Revision 84273046 of "Alda Merini" on itwiki

== Biografia e opere ==
[[File:Aldo Busi - Merini.jpg|thumb|left|Alda Merini con [[Aldo Busi]]]]
Alda Giuseppina Angela Merini nasce il 21 marzo [[1931]] a Milano in viale Papiniano 57<ref>
{{cita web
|url=http://archiviostorico.corriere.it/2010/ottobre/23/Voci_una_Milano_perduta_nei_co_9_101023085.shtml|urlarchivio=https://web.archive.org/web/*/http://archiviostorico.corriere.it/2010/ottobre/23/Voci_una_Milano_perduta_nei_co_9_101023085.shtml
|titolo=Voci di una Milano perduta nei versi di Alda Merini
|editore=Corriere della Sera
|data=23 ottobre 2010
|accesso= 16 gennaio 2011
}}</ref> in una famiglia di condizioni economiche modeste. Il padre, Nemo Merini, era dipendente presso le assicurazioni la "Vecchia Mutua Grandine ed Eguaglianza il Duomo" , la madre, Emilia Painelli, casalinga. Alda era secondogenita di tre figli, tra Anna, nata il 26 novembre [[1926]] ed Ezio, nato il 23 gennaio [[1943]], che la scrittrice fa comparire, sia pure con un certo distacco, nelle sue poesie. Della sua infanzia si conosce quel poco che lei stessa scrisse in brevi note autobiografiche in occasione della seconda edizione dell'Antologia dello Spagnoletti:  "''ragazza sensibile e dal carattere malinconico, piuttosto isolata e poco compresa dai suoi genitori ma molto brava ai corsi elementari: ... perché lo studio fu sempre una mia parte vitale''".<ref>poesia italiana contemporanea. 1909-1959, a cura di Giacinto Spagnoletti, Guanda, Parma 1959</ref>

Dopo aver terminato il ciclo elementare con voti molto alti, frequenta i tre anni di avviamento al lavoro presso l'Istituto "[[Laura Solera Mantegazza]]" in via Ariberto a Milano tentando di essere ammessa al Liceo Manzoni, ma non riesce in quanto non supera la prova di italiano. Nello stesso periodo si dedica allo studio del [[pianoforte]], [[strumenti musicali|strumento]] da lei particolarmente amato. Esordisce come autrice giovanissima, a soli quindici anni, sotto la guida di [[Giacinto Spagnoletti]] che scoprì il suo talento artistico.<ref name=Corriere_2_11_2009>
{{cita web
|url=http://archiviostorico.corriere.it/2009/novembre/02/Alda_Merini_poetessa_dei_Navigli_co_8_091102044.shtml|urlarchivio=https://web.archive.org/web/*/http://archiviostorico.corriere.it/2009/novembre/02/Alda_Merini_poetessa_dei_Navigli_co_8_091102044.shtml
|titolo=Alda Merini, la poetessa dei Navigli che cantò i poveri, l'amore e l'inferno
|editore=Corriere della Sera
|data=2 novembre 2009
|accesso= 16 gennaio 2011
}}</ref> Nel [[1947]], la Merini incontra "''le prime ombre della sua mente''"<ref>[[Maria Corti]] in ''Introduzione'' di ''Vuoto d'amore'', Einaudi, Torino,1991, pag. VI</ref> e viene internata per un mese nella clinica Villa Turro a Milano. Quando ne esce alcuni amici le sono vicini e [[Giorgio Manganelli]], conosciuto a casa di Spagnoletti insieme a [[Luciano Erba]] e [[David Maria Turoldo]], la indirizza dagli psicoanalisti [[Franco Fornari|Fornari]] e [[Cesare Musatti|Musatti]].<ref name=Corriere_2_11_2009 />

