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{{nota disambigua|la località [[italia]]na frazione di [[Vibo Valentia]]|[[Bivona (Vibo Valentia)]]}}
{{Comune
|nomeComune = Bivona
|panorama =Panorama Bivona 5.jpg
|didascalia = Panorama di Bivona
|linkBandiera = Bivona-Gonfalone.png
|linkStemma = Bivona-Stemma.png
|siglaRegione = SIC
|siglaProvincia = AG
|latitudineGradi = 37
|latitudineMinuti = 37
|latitudineSecondi = 13
|longitudineGradi = 13
|longitudineMinuti = 26
|longitudineSecondi = 21
|altitudine = 503
|superficie = 88,57
|abitanti = 4.015
|anno =  31-12-2008
|densita = 45,33
|frazioni = 
|comuniLimitrofi = [[Alessandria della Rocca]], [[Calamonaci]], [[Castronovo di Sicilia]] ([[Provincia di Palermo|PA]]), [[Cianciana]], [[Lucca Sicula]], [[Palazzo Adriano]] ([[Provincia di Palermo|PA]]), [[Ribera]], [[Santo Stefano Quisquina]]
|cap = 92010
|prefisso = [[0922]]
|istat = 084004
|fiscale = A896
|nomeAbitanti = bivonesi
|patrono =  [[Santa Rosalia]]
|festivo =  [[4 settembre]]
|zonaSismica = 2 
|gradiGiorno = 1268 
|sito = http://www.comune.bivona.ag.it
}}
[[File:Bivonanellaprovinciadiagrigento.jpg|right|thumb|280px|Territorio bivonese nella provincia di Agrigento]]

'''Bivona'''  ([[Alfabeto fonetico internazionale|IPA]]: {{IPA|[biˈvoːna]}}<ref>{{cita web|url=http://www.dizionario.rai.it/poplemma.aspx?lid=79682&r=26941|titolo=Pronuncia di Bivona|accesso=30 marzo 2009}} sul Dizionario di ortografia e pronunzia del sito della [[RAI]].</ref>, ''Vivona'' in [[Lingua siciliana|siciliano]]) è un [[comune italiano]] di 4.015 abitanti<ref>{{cita web|url=http://www.demo.istat.it/bilmens2008gen/index.html|titolo=Dato ISTAT al 31/12/2008|accesso=27 aprile 2009}}</ref> della [[provincia di Agrigento]] in [[Sicilia]].

Situata a 66 km da Agrigento e a 88 km da [[Palermo]], nel [[XV secolo|XV]] e [[XVI secolo]] fu un importante centro [[Feudalesimo|feudale]] della [[Sicilia]]. Oggi è specializzata nella produzione delle [[Pesca (frutto)|pesche]].

==Geografia fisica==
Bivona è situata nell'entroterra [[Provincia di Agrigento|agrigentino]], al confine con la [[provincia di Palermo]] e il suo territorio si estende per circa 89 km².

===Orografia===
[[File:Monte_delle_Rose_1.jpg|thumb|left|200px|Monte delle Rose]]

Il territorio comunale si estende alle pendici della catena dei [[monti Sicani]] (tratto montano inferiore del complesso orografico). I rilievi, di formazione [[Meozoico|meozoica]], hanno natura [[Calcare|calcareo]]-[[dolomite|dolomitica]] e formano un anfiteatro naturale che domina il centro abitato.

L'altitudine del centro abitato varia tra i 420 {{m s.l.m.}} dei quartieri meridionali ai circa 600 {{m s.l.m.}} a nord<ref>I dati altimetrici specificati sono stati desunti dalla carta aerofotogrammetrica esistente nell'ufficio tecnico del comune di Bivona.</ref>, ma viene normalmente indicata come di 503 {{m s.l.m.}}, in riferimento all'antica casa comunale (attuale piazza Giovanni Cinà).

Circa i tre quarti del territorio si trovano in una zona pedemontana o collinare, mentre il quarto restante assume caratteristiche tipicamente montane, con un'altitudine media di 1000-1100 {{m s.l.m.}}. Il punto più basso del territorio (64 {{m s.l.m.}}) si trova a sud, nella zona confinante con i comuni di [[Ribera]] e di [[Cianciana]], mentre il punto più alto è rappresentato dalla cima del [[Monte delle Rose]] (1.436 m), al confine con il territorio di [[Palazzo Adriano]] nella [[provincia di Palermo]].

[[File:Turcituri1.jpg|thumb|200px|left|Pizzo Mondello]]
Le cime più importanti, oltre al Monte delle Rose sono:
*Monte Pernice (1.393 m)
*Pizzo San Filippo (1.352 m)
*Monte Scuro (1.310 m)
*Pizzo Mondello (1.245 m)
*Pizzo Catera (1.192 m)
*Pizzo Scavarrante (1.072 m)
*Pizzo di Naso (965 m)
*Pizzo San Matteo (751 m)

Il [[Pizzo Mondello]] è un affioramento roccioso costituito da [[calcare|calcari]] e [[selce]] con tracce di conchiglie fossili (''[[Halobia]]''). Gli [[Strato geologico|strati]] [[Geologia|geologici]] si presentano fortemente inclinati<ref>{{cita web|url=http://www.guidasentiero.it/pages/standard/StandardPage.aspx?idm=330&idd=321&idp=301|titolo=Formazioni geologiche al Pizzo Mondello|accesso=30 marzo 2009}} sul sito GuidaSentiero.it</ref>. 

====Classificazione sismica====
*Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003<ref>{{cita web|http://www.protezionecivile.it/cms/attach/editor/rischio-sismico/perProvincia.pdf|Classificazione sismica dei comuni italiani|30-03-2009}} sul sito della Protezione civile.</ref>

===Idrografia===
[[File:Digacastello20.jpg|thumb|250px|right|Il bacino artificiale formato dall diga Castello]]
Il paese è attraversato dal torrente Alba, oggi coperto, che confluisce a sud del paese nel fiume [[Magazzolo]], del cui [[bacino orografico]] occupa il tratto medio vallivo.
Il bacino fluviale è limitato dal Pizzo Mondello, dal Pizzo Scavarante, dalla Serra Mezzo Canale e dal Cozzo Timpe Rosse.

Il fiume presenta nel territorio comunale una serie di affluenti di destra, incanalati in valloni, con sviluppo tortuoso e forte azione [[Erosione|erosiva]]. I corsi d'acqua, che si originano dalla alture circostanti, sono di tipo regressivo, con importanti apporti idrici durante le piogge invernali e quasi asciutti durante l'estate. I principali affluenti sono il vallone Lordo, il vallone Calabrò, il vallone Acque Bianche, il vallone Salito e il vallone Gebbia.

Sono presenti inoltre numerose [[Sorgente (idrologia)|sorgenti]], la cui portata varia da oltre 40 litri/secondo a pochi litri/secondo nei periodi di magra. Le acque si incanalano in tre canali naturali, gettandosi tutte nel Magazzolo. I canali sono costituiti dal torrente Alba. che oggi attraversa il paese nel sottosuolo, per le sorgenti di Santa Rosalia e di Capo d'Acqua; da un secondo per le sorgenti Santissimo e Acque Bianche e da un terzo per le due sorgenti Grotticelle e per Canfuto e San Filippo.

A qualche chilometro dal centro abitato si trova la [[diga Castello]], le cui acque sono utilizzata per l'irrigazione delle coltivazioni di Bivona e di [[Ribera]]. La diga ha portato alla formazione di un invaso di 20.500.000 mc, uno dei maggiori della Sicilia.

Nel territorio si trovano inolte altri piccoli [[Lago artificiale|laghi artificiali]], specialmente ad uso aziendale.

===Flora e fauna===
Il territorio comunale comprende ampie estensioni di boschi e di zone verdi e ricade all'interno della [[riserva naturale orientata Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio]].

La [[Flora (botanica)|flora]] e la [[fauna]] sono quelle tipiche delle zone pedemontane dell'area mediterranea. 

Nel territorio sono in prevalenza presenti il [[Pinus halepensis|pino d'Aleppo]], il [[Cupressus|cipresso]], il [[Pinus nigra|pino nero]] e l'[[Abies cephalonica|abete greco]]; presso i corsi d'acqua si trovano l'[[Euphorbia|euforbia cespugliosa]], il [[biancospino]] e la [[Osyris alba|ginestrella]] si trovano soprattutto presso i corsi d'acqua.

La fauna boschiva comprende piccoli uccelli [[Insettivoro|insettivori]] ([[Cyanistes caeruleus|cinciarelle]], [[Parus major|cinciallegre]], [[Fringilla coelebs|fringuelli]], [[Sylvia atricapilla|capinere]], [[Erithacus rubecula|pettirossi]], [[Troglodytes troglodytes|scriccioli]]) e da [[Turdus merula|merli]], [[Columba palumbus|colombacci]] e [[Garrulus glandarius|ghiandaie]].

In occasione della visita di [[Benito Mussolini]] nel paese negli [[Anni 1930|anni trenta]], furono piantati nel centro abitato i [[Platanus|platani]] di via Lorenzo Panepinto, le [[Robinia pseudoacacia|robinie]] della piazzetta allora  intitolata al XXVIII ottobre, contemporaneamente alla sistemazione della villa comunale. Allo stesso periodo si ascrive l'introduzione degli [[Eucalyptus camaldulensis|eucalipti]].

===Clima===
{{vedi anche|Stazione meteorologica di Bivona}}
Con [[estate|estati]] prolungate e [[Inverno|inverni]] miti, il [[clima|regime climatico]] bivonese, come quello dell'intera area dei [[Monti Sicani]], è classificato come [[clima temperato#Clima temperato caldo|temperato caldo]] (o mesotermico) di tipo {{citazione necessaria|"xeroterico [[clima mediterraneo|mediterraneo]]"}}. La morfologia e le differenze altimetriche determinano tuttavia una relativa variabilità fra le diverse località del territorio comunale. 

Il mese più freddo è [[gennaio]], quando le temperature sono comprese tra un valore minimo giornaliero di 4,8 °C e uno massimo di 11,6 °C; il mese più caldo è [[luglio]], con estremi termici compresi tra i 20 °C e i 33 °C.<ref>Dati tratti da {{cn|un lavoro di ricerca svolto sui [[Monti Sicani]] da Aruta ''et al.'' ([[1985]])}}. Tali elaborazioni si riferiscono ad un periodo di cinquanta anni a partire dal [[1921]].</ref> Pochi sono i giorni di [[gelo]].

Le precipitazioni sono maggiori nei mesi di [[dicembre]] e gennaio e diminuiscono progressivamente fino a raggiungere il minimo nel mese di luglio. Le [[Neve|precipitazioni nevose]] si registrano soprattutto nel mese di gennaio e, più raramente, negli altri mesi invernali.

