Revision 62123109 of "Market-Driven Management" on itwiki

{{O|economia|novembre 2012}}
{{E|sa molto di ricerca personale, SM BRONDONI è autore della voce e il prof che insegna questa materia in Bicocca è Silvio Maria Brondoni. I libri in merito sono soltanto suoi e di Lambin, a livello internazionale non ci sono validi riferimenti al riguardo|economia|febbraio 2012}}{{E|Devo dissentire. Come si può verificare il  concetto di "Orientamento al mercato" (Market-Driven Management) è la teorizzazione di una pratica diffusa e vigente nella gestione aziendale, che le big company leader a livello globale, operano già da tempo. Una vera e propria evoluzione del marketing tradizionale (conosciuto come limitato ad una unità e funzione internamente all'impresa). Concetti, che i professori universitari maggiormente acuti e accorti hanno saputo cogliere, analizzare e studiare. Il fatto che in Italia S.M.B. possa essere stato fra i primi divulgatori di tale sapere non implica che "non ci sono validi riferimenti al riguardo" ma al contrario inviterei a verificare nella ricca bibliografia internazionale, fra i maggiori contributi: Day(1990a; 1999a), Kohli e Jaworski (1990), Narver e Slater (1990), Lambin (2007), Deshpandé e Farley (1998), Langerak (2003), Gotteland (2005), Gonzalez-Benito (2005) Kirca et al. (2005), Baker e Sinkula (2005), Kumar et al. (2011). Inoltre lo stesso [[Philip Kotler]] (emerito studioso e consulente in Marketing di fama internazionale) a riconosciuto i meriti di S.M.B. facendone esplicito riferimento in: Philip Kotler (2006) ''BTB Brand Management'' (Springer).<br>[email protected]<br>|economia|agosto 2012}}
Il '''market-driven management''' è una politica di sviluppo aziendale di lungo periodo che configura una gestione d'impresa orientata al mercato e dominata dal customer value management, proponendo un confronto diretto e continuo con i concorrenti, riassumibile nella massima "Prima e Meglio dei Competitors".

In particolare, in mercati globali e contraddistinti da [[consumatore|consumatori]] sempre più volubili e non fedeli, la gestione market-driven presuppone: attività organizzate su mercati (ossia su concorrenti e domanda), anziché sulla sola customer satisfaction; politiche di mercato basate sull’innovazione continua, per soddisfare domande mutevoli e instabili; e, infine, nuove metriche di valutazione dei fattori (soprattutto immateriali, corporate e di offerta) influenti sulla performance d’impresa. Come si rileva, ad esempio, dal “modello globale” di gestione di Coke, Ge e [[Toyota]], dove da tempo la tradizionale matrice di concorrenza basata sulla relazione “statica” prodotto/area geografica è evoluta nel modello “dinamico” OTS/bubble demand (cioè Opportunity to Sell a “bolle di domanda” instabili, generate da un’innovazione di impresa con una dinamica pianificata in tempi e mercati di sbocco).

Il market-driven management, in estrema sintesi, assume rilevanza critica nello sviluppo delle imprese che competono nei mercati aperti. Nei contesti ad elevata intensità di concorrenza, d’altra parte, le organizzazioni “market-based” costituiscono una realtà innovativa, che impone a tutte le funzioni aziendali (produzione, vendite, programmazione e controllo, marketing e finanza) di essere coscienti delle condotte dei concorrenti; anticipative delle attese della domanda e determinate a proporre soluzioni oltre i compiti delle singole funzioni e gli spazi fisici di concorrenza naturale.

Il market-driven management si focalizza quindi su una visione “outside-in”, articolata su:
– individuazione di offerte con valore più alto dei competitor per forzare l’incontro con la domanda;
– creazione del valore massimo pro tempore progettando e offrendo beni a specifiche bolle di domanda;
– ed infine, acquisizione “time-based” delle conoscenze di mercato.
La gestione d’impresa secondo un orientamento market-driven si qualifica pertanto con:
– una dimensione culturale, contraddistinta da norme e valori di condotta (corporate responsibility) coerenti con la complessità e la trasparenza dei mercati globali;
– una dimensione di analisi, basata sul continuo monitoraggio del sistema di concorrenza, in linea con una moderna economia d’impresa sostenuta da flussi pull/push di comunicazione aziendale e costretta ad operare in mercati globali ed in condizioni d’instabilità;
– e, da ultimo, una dimensione di azione, dove il tempo è il fattore vitale (time-based competition) e l’impresa è orientata a sostenere ed a favorire con l’innovazione la varietà e la mutabilità della domanda.

==Collegamenti esterni==
*[http://www.unimib.it/go/Home/Symphonya-Emerging-Issues-in-Management/20002001-Issue-2-Market-Driven-Management Il corso di Market-Driven Management dell'Università Bicocca di Milano]

==Bibliografia==
*Silvio M. Brondoni, Market-Driven Management concorrenza e mercati globali, [[Giappichelli]], [[Torino]], [[2007]]

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{{Voci isolate}}

[[Categoria:Economia]]