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l '''1º Reggimento “San Marco”''' è un'unità militare di [[fanteria di marina]] in forza alla [[Marina Militare]] italiana, istituita ufficialmente nel 1919. Costituisce insieme al 2º e 3º Reggimento, al Battaglione Supporto al Comando e al Gruppo mezzi da sbarco, la [[Brigata marina "San Marco"|Brigata Marina "San Marco"]], ossia la '''forza da sbarco''' della Marina Militare.

Dal 1º marzo [[2013]] la forza da sbarco della Marina Militare ha assunto la denominazione di [[Brigata marina "San Marco"]],<ref name = "marina.difesa.it">[http://www.marina.difesa.it/Conosciamoci/Notizie/Pagine/20130228_brsanmarco.aspx Marina Militare<!-- Titolo generato automaticamente -->].</ref> e il reggimento è divenuto il '''1º Reggimento "San Marco"'''. Nel corso dei decenni gli uomini del San Marco, detti "marò" (dall'abbreviazione burocratica scritta "mar.o" per [[marinaio]]) anche dai suoi stessi membri<ref>[http://btgsanmarco.it/storia/i-e-ii-guerra-mondiale/ La storia del Battaglione San Marco<!-- Titolo generato automaticamente -->].</ref>, sono stati di volta in volta organizzati come [[battaglione]], [[reggimento]] o [[brigata]]. Il motto del reggimento, ''Per mare, per terram'', è il medesimo dei [[Royal Marines]] britannici.

== La storia ==
[[File:2june 2007 209.jpg|thumb|Gli uomini del "San Marco" alla parata militare di Roma, 2 giugno 2007]]

=== Dalle origini al Risorgimento ===
Le fanterie di Marina hanno sempre rappresentato una componente essenziale della capacità marittima italiana e un elemento fondamentale della [[politica estera]] della nazione, ogni qualvolta essa abbia dovuto trovare applicazione nell'uso dello strumento marittimo.

Volendo identificare una primogenitura questa può essere fatta risalire al [[260 a.C.]] e all'episodio che vide vittorioso protagonista [[Caio Duilio]], che nel corso della [[Prima Guerra Punica|prima guerra punica]] affronta i Cartaginesi nelle acque di Mylae (Milazzo). Le cento quinquiremi e le venti triremi romane sconfiggono le avversarie grazie all'impiego dei ''classiarii milites'' (ossia i soldati della flotta), che balzano d'impeto sulle navi nemiche per averne ragione.

Il Reggimento San Marco trae plurime origini dalle numerose fanterie di Marina che si sono succedute già negli [[stati preunitari]], e dal XVI secolo si registra la presenza di aliquote organiche di fanteria di marina sugli opposti versanti della penisola.

Nella [[Repubblica di Venezia]], sulla scia dell'esperienza delle fanterie della Serenissima imbarcate sulle navi, vengono creati nel [[1550]] in maniera stabile i ''[[Fanti da Mar]]'', mille uomini (portati in guerra a cinquemila) con i quali si intende costituire una milizia stabile, da impiegare nel combattimento navale e nelle operazioni di sbarco. Di norma, ogni nave dovrà imbarcarne solo una trentina, ma all'assedio di [[Castelnuovo]], nel 1687, quattromila ''Fanti da mar'' impiegati in massa saranno i protagonisti della vittoria.
Il [[Ducato di Savoia]] dà vita, intorno al [[1560]], al ''Battaglione delle Galere'', che tra l'altro ha il compito di proteggere le coste ducali dalle scorrerie dei pirati e che si annovera tra i partecipanti della [[battaglia di Lepanto]]. Nel [[1735]] nacque anche nel [[Regno delle Due Sicilie]] il Battaglione di Marina delle navi e galere.

In Savoia, dieci compagnie di fanti create per iniziativa del duca [[Carlo Emanuele II di Savoia|Carlo Emanuele II]] per servire sulle galee ducali vengono portate a quindici, nel 1683, per confluire poco dopo nel neocostituito Reggimento "La Marina", che viene completato nel 1717 inglobando il ''Battaglione delle Galere''. Il Reggimento ''La Marina'' del [[Regno di Sardegna]] possiede ora tutti i caratteri d'un corpo scelto; ne offre prova già l'anno successivo a [[Palermo]], allorché cinque sue compagnie respingono bravamente l'assalto di preponderanti forze spagnole, sbarcate di sorpresa, mantenendo l'isola al nuovo Re dopo che questi l'aveva ottenuta come regno dalla Spagna, a titolo di conquista, con la firma del [[trattato di Utrecht]]. Dal 1792 al 1796 il Reggimento combatté contro le forze [[Napoleone Bonaparte|napoleoniche]] in Liguria, ottenendo grandi meriti nella difesa di [[Oneglia]], nonostante alla fine la guerra risultasse persa.

Il 26 gennaio 1815 il Reggimento "La Marina" venne ampliato, diventando Brigata di Marina: al reggimento di marinai si aggiungeva un reggimento di fanteria. Con questa composizione, la formazione partecipò nel 1848 alla [[Prima guerra di indipendenza italiana|prima guerra di indipendenza]], facendosi onore nelle battaglie di [[Battaglia di Novara (1849)|Novara]], [[Battaglia di Goito|Goito]], [[Battaglia di Pastrengo|Pastrengo]] e [[Battaglia di Peschiera|Peschiera]]. Venne rinominato dapprima Battaglione "Real Navi", poi temporaneamente sciolto ed infine ricostituito, dietro volontà di [[Camillo Benso conte di Cavour]], a partire dal 1861 come Fanteria "Real Marina".

=== La battaglia di Lissa ===
[[File:Re d'Italia.jpg|thumb|Il ''Re di Portogallo'' gemella del ''Re d'Italia'', ammiraglia di Persano durante la battaglia di Lissa.]]

Costituito in quest'ultima fase come una forza congiunta di due reggimenti, uno di [[bersaglieri]] e uno di marina (entrambi condividevano l'addestramento e l'uniforme con quello dei bersaglieri, fatte salve le mostrine), partecipò alla [[Terza guerra di indipendenza italiana|terza guerra di indipendenza]], distinguendosi nella [[Battaglia di Lissa (1866)|battaglia di Lissa]] dove il 17 luglio 1866 gli uomini del reparto "Real Marina" avrebbero dovuto effettuare uno sbarco con una forza di 3.000 uomini, dopo essere stati scortati in loco dalla squadra navale di 33 vascelli dell'ammiraglio [[Carlo Pellion Persano|Carlo Persano]]. Le forze di presidio sull'isola fecero ritardare lo sbarco; la flottiglia italiana, partita mancante della nuova e temutissima [[corazzata]] ''[[Affondatore]]'', si trovò a dover attendere per ben due giorni lo sbarco, finché si avvicinò alla squadra la flotta dell'ammiraglio [[Wilhelm von Tegetthoff]].