[[Giacinto Spagnoletti]] sarà il primo a pubblicarla nel [[1950]], nell’''Antologia della poesia italiana contemporanea 1909-1949'', con le liriche ''Il gobbo'', datata 22 dicembre [[1948]], e ''Luce'', del 22 dicembre 1949, dedicata a Giacinto Spagnoletti. Nel [[1951]], su suggerimento di [[Eugenio Montale]] e di [[Maria Luisa Spaziani]], l'editore [[Giovanni Scheiwiller]] pubblica due poesie inedite dell'autrice in, ''Poetesse del Novecento''. Dal 1950 al 1953 frequenta per lavoro e per amicizia [[Salvatore Quasimodo]]. Terminata la difficile relazione con Giorgio Manganelli, il 9 agosto [[1953]] sposa Ettore Carniti, proprietario di alcune panetterie di Milano. Nello stesso anno esce, presso l'[[editore]] Schwarz, il primo volume di versi intitolato ''[[La presenza di Orfeo]]''. Nel [[1955]] esce la seconda raccolta di versi intitolata, ''[[Paura di Dio]]'' con le poesie scritte dal 1947 al 1953, alla quale fa seguito ''[[Nozze romane]]'' e, nello stesso anno, edita da [[Bompiani]], viene pubblicata l'opera in [[prosa]], ''[[La pazza della porta accanto]]''.

Nasce in quello stesso anno la prima figlia, Emanuela, e al medico curante della bambina, Pietro De Pascale, Alda Merini dedica la raccolta di versi ''[[Tu sei Pietro]]'', pubblicata nel [[1962]] dall'editore [[Giovanni Scheiwiller|Scheiwiller]]. Dopo'',Tu sei Pietro'' inizia un difficile periodo di silenzio e di isolamento, dovuto all'internamento al "Paolo Pini", che dura fino al [[1972]], con alcuni ritorni in famiglia durante i quali nascono altre tre figlie<ref>da Maria Corti in op. cit., pag. VIII</ref>. Si alterneranno in seguito periodi di salute e malattia, probabilmente dovuti alla schizofrenia.  Nel 2007 con ''Alda e Io – Favole'', scritto a quattro mani con il favolista Sabatino Scia, vince il premio Elsa Morante Ragazzi. Il 17 ottobre [[2007]] la poetessa ottiene la laurea honoris causa in "Teorie della comunicazione e dei linguaggi" presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'[[Università di Messina]], tenendo una lectio magistralis<ref>{{Cita web|url=https://it.wiktionary.org/wiki/lectio_magistralis|titolo=Lectio magistralis|autore=Wikizionario|editore=Wikipedia|data=21/03/2016|accesso=21/3/2016}}</ref> sui meandri tortuosi del suo vissuto.

=== La Terra Santa ===
[[File:Merini - Scheiwiller.jpg|thumb|Alda Merini con [[Vanni Scheiwiller]], [[Enrico Baj]] e [[Alain Elkann]].]]

Nel [[1979]] la Merini ritorna a scrivere, dando il via ai suoi testi più intensi sulla drammatica e sconvolgente esperienza dell'[[ospedale psichiatrico]], testi contenuti in quello che può essere inteso, come scrive [[Maria Corti]]<ref>[[Maria Corti]] in ''Introduzione'' a ''Alda Merini. Fiore di poesia. 1951-1997'', Einaudi, Torino, pag. XI</ref> "il suo capolavoro": ''[[La Terra Santa]]'' con la quale vincerà nel [[1993]] il [[Premio Librex Montale]]. Ma le pene della scrittrice continuano: il 7 luglio [[1983]] muore il marito, ed Alda, rimasta sola e ignorata dal mondo letterario, cerca inutilmente di diffondere i propri versi. Racconta Maria Corti<ref>Maria Corti in ''op. cit.'', pag. XII</ref> che lei stessa si era recata presso i maggiori editori italiani senza alcun successo fintanto che, nel [[1982]], dopo aver raccontato a Paolo Mauri<ref>Che a quei tempi dirigeva la [[rivista]] ''Il cavallo di Troia''.</ref> la sua amarezza, le offrì uno spazio sulla sua rivista per trenta poesie da pubblicare sul nº 4, [[inverno]] [[1982]] - [[primavera]] [[1983]], che, insieme a lei, aveva scelto da un dattiloscritto di un centinaio di testi; in seguito, insieme all'editore [[Vanni Scheiwiller|Scheiwiller]], avrebbero aggiunto altre dieci liriche, e nel [[1984]] veniva dato alla stampa ''La Terra Santa''.

