Revision 59477380 of "John Donne" on itwiki{{Controlcopy|motivo=Vedi pagina di discussione'''''</sup>|argomento= letteratura|mese=febbraio 2008}}
{{Bio|Nome = John
|Cognome = Donne
|Sesso = M
|LuogoNascita = Londra
|GiornoMeseNascita =
|AnnoNascita = 1572
|LuogoMorte =
|GiornoMeseMorte = 31 marzo
|AnnoMorte = 1631
|Attività = poeta
|Attività2 = religioso
|Epoca = XVII secolo
|Immagine = John Donne BBC News.jpg
|Nazionalità = inglese
|PostNazionalità =
}}
Fu decano della [[Cattedrale di San Paolo (Londra)|Cattedrale di San Paolo]] a [[Londra]].
Scrisse [[sermoni]] e poemi di carattere religioso, traduzioni latine, [[Epigramma|epigrammi]], [[elegie]], canzoni e [[Sonetto|sonetti]]. Celebre il suo sermone ''Nessun uomo è un'isola'' (meditazione XVII) citato da [[Ernest Hemingway]] in epigrafe a ''[[Per chi suona la campana (romanzo)|Per chi suona la campana]]'', e da cui trae ispirazione un [[Nessun uomo è un'isola|omonimo libro]] di [[Thomas Merton]].
==Biografia==
[[Immagine:John Donne.jpg|thumb|Un'altra immagine del poeta]]
Attento ai mutamenti della sua epoca – diviso tra la scienza di [[Niccolò Copernico|Copernico]] e [[Johannes Kepler|Keplero]] e la filosofia di [[Francesco Bacone|Bacone]] e [[Giovanni Calvino|Calvino]] – fu il primo a citare [[Galileo Galilei|Galileo]] in un proprio componimento, ''Ignatius his Conclave'' del [[1611]].
Cresciuto in una famiglia che professava il [[cattolicesimo]], Donne studiò dal [[1584]] a [[Università di Oxford|Oxford]] e, successivamente, a [[Università di Cambridge|Cambridge]]; viaggiò per l'[[Europa]] e nel [[1595]] accompagnò il conte di [[Essex]] nelle spedizioni inglesi a [[Cadice]] e alle [[isole Azzorre]].
Ritornato in patria, divenne segretario del barone Thomas Egerton, di cui sposò clandestinamente nel [[1601]] la nipote Anne More; iniziò a questo punto la sua attività letteraria. Suoi primi lavori furono canzoni satiriche e sonetti, che costituiscono il ''corpus'' giovanile della sua opera e sono apprezzabili soprattutto per il loro stile realistico e sensuale.
Le nozze clandestine con Anne More non giovarono alla sua reputazione, cosa questa che influenzerà notevolmente la sua successiva produzione letteraria.<br />Contestualmente, si avvicinò all'[[anglicanesimo]] affrontando da un punto di vista differente dubbi e tematiche politico-sociali, ma anche scientifiche e filosofiche, del suo tempo.
Tra mille difficoltà finanziarie, sull'orlo della disperazione, sebbene fosse ormai diventato un predicatore affermato (molti suoi lavori saranno raccolti nel [[1624]] nelle sue ''Devotions'') e per due volte ([[1601]] e [[1614]]) membro del parlamento, prese i voti e fu ordinato decano della [[chiesa anglicana]] dal re [[Giacomo I d'Inghilterra]].
Dal [[1617]], anno in cui morì la moglie, la sua poesia si farà sempre più cupa, privilegiando temi funerei e pessimistiche considerazioni esistenziali.
== Opere principali ==
*''[[Anatomia del mondo]]'' (successiva al [[1610]]) - Scritto in morte della quindicenne Elizabeth Drury. Si affaccia nel poeta la tematica della morte.
*''Biathanatos'' (''Illustrazione del paradosso o tesi, che l'omicidio di se stesso non è così essenzialmente colpa, da non poter mai non esser tale'') - È il tentativo di Donne di liberarsi dall'ossessione del suicidio.
