Revision 60857317 of "Gravina in Puglia" on itwiki

{{Divisione amministrativa
|Nome=Gravina in Puglia
|Panorama=Panoramic view of Gravina in Puglia..jpg
|Didascalia=Vista panoramica di Gravina.
|Bandiera=Bandieragravina.jpg
|Voce bandiera=
|Stemma=Gravina in Puglia-Stemma.png
|Voce stemma=
|Stato=ITA
|Grado amministrativo=3
|Divisione amm grado 1=Puglia
|Divisione amm grado 2=Bari
|Amministratore locale=Alesio Valente(PD)
|Data elezione = 21-05-2012
|Data istituzione=
|Latitudine gradi=40
|Latitudine minuti=49
|Latitudine secondi=14
|Latitudine NS=N
|Longitudine gradi=16
|Longitudine minuti=25
|Longitudine secondi=24
|Longitudine EW=E
|Altitudine=385
|Superficie=384.73
|Note superficie=
|Abitanti=43718
|Note abitanti=[http://demo.istat.it/bilmens2012gen/query.php?lingua=ita&Rip=S4&Reg=R16&Pro=P072&Com=23&submit=Tavola Bilancio demografico ISTAT 2012]
|Aggiornamento abitanti=ottobre 2012
|Sottodivisioni= Murgetta, Dolcecanto, Pantanella
|Divisioni confinanti=[[Altamura]], [[Poggiorsini]], [[Ruvo di Puglia]], [[Spinazzola]] ([[Provincia di Barletta-Andria-Trani|BT]]), [[Genzano di Lucania]] ([[Provincia di Potenza|PZ]]), [[Grottole]] ([[Provincia di Matera|MT]]), [[Irsina]] ([[Provincia di Matera|MT]]), [[Matera]]
|Codice postale=70024
|Prefisso=[[080 (prefisso)|080]]
|Fuso orario=+1
|Codice statistico=072023
|Codice catastale=E155
|Targa=BA
|Zona sismica=3
|Gradi giorno=
|Diffusività=
|Nome abitanti=gravinesi
|Patrono=[[San Michele Arcangelo]], [[San Filippo Neri]] (copatrono)
|Festivo=[[29 settembre]]
|PIL=
|PIL procapite=
|Mappa=Map of comune of Gravina in Puglia (province of Bari, region Apulia, Italy).svg
|Didascalia mappa=Posizione del comune di Gravina in Puglia all'interno della provincia di Bari
|Sito=http://www.comune.gravina.ba.it
}}
{{quote|Offre grano e vino, la ricchissima città di Gravina... giardino delle delizie...|[[Federico II del Sacro Romano Impero]]|Grana dat et vina, urbs opulenta Gravina... hortus deliciarum...|lingua=la}}

'''Gravina in Puglia''' ([[Alfabeto fonetico internazionale|IPA]]: {{IPA|[ɡraviˈnainˈpuʎʎa]}}<ref>{{cita web|url=http://www.dipionline.it/dizionario/|titolo=DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana|accesso=23 maggio 2013}}</ref>, ''Gravìnɘ'' o ''Gravoìnɘ'' in [[Dialetto barese|dialetto gravinese]]<ref>{{cita libro| AA. | VV. | Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani | 1996 | GARZANTI | Milano|}}</ref>, {{IPA|[gra'vì:nɘ]}} o {{IPA|[gra'voì:nɘ]}}) è un [[comune italiano]] di 43.718 abitanti<ref name="template divisione amministrativa-abitanti"/> della [[provincia di Bari]], in [[Puglia]]. Ospita la sede del [[Parco Nazionale dell'Alta Murgia]].

Di interesse è il nome attribuito al comune: i [[Longobardi]], arrivati attorno al [[900]], le dettero il nome di [[Gravina (geologia)|Gravina]], dal tedesco ''graben'', significante ''roccia'', ''pietra'', o anche dal latino ''graba'', e ancora dal greco ''bothros''<ref>[http://www2.comune.gravina.ba.it/?p=670 La storia di Gravina]</ref>. Effettivamente, le gravine non sono altro che delle profondi erosioni per via dell'acqua che terminano nell'omonimo torrente. Più in là, con l'avvento di [[Federico II del Sacro Romano Impero|Federico II]], il nome assume un altro significato, come riportato sullo stemma: ''Grana dat et vina''<ref>[http://www2.comune.gravina.ba.it/?p=699 Federico II di Svevia - Puer Apuliae]</ref>. Questo stava a significare la numerosa presenza di boschi in quell'epoca, e di una vastità di terre, che non a caso l'imperatore la definì ''Urbs opulenta deliciarum'', traducibile come ''Città ricchissima di prelibatezze''. Per ultimo, segno del suo dominio, resta il [[Castello di Gravina|castello]] per le riunioni della  Curia generale e per le battute di caccia<ref name= cocco>FEDERICO II DI SVEVIA, il Castello di Gravina, IL GIORNALE DELLA MURGIA, PERIODICO DI INFORMAZIONE E CULTURA DEL COMPRENSORIO MURGIANO, ANNO IX N.3, Dicembre 1990-Gennaio 1991, Cocco Cornacchia</ref><ref name= vasari>Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e archietti, G. Vasari, NAPOLI, 1859</ref>, fatto edificare da Fuccio, suo architetto scelto, su un'altura posta a nord-est dell'abitato, che domina gran parte dell'appennino lucano-calabrese<ref name=cocco /><ref name= vasari />.

Le varie [[necropoli]] ritrovate sulla collina di Botromagno (zona Padre Eterno - zona S. Stefano), nella zona di S. Felice (situata nell'altra parte della collina) nelle [[Gravine]], danno testimonianza di come il territorio sia stato abitato sin dal Neolitico medio.<ref name= b13>http://www.benedetto13.it/visitaGravina/parcoArcheo.htm</ref>. Aspetto, non di secondo piano, l'innumerevole presenza di chiese, anche rupestri, con monasteri annessi: prima fra tutte la [[cripta]] di San Vito Vecchio, situata sotto la [[Concattedrale di Santa Maria Assunta (Gravina)|Cattedrale]], cui rimangono molti affreschi<ref>http://www.gravina.cchnet.it/percorsi-di-visita/san-vito-vecchio</ref> ; molte altre sono situate sotto la parte vecchia della città, e in zona Casale, trovate a fianco ad altre grotte. La parte sottostante prende il nome di "Gravina Sotterranea".<ref>http://www.gravinaoggi|it/gravina_la_citta_sotterranea.html</ref>

==Geografia fisica==
{{Vedi anche|Geografia della Puglia}}
== Territorio ==
Il comune di Gravina è situato nei contrafforti, tra il pre-appennino lucano e l'altopiano delle Murge. A sud confina con la [[Basilicata]]. Ha un'estensione territoriale di 384,74&nbsp;km<sup>2</sup>, che ne fanno il [[Primi 100 comuni italiani per superficie|21° comune italiano]] per estensione territoriale.
[[File:Parte bradanica.jpg|thumbnail|Versante Bradanico - territorio gravinese.]]
L'orografia non è ben definita, a causa dell'alta incisione dell'acqua: procedendo verso sud, l'altopiano delle Murge si interrompe con la presenza delle [[Gravina|gravine]]. Dopo lo spaccato, continuano una serie di rilievi collinari, con altitudine minima di 200&nbsp;m e massima di 410&nbsp;m, che, procedendo verso il comune di [[Irsina]], danno inizio alla linea appenninica. La collina di Botromagno, con la sua altitudine massima di 433&nbsp;m, domina tutto il paese e gran parte dei monti [[Appennino lucano|potentini]]. Procedendo verso la [[Matera]], si scende verso i 250&nbsp;m di altitudine, con colline alte 400&nbsp;m circa, da entrambe le direzioni.
[[File:Garagnone.jpg|thumbnail|Rocca Garagnone - Murgia.]]La vegetazione comprende numerosissime specie (pseudo steppe mediterranea - sulla Murgia) a cui si contrappongono interminabili uliveti e vigneti, ma la coltivazione del grano duro è una tra le peculiarità più note del territorio.
Il Bosco comunale Difesa Grande con i suoi 2.000 ettari è uno dei più importanti complessi boscati dell'intera Puglia. Situato a 6&nbsp;km dal centro abitato di Gravina, nel medio bacino idrografico del fiume [[Bradano]].
=== Il Pulo di Gravina ===
Più comunemente conosciuto come "Pulicchio"
La cavità di forma ovoidale, si allunga da NNW verso SSE per circa 530 metri ed è larga più a nord 400 e più a sud 360 metri; ha un contorno formato quasi tutto da linee spezzate, che ne portano quindi, lo sviluppo a oltre 1600 m.; il dislivello massimo è di m. 87,50; occupa un'area di 175 000 mq2

=== La grave di Faraualla ===
Definita la "Regina delle gravi" la [[Grave di Faraualla]] è tra le più profonde dell'Italia centro-meridionale con i suoi oltre 250 metri circa di dislivello.

Dotata di un impressionante e pericoloso ingresso ad "imbuto", come moltissime altre simili voragini ha alimentato in passato la fantasia popolare, per cui la tradizione narra di oggetti caduti al suo interno e poi ritrovati in mare, a suggerire grandi ed inaccessibili estensioni in profondità

=== La grotta di Preveticelli ===
La grave di Preveticelli, detta anche grave del Finocchio, è un inghiottitoio
carsico. Esso raggiunge la profondità di 130 metri. Si apre su uno degli altopiani più alti della murgia in agro di Gravina in Puglia in località Mass. Preveticelli nei pressi della più nota località Franchini.

La quota sul livello del mare varia dai 620 ai 630 metri. Nello stesso altopiano, a circa 1200 metri a sud-est del punto di ingresso della grave troviamo anche la regina delle gravi del [[Parco Nazionale dell'Alta Murgia]], la Grave di Faraualla.

=== Torrente della Gravina ===
Il burrone comincia dal ponte detto del Petraio a NO della via che conduce Gravina al comune di [[Poggiorsini]]; dopo un percorso di 4&nbsp;km, giunge al ponte detto Canapiello o Canapriello<ref name="Gravina 2003">''Notizie Storiche sulla Città di Gravina, dalle sue origini all'unità italiana, 455-1870'', Domenico Nardone, 2003, Mario Anza Editore, Bari</ref> a sud ovest della SP 209 che conduce al comune di [[Irsina]]<ref name="Gravina 2003"/>.

La massima larghezza del burrone si raggiunge nella parte che rasenta l'odierno abitato<ref name="Gravina 2003"/>. Il torrente, una volta chiamato Canapro<ref name="Gravina 2003"/>, trasporta le acque piovane che derivano dalle alture poste tra Murgia Lama Pera e Murgia Parisio, rispettivamente alte 669 [[m. s.l.m.]] e 575 [[m. s.l.m.]]<ref name="Gravina 2003"/>.