{{ClimaAnnuale
| nome = [[Stazione meteorologica di Bivona|BIVONA]]<ref>{{cita web|http://erg7118.casaccia.enea.it/profili/tabelle/671%20%5BBivona%5D%20capoluogo.Txt|Tabella con dati meterologici del periodo 1961-1990|30-03-2009}} sul sito dell'ENEA.</ref> 
<!-- Temperature massime mensili (numero anche con cifre decimali, misurato in °C), da gennaio (01) a dicembre (12) -->
| tempmax01 = 11.6
| tempmax02 = 13.1
| tempmax03 = 15.3
| tempmax04 = 18.7
| tempmax05 = 24.6
| tempmax06 = 30.0
| tempmax07 = 33.0
| tempmax08 = 32.8
| tempmax09 = 28.3
| tempmax10 = 22.0
| tempmax11 = 16.7
| tempmax12 = 13.1 
<!-- Temperature minime mensili (numero anche con cifre decimali, misurato in °C), da gennaio (01) a dicembre (12) -->
| tempmin01 = 4.8
| tempmin02 = 5.1
| tempmin03 = 6.4
| tempmin04 = 8.5
| tempmin05 = 12.3
| tempmin06 = 17.2
| tempmin07 = 20.0
| tempmin08 = 20.4
| tempmin09 = 17.0
| tempmin10 = 12.8
| tempmin11 = 9.4
| tempmin12 = 6.5
}}
*Classificazione climatica: zona C, 1268 GG<ref>{{cita web|http://www.confedilizia.it/clima-SICILIA.htm|Dati sulla classificazione climatica|30-03-2009}} sul sito della Confedilizia</ref>

==Storia==

===Origini===
Alcuni reperti archeologici hanno confermato la presenza umana nel territorio di Bivona a partire già dall'[[Eneolitico|età eneolitica]]<ref>{{cita|Antonino Marrone, 1987 I|40}}: i reperti rinvenuti si riferiscono alla ceramica della [[Facies#Archeologia|facies]] di Serrasferlicchio ([[III millennio a.C.]]) e sono stati rinvenuti presso la contrada di Pollicia.</ref> e una frequentazione [[Sicani|sicana]] nel corso dell'[[VIII secolo a.C.]]<ref>{{cita|Antonino Marrone, 1987 I|41}}: i rinvenimenti, su un pianoro del [[Monte delle Rose]], sono relativi a frammenti ceramici della facies di [[Sant'Angelo Muxaro]] (VIII secolo a.C.).</ref> e in seguito [[Cartagine|punica]] e [[Roma antica|romana]]<ref>Cesare Sermenghi, ''Mondi minori scomparsi'', Il Vertice/Libri editrice, Palermo 1981, p.13: il ritrovamento si riferisce a monete del [[III secolo a.C.]], con al diritto un volto femminile e al rovescio un cavallo e una palma, rinvenute in contrada San Matteo, e ad una moneta di [[Marco Vispanio Agrippa|Agrippa]]. A questi si aggiungono un fondo di [[ceramica aretina]] con stampo e altri frammenti ceramici.</ref>

La tradizione erudita locale, sulla base di un passo di [[Strabone]]<ref>[[Strabone]], ''[[Geografia (Strabone)|Geografia]]'' VI.</ref>, che invece si riferisce a [[Vibo Valentia]], aveva identificato Bivona con l'antica città di ''Hipponium'', che fu ritenuta fondata da [[Gelone|Gelone]] di [[Siracusa]]<ref>I vari eruditi dal Cinquecento in poi che svilupparono queste ipotesi sono citati in {{cita|Antonino Marrone, 1987 I|33-34}}.</ref>.

La possibile presenza di un insediamento [[Arabi|arabo]] sembra indicata dalla presenza del toponimo ''Darptae Intaiba'' in corrispondenza del sito di Bivona su alcune carte geografiche del periodo<ref>{{cita|Antonino Marrone, 1987 I|37}}.</ref>. L'insediamento si sarebbe quindi ingrandito con la venuta dei [[Normanni]].

La prima sicura attestazione della presenza di un abitato risale alla citazione di una via diretta a ''Bibona'' in un documento del [[1160]]. Un secondo documento del [[1171]] attesta la presenza di un [[Casale (architettura)|casale]]<ref>{{cita|Antonino Marrone, 1987 I|49}}.</ref>.

La forma più frequente del [[toponimo]] fino ai primi anni del [[XVI secolo|Cinquecento]] rimase ''Bibona''<ref>{{cita|Antonino Marrone, 1987 I|47-48}}</ref>. La forma ''Bisbona'' è attestata in un documento del re [[Federico III di Sicilia|Federico III]] del [[1363]]<ref> Il documento è {{citazione necessaria|una lettera del 28 settembre 1363, inviata a Giovanni Chiaramonte}}</ref>. {{citazione necessaria|In una lettera}} del [[1553]] è attestata la forma attuale ("''Bisbona quoque vulgo Bivona dicitur''") e il precedente ''Bisbona'' è riferito ad una sua variante colta, come compare anche {{citazione necessaria|in un altro testo del [[1557]]}} ("''È questa terra detta Bivona, quasi Bi-bona, cioè bis-bona''"), che attribuisce al termine il significato di "due volte buona". Il toponimo esiste anche la forma ''Vivona'', oggi usata nel dialetto locale.

===Feudo di Bivona===
[[File:Rovine_Castello_Bivona_1.jpg|thumb|right|220px|Ruderi del castello]]
[[File:Portalebivona1.jpg|thumb|right|220px|Resti della chiesa madre chiaromontana e del suo portale gotico]]

{{cn|Nel [[XIII secolo]] il casale di Bivona si ingrandì in seguito all'arrivo di abitanti provenienti da altri casali, che furono integrati nel suo territorio (Villanova, Billucchio, Gordalisi, Sebi e Rahal Nicola, poi Carnicola)}}. Fu probabilmente una [[barone|baronia]] dalla fine del [[XIII secolo]]: {{cn|un diploma dell'[[11 ottobre]] [[1299]] del re [[Roberto d'Angiò]] attesta la cessione del feudo ad un certo Giacomo di Catania, che lo tolse a Ugone Talach}}. Nella ''Descriptio feudorum sub rege Friderico'', riferita all'epoca del re di Sicilia [[Federico III d'Aragona|Federico III]] e attribuita al [[1335]], il ''casali Bivone'' è attribuito ad un certo Simon de Montecatino<ref>Antonino Marrone, "Sulla datazione della 'Descriptio feudorum sub rege Friderico' (1335) e dell' 'Adohamentum sub rege Ludovico' (1354)", in ''Mediterranea. Ricerche storiche'', 1, giugno 2004, p.164 ([http://www.storiamediterranea.it/public/md1_dir/r26.pdf testo on-line] in {{pdf}}).</ref>. 
I casali di Kinesii, Scibene, Pietra d'Amico e Chincana dipendevano anch'essi dalla [[baronia]] di Bivona. Altri abitanti provennero dai casali di Filaca, Adriano (oggi [[Palazzo Adriano]], poi ripopolato nel [[1482]] da una colonia di [[Albania|albanesi]]), Raia (sito tra Prizzi e Corleone) e Platanella<ref>{{cita|Antonino Marrone, 1987 I|70-73}}.</ref>.

Nell'ambito delle contese tra i baroni delle fazioni [[Vespri siciliani#Le fazioni «latine» e «catalane»|"latina" e "catalana"]] nel [[1359]] Bivona fu messa a sacco dalle truppe del re [[Federico IV d'Aragona|Federico III]], condotte da Francesco II [[Ventimiglia#Ventimiglia - Conti di Geraci]], che lo lasciò in custodia a Carlo Doria, al quale successe il figlio Antonello. <ref>{{cita|Antonino Marrone, 1987 I|59}}.</ref>.

Dal [[1363]] Bivona passò sotto la signoria dei [[Chiaromonte]]: vi si successero [[Giovanni III Chiaromonte|Giovanni III]] (morto nel [[1374]]), [[Manfredi III Chiaromonte|Manfredi III]] (morto nel [[1391]]) e [[Andrea Chiaromonte|Andrea]], che si ribellò contro il re [[Martino I di Sicilia|Martino I]] e fu giustiziato nel [[1392]]. Il feudo di Bivona fu rivendicato da [[Niccolò Peralta]], figlio di [[Guglielmo Peralta|Guglielmo]] e marito di Elisabetta Chiaromonte, figlia di Manfredi. Nel corso della contesa fu per breve tempo nel [[1397]] in possesso di [[Bernardo de Carretto]] e poi di [[Pietro Moncada|Pietro]] [[Moncada (famiglia)|Moncada]]. In seguito alla confisca dei beni dei Moncada a seguito della ribellione di [[Guglielmo Raimondo Moncada]] alla fine dello stesso anno il feudo passò definitivamente a Niccolò Peralta, divenuto maestro giustiziere del Regno (morto nel [[1398]]). Sua erede fu la figlia Margherita, andata in sposa ad [[Artale de Luna]] (morto nel [[1421]]), fratello di [[Maria de Luna]], regina d’Aragona e madre del re Martino I. In seguito a tale matrimonio sarebbe nata la [[Caso di Sciacca|rivalità]] tra le famiglie [[De Luna d'Aragona|de Luna]] e [[Perollo]].

Sotto la signoria dei [[De Luna d'Aragona]] il paese si sviluppò ulteriormente. Nel [[XV secolo]] vi era presente una comunità [[Ebraismo|ebraica]] numerosa<ref>Nel [[1454]] {{cn|un documento}} elenca le 44 comunità ebraiche di Sicilia, tra le quali quella di Bivona, dove la presenza ebraica è testimoniata già nel [[1428]], con un documento che cita l'ebreo ''Xua Busacca''. Nel [[1472]] erano presenti 70 famiglie, circa il 7% della popolazione locale: Antonino Marrone, ''Ebrei e Giudaismo a Bivona (1428-1547)'', Circolo Leonardo da Vinci, Bivona 2000.</ref>, che era in stretti rapporti con quella di [[Palermo]]. Nel [[1474]] il signore di Bivona, Sigismondo, fu nominato "mastro secreto del regno", carica che comprendeva il ruolo di protettore ufficiale degli Ebrei. L'espulsione degli ebrei da tutti i territori del regno fu decretata dal re di Sicilia [[Ferdinando II d'Aragona]] nel [[1492]]: molti Ebrei si allontanarono, mentre alcuni di essi dichiararono la propria conversione, continuarono a celebrare il proprio culto clandestinamente fino alla seconda metà del [[XVI secolo]].

La signoria di Bivona passò di padre in figlio ad [[Antonio de Luna|Antonio]], che fu protagonista nel [[1455]] del "[[Caso di Sciacca#Primo caso di Sciacca|primo caso di Sciacca]]", [[Sigismondo de Luna#Sigismondo di Antonio de Luna|Sigismondo I]], [[Giovanni Vincenzo de Luna|Giovanni Vincenzo]], [[Sigismondo de Luna#Sigismondo di Giovanni Vincenzo de Luna|Sigismondo II]], che fu protagonista nel [[1528]] e [[1529]] del "[[Caso di Sciacca#Secondo caso di Sciacca|secondo caso di Sciacca]]", in seguito al quale il castello di Bivona venne distrutto il 13 agosto del 1529 e la città saccheggiata. Sigismondo de Luna dovette riparare in esilio a [[Roma]], dove morì nel [[1530]].