*''Duello di morte'' (''Death's Duel'') - La sua poetica si fa sempre più cupa e in questo caso risulta essere quasi una orazione funebre su se stesso; pubblicata postuma nel [[1632]].
*''Sonetti sacri'' (''Holy Sonnets'') - Poesie di carattere sacro pubblicate postume nel [[1633]].
*''Viaggio nell'anima'' (''The Progress of the Soule'') - Poemetto incompiuto composto nel [[1601]] dopo la condanna a morte del conte di Essex. Porta lo stesso titolo di un piccolo poema analogo che fa parte della ''Anatomia del mondo''. Sono arrivati ai nostri giorni cinquantadue strofe, ognuna di dieci versi [[giambo|giambici]].
*''Devotion'' - ([[1624]]).
==Poetica==
Sempre in oscillazione tra natura raziocinante e appassionata poetica visionaria - non disgiungibile dal pensiero [[medioevo|medievale]], in bilico tra nuova [[scienza]], [[Rinascimento]] e [[riforma luterana|Riforma]], [[cattolicesimo]] e [[protestantesimo]], amore umano e divino - l'arte di Donne è tesa a risolvere dialetticamente, appunto attraverso la forza dei versi, il proprio (e altrui) conflitto intellettuale e morale.
In questo senso, particolarmente alta risulta la sua capacità di concentrare con un linguaggio talvolta aspro ed attraverso brevi, laconici procedimenti analogici citazioni letterarie e bibliche, immagini assimilate attraverso la scienza, la filosofia e la teologia filtrate attraverso l'osservazione della realtà quotidiana.
La raccolta di liriche amorose di John Donne (1572-1631), i ''Songs and Sonnets'' (Canzoni e Sonetti), ha ben poco in comune con le grandi sequenze di sonetti elisabettiane di cui è in parte contemporanea. Imitando i modelli continentali, in primis [[Petrarca]], la sequenza, o ciclo, di sonetti si era fondata su una serie di convenzioni ben identificate: filosofiche (l'amor cortese e/o il neoplatonismo), tematiche (l'essere dedicata ad un'unica donna, il cui nome o pseudonimo era spesso nel titolo), formali (l'essere composta in toto o prevalentemente di sonetti in senso stretto), e così via.
La raccolta ''Songs and Sonnets'' disattende le aspettative del lettore plasmato da questo tipo di testo: non esiste al loro centro una donna unica, la quale sia insieme oggetto della rappresentazione e dell'emozione (la ''lei'', ''she'', che viene ''scritta'' e ''amata'') e prima destinataria dichiarata del discorso amoroso (il ''tu'' o ''voi'', ''thou'' o ''you'', a cui s'indirizzano scrittura e amore).
Simmetricamente, all'altro polo il soggetto della comunicazione amorosa (l'"io"), I, che scrive ed ama) si pluralizza, tanto da esprimere atteggiamenti anche fortemente contradditori fra loro, dall'idealizzazione di stampo neoplatonico alla misoginia, dal realismo del coinvolgimento sensuale più completo agli accenti mistici, dal cinismo del libertino ai toni straziati dell'amore costretto alla partenza.
Manca anche l'omogeneità metrica fra un componimento e l'altro: ciascuna poesia raggiunge autonomamente una propria specifica, irripetibile saldatura di forma e contenuto, in perfetta simmetria con la pluralità (di soggetti ed oggetti, e di relazioni tra essi) che è cifra tematica della raccolta.
È lo stesso Donne, in una lettera del [[1619]], a distanziare drasticamente il ''sé'' attuale, l'influente predicatore ''Dr. Donne'', dal brillante e libertino ''Jack Donne'', autore di poesie profane e di un'immorale difesa del suicidio (''Biathanatos'').
La scrittura del secondo Donne si fonda su premesse che, smentendo il primato dell'apparire sull'essere, caratteristico della tradizione aristocratica, fanno dell'interiorità un valore assoluto.