===Clima===

{{ClimaAnnuale
| nome = <ref>Fonte tabella: [http://www.ilmeteo.it/portale/medie-climatiche/Gravina+in+Puglia ilmeteo.it]</ref>
<!-- Temperature massime mensili (numero anche con cifre decimali, misurato in °C), da gennaio (01) a dicembre (12) -->
| tempmax01 = 12
| tempmax02 = 13
| tempmax03 = 15
| tempmax04 = 18
| tempmax05 = 22
| tempmax06 = 26
| tempmax07 = 28
| tempmax08 = 28
| tempmax09 = 25
| tempmax10 = 21
| tempmax11 = 17
| tempmax12 = 14
<!-- Temperature medie mensili (numero anche con cifre decimali, misurato in °C), da gennaio (01) a dicembre (12) -->
| tempmedia01 = <!-- Se non vuoi far apparire la riga, non mettere il dato qui -->
| tempmedia02 = 65
| tempmedia03 = 34
| tempmedia04 = 19
| tempmedia05 = 23
| tempmedia06 = 34
| tempmedia07 = 26
| tempmedia08 = 12
| tempmedia09 = 13
| tempmedia10 = 21
| tempmedia11 = 67
| tempmedia12 = 06
<!-- Temperature minime mensili (numero anche con cifre decimali, misurato in °C), da gennaio (01) a dicembre (12) -->
| tempmin01 = 5
| tempmin02 = 5
| tempmin03 = 7
| tempmin04 = 9
| tempmin05 = 13
| tempmin06 = 17
| tempmin07 = 19
| tempmin08 = 19
| tempmin09 = 17
| tempmin10 = 13
| tempmin11 = 9
| tempmin12 = 6
<!-- Piovosità totali mensili (numero anche con cifre decimali, misurato in mm), da gennaio (01) a dicembre (12) -->
| pioggia01 = 51
| pioggia02 = 57
| pioggia03 = 52
| pioggia04 = 47
| pioggia05 = 37
| pioggia06 = 32
| pioggia07 = 27
| pioggia08 = 39
| pioggia09 = 62
| pioggia10 = 65
| pioggia11 = 54
| pioggia12 = 63
<!-- I giorni di pioggia (numero anche con cifre decimali, senza unità di misura), da gennaio (01) a dicembre (12) -->
| giornipioggia01 = <!-- Se non vuoi far apparire la riga, non mettere il dato qui -->
| giornipioggia02 = 
| giornipioggia03 = 
| giornipioggia04 = 
| giornipioggia05 = 
| giornipioggia06 = 
| giornipioggia07 = 
| giornipioggia08 = 
| giornipioggia09 = 
| giornipioggia10 = 
| giornipioggia11 = 
| giornipioggia12 =
<!-- Le onde di calore (numero di giorni, anche con cifre decimali, con T.<small>max</small> ≥ 34 °C),
da gennaio (01) a dicembre (12) -->
| warm01 = <!-- Se non vuoi far apparire la riga, non mettere il dato qui -->
| warm02 = 
| warm03 = 
| warm04 = 
| warm05 = 
| warm06 = 
| warm07 = 
| warm08 = 
| warm09 = 
| warm10 = 
| warm11 = 
| warm12 =
<!-- I giorni di gelo (numero anche con cifre decimali, senza unità di misura), da gennaio (01) a dicembre (12) -->
| giornigelo01 = <!-- Se non vuoi far apparire la riga, non mettere il dato qui -->
| giornigelo02 = 
| giornigelo03 = 
| giornigelo04 = 
| giornigelo05 = 
| giornigelo06 = 
| giornigelo07 = 
| giornigelo08 = 
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| giornigelo11 = 
| giornigelo12 =
<!-- Umidità percentuali medie mensili (numero anche con cifre decimali, misurato in %), da gennaio (01) a dicembre (12) -->
| umido01 = 77
| umido02 = 74
| umido03 = 72
| umido04 = 68
| umido05 = 68
| umido06 = 65
| umido07 = 64
| umido08 = 65
| umido09 = 68
| umido10 = 72
| umido11 = 76
| umido12 = 78
<!-- Insolazioni giornaliere medie mensili (numero anche con cifre decimali, misurato in h), da gennaio (01) a dicembre (12) -->
| elio01 = <!-- Se non vuoi far apparire la riga, non mettere il dato qui -->
| elio02 = 
| elio03 = 
| elio04 = 
| elio05 = 
| elio06 = 
| elio07 = 
| elio08 = 
| elio09 = 
| elio10 = 
| elio11 = 
| elio12 = 
<!-- Ventosità medie mensili, direzione (S-E-N-W-SSW-SSE-NNW-ecc.) 
e valore (numero anche con cifre decimali, misurato in km/h), da gennaio (01) a dicembre (12) -->
| vento01 = NNW
| intensità01 = 16
| vento02 = NNW
| intensità02 = 16
| vento03 = E
| intensità03 = 16
| vento04 = E
| intensità04 = 16
| vento05 = E
| intensità05 = 16
| vento06 = E
| intensità06 = 16
| vento07 = E
| intensità07 = 16
| vento08 = E
| intensità08 = 16
| vento09 = E
| intensità09 = 16
| vento10 = NNE
| intensità10 = 9
| vento11 = S
| intensità11 = 9
| vento12 = WNW
| intensità12 = 16
}}

Il clima è tipicamente mediterraneo: gli inverni sono relativamente miti, con temperature che solitamente non scendono mai sotto gli zero gradi centigradi; le estati sono, invece, calde e secche, con temperature che nei mesi più caldi (luglio - agosto) sfiorano i 40 °C. Queste particolari condizioni climatiche determinano l'alternarsi di due stagioni favorevoli alla vegetazione, quali primavera ed autunno.

== Storia ==
{{Vedi anche|Storia di Gravina in Puglia}}
{{quote|In Italia i sanniti, dopo aver espugnato Sora e Calazia, città alleate ai romani, ne vendettero schiavi gli abitanti; nel frattempo i consoli romani invasero con un numeroso esercito la Iapigia e si accamparono presso la città di Sìlbion. Poiché essa era presidiata dai sanniti, l'assediarono per molti giorni, e dopo averla espugnata con la forza, catturarono più di cinquemila prigionieri e presero anche un'ingente quantità di altro bottino.|[[Diodoro Siculo]], [[Biblioteca Storica (Diodoro Siculo)|Biblioteca Storica]], XX, 80,1}}
{{quote|Chi navighi da Brindisi lungo la costa adriatica incontra la città di Egnazia, tappa comune per i viaggiatori diretti, per mare o per terra, a Bari: la navigazione si effettua col vento di Noto. Fino a qui si estende lungo il mare il territorio dei Peuceti, nell'entroterra fino a Silvium. Esso è tutto aspro e montagnoso, poiché in gran parte occupato dagli Appennini, e si ritiene abbia accolto coloni arcadi|[[Strabone]], [[Geografia (Strabone)|Γεωγραφικά]], VI, 3,8}}
Grazie alla posizione strategica dei vari abitati, Gravina può vantare una storia antichissima. Il suo territorio risulta essere stato abitato già dal [[Paleolitico]] antico, data l'alta presenza di acque nel torrente della [[Gravina]], mentre i resti più consistenti risalgono al [[Neolitico]], sin dal 5950 a.C. (Casa Paolo e Ciccotto).

Tuttavia, il territorio gravinese, come quello materano, può essere definito "anomalo", poiché l'abitato si è formato non solo sulla collina di Botromagno, ma anche sulle gravine. Le gravine, infatti, sono in parte visibili sui dirupi, ma esse continuano sotto le antiche abitazioni del centro storico, e anche nella parte nuova del comune.

Gli insediamenti più antichi sono stati individuati nelle contrade di Botromagno, S.Paolo, Vagnari, S.Stefano e S.Staso (paleocristiano).
I toponimi ''Sidis'' (Σίδις), ''Sìlbion'' (Σιλβìον), ''Sidìon'', ''Silvium'', ''Petramagna'' o ''Botromagno'' (nome della collina dove si è sviluppato l'antico abitato) e i nomi degli antichi indigeni, quali ''Sidini'', ''Silvini'', attestano che la città subì la colonizzazione [[Peucezia|peuceta]], prima, e greca, poi. In seguito, la conquista romana, come confermato anche dagli evidenti scavi archeologici, le necropoli e i relativi corredi funerari.
[[File:Via Appia map.jpg|thumb|right|Il percorso della [[Via Appia]] che, da [[Benevento]], si diramava nella cosiddetta "Appia antica", in basso, che conduceva a [[Brindisi]] passando da [[Taranto]], ed "Appia Traiana", tracciato in alto]]

All'epoca di Alessandro il Molosso, divenne [[polis]] con diritto di coniare monete (Il ''Σιδìνον'', moneta rarissima con soli 2 esemplari, di cui uno conservato nel museo della Fondazione E. P. Santomasi, e l'altro al [[British Museum]] di Londra). Dopo che i sanniti furono sconfitti dai romani durante la [[terza guerra sannitica]] ([[306 a.C.]]), divenne [[municipium]] romano, importantissima stazione della [[via Appia]].

Fu anche facile preda dei visigoti di Alarico e dei vandali di Genserico nel V secolo d.C. Distrutto il centro abitato, uno sulla pianura di Botromagno e l'altro sul ciglio del burrone, la popolazione si trasferì nel sottostante burrone, dove alle grotte preesistenti costruirono altre abitazioni, dei cui resti sono visibili attraversando il Ponte Acquedotto degli Orsini.

Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, seguì le vicende dell'intera Italia, passata attraverso l'effimero dominio dell'erulo Odoacre, il regno goto e, infine, all'inizio del V secolo, la riconquista dell'Impero ad opera di Giustiniano. Durante lo stesso secolo fu inglobata nel dominio dei nuovi invasori Longobardi, sino all'avvento dei Normanni. Intorno al [[1006]] fu contea con Accardo, padre di Umfrido. Questi nel [[1091]] ricostituì la diocesi e consentì la costruzione della cattedrale presso il castello, sul ciglio della "Gravina" tra i rioni, Piaggio e Fondovito.

Le famiglie degli [[Aleramici]] e dei [[De Say]] la elevarono a [[Marchesato]]; [[Federico II del Sacro Romano Impero]], con Gilberto d'Aigle, la mise a capo del Giustizierato di Terra di Bari, ponendola in primo piano tra le città di Puglia per le sue ricchezze e bellezze naturali. Infatti, la sua contea comprendeva gli attuali territori dei comuni di: [[Altamura]], [[Ruvo di Puglia|Ruvo]], [[Bitetto]] e [[Grumo Appula|Grumo]].

Dal [[1267]] al [[1380]] fu feudo degli [[Angioini]] ora d'Angiò, ora d'Ungheria. In questo stesso periodo, Gravina divenne città demaniale e feudale. Conobbe il Cristianesimo nel I secolo d.C. e fu evangelizzata da [[Basiliani]], [[Benedettini]], [[Francescani]], [[Domenicani]]. Nel XIII secolo giunsero i monaci degli ordini cavallereschi: [[Templari]] e Cavalieri [[Gerosolomitani]], che furono possessori di case e territori di grandi estensione. Nel XIV secolo divennero feudatari gli [[Orsini]] di Roma. Successivamente si avvicendarono i discendenti delle case [[Del Balzo]] e [[Anguillara (famiglia)|Anguillara]], di [[Taranto]] e [[Solofra]]. Francesco Orsini, prefetto di Roma, elevò il feudo di Gravina in Puglia a [[ducato (feudo)|ducato]].

Gli [[Orsini]] furono signori dal [[1380]] al [[1816]]. In questo lungo arco di tempo la città subì le prepotenze feudali, dell'alto clero e dell'oligarchia locale. La città è molto nota in quanto nel [[1649]] vi nacque [[Papa Benedetto XIII|Pietro Francesco Orsini]]. La situazione si aggravò durante il periodo borbonico, quando aumentarono angherie e violazioni di elementari diritti umani, tanto che Gravina contò molti rivoluzionari e patrioti dal [[1789]] sino all'[[Unità d'Italia]], con una "vendita" carbonara.
Protagonista delle vicende storiche di fine Ottocento ed inizio Novecento, contribuì moltissimo all'[[Unità d'Italia]] con patrioti e martiri delle guerre d'indipendenza e della [[prima guerra mondiale]]. Infatti, nella villa comunale, è stato dedicato loro un monumento dei caduti.
La città fu in parte danneggiata dai bombardamenti degli aerei tedeschi durante il secondo conflitto mondiale.
Ancora oggi nella città di Gravina prende luogo la [[Fiera San Giorgio]], che si ripete ogni anno dal [[1294]] (in aprile). Essa è una delle più antiche fiere d'Italia e nel mondo.

Gravina è fortemente legata alla città di [[Taranto]], poiché venne utilizzata come avamposto contro i romani. Infatti, nella testimonianza che ci rimane di [[Diodoro Siculo]], nel 306 a.C., i romani saccheggiarono e distrussero l'antica Silvium. Pochi anni più tardi fu distrutta anche Taranto.

A livello [[Protostoria|protostorico]], Gravina risulta essere di gran lunga più antica rispetto agli altri comuni pugliesi. Difatti, la presenza delle [[Gravina|Gravine]] sono un'importantissima testimonianza di come la presenza dell'uomo, attratto anche dal paesaggio, è molto più che millenaria, anche perché l'acqua è stata sempre fonte importante per la vita e la sopravvivenza di quest'ultimo. La sua importanza si avvicina anche ai comuni che hanno le Gravine, come [[Matera]], [[Ginosa]], [[Laterza (Italia)|Laterza]] e [[Palagiano]].

=== Ara funeraria ===
[[File:Ara funeraria di Gravina in Puglia.jpg|thumb|Ara funeraria di Gravina ed epitaffio, con relativa ricostruzione.|500px]]
Il quadro dell'epigrafia latina della [[Peucezia]], disegnato in occasione di un convegno tenutosi a [[Gioia del Colle]] nel [[1987]]<ref>''Ciancio'' di M. Chelotti, F. Grelle, M. Silvestrini, 1989</ref>, può essere arricchito su punti specifici.

Un'epigrafe lapidaria rinvenuta a Gravina<ref>''La Peucezia in età romana'', a Cura di Angela Ciancio, 2002, ISBN 88-88550-01-1</ref> è un utile elemento per la ricostruzione della ''Silvium'' romana e del suo agro.