[[File:Aldo, Giovanni, Giacomo - Merini.jpg|thumb|Alda Merini con il trio comico [[Aldo, Giovanni & Giacomo]]]]

In quel periodo la Merini affitta una camera della propria abitazione ad un pittore di nome Charles, iniziando a comunicare telefonicamente con l'anziano poeta [[Michele Pierri]], che, in quel difficile periodo di ritorno nel mondo letterario, aveva dimostrato di apprezzare la sue poesie. Nell'ottobre del [[1983]] Alda e Michele si sposano e vanno a vivere a [[Taranto]]. Alda è curata e protetta dal marito, che prima di andare in pensione era un [[medico]], ex primario di Cardiologia all'ospedale SS. Annunziata. In questo periodo, scrive venti poesie-ritratti de, ''La gazza ladra'', probabilmente risalenti al [[1985]], inedite fino al volume ''Vuoto d'amore'', oltre alcuni testi per Pierri. Sempre a Taranto porta a termine ''L'altra verità. Diario di una diversa''.

=== ''L'altra verità. Diario di una diversa'' ===
{{Citazione|Non avrei potuto scrivere in quel momento nulla che riguardasse i fiori perché io stessa ero diventata un fiore, io stessa avevo un gambo e una linfa|Alda Merini, da ''L'altra verità. Diario di una diversa''}}
Nel luglio del [[1986]], dopo aver sperimentato nuovamente gli orrori dell'Ospedale Psichiatrico di Taranto, fa ritorno a Milano ed inizia una terapia con la dottoressa Marcella Rizzo, alla quale dedica più di una poesia. Nello stesso anno riprende a scrivere e ad incontrare i vecchi amici, tra cui Vanni Scheiwiller, che le pubblica ''[[L'altra verità. Diario di una diversa|"L'altra verità. Diario di una diversa]]''", il suo primo libro in [[prosa]] che, come scrive Giorgio Manganelli nella prefazione al testo, "..''. non è un documento, né una testimonianza sui dieci anni trascorsi dalla scrittrice in manicomio. È una ricognizione, per epifanie, deliri, nenie, canzoni, disvelamenti e apparizioni, di uno spazio - non un luogo - in cui, venendo meno ogni consuetudine e accortezza quotidiana, irrompe il naturale inferno e il naturale numinoso dell'essere umano''"<ref>[[Giorgio Manganelli]] in ''Introduzione'' a ''Alda Merini, L'altra verità. diario di una diversa'', Rizzoli, 1997, pag. 7</ref> al quale seguiranno ''Fogli bianchi'' nel [[1987]], ''La volpe e il sipario'' ([[1997]]) e ''Testamento'' ([[1988]]). Nel [[1987]] è finalista nel premio letterario [[Premio Bergamo (letteratura)|Premio Bergamo]].

=== Caffè sui Navigli ===
[[File:Merini - Chimera.jpg|thumb|Alda Merini mentre si reca al Caffè Chimera di Milano.]]
Sono questi, per la Merini, anni fecondi dal punto di vista letterario e di conquista di una certa serenità. Nell'inverno del [[1989]] la poetessa frequenta il caffè-libreria ''Chimera'', situato poco lontano dalla sua abitazione sui [[Navigli (Milano)|Navigli]], e offre agli amici del caffè i suoi dattiloscritti.  Sarà in questo periodo che nasceranno libri come  ''Delirio amoroso'' ([[1989]])  e  ''Il tormento delle figure'' ([[1990]]). Negli anni seguenti diverse pubblicazioni consolidano il ritorno sulla scena letteraria. Nel [[1991]] escono ''Le parole di Alda Merini'' e ''[[Vuoto d'amore]]'' a cui fa seguito nel [[1992]] ''[[Ipotenusa d'amore]]''; nel [[1993]] viene dato alle stampe ''La palude di Manganelli o il monarca del re'', il volumetto ''Aforismi'', con fotografie di [[Giuliano Grittini]] e ''[[Titano amori intorno]]'' . È questo l'anno in cui le viene assegnato il [[Premio Librex Montale]] per la [[Poesia]], premio che la consacra tra i grandi letterati contemporanei e la accosta a scrittori come [[Giorgio Caproni]], [[Attilio Bertolucci]], [[Mario Luzi]], [[Andrea Zanzotto]], [[Franco Fortini]].

