un linguaggio facilmente accessibile che in alcuni episodi si fa coinvolgente a livello emotivo: è il caso ad esempio della figura di ''San Daniele'', frontale, bloccata nel movimento, con una mannaia in mano ed un rotolo nell'altra. Sul copricapo è dipinta la chiesetta a lui intitolata; a terra si accucciano due leoni "umanizzati" mentre in un angolino a destra è raffigurato, in ginocchio, con accanto la zappa, strumento di lavoro, Battista di Giuliano di Porpetto, il donatore-contadino. Pure il ''San Simone''  è accompagnato dall'immagine del donatore, che la presenza di un arco e di una freccia fanno ritenere cacciatore. Le figure sono dipinte con tecniche leggermente diverse, più riassuntive nella linea e giocate sul colore a zona quelle di ''San Daniele'' e di ''Santa Lucia'', più elaborate quelle di ''San Rocco'' e di ''San Cristoforo'' (che insiste su un corso d'acqua ricco di improbabili pesci) e soprattutto di ''San Bonifacio''.

=== Ville padronali ===
* ''Villa Masotti'' (XVII secolo), si trova in centro al Capoluogo, vicino alla piazza principale.
* ''Villa Gradenigo-Sabbatini'' (XVIII secolo), si trova ai margini del Capoluogo, vicino alla zona dei ''Castellieri''. Ora è sede del servizio fitosanitario, chimico-agrario, analisi e certificazione dell'E.R.S.A., l'Agenzia regionale per lo sviluppo rurale.
* ''Villa Job'' (XVIII secolo), si trova a [[Zugliano (Pozzuolo del Friuli)|Zugliano]], affacciata sulla piazza del paese.

== Società ==
=== Evoluzione demografica ===
{{Demografia/Pozzuolo del Friuli}}

In occasione del  secondo [[Censimento]] della popolazione italiana, il primo dopo l’annessione del [[Veneto]] all’[[Italia]], nel [[1871]], il comune di Pozzuolo del Friuli risultò avere 4.001 abitanti. Nel cinquantennio compreso tra il [[1881]] ed il [[1931]] si assistette ad un costante incremento demografico, tanto che la popolazione passò da 3.998 a 5.962 abitanti. Dopo un leggero calo, la popolazione residente ebbe un'ulteriore importante crescita tra il [[1936]] ed il [[1951]], quando da 5.874 raggiunse 6.314 abitanti. Successivamente si sono alternati decenni di incremento con altri di lieve ribasso demografico. Gli ultimi quindici anni, tuttavia, sono caratterizzati da una notevole ripresa nell’aumento della popolazione, che dai 6.194 abitanti del [[1991]] è passata ai 6.311 dell’ultimo Censimento, quello del [[2001]], fino ai 6.808 attuali. Questo aumento della popolazione, che continua tuttora, è imputabile alla favorevole posizione nelle vicinanze della città di [[Udine]]. Lo stesso fenomeno di espansione demografica che nei decenni passati si era verificato nei comuni confinanti a settentrione e ad occidente di Udine, specialmente in quelli di [[Tavagnacco]], [[Pasian di Prato]] e [[Campoformido]], sta, in questi ultimi quindici anni, interessando anche il comune di Pozzuolo del Friuli, in ritardo rispetto ai primi a causa di una maggior vocazione agricola.

=== Lingue e dialetti ===
La lingua ufficiale del comune è l'[[lingua italiana|italiano]]. Tuttavia, l'Amministrazione Regionale e l'Amministrazione provinciale lo hanno inserito nell'elenco dei comuni che costituiscono l'ambito territoriale della [[lingua friulana]]. Essa è tutelata dalla L.R. n. 15/1996 e dalla L. 482/1999. Anche il Comune, all'Art. 2 dello Statuto comunale, riconosce la Lingua Friulana come patrimonio storico della Comunità locale e ne favorisce l'uso.<ref>Fonte: [http://www.comune.pozzuolo.udine.it/regolamenti_e_norme/moduli/Statuto.pdf ''Statuto comunale''].</ref> In particolare, nelle frazioni del comune è parlata il [[friulano centro-orientale]], ''variante centrale'' del friulano.