==Monumenti e luoghi di interesse==
=== Architetture religiose ===
[[File:Pontegravina 2.JPG|thumb|right|La Gravina di Botromagno con il ponte - viadotto Madonna della Stella]]
[[File:Criptatota.jpg|thumb|Criptatota-Affresco del XIII sec (?)-opera andata perduta,foto inedita]]
[[File:Chiesa slucia.jpg|thumb|Chiesa di S.Lucia Rione Piaggio]]

==== Basilica Cattedrale S.Maria Assunta (piazza Benedetto XIII) ====
È il [[duomo]] e la [[chiesa (architettura)|chiesa]] principale della città, costruita all'inizio del XI secolo.
{{Vedi anche|Concattedrale di Santa Maria Assunta (Gravina in Puglia)}}

==== Chiese antiche e rupestri ====
* Chiesa di S. Maria delle Domenicane (XVI sec.) (piazza Benedetto XIII)
* Chiesa di Santa Teresa (XIV sec.) (via V. Veneto)
* Chiesa di S. Sebastiano (XIV sec.) (via S. Sebastiano)
* Chiesa di S. Agostino (XVI sec.) (piazza S.Agostino)
* Chiesa di S. Sofia (XVI sec.) (via S.Sofia)
* Chiesa di S. Francesco (XV sec.) (Larghetto S.Francesco)
* Chiesa di S. Nicola (XVIII sec.) (via Cassese)
* Chiesa di S. Domenico (XVII sec.) (piazza S. Domenico)
* Chiesa della Madonna delle Grazie (XVI sec.) (via Madonna delle Grazie)
* Chiesa del Purgatorio o S. Maria del Suffragio (XVI sec.) (piazza Notar Domenico)
* Chiesa di Santa Lucia (XVI sec.) (Calata S. Lucia)
* Chiesa di Santa Cecilia (XVI sec.) (via Fighera)
* Chiesa dell'Annunciazione (XVI sec.)
* Chiesa Lamia dei Morti, soccorpo della Cattedrale (XV sec.) (piazza Benedetto XIII)
* Chiesa di San Giorgio (XIII sec.) (via S.Giorgio)
* Chiesa di San Giovanni Battista (XV sec.) (Calata S. Giovanni)
* Chiesa di San Bartolomeo (Calata S. Michele)
* Chiesa Mater Gratiae
* Chiesa di S. Donato della Selva
* Chiesa di S. Felice (XVI sec.) (via Carso)
* Chiesa del Gesù (XVI sec.) (via Borgo)
* Cripta di San Basilio (via Madonna la Stella)
* Chiesa rupestre della Madonna della Stella (C. da Madonna la Stella)
* Chiesa rupestre di San Michele delle Grotte (calata S. Michele)
* Cripta di S. Marco (calata S. Michele)
* Cripta di San Vito Vecchio (ricostruita nella Fondazione E. Pomarici Santomasi)
* Cripta Tota (via S.Vito Vecchio)
* Cripta di Santa Maria degli Angeli
* Cripta di Sant'Andrea
* Cripta di Santa Maria della Neve
* Cripta di Santo Stefano
* Cripta del Padre Eterno (C. da Madonna la Stella)

=== Complesso delle Sette Camere ===
Il complesso rupestre detto delle Sette camere risale, presumibilmente, agli ultimi secoli dell'[[Alto Medioevo]]. Frutto dell'escavazione artificiale in un banco di tufo, si articola in diversi vani e si trova sul versante Ovest della gravina.

=== Area archeologica Padre - Eterno ===
La zona di "Padre Eterno", ubicata ai piedi del colle Botromagno assume, nel contesto ambientale e storico del territorio di Gravina, un ruolo particolare, per la bellezza del paesaggio e la ricchezza delle testimonianze antiche. Prende il nome dalla chiesa grotta del Padre - Eterno, che si snoda lungo il costone della [[Gravina (geologia)|gravina]], per una lunghezza pari a 1,4 [[Chilometro|km]]. La presenza delle grotte, secondo gli studi effettuati sul posto, induce a ritenere che l'area era abitata sin dal [[Neolitico]], ma la consistenza dei reperti ascrivibili in questo periodo è scarsa. Nella prima [[età del ferro]], l'area è occupata in maniera stabile, come testimoniano i resti delle case-capanne leggibili nelle numerose buche di palo, spesso tagliate dalle tombe in epoca successiva. Il materiale archeologico correlabile a questa fase è costituito da resti di ''incannicciata'' (impasto d'argilla e paglia utilizzato nella costruzione dell'elevato delle case-capanne) e frammenti di ceramica d'impasto nero lucido o dipinta col tipico motivo ''a tenda'' (serie di grossi triangoli sovrapposti). Data l'età arcaica, [[VI secolo a.C.]], all'inizio dell'[[età ellenistica]], la zona di Padre Eterno fu utilizzata soprattutto come necropoli, anche se ben chiari sono i resti di edifici e le testimonianze di strutture di tipo artigianale, come fornaci. La tipologia delle sepolture è quella delle tombe a semicamera affiancate, circa un migliaio ritrovate.

=== Chiesa Madonna della Stella ===
Chiesa scavata sul versante destro del burrone ai piedi della collina di Botromagno e del sito archeologico di Padre Eterno, nel 1500 diventò santuario mariano e veniva visitata da molti pellegrini della città e di altri luoghi vicini che ritenevano la Madonna miracolosa. È stata così chiamata perché si dice che fu trovato un affresco della Madonna con bambino con una stella sulla fronte.

=== Chiesa del Sepolcreto ===
Detta anche chiesa di S.Maria degli Angeli (nome dato da uno studioso locale confondendola con altra chiesa cristiana,andata distrutta) per le diverse tombe presenti, si trova a ridosso del ponte viadotto acquedotto. A tre navate, ha un presbiterio sopraelevato a cui si accede attraverso scalini che lo separano dal porticato interno. Nell'abside centrale conserva alcune immagini di affreschi e un'ara utilizzata per la distribuzione dell'Eucarestia.

=== Chiesa rupestre di San Basilio ===
L'accesso alla chiesa, internamente a quattro navate divise da pilastri e da colonne irregolari, è ubicata nel rione Piaggio. Doveva essere diverso da quello attuale certamente creato nella seconda metà dell'Ottocento. Infatti, l'abside originale è collocato lateralmente all'ingresso. L'intonaco di epoca moderna ha, probabilmente, coperto tracce di affreschi.

=== Chiesa rupestre di Sant'Andrea ===
Ubicata nel quartiere cavato San Marco a ridosso dell'ingresso al bastione, presenta un porticato interno con balaustra che divide la zona presbiteriale dalla zona dei fedeli. Le condizioni non buone dell'ambiente non hanno consentito di conservare gli affreschi di cui tutte le chiese rupestri erano dotate.

=== San Michele delle Grotte (VIII - IX sec.) ===
Scavata nel tufo, la chiesa ha pianta quadrangolare a cinque navate. Situata nell'antico rione Fondovico, l'8 maggio di ogni anno è visitata dai cittadini per la celebrazione della festa di San Michele delle Grotte a ricordo della leggendaria apparizione di San Michele in una grotta di [[Monte Sant'Angelo]]. In questa occasione gli abitanti del quartiere addobbano le vie con i "balloni".

=== Chiesa di Santa Maria del Suffragio (o del Purgatorio) ===
Meglio nota come chiesa del Purgatorio, fu costruita come cappella funeraria della famiglia [[Orsini]] tra il [[1649]] e il [[1654]]. Ad unica navata con cappelle laterali, presenta l'altare maggiore in marmi policromi sotto una cupola, riduzione della cupola di San Pietro. Di rilievo è la tela di Francesco Guarino, XVII sec., e l'organo del [[1790]].

=== Chiesa Madonna delle Grazie ===
Nata come santuario mariano fuori della città, è ora nota per la sua struttura particolare, unica al mondo. Infatti, sulla facciata è riprodotto lo stemma della famiglia del vescovo Vincenzo Giustiniani, che a proprie spese la edificò nel [[1602]].

=== Chiesa di San Sebastiano ===
Eretta nel [[1474]], col convento dei frati Minori Osservanti, poi Riformati, con l'aiuto del Duca Ferdinando II, sui resti di una badia benedettina e di una vicina chiesa dedicata a S. Maria della Pace, dalla quale prese il nome. In un secondo momento, avendo i frati costruito nel [[1483]] un altare votivo a S. Sebastiano e avendo il popolo attribuito a benevolenza di quel Santo l'immunità dalla peste di quei tempi, ne prese il nome. Particoalre attenzione viene rivolta al chiostro del monastero adiacente la chiesa.

=== Bastione medievale ===
Ultimo pezzo della cinta muraria del cinquecento, collega il quartiere di Sant'Andrea al ponte acquedotto, con la vista della gravina con le sue innumerevoli grotte, e soprattutto la presenza della chiesa Madonna della Stella. Nell'Ottocento, quando fu stabilito di abbattere la cinta muraria, fu risparmiato perché consentiva alla cittadinanza di poter attingere acqua.
[[File:Rione Fondovito.jpg|thumbnail|Rione Fondovito e Civita]]

=== Architetture civili ===
==== Castello federiciano ====
{{vedi anche|Castello di Gravina}}
[[File:Castellogravina.jpg|thumbnail|Rovine del castello [[Federico II di Svevia|federiciano]] di Gravina]]
[[File:Sott castello.jpg|thumbnail| Sotterraneo del Castello]]
Sorto sulla sommità di una piccola collina che domina l'intera cittadina e la maggior parte del territorio circostante, il castello venne fatto edificare attorno al [[1231]] dall'imperatore [[Federico II del Sacro Romano Impero|Federico II di Svevia]].

Il castello, a pianta rettangolare con 4 torri, constava di tre piani, di cui oggi restano soltanto parte dei muri perimetrali e del basamento. Curiosa la presenza, sotto il piano di calpestìo, di un enorme vano privo di ingresso con volta a botte e con graffiti sulle pareti.

=== Palazzo de Gemmis Pellicciari ===
Settecentesco palazzo edificato dai nobili Pellicciari, oggi appartenente ai Baroni de Gemmis di Castel Foce. È un ampio elegante palazzo nobiliare ad archi che presenta a nord e a sud due torri. È sovrastato da una veranda coperta.

[[File:Palazzo de Gemmis Pellicciari.jpg|thumb|left|Palazzo de Gemmis Pellicciari]]

=== Complesso di case Pellicciari ===
Noto anche come "Casa delle cento stanze" per l'accaduto di Ciccio e Tore, è un grande complesso di case risalente al XVII-XVIII, ad opera della nobile famiglia gravinese Pellicciari. Appartenne, in seguito, ai de Gemmis, Baroni di Castel Foce.

=== Palazzo Pomarici Santomasi ===
Antico Palazzo Nobiliare della famiglia Pomarici Santomasi di Zangarone, il Barone Ettore lo donò al Comune con una cospicua somma di denaro e proprietà che oggi costituiscono la "Fondazione Pomarici Santomasi".

== Gravina Sotterranea ==
Un piccolo mondo sotterraneo venuto alla luce grazie alla passione di un piccolo imprenditore edile della zona: Michele Parisi, appassionato di speleologia che ha scoperto insieme ad altri volontari numerosi tesori sotterranei; Questo "mondo" è ricco di opere interamente scavate dall'uomo nella calcarenite di Gravina (tufo). I primi anfratti risalgono al Paleolitico, che vide la nascita dei primi habitat rupestri sulle sponde del torrente della Gravina; ad oggi, la Gravina Sotterranea vanta un patrimonio ipogeo costituito da chiese, habitat rupestri, cantine, foggiane, cunicoli, acquedotti, cisterne, fogne ed ossari, tutti cavati nel tufo ed in parte visitabili.

==Società==
===Evoluzione demografica===
{{Demografia/Gravina in Puglia}}

===Etnie e minoranze straniere===
Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 1.343 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

*{{ALB}} 538 1,21%

==Cultura==
==== Istruzione ====
A Gravina vi sono otto scuole dell'infanzia e altrettante scuole primarie, quattro scuole secondarie di 1º grado e tre istituti superiori di istruzione e formazione: il Liceo scientifico [[Giuseppe Tarantino]] (con indirizzi classico, tecnologico, linguistico, scienze applicate, musicale e coreutico), l'Istituto tecnico commerciale [[Vittorio Bachelet]] e l'Istituto professionale industria e artigianato [[Galileo Galilei]].

==== Stemmi araldici ====
Gli stemmi hanno subito nel tempo variazioni seguendo le vicende politico istituzionali sovrapposti dalle corone, per indicare la scala feudale (contea, ducato, principato) o comune del regno d’Italia (1816-1935), dell’era fascista (1927-1943), della Repubblica (1948). Non sono stati rinvenuti stemmi della città sovrapposto da corona feudale, perché i feudatari sovrapponevano la corono feudale allo stemma di famiglia e giammai a quello del luogo. [[Domenico Nardone]], storico di Gravina, afferma di aver trovato, uno stemma sovrapposto da corona ducale.

La città fu contea, marchesato, ducato e poi comune regio, podestarile e della Repubblica. Va sottolineato il fatto che con la morte di Federico II e del figlio Manfredi, la contea divenne demaniale, gestita direttamente dal re, tramite rappresentanti, poi di nuovo feudo contea; ducato con gli Orsini; città demaniale e feudale sino al 1816 con l'ultimo duca Orsini.

Da quell'epoca fino al 1907 fu comune retto da sindaco e giunta, sotto il controllo del prefetto e vice prefetto regio; dal 1927 al 1943 comune podestarile. Durante il periodo fascista lo stemma e il gonfalone subirono un cambiamento, con regolare decreto di Benito Mussolini, capo del Governo e duce dittatore, datato 26 marzo 1935 anno XIII era fascista.

Allo scudo-stemma, fu sovrapposto un partito di colore rosso sovrapposto dal fascio littorio di colore argento. Con la proclamazione della Repubblica, la città ebbe il suo degno scudo di libero comune repubblicano e democratico.