===Ducato di Bivona===

Il [[XVI secolo]] fu l'epoca di maggior fioritura del paese: nel [[1554]] [[Carlo V d'Asburgo|Carlo V]] ne fece sede di un ducato, con il titolo di "città"<ref>Privilegio del [[22 maggio]] 1554, esecutoriato a [[Palermo]] il [[16 giugno]]: {{cita|Antonino Marrone, 1987 I|152}}.</ref>.: il primo duca fu [[Pietro de Luna]], figlio di Sigismondo ([[1520]]-[[1576]]). Diversi feudi dipesero dal ducato di Bivona, tra cui il feudo di Sant'Antonio di Cianciana, divenuto in seguito dapprima anch'esso ducato, poi principato. A Bivona fu eretto in quest'epoca il palazzo ducale, divenuto residenza dei signori.

L'erede del primo duca fu il figlio di secondo letto [[Giovanni de Luna|Giovanni]] (morto nel [[1592]]) e terza duchessa di Bivona divenne quindi la sorellastra [[Aloisa de Luna]] ([[1553]]-[[1620]]), andata in sposa a [[Cesare Moncada]], con il quale il feudo passò alla famiglia [[Moncada (famiglia)|Moncada]].
 
Il figlio [[Francesco Moncada]] ricevette il titolo prima della morte della madre, ma le premorì nel [[1595]]; alla morte di Aloisa il ducato passò dunque al nipote, [[Antonio Moncada|Antonio]] ([[1591]]-[[1631]]), che si fece prete [[Ordine dei gesuiti|gesuita]] nel [[1627]]. Sotto il suo governo, il [[4 settembre]] del [[1624]],  [[santa Rosalia]] venne proclamata [[santo patrono|patrona]] di Bivona.
Il figlio, a cui passò il titolo al suo ritiro, [[Luigi Guglielmo Moncada|Luigi Guglielmo]] ([[1614]]-[[1672]]), fu personaggio influente alla corte di [[Filippo IV di Spagna]] e fu nominato [[cardinale]] [[protopresbitero]] dal [[papa Alessandro VII]] nel [[concistoro]] del [[7 marzo]] [[1667]], dopo essere rimasto due volte vedovo ed essersi fatto sacerdote in quello stesso anno<ref>[http://www.catholic-hierarchy.org/bishop/bmalpc.html Scheda sul cardinal Moncada] sul sito Catholic-hierarchy.org.</ref>. Suo erede fu il figlio [[Ferdinando Moncada|Ferdinando]] ([[1644]]-[[1713]]) e dopo di lui la figlia Teresa Caterina Moncada ([[1665]]-[[1728]], andata in sposa a José Fadrique Álvarez de Toledo y Fernández de Córdoba, duca di Ferrandina, marchese di Villafranca e di Villanueva e principe di Montalbano.

Il ducato di Bivona divenne quindi feudo della potente famiglia [[Spagna|spagnola]] [[Alvarez de Toledo|Álvarez de Toledo]], che non si occupò direttamente degli affari locali, lasciandoli al procuratore generale dello stato e causando il declino del paese. Al titolo ducale si succedettero vari membri della famiglia: Fadrique Vicente Álvarez de Toledo y Moncada (morto nel [[1753]]), il figlio, Antonio María José Álvarez de Toledo y Pérez de Guzmán el Bueno ([[1713]]-[[1773]]), e quindi il figlio di quest'ultimo, José María del Carmen Álvarez de Toledo y Gonzaga ([[1756]]-[[1798]]). Il fratello, che ereditò il titolo alla sua morte, Francisco de Borja Álvarez de Toledo y Gonzaga ([[1763]]-[[1821]]) fu l'undicesimo duca di Bivona e l'ultimo prima dell'abolizione del feudo. Il titolo continuò tuttavia ad essere presente tra i membri della famiglia nell'ambito dei titoli nobiliari spagnoli<ref>Ebbero il titolo nobiliare di duchi di Bivona, pur non avendo alcun rapporto con la cittadina: Francisco Álvarez de Toledo y Palafox ([[1799]]-[[1816]], premorto al padre), José María (Giuseppe) Álvarez de Toledo y Palafox ([[1812]]-[[1885]], fratello del precedente), José María Álvarez de Toledo y Acuña ([[1838]]-[[1898]]), Tristán (Tristano) Álvarez de Toledo y Gutiérrez de la Concha ([[1869]]-[[1926]]) e infine Manuel Falcò e Anchorena (figlio del figlio della sorella Silvia del precedente, nato nel [[1936]]).</ref>.

===Ottocento===
[[File:Distrettobivona.jpg|thumb|150px|right|Mappa schematica del distretto ottocentesco]]

Con l'abolizione della feudalità nel [[1812]], la cittadina divenne capoluogo del dodicesimo distretto, in provincia di Girgenti (come era allora chiamata [[Agrigento]]), dei ventitre nei quali venne suddivisa la [[Sicilia]]. Del distretto facevano parte altri dodici comuni: Santo Stefano di Bivona (oggi [[Santo Stefano Quisquina]]), [[Cammarata]], [[San Giovanni Gemini]], [[Casteltermini]], [[San Biagio Platani]], [[Alessandria della Rocca]], [[Cianciana]], [[Ribera]], [[Calamonaci]], [[Lucca Sicula]], [[Villafranca Sicula]] e [[Burgio]]. Il territorio andava dai [[Monti Sicani]], a nord, alla costa del [[canale di Sicilia]], a sud, e dal fiume [[Platani]], ad est, al fiume [[Verdura (fiume)|Verdura]], ad ovest. Nel [[1817]]<ref>[[Regio decreto]] dell'[[11 novembre]] [[1817]].</ref> Bivona divenne inoltre sottintendenza della provincia di Girgenti.

Nel [[1820]] la popolazione di Bivona partecipò ai moti [[Indipendentismo siciliano#XIX secolo|indipendentisti]] e il [[23 luglio]] vi si costituì una "deputazione provvisoria di sicurezza e pubblica tranquillità" ed una "giunta provvisoria di governo distrettuale". Partecipò nuovamente ai [[Storia del Regno delle Due Sicilie nel 1848|moti del 1848]] e in seguito alla [[Rivoluzione indipendentista siciliana del 1848 rivolta di Palermo]] del [[12 gennaio]], il [[27 gennaio]] anche a Bivona fu costituito un "comitato rivoluzionario" che si assunse il governo provvisorio del distretto.

Nel [[1860]], con lo sbarco a [[Marsala]] della [[spedizione dei Mille]] l'[[11 maggio]], si ebbe una nuova insurrezione: in tutti i comuni furono istituiti comitati provvisori e il comitato centrale di Girgenti chiese a tutti di inviare squadre che si unissero alla spedizione. Il [[12 giugno]] si insediarono il consiglio civico ed il magistrato municipale. 

Con la riforma amministrativa seguita all'annessione al [[Regno d'Italia]] il distretto divenne [[circondario]], suddiviso nei [[Mandamento (diritto)|mandamenti]] di Bivona stessa, di Cammarata, di Burgio e di Ribera<ref>{{cita|Antonino Marrone, 1987 II|643}}</ref>. Dal [[1862]] inoltre Bivona fu sede di [[sottoprefettura]].

Tra il [[maggio]] e gli inizi di [[agosto]] del [[1867]] anche Bivona, come il resto della Sicilia, fu colpita da un'[[epidemia]] di [[colera]], che causò numerosi morti. In seguito alla scarsa efficenza dell'amministrazione comunale, fu il segretario della sottoprefettura, Francesco Caglià Guettard, a richiedere l'intervento dei carabinieri e di un medico da [[Palermo]] per far fronte alla grave situazione, e in seguito sostenne il commissariamento del comune.  

===Dal Novecento ad oggi===
[[File:BivonaAntica_(1).jpg|thumb|right|220px|Panorama di Bivona agli inizi del Novecento]]
Nel [[XX secolo|Novecento]] Bivona si affermò soprattutto come importante centro amministrativo e culturale dell'entroterra agrigentino, sede di uffici sanitari e amministrativi e di istituti di istruzione superiore <ref>{{cita web|url=http://www.comune.bivona.ag.it/index.php?option=com_content&task=view&id=105&Itemid=41|titolo=Scheda sulla storia di Bivona|accesso=28 giugno 2009}} sul sito del comune e {{cita web|url=http://liceobivona.altervista.org/storia1.htm|titolo=storia del liceo di Bivona|accesso=25 giugno 2009}} sul sito dello stesso liceo.</ref>.

Nel [[1909]] l'inchiesta del [[tribunale di Palermo]] sull'omicidio del poliziotto [[Stati Uniti|statunitense]] [[Joe Petrosino]], avvenuto la sera del [[12 marzo]], condusse all'arresto del boss mafioso [[Vito Cascio Ferro]], il quale venne tuttavia scagionato dal [[deputato]] del collegio di Bivona, il marchese Domenico De Michele Ferrantelli, che testimoniò di aver cenato insieme all'accusato nella stessa Bivona la sera del delitto.

Nel gennaio del [[1920]] il duca di Bivona, lo spagnolo Tristano Álvarez de Toledo, arrivò a Bivona, con l'intenzione di vendere un latifondo, ancora di proprietà dell'antica famiglia feudataria, ad una [[cooperativa]], nonostante che i terreni fossero stati richiesti in affitto sin dall'estate precedente da un'altra cooperativa, composta da reduci dalla [[prima guerra mondiale]], che aveva richiesto allo scopo anche il sostegno dell'[[Opera Nazionale Combattenti|Opera nazionale combattenti]]. Il duca venne sequestrato per tre giorni nel proprio palazzo, ancora l'antico palazzo ducale del paese, dagli ex-combattenti<ref name=mafia>Salvatore Lupo, ''Storia della mafia'', Donzelli editore, Isola del Liri 2004, p.204.</ref>. Dopo la sua liberazione il duca persistette nel suo propostio e la cooperativa che acquisì le terre, a sua volta le affidò ad altre tre cooperative i cui membri appartenevano a cosche [[Mafia|mafiose]]<ref name=mafia/>. La vicenda causò l'intervento del governo [[Spagna|spagnolo]].

Fino all'abolizione dei [[Circondario|circondari]], nel [[1927]], il paese restò sede di sottintendenza e sottoprefettura. In occasione di una visita di [[Benito Mussolini]], alla fine degli [[Anni 1930|anni '30]], furono piantati diversi alberi e sistemati vie e spazi pubblici.

Il paese venne interessato direttamente dalle operazioni della [[seconda guerra mondiale]] dopo lo [[Sbarco Alleato in Sicilia|sbarco in Sicilia]] degli [[Alleati]] nel [[luglio]] del [[1943]]: un raggruppamento italiano ("gruppo mobile B", o "Ricci") resistette all'avanzata per molti giorni nei pressi di Bivona e fu costretto alla resa dopo molte perdite solo il [[20 luglio]]<ref>{{cita libro|nome=Sandro|cognome=Attanasio|titolo=Sicilia senza Italia, luglio-agosto 1943|anno=1976|editore=Mursia|città=|cid=seconda guerra}}, p.135.</ref>. Il paese venne quindi liberato dalla [[Terza divisione corazzata]] [[Stati Uniti|americana]], qui giunta da Agrigento<ref>{{cita libro|nome=Gaetano|cognome=Zingali|titolo=L'invasione della Sicilia (1943): avvenimenti militari e responsabilità politiche|anno=1962|editore=Crisafulli|città=|cid=seconda guerra mond}}p. 326. Bivona era infatti posta in posizione strategica sulla strada per Palermo: {{cita libro|nome=Mario|cognome=Puddu|titolo=Guerra in Italia, 1943-1945|anno=1965|città=Roma}}, p. 80.</ref>.