=== ''Reato di vita''. ''Autobiografia e poesia'' ===
Nel 1994 vede la luce il volume ''Sogno e Poesia'', da ''[[L'incisione di Corbetta]]'', con venti incisioni di altrettanti artisti contemporanei. Nel 1995 viene pubblicato da [[Bompiani]] il volume, ''[[La pazza della porta accanto]]'' e da [[Giulio Einaudi Editore|Einaudi]] ''[[Ballate non pagate]]''. Il musicista pugliese [[Vincenzo Mastropirro]] musica alcune liriche tratte da "Ballate non pagate" (Einaudi editore).<ref>Il debutto di ''Ballate'' è avvenuto al Festival Internazionale sulle musiche possibili Time Zones 1997 al teatro Kismet di Bari ed è inciso su [[CD]] edito dalla etichetta discografica Phoenex Classics in cui la stessa Alda Merini recita alcune delle sue stesse liriche.</ref> Sempre nel 1994 esce nelle Edizioni Melusine ''Reato di vita, autobiografia e poesia''. Nel 1996, con il volume ''[[La vita facile]]'', le viene assegnato il [[Premio Viareggio]] e nel 1997 il Premio Procida - Elsa Morante.

Risale al 1996 anche la pubblicazione di una libretto edito da La Vita Felice intitolato ''[[Un'anima indocile]]'', composto da poesie vecchie e nuove, da un ''[[diario]]-confessione'', da brevi [[racconto|racconti]] e da un'[[intervista]] fatta all'autrice. Nello stesso anno conosce l'artista bergamasco [[Giovanni Bonaldi]] col quale stringe una forte e sincera amicizia e una stretta collaborazione per la pubblicazione di diversi libri d'artista. Nel 1997 viene pubblicata dall'editore Girardi la raccolta di poesie, ''[[La volpe e il sipario]]'', con illustrazioni di [[Gianni Casari]], dove è più che mai evidente la tecnica della poesia spontanea in forma orale e che altri trascrivono.

Fenomeno, questo, che «''pur essendo tipicamente contemporaneo, di una scelta dell'[[oralità]] a svantaggio della [[scrittura]], è per ora unico dentro all'universo della poesia contemporanea.''..»<ref>op. cit., pag. XVIII</ref>. Si assiste pertanto, nell'autrice, al fenomeno di un'oralità che conduce sempre più verso testi assai brevi e, infine, all'[[aforisma]]. Nel novembre dello stesso anno viene pubblicato, con le edizioni dell'Ariete, il libro, ''Curva di fuga''<ref>Con incisioni di [[Giovanni Bonaldi]], poesie e scritti inediti di Alda Merini, introduzione di [[Roberto Sanesi]], copertina in pergamena contenente 14 [[quartini]] di cm. 44x31.</ref> e presentato da Alda Merini presso il Castello Sforzesco di [[Soncino]], in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria alla poetessa milanese. Sempre nel 1997 Bonaldi illustra con cinque disegni una raccolta di poesie ed [[Epigramma|epigrammi]] della Merini dal titolo, ''Salmi della gelosia,'' stampata dalle edizioni dell'Ariete.

Un altro libro d'artista con copertina in metallo, accompagna, nel giugno del 1997, i lavori di [[Giovanni Bonaldi]], esposti alla Galleria ArsMedia di [[Bergamo]], in occasione della prima mostra personale dal titolo, ''[[Certificazioni d'esistenza]],'' presentata da [[Riccardo Barletta]], dalla stessa Alda Merini e [[Lucio Del Pezzo]]. Dal 1997 al 1999 è ospite per tre edizioni consecutive al [[Premio Città di Recanati]] in occasione del quale legge alcuni versi di [[Giacomo Leopardi]] da ''[[L'infinito]]''.<ref>{{Cita web|url=http://www.youtube.com/watch?v=QZhjYVAzXNI}}</ref> Nel [[1999]] le edizioni ''[[Pulcinoelefante]]'' pubblicano ''21 febbraio''<ref>Foglio cm. 20x27.</ref> contenente una poesia di Alda Merini e una incisione di Bonaldi con [[intervento tattile]].