==== Antichi stemmi ====
Gli archivi di Gravina hanno tramandato molte fonti attinenti all'Araldica cittadina, che consentono di ricostruire la storia di uomini, società, economia, prodotti, mediante simboli e colori. Infatti gli stemmi e il gonfalone, con la loro forma e con i loro colori attestano la storia di una città feudale, comunale. Uno stemma antichissimo è conservato nella volta dell’antica chiesa di San Giovanni Battista, sottostante la chiesa di Sant’Agostino, sita al rione Fondovito. Lo stemma è scolpito sulla pietra, posta come chiave di volta della chiesa, esistente già nel XV secolo come parrocchia, per cui lo stemma è databile tra XIV e XV secolo. Esso è simile a quello conservato presso il Museo della Fondazione “Ettore Pomarici Santomasi”, datato 1542. Questo stemma è scolpito su pietra locale: scudo sannitico bipartito in due campi su cui si sovrappongono figure naturali, guardando si vedono, a sinistra, tre spighe di grano, a destra, un tralcio di vite con grappoli d'uva sovrapposto da un cerchio e croce con lettere a monogramma (RÃ) che si collega direttamente alle spighe e alla vite: G(RANO)-RA-VI(NO)-NA; il cerchio e la croce sono il sole e Dio, che, con la terra prodigano grano e vino, elementi essenziali alla vita ed economia, con attività primaria, l'agricoltura. Nell'Archivio Storico Diocesano di Gravina, fondo Capitolare è conservata una pergamena, riportante un diploma di laurea in Giurisprudenza (1590), su cui è dipinto a colori uno stemma della città. Interessante per figure e colori. Esso è bipartito in due campi: a sinistra (per chi guarda) d’azzurro su prato verde con spighe dorate; a destra (per chi guarda) d’azzurro e color aurora su prato verde con tralcio di vite e pampini color verde e grappoli d’uva color giallo-oro poggiate ad un palo. Nobili i colori, significative le allegorie, eloquente e semplice l'interpretazione. Dominano i colori naturali, che hanno anche una possibile combinazione con quello dei valori intrinseci, che hanno rappresentato. L'azzurro e l'oro sono stati ritenuti colori divini; rappresentano il comando e la dignità di chi li porta, oppure la massima investitura derivata, per privilegio, direttamente dalla sovranità. Dopo la prima Crociata (1099), essi furono i colori dell'impero che successivamente furono trasmessi alla nobiltà di spada e alle livree dei loro servitori. È bene precisare che detti colori erano usati dai popoli del Nord Europa, per congetturare che essi furono importati e adottati dai Normanni, primi signori della città. Tutti gli storici e geografi che descrissero Gravina testimoniarono con i loro scritti che sulle porte principali delle mura che cingevano la città campeggiava lo stemma anzi descritto con il distico, attribuito a Federico II di Svevia: "Gravina urbs opulenta, grana dat et vina". Al di là delle congetture e significati, i colori dello stemma furono assunti dal colore del grano e dell'uva che crescono e maturano sotto il cielo e con il sole, da cui traggono l'oro e l'azzurro, simboli anche della ricchezza del metallo e della pietra preziosa, zaffiro. Nel corso dei secoli, i colori dominanti sono stati assunti nei due campi che compongono lo stemma e gonfalone con a destra giallo-oro metallico, sovrapposto dal color verde della vite e grappoli d'uva color nero; a sinistra color azzurro, smaltato, sovrapposto da tre spighe color giallo-oro. Tutto lo scudo è abbracciato da un ramo d'alloro e di quercia legati in basso da liste bifide svolazzanti, dagli stessi colori del campo, con il motto “GRANA DAT ET VINA”. Questo ha fatto ritenere, e molti credono, che il nome della città venga da grano e vino. Il nome GRAVINA deriva dalla conformazione carsica, vallata scavata dalle acque piovane e dal torrente gravina, in cui si stanziarono gli abitanti che ivi si concentrarono dal IX secolo d. C. in poi, quando abbandonarono gli antichi siti (Sidion e Silvium), posti sulla collina “Pietramagna” attigua alla vallata della “grave carsica – gravina”.

==== Gonfalone ====
Il gonfalone è fatto da un drappo di seta bipartito nei due colori della città: giallo-oro a destra e azzurro tendente al verde a sinistra. Sui due campi sovrasta, centralmente, lo stemma della città con sotto la scritta “Gravina in Puglia”. È sorretto in alto da un bastone orizzontale col quale si appende a quello verticale, che serve di sostegno; termina in basso a coda di rondine. Non si posseggono documenti che attestino la sua origine, ma i colori e la forma ci consentono congetturare con buona approssimazione storica che il gonfalone sia nato durante il periodo svevo. È probabile che sia stato coniato da Gilberto d'Aigle, conte di Gravina, il quale rivestì una carica di prestigio alla corte di Sicilia e quindi tenuto a presentarsi con bandiera distintiva del suo feudo. È stato proprio Federico II a coniarne la forma ed il tutto, fondendo vecchio e nuovo, colori e forma, economia e potere. La forma a coda di rondine evidenzia che la città fu fedele ghibellina e poiché, già capoluogo di contea, l'imperatore la volle sede della Curia generale per la Puglia, Basilicata e Capitanata; cioè sede dell'organo giudiziario che trattava le cause riguardanti le ingiurie e danni commessi dai suoi rappresentanti ufficiali: presieduta da un nunzio imperiale, da un giustiziere, da quattro probi cittadini, di cui, due ecclesiastici.

==== Cinema ====
Nel [[1967]] è stato girato il film ''[[C'era una volta... (film 1967)|C'era una volta...]]'' di [[Francesco Rosi]] con [[Sofia Loren]], [[Omar Sharif]]. Girato in parte nelle terre della masseria Pellicciari tra Gravina e Irsina.

Nel [[1975]] è stato girato ''[[Qui comincia l'avventura]]'' di [[Carlo Di Palma]] con [[Monica Vitti]] e [[Claudia Cardinale]] (alcune scene, come la stireria dove lavora la Cardinale, sono state girate nel rione Giulianello, quartiere periferico di Gravina.

Nel [[2007]] la [[RAI – Radiotelevisione Italiana|RAI]] ha girato parte della [[Fiction televisiva|fiction]]in due puntate su [[papa Paolo VI]] a trent'anni dalla morte. Le riprese sono state effettuate nel chiostro di San Sebastiano.

Nel [[2008]] è stato girato a Gravina il film tedesco ''[[Indovina chi sposa mia figlia]]'' (''Maria! Non gli piace!'') con [[Lino Banfi]], storia di un oriundo italiano in Germania che torna in Italia per organizzare le nozze della propria figlia con un uomo tedesco.

Nel [[2009]] è stata girata gran parte della [[Fiction televisiva|fiction]]di [[Raiuno]] ''[[Pane e libertà]]'', che racconta la vita del sindacalista e politico e sindacalista [[Giuseppe Di Vittorio]], interpretato da [[Pierfrancesco Favino]].

Nel [[2010]] è stato girato ''[[Appartamento ad Atene]]'' Tratto dal romanzo omonimo di [[Glenway Wascott]], con [[Laura Morante]].

Nel [[2011]] è stato girato ''[[Genesi]]'' con Alberto Rubini e [[Roberto Herlitzka]]. Regia della gravinese Donatella Altieri, con la partecipazione di [[ Francesco Bruno.]]


{{Nota
|titolo=Il fischietto Cola-Cola
|contenuto=
[[File:colacola.jpg|thumbnail|left|La Cola-Cola gravinese]]
La còula-còule è il nome dello strumento a fiato, dal suono monotono, a forma di Galletto. Ma è anche il nome di un volatile sostituto del gallo, ossia la gazza (Pica Caudata) abituale frequentatrice dei boschi dell'agro gravinese. Ricordiamo che SILVIUM era l'antico nome di Gravina e perciò il simbolo della città è le gazza, còula-còule, totem Primordiale sopravvissuto fino ai nostri giorni nella coscienza collettiva. Ancora oggi si usa nella festività della Madonna di Picciano, nel mese di maggio. È simbolo della nascita della terra, della Primavera, ma anche della resurrezione dei morti, animale intermediario, solare, della rinascita e della risalita dagli inferi. I vari colori con cui è dipinto lo strumento significano i colori della terra a primavera, ma anche il basso sotterraneo. Come Arlecchino. Prende la forma spesso di un gallo, animale sacro ad Esculapio, a sua volta legato al culto di Ercole, dio-eroe morto e risorto. E a S. Michele che prese posto in Puglia del culto misterico di Esculapio. Anche l'Arcangelo è dominatore vittorioso degli inferi. E Gravina lo ha per protettore, da quando essa risorse. Dunque coula-coule simbolo di Gravina risorta dalla distruzione barbarica, nella fede cristiana, speranza di resurrezione e rinascita spirituale, oltre che materiale. La Cola-Cola è il tipico fischietto bitonale in [[terracotta]] prodotto a Gravina e può a buona ragione considerarsi l'erede diretto dei giocattoli e dei ''[[tintinnabula]]'' fittili prodotti ''in loco'' a partire dal [[V secolo a.C.]]

La forma in cui si presenta è quella di un iridescente uccello, anche se, dichiaratamente, è la stilizzazione di un animale meno variopinto, la [[gazza]] o, in dialetto, la ''cola cola'' appunto. I suo colori, dunque, assurgono a un significato più profondo, legato al culto ancestrale della [[Natura]] e della sua vitalità che si rinnova nella ciclica esplosione della [[primavera]]. La sua originaria struttura ovoidale (anche qui non sono fuori luogo i riferimenti all'evocazione della fertilità), pur mantenendosi integra, si evolve nei decenni associandosi a un piedistallo di forma troncoconica. Da tre sfere d'argilla preventivamente predisposte vengono ottenute altrettante masse coniche le quali, a loro volta, opportunamente modellate e connesse, danno corpo al magico oggetto.


Segue l'asciugatura all'aria, la coloritura e quindi il passaggio nel fuoco, il sacro dono di [[Prometeo]]. Gli elementi della natura si legano così indissolubilmente nell'oggetto che, a questo punto, diviene "soprannaturale".

In città ci sono due monumenti che omaggiano il fischietto autoctono murgiano: uno all'interno dell'area fiera "San Giorgio", l'altro, sulla collinetta che costeggia la bretella di entrata in città (via Bari, in prossimità dell'incrocio tra la strada provinciale 27 "Tarantina" e Viale dei giudici Falcone e Borsellino).

Fra i diversi convegni sul tradizionale fischietto, quello del 2005 era intitolato "Cola-Cola: uno dei simboli della creatività popolare gravinese".}}

== Cucina ==
L'agroalimentare gravinese offre pietanze che rappresentano unicità e salubrità nel genere culinario. Cenni storiografici indicano Gravina come città del grano e del vino ("Grana Dat et Vina": "offre grano e vino") come scritto nello stemma araldico cittadino.

Nei manoscritti presenti presso la Fondazione Ettore Pomarici Santomasi, lo scrittore [[Domenico Nardone]] citava l'agro di Gravina come uno dei terreni più fertili della provincia che offre in ogni genere di prodotti abbondanza ed eccellenza.