===Simboli===
{{Vedi anche|Stemma di Bivona}}
[[File:Bivona-Stemma.png|left|130px|Stemma del Comune]]
[[File:Bivona-Gonfalone.png|right|100px|Gonfalone del Comune]]
Lo [[Stemma di Bivona|stemma del comune di Bivona]] è così descritto<ref name=stat>La descrizione è tratta dallo statuto comunale.</ref>:
{{quote|Scudo recante al suo interno due rami intrecciati di quercia e di ulivo e stemma, sormontato da una corona, raffigurante nella parte superiore una mezza luna calante e nella parte inferiore un granchio}}
La mezza luna rappresenta la famiglia nobile dei primi duchi [[De Luna d'Aragona]], sotto la quale Bivona conobbe il periodo di maggiore splendore, mentre il granchio potrebbe riferirsi alla città di [[Agrigento]], capoluogo della provincia.

Il [[gonfalone]] del comune di Bivona riproduce lo stemma su fondo azzurro, arricchito di decori floreali''<ref name=stat/>. 

==Monumenti e luoghi d'interesse==
{{Vedi anche|Monumenti e luoghi d'interesse di Bivona}}
Il paese ebbe numerose chiese e, a partire dal [[XVII secolo|Seicento]] vi vennero costruiti anche diversi palazzi nobiliari, molti dei quali furono in seguito distrutti o inglobati da costruzioni più moderne. mentre i giardini furono trasformati in zone a verde pubblico. Nel territorio esistono inoltre zone di ritrovamenti [[Fossile|fossili]]<ref>{{cita web|url=http://www.parks.it/riserva.monti.palazzo.adriano|titolo=Scheda sulla riserva "Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio" |accesso=30 marzo 2009}} sul sito Parks.it</ref>.

===Architetture religiose===
<gallery>
File:Chiesa Madre Bivona.jpg|La nuova chiesa madre
File:Santamariadigesu2.jpg|Resti della chiesa di Santa Maria di Gesù
File:Madonnadilasprescia1.jpg|Cappella della Madonna ''di la Sprescia''
File:Fercolosantarosalia1.jpg|Fercolo di Santa Rosalia]]
</gallery>

*[[Chiesa madre chiaramontana]] ([[XIII secolo]])
*Chiesa di San Bartolomeo (XIII-[[XIV secolo]])
*Chiesa di Santa Rosalia (XIII-XIV secolo]])
*Chiesa dell'Annunziata (XIV secolo)
*Chiesa di San Sebastiano (XIV-[[XV secolo]])
*Chiesa di San Paolo (XV secolo)
*Chiesa di Santa Maria di Loreto (XV secolo)
*Chiesa di Santa Maria di Gesù ([[XVI secolo]])
*Chiesa di San Giacomo Maggiore (XVI secolo)
*Chiesa madre ''Mater Salvatoris'' (XVI secolo)
*Chiesa di Sant'Isidoro Agricola ([[XVII secolo]])
*Chiesa dell'Immacolata Concezione (XVII secolo)

{{cassetto|titolo=Chiese scomparse|testo=
*Chiesa di Sant'Andrea
*Chiesa di Sant'Antonio Abate
*Chiesa di Sant'Agata
*Chiesa di San Giovanni Battista
*Chiesa di Santa Maria Maddalena
*Chiesa di San Pietro, detta poi di ''Santa Maria del Soccorso''
*Chiesa di Santa Caterina
*Chiesa di San Giacomo
*Chiesa di Santa Chiara
*Chiesa di Santa Lucia
*Chiesa di San Rocco
*Chiesa del Purgatorio
*Chiesa di San Michele Arcangelo (o di San Francesco)}}

{{cassetto|titolo=Chiese rurali|testo=
*Chiesa di Santa Maria dell'Olio
*Chiesa di San Leonardo
*Chiesa di San Vito
*Chiesa di San Matteo
*Chiesa di San Giovanni Evangelista
*Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo
*Chiesa di Santa Maria del Bosco
*Chiesa della Madonna del Ponte
*Chiesa di Santa Maria della Scala
*Chiesa nella casa rurale del barone Guggino
*Chiesa della Millaca
*Chiesa di Pollicia Sottana
*Chiesa di Pollicia Soprana
*Chiesa della Casina del barone don Giovanni Guggino}}

{{cassetto|titolo=Cappelle|testo=
*Cappella di San Michele Arcangelo
*Cappella dell'ospedale (Santa Maria delle Catene)
*Cappella della Madonna di Montemaggiore
*Cappella della Madonna delle Grazie
*Cappella nella casina di don Pasquale Bellone
*Cappella nella casina di don Antonio Russo
*Cappella della Madonna della Sprescia
*Cappella del Carcere
*Cappella del Camposanto
*Cappella di Santa Filomena}}

{{cassetto|titolo=Oratori|testo=
*Oratorio urbano della compagnia della Madonna dell'Olio
*Oratorio del marchese Greco
*Oratorio presso la casa rurale di don Giuseppe Guggino
*Oratorio dei baroni Guggino
*Oratorio di don Melchiorre Fiano
*Oratori di Antonino Russo e Pasquale Bellone
*Oratorio dei baroni De Michele
*Oratorio di don Alfonso Puccio
*Oratorio della famiglia De Bono}}

{{cassetto|titolo=Conventi, monasteri e collegi|testo=
*Convento dei carmelitani
*Convento dei minori conventuali
*Monastero delle benedettine
*Convento dei domenicani
*Convento di Santa Maria di Gesù
*Convento dei cappuccini
*Monastero delle clarisse
*Collegio dei gesuiti}}

[[File:Portalebivona4.jpg|thumb|left|150px|Decorazione del portale della chiesa madre chiaromontana]]
[[File:Chiesasantarosaliabivona8.jpg|thumb|right|150px|Decorazione del portale della chiesa di Santa Rosalia]]I portali delle chiese di Bivona rappresentano esempi dei diversi stili architettonici: tardo [[Architettura gotica|gotico]] per quello della chiesa madre chiaromontana e quello della chiesa del Carmine, tardo [[Architettura rinascimentale|rinascimentale]] per quello della chiesa madre, e infine [[Architettura barocca|barocco]] per quelli, quasi identici, della chiesa di Santa Rosalia e della chiesa di San Bartolomeo e per quello, in forme autoctone, della chiesa di San Paolo. 

Nelle chiese di Bivona e negli ambienti annessi sono presenti numerosi dipinti e sculture: tra questi hanno particolare rilevanza:
*''Maria e sant'Anna'', nella chiesa del Carmine, del pittore detto "lo [[Zoppo di Gangi]]", [[XVII secolo]];
*''Santa Maria degli Angeli'', dietro l'altare maggiore della chiesa dei Cappuccini, {{citazione necessaria|attribuita}} al pittore [[Fiandre|fiammingo]] [[Ettore Cruzer]], [[XVIII secolo]].
*''Fercolo di Santa Rosalia'', scolpito nel [[1601]] dal sacerdote Ruggero Valenti<ref>{{cita libro|Salvatore|Tornatore |Il culto di S. Rosalia a Bivona. La Chiesa e il Fercolo | 2009| Comune di Bivona| Bivona}}, p.44.</ref>: si tratta di una "vara" in legno dorato e policromo, a forma di baldacchino, sovrastata da una cupola traforata e sorretta da colonne riccamente decorate. Vi è ospitata la satua della "Santuzza", completamente ricoperta d'oro. 

Bivona fu anche sede di una ''Judaica'' ([[Giudecca di Bivona]]), ovvero di un quartiere [[Ebraismo|ebraico]]: gli Ebrei occuparono un quartiere abbastanza centrale nella cittadina, intorno alla chiesa e al convento di San Domenico, dove si trovava probabilmente anche la loro [[sinagoga]].

===Architetture civili===
<gallery>
File:Palazzodemichele5.jpg|Portale del palazzo De Michele
File:Marchese_greco_bivona_1.jpg|Balconata del palazzo del Marchese Greco
File:Xaneabivona5.jpg|''Xanèa'' di via Arco Marchese Greco
File:Villa Bivona 2.jpg|Villa comunale e la fontana circolare
</gallery>

====Palazzi====
*Palazzo ducale ([[XVI secolo]])  
*Palazzo municipale ([[XVII secolo]])
*Palazzo del marchese Greco ([[XVIII secolo]])
*Palazzo De Michele
*Palazzo dei baroni Guggino
*Antica casa comunale
*Villa comunale ([[XX secolo]])
*Magazzino del Duca ([[XVI secolo]])
*Torre dell'Orologio ([[XVIII secolo]])
*Case Cirriè
*Teatro ([[XIX secolo]])

Caratterizzano il paesaggio urbano le ''xanèe'' (o ''hanìe'', ''hanèie'' o ''khanèe'') volte ad arco che {{cn|secondo un uso arabo}} si trovano sopra le vie.
*Xanèa di piazza Guggino
*Xanèa di piazza San Paolo (via Arco Trizzino)
*Xanèa di via Arco Marciante
*Xanèa di via Arco Marchese Greco

====Monumenti e fontane====
Numerose sono le fontane e le sorgenti sparse nel territorio bivonese. Il primo impianto di fontane pubbliche risale al [[1887]], molte furono costruite nel [[1894]]. 

*Fontana ''Mezzaranciu'' o ''Cannulicchi'' ([[XIX secolo]])
*Fontanella ''di lu Roggiu'' (XIX secolo)
*Fontana ''di li Ferri'' ([[XVIII secolo]])
*Fontana ''di lu Savucu'' ([[XIV secolo]])
*Fontana ex abbeveratorio di piazza Guglielmo Marconi (XIX secolo)
*Fontana Pazza

Tra i monumenti eretti nel paese esistono il monumento ai caduti, il monumento eretto a [[Cesare Sermenghi]], il monumento al movimento operaio e contadino e il monumento dei donatori.

===Architetture militari===
[[File:Castello Bivona 12.jpg|thumb|140px|right|Ruderi del castello di Bivona]]
*Resti del bastione e le rovine del [[Castello di Bivona|castello]] ([[XIV secolo]]); inglobò una precedente [[torre]] di guardia (''Turris Bibonae''), citata in un diploma del [[1299]].
*Mura cittadine, costruite nel [[XIV secolo|Trecento]], il cui circuito è ricavabile dalla posizione dei vari edifici sacri che esistevano all'epoca e da alcuni documenti e toponimi del tempo
*Torre difensiva, sita nelle vicinanze del "Ponte Pisciato", i cui ruderi erano visibili fino agli [[Anni 1960|anni '60 del XX secolo]]. Il bastione era stato costruito ad oggetto di difesa e sicurezza molto probabilmente durante la costruzione della cinta muraria cittadina
*Il ''casino'' ([[XVII secolo]]), sito in prossimità del monte Il Casino, da cui prende nome
*Ruderi del castello "Petra d'Amico" ([[IX secolo]]), sito in prossimità della [[diga Castello]], al confine con il territorio di [[Alessandria della Rocca]].