== Cultura ==
=== Personalità legate a Pozzuolo del Friuli ===
* [[Domenico Failutti]] (1872-1923), pittore, nacque a [[Zugliano (Pozzuolo del Friuli)|Zugliano]].
* [[Tranquillo Marangoni]] (1912-1992), xilografo, nacque a Pozzuolo del Friuli.
* [[Ennio Vanin]] (1951-2006), ex consigliere regionale


=== Eventi ===
La [[Pro Loco]] ''Pozzuolo del Friuli'' dal [[1997]] organizza nel capoluogo comunale la '''''Sagra dello Struzzo''''', chiamata anche ''Festainsieme'', che solitamente si svolge tra luglio ed agosto.
Due fine settimana per degustare le specialità gastronomiche di struzzo, rigorosamente friulano. La sagra di Pozzuolo, infatti, è dal 1996 che propone specialità a base dell’originale animale che ben si è adattato ai climi friulani e che viene allevato nelle aziende locali, specializzatesi nel corso degli anni. I piatti proposti dalla manifestazione, quindi, sono realizzati esclusivamente con carne friulana, di eccellente qualità in quanto l’alimentazione e l’intero ciclo dell’allevamento è rigorosamente controllato.
Oggi, l’intero ciclo produttivo si realizza a Pozzuolo. Gli animali riproduttori generano uova, conservate poi in appositi incubatori, i pulcini passano poi nei diversi recinti per la crescita. Giunti a un anno di età e a un centinaio di chilogrammi di peso i capi possono essere abbattuti e macellati. 
La manifestazione si svolge nell’arco di due fine settimana. Il programma è ricco e intenso. Ovviamente, l’aspetto gastronomico è il protagonista, ma molti sono anche gli appuntamenti di rilievo sotto l’aspetto dello spettacolo, della musica e del divertimento.

== Geografia antropica ==
=== Frazioni ===
Fino al [[Censimento della popolazione e delle abitazioni|Censimento]] del [[1981]] il comune di Pozzuolo del Friuli era suddiviso in sei [[frazione geografica|frazioni geofrafiche]]. I Censimenti successivi danno informazioni solo sulle [[località abitata|località abitate]] presenti in comune. Tuttavia, l'Art. 5 dello [[Statuto comunale]] riconosce la presenza nel territorio comunale di sei ''Comunità'', coincidenti con le precedenti frazioni geografiche. Esse sono Pozzuolo del Friuli, capoluogo, Cargnacco, Carpeneto, Sammardenchia, Terenzano e [[Zugliano (Pozzuolo del Friuli)|Zugliano]]. Le ragioni storiche dell'esistenza di tali comunità deriva dal fatto che esse erano considerate come frazioni sia nel periodo [[Napoleone Bonaparte|napoleonico]], quando i comuni nel senso moderno furono istituiti, sia nel successivo periodo [[Impero austriaco|austriaco]], quando il comune di Pozzuolo raggiunse le attuali dimensioni, se si eccettua la frazione di Carpeneto che fu accorpata più tardi. In epoca [[Patriarcato di Aquileia|patriarcale]] e [[Repubblica di Venezia|veneta]] tali frazioni rappresentavano dei [[comune rurale|comuni rurali]], che erano amministrati dalle ''[[vicinia]]e'', cioè dalle assemblee dei capifamiglia che si riunivano nella piazza principale del paese, le quali però erano sottoposte ad una giurisdizione esterna. Queste sei comunità coincidono inoltre esattamente con le rispettive [[parrocchia|circoscrizioni parrocchiali]], tutte facenti capo alla [[forania]] di Mortegliano. Anche la cartellonistica stradale individua, all'entrata ed all'uscita dei paesi, la presenza delle stesse sei frazioni.

Il Censimento delle popolazione e delle abitazioni del [[2001]] individua quattro [[centro abitato|centri abitati]] e due nuclei abitati.<ref>Fonte: [http://dawinci.istat.it/daWinci/jsp/MD/dawinciMD.jsp?a1=m0GG0c0I0&a2=mG0Y8048f8&n=1UH90T07S05&v=1UH07B07S050000 ''14º Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni''].</ref> I centri abitati sono Pozzuolo del Friuli, sede della [[casa comunale]], Zugliano-Terenzano-Cargnacco, Sammardenchia e Carpeneto. I nuclei abitati sono Casali Tosolini e Ferrarie.