In realtà la ricerca poetica di Donne nel suo insieme implica una progressione ragionevolmente lineare e graduale: dall'atteggiamento libertino delle elegie e dei primi ''Songs and Sonnets'' alla celebrazione dell'amore, poi alla sua assolutizzazione e privatizzazione – negli ultimi ''Songs and Sonnets'' – con conseguente svalutazione del mondo e delle altre esperienze che esso può offrire, sino a reincludervi l'amore stesso (''The Anniversaries''), arrivando dove lo scetticismo sconfina del misticismo.
Che una notevole continuità moderi l'apparente antagonismo fra i ''due'' Donne è d'altronde evidente: tutti gli elementi che s'indicano come tipicamente metafisici (dal ''wit'' all'enunciazione drammatica, al ''conceit'', alla complessità ed eterogeneità delle immagini) sono presenti anche nella poesia sacra, dove l'io spesso interpella Dio esattamente nei medesimi modi e con gli stessi toni diretti e bruschi che caratterizzano il rivolgersi dell'amante all'amata nei ''Songs and Sonnets''.
E se i ''Songs and Sonnets'' più tardi – ad esempio ''The Canonization'' – fanno dell'amore una religione, gli ''Holy Sonnets'' (Sonetti Sacri) pongono Dio come l'Altro di un vero e proprio rapporto d'amore.
Tema centrale degli ''Holy Sonnets'' (pubblicati quasi tutti fra il 1633 ed il 1635, e composti probabilmente dal 1609 al 1617) è il rapporto tra il singolo cristiano, che prende coscienza della propria abiezione, e un Dio incomparabilmente altro, irraggiungibile da qualunque slancio intellettuale o emozionale, e proprio perciò destinatario ideale di raffinate argomentazioni o d'apostrofi passionali:
{{quote|Fammi tuo, imprigionami, perché io<br />solo da te soggiogato sia libero,<br />solo da te violato sia casto |''Holy Sonnets I4'', vv. 11-14; si adotta la numerazione dell'edizione del 1635|''Take me to you, imprison me, for I''<br />''except you enthrall me, never shall be free,''<br />''nor ever chaste, except you ravish me''|lingua=en}}
Per quanto in alcuni componimenti si sottolinei l'indispensabilità dell'incontro dell'io con una tu o lei ben precisa perché si possa effettivamente innescare la reazione amorosa – insieme col discorso – è caratteristica dell'insieme dei ''Songs and Sonnets'' una centralizzazione non dell'oggetto, ma dell'esperienza dell'amore (al di là della diversa modalità, spiritualizzazione platonizzante, frustrazione petrarchesca, carnalità pagana, secondo cui essa si realizza di volta in volta).
La realtà dell'amore è agli occhi dei due amanti immersi nel loro privilegiato hic et nunc l'unica effettivamente tale; e rispetto ad essa tutte le altre esperienze e gli altri rapporti vissuti prima dell'incontro che ha dato accesso a questa nuova sacrale pienezza dell'essere si rivelano ora, a posteriori, nulla più di segni vuoti, meri presagi o profezie di ciò che, annullandoli, li ha investiti del loro vero senso.<br />Al tempo stesso, l'universo completo ed autosufficiente generato dagli amanti tra di loro è assolutamente separato, privo di qualunque relazione con ogni altro mondo, ogni altra sfera d'esperienza umana, e il discorso d'amore è intraducibile nei termini di qualsiasi altro discorso.
{{quote|Quali navi di mercanti i miei sospiri hanno affondato?<br />Chi dice che le mie lacrime gli hanno allagato la terra?<br />[…]<br />I soldati continuano a trovare guerre, e gli avvocati a scovare<br />uomini litigiosi che intentano cause<br />benché lei ed io amiamo.|''The Canonization'', vv. 11-18|''What merchants ships have my sighs drown'd''?<br />''Who sais my teares have overflow'd his ground? ''<br />[...]<br />''Soldiers finde warres, and Lawyers finde out still''<br />''litigious men, which do quarrels move,''<br />''though she and I do love.''|lingua=en}}
Donne proclama nella scrittura l'irriducibile autonomia del discorso amoroso, segnando una frontiera destinata a divenire definitiva nel giro di pochi decenni.