Qui di seguito una lista delle prelibatezze note:
*[[Cardoncello]] (''cardungìdd'''e'''''): è un fungo che cresce nella [[murgia]] gravinese. Lo si può aggiungere a sughi per accompagnare primi con pasta fatta in casa; ottimo come contorno per carni o anche da mangiare da solo in sott'olio o al forno, gratinato.
*[[Pallone di Gravina|Pallone]]<ref>[http://issuu.com/antucco/docs/pallonedigravina Pallone di Gravina<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>;
*[[Fallone di Gravina|Fallone]];
*[[Gravina (vino) - Verdeca di Gravina|Verdeca]]: particolare vino bianco prodotto esclusivamente in agro gravinese, con un retrogusto dolce-frizzante. Ha ricevuto anche la [[Denominazione di origine protetta|DOP]];
*[[Sasanello gravinese]] (''sasanìdd'''e'''''): biscotto friabile preparato con vino cotto, semola (o farina di grano duro), chiodi di garofano, ammoniaca (per la lievitazione), aromi naturali (quali bucce d'arancia).
*Tarallo (in dialetto '' p'''e'''cc'''e'''latìdd'''e''' ''): specialità esclusiva dell'agro gravinese;
*Focaccia di San Giuseppe: (in dialetto ''rucch'''è'''l'''e''' '' o ''F'''e'''càzz'''e''' de San G'''e'''sèpp'''e''' ''), viene preparato con l'impasto della focaccia intanto olio extravergine d'oliva e ripieno con [[b:Libro di cucina/Ricette/Acciughe sotto sale|acciughe sotto sale]], cipolla lunga, uva sultanina. Assieme ad altre pietanze come i calzoni alla ricotta dolce e il pollo ripieno dolce rappresentano il sapore agro-dolce della cucina gravinese nella propria autenticità.
*[[Lampascioni]] (''vambascìul'''e''' ''): lo si ritrova esclusivamente nella murgia gravinese. È un ottimo contorno se conservato in Olio Extra Vergine di Oliva, può essere cotto a mo' di minestra.
*[[Soppressata]];
*[[salame pezzente|pizzintella]];
*[[Ventresca]]
*Calzone (''Calzoùn'''e'''''): preparati in maniera simile ai ravioli con ripieno di ricotta zucchero cannella e scorza di limone grattugiato. Vengono serviti come primo piatto con sugo di ragù o semplice, solitamente durante il banchetto domenicale.
*Calariello (''Calarìdd'''e'''''): è un commisto di verdure e carne di agnello, che viene fatto rosolare in olio extravergine di oliva, aglio, peperoncino e una cipolla con una spruzzata di vino bianco. Successivamente vengono aggiunte le verdure murgiane a scelta: senape, cime di rape, bietole selvatiche, finocchietto selvatico, cicoria ed un gambo di sedano.
Fungeva da piatto unico per i pastori della Murgia, che oltre ad agnello utilizzavano verdure, funghi ed erbe spontanee.
*Pane cotto (''P'''è'''n'''e''' ''cùtt'''e'''''): è un misto di verdure e pane raffermo. Vengono fatte bollire le verdure quali: bietole, cime di rape e cicorie. In seguito aggiungere un uovo per ogni banchettante e pane raffermo. Tolta l'acqua in eccesso viene aggiunto aglio fritto in olio extravergine di oliva e peperoncino.
*Composta di peperoni dolci (''Cùmbost'''e'''''): è una conserva ottenuta da peperoncini dolci tagliati a pezzettini piccoli, che dopo l'asciugatura sotto pressa vengono conservati in vasi di vetro in abbondante olio extra-vergine di oliva, aglio, seme di finocchio. Vengono serviti come contorno o come companatico.
*Marro (''Màrr'''e''''') e gnomerello (''Gnum'''e'''rìdd'''e'''''): importante, in linea preliminare, spiegarsi la persistenza o, per meglio dire, la resistenza di termini particolari come ''gnumerìdd'''e''''' e ''màrr'''e''''' che indicano il nostro alimento, perché bisogna comprendere, dell'avvenimento culinario, il linguaggio, inteso come modalità di forme, espressione di gestualità e codificazione di comportamenti; se, nel suo complesso, "la cucina è un linguaggio nel quale ogni società codifica messaggi che le permettono di significare per lo meno una parte di quello che essa è"<ref>{{cita libro | cognome = Lèvi-Strauss | nome = C. | titolo = Dal miele alle ceneri | editore = Il saggiatore | anno = 1970 |}}</ref>, non marginale risulterebbe l'analisi linguistica. Offrirebbe la possibilità di ''dimensionare'' la pratica gravinese, e generalmente, meridionale, del mangiare i visceri in un contesto che, se estensivamente si configura come mediterraneo, ad un'analisi più ravvicinata, si definerebbe greco. Nel dialetto gravinese, per designare il particolare alimento preparato alimentare di visceri sono correntemente impiegati due termini, come già detto precedentemente,''gnumerìdd'''e''''' e ''màrr'''e''''', che richiamerebbero in prima istanza l'atto dell'''avvolgere'', dello ''stringere insieme''. Infatti ''gnumerìdd'''e''''' conserverebbe, sebbene in parte adatta foneticamente, la radice del verbo latino ''glomerare'', cioè ''aggomitolare'', e quindi, del sostantivo ''glomus-meris'', ''gomitolo''. La denominazione ''màrr'''e''''' deriverebbe, invece, dalla radice greca, in ionico ''mer'', in dorico ''mar'' che si riscontra nel verbo ''meryomai'', ''agglomerare, avvolgere'', e nel sostantivo ''meryma'', ''filo, voluta, avvolgimento''. Lo stesso sostantivo potrebbe racchiudere la radice ''mer'' che significa ''divisione, parte assegnata''; si può confrontare il verbo ''merìzo'' e i sostantivi derivati ''mèreia'', ''merìs'', ''mèros'', ''mòira'', spesso collegati all'assegnazione delle parti di carni nei sacrifici.<ref>{{cita libro | cognome = Ferecr. | nome = Doul | titolo = Din I |}}</ref>. Il termine ''mòira'', in particolare, richiama le divinità del destino, le Parche che filano, misurano, recidono il filo, la ''parte'' di vita da assegnare ai mortali. Notevole è il fatto che in ''mòira'' si sintetizzano e si rappresentano le due azioni, quella del filare, e perciò dell'''agglomerare'' e quella dell'assegnare la ''porzione''. Non risulterebbe avventato far derivare ''màrre'' dal greco ''mòira''. Analisi sostenuta dallo stesso Grottanelli riguardo agli aspetti del sacrificio del mondo antico.
== Personalità legate a Gravina ==
[[File:Benedict XIII.jpg|thumbnail|right|200px|[[Papa Benedetto XIII]]]]
[[File:Canio Musacchio Primo Sindacalista Meridionale.jpg|thumbnail|right|200px|[[Canio Musacchio]], primo sindacalista meridionale]]
* [[Domenico da Gravina]] ([[1310]]-[[1350]]), notaio e cronista.
* [[Francesco Guarini]] ([[1611]]-[[1651]]), pittore.
* [[Federico Meninni]] ([[1636]]-[[1703]]), poeta.
* [[Ferrante Maddalena]] ([[1676]]-[[1752]]), politico, letterario e parente del cardinale [[Francesco Antonio Finy|Finy]].
* [[Francesco Antonio Finy]] ([[1666]]-[[1743]]), cardinale braccio destro di [[papa Benedetto XIII]].
* [[Papa Benedetto XIII]] (Pier Francesco Orsini, [[1649]]-[[1730]]), papa dal [[1724]] al [[1730]].
* [[Francesco Santulli]] ([[1676]]-[[1745]]), pittore.
* [[Rosa Brunetti]] ([[1770]]-[[1821]]), rivoluzionaria.
* [[Salvatore Fighera]] ([[1771]]-[[1836]]), compositore.
* [[Teresa Orsini Doria]] ([[1788]]-[[1829]]), fondatrice dell'Ordine delle Suore Ospedaliere della Misericordia e benefattrice.
* [[Arcangelo Scacchi]] ([[1810]]-[[1893]]), geologo.
* [[Ettore Pomarici Santomasi]] ([[1854]]-[[1917]]), barone e benefattore.
* [[Eustacchio Montemurro]] ([[1857]]-[[1923]]), medico, benefattore, consigliere comunale, parroco, fondatore di congregazioni religiose, tra cui la più importante è "Figlie del Sacro Costato".
* [[Giuseppe Tarantino]] ([[1857]]-[[1950]]), filosofo.
* [[Canio Musacchio]] ([[1866]]-[[1909]]), primo sindacalista meridionale.
* [[Domenico Nardone]] ([[1878]]-[[1943]]), medico, storico ed attivista gravinese.
* [[Filippo D'Agostino]] ([[1885]]-[[1944]]), politico, sindacalista, deportato dai nazisti al [[Campo di concentramento di Mauthausen-Gusen]].
* [[Maria Luigia Scardinale]] (1896-2006), supercentenaria gravinese.
* [[Nunzio Ingannamorte]] ([[1913]]-[[1943]]), soldato ([[medaglia d'oro al valor militare]]).
* [[Francesco Schittulli]] ([[1946]]), chirurgo e oncologo, attuale presidente della [[provincia di Bari]].
* [[Giovanni Castellaneta]] ([[1947]]), presidente della ECA Italiana [[SACE]], ex-ambasciatore italiano negli [[USA]], in [[Iran]], [[Sudafrica]] e [[Australia]].
* Tobia Granieri (1948-2006), professore di italiano e latino, storico e scrittore, autore di diverse pubblicazioni relative alle tradizioni popolari di Gravina.
* [[Nico Cirasola]] ([[1951]]), regista, attore, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano.
* [[Laura Marchetti]] ([[1957]]), antropologa, sottosegretario all'ambiente nel secondo [[Governo Prodi II|Governo Prodi]]. Nel [[2012]] assessore alla cultura, all'istruzione e agli antichi mestieri.

== Eventi ==
=== Festività religiose ===
*[[Ss. Crocifisso]]: si svolge l'ultima domenica di [[maggio]] o la prima domenica di [[giugno]].
*[[Sant'Antonio da Padova]]: si svolge il [[13 giugno]] presso la chiesa di S. Francesco.
*[[San Giuseppe:]] cade il 19 marzo. Per vecchia consuetudine, all'esterno del comune, presso la zona Paip, si accendono i [[falò]].
*[[Santa Lucia]]: si svolge il 13 dicembre, e solo in tale occasione viene aperta la chiesa, sita nel vecchio rione Piaggio.
*[[San Michele Arcangelo]] e [[San Filippo Neri]]: festa del patrono e del compatrono della città. Si svolge il 28, 29 e 30 settembre. Il 29 settembre, giorno del patrono, si svolge una processione che esce dalla cappella cosiddetta di ''Bruno'', sita sul Corso Aldo Moro, per poi procedere verso la piazza comunale, e infine alla chiesa di [[Sant'Agostino]], dove viene pubblicata la statua del patrono.
*[[San Michele delle Grotte:]] si svolge l'8 maggio.
*Settimana Santa: celebrata tramite la processione del legno sacro.
*Madonna della Grazia (in dialetto ''Madònne de le Gràzie''): preceduta da una novena, si svolge l'8 settembre, concludendosi portando in processione la statua di Maria con in braccio Gesù, entrambi incoronati da Papa Giovanni Paolo II in Piazza S.Pietro a Roma.

=== Fiera di San Giorgio ===
La Fiera Regionale di San Giorgio è un'importante kermesse che si svolge di solito nella quarta settimana di aprile nel nuovo quartiere fieristico in via Spinazzola. Vi è un documento che attesta il ripristino della fiera, concesso da Carlo d'Angiò risalente al 1294. Pertanto si intuisce che la nascita della fiera di S.Giorgio deve risalire ad una data precedente a quella del ripristino e di conseguenza la suddetta fiera è da definirsi come la prima nata su scala mondiale. Questa fiera dà la possibilità ad operatori nel settore dell'agricoltura, artigianato, enogastronomia e, da pochi anni, anche tecnologia di esporre i propri prodotti ad un pubblico che ogni anno va sempre aumentando. Gli operatori, negli ultimi anni, arrivano, oltre che dalla Puglia e dalla Basilicata, anche dalle altre regioni del Centro Sud e alcune addirittura dal Nord Italia. In questi giorni, l'intera città rivive i fasti di questa fiera.

In concomitanza con la secolare fiera, l'associazione "Conte Giovanni di Montfort" rievoca la I° edizione della fiera, con una sfilata di figuranti con abiti dell'epoca e la lettura del Regio Editto con la quale si sanciva l'apertura della stessa fiera.

Nonostante un'imponente struttura, che la porta all'interno delle fiere regionali pugliesi con gli oltre 25&nbsp;000&nbsp;m² di area espositiva, non esiste ancora oggi una ''governance'' che dia un indirizzo alla gestione delle varie manifestazioni fieristiche. L'organizzazione è stata lasciata a dipendenti comunali prima, ad alcuni consiglieri poi che hanno fatto assumere un assetto di mostra mercato più che una fiera di vera espressione economica, vetrina del territorio murgiano.

===Murgia Film Festival===
Rassegna cinematografica internazionale di cortometraggi e mediometraggi.

===Raduno internazionale del folclore===

===Raduno internazionale dei Cortei Storici Medioevali===

== Economia ==
Le attività produttive gravinesi sono da sempre state vocate all'agricoltura e ai suoi derivati. La capacità imprenditoriale non è stata nella maggior parte dei casi capace di andare nella direzione di una trasformazione totale della materia prima che non è riuscita a creare alto valore aggiunto, se non quello relativo alla mera manodopera. Oggi, tuttavia, in generale, l'agricoltura risulta soffrire molto nella catena della produzione, rilegata al primo passaggio debole della catena. Pertanto, non è quasi più capace di creare grande ricchezza da distribuire agli individui.
La capacità artigianale gravinese è piuttosto ampia soprattutto se legata all'edilizia, al manifatturiero e all'agro-alimentare, ma resta intrapresa da imprese caratterizzate da ridotto numero di operatori e con fatturati tutto sommato modesti in confronto a parigrado in altre aree della regione.

Il mobile imbottito resta una delle vocazioni dell'area, nonostante una crisi sostenuta è ancora capace di creare ancora qualche posto di lavoro, certo non agli stessi livelli dei primi anni [[2000]].

Il turismo, nonostante l'ampia offerta paga l'incapacità di programmazione. Per tale assenza gli operatori procedono in ordine sparso, spesso improvvisando. Nel 2009 a Gravina sono state registrate 2.596 presenze con una forte presenza di stranieri.<ref>La Gazzetta del Mezzogiorno, 14 aprile 2011 pag. 26 "SPECIALE GRAVINA" a cura di M. Pizzillo</ref>.

===Reddito===
I dati sul reddito gravinese diffusi dalla CCIAA di Bari dell'anno 2010 sul reddito delle persone fisiche hanno mostrato un dato di € 14.512,00<ref>[http://issuu.com/antucco/docs/la_citt__produttiva Gravina Produttiva<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref> per abitante, mentre i dati elaborati dal [[Gruppo d'azione locale|GAL]] Murgia Più, ed anche sulla base dei dati [[ANCITEL]] ed Osservatorio Banche Imprese, hanno mostrato un reddito per abitante (pil per capita nominale) gravinese indiscriminato non superiore ai 14.000 euro, pertanto la città di Gravina appare avere un reddito ben distante anche dalla media del reddito del sud Italia pari a 17.000 euro [[Prodotto interno lordo#PIL nominale e PIL reale|PIL per capita nominale]], a fronte di poco più di 20.000 euro annui per l'intero Paese Italia.<ref>[http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo/2010/02/weodata/index.aspx World Economic Outlook Database October 2010<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>
Attraverso questi dati è comprensibile che ci sia una grande sofferenza nello stimolo ai consumi soprattutto delle famiglie, molto sottodimensionate rispetto al reddito.

===Settore primario===
Il vastissimo territorio di Gravina è solo in una modesta parte caratterizzato dal carsismo, mentre la frazione più significativa dell'agro gravinese si presta in maniera molto efficace all'agricoltura. Per lo più esso è destinato alla [[cerealicoltura]]. Estesi sono comunque i vigneti e gli oliveti. Questi ultimi hanno una caratterizzazione mista con le cultivar coratina, nostrana, ecc. In città sono presenti 9 frantoi di macinazione e trasformazione per la produzione dell'olio Extravergine di Oliva DOP Terra di Bari, qualità Castel Del Monte.