'''Pozzuolo del Friuli''' ('''''Puçui''''' in [[lingua friulana|friulano]]) è un centro abitato di 1.672 abitanti, capoluogo del comune italiano di Pozzuolo del Friuli. Giace nei pressi della riva sinistra del torrente Cormor, a 67 {{m s.l.m.}}, ad 11&nbsp;km a sud-ovest di Udine. Teatro nel [[1917]] della [[Battaglia di Pozzuolo del Friuli]], in cui il sacrificio di fanti e cavalleggeri italiani permise di rallentare l'avanzata austro-ungarica, si è sviluppato a partire dall'insediamento accentrato di Pozzuolo, già sede di due [[castelliere|Castellieri]] dell'[[Età del Bronzo]] e di un successivo insediamento romano in cui, secondo la tradizione, per volere di [[Gaio Giulio Cesare]] fu costruito il pozzo da cui il [[toponimo]], attestato per la prima volta nel [[921]], quando il castello che vi sorgeva fu donato dall'imperatore [[Berengario del Friuli]] al [[Patriarcato di Aquileia|patriarca di Aquileia]].

'''Zugliano-Terenzano-Cargnacco''' è un centro abitato di 3.214 abitanti del comune italiano di Pozzuolo del Friuli. Si estende sulla sinistra del torrente Cormor, a 76 {{m s.l.m.}}, a 4&nbsp;km a nord-est di Pozzuolo del Friuli. Si è sviluppato a partire dagli insediamenti accentrati di [[Zugliano (Pozzuolo del Friuli)|Zugliano]] (''Çuian'' in friulano) e Terenzano (''Terençan'' in friulano), divenuti contigui lungo la [[Strada Regionale 353 della Bassa Friulana]], ed alla frazione di Cargnacco (''Cjargnà'' in friulano), situata ad est di Terenzano. Zugliano e Terenzano, abitati fin dall'epoca romana, devono il loro nome agli antichi proprietari dei poderi attorno a cui si sono sviluppati i rispettivi insediamenti: il primo è attestato per la prima volta in un documento del [[1305]], il secondo nel [[1139]]. A Cargnacco si trova il [[Tempio di Cargnacco]].

'''Sammardénchia''' ('''''Samardencje''''' in friulano) è un centro abitato di 784 abitanti del comune italiano di Pozzuolo del Friuli. Situato a 2,5&nbsp;km ad est di Pozzuolo del Friuli, sorge a 63 {{m s.l.m.}}. su un'area pianeggiante circondata da campi coltivati, irrigati tramite il canale di Castions, che attraversa l'abitato. Nei campi a nord dello stesso sono stati scoperti i resti di un insediamento [[neolitico]], il villaggio di Sammardenchia, mentre l'odierno centro abitato si è sviluppato a partire dall'insediamento accentrato di Sammardenchia, il cui toponimo è di origine [[lingua slovena|slovena]] e potrebbe significare «che puzza», attestato per la prima volta come ''[[villa (geografia)|villa]]'' nel [[1174]] ed a lungo feudo dei [[Savorgnan]]. Sull'unica piazza del paese, piazza 24 Maggio, si affaccia la chiesa di San Leonardo.

'''Carpenéto''' ('''''Cjarpenêt''''' in friulano) è un centro abitato di 545 abitanti del comune italiano di Pozzuolo del Friuli. È posto a 2&nbsp;km a nord-ovest di Pozzuolo del Friuli, a 64 {{m s.l.m.}}. L'odierno centro abitato, che fino al [[1910]] faceva parte del comune di Lestizza, si è sviluppato a partire dall'insediamento accentrato di Carpeneto, il cui toponimo, attestato per la prima volta in un documento del [[1226]], potrebbe significare «luogo piantato a [[carpinus betulus|carpino]]». L'area scoperta principale è piazza del Consiglio, ottenuta mediante l'allargamento della sede viaria principale, costituita da un tratto della SP 89 di Campoformido, nel punto in cui si incrocia con la strada comunale che porta ad [[Orgnano (Basiliano)|Orgnano]]. Su piazza del Consiglio si affaccia la chiesa di Santa Maria Assunta.

'''Casali Tosolini''' è un nucleo abitato di 66 abitanti del comune italiano di Pozzuolo del Friuli. È posto a 5,5&nbsp;km a nord-est di Pozzuolo del Friuli, a 77 {{m s.l.m.}}. Si trova ad est di Cargnacco, lungo via Lumignacco, che è un tratto della SP 94 di Bicinicco, e lungo i tratti finali delle vie che confluiscono su questa, cioè via Buttrio e via Niccolò Paganini. Nei pressi, in via Lumignacco, si trova l'abitazione dello scultore [[Eligio De Sabbata]], nel cui ampio prato antistante sono esposte le sue opere. Si tratta di sculture di varie dimensioni (dai 20–30&nbsp;cm ai 4 o 5 m), realizzate in diversi materiali (cemento, gesso, terracotta, legno). Il nome della località deriva da un ramo della famiglia Tosolini che qui si è trasferito da Torreano di [[Martignacco]] a partire dal [[1913]].<ref>[http://www.webalice.it/tosolini.sergio/fcecot12.htm Alberi genealogici Tosolini].</ref>