=== Aforismi e magie ===
Sono questi gli anni in cui la produzione aforistica della Merini diventa molto ricca, come testimonia nel [[1997]] "''Il Catalogo Generale delle Edizioni Pulcinoelefante''", edito da Scheiwiller. I minitesti di Alda Merini risultano essere più di cinquecento. Nel [[1999]] in ''[[Aforismi e magie]]'', pubblicato da Rizzoli, viene raccolto per la prima volta il meglio di quel genere. Il volume viene illustrato dai disegni di Alberto Casiraghi, amico, poeta ed editore della Merini che ha sollecitato, raccolto e accompagnato con i suoi piccoli libri "Pulcinoelefante", questa nuova vocazione. È questo il periodo in cui viene insignita del titolo di vincitrice honoris causa del Concorso Nazionale Garzanti. La collaborazione con i piccoli editori - che comprendono, oltre [[Pulcinoelefante]], lo [[Zanetto]], La Vita Felice, il Melangolo e altri - ha portato ad altri "minitesti" come, tra gli ultimi pubblicati, ''Lettera ai figli'', edito da Michelangelo Camilliti per l'edizione Lietocollelibri e illustrato da otto disegni [[onirico|onirici]] e [[surreale|surreali]] di Alberto Casiraghi. Da ricordare il volume edito da l'''[[Incisione]]'', ''Alda Merini'', che contiene poesie inedite della poetessa e disegni dell'artista [[Aligi Sassu]], opere stampate su [[torchio tipografico|torchio]] in [[litografia]] e [[serigrafia]].

=== La sua vita, più bella della poesia ===

Nel [[2000]] esce nell'edizione [[Giulio Einaudi Editore|Einaudi]], ''[[Superba è la notte]]'', un volume risultato di un lavoro minuzioso compiuto su numerose poesie inviate all'editore Einaudi e ad [[Ambrogio Borsani]]. I versi che compongono la raccolta sono stati scritti dal 1996 al 1999. Non essendo stato possibile dare al materiale un ordine cronologico i curatori si sono basati sull'omogeneità tematica e stilistica complessiva dell'opera. Per l'editore [[Gabriele Mazzotta]], insieme con [[Alberto Fiz]], cura il catalogo della mostra di [[Giovanni Bonaldi]] dal titolo ''Il peso non dorme''. Sempre in questo anno le edizioni Il dodecaedro di Leonardo di [[Milano]] pubblicano una poesia inedita di Alda Merini con una incisione di Bonaldi dal titolo ''[[Splenduisti et vocasti]]''. Tra il [[2001]] e il [[2002]] viene pubblicato in quaranta esemplari, dalle edizioni Lo Sciamano, un ulteriore libro d'artista dal titolo ''Amore di carta'' che raccoglie cinque incisioni di Giovanni Bonaldi e nove poesie inedite di Alda Merini. Nel [[2001]] posa seminuda (fotografia di Giuliano Grittini) per la copertina dell'album ''[[Canto di Spine]]'' ''- versi italiani del '900 in forma canzone'' degli ''[[Altera (gruppo musicale)|Altera]]'', nel quale sono messe in musica composizioni sue ("Il canto", da "Ballate non pagate") e di altri grandi poeti del [[XX secolo|Novecento]].<ref>{{cita web |url=http://www.rockol.it/musicaitaliana.com/news/it/2001/01111503.html |titolo=Gli Altera cantano poesie e Alda Merini posa nuda per loro |editore=Musicaitaliana.com S.r.l. |data=15 novembre 2001 |accesso=30 novembre 2009 }}</ref>