Contemporanee per composizione ai primi ''Songs and Sonnets'', e dunque databili all'ultimo decennio del regno d'Elisabetta I, sono un gruppo d'elegie d'argomento amoroso e cinque satire. Quasi tutte le elegie si rifanno all'Ovidio degli ''Amores'', esplorando relazioni governate da un erotismo privo di sensi di colpa, che esclude l'idealizzazione (eccetto nella nona, ''The Autumnall'') ma non necessariamente l'affettività ed alterna distacco ed ironia agli accenti della passione.
Le satire, modellate in parte su quelle di Persio e di Giovenale, sono fra i primi componimenti del genere in Inghilterra. Attraverso toni di violenta derisione e sarcastico rifiuto si estremizza la distanza ideale tra oggetti dello sguardo – società e costumi cittadini del tardo Cinquecento – e punto d'osservazione, abbastanza lontani da costruire un'antitesi irriducibile.
Il pessimismo sociale emergente dalle satire s'approfondisce in anni più maturi nella visione del disordine e disfacimento universale tratteggiata dai due ''The Anniversares'' (Anniversari, 1611/12), scritti su commissione per commemorare l'aristocratica quattordicenne Elizabeth Drury, morta nel 1610.
Qui il motivo elegiaco, che viene sviluppato col linguaggio dell'iperbole e del panegirico su una base neoplatonica, serve da pretesto e cornice ad una serie di meditazioni concatenate sulla decadenza e disgregazione dell'universo e sul destino dell'anima in questo mondo e nell'aldilà.
La giovane Elizabeth personifica l'energia vitale che animava e manteneva funzionali e gerarchicamente ordinati oggetti, esseri, e fenomeni del mondo sublunare; scomparsa questa, le parti si scindono e della grande struttura non resta che una congerie di rovine prive di senso, una massa di ''ciarpame frammentario''.<br />La morte fisica tuttavia determina l'apertura di un nuovo orizzonte: ''attraverso l'anima la morte collega il cielo e la terra'', e con questo passaggio è possibile il recupero del mondo immutabile di perfezione ed unità perduto per la prima volta con la Caduta.
Di qui la parola poetica donniana s'avvia per la strada del misticismo: nascono i ''Divine Poems'' (1606?-1631?), che comprendono tra l'altro due serie di sonetti ed un piccolo gruppo d'inni e di meditazioni in dìstici pentametrici, a partire da eventi personali, sulla natura intrinsecamente paradossale dell'esperienza di un cristiano nel mondo.<br />Poiché la fine del primo decennio del secolo segna anche, con tutta probabilità, la rinuncia di Donne alla poesia amorosa, si sarebbe tentati di vedere lo snodarsi complessivo dell'itinerario poetico dello scrittore come marcato da un irreversibile passaggio di confine.
Rispetto al crescente scetticismo donniano degli anni precedenti, la conversione esistenziale e letteraria, più che una svolta, costituisce uno stadio ulteriore e più radicale nello scardinamento dei presupposti e delle certezze che governano normalmente l'esistenza individuale e sociale.
Se lo scetticismo cade infatti nell'insanabile contraddizione di presentarsi come una verità altrettanto forte (sia pure in negativo) di quelle che contestava, l'unica via d'uscita dall'impasse è nella rinuncia alla logica normale, nell'assunzione della follia, del paradosso e del rovesciamento di valori e prospettive come modalità inevitabili della condizione umana e della scrittura.
== Curiosità ==
* A Donne è stato intitolato il [[cratere Donne]], sulla [[superficie di Mercurio|superficie]] di [[Mercurio (astronomia)|Mercurio]].
== Bibliografia ==
* Maurizio Farina, ''"Elocutio" e metacomunicazione nell'epistolario di John Donne'', in "Intersezioni", Bologna, Il Mulino, XXX, n. 3, dicembre 2010, pp. 367–389.
== Altri progetti ==
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