'''Ferrarie''' è un nucleo abitato di 18 abitanti del comune italiano di Pozzuolo del Friuli. È posto a 1,2&nbsp;km a sud-ovest di Pozzuolo del Friuli, a 54 {{m s.l.m.}}. Si trova lungo via Ferraria, tratto della SP 82 di Chiasiellis, che origina dall'incrocio con la Strada Regionale 353 della Bassa Friulana, da cui si diparte anche la SP 85 di Lavariano. L'area è interessata dalla conceria ''NatCO'', che fa capo al ''Gruppo [[Natuzzi]]'', specializzato nella produzione dei divani in pelle, e dall'industria di pavimenti e manufatti ''Molinaro''. Nella zona è presente anche un piccolo campo [[Rom (popolo)|Rom]]. Lungo via Ferraria, in aperta campagna, si trova la chiesa della Santissima Trinità, risalente al [[XIV secolo]], con all'interno alcuni lacerti di affreschi di quel periodo. Per secoli l'area fu sede di praterie, ove i pastori portavano il bestiame.

Le [[case sparse]] presenti nel territorio comunale sono abitate da 12 persone.

== Economia ==
Nel territorio comunale si producono cereali, ortaggi, frutta e foraggi. Anche il settore zootecnico riveste particolare rilevanza.

La frazione di Cargnacco ospita, nella sua estremità orientale, in ''via Buttrio'', una porzione della [[Zona Industriale Udinese]] (''ZIU''), di competenza del ''Consorzio per lo sviluppo industriale del Friuli centrale'', dove hanno sede le due maggiori industrie del comune: le ''[[Centro siderurgico|Acciaierie]] Bertoli Safau'' (''ABS''), con un fatturato di 997 milioni di euro<ref>[http://www.absacciai.it/datieconomici.htm Fonte].</ref> nell'ultimo anno e 1.117 dipendenti,  e l'impresa generale di costruzioni del gruppo ''Rizzani de Eccher'', con quasi 500 milioni di euro di fatturato e più di un migliaio di dipendenti.

Altre industrie presenti nel territorio comunale, di minori dimensioni, riguardano il settore conciario (''Natco Spa''), cartario, del legno, metalmeccanico e dei [[materiali da costruzione]].

== Infrastrutture e trasporti ==
Il territorio comunale è attraversato dall'[[Autostrada A23]], che è un tratto della [[Strada Europea E55]], ed ospita al suo interno le [[Area di servizio|aree di servizio]] ''[[Zugliano]] Ovest'' e ''[[Zugliano]] Est'', nonché l'uscita ''Udine Sud''. Da tale uscita originano il ''raccordo [[Strada statale 13 Pontebbana|SS 13]]-A23'' e la [[Strada statale 676 Tangenziale Sud di Udine]].

Le frazioni di [[Zugliano (Pozzuolo del Friuli)|Zugliano]], Terenzano ed il capoluogo sono attraversate rispettivamente da nord verso sud dalla [[Strada Regionale 353 della Bassa Friulana]], che collega Pozzuolo del Friuli con Udine a nord e con Mortegliano a sud.

Dal capoluogo comunale originano quattro [[strada provinciale|strade provinciali]]: la SP 7 ''di [[Latisana]]'' lo collega verso sud-ovest con Lestizza, la SP 89 ''di Campoformido'' verso nord-ovest con Carpeneto e quindi con Campoformido, la SP 82 ''di Chiasiellis'', dopo aver attraversato Ferrarie, raggiunge a sud-sud-est [[Mortegliano|Chiasiellis]], la SP 85 ''di Lavariano'' raggiunge l'omonima frazione del comune di Mortegliano, verso sud-est.

La parte orientale del comune è interessata dalla SP 94 ''di [[Bicinicco]]'', che origina da ''via Lumignacco'', nel comune di Udine, e, andando verso sud, attraversa in successione Casali Tosolini, [[Pavia di Udine|Lumignacco]], l'estremità orientale della frazione di Sammardenchia e [[Pavia di Udine|Risano]].