Nel [[2002]] viene stampato dall'editore [[Salani]] un volumetto dal titolo ''Folle, folle, folle d'amore per te'', con un pensiero di [[Roberto Vecchioni]]<ref>Che nel [[1999]] aveva scritto ''Canzone per Alda Merini''.</ref><ref>Ogni uomo della vita mia / era il verso di una poesia / perduto, straziato, raccolto, abbracciato.../ ogni amore della vita mia / è cielo e voragine, / è terra che mangio per vivere ancora. [[Roberto Vecchioni]], ''Canzone per Alda Merini'', 1999</ref> e nel [[2003]] la ''[[Stile Libero (Einaudi)|Einaudi Stile Libero]]'' pubblica un cofanetto con videocassetta e testo dal titolo ''Più bella della poesia è stata la mia vita''. Nel mese di giugno, presso la Galleria ''[[ArsMedia]]'' di [[Bergamo]] vengono presentati gli ultimi lavori dell'artista [[serinese]] [[Bonaldi Giovanni]]; la mostra, introdotta da Alda Merini, è accompagnata da un catalogo curato da Sara Fontana. Nel 2003, a seguito dell'inaugurazione delle opere d'arte realizzate da Bonaldi Giovanni per la Cappella dell'Oratorio della Parrocchia di [[Mozzo (Italia)|Mozzo]], viene presentato il catalogo delle opere dal titolo ''[[L'ospitalità dell'Arca]]'' edito da [[Silvana Editoriale]] con contributi del Cardinale, [[Gianfranco Ravasi]], del monsignor, [[Carlo Chenis]], [[Giuseppe Laras]], del mons, [[Pierangelo Sequeri]], [[Silvia Gervasoni]], la stessa Alda Merini e [[Franco Bonilauri]].

=== ''Alda Merini, una donna sul palcoscenico'' ===

Nel [[2009]] esce il documentario, ''[[Alda Merini, una donna sul palcoscenico]]'', del regista [[Cosimo Damiano Damato]], presentato alle Giornate degli Autori della [[66ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia]]. Il film, prodotto da [[Angelo Tumminelli]] per la ''[[Star Dust International srl]]'' di [[Roma]], vede la partecipazione di [[Mariangela Melato]] e le fotografie di [[Giuliano Grittini]]. Dall'incontro del regista con la poetessa nasce una grande amicizia e tante poesie inedite inserite nel documentario. ''Una donna sul palcoscenico'', la poesia inedita di Alda Merini scritta per il film-documentario di [[Cosimo Damiano Damato|Damato]]:

<blockquote>''Un giorno io ho perso una parola/sono venuta qui per dirvelo e non perché voi abbiate risposta/ Non amo i dialoghi o le domande: mi sono accorta che cantavo in una orchestra che non aveva voci/ Ho meditato a lungo sul silenzio, al silenzio non c'è risposta./ Io le mie poesie le ho buttate/ non avevo fogli su cui scriverle./ Poi mi si sono avvicinati strani animali come uomini di antenate bestie da manicomio/ qualcuno mi ha aiutato a sentirmi unica, mi ha guardato./ Pensavo che per loro non c'erano semafori, castelli e strade./ Questo posto sgangherato come il mio cervello che ha trovato solitudini./ Poi è venuto un santo che aveva qualcosa da dare/ un santo che non aveva le catene, non era un malfattore,/ l'unica cosa che avevo avuto in questi anni./ L'avrei seguito/ finché un giorno non sapevo più innamorarmi./ È venuto un santo che mi ha illuminato come una stella./ Un santo mi ha risposto: perché non ti ami? È nata la mia indolenza./ Non vedo più gente che mi picchia e non vedo più i manicomi./ Sono morta nell'indolenza.''</blockquote>

''"E con una voce che tradisce il suo candore da bambina'' – ha scritto [[Roberta Bottari]] su [[Il Messaggero]] - ''un sorriso che le'' ''illumina gli occhi e l'immancabile rossetto rosso fuoco'', ''Alda Merini si abbandona a Cosimo Damato. si fida di lui, “sente” che'' ''non verrà tradita. E mentre il regista gira in presa diretta, con la camera ferma, in attesa di uno sguardo, di un movimento o'' ''di una parola di donna, lei lo seduce parlando di poesia, di misticismo, di filosofia, di musica, di follia riversata nei versi, di Cristo e di passione, senza censurare il dolore famigliare e l'esperienza del manicomio."''

=== La fase [[mistica]] ===

Molto importante è il carattere [[mistica|mistico]] della più recente [[poetica]] di Alda Merini, che è connessa alla prima vena creativa con cui esordì e che aveva in sé una forte componente di misticismo. [[Ambrogio Borsani]], nel volume, ''[[Il suono dell'ombra]]'', edito da [[Arnoldo Mondadori Editore|Mondadori]] e che rappresenta la raccolta più completa dell'opera della Merini, cita una lettera indirizzata alla giovanissima Alda da una suora in cui quest'ultima risponde a una richiesta di Alda Merini di poter entrare in convento e prendere i voti. È dall'incontro e dall'amicizia tra Alda Merini e [[Arnoldo Mosca Mondadori]] che questa «vena» viene di nuovo stimolata, e nascono una serie di libri editi da [[Frassinelli]] che hanno come filo conduttore la [[mistica]] della poetessa. Mosca Mondadori propone a Merini una serie di temi di carattere spirituale, ne raccoglie e cura i versi: il primo libro pubblicato è ''[[L'anima innamorata]]'' (2000), cui seguono testi sempre di carattere religioso, tre dei quali (''Corpo d'amore'', ''Poema della croce'', ''Francesco, canto di una creatura''), introdotti da Monsignor [[Gianfranco Ravasi]].