Durante la battaglia i fucilieri della brigata resistettero continuando a sparare dalle alberature anche quando la loro ammiraglia, la ''[[Re d'Italia]]'' venne affondata: uccisero in questo frangente oltre 80 uomini sull'ammiraglia avversaria, suscitando l'ammirazione persino di von Tegetthoff. Dopo un duro scontro, le forze italiane si ritirarono. Il reggimento fu poi schierato a [[Palermo]] per sedare la [[Rivolta del sette e mezzo|rivolta della città]], subendo numerose perdite.

Il Corpo di Fanteria Real Marina fu abolito nel [[1878]] come arma, per volere del generale [[Benedetto Brin]].<ref>legge nº 4610 del 3 dicembre 1878.</ref>

In questi ultimi anni la brigata aveva affinato la propria identità di "truppa da sbarco". All'interno delle varie unità della Marina continuò di fatto ad esistere come specializzazione quella del "fuciliere", marinai in forza alle singole navi particolarmente abili col moschetto, ma senza che vi fosse un corpo che organizzasse queste forze. Sulle navi principali si costituirono vere e proprie "unità speciali", che affiancavano al lavoro di marineria la capacità di combattimento a terra. Si trattava di compagnie comprendenti soldati, minatori e persino artiglierie.

=== Operazioni internazionali ===
Nel [[1879]] questi fanti di marina combatterono in [[Tunisia]], e nel [[1889]] furono impiegati sull'isola di [[Creta]]. 
[[File:Tientsin British Indian and Italian units.jpg|thumb|Battaglione di ''marines'' italiani marciano a Tientsin]]

Nel [[1900]] un contingente della Fanteria "Real Marina" fu dispiegato in [[Cina]], per contribuire a contrastare la [[rivolta dei Boxer]]. Gli uomini del contingente operarono in un gruppo di forze internazionali alla guida del [[sottotenente di vascello]] [[Ermanno Carlotto]], cercando di mantenere aperti i collegamenti tra [[Tientsin]] e [[Pechino]]. Il 27 giugno [[1900]] il sottotenente Carlotto periva per via di ferite di combattimento, e la caserma cinese delle forze italiane venne a lui intitolata.

Il 14 agosto le forze internazionali marciarono su Pechino, scacciando i rivoltosi, e nell'autunno la forza militare era già sufficientemente attestata per costituire un governo provvisorio. In cambio dell'intervento l'Italia ottenne dal [[1902]] una concessione commerciale. Inoltre, all'Italia veniva riconosciuto il diritto ad avere una legazione a Pechino, la [[Concessione italiana di Tientsin|concessione di Tientsin]], nel [[forte di Shan hai kwan]]. Inoltre, le venne concesso l'uso del porto di Ta ku. Carlotto fu insignito della Medaglia d'Oro al Valor Militare, e il suo nome fu assegnato ad una [[cannoniera]], impiegata anch'essa più di vent'anni dopo nel teatro cinese.
[[File:Marinai negli avamposti di Tripoli.jpg|thumb|Reparti da sbarco della [[Regia marina]] in Libia nel 1911]]
Nel [[1911]] i reparti di fanteria di marina furono schierati in [[Grecia]], attaccando dalle motosiluranti nella baia di Prevesa, ed in [[Libia]], con l'ordine di bloccare le coste, fatto che diede inizio al conflitto italo-turco. I 1605 uomini della fanteria del mare sbarcarono a [[Tripoli]] al comando del capitano di vascello [[Umberto Cagni]], dopo che la città era stata colpita da un fuoco di artiglieria navale.

Vennero presi i principali porti dell'area. Il 4 ottobre [[1911]] fu conquistata [[Tobruch]], il giorno successivo Tripoli, il 18 ottobre [[Derna (Libia)|Derna]]. [[Bengasi]] seguì dopo due soli giorni, e [[Homs]] il giorno subito dopo. Finita la serie di conquiste, pagate a caro prezzo, il battaglione venne rilevato dalle forze del Regio Esercito, che proseguirono la conquista dell'area.

=== La prima guerra mondiale ===
Nel [[1915]] viene costituita in via non ufficiale la "Brigata Marina", un corpo composto da un reggimento di tre battaglioni di fucilieri (poi aumentati a cinque), e da un'unità di [[artiglieria]]. La Brigata non era costituita ufficialmente, per cui non era dotata di [[bandiera]] di combattimento. Già nel giugno di quell'anno una compagnia di marina teneva la città di [[Grado (Italia)|Grado]], mentre il "Gruppo Amalfi" (255 uomini scelti tra i superstiti dell'[[incrociatore]] ''Amalfi'', affondato da un [[sommergibile]] austriaco il 7 luglio 1915) affiancava bersaglieri e fanteria dell'XI [[Corpo d'armata]] schierato sul [[Carso]].

Nell'ottobre 1915 fu costituito il primo nucleo delle rinnovate forze di Marina, un gruppo di 100 pezzi d'artiglieria di calibro misto chiamato "Raggruppamento Artiglieria Marina", e facente parte formalmente del VII Corpo d'armata. Durante la [[prima guerra mondiale]], le truppe a Grado vennero rinforzate nel [[1916]] a mille uomini, costituendo 4 reparti che avrebbero dovuto rilevare i reparti dell'Esercito e della Guardia di Finanza richiamati al fronte. Il 5 novembre 1917, dopo [[Caporetto]], la Marina costituì una compagnia di fucilieri di marina per controllare [[Cortellazzo]], la [[laguna veneta]] e [[Venezia]].

La Brigata fu impegnata nella difesa di [[Venezia]], città che subì diversi attacchi dagli [[austria]]ci con assalti via mare e via terra. Vista l'importanza strategica della città, e il grande pericolo che correva, vennero raccolti alla difesa tutti i marinai distaccati nella zona di Venezia, per costituire una brigata di fucilieri di marina, che mantenne il nome di "Brigata Marina". Tre battaglioni di fucilieri (''[[Monfalcone]]'', ''[[Grado (Italia)|Grado]]'' e ''[[Caorle]]'') ed uno di artiglieria vennero raccolti in un reggimento, che si trovò subito ad essere impegnato in battaglia.