Il territorio di Gravina, dà inoltre, nome alla [[Gravina (vino)|Verdeca di Gravina]], famoso vino bianco. Interessante, è inoltre il comparto della trasformazione del latte, con la presenza di numerose produzioni della tipicità autoctona al cui apice troviamo il [[Pallone di Gravina|formaggio Pallone]]. Praticata la produzione dei prodotti da forno come il tarallo all'uovo, il [[sasanello gravinese|sasanello]].

===Settore secondario===
È concentrato soprattutto nell'area artigianale P. I.P., molto vasta. Le attività principali sono il manifatturiero legato al mobile imbottito, alle forniture d'arredamento, la trasformazione dei prodotti alimentari nella fattispecie da vite, da latte e da cereali.

Interessante è l'indotto dell'edilizia, che gravita attorno alle cave per l'estrazione della pietra calcarea gravinese: il [[tufo]]. Numerose sono le aziende che oparano nel comparto, tuttavia, questo attivismo non ha fatto rientrare il tufo all'interno dei Patti Integrati di Filiera pugliese.

Ad ogni modo, gli artigiani che gravitano attorno al settore dell'edilizia apportano un contributo importante al reddito cittadino, con ampia specializzazione nei vari settori: elettrico, idraulico, del parquet, e dell'impiantistica in genere.

Il metalmeccanico e il siderurgico vedono la presenza di alcune aziende con fatturati superiori ai 10 milioni annui, con mercato transnazionale.

===Servizi===
Inespresso appare essere ancora il settore del turismo nonostante le enormi potenzialità del ''locus'': habitat rupestre, parco archeologico, musei, centri culturali, numerose chiese, castello federiciano testimoniano l'importanza della città nel corso degli anni. Le attività nella ristorazione sono piuttosto sviluppate, le quali fanno di Gravina un'importante attrattore per il turismo eno-gastronomico e legato ai prodotti tipici della Murgia.

Le attività bancarie e finanziarie gravitano soprattutto per la presenza di una realtà bancaria coopertativa che nata in loco, ha saputo darsi una struttura trans-regionale prima e nazionale poi. È presente, inoltre, a Gravina un'azione nel campo della tecnologia avanzata nei sistemi di comunicazione e geolocalizzazione che ha sviluppato un indotto con prospettive interessanti grazie alla sua posizione di leadership nazionale nel comparto specifico.

==Infrastrutture e trasporti==
===Strade===

{{Vedi anche|Strade provinciali della provincia di Bari}}

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da ([http://www.mapquest.com/maps?city=Gravina+In+Puglia&state=Puglia&country=IT&latitude=40.81707&longitude=16.41832&geocode=CITY vedi]):

*[[Autostrada A14 (Italia)|Autostrada A14]] [[Bologna]]-[[Taranto]] dal casello di [[Trani]] e per l'[[Italia settentrionale]]
* [[Strada statale 96 Barese]] da Bari e Potenza
* [[Strada statale 97 delle Murge]] per Spinazzola, Minervino Murge e Canosa
* [[Strada statale 655 Bradanica]] da Foggia Aeroporto, Candela e Canosa
* SP 10 Gravina-Poggiorsini
* SP 27 Tarantina: per Matera e Santeramo in Colle
* SP 52 Gravina-Dolcecanto-Le Canalecchie-Poggiorsini
* SP 53 Gravina verso Matera: da e per [[Matera]] e Bosco Difesa Grande
* SP 137 Gravina bivio Parisi: verso Corato
* SP 201 Selva: verso Matera

===Ferrovie===

I collegamenti ferroviari sono assicurati sia con [[Bari]] che con [[Potenza (Italia)|Potenza]] attraverso le FAL (ferrovie Appulo-Lucane).<br />
Le Ferrovie dello Stato collegano Gravina attraverso il tratto [[Gioia del Colle]]-[[Rocchetta S. Antonio]].
{{vedi anche|Stazione di Gravina in Puglia}}

== Dialetto gravinese ==
{{lingua|nome=Dialetto gravinese
  |nomenativo=Diàlette gravènese
  |colore=#ABCDEF
  |stati={{ITA}}
  |regione={{IT-PUG}}<br />{{IT-BAS}}
  |persone= 45.000 circa
  |classifica= non in top 100
  |fam1=[[Lingue indoeuropee|Indoeuropee]]
  |fam2=[[Lingue italiche|Italiche]]
  |fam3=[[Lingue romanze|Romanze]]
  |fam4='''''Gravinese'''''
  |nazione=
  |agenzia=
  |iso1=
  |iso2=
  |sil=
  |sil2=
  |estratto=Dechiarazìoune uneversèle de le deritte de l'Omene - Art.1
Tutte le crestiène nàscene libère e tènnene la stèssa degneté e le stèsse derìtte. Tènnene sèle e cuscénze é s'àvonne a cumburté accàmme ci fossère frète june pe l'alte.
  |mappa=
  |didascalia=
  |codice=pms}}
Il dialetto gravinese ({{IPA|/gra'və:ŋə sə/}}) è un dialetto parlato prinicipalmente a Gravina in Puglia e [[Poggiorsini]], con influenze maggiori ad [[Altamura]] e, in minor modo, ad [[Irsina]]. Seppur appartenente alla cerchia dei dialetti baresi, si differenzia molto da questi ultimi per il costante uso di [[Vocale atona|vocali atone]] nella maggior parte del lessico e per la presenza di strutture non uguali a quelle baresi, costituendo difatti un unicum linguistico. Ha ricevuto influenze dai [[Greci]], [[Normanni]], [[Francesi]] e [[Latini]], ma anche dalla vicina [[Lucania]]. In quanto collocata in una posizione strategica, e con l'afflusso di altri popoli, quali gli [[Arcadi]], [[Sanniti]], alcuni termini presenti nel dialetto non si riscontrano immediatamente o sono del tutto assenti rispetto agli altri dialetti. Questo aspetto, come già detto prima, è plausibile anche per il variare delle zone.

=== Verbo/preposizione ''scì/sci'' ===
Particolare nota del dialetto è l'uso del verbo (a volte della preposizione) ''scí'', rispetto agli altri dialetti baresi. Il vero rompicapo sta nel riconoscere se viene usato come verbo o preposizione, a seconda del contesto. Ad esempio:<br />- ''Non fare questa cosa'' > ''Nan scí facènnɘ sta cóusɘ''.
*Ora, nel primo caso riportato, al posto del ''si'' barese, stante per ''essere'', viene usato il verbo ''scì''. ''Non sì facènnɘ'': la traduzione letterale sarebbe ''Non essere facendo'', struttura alquanto diversa rispetto a ''Non andare facendo'', riconducibile alla perifrastica francese del verbo ''allé'', che è: ''Soggetto + andare + participio del verbo usato + compl. ogg.''. Per comprendere il richiamo di tale struttura, cosa alquanto rara negli altri dialetti, se non nell'altamurano a causa delle commistioni di più dialetti (si noti il frequente cambiamento delle due strutture da ''eté'' > ''si'' (barese) a ''allé'' > ''scì'' (gravinese), è necessario comprendere le vicende storiche che hanno avvolto il comune di Gravina.
*In un tratto del famoso [[scioglilingua]] barese, nel sintagma finale ''nan scì venènne'', ''sci'' risulta affievolito in tale dialetto, divenendo di fatto preposizione di luogo, riconducibile all'italiano ''ci'', e non più verbo quale ''scì''. La traduzione da interpretare, infine, è ''non ci venire''; errore commesso da molti è nell'affermare giusta traduzione''non andare venendo''.

=== Pronuncia ===
Data la particolare distinzione della pronuncia, caratterizzata da sincopi vocaliche iterate, e di [[Apofonia vocalica|apofonie vocaliche]] iterate anch'esse, insieme ad'altri fenomeni caratteristici della zona, di seguito vengono riportati '''alcuni''' termini, anche con derivazione, in modo da facilitarne la comprensione. Le vocali contrassegnate in grassetto indicano l'elisione di quest'ultime.
{| border="1" cellpadding="2" cellspacing="0" class="wikitable"
 ! style="border-bottom:3px solid #FFD800;" width="150px" | Pronuncia
!! style="border-bottom:3px solid #FFD800;" width="150px" | Derivazione
!! style="border-bottom:3px solid #FFD800;" width="150px" | Lingua
!! style="border-bottom:3px solid #FFD800;" width="150px" | Significato
|-
| rɘzzùlɘ || ρύτον || [[greco antico]] || vaso di terracotta
|-
| strùmmɘlɘ || στροβìλος || [[greco antico]] || trottola appuntita
|-
| strummɘlé || τρέφω || [[greco antico]] || inciampare
|-
| carascioùlɘ || καραδνα || [[greco antico]] || fessura nel muro
|-
| vɘnɘmé || vendemmiare || [[Lingua italiana|italiano]] || raccolta dell'uva
|-
| ɘnzɘrreìmɘ || enserrèr || [[Lingua francese|francese]]|| serratura
|-
| trùscɘ || κρυπτω || [[greco antico]] || ladro
|-
| vannɘ || band || [[Lingua tedesca|tedesco]] || parte
|-
| trunɘ || tonitrus || [[lingua latina|latino]] || tuono
|-
|*paraìtɘ || pares || [[lingua latina|latino]] || muro
|-
|*(2)tumbéstɘ || tempestas || [[lingua latina|latino]] || tempesta
|-
|**pìsckɘ || *psk || [[lingua osca|osco]] || pietra
|-
|*(2)stuwɘlɘ || stivale || [[lingua italiana|italiano]] || stivale
|}
(*) Notare come alcuni, ma pochi, sostantivi derivanti dal latino, abbiano per la vocale ''e'' l'esito nel dittongo ''ai'':
*''craìtɘ'' (lat. ''cretam'');
*''paraìtɘ'' (lat. ''paretem'');
*''maìsɘ'' (lat. ''mensem'');
*''naìvɘ'' (lat. ''nevem'').
Questo accade anche nei verbi, solamente quando coniugati all'imperfetto (es. ''fac'''e'''vo'' > ''faci'''ai'''ɘ''; ''ved'''e'''vo'' > ''vɘd'''ai'''ɘ'''; ''pot'''e'''vo'' > ''put'''ai'''ɘ'', ...)
(**) Unico sostantivo presente nel dialetto derivante dalla lingua osca, con precisa origine dalla radice '''*psk'''.
*(2): Il sistema vocalico lucano 'disturba' quello pugliese, innestando la vocale '''u''' alla '''i'''.

=== Variante ''arcaica'' e ''moderna'' ===
Esistono due varianti ben distinte nel dialetto: ''arcaica'' e ''moderna''. Nella variante ''arcaica'' si ha una distinzione della pronuncia netta rispetto a quella ''moderna'': la vocale chiusa {{IPA|/o/}} tende all'aperta {{IPA|/a/}},  (es. ''fagi'''o'''lo'' > ''fas'''a'''ulɘ'' [opposto a ''fas'''o'''ulɘ'']; ''pastore'' > ''past'''a'''urɘ'' [opposto a ''past'''o'''urɘ'']). Per le vocali atone {{IPA|/ɘ/}}, se più di una, volgono nel dittongo discendente {{IPA|/oi/}} (es. ''maniera'' > ''man'''oi'''rɘ'' [opposto a ''man'''ɘ'''rɘ'']; ''L'hai portato?'' > ''L'ha purt'''oi'''tɘ'' [opposto a ''L'ha purt'''ɘ'''tɘ'']).

=== Reiterativo nei verbi ===
Caratteristica parzialmente assente negli altri dialetti è la presenza di un reiterativo nella prima persona di un qualsiasi lemma verbale. Prendiamo, ad esempio, il dialetto altamurano:<br />Frase di esempio: ''Io ti faccio questa cosa.''/ ''Lo mangio io.''
*''Dialetto altamurano'': "Jì tɘ fazzɘ sta causɘ."/ "U mangɘ iì."
*''Dialetto gravinese'': "Jì te fazzɘ
'''chɘ''' sta couse"./ "U mangɘ'''chɘ''' jì."
Notare come il suffisso terminale '''-chɘ''' si ripete nella prima persona del verbo, a differenza, come nel caso dell'altamurano, che è assente.

=== Raddoppiamento ===
Nel dialetto gravinese e, generalmente nell'entroterra murgiano, vi è una persistenza nel raddoppiamento, contraddistinto con il suono /ɟɟ/ (trattasi di doppia [[occlusiva velare sonora]]) e corrispondente al ''gghje'' ([[/ɟɟ/]] + enclitica atona ''je''). Questo accade soprattutto nei verbi, alla prima persona singolare, quando si deve esprimere il dovere o il futuro dell'azione; la distinzione è attuabile tra il barese puro e il gravinese, mentre per le varianti risulta leggermente più difficile applicarla. Esempio:
*''Jì i'''e''' à pijà la buste.'' > ''Io devo prendere la busta''; (barese)
*''Jì agghi'''e''' à p'''e'''gghié la bbuste.'' (gravinese)
La differenza si nota immediatamente, rispetto al '' iɘ à pijà '', dove il raddoppiamento è assente, sostituita da [[semiconsonante]] [[approssimante palatale]] {{IPA|/j/}} mentre nel gravinese e nei dialetti murgiani si usa quasi nella totalità la geminata occlusiva velare sonora, e quindi agghiɘ a pɘgghié.