Nel 2002 viene pubblicato ''Magnificat, un incontro con Maria'', corredato da disegni di [[Ugo Nespolo]] e rappresentato nel 2006 con [[Valentina Cortese]] al Teatro Lauri Rossi di [[Macerata]] per lo ''[[Sferisterio Opera Festival]]'', nel [[2003]] ''La carne degli Angeli,'' con venti opere inedite di [[Domenico Paladino]]; poi ''Corpo d'amore'' ([[2004]]) con le opere di Luca Pignatelli, ''Poema della Croce''(2005), ''Cantico dei Vangeli'' (2006), ''Francesco, canto di una creatura'' ([[2007]]), ''[[Mistica d'amore]] ''(2008), ''Padre mio'' (2009). Di questo lavoro avvenuto tra il [[1997]] e il [[2009]] sono viva testimonianza le registrazioni, raccolte nel libro e nel documentario ''Eternamente vivo'' (''[[Frassinelli]] editore'', regia di [[Daniele Pignatelli]], a cura di [[Arnoldo Mosca Mondadori]]), grazie a cui è possibile ascoltare la voce di Alda Merini mentre crea i propri versi.

=== ''Clinica dell'abbandono'' ===

Nel 2003 e 2004 viene pubblicato da [[Giulio Einaudi Editore|Einaudi]] ''Clinica dell'abbandono'' con l'introduzione di [[Ambrogio Borsani]] e con uno scritto di [[Vincenzo Mollica]]. Il libro è diviso in due sezioni: la prima, ''Poemi eroici'', che comprende versi scritti alla fine degli [[Anni 1990|anni novanta]], la seconda, ''Clinica dell'abbandono'', che raccoglie i versi degli ultimi anni. Questo volume riproduce, con alcune aggiunte, il testo del [[cofanetto (packaging)|cofanetto]] con [[videocassetta]] ''Più bella della poesia è stata la mia vita''. Nel febbraio del 2004 la Merini viene ricoverata all'[[Ospedale San Paolo]] di [[Milano]] per problemi di salute. Da tutta Italia vengono inviate ''e-mail'' a sostegno di un appello lanciato da un amico della scrittrice che richiede aiuto economico. Sorgono numerosi ''[[blog]]'' telematici e siti [[internet]] nei quali viene richiesto l'intervento del sindaco di Milano [[Gabriele Albertini]]. La scrittrice ritorna successivamente nella propria casa di [[Porta Ticinese]].
[[File:Merini Milva.jpg|thumb|Alda Merini e [[Milva]] durante la serata al Teatro Strehler di Milano del 2004.]]
[[File:Biglietti Merini.jpg|thumb|left|Biglietti di saluto e cordoglio appesi dagli ammiratori al cancello dell'abitazione di Alda Merini dopo la sua scomparsa.]]
Nel marzo del [[2004]] esce l'album, intitolato ''[[Milva canta Merini]]'', che contiene undici motivi cantati da [[Milva]] tratti dalle poesie di Alda Merini, più una traccia [[Compact disc|cd rom]]. L'autore delle musiche è [[Giovanni Nuti (1964)|Giovanni Nuti]]. Il 21 marzo, presente la stessa Merini, in occasione del suo settantatreesimo compleanno, viene eseguito un ''[[recital]]'' al ''[[Piccolo Teatro (Milano)|Teatro Strehler]]'' di Milano, in occasione della presentazione del disco; il disco venne riproposto poi con successo nello stesso teatro per un ciclo di serate musicali nel maggio 2005, sempre con la presenza della poetessa sul palco. Durante l'estate 2004 molte sono state le iniziative sorte per far conoscere in maniera più diffusa la poesia di Alda Merini.