===Aree naturali===
*[[Riserva naturale orientata Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio]]
*Area attrezzata demaniale "Canfuto"

==Società==
===Evoluzione demografica===
{| class="wikitable" style="float:right;"
| colspan="2" align="center" |Evoluzione storica della popolazione prima del 1861<ref>I dati più antichi sulla popolazione di Bivona sono quelli del {{cn|Rivelo ''Censimento di anime e di beni'', del [[1548]], con 1.515 famiglie}}. In epoca precedente sono stati calcolati ({{cita|Antonino Marrone, 1987 I|96}}) circa 2000 abitanti nel [[1375]] e più di 5000 negli anni intorno al [[1530]]. Oltre 6500 abitanti sono calcolati in base al dato per famiglie del 1548.</ref>
|- 
| [[1593]]
| 7.315
|- 
| [[1628]]
| 10.000<ref> Tale dato, fornito nel 1628 dai "giurati" di Bivona fu probabilmente esagerato allo scopo di ottenere dal Tribunale del real patrimonio l'autorizzazione a macellare quattro giovenchi la settimana.</ref>
|- 
| [[1659]]
| 4.000
|- 
| [[1697]]
| 3.600
|- 
| [[1722]]
| 4.023
|- 
| [[1762]]
| 3.381
|- 
| [[1772]]
| 3.417
|- 
| [[1802]]
| 2.660
|- 
| [[1805]]
| 2.050
|- 
| [[1814]]
| 2.565
|}

{{Demografia/Bivona}}

A partire dalla seconda metà del [[XV secolo|Quattrocento]] Bivona ebbe una crescita sia demografica che economica: ciò fu dovuto soprattutto alla presenza della comunità ebraica e ai numerosi ordini religiosi che si stabilirono nella cittadina (in particolar modo nel [[XVI secolo]], subito dopo l'elevazione a ducato)<ref name=cens>{{cita|Antonino Marrone, 1987 I|96}}.</ref>. 

A causa della fondazione di nuovi comuni feudali nella zona di Bivona, nel [[XVII secolo|Seicento]] cominciò per il paese il declino demografico, fino a raggiungere un minimo di 2000 abitanti nel [[1806]]<ref name=cens/>, mentre successivamente si ebbe una nuova ripresa demografica.

Con l'[[unità d'Italia]] il borgo di San Ferdinando, con una cinquantina di abitanti, fu staccato da Bivona e prese il nome di [[Filaga]], oggi frazione del comune di [[Prizzi]]. 

Nella seconda metà del [[XX secolo]] la popolazione riprese a calare in seguito al fenomeno dell'[[emigrazione]].

Bivona è oggi il 28° comune più popoloso della [[provincia di Agrigento]] e il 217° dell'intera [[Comuni siciliani|Sicilia]]. La presenza straniera a Bivona è piuttosto esigua: al  [[31 dicembre]] [[2007]] sono residenti 27 stranieri, pari allo 0.7% della popolazione, dato di gran lunga inferiore alla media nazionale<ref>{{cita web|url=http://www.demo.istat.it/str2007/index.html|titolo=Dati [[ISTAT]] per il 2007 2007|accesso=30 marzo 2009}} sul sito dell'ISTAT.</ref>.

===Dialetto===
L'idioma locale è il dialetto bivonese, facente parte della famiglia dei dialetti centro-occidentali del [[Lingua siciliana|siciliano]]. Il subdialetto bivonese presenta alcune caratteristiche che lo rendono simile al tipico siciliano occidentale, altre che lo accostano al dialetto ennese<ref> {{cita libro|Paolo| Trizzino | La parlata di Bivona nella dialettologia siciliana | 1996| Ciuffa Editore | Roma}}. {{cn|Una simile classificazione fu esposta anche nella tesi di laurea}} discussa dallo scrittore e drammaturgo agrigentino [[Luigi Pirandello]] nel [[1891]] presso l'[[università di Bonn]] (''Laute und Lautentwickelung der Mundart von Girgenti'', ovvero "Suoni e sviluppi di suoni nella parlata del circondario di Girgenti").</ref>.

===Religione===
La religione maggiormente praticata a Bivona è la [[Chiesa cattolica|religione cattolica]] e Bivona appartiene all'[[arcidiocesi di Agrigento]]. Nel tempo ha ospitato un numero proporzionalmente elvato di edifici sacri (40 chiese e una trentina di comunità o associazioni religiose).

A Bivona il culto di [[santa Rosalia]] è attestato in epoca sicuramente più antica del miracolo palermitano<ref name=santarosalia>{{cita libro|nome=Antonino|cognome=Marrone|titolo=Storia delle comunità religiose e degli edifici sacri di Bivona|anno=1997|editore=Comune di Bivona|città=Bivona|cid=Antonino Marrone, 1997}} pag. 106.</ref>, in seguito al quale divenne anche qui [[santo patrono|patrona]] della città nel [[1624]], assieme a [[Francesco d'Assisi|san Francesco d'Assisi]], festeggiato il [[4 ottobre]]. Secondo la tradizione locale, infatti, la chiesa della santa sarebbe stata costruita in seguito ad una duplice sua apparizione durante un'epidemia di peste, nel [[XIII secolo|XIII]] o [[XIV secolo]]. La santa sarebbe inoltre apparsa nel [[XVII secolo]] a suor Maria Roccaforte, la quale riportò che la vergine avesse vissuto in eremitaggio in un primo tempo a Bivona, in un bosco del feudo paterno, comprendente [[Santo Stefano Quisquina|Quisquinia]] e il [[Monte delle Rose]], e da qui si fosse in seguito spostata sul [[Monte Pellegrino]] di [[Palermo]].

{{cassetto|titolo=Comunità religiose nella storia di Bivona|testo=
<div style="text-align:center"><small>''in parentesi la data di fondazione della comunità''</small></div>
*Priorato [[Ordine benedettino|benedettino]] (metà del [[XII secolo]])
*[[Confraternita]] di Sant'Antonio Abate {{citazione necessaria|(prima del [[1250]])}}
*[[Ordine della Beata Vergine del Monte Carmelo|Carmelitani]] ([[XIII secolo|XIII]]-[[XIV secolo]])
*Confraternita di San Bartolomeo {{citazione necessaria|(XIII-XIV secolo)}}
*Confraternita di San Michele Arcangelo {{citazione necessaria|(probabilmente in data anteriore al 1394)}}
*Confraternita di Santa Rosalia {{citazione necessaria|(fine XIV secolo)}}
*[[Frati minori convenutali]] ([[1394]])
*Confraternita di San Sebastiano (XV secolo)
*[[Ordine domenicano|Domenicani]] (XV secolo)
*Opera del Santissimo Sacramento nella chiesa di Sant'Agata (XV secolo)
*Suore [[Ordine benedettino|benedettine]] (XV secolo)
*[[Frati minori osservanti]] ([[1500]])
*Compagnia della Madonna del Rosario ([[XVI secolo]])
*Confraternita di San Rocco (XVI secolo)
*Compagnia del Santissimo Sacramento (tra il [[1543]] e il [[1569]])
*[[Gesuiti]] ([[1556]])
*[[Cappuccini]] (seconda metà del XVI secolo)
*[[Frati minori riformati]] (fine XVI secolo)
*[[Monache clarisse|Suore clarisse]] (fine XVI secolo)
*Opera delle Anime Sante del Purgatorio (anni dieci del [[XVII secolo]])
*Eremiti [[Ordine agostiniano|agostiniani]] ([[1614]])
*Compagnia della Madonna della Pietà (prima metà del XVII secolo)
*Compagnia di Santa Maria del Soccorso ([[1642]])
*Compagnia del Santissimo Crocifisso ([[1650]])
*Opera del Santissimo Viatico nella chiesa di San Giovanni (anni di poco anteriori al [[1722]])
*Congregazione femminile del Santissimo Rosario ([[XIX secolo]])
*Confraternita dell'Annunziata o del Carmelo (approvata in modo non definitivo nel [[1860]])
*Congregazione delle [[Piccole suore della Sacra Famiglia]] ([[1910]])
*Congregazione delle [[Suore terziarie agostiniane]] ([[1928]])
*Compagnia delle Dimesse di Sant'Orsola ([[1930]])
*Congregazione del Sacro Cuore ([[1937]])
*Congregazione delle "[[Missionarie del Sacro Cuore di santa Francesca Cabrini]]" ([[1968]])
*Congregazione delle [[suore assuntine]] ([[2006]]), unico ordine ancora esistente
}}

Una prima comunità [[Pentecostalismo|pentecostale]] si era stabilita a Bivona nel [[1925]], ad opera di un bivonese convertitosi negli [[Stati Uniti]], ma dovette operare clandestinamente dopo le difficoltà di culto sorte in seguito ai [[Patti lateranensi]] del [[1929]]; riprese in seguito la sua attività nel [[secondo dopoguerra]], fino agli [[Anni 1960|anni '60]]. Nel [[1981]] si è riformata una comunità appartenente alle [[Assemblee di Dio in Italia]]<ref>Antonino Marrone, ''Storia delle comunità religiose e degli edifici sacri di Bivona'', Bivona, Comune di Bivona, 1997.</ref>.

===Istituzioni, enti e associazioni===
[[File:Tracomatosariobivona1.jpg|right|thumb|180px|L'ospedale di Bivona, ex tracomatosario.]]
Nel passato Bivona ha rappresentato il centro amministrativo, culturale, sociale, religioso e sanitario di tutto il [[Circondario di Bivona|circondario]] e tuttora vi sono presenti diversi uffici dell'amministrazione pubblica<ref>Si tratta di {{cita web|url=http://www.giustizia.it/cgi-bin/ricerca-uffici?query_type=5&provincia=084|titolo=uffici giudiziari|accesso=30 marzo 2009}} (dal sito Giustizia.it), {{cita web|url=http://www.regione.sicilia.it/Agricolturaeforeste/assessorato/NumeriTelefoniciPreselezionati.htm|titolo=uffici dell'assessorato regionale agricoltura e foreste|accesso=30 marzo 2009}} (dal sito della Regione Sicilia), {{cita web|url=http://www.bonifica3ag.it/comprensorio.htm|titolo=uffici del comprensorio di bonifica|accesso=30 marzo 2009}} (dal sito Bonifica3ag.it), {{cita web|url=http://www.provincia.agrigento.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1463|titolo=URP|accesso=30 marzo 2009}} e {{cita web|url=http://www.provincia.agrigento.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1353|titolo=consultori familiari della provincia di Agrigento|accesso=30 marzo 2009}} (dal sito della provincia), {{cita web|url=http://www.lavoro.regione.sicilia.it/b@checa/SediUffici/qsedirespmod.asp?sedric=SC02|titolo=centro regionale per l'impiego|accesso=30 marzo 2009}} (dal sito della regione), e della {{cita web|url=http://www.globallaboratory.it/pit/tbinps/sede_inps_bivona_2.htm|titolo=sede dell'[[INPS]]|accesso=30 marzo 2009}}. (citata sul sito GlobalLaboratory.it). Vi si aggiungono sedi locali di associazioni nazionali, come la {{cita web|url=http://www.avis.it/usr_view.php/ID=629/id_regione=19/id_provincia=91|titolo=sede provinciale dell'[[AVIS]]|accesso=30 marzo 2009}} (dal sito dell'AVIS) e la {{cita web|url=http://www.patronato.acli.it/sedi.asp?azione=vediSede&idSede=95|titolo=sede del patronato [[ACLI]]|accesso=30 marzo 2009}} (dal sito Patronato.Acli.it).</ref>. 