=== Mesi ===
*''Scɘnnɘrɘ'' > Gennaio;
*''Fɘbbrɘrɘ'' > Febbraio;
*''Màrzɘ'' > Marzo
*''Apreìlɘ'' > Aprile
*''Mɘscɘ'' > Maggio
*''Sciùgnɘ'' > Giugno
*''Lugghjɘ'' > Luglio
*''Agùstɘ'' > Agosto
*''Settèmbrɘ'' > Settembre
*''Ottòbrɘ'' > Ottobre
*''Novèmbrɘ'' > Novembre
*''Dɘcémbrɘ'' > Dicembre

=== Giorni ===
*''Lunɘdì > Lunedì
*''Martɘdì > Martedì
*''Mɘrculɘdì > Mercoledì
*''Sciovɘdì (in disuso, soppiantato da ''Giuvɘdì'')> Giovedì
*''Vɘnɘrdì > Venerdì
*''Sabbɘtɘ > Sabato
*''Dɘmènɘchɘ > Domenica

=== Gestione degli articoli determinativi ===
Il dialetto gravinese si distacca per un'altra differenza dal dialetto barese: la gestione degli articoli determinativi '''lɘ''' e '''u'''. Per superare lo [[iato]] al singolare, in presenza di vocale, l'esito per l'art. determinativo singolare '''lo''' si avrà in '''lɘ''' e non in '''u'''. (es. ''il sedano'' >[barese: '''u''' accɘ/ gravinese: '''l''' accɘ]), mentre se si è in presenza di consonante, '''u''' è usato in modo normale (es. ''il morso'' [barese: '''u''' muézzɘchɘ/ gravinese: '''u''' muzzɘchɘ]).

=== Metafonesi ===
Caratteristica particolar modo dei dialetti italiani meridionali, anche il dialetto presenta elementi metafonetici. In particolare:
*Per il plurale di ogni sostantivo che presenta una atona non finale, si avrà un cambio di {{IPA|/ɘ/}} in {{IPA|/a/}} (es. schifezza > ''rum'''ɘ'''tɘ'' > ''rum'''a'''tɘrɘ'' ; casa > ''ch'''ɘ'''sɘ''; ''c'''a'''sɘrɘ'')
*Nei verbi ''stare'' e ''andare'', fanno eccezione la 3°a persona plurale, tramutando la {{IPA|/a/}} in {{IPA|/o/}} (es. stanno > ''st'''o'''nnɘ''; vanno > ''v'''o'''nnɘ'')
*Per il plurale di ogni sostantivo singolare in {{IPA|e}}, questa si tramuterà in {{IPA|i}} (es. u ''p'''é'''scɘ''; lɘ p'''i'''scɘ'')

===Gemellaggi===
* {{Gemellaggio|Italia|San Giuliano Milanese|2013}}


== Sport ==

La principale attività sportiva della città è il calcio, rappresentato da numerose società:
*Polisportiva Dilettantistica Gravina Calcio, militante nel girone B di [[Prima Categoria]], giocando le partite interne al Campo Sportivo Comunale;
*Settore Giovanile: ''A.S.D. Silvium Gravina (ex Polisportiva)'', ''A.S.D Stelle Del Calcio'' e ''Scuola Calcio Milan'' partecipano ai Campionati Regionali di Categoria Allievi e Giovanissimi;
*''Promotion Gravina'', ''Olimpia Gravina'' e ''Terra dello Sport''
*Pallavolo: ''Tree Gravina'', partecipa al Campionato di Serie C Sez. Puglia;
*Basket: ''New Basket Gravina'', con un passato anche in serie B;
*Calcio a 5: ''Tris Gravina'', partecipa al Campionato di Serie C1;
Le principali strutture sportive cittadine includono:
*Campo Sportivo Comunale in via Spinazzola, presso l'area fieristica.
*Campo Sportivo Grottesolagne, via Giuseppe Di Vittorio.
*Palestra Comunale di via Dante, nei pressi del quartiere fieristico.