== Amministrazione ==

=== Amministrazioni precedenti ===
{{ComuniAmminPrecTitolo}}
{{ComuniAmminPrec
|[[2009]]
|-
|Nicola Turello
|[[Partito Democratico|PD]]
|[[Sindaco]]
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[2004]]
|[[2009]]
|Mario Geatti
|[[Lista Civica "CAMBIARE ASSIEME"]]
|[[Sindaco]]
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1999]]
|[[2004]]
|Sergio Beltrame
|[[centrosinistra]] 
|[[Sindaco]]
|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[1995]]
|[[1999]]
|Sergio Beltrame
|[[centrosinistra]] 
|[[Sindaco]]
|
}}
{{ComuniAmminPrecFine}}

L'attuale amministrazione è presieduta da Nicola Turello, nato a [[Zugliano (Pozzuolo del Friuli)|Zugliano]] di Pozzuolo del Friuli in carica dal [[2009]] e successore a Mario Geatti

Tra i sindaci storici del comune degni di nota sono [[Vincenzo Pollini]] ([[1870]]-[[1881]]), il primo in carica, [[Francesco Bierti]] ([[1886]]-[[1892]] e [[1919]]-[[1920]]), [[Ugo Masotti]] ([[1897]]-[[1919]]), che fu il sindaco che stette in carica per più anni, [[Florindo Zamparini]] ([[1929]]-[[1934]], come Podestà, e [[1951]]-[[1960]]) e [[Bruno Blasich]] ([[1970]]-[[1975]], [[1985]]-[[1988]] e [[1990]]).

Il comune di Pozzuolo del Friuli, per quanto riguarda le competenze [[Ordinamento della giustizia in Italia|giudiziarie]], fa parte del [[circondario]] di [[Udine]] ed è compreso nella circoscrizione dell'Ufficio del [[Giudice di pace]] di Udine; per quelle sanitarie, del [[Distretto]] di [[Udine]], che a sua volta fa parte dell'[[Azienda per i Servizi Sanitari]] n°4 Medio Friuli; per le competenze relative all'istruzione, rientra nel [[Distretto scolastico]] di Udine; infine, le politiche del lavoro nel suo territorio sono gestite dall'[[Unità Operativa]] [[Centro per l'impiego]] di Udine. Lo stesso comune faceva parte dell'[[Ambito Territoriale Ottimale]] dell'Udinese ([[Articolo (legge)|Art.]] 10, [[Legge regionale|L.R.]] 15/[[2001]], abrogato dalla L.R. 1/[[2006]] in materia di [[autonomie locali]]).

=== Gemellaggi ===
* {{gemellaggio|Italia|Santa Fiora}}

== Sport ==

La principale squadra di [[Calcio (sport)|calcio]] della città è l' ''A.S.D. Pozzuolo del Friuli'' che milita nel girone A di [[Promozione (calcio)|Promozione]].<ref>[http://www.calciostaranzano.it/campionati/GIRONI%202009-10.pdf Fonte].</ref>

A Terenzano si trova una delle più importanti piste di ''[[speedway]]'' a livello internazionale, comprendente la ''Olimpia Terenzano'', una scuderia militante nel campionato mondiale.

A [[Zugliano (Pozzuolo del Friuli)|Zugliano]] si trova uno dei più grandi e meglio organizzati campi sportivi del circondario, con annessa sede degli [[Alpini]] locale

La squadra di [[pallacanestro]] maschile ''Pozzuolo Basket'' milita nel campionato provinciale di [[Promozione (pallacanestro maschile)|Promozione]].<ref>[http://www.fip.it/udine/Campionati.asp?com=PUD&sesso=M Federazione Italiana Pallacanestro - Comitato Provinciale Udine].</ref>

A Pozzuolo si trova una palestra di basket ([[campo regolare]]), e pallavolo.

A Pozzuolo, sempre per il basket, c'è il Pozzuolo Mini-Basket con bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni.

== Galleria fotografica ==
<gallery>
Immagine:Chiesa di San Martino-Terenzano.JPG|''Chiesa parrocchiale di San Martino Vescovo'' in Terenzano
</gallery>

== Note ==
<references />

== Altri progetti ==
{{interprogetto|commons=Category:Pozzuolo del Friuli}}

== Collegamenti esterni ==
* [http://www.comune.pozzuolo.udine.it/ Sito del Comune di Pozzuolo del Friuli]
* [http://www.sacrariomuseocargnacco.org/ Sacrario di Cargnacco]

{{Comuni del circondario udinese}}
{{Provincia di Udine}}
{{Portale|Friuli-Venezia Giulia|Udine}}

[[Categoria:Comuni della provincia di Udine]]