Dopo i primi scontri sostenuti dal ''Monfalcone'', un quarto battaglione venne aggregato al reggimento, composto da marinai provenienti da [[Messina]] e [[La Spezia]], col nome di ''Golametto''. In questa occasione l'addestramento dei fucilieri, per quanto sinora svolto solo in via informale dopo lo scioglimento del reparto ufficiale, si rivelò provvidenziale e i soldati italiani ricacciarono più volte in mare i determinati soldati austriaci. Tra il [[1917]] e il [[1918]], sul Piave, il reggimento subì numerose perdite: 384 caduti e più di 1.500 feriti e mutilati. Il coraggio e la forza degli uomini impiegati in quelle battaglie però divenne leggendario, poiché il reggimento non ebbe alcun prigioniero né dispersi, e al contrario riuscì a catturare 1268 soldati nemici.

Queste eroiche imprese vennero coronate da 584 ricompense al valore militare agli uomini del reggimento, da una croce di Cavaliere dell'[[Ordine militare d'Italia|Ordine Militare di Savoia]] e da una [[Valor Militare|Medaglia d'Argento al]] alla Bandiera, 42 promozioni per meriti e da 19 citazioni in Bollettini del Comando Supremo. Dal 9 aprile [[1918]] il ''Monfalcone'', reintitolato ad [[Andrea Bafile]], prima medaglia d'oro del reggimento, venne dislocato sul [[Piave]] insieme ad un altro battaglione, il quinto, denominato ''Battaglione Navi''.

[[File:The Battle of the Piave River, June 1918 Q19087.jpg|thumb|Fanti di marina sul fronte del Piave]]
=== Nasce il ''San Marco'' ===
Con la fine del conflitto, vennero riconosciuti i meriti della ''Brigata Marina'', che nel [[1918]] ricevette finalmente la [[bandiera di combattimento]]. A partire dal 17 marzo [[1919]], con decreto di [[Vittorio Emanuele III di Savoia]] la Brigata fu costituita come ''Reparto di Fanteria di Marina''. Venezia, memore del valore mostrato da quegli uomini nel proprio territorio, su volontà del sindaco [[Filippo Grimani]] donò al reparto il nome di [[San Marco]] (dal 25 marzo [[1919]]), patrono della città, ed il proprio [[stemma]], il leone alato (dall'aprile successivo). Nacque così ufficialmente il ''San Marco''. Con queste parole si relazionò al re l'udienza con la quale avvenne con decreto la nascita del Reggimento:

{{Citazione| Ministero della marina, Relazione a S.M. del 17 marzo 1919.<br />
Allorquando, alla fine dell'anno 1917, la minaccia nemica tragicamente incombeva su Venezia, un battaglione di marinai, rapidamente costituito coi reparti che ebbero già a presidiare le città di Grado e di Monfalcone, accorse alla difesa del basso Piave.<br />
Ben presto il battaglione, per incessanti profferte volontarie di capi e gregari, divenne reggimento e come tale ha scritta la sua pagina di storia gloriosa arrossando col migliore sangue gli acquitrini che vanno da capo Sile a Cortellazzo.<br />
Sire.!<br />
è storia di ieri, ma scritta con caratteri d'oro, il modo superbo con cui il reggimento marina
ebbe a opporre un argine alla tracotanza avversaria superando ostacoli che parevano insormontabili tra i più grandi disagi di un terreno, dove, all'insidia del nemico, si aggiungeva quella della natura.<br />
Sire!<br />
Venezia "sempre memore" ha voluto e chiesto a mezzo del primo magistrato, che al fatidici nome di "San Marco" si intitolasse il Reggimento Marina, consacrando così il suo sentimento d'amore e di riconoscenza verso gli eroi che hanno protetto, colla sua esistenza, la sua bellezza immortale.<br />
Sire!<br />
A tale voto non ho potuto a meno di aderire e perciò che, sicuro di interpretare anche i sentimenti dell'animo della maestà vostra, sottopongo alla sua augusta firma, l'unito decreto che varrà a tramandare alla storia con il nome "San Marco" il Reggimento Marina.<br />
Firmato: Del Bono

per copia conforme<br />
il capo dell'Uff. Leggi e Decreti<br />
Bozzi}}

All'inizio del [[1925]] il ''San Marco'' ritornò in [[Cina]], a [[Concessione italiana di Tientsin|Tientsin]], per tutelare il territorio in concessione ai residenti italiani, dove avevano sede numerosi interessi commerciali dello Stato nell'area orientale. I 300 fucilieri (su 1500 totali) vennero ospitati nella [[Caserma Ermanno Carlotto|Caserma "Carlotto"]], andando a costituire il ''Battaglione Italiano in Cina''. I soldati della concessione organizzarono persino una squadra di calcio, grazie alla presenza tra i soldati di alcuni ex giocatori: la squadra era considerata quasi al livello di una nazionale.<ref>[http://www.trentoincina.it/mostrapost.php?id=255 Il calcio nella concessione internazionale di Tientsin<!-- Titolo generato automaticamente -->].</ref>

Nel [[1936]] il ''San Marco'' fu impegnato su diversi fronti: contro l'impero Etiopico, a Tangeri e nello sbarco in [[Regno Albanese|Albania]] (1939). Il reggimento ebbe un ruolo di primissimo piano nelle campagne coloniali italiane e nella [[seconda guerra mondiale]], venendo impiegato sia nell'[[Egeo]] che in [[Africa]], partecipando anche alla difesa di [[Tobruch]].

=== La seconda guerra mondiale ===
Già dal 15 agosto [[1939]] il reggimento venne mobilitato: il 1º settembre [[Adolf Hitler|Hitler]] invase la [[Polonia]]: vennero richiamati i riservisti, il contingente cinese fu rafforzato e il grosso del San Marco venne radunato a [[Pola]], dove venne ristrutturato dal 1940 come reggimento composto da due battaglioni (''Grado'' e ''Bafile''). 
[[File:Sitia 1941.jpg|thumb|Marò combattono a Creta nel maggio 1941]]
Nel novembre [[1942]] le forze della fanteria di marina occuparono la [[Corsica]] e [[Tolone]], per contrastare le forze della [[Francia Libera]] passate sotto il controllo alleato.

Durante tutta la guerra il reparto, talvolta operando abbastanza strettamente con la [[Xª Flottiglia MAS (Regno d'Italia)|Xª Flottiglia MAS]], fu un reparto di prima linea al servizio di [[Supermarina]]. Dal 10 gennaio [[1943]] il reggimento venne di nuovo riorganizzato in sette battaglioni: ''Grado'', ''Bafile'', ''Tobruch'', ''Caorle'', i classici reparti puri di fanteria da sbarco, a cui si aggiungevano i reparti speciali "Reparto Mobile [[MILMART]] - Centurione Porcelli" (artiglieria marittima), plotone "G" (genieri) e il plotone "N.P" (nuotatori-paracadutisti). Il Battaglione ''Bafile'' non era l'originale del 1918: dopo la [[Operazione Compass|battaglia di Tobruch]] il ''Bafile'', che si era particolarmente distinto in combattimento contro gli inglesi, venne rinominato per l'appunto ''Tobruch'', e il nome fu ripreso per un nuovo battaglione costituito nel [[1942]].

==== Le operazioni in Libia ====
Nell'autunno 1941, dopo una lunga stasi operativa, in previsione dell'offensiva, il Comando Sup. Forze Armate in Africa Settentrionale richiese con urgenza l'invio di truppe scelte dall'Italia, per impiegarle in missioni di sabotaggio oltre le linee nemiche, allo scopo di scompaginare il sistema di rifornimento nemico. Alla richiesta fu interessata anche la Marina che il 6 novembre decise di trasferire in Cirenaica tre compagnie del San Marco.<ref>[http://www.btgsanmarco.it/storiadelsanmarco/allegati/tobruk.htm La storia del Battaglione San Marco<!-- Titolo generato automaticamente -->].</ref> Il 10 novembre fu costituito il cosiddetto III Btg. San Marco in Africa Settentrionale, forte di 536 uomini.
[[File:Italian marines disembarking in Tobruk harbour 1942.jpg|thumb|Marò del San Marco a Tobruch nel 1942]]
Il 18 novembre il San Marco s'attestò nel settore costiero tra Alba Fiorita e Ras Hilal, del quale il Btg. doveva assumere la difesa e nel contempo dedicarsi ad un rapido addestramento. Lo stesso giorno doveva iniziare l'operazione "Crusader" da parte dei britannici per cui l'Asse dovette rinunciare a propositi offensivi. Il San Marco a questo punto dovette essere subito trasformato in reparto di linea. Vinta la battaglia di [[Bir El Gobi]], l'8 dicembre gli inglesi raggiunsero e superarono Tobruch, avanzando con celerità verso ovest la linea difensiva Italo-Tedesca dovette ripiegare sul confine tra la Cirenaica e Sirtica.

Il 21 gennaio 1942 il Gen. [[Erwin Rommel]], che nel frattempo aveva riordinato le proprie forze, pensò alla controffensiva. Il San Marco fu tra i primi ad avanzare: raggiunse Agedabia il 22 e si schierò a difesa con fronte verso nord. Nella notte del 25 gennaio fu raggiunta Antelat, località di strategica importanza. Nel prendere possesso della zona il Btg. dovette affrontare duri scontri. La sosta ad Antelat, più lunga del previsto, doveva contrassegnare un periodo particolarmente disagiato nella vita del San Marco che, disposto a caposaldo in pieno deserto si trovava ben lontano dal fronte (Bengasi era stata riconquistata il 29 gennaio).

Il 7 marzo il Btg. fu trasferito a Bengasi, per assumere la sorveglianza del porto e la difesa esterna della piazzaforte. L'11 maggio, su richiesta dello stesso [[Erwin Rommel|Rommel]], il San Marco fu trasferito prima nel Golfo di Bomba, alle dipendenze dell'[[Afrika Korps]] e poi al X Corpo d'armata. Nella notte del 15 giugno i capisaldi tenuti dagli uomini del San Marco furono attaccati da forze corazzate e motorizzate inglesi, che tentavano di rompere l'accerchiamento. L'attacco fu respinto e furono catturati due Bren Carrier in perfetta efficienza. Quando ormai era prossima la caduta di [[Tobruch]], in mano ancora inglese, il Battaglione fu fatto convergere verso la piazzaforte dove entrò alla testa delle truppe occupanti.

Numerose ricompense militari furono assegnate per questo ciclo operativo, tra le altre ricordiamo la M.A. alla memoria al Sgt. Agostino Sacripanti e la M.B. al Ten. E. Busca, al S.T.V. G. Campiero ed al Capo Cannoniere R. Papini. La caduta di [[Tobruch]] poneva fine alla partecipazione delle successive azioni in [[Egitto]] ed il San Marco assumeva il servizio di sicurezza portuale e la difesa costiera. Il 5 settembre, ad Alam el-Halfa, l'ultima offensiva dell'Asse s'infrangeva sulle difese britanniche, segnando il definitivo declino delle mire verso il [[Nilo]]. Il Comando britannico a questo punto poneva la propria attenzione su Tobruch.

Sfruttando le tecniche e le esperienze acquisite anche su altri fronti pianificò un'azione di commando, da terra e dal mare per neutralizzare definitivamente la piazzaforte. All'operazione, denominata ''[[Operazione Agreement|Agreement]]'' furono destinati 600 uomini, oltre ad un incrociatore, dieci cacciatorpediniere, un sommergibile ed una ventina di motocannoniere, organizzati in cinque gruppi. L'attacco di commando avvenne durante un raid aereo, alcune batterie costiere furono neutralizzate con l'effetto della sorpresa e del trambusto degli attacchi aerei. Ma alla batteria Grasso le sentinelle si erano accorte dell'attacco e riuscirono a dare l'allarme. Reparti del San Marco passarono immediatamente all'azione arrestando le forze inglesi incontrate.

Le altre forze da sbarco britanniche trovarono la ferma resistenza degli italiani. L'opposizione del San Marco e la maggiore distanza tra il luogo di sbarco e l'obiettivo furono fatali ai [[Royal Marines]]. Il disegno britannico a questo punto era ormai chiaro, così come evidente si profilava il suo fallimento. Infatti, il cacciatorpediniere inglese ''[[HMS Sikh (F82)|Sikh]]'' impegnato a far sbarcare la seconda ondata fu preso sotto tiro dalle batterie costiere e venne ben presto neutralizzato. Gli aerei da caccia italiani, alzatisi in volo mitragliarono i natanti nemici al largo.<ref>"Vita e morte del soldato italiano nella guerra senza fortuna", Edizioni Ferni, Ginevra, 1974.</ref> Il fallimento dell'operazione "Agreement" costò agli inglesi mezzo migliaio di uomini, oltre a quelli delle navi affondate, a fronte di 15 italiani morti, di cui 5 del Battaglione San Marco.

Il Battaglione ebbe la citazione nel Bollettino del Comando Supremo e pochi giorni dopo esso fu autorizzato a mutare il nome da III Btg. San Marco in Africa Settentrionale in Battaglione [[Tobruch]]. L'offensiva del Maresciallo [[Bernard Law Montgomery]], ormai inevitabile, iniziò ad [[El Alamein]] nella notte del 23 ottobre 1942. Dopo la tenace resistenza iniziale, l'Armata dell'Asse avviò la graduale ritirata dall'Egitto verso la [[Libia]]. Con gli altri ripiegarono anche i nuclei avanzati del San Marco dislocati a Marsa Matruch ([[Gruppo Gamma]]). Il 7 novembre iniziò lo sgombero della stessa [[Tobruch]], ad eccezione del Btg. Tobruch del San Marco che rimase in funzione di retroguardia. Nella notte del 22 il San Marco lasciò la [[Libia]] per attestarsi in [[Tunisia]]. Si concluse così la campagna di Libia, alla quale aveva partecipato per 14 mesi ed aveva lasciato sui campi di battaglia il 12% delle sue forze.

Le forze del reggimento, rimaste compatte e schierate, furono le ultime ad arrendersi. La bandiera del reggimento "San Marco" fu l'ultima bandiera militare dell'Asse ad abbassarsi in Africa, due giorni dopo la resa dell'[[Heeresgruppe Afrika]] di [[Hans-Jürgen von Arnim]]. Il generale tedesco [[Jürgen von Armin]], successore di [[Erwin Rommel|Rommel]] a capo dell'[[Afrika Korps]], affermò che il ''San Marco'' aveva ''i migliori soldati che avesse mai comandato in [[Tunisia]]''.<ref>[http://www.xflottigliamas.com/index.php/blog-categoria/72-il-percorso-dei-qleoni-di-san-marcoq.html Il percorso dei "Leoni di San Marco"].</ref> Per via di questa sconfitta saltò la prevista [[Operazione C3|conquista di Malta]], che avrebbe visto il ''San Marco'' impegnato con la Forza Navale Speciale, insieme ai paracadutisti della [[185ª Divisione paracadutisti "Folgore"|Folgore]] e ai battaglioni da sbarco della [[Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale|MVSN]].

=== Dopo l'armistizio ===
L'8 settembre [[1943]] con la firma dell'[[armistizio di Cassibile|armistizio]] il reggimento si unì formalmente alle forze alleate, partecipando alla guerra di liberazione.

==== Nella RSI ====
Nella [[Repubblica Sociale Italiana]] fu istituito il ''3º Reggimento "San Marco"'' della [[Marina Nazionale Repubblicana]], poi sciolto nella [[Xª Flottiglia MAS (Repubblica Sociale Italiana)|Xª Flottiglia MAS]]. La ''3ª Divisione granatieri'', formata il 1º dicembre 1943 nel campo di addestramento di [[Grafenwöhr]] in Germania, venne rinominata il 20 aprile [[1944]] come [[3ª Divisione fanteria di marina San Marco|''3ª Divisione di fanteria di marina "San Marco"'']]. Era formata con personale dell'ex [[Regio Esercito]] reclutato tra quelli internati in Germania dopo il [[Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943]] e da personale reclutato in Italia nel marzo-aprile 1944. A differenza del Reggimento "San Marco", che dipendeva dalla [[Regia Marina]], la Divisione "San Marco" era parte dell'[[Esercito Nazionale Repubblicano]], ed il suo unico labile collegamento con il "San Marco" originario era la presenza nelle sue file di circa un centinaio di volontari provenienti dal disciolto Battaglione "Caorle".

[[File:Bundesarchiv Bild 101I-311-0926-05, Italien, italienische Soldaten.jpg|thumb|1944: Marò del ''San Marco''.]]
La [[divisione (unità militare)|divisione]], composta da 16.000 uomini e 600 ufficiali, era organizzata come segue:
* Comando e Compagnia comando
* 3ª Compagnia Guardia Nazionale Repubblicana ferroviaria
* 3ª Compagnia Guardia Nazionale Repubblicana stradale
* 3ª Sezione Guardia Nazionale Repubblicana (polizia militare)
* 3ª Compagnia controcarro
* III Gruppo rifornimenti
* III Battaglione trasporti
* III Battaglioni pionieri
* III Gruppo collegamenti
* III Gruppo esplorante
* III Battaglione complementi
* 5º Reggimento fanteria di marina, su:
:: Comando e Compagnia comando
:: I, II e III Battaglione
* 6º Reggimento fanteria di marina, su:
: Comando e Compagnia comando
:: I, II e III Battaglione
* 3º Reggimento di artiglieria alpina, su:
:: Comando e batteria comando
:: I, II, III e IV Gruppo artiglieria

Duramente addestrata da ufficiali italiani con supervisione germanica fino al luglio dello stesso anno, essa andò a costituire una delle quattro divisioni di cui era composto l'esercito della Repubblica Sociale Italiana, assieme alla [[Divisione Italia|''"Italia"'']], la [[Divisione Littorio|''"Littorio"'']] e la [[4ª Divisione alpina "Monterosa"|''"Monterosa"'']]. Dopo la consegna della bandiera del reggimento (18 luglio [[1944]]), la divisione tornò in Italia via ferrovia in agosto e fu in gran parte schierata in [[Liguria]] per contrastare un possibile sbarco alleato.

Due battaglioni della Divisione ''"San Marco"'' vennero distaccati in [[Garfagnana]] ed impiegati in combattimento in supporto del Gruppo Tattico della Divisione alpina ''"Monterosa"'' (III Battaglione del 5º Reggimento dal 15 settembre 1944, e II Battaglione del 6º Reggimento dal novembre 1944). I due battaglioni tornarono alle dipendenze della divisione a fine marzo 1945. Il 23 aprile [[1945]] la Divisione iniziò il ripiegamento, conclusosi il 30 aprile sul Ticino, come da ordine ricevuto dal Maresciallo [[Rodolfo Graziani]].

==== Nella Regia Marina durante la cobelligeranza ====
La parte del reggimento rimasta in Cina dopo l'[[8 settembre 1943]] ricevette l'ordine da [[Roma]] di affondare le unità navali, distruggere gli archivi ed arrendersi. La caserma venne circondata da soldati [[Giappone]]si: caduta la difesa, gli uomini del reggimento vennero in gran parte internati in [[Manciukuò|Manciuria]], salvo coloro che decisero di collaborare con i Giapponesi e che furono mandati a lavorare nei cantieri navali. Molti di coloro che non accettarono la collaborazione risultarono dispersi, alla fine del conflitto.

I reparti che si aggregarono alle forze di liberazione del [[Regno del Sud]] furono ricostituiti come ''Reggimento "San Marco"'' sotto la [[Marina Cobelligerante Italiana]] nel gennaio 1944. Furono inseriti nella II Brigata del [[Corpo Italiano di Liberazione]] e a partire dal 24 settembre [[1944]] vennero congiunti nel [[Gruppi di Combattimento#Gruppo di Combattimento .22Folgore.22|Gruppo di Combattimento ''Folgore'']]. Combatterono sul fronte di Cassino. Furono insigniti dell'onore di entrare per primi nella città di [[Venezia]]. Un reparto di "Nuotatori paracadutisti" operò con [[Mariassalto]]. Alla fine delle ostilità, le forze da sbarco della Marina ricevettero la [[medaglia d'oro al valore militare]], per l'eroismo mostrato in azione.

=== Il dopoguerra: riorganizzazioni e missioni di polizia internazionali ===

Nel immediato dopoguerra ([[1951]]) i Fucilieri di Marina vennero riuniti ai neocostituiti [[Lagunari]] nell'unità interforze ''Esercito-Marina'' denominata ''Settore Forze Lagunari'', e stanziati a [[Villa Vicentina]], presso [[Udine]]. Il Settore Forze Lagunari era composto da due battaglioni, il Piave e il Marghera: i "marò" del San Marco costituivano la compagnia anfibia, i lagunari dell'esercito la compagnia autoportata. Nel novembre dello stesso anno l'unità fu di nuovo in prima linea, questa volta in una missione di pace: gli uomini del San Marco furono tra i primi a prestare soccorso agli alluvionati del [[Polesine]].

Nel [[1956]] il Battaglione venne sciolto. La componente dell'esercito che costituiva il Battaglione a partire dal 1º luglio [[1957]] venne riorganizzata nel Battaglione ''Isonzo'', un'unità meccanizzata (di cui un gruppo su tre anfibio) unita dopo soli due mesi nel Raggruppamento Lagunare con i battaglioni anfibi ''Marghera'' e ''Piave''. Dal primo luglio dell'anno successivo il raggruppamento divenne ''Reparto Lagunare Appoggio'', gettando le basi per la prossima costituzione del [[Lagunari|Reggimento Lagunari Serenissima]].

Alla caserma Andrea Bafile di Villa Vicentina dove aveva sede il Battaglione Isonzo, la Marina Militare inviò il personale di leva reclutato ed assegnato al gruppo 13º della Marina Militare (i marò del Battaglione San Marco) fino al secondo contingente 1963. I vertici della Marina decisero di ricostituire il ''San Marco'' come battaglione nel [[1964]]. La base venne trasferita a [[Taranto]], presso i Baraccamenti Cugini; dal luglio [[1971]] fu spostata nel castello di [[Brindisi]], all'interno della Stazione Navale, venendo raggruppato con la III Divisione navale, insieme a tutte le altre unità anfibie della Marina.

=== Le missioni all'estero ===
Nel [[1982]] il battaglione fu mandato in missione all'estero, in [[Libano]], in missione di pace per proteggere i profughi [[Palestina|palestinesi]], perdendo in azione un suo operativo, [[Filippo Montesi]]. Nel [[1987]] il ''San Marco'' fu presente nel [[Golfo Persico]]. Il conflitto [[Iran]]-[[Iraq]] si era esteso alle rotte commerciali del Golfo, arrivando a minacciare gli interessi commerciali dei paesi occidentali. Gli Iraniani accusarono [[Arabia Saudita]] e [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]] di supportare militarmente l'Iraq, e cominciarono a colpire le navi occidentali in transito.

L'Italia inizialmente non partecipò alla forza multinazionale [[Organizzazione delle Nazioni Unite|ONU]], salvo poi essere spinta ad intervenire il 3 agosto successivo dopo l'assalto [[iran]]iano alla nave italiana ''Jolly Rubino''. Il [[1991]] vide il battaglione impegnato in ruoli di supporto nella [[guerra del Golfo]], mentre nei due anni successivi fu presente in [[Somalia]] nella fallimentare operazione congiunta ''[[Operazione Restore Hope|Restore Hope]]''. Oltre a queste missioni, il ''San Marco'' è stato presente in [[Kossovo]], [[Albania]] e in [[Eritrea]] come deterrente durante la guerra con l'[[Etiopia]].

Nel 1995 viene costituito il "Raggruppamento anfibio San Marco (GRUPANF)", che a partire dal 16 settembre [[1996]] è entrato a far parte della SILF (''Spanish Italian Landing Force''), una forza da sbarco congiunta italo-spagnola, attivata il 23 novembre successivo e destinata ad operare nei teatri di combattimento internazionali per conto della [[NATO]]. Il SILF è strutturato in forma di Brigata anfibia, composta da due reggimenti di manovra uno dei quali è il ''San Marco''. Dal 1º ottobre [[1999]] il reggimento è stato riorganizzato in forma di [[Brigata]] come [[Marina Militare#Forza da sbarco e forze speciali|"Forza da sbarco della Marina Militare"]], suddiviso in Reggimento ''"San Marco"'', Reggimento ''"Carlotto"'' e in un Gruppo mezzi da sbarco.

[[File:Italian military Iveco 40.10WM.jpg|thumb|upright=1.4|Mezzo del San Marco in Iraq]]

La Forza da sbarco, forte di 2100 uomini, è comandata da un contrammiraglio: il ''San Marco'' e il ''Carlotto'' sono a loro volta comandati ciascuno da un [[capitano di vascello]]. Negli anni 2000, la forza da sbarco ha partecipato a stretta collaborazione con l'[[Esercito Italiano]] nelle missioni in [[Afghanistan]] ed in [[Iraq]], e non ultima come forza d'entrata (in collaborazione con il Reggimento lagunari dell'Esercito) in [[Libano]] nella missione a mandato [[Organizzazione delle Nazioni Unite|ONU]] [[UNIFIL|UNIFIL 2]].