== Note ==
<references />

== Bibliografia ==
* Domenico Nardone, ''Notizie storiche sulla città di Gravina dalle sue origini all'unità italiana (455 - 1870)''.
* Calderoni Martini ''Gravina e l'antica Silvio'' Gravina 1920
* Ciancio Angela, ''Silbion. Una città tra greci e indigeni: La documentazione archeologica dal territorio di Gravina in Puglia dall'ottavo al quinto secolo a.C.'' Levante Editori, Bari, 1997. 282 p.: ill. + 4 tav.; 30&nbsp;cm.
* Fondazione "Ettore Pomarici Santomasi", ''Archeologia del paesaggio . Conoscenza del patrimonio storico archeologico e ambientale di Gravina ai fini dell'insegnamento scolastico.'' Matera. Modulex, 2000. Opera in tre volumi.
* Fondazione "Ettore Pomarici Santomasi", ''Gravina e il Cinquecento. Edizioni a stampa e manoscritti del XVI secolo: Catalogo delle Edizioni del XVI secolo. Le Capitulazioni (1560) ed altri documenti (1559 - 1637).'' a cura di Mina Cacciapaglia e Nicola di Noia - Tobia Granieri. Taranto: Brizio, 2000.
* Small Alastair, ''Il contesto economico e sociale di Vagnari dal I sec. a.C. al V sec. d.C. : I risultati di due anni di ricerca.'' Altamura (Bari): Tipografia Castellano, 2001.
* Small Alastair, '' Il Grano dell'Apulia'' Gravina 2004
* S.P.Vinson ''Scavi a Casa S.Paolo'' Altamura 1980
* Ciancio A., ''La Peucezia in età romana: Il quadro archeologico e topografico.'' Bari: Progedit, 2002.
* Franco Amodio (a cura di) ''Apprezzo della Città di Gravina di Virgilio De Marino'' Palo del Colle 1979
* Franco Amodio ''Santa Dunella vestita di nero...Nascita, matrimonio e morte in un paese del Sud'' Venosa 1994
* Fondazione "Ettore Pomarici Santomasi" - Comune di Gravina in Puglia, ''Canti popolari della città di Gravina in Puglia: ricerca etnomusicologica.'' a cura di Emilia Marvulli. Gravina in Puglia (Bari): Xerostampa Carbone, 2002.
* Fondazione "Ettore Pomarici Santomasi" - Gravina in Puglia, ''Alcune terrecotte figurate della Collezione “Ettore Pomarici Santomasi”.'' A cura di Maria Turturo. Altamura (Bari): [s.n.], 2003 (Altamura: Tipografia Castellano).
* Di Mattia Vincenzo, ''La lunga guerra col pane''. Ristampa a cura della Fondazione “Ettore Pomarici Santomasi” di Gravina in Puglia (Bari). Bari: ZEMA, 2004.
* De Simone Samantha, ''Gli Orsini di Solofra e la pittura a Gravina fra XVII e XVIII secolo.''Bari: Mario Adda Editore, 2005.
* Ciancio A., ''Il Museo Civico Archeologico.'' Gravina (Bari): [s.n.], 2003. (Gravina. Xerostampa).
* Boraccesi Giovanni, ''Gli Argenti del Museo Capitolare d'Arte Sacra di Gravina in Puglia.'' Bari: Uniongrafica Corcelli, 2003.
* Carmen Morra ''Alla Scuola di Angelo Solimena in Gravina:Francesco Santulli'' Gravina 2003
* AAVV,''Quattro Fiabe Gravinesi Raccolte da Felice Altieri'' Tip. Mare Bari 1983
* Giuseppe Schinco,''Gravina tra tardo neolitico e tardo romano'' Centro Ricerche di storia religiosa in Puglia Bari 2011
* Giuseppe Schinco,in ''Itinerari in Puglia tra arte e spiritualità''M. Pasculli Ferrara (a cura di)  Centro Ricerche di storia religiosa in Puglia Bari 15 luglio 2000
* Carmen Morra ,in ''Itinerari in Puglia tra arte e spiritualità''M. Pasculli Ferrara (a cura di)  Centro Ricerche di storia religiosa in Puglia Bari 15 luglio 2000
* Carmen Morra Giuseppe Schinco,in ''Angeli stemmi confraternite arte». Studi per il ventennale del Centro ricerche di storia religiosa in Puglia''M. Pasculli Ferrara - Dora Donofrio Delvecchio (a cura di)  Schena Editore 2007
* Carmen Morra Giuseppe Schinco,in "Il Re non vale soldati” in ''La Puglia dall’esperienza giacobina alla seconda Restaurazione borbonica 1799-1815».Dora Donofrio Delvecchio (a cura di)  C. Grenzi, 2011
*Fedele Raguso, Archivio Capitolare di Gravina, in «Archivio Storico Pugliese», a XXVIII (1975), pp.&nbsp;383–462. Il lavoro è costituito da: brevi note storiche sulla costituzione e composizione del fondo archivistico; i regesti di 210 pergamene (1091-1792); l'inventario analitico e completo di tutti i volumi e documenti cartacei del consistente patrimonio archivistico del Capitolo della chiesa cattedrale di Gravina.
*Bibliografia generale su Gravina, in D. Nardone, Notizie storiche sulla città di Gravina dalle sue origini all'Unità italiana (455-1870), III ediz. a cura di G. Coniglio, F.Raguso e M. D'Agostino, Ed. Liantono, Palo del Colle (BA) 1979, pp. . È una completa bibliografia di e su Gravina comprensiva di articoli di giornali (emeroteca), testate di giornali, di tesi di lauree su Gravina, di fonti storiche.
*Fedele Raguso, La Fondazione "E. Pomarici-Santomasi" di Gravina. Ente per l'elevazione culturale e sociale, in AA.VV, La Fondazione E.Pomarici-Santomasi e i giacimenti culturali di Gravina.
*Gravina Itinerario I°, a cura di F. Raguso e M. D'Agostino, Ed. Pubblicità e Stampa, Bari 1984, pp.&nbsp;12–34.
*Aspetti naturali ed umani del territorio di Pietramagna-Gravina, in AA.VV., Geologia e geomorfolgia della Gravina.
*Gravina Itinerario II°. A cura di F. Raguso e M.D'Agostino, Ed. Pubblicità e Stampa, Bari 1986, pp.&nbsp;35–110.
*Fedele Raguso, Fonti e storiografia sul popolamento a Pietramagna-Gravina, in AA.VV., Il Popolamento a Gravina.
*Gravina Itinerario III°, a cura di F. Raguso e M. D'Agostino, Ed. Pubblicità e Stampa, Bari 1987, pp.&nbsp;7–18.
*Fedele Raguso, Il bancone nella sagrestia della cattedrale di Gravina. Storia dell'arte lignea sacra, Ed. Pubblicità e Stampa, Modugno (BA) 1988.
*Fedele Raguso, Indagine per una storia dell'istruzione, Gravina XIV-XX secolo, in AA. VV., Istituzioni uomini e cultura, Vedi Gravina Itinerario IV°, a cura di F. Raguso e M. D'Agostino, Ed. Pubblicità e Stampa, Modugno (BA) 1989, pp.&nbsp;149–178.
*Fedele Raguso, La Biblioteca capitolare Finia (XVI-XX sec.), in AA. VV., Istituzioni uomini e cultura, Vedi Gravina Itinerario IV°, a cura di F. Raguso e M. D'Agostino, Ed. Pubblicità e Stampa, Modugno (BA) 1989, pp.&nbsp;195–208.
*Fedele Raguso, Il culto di San Michele Arcangelo a Gravina. La grotta del mistero e della speranza. Il mito, la storia, la confraternita, in Otranto G.-RagusoF.-D'Agostino M., San Michele Arcangelo dal Gargano ai confini apulo-lucani, n.1 di «Gravine e Murge» Collana di Fonti, ricerche e studi territoriali, diretta da F. Raguso e M. D'Agostino Pubblicità e Stampa, Modugno (BA) 1990, pp.&nbsp;13–64.
*Fedele Raguso, Storia di un Seminario.Gravina 1595-1990, Pubblicità e Stampa, Modugno (BA) 1990.
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*Note ed appunti demografici per Gravina, in D. Nardone, Notizie storiche sulla città di Gravina dalle sue origini all'Unità italiana (455-1870), con Note di aggiornamento, a cura di F. Raguso e M. D'Agostino, 4ª ed., n. 2 di «Gravine e Murge» Collana di Fonti, ricerche e studi territoriali, diretta da F: Raguso e&nbsp;m: D'Agostino Pubblicità e Stampa, Modugno (BA) 1990, pp.&nbsp;XCV-CVII.
*Bibliografia di e su Gravina, in D. Nardone, Notizie storiche sulla città di Gravina dalle sue origini all'Unità italiana (455-1870), con Note di aggiornamento, a cura di F. Raguso e M. D'Agostino, 4ª ed., n.2 di «Gravine e Murge» Collana di Fonti, ricerche e studi territoriali, diretta da F: Raguso e&nbsp;m: D'Agostino Pubblicità e Stampa, Modugno (BA) 1990, pp.&nbsp;CXC.
*Aspetti e problemi di "un" Mezzogiorno d'Italia. Confraternite, opere pie e attività socio-sanitarie (Gravina secc. XV.XVIII), in, F. Raguso - M. D'Agostino, Confraternite. Statuti. Attività socio assistenziali secc. XV-XVIII, n. 3 di «Gravine e Murge» collana di Fonti, ricerche e studi territoriali, diretta da F. Raguso e M. D'Agostino, Ed. Pubblicità e Stampa, Modugno (BA) 1990, pp.&nbsp;53–81.
*Attualità di Orazio Flacco, Ecologia e famiglia, Favola e magia, in V.A. Sirago, Orazio e la sua terra. Saggio storico-geografico, n. 4 di «Gravine e Murge» collana di Fonti, ricerche e studi territoriali, diretta da F: Raguso e&nbsp;m: D'Agostino, Pubblicità e Stampa, Modugno (BA) 1991, pp.&nbsp;VII-XV.
*Orazio poeta per gli amici, in V.A. Sirago, Orazio e la sua terra. Saggio storico-geografico, n. 4 di «Gravine e Murge» collana di Fonti, ricerche e studi territoriali, diretta da F. Raguso e M. D'Agostino, Pubblicità e Stampa, Modugno (BA) 1990, pp.&nbsp;XVI-XXVII.
*Conversando con Orazio: massime e proverbi, in V.A. Sirago, Orazio e la sua terra. Saggio storico-geografico, n. 4 di «Gravine e Murge» collana di Fonti, ricerche e studi territoriali, diretta da F. Raguso e M. D'Agostino, Pubblicità e Stampa, Modugno (BA) 1990, pp.&nbsp;XL-LVIII.
*Alle radici del Socialismo in terra apulo-lucana. Canio Musacchio (1866-1900), a cura di F. Raguso-M.D'Agostino, n. 5 della Collana di Fonti Ricerche e Studi "Gravine e Murge" diretta da F. Raguso e M. D'Agostino, editrice Seleservice, Modugno (BA), 1992.
*Formazione ed impegno sociale di [[Canio Musacchio]]; [[Canio Musacchio]] nella storiografia, in, Alle radici del Socialismo in terra apulo-lucana. [[Canio Musacchio]] (1866-1900), a cura di F. Raguso-M. D'Agostino, n. 5 della Collana di fonti richerche e studi "Gravine e Murge" diretta da F. Raguso e M.D'Agostino, editrice Sleservice, Modugno (BA), 1992, pp.&nbsp;30–43.
*Gravina da locus Botromagno-Pietramagna a Comune, in, Archivio comunale di Gravina. Testimonianze e curiosità (1799-1930), Catalogo della mostra su.., a cura di F. Raguso e M. D'Agostino, Ed. Pubblicità e Stampa, Modugno (BA), 1992, pp.&nbsp;16–25.
*[[Arcangelo Scacchi]], pietra miliare della cristallografia, mineralogia, vulcanologia con Antologia delle opere di Scacchi, a cura di F. Raguso-M.D'Agostino, n. 6 della Collana di fonti ricerche e studi "Gravine e Murge" diretta da F: Raguso e M.D'Agostino, Ed. Pubblicità e Stampa, Modugno (BA), 1993.
*Archivio Diocesano di Altamura, in, Guida degli archivi diocesani d'Italia, a cura di V. Monachino-E.Boaga-L.Osbat-S.Palese, Ministero dei Beni Culturali, Roma 1994, pp.&nbsp;32–36.	
*Archivio Diocesano di Gravina in Puglia, in, Guida degli archivi diocesani d'Italia, a cura di V. Monachino-E.Boaga-L.Osbat-S.Palese, Ministero dei Beni Culturali, Roma 1994, pp: 114-118.
*Testimonianze catastali negli Archivi di Gravina, in, P. Perfido, Paesaggio agrario e architettura. Gravina in Puglia secc. XVIII-XIX. Dal catasto onciario del 1754 al catasto provvisorio del 1815,
*Gravina Itinerario V, Ed. Pubblicità e Stampa, Modugno (BA) 1994, pp.&nbsp;XIII-XIX. Aspetti urbanistici, Appendice di documenti, in, M. D'Agostino-A.J.Di Palo-V.Mazzotta-S.Picerno-F. Raguso V. A. Sirago, Poggiorsini. Dal Poggio Macchia Vetrana a Comune d'Europa, Ed. Pubblicità e Stampa, Modugno (BA), Poggiorsini 1995, pp.&nbsp;47–82; 97-160.
*La presenza dei Templari ai confini apulo-lucani, in, «Atti del XIV Convegno di Ricerche Templari», a cura della L.A.R.T. I., Edizioni Penne e Papiri, Latina 1997, pp.&nbsp;55–68.
*Privilegi e storia della Fiera San Giorgio di Gravina in Puglia, Ragioni e valenze della Fiera.. Le fonti delle Nundinae San Giorgio, in F.Raguso-M.D'Agostino-T.A.Galiani, La Fiera San Giorgio di Gravina in Puglia, Mario Adda Editore, bari 1997, pp.&nbsp;39–78, 89-130.
*I Templari a Picciano e Gravina in Puglia, in, Fasci di luci sulla storia di Picciano (MT), a cura della Comunità dei Benedettini del Santuario di Picciano, Ed. BMG., Matera 1998, pp.&nbsp;23–61.
*San Basilio al Piaggio - Chiesa-grotta, storia, in F. RAGUSO- M. D’AGOSTINO, Gravina in Puglia. San Basilio Magno al Piaggio: Habitat rupestre, Chiesa, Beneficio, Eremitismo, Tip. Tragni Altamura, Gravina anno giubilare 1999-2000, pp.&nbsp;16–23.i.
*Storie di Beneficenza, assistenza e sanità a Bari, Istituzioni sanitarie e Facoltà di Medicina, Il "San Paolo" per il "San Pietro" - storia della sanità a Bari - in M.D'AGOSTINO - F. RAGUSO, Una stagione di sanità. Il Policlinico di Bari: 1974-1981, Presentazione di A. Musajo Somma, Edizioni dal Sud, Bari 2000. pp.&nbsp;13–64.
*La memoria storica di una Chiesa particolare: L'Archivio Storico Diocesano di Gravina in Puglia, in «Rivista di Scienze Religiose, a. XIV (2000) n. 2/2000, Edizioni Vivere in Monopoli 2000, pp.391-404.
*Archivio Capitolare di Gravina di Puglia, (Scheda in collaborazione con M. D'Agostino), in BOAGA E. DE LUCA F. - INGROSSO L.- PALESE S., Guida degli Archivi capitolari d'Italia, a cura di..., Pubblicazioni Archivi di Stato, Città del Vaticano 2000, pp. 179-186.
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*Alla Scuola di Max Pfister. Nuove esperienze per ricerche linguistiche nell’area dell’alta Murgia barese, in Miscellanea sociorum operis in honorem magisteri conscripta Max Pfister septuagenari oblata, “Beiträge zur Romanistik” band 7 (2002), Ed. Gűnter Holtus/Johannes Kramer, vol. II, pp.&nbsp;117–133.
*Fedele Raguso, Gravina in Puglia. Il problema idrico: Aspetti idrografici e politica idrica; Falde acquifere di superficie; Testimonianze ed uso delle acque; Ponte acquedotto-viadotto e fontane “la Stella”; Vertenza fontane, in F. Raguso – M. D’Agostino, Gravina in Puglia. Quando non c’era l’acqua del Sele. Sorgenti, acquedotti, fontane, Grafischena, Fasano 2003, pp.&nbsp;9–46, 48-53.
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*Fedele Raguso, Dotoli poeta “compositore di romanzi di memoria”, in «Bérénice», rivista quadrimestrale di studi comparati e ricerche sulle avanguardie diretta da G.A. Bertozzi, XI (novembre 2003), pp.&nbsp;86–94.
*Rione Piaggio o Spiaggia, in I Premio di arte bizantina 2005. Santa Maria della Neve, Gravina 2006, pp.&nbsp;5–9.	
*Una castriota nel ducato di Gravina del XVI secolo, in P. Bruni, Scanderbeg tra letteratura e radici mediterranee. La sua presenza a Gravina in Puglia, a cura di…, Cosenza 2006, pp.&nbsp;49–65.
*Fedele Raguso, I de Toucy a Gravina tra ‘500 e ‘600, in M.D’Agostino-P. A. Susca, Don Vincenzo De Tutiis da Gravina e la musica sacra del Seicento, Atti del Seminario internazionale di Studi, Gravina in Puglia (BA), Noci 2006, pp. 259-264.
*Poggiorsini. Signoria della Murgia, coautori Raguso F. - D’Agostino M, Modugno BA 2007.
*Storia sociale, politica, economica. Gravina in Puglia tra ‘800 e ‘900, in Società, costumi, moda. Gravina 1835-1935, di F. Raguso – M- D’Agostino – M. P. Pettinau-Vescina – M. Rizzi, Fasano 2007, pp. 13-60.
*Candelabrum – Voce - in Lei - Lessico Etimologico Italiano, vol. IX ,  Saarbrücken (Germania) 2007, 790-792..	
*Fedele Raguso, Diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, in Le diocesi d’Italia, Dizionari San Paolo, Torino 2008, diretto da L. Mezzadri, M. Tagliaferro, E. Guerriero,  vol. II, pp. 58-67. Id., in Storia delle diocesi di Puglia, a cura di S. Palese, L. M. de Palma, Ecumenica Editrice, Bari 2008, pp. 51-69.
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*R. Licinio, Masserie medievali. Masserie, massari e carestie da Federico II alla Dogana delle pecore, presentazione di C.D.Fonseca, Mario Adda Editore, Bari 1998, pp.&nbsp;306, fig. n. 43, in «Bari Economica» Rivista della Camera di Commercio.. di Bari, a.XXXIII, n. 2 marzo-aprile 1999, pp.&nbsp;160–162.
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*Domenico Nardone: un concittadino da ricordare ed emulare (Podestà e storico gravinese), in «PROPOSTA» Periodico Parrocchia S. Giovanni Battista Gravina, autunno 1979, pp.&nbsp;20–21.
*Biblioteca capitolare Finya di Gravina: Un bene culturale atrofizzato, poco conosciuto e poco vitalizzato, in «Gazzetta Gravinese» Periodico d'informazione, numero unico 9 agosto 1981, p.&nbsp;2, 6 settembre 1981, p.&nbsp;3, 1 novembre 1981, p.&nbsp;6.
*A Gravina: azienda agricola modello (azienda M. Pepe), in «Puglia», Quotidiano di Puglia, mercoledì 1 aprile 1987, p13. 	
*Le Locuste non si scomunicano: il Medioevo continua, in «Il Giornale della Murgia», periodico d'informazione e cultura, 30/10-30/11&nbsp;1987, pp.&nbsp;30–31.
*Legni in cerca d'autore: armadio e coro della cattedrale di Gravina, in « Proposta», Periodico Parrocchia S. Giovanni Battista Gravina, febbraio 1988, pp.&nbsp;6–9.
*Edicole mariane: uomini, santi, pietà popolare, in « Proposta» Periodico Parrocchia S. Giovanni Battista Gravina, febbraio 1988, pp.&nbsp;19–22.	
*"Nemo Propheta in patria" - Fra Giuseppe da Gravina pittore frescante: ignorato, abbandonato e preda di scempio, in «Il Giornale Della Murgia» Periodico di informazione e cultura del comprensorio murgiano, aprile 1988, p.&nbsp;29.
*La fiera San Giorgio a Gravina, in «Puglia», Quotidiano della Puglia, 10 aprile 1988, p.&nbsp;13.
*Mal di vivere e difficoltà di relazione, in «Distretto 108 A/B» Bimestrale dei Lions, a.2, n.4, aprile 1998, p.&nbsp;40. 	
*I De Toucy e la Santa Sindone, in «Roma» Speciale Gravina, 14 giugno 1998, p.&nbsp;23.	
*Gravina e il suo habitat rupestre, in «Murgia», Periodico del territorio, n. 0 (dicembre 1999) p.&nbsp;25.	
*Vita di Club. Il Club Altamura Host con la Storia, nella Storia, in « The Lion », Rivista mensile del Lions Clubs International. Edizione Italiana, n. 12, 1999, pp.&nbsp;62–63.
*Le chiese-grotte di Gravina in Puglia - San Basilio e San Michele alle grotte, in «Murgia», Periodico del Territorio, (gennaio 2000.), p.&nbsp;18.	
*Collina "Pietramagna" e vallata "Botromagno-gravina": Museo a cielo aperto, in «Murgia», Periodico del Territorio a. 1 n. 1 (gennaio 2000), p.&nbsp;15.
*Fuori dalla clausura: Il convento e chiostro di San Sebastiano. Un restauro tanto atteso, in « Murgia » Periodico del Territorio a.1 n. 3 (18 marzo 2000), p.&nbsp;16.

==Voci correlate==
*[[Primi 100 comuni italiani per superficie]]
*[[Sindaci di Gravina in Puglia]]
*[[Parco Nazionale dell'Alta Murgia]]
*[[Papa Benedetto XIII]]
*[[Gravina (vino)|La Verdeca di Gravina]]
*[[Gravina (geologia)|Le Gravine]]
*[[Pallone di Gravina]]
*[[Sasanello gravinese]]
*[[Altamura]]
*[[Alta Murgia]]

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== Collegamenti esterni ==
*Nicola Masini, [http://www.treccani.it/Portale/elements/categoriesItems.jsp?pathFile=/sites/default/BancaDati/Federiciana/VOL01/FEDERICIANA_VOL01_000278.xml {{Maiuscoletto|Castello di Gravina}}], ''Enciclopedia Federiciana'', [[Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani]]
*{{Dmoz|World/Italiano/Regionale/Europa/Italia/Puglia/Provincia_di_Bari/Localit%c3%a0/Gravina_in_Puglia/|Gravina in Puglia}}

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