Si cita ad esempio l'incontro che si è tenuto il 21 luglio al Teatro Romano dal titolo ''Ebrietudine, omaggio ad Alda Merini'', sei cantate composte da [[Federico Gozzelino]] su poesie di Alda Merini. Nel [[2005]] pubblica con [[Giovanni Nuti (1964)|Giovanni Nuti]] l'album ''Poema della croce'', opera sacra tratta dall'omonimo testo religioso (''[[Frassinelli]]'' [[2004]]). Il 13 ottobre [[2006]] l'opera viene rappresentata nel [[Duomo di Milano]] con [[Giovanni Nuti (1964)|Giovanni Nuti]] voce solista e Alda Merini recitante nel ruolo di Maria. Insieme con Nuti porta in scena il ''Poema della croce'' altre 16 volte in tutta Italia. Nel [[2007]] esce l'album ''Rasoi di seta'', che contiene ventuno poesie-canzoni musicate e interpretate da Nuti, tra cui nove poesie inedite e otto brani con la voce recitante della poetessa.

Alla fine del [[2005]] esce per [[Crocetti Editore]] ''Nel cerchio di un pensiero (teatro per voce sola)'' raccolta nata dalle dettature telefoniche di Alda Merini a [[Marco Campedelli]]. Vengono riportate 53 poesie, quasi tutte inedite e curate nella edizione da [[Roberto Fattore]], [[Luca Bragaja]], lo stesso [[Marco Campedelli]] e [[Massimo Natale]]. Per sottolineare la natura orale e ''[[orfica]]'' dei componimenti è stato scelto di non inserire segni di interpunzione tra e nei versi. Del 2005 è anche la raccolta ''[[Le briglie d'oro. Poesie per Marina 1984-2004]]'', edita da [[Libri Scheiwiller|Scheiwiller]]. Nel 2006 si avvicina al genere ''[[noir]]'' con ''[[La nera novella]]'', edita da [[Rizzoli]]. Del [[2008]] è la pubblicazione del libro in prosa sotto forma [[lettera (messaggio)|epistolare]] intitolato ''[[Lettere al dottor G]]'' edito da [[Frassinelli]], a cura di [[Arnoldo Mosca Mondadori]].

Muore il 1º novembre 2009, all'età di 78 anni,  a causa di un tumore osseo ([[sarcoma]]) all'[[Ospedale San Paolo]] di [[Milano]]<ref>{{Cita web|url=http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/spettacoli_e_cultura/alda-merini/alda-merini/alda-merini.html?rss|titolo=È morta la poetessa Alda Merini cantò il dolore degli esclusi|editore=[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]]|accesso=1º novembre 2009}}</ref>. Dopo l'allestimento della camera ardente, aperta il 2 e il 3 del mese, i funerali di stato sono stati celebrati nel pomeriggio del 4 novembre nel [[Duomo di Milano]].<ref>{{Cita web|http://milano.repubblica.it/dettaglio/I-FUNERALI-DI-ALDA-MERINICentinaia-di-milanesi-in-Duomosul-maxi-schermo-le-sue-poesie/1769658| Funerali di Stato }}</ref> Nel [[2010]] esce postumo l'album ''Una piccola ape furibonda – [[Giovanni Nuti (1964)|Giovanni Nuti]] canta Alda Merini'', contenente undici brani (otto poesie inedite) e una "[[traccia fantasma]]" con Alda Merini che canta con Giovanni Nuti ''Prima di venire''. Nel marzo 2010 il Comune di Milano appone una targa sul muro dell'abitazione della poetessa sui [[Navigli (Milano)|Navigli]]. Nel 2013 è omaggiata da [[Norman Zoia]] (con lei a Milano nel 1990 alla sesta rassegna internazionale di poesia) a pagina 19 di ''passi perversi'': ''Nobile grazia di Venere e coraggio di Madre / dolcezza dell'umano genere / diangelo di stile".

[[Categoria:Commendatori OMRI]]
[[Categoria:Personalità commemorate con funerali di Stato]]
[[Categoria:Poeti legati a Milano]]
[[Categoria:Scrittori legati a Milano]]
[[Categoria:Persone legate a Taranto]]
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