== L'organizzazione ==

Il ''Reggimento San Marco'' è dal [[1991]] stanziato a [[Brindisi]] in una caserma intitolata a [[Ermanno Carlotto]], l'eroe dell'impresa cinese, costruita appositamente in contrada Brancasi. La caserma è dotata di un'area di addestramento presso le [[Isole Pedagne]], vicino a Brindisi. In virtù della molteplicità di competenze raccolte nel reggimento, è in grado di operare con autonomia in combattimento, sia in missioni di combattimento che nelle moderne missioni di ''peacekeeping''.

Dal 1º marzo [[2013]] con la costituzione della [[Brigata marina "San Marco"]], il reggimento è divenuto il "1º Reggimento "San Marco", assumendo le funzioni più operative della forza da sbarco. È dotato di alta flessibilità operativa e autonomia logistica.
È il tenutario della bandiera di guerra dell'allora ''Battaglione San Marco'' e della bandiera ''colonnella''. È suddiviso su tre battaglioni.<ref name="ReferenceA">[http://www.marina.difesa.it/uominimezzi/corpispeciali/sbarco/Pagine/ForzaSbarcooggi.aspx Marina Militare<!-- Titolo generato automaticamente -->] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20130616085925/http://www.marina.difesa.it/uominimezzi/corpispeciali/sbarco/Pagine/ForzaSbarcooggi.aspx |data=16 giugno 2013 }}.</ref>

=== Struttura ===
* 1º Reggimento "San Marco" (comandato da un capitano di vascello)
** Reparto comando
** Battaglione "Grado" - reparto d'assalto
** Battaglione ''Combat Support'' - con funzioni di supporto al combattimento, come il fuoco dei mortai pesanti, la difesa contraerea di punto, la capacità controcarro
** Battaglione ''Combat Service Support'' - sovrintende alla logistica di aderenza, fornendo “in prima linea” tutti i supporti logistici necessari per il prosieguo del combattimento.<ref name="ReferenceA"/>

== La ''Brigata San Marco'' ==
{{vedi anche|Brigata marina "San Marco"}}
La forza da sbarco della Marina Militare, dal 1º marzo [[2013]] è stata rinominata ''Brigata marina "San Marco'', sempre con sede a Brindisi, ma basata su tre reggimenti, e ammonta complessivamente a circa 3.800 marinai.<ref name="marina.difesa.it"/>
È retta da un [[ammiraglio]], che dipende direttamente dal Comandante in capo della squadra navale. È inquadrata nell'unità anfibia interforze [[Forza di proiezione dal mare]], il cui comandante è lo stesso ammiraglio comandante della Brigata Marina San Marco.

Il 20 novembre [[2014]], la Brigata marina San Marco cambia comandante.<ref>[http://www.brindisireport.it/cronaca/Brindisi-cambio-al-comando-della-Brigata-Marina-San-Marco.html Primo cambio al comando della Brigata Marina San Marco].</ref><ref>[http://www.ilfattonisseno.it/2014/11/un-siciliano-a-capo-della-brigata-san-marco-laugustano-walter-guerrisi-assumera-il-comando-giovedi-20-novembre Un siciliano a capo della Brigata San Marco: l'augustano ..].</ref><ref>[http://www.marina.difesa.it/conosciamoci/notizie/Pagine/20150204_accademiasanmarco.aspx Gli allievi dell'Accademia Navale si addestrano con la ..].</ref><ref>[http://www.webmarte.tv/news/32584/un-augustano-al-comando-della-forza-da-sbarco-congiunta-italo-spagnola Augusta - Un augustano al comando della forza…].</ref>

== Modalità di impiego ==
Il 1º Reggimento "San Marco" è l'unità da combattimento destinata agli sbarchi anfibi e costituisce il fulcro della Forza da sbarco italiana della [[Forza di proiezione dal mare]].
Il Reggimento opera normalmente nei seguenti teatri operativi come testimoniato dalle operazioni effettuate:
* Litoranei costieri, forza anfibia (Libano)
* Montagna, territori montuosi (Kosovo, addestramento nel Nevada (USA))
* Territori particolarmente freddi, montagna
* Deserto o territori aridi (Afghanistan, Iraq)
* Territori anfibi, giungla (addestramento in Africa Centrale)

Il 1º Reggimento "San Marco" è l'unico reparto italiano ed uno dei pochi reparti europei a poter condurre ''simultaneamente'' ed indipendentemente (senza l'intervento di altri reparti) azioni via mare (come lo sbarco), via terra (come attacchi meccanizzati e di artiglieria) e via aerea (come [[truppe aviotrasportate]] grazie agli elicotteri in dotazione al [[reparto Eliassalto]]).

=== L'addestramento ===
Gli operativi del San Marco sono scelti tra i VFP4 o gli studenti scuola sottufficiali della Marina Militare di [[Taranto]]. Dopo un periodo di incorporamento di due settimane, vi è un primo corso di 4/5 settimane per la selezione degli idonei, che vengono inviati alla caserma Carlotto per il corso gestito dal Battaglione Scuole ''Caorle''. L'addestramento prevede una prima fase di otto settimane per l'addestramento fisico, e una seconda di 12 settimane che comprende i corsi tecnici. In questa seconda fase le reclute vengono addestrate alle varie attività peculiari tra cui: attività di condizionamento fisico ed [[arti marziali]], periodi di lezione e conferenze, addestramento anfibio, esercitazione [[elicottero|elicotteristica]] e su parete rocciosa, impiego di armi individuali e di reparto in dotazione alla Forza da Sbarco, [[combattimento terrestre]] diurno e notturno, [[topografia]], dottrina anfibia, attività anti-[[armi di distruzione di massa|NBC]] e altre esercitazioni complesse. Durante l'addestramento i selezionati ricevono varie specializzazioni come [[mortaio|mortaista]], [[missile|missilista]], [[assaltatore]] e [[pioniere (militare)|pioniere]].