Per quanto riguarda la [[sanità]] Bivona è infatti sede dell'omonimo distretto sanitariodell'[[ASL]] 1 di Agrigento<ref>{{cita web|url=http://www.asl1ag.it/dsbivona.htm|titolo=ASL 1 di Agrigento|accesso=30 marzo 2009}}.</ref>

Fin dal [[XVI secolo]] Bivona è dotata di strutture ospedaliere: nel [[1540]], infatti, con l'aiuto del senato cittadino venne fondato l<nowiki>'</nowiki>"Ospedale degli Incurabili", in prossimità della chiesa di San Bartolomeo<ref>{{cita web|url=http://www3.unict.it/aos/Province/Agrigento/bivona.htm|titolo=Ospedalità antica in Sicilia|accesso=30 marzo 2009}}</ref>, di cui resta il ricordo nel nome della via Ospedale". Nel [[1936]] l'[[ospedale]] moderno venne costruito nella parte alta del paese, divenendo centro di cura per il [[tracoma]], all'epoca diffuso nell'isola ("tracomatosario"). Oggi l'edificio è una sede dell'[[ASL]] di Bivona, mentre un'altra sede è presso l'ex convento delle suore benedettine, con poliambulatorio e guardia medica. Vi si trovano inoltre strutture sanitarie private e una casa di riposo per anziani.

===Problematiche locali===
Un referendum cittadino, tenutosi il 15 febbraio [[2009]] ha respinto la proposta del comune di privatizzare la gestione dell'acqua, affidandola alla società "Girgenti Acque<ref>{{Cita news|autore=|url=http://www.agrigentonotizie.it/notizie/leggi/34389/acqua-i-bivonesi-dicono-no-alla-privatizzazione.html|titolo=I bivonesi dicono "no" alla privatizzazione|pubblicazione=|accesso=30 marzo 2009}}</ref>.

La presenza locale della [[mafia]] si è manifestata con due omicidi nel [[1994]]<ref>{{Cita news|autore=|url=http://archiviostorico.corriere.it/1994/ottobre/04/Mafia_vince_paura_co_0_9410042529.shtml|titolo=Mafia a Bivona|pubblicazione=|accesso=30 marzo 2009}}</ref>. Nell'estate del [[2008]] il paese è stato teatro di un'operazione antimafia<ref>{{Cita news|autore=|url=http://cammarata.agrigentonotizie.it/cronaca/mafia-operazione-face-arrestati-imprenditori_27522.php|titolo=Operazione "Face-Off"|pubblicazione=|accesso=30 marzo 2009}}; {{Cita news|autore=|url=http://bivona.agrigentonotizie.it/cronaca/ignazio-cutro-vende-lazienda-ma-non-abbandona-bivona_35134.php|titolo="L'imprenditore bivonese Ignazio Cutrò si ribella al pizzo"|pubblicazione=|accesso=30 marzo 2009}}. L'episodio portò alla nascita di un'associazione anti-racket nel giugno [[2009]] ({{Cita news|autore=|url=http://www.magaze.it/site/modules/news/article.php?storyid=1517|titolo= notizia della fondazione dell'associazione "Libere Terre"|pubblicazione=|accesso=1º giugno 2009}}</ref>.

Altre problematiche riguardano le comunicazioni stradali e la carenza di acqua in periodo estivo.

==Cultura==
===Istruzione===
[[File:Liceo_Pirandello.jpg|thumb|180px|right|Il liceo ginnasio statale "Luigi Pirandello"]]
Le istituzioni scolastiche sono presenti a Bivona per lunga tradizione, a partire dall'arrivo dei [[gesuiti]] nel [[XVI secolo]]. Dopo la loro espulsione dalla Sicilia nel [[1767]], fu un decreto di [[Giuseppe Garibaldi]] del [[1860]] ad istituire a Bivona un [[ginnasio]], aperto il 9 febbraio del [[1863]]<ref>{{cita web|url=http://liceobivona.altervista.org/storia1.htm|titolo=Scheda sulla storia del liceo|accesso=25 giugno 2009}}, sul sito del liceo stesso.</ref>. Durante il ventennio fascista fu trasformato in un istituto tecnico con insegnamento del latino e fu intitolato a "[[Francesco Crispi]]" e negli [[Anni 1940|anni '40]] fu attivato il liceo classico, che divenne autonomo nel[[1953]].

Alla fine degli [[Anni 1970|anni '70]] fu creato l'istituto tecnico commerciale e negli [[Anni 1990|anni '90]] nuovi corsi liceali (linguistico, scientifico e bio-socio-sanitario).

Dal [[1991]] al [[2001]] Bivona è stata anche sede decentrata dell'[[università degli studi di Palermo]], sede del corso di laurea in scienze forestali ed ambientali della facoltà di agraria e fino al [[2004]] del corso di laurea in tecniche erboristiche della facoltà di farmacia<ref>{{cita web|url=http://www.ateneonline-aol.it/041015mateAPfar.html|titolo=Articolo sulla chiusura del corso di laurea in tecniche erboristiche con sede a Bivona|accesso=30 marzo 2009}}, sul sito AteneoOnLine-AOL.it.</ref>., dipendenti logisticamente dal consorzio universitario della provincia di Agrigento(CUPA).

===Istituzioni e associazioni culturali===
A Bivona è presente la biblioteca comunale "Romano Cammarata", con sede provvisoria nei locali del Palazzo municipale (ex collegio dei gesuiti)<ref>{{cita web|url=http://www.comune.bivona.ag.it/index.php?option=com_content&task=view&id=281&Itemid=175|titolo=Scheda sulla biblioteca comunale|accesso=30 marzo 2009}} sul sito del comune</ref>, che si occupa inoltre della pubblicazione di testi di storia locale.

Vi si trova inoltre la "casa-museo Carmelo Cammarata", dedicata allo scultore locale ([[1924]]-[[1999]]), che ospita nella bottega in cui l'artista lavorava alcune sue opere (scultura in legno, alabastro e arenaria, tutte tecniche tipiche della scultura siciliana). Vi è annesso un istituto intitolato a suo nome con scopi di studio e ricerca sulla sua opera.

Nel [[1999]] è stato istituito il centro studi "Luigi Pirandello", che si occupa di iniziative formative e di progetti culturali<ref>Tra i progetti attivati, il "progetto Giovenale", finalizzato alla creazione di un "osservatorio sui minori a rischio", il "progetto Idros", rivolto allo sviluppo e alla gestione delle risorse idriche, e il "progetto Calceola", per favore l’ingresso, il reingresso e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro ({{cita web|url=http://www.centrostudipirandello.it/|titolo=Sito web del centro studi "Luigi Pirandello"|accesso=30 marzo 2009}}</ref>.

Bivona ospita inoltre una sede locale del [[Rotaract Club]].

Alla scuola media "Giovanni Meli", alla biblioteca comunale "Romano Cammarata" e al circolo "Leonardo da Vinci" si devono la pubblicazione di alcuni saggi storici sul paese, in particolare le opere del cultore di storia locale Antonino Marrone, e ristampe:
*ristampa nel [[1992]] del volume di Giovan Battista Sedita, ''Cenno storico - politico - etnografico di Bivona'', pubblicato nel [[1909]]; 
*ristampa del [[2005]] dell'opera di Placido Cerri, ''Le tribolazioni di un insegnante di ginnasio'',pubblicato nel [[1872]].

===Media===
Fino al [[2009]] esisteva l'emittente radiofonica locale "Radio Bivona", in seguito chiusa<ref>La radio è citata nell'{{cita web|url=http://radiotvsicilia.altervista.org/RadioMemories.html|titolo=elenco delle emittenti radio scomparse|accesso=30 marzo 2009}} sul sito RadioTvSicilia</ref>.

===Teatro===
Ogni anno a Bivona si svolge la rassegna di [[teatro popolare]] "Città di Bivona", a cui partecipano compagnie teatrali provenienti da tutta la Sicilia.

Autori locali di opere teatrali sono stati [[Cesare Sermenghi]], Paolo Trizzino ([[1897]]-[[1955]]) (''Il calvario di Pinocchio'', messo in scena nel [[1926]] al [[Teatro Politeama Brancaccio|teatro "Morgana"]] di [[Roma]]). Giuseppe Scilì Bellomo (Bivona, [[1951]]) è autore di alcune commedie in rima alternata o baciata interamente in dialetto bivonese.

Negli [[Anni 1980|anni '80]] è stata presente una locale associazione teatrale ("Associazione culturale amici dello spettacolo"), dal [[2003]] rifondata come associazione culturale "Boccascena".

===Musica===
A Bivona sono presenti i [[Banda musicale|complessi bandistici]] "Città di Bivona" (maestro Salvatore Cutrò) e "Gioacchino Rossini" (maestro Ignazio Lo Pinto). Dal [[2006]] è stato attivato il concorso regionale per bande "Città di Bivona", riservato ai complessi bandistici amatoriale dell'isola<ref>{{cita web|url=http://www.musicainbanda.it/Bando%20Conc%20Bivona.htm|titolo=Bando del concorso bandistico di Bivona|accesso=30 marzo 2009}} sul sito MusicaInBanda.it.</ref>

La locale scuola media ha un gruppo polifonico di [[flauto dolce]] che ha al suo attivo una vittoria nel concorso nazionale "F.Gullo" di [[Cosenza]] nel [[1998]] e una seconda vittoria nel [[1999]] per i solisti<ref>{{cita web|url=http://digilander.libero.it/scuolamelibivona/concorsipag.htm|titolo=Concorsi di musica|accesso=30 marzo 2009}} sul lito della locale scuola media.</ref>.

===Cucina===
Le specialità gastronomiche si basano sulla specializzazione agricola nella produzione di [[Pesca (frutto)|pesche]]: torta alle pesche e di ricotta, biscotti e "pasticciotti" con marmellata di pesche, che si aggiungono ai piatti tradizionali siciliani.