Gli idonei prima di poter essere impiegati in operazioni effettive devono partecipare a due esercitazioni su scala nazionale o [[Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord|NATO]]. Gli ufficiali sono reclutati dai Corsi Normali e Speciali del corpo di stato maggiore dell'[[Accademia Navale]]: per i Ruoli Normali si chiede al 4º anno di voler prendere la qualificazione anfibia. Terminati gli studi in accademia, previa visita medica (che si ricorda, fanno anche i volontari e i sottufficiali), si viene inviati a Brindisi per un anno ultimando la preparazione per un ulteriore anno negli USA, a [[Marine Corps Base Quantico|Quantico Marines Base]] (Virginia) con i [[USMC|Marines degli Stati Uniti]] ed i [[Royal Marines]].

L'addestramento degli ufficiali e dei sottufficiali, in Italia e negli USA, è uno dei più duri tra le forze convenzionali delle forze armate italiane insieme a quelli delle altre [[Forze speciali italiane|Unità di Coronamento per Operazioni Speciali (COS - TIER 3)]].

== Mezzi ed equipaggiamenti ==
=== Armamento ===
* [[Beretta 92FS]] (pistola semiautomatica 9mm)
* [[Heckler & Koch MP5|Heckler & Koch MP5A3]] (pistola mitragliatrice 9mm)
* [[Beretta SC 70/90]] (fucile d'assalto 5.56mm)
* [[Colt M4]] (fucile d'assalto 5.56mm)
* [[FN Minimi]] (mitragliatrice di squadra 5.56mm)
* [[Beretta MG 42/59]] (mitragliatrice di squadra 7.62mm)
* [[Browning M2]] (mitragliatrice pesante 12.7mm)
* [[Panzerfaust-3]] (lanciarazzi)
* [[MILAN]] (sistema c/c a media gittata)
* [[BGM-71 TOW|BGM-71 TOW2]] (sistema c/c a lunga gittata)
* [[FIM-92 Stinger]] (sistema antiaereo)
* [[Heckler & Koch G3|Heckler & Koch MSG-90]] (fucile di precisione 7.62mm)
* [[Accuracy International Arctic Warfare]] (fucile di precisione 7.62mm)
* [[Barrett M82]] (fucile di precisione antimateriali 12.7mm)
* McMillan M-87 (fucile di precisione antimateriali 12.7mm)
* Mortaio Breda 81mm (mortaio 81mm)
* Mortaio Thomson 120-RT (mortaio rigato 120mm)

=== Veicoli ===
;Leggeri
* [[Iveco VM 90|Iveco VM 90 Torpedo]] - trasporto truppe

;Corazzati
* [[VCC-1 Camillino|VCC-1/VCC-2]] - trasporto truppe
* [[M113|M-106]] portamortaio
* [[Iveco VTLM|Iveco VTLM Lince]] Veicolo Tattico Leggero Multiruolo
* [[Astra SM88.42 8X8|Astra SM 44.31 ACTL]] - AutoCarro tattico

;Anfibi
* [[Arisgator]] - mezzo anfibio trasporto truppe
* [[LVTP-7|AAV-7A1]] - veicolo cingolato anfibio per il trasporto truppe

;Aviazione
* [[Sikorsky S-61|Sikorsky SH3D ''Sea King'']]
* [[Agusta-Bell AB 212]]
* [[AgustaWestland EH-101|AgustaWestland EH-101 ASH / TTH]]
* NH Industries NH 90 TTH (In futuro)

;Mezzi nautici
* [[Landing Craft, Mechanized|LCM]]
* [[LCVP|Mototrasporti personale]]
* [[Classe San Giorgio (nave da sbarco)|LPD classe San Giorgio e classe San Giusto]]

== Inno ==
L'''Inno a San Marco'', è l'inno delle Fanterie di Marina italiane, a partire dagli anni '30 del [[XX secolo]]. Il testo della canzone fu scritto da [[Mario Roselli Cecconi]] e musicato da Luigi Musso. L'inno venne presentato a S.A.R. il Duca D'Aosta come Marcia del Reggimento Marinai sul Piave e pubblicato originariamente con il titolo "Le Camicie Grigie", venne poi conosciuto e diffuso come "Inno del reggimento Marina "San Marco" dal 1932.<ref>{{Cita web|url=http://www.lorien.it/x_inni/pg_canzoni-d/Alfa_I/Ca_Inno-del-RdM-S-Marco.html|titolo=INNO DEL REGGIMENTO MARINA "SAN MARCO"|sito=www.lorien.it|accesso=2016-06-08}}</ref>

== Note ==
<references />

== Bibliografia ==
* Luigi Fulvi, "''Le fanterie di marina italiane''", Roma, 1998, Ufficio Storico Marina Militare
* Riccardo Lamura, ''"Il Gruppo Esplorante della Divisione San Marco nelle Langhe"'', Ritter Edizioni, 2007.
* "''RSI, Divisione San Marco''", Edizioni Novantico, (libro fotografico)
* Daniele Amicarella, ''"Quelli della San Marco"'', Mursia, 2005.
* Fabio Sorini, ''Dai fanti da mar alla forza di proiezione dal mare'', 2008, Chiaramonte

== Voci correlate ==
* [[Brigata marina "San Marco"]]
* [[2º Reggimento "San Marco"]]
* [[3º Reggimento "San Marco"]]
* [[Andrea Bafile]]
* [[Enzo Mini]]
* [[Ermanno Carlotto]]
* [[Xª Flottiglia MAS (Regno d'Italia)]]
* [[Isole Pedagne]]
* [[Caso dell'Enrica Lexie]]

== Altri progetti ==
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== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|http://www.marina.difesa.it/formazione-in-marina/formazione_specialistica/sbarco/Pagine/storia.aspx|Pagina istituzionale su marina.difesa.it}}
* {{cita web|http://www.colligite.net/anima12/sanm/origini.html|La storia del reggimento, dalla fondazione alle due guerre}}
* {{cita web|url=http://www.trentoincina.it/mostraelenchi.php?argomento=smarco|titolo=Diari di soldati del San Marco nella missione in Cina}}
* {{cita web|http://www.carabinieri.it/internet/imagestore/cittadino/download/audio_video/brani/Inni%20e%20marce_1992/Pace_Armata_Marcie_del_Reggimento_San_Marco_MUSSO.MP3|Pace armata - Inno del San Marco su Carabinieri.it}}

{{Forze anfibie italiane}}
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[[Categoria:Regia Marina|San Marco]]
[[Categoria:Marina Nazionale Repubblicana|San Marco]]
[[Categoria:Corpo italiano di liberazione|San Marco]]
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[[Categoria:"San Marco"|1° San Marco]]