===Personalità legate a Bivona===
*Paolo Caggio ([[1521]] - [[1562]]), letterato siciliano, vissuto per alcuni anni a Bivona;
*[[Sigismondo de Luna]] (? - [[1530]]), protagonista del cosiddetto "secondo [[caso di Sciacca]]";
*[[Pietro de Luna]] ([[1520]] - [[1575]]), primo duca di Bivona;
*[[Antonio Veneziano]] ([[1543]] - [[1593]]) poeta siciliano, vissuto per un periodo a Bivona.
*[[Bernardo da Corleone]] ([[1605]] - [[1667]]), frate [[Ordine dei cappuccini|cappuccino]], canonizzato nel [[2001]] e vissuto due anni a Bivona.
*Giuseppe Romano ([[1613]] - [[1681]]), medico e poeta, nato e morto a Bivona;
*[[Damaso Pio De Bono]] ([[1850]] - [[1927]]) ottavo vescovo di [[Diocesi di Caltagirone|Caltagirone]], nato e morto a Bivona e arciprete nella città; 
*[[Cesare Sermenghi]] ([[1918]] - [[1997]]), scrittore, saggista e drammaturgo; 
*[[Carmelo Cammarata]] ([[1924]] - [[1999]]) scultore locale;
*[[Gioacchino Carlo Trizzino]] ([[1945]]) ambasciatore italiano, nato a Bivona.

===Eventi===
[[File:Fercolo di Santa Rosalia, Bivona (AG).jpg|right|thumb|180px|Il fercolo di Santa Rosalia (XVII secolo)]]
====Feste religiose tradizionali====
{{Vedi anche|Tradizioni e folclore di Bivona}}
Le feste religiose proprie di Bivona sono:
*Madonna ''di l'Ogliu'', [[Lunedì dell'Angelo|Pasquetta]]
*''Peregrinatio Mariae'', mese di [[maggio]]
*Madonna ''di la Sprescia'', [[30 maggio]]
*Festa di [[Santa Rosalia]], [[4 settembre]]
*Festa di [[Francesco d'Assisi|San Francesco d'Assisi]], [[4 ottobre]]
*''[[Commemorazione dei defunti|Li morti]]'', [[2 novembre]]

====Sagre e manifestazioni====

*La [[sagra]] della pesca è organizzata annualmente dall'amministrazione comunale a partire dal [[1985]], in tre giorni della seconda metà di [[agosto]], dal venerdì alla domenica. Sono presenti stand per la degustazione gratuita delle specialità locali a base di pesche e altri di artigianato locale o di prodotti agroalimentari tipici. Sono previsti concerti di musica<ref>{{cn|Ai concerti hanno partecipato [[Max Gazzé]], [[Paola Turci]], [[Marina Rei]], [[Silvia Salemi]], [[Anna Oxa]], [[Ivana Spagna]], [[Edoardo Bennato]], [[Tony Esposito]], [[Francesco Baccini]], [[Mario Venuti]] e [[Michele Zarrillo]]}}.</ref>. Durante la sagra si tiene anche una "Notte bianca", tra il sabato e la domenica.
*"Maggio Bivonese", raccolta di attività culturali, sportive e musicali per tutto il mese di [[maggio]].
*"Estate Bivonese", nei mesi [[Estate|estivi]] con rassegne teatrali, concerti, serate di cabaret, cinema all'aperto, mostre e tornei sportivi amatoriali. Ad agosto si tiene inoltre la "Festa dei giovani", con eventi e manifestazioni dedicate e un "raduno rock" per le band locali.
*"Fiera del bestiame", a [[settembre]] e [[ottobre]].

==Geografia antropica==
===Urbanistica===
[[File:PRGbivona.jpg|thumb|right|180px|[[Piano regolatore generale]] del comune di Bivona]] 
Il centro abitato sorge in posizione sopraelevata. Questa ubicazione permise di ridurre il pericolo della [[malaria]], che era presente nelle pianure circostanti. 

Inizialmente l'abitato era situato tra le [[Sorgente (idrografia)|sorgenti]] del Savuco e dei Ferri, in modo da assicurare un agevole approvvigionamento idrico alla popolazione. Una torre di guardia sorse a nord-est nel [[XIII secolo]] e il paese si estese progressivamente verso sud.

Nel [[XIV secolo]] era dotato di mura, {{cn|con quattro porte}}, con impianto viario irregolare. Lo sviluppo del [[XVI secolo]] fece si che si aggiungessero nuovi quartieri{{cn|, con isolati disposti a spina}}; la denominazione dei quartieri serviva da punto di riferimento, in mancanza dei nomi delle strade. Furono costruiti diversi ponti e passerelle sopra iIl torrente Alba, che attraversava il paese. 

La forma assunta dall'abitato, all'incirca romboidale, si mantenne nei secoli successivi. I giardini privati di conventi e notabili costituivano le uniche aree verdi. Con il passaggio di Bivona a sede amministrativa gli uffici furono collocati presso la piazza principale.

Negli [[Anni 1940|anni '40]] venne dato il nome alle strade e si introdussero i numeri civici per gli indirizzi. Fu sistemato il tratto urbano della strada statale tra Palermo e Agrigento (via Roma) e venne inoltre ampliata la piazza San Giovanni e realizzata la "strada nuova" (via Lorenzo Panepinto), coprendo il torrente Alba. L'abitato si espanse verso est e verso ovest con nuovi condomini (via Porta Palermo) e nuove case popolari (località Santa Filomena), mentre delle ville sorsero nella parte orientale del territorio, verso [[Santo Stefano Quisquina]].

In base al [[piano regolatore generale]]<ref>Il piano regolatore generale è stato adottato con delibera del commissario ad acta n. 1 del 20 luglio 1999 ({{cita web|url=http://fons.pa.cnr.it/GURS/Gazzette/g04-04/g04-04-p16.htm|titolo=piano regolatore generale del comune di Bivona|accesso=30 marzo 2009}} sul sito del CNR</ref> il territorio e suddiviso in "zone territoriali omogenee" per destinazione d'uso.

===Suddivisioni storiche===
Il centro storico è suddiviso in [[Quartiere|quartieri]] e [[contrada|contrade]], che hanno valore solo storico e non amministrativo.

{{Vedi anche|Quartieri di Bivona}}
I principali quartieri storici sono<ref>{{cita|Antonino Marrone, 1987 I|194-205}}.</ref>:
*quartiere del Savuco, che prende nome dalla sorgente omonima;
*quartiere di Fontana Pazza, che prende nome dalla fontana omonima;
*quartiere del Nadaro, {{citazione necessaria|il cui nome si ricollega probabilmente al termine arabo ''Nadarà'', posto panoramico}};
*quartiere di Santa Rosalia, uno dei più antichi sorti fuori le mura;
*quartiere di Santa Chiara, il più esteso, nella parte meridionale;
*quartiere di San Domenico, posto al centro del paese, un tempo sede del [[Giudecca di Bivona|quartiere ebraico]];
*quartiere dei Garitani, che prende nome da una ''garita'', o torre di guardia, sul lato sud-occidentale delle mura.

Le principali contrade (strade larghe o zone al di fuori del centro abitato) sono:
*contrada Canfuto, dall'[[Lingua araba|arabo]] ''Kunfud'' ([[porcospino]]), sita in prossimità dell'ingresso orientale del paese;
*contrada Cappuccini, sita nella parte più alta del centro abitato, in cui si trovano il convento dei cappuccini, il Calvario e l'ex tracomatosario;
*contrada Paratore, nella parte settentrionale del paese, dove è situato il liceo; 
*contrada Scaldamosche, nella parte sud-occidentale del paese.

===Suddivisioni amministrative===
Il territorio presenta una [[località abitata]] ([[Santa Filomena (Bivona)|Santa Filomena]]<ref name=santafil>{{cita web|url=http://italia.indettaglio.it/ita/sicilia/agrigento_bivona_santafilomena.html|titolo=Santa Filomena|accesso=30 marzo 2009}}</ref> e un'area speciale (Bacino di Barico). Vi sono inoltre presenti 107 "case sparse" con un totale di 185 abitanti<ref>Secondo i dati del censimento [[ISTAT]] del [[2001]] ({{cita web|url=http://dawinci.istat.it/daWinci/jsp/MD/dawinciMD.jsp?a1=m0GG0c0I0&a2=mO0Y8048f8&n=1UH90007TM48F&v=1UH0D907TM4000000|titolo=14° Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni|accesso=30 marzo 2009}}).</ref>.

La località abitata di Santa Filomena, a circa 600 m dal centro abitato principale, si trova nell'omonima contrada, a circa 450 m di altitudine, collocata all'ingresso sud-occidentale di Bivona lungo la [[Strada Statale 118|strada statale]] per [[Alessandria della Rocca]]. Vi si trovano lo stadio comunale e un nuovo istituto superiore scolastico in costruzione, oltre all'antica [[stazione ferroviaria]].

L'area speciale del Bacino di Barico consiste in un [[Lago artificiale|bacino artificiale]], formato dalla [[diga Castello]], suddiviso con il comune di Alessandria della Rocca<ref>{{cita web|url=http://dawinci.istat.it/daWinci/jsp/MD/dawinciMD.jsp?a1=M0I040wI0&a2=mG0Y8048f8&n=1UH70007TM5&v=1UH0DD07TM50000&terr=084004#com084004|titolo=Bacino di Barico|accesso=30 marzo 2009}}</ref>.

Nel [[XIX secolo]] esisteva una [[Frazione (comune)|frazione comunale]], il Borgo San Ferdinando, oggi [[Filaga]], nel territorio del comune di [[Prizzi]].

==Economia==
L'economia di Bivona si basa prevalentemente sull'[[agricoltura]].

A Bivona ha sede il [[patto territoriale]] "Agriqualitas di Monti Sicani", che ha per obiettivo di valorizzare il territorio dei Monti Sicani e la loro produzione agricola<ref>{{cita web|url=http://www.informacibo.it/zavanone/agriqualitas_000.htm|titolo=Centro Agriqualitas|accesso=30 marzo 2009}}</ref>. Il "distretto rurale dei Monti Sicani", è un'unione di imprese agricole e non delle province di [[Provincia di Palermo|Palermo]], [[Provincia di Agrigento|Agrigento]] e [[Provincia di Caltanissetta|Caltanissetta]], che ha come obiettivo di promuovere la diversificazione produttiva, l'integrazione economica e sociale e il rispetto degli equilibri naturali<ref>{{cita web|url=http://www.lafrecciaverde.it/n87/articolo2/articolo2.htm|titolo=Distretti Rurali|accesso=30 marzo 2009}}</ref>.

===Agricoltura===
[[File:Pesche_Bivona.jpg|right|thumb|180px|La pesca bianca di Bivona]]
Il clima temperato e il terreno, permeabile e [[Argilla|argilloso]] nelle zone basse del territorio, [[Calcare|calcareo]] in quelle alte, ha favorito lo sviluppo e la propagazione del [[Prunus persica|pesco]], che a partire dagli [[Anni 1950|anni '50]] si è diffuso dalla contrada San Matteo fino a comprendere circa 1.200 ettari di terreno e circa il 70% della produzione agricola locale, anche grazie alla disponibilità per l'irrigazione dovuta alla creazione dell'invaso della [[diga Castello]] e alle opere di canalizzazione realizzate. 

La pesca di Bivona è chiamata anche "Montagnola", perché prodotta in un'area collinare e montana o "Pescabivona". La varietà presenta polpa bianca e soda ed è di media pezzatura. Il periodo di maturazione va dalla fine di [[giugno]] alla terza decade di [[settembre]]. A seconda del periodo di maturazione, si possono distinguere quattro ecotipi: "primizia" o "murtiddara", "bianca", "agostina" e "settembrina". Ogni pianta produce dal terzo anno di vita in poi più di quaranta chili di frutto. La pesca è prodotta anche nei territori di [[Santo Stefano Quisquina]], [[Alessandria della Rocca]], [[Cianciana]], [[San Biagio Platani]] e [[Palazzo Adriano]] e il comune di Bivona ha avviato l'iter per l'ottenimento del [[indicazione geografica protetta|IGP]]<ref>{{cita web|url=http://www.ilretegiornale.it/2008/10/20/agricoltura-cresce-fatturato-pesca-di-bivona/|titolo=Articolo dell'ottobre 2008|accesso=30 marzo 2009}} sul sito IlReteGiornale.it</ref>

Alla peschicoltura si aggiunge la produzione di [[Oliva|olive]], [[Mandorla|mandorle]], e [[uva]] e l'[[allevamento]] di [[bovino|bovini]], [[ovino|ovini]] e [[suino|suini]], con produzione di "carne dei Monti Sicani" e di [[Formaggio|formaggi]] tipici siciliani, tra cui:  
*la "tuma", formaggio a pasta dura semicotta prodotto con latte di pecora intero crudo senza stagionatura, di sapore piccante; 
*il "fiore sicano", formaggio a pasta cruda tipico dell'area sicana;
*il "piacentino" (con il significato di "piacevole"), molto simile al [[pecorino]], anch'esso prodotto nel territorio;
*la [[ricotta]] ha un'enorme produzione in tutto il circondario.

===Artigianato===
Nel settore dell'[[artigianato]] è tradizionale la produzione di [[sedia|sedie]] di [[legno]]<ref>{{cita web|url=http://www.pleinairbds.it/pagina.asp?tm=vs&pr=Bivona:%20non%20solo%20pesche&tb=sicilia|titolo=La sedia di Bivona|accesso=2 aprile 2009}}</ref>, a cui si aggiunge quella di [[Ricamo|ricami]], [[Merletto|merletti]], piatti in [[terracotta]] dipinti a mano, e ancora arredi, tendaggi, infissi, ceste di [[vimini]], sculture e oggetti in [[legno]] e manufatti in [[ferro battuto]]. Durante la sagra della pesca, nel mese di agosto si tiene anche una mostra dell'artigianato.

===Industria===
Bivona costituisce uno degli 82 "sistemi locali del lavoro" individuati dall'[[ISTAT]] in [[Sicilia]]<ref>{{cita web|url=http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20050721_00/|titolo=SLL - Istat|accesso=30 marzo 2009}}</ref>. La produzione [[industria]]le del paese riguarda soprattutto il settore alimentare per la trasformazione dei prodotti agricoli, a cui si aggiungono piccole attività di produzione nell'ambito dei settori delle pelli, cuoio e calzature, della chimica e delle fibre, della fabbricazione di apparecchi medicali e di precisione e della fabbricazione di autoveicoli. 

===Terziario===
Nonostante la presenza di numerosi uffici pubblici e servizi lo sviluppo del [[settore terziario]] e del [[commercio]] è scarso<ref>{{cita web|url=http://www.comuniditalia.biz/dati/comune084004.html|titolo=Dati ISTAT sul comune di Bivona in base al censimento del 2001|accesso=30 marzo 2009}}, sul sito dell'ISTAT.</ref>.

Il [[turismo]] non è sviluppato e si basa principalmente sulla qualità dell'ambiente e del paesaggio e sulla possibilità di escursioni al [[Monte delle Rose]]. Sono elementi di attrazione in particolare la sagra della pesca in agosto e il fercolo di santa Rosalia<ref>{{cita web|url=http://www.bivona.net/html/guida_turistica/guida_turistica.htm|titolo=Guida turistica di Bivona|accesso=30 marzo 2009}} sul sito Bivona.net</ref>.

==Trasporti==
La città è attraversata dalla [[strada statale]] tra Palermo ed Agrigento e da diverse [[strada provinciale|strade provinciali]].

La stazione ferroviaria più vicina è quella di [[Cammarata]] - [[San Giovanni Gemini]]; l'aeroporto più vicino è il "Falcone e Borsellino" di [[Aeroporto di Palermo-Punta Raisi|Punta Raisi]] nei pressi di [[Palermo]]; il porto più vicino è quello di [[Porto Empedocle]], ma il più frequentato rimane [[Porto di Palermo|quello di Palermo]].

===Strade===
Il territorio è attraversato dalla [[Strada Statale 118 Corleonese Agrigentina|strada statale 118 (corleonese-agrigentina)]], che riprende il tracciato di un'antica strada romana, realizzata all'epoca della [[prima guerra punica]] ([[264 a.C.|264]]-[[241 a.C.]])<ref>{{cita libro | cognome=Oliveri| nome=Fabio| titolo=Palazzo Adriano: territorio e storia| editore=Comune di Palazzo Adriano| città=Palazzo Adriano| anno=1991}}.</ref>, a sua volta ripresa di vecchi tracciati indigeni. La costruzione della strada, destinata a unire [[Palermo]] ad [[Agrigento]] passando per [[Corleone]], fu decisa nel [[1862]]. Il tracciato nel tratto da Corleone a Bivona, che doveva inizialmente passare per [[Chiusa Sclafani]] e la sua frazione di San Carlo, fu in seguito modificato attraverso [[Prizzi]] e [[Santo Stefano Quisquina]]; il tratto tra Bivona e Agrigento venne realizzato solo nei primi [[Anni 1880|anni '80 dell'Ottocento]]. All'interno del centro urbano corrisponde alla via Porta Palermo, ad una parte di piazza Guglielmo Marconi, alla via Roma ed alle contrade Scaldamosche e Santa Filomena.

Bivona è inoltre servita da alcune [[Strada provinciale|strade provinciali]]:
*strada provinciale 34 , che la collega con la [[strada statale 386]] presso il "bivio Tamburello" nel territorio di [[Calamonaci]];
*strada provinciale verso [[Palazzo Adriano]], che attraversa il territorio montano del [[Monte delle Rose]] e i rilievi al confine tra le province di Palermo e di Agrigento (la strada è dissestata);
*strada provinciale verso [[Ribera]], pure dissestata.

Servizi di autolinee assicurano i collegamenti con i centri vicini<ref>{{cita web|url=http://www.regione.sicilia.it/TURISMO/TRASPORTI/arcautolinee/orari_bus/autolinee.htm|titolo=Autolinee e orari|accesso=30 marzo 2009}} sul sito della Regione Sicilia.</ref>.

Il trasporto urbano comprende pullman scolastici e alcuni autobus per raggiungere servizi cittadini situati al di fuori del centro urbano.

===Antica ferrovia===
[[File:Santafilomenabivona1.jpg|thumb|right|150px|L'antica stazione ferroviaria di Bivona]]
Bivona è stata servita dalla [[Ferrovia|linea ferroviaria]] a [[scartamento ridotto]] [[Ferrovia Lercara-Filaga-Magazzolo|Lercara-Filaga-Magazzolo]], costruita nel [[1912]] per trasportare lo [[zolfo]] estratto dalle miniere di [[Lercara Friddi]] e di [[Cianciana]] e i minatori che vi lavoravano, tra le stazioni di [[Stazione di Lercara Bassa|Lercara Bassa]] e di [[Stazione di Magazzolo|Magazzolo]] (presso [[Ribera]]. Nel [[1918]] dalla stazione di [[Filaga]] fu inoltre aperto un tronco che portava a [[Prizzi]] e a [[Palazzo Adriano]]. Nel [[1924]] era completata con il tratto tra Bivona e [[Alessandria della Rocca]], inaugurato il [[1º settembre]], che la congiungeva alla linea costiera [[Ferrovia Castelvetrano-Porto Empedocle|Castelvetrano-Porto Empedocle]]. Il servizio venne interrotto nel [[1959]].
Bivona era servita dalla stazione che si trovava nella località Santa Filomena, a sud-ovest del paese e nel paese si trovavano due caselli: uno in contrada Antinoro, oggi di proprietà privata, l'altro lungo la strada statale a sud del paese, oggi in rovina.

==Amministrazione==
{{ComuniAmministrazione|NomeSindaco=Giovanni Panepinto
|DataElezione=14/05/2007
|partito=[[Partito Democratico (Italia)|PD]]
|TelefonoComune=0922 983711
|[email protected]
}}

Il comune appartiene a:
*[[regione agraria]] n.1 (versante meridionale dei monti Sicani), con i comuni di Cammarata, San Giovanni Gemini e Santo Stefano Quisquina;
*[[unione di comuni]] "Platani - Quisquina - Magazzolo", con i comuni di Alessandria della Rocca, Cianciana, San Biagio Platani e Santo Stefano Quisquina; 
* [[patto territoriale]] "Magazzolo Platani" e area [[PIT]] 23 "Magazzolo, Platani e Monti Sicani dell’Agrigentino", con i comuni di Alessandria della Rocca, Burgio, Cammarata, Casteltermini, Cianciana, Lucca Sicula, Sant'Angelo Muxaro, San Biagio Platani, San Giovanni Gemini, Santo Stefano Quisquina e Villafranca Sicula;
*[[gruppo di azione locale]] "Terre di Halykos" e protocollo d’intesa per il "Parco fluviale del fiume Platani", con i comuni di Alessandria della Rocca, Cammarata, Cianciana, San Biagio Platani, San Giovanni Gemini e Santo Stefano Quisquina.

===Amministrazioni precedenti===
{{Vedi anche|Sindaci di Bivona}}
{{ComuniAmminPrecTitolo}}
{{ComuniAmminPrec
|[[novembre]] [[1993]]|[[maggio]] [[2002]]  
|Giovanni Panepinto||[[Sindaco (Italia)|Sindaco]]|
}}
{{ComuniAmminPrec
|[[maggio]] [[2002]]|[[maggio]] [[2007]]
|Vincenzo Di Salvo|[[Democratici di Sinistra|DS]]|sindaco|
}}
{{ComuniAmminPrecFine}}

===Gemellaggi===
Bivona è gemellata con:
*{{gemellaggio|Italia|Collebeato|2004}}<ref>{{Cita news|autore=|url=http://www.prolocoweb.com/sagrapesche/newstep/corpo.html|titolo=Articolo sul gemellaggio tra Collebeato e Bivona|pubblicazione=|anno= 2006|accesso=30 marzo 2009}} sul sito Prolocoweb.com</ref>

==Sport==
Lo [[sport]] viene praticato  soprattutto a livello dilettantistico. Corsi di varie discipline sportive sono tenuti da diverse associazioni e in estate sono organizzate attività ludico-sportive durante la manifestazione dell'"Estate bivonese". 

Un seguito torneo di [[calcio a 5]] si svolge dai primi [[Anni 1980|anni '80]] nella seconda metà di [[luglio]] in piazza San Giovanni.

===Calcio===
[[File:Stadiobivona14.jpg|thumb|180px|right|Lo stadio comunale di Bivona, con panorama]]
La squadra di [[calcio (sport)|calcio]] "Associazione sportiva dilettantisca Virtus Bivona" (dal [[1998]] al [[2005]] "Associazione sportiva Bivona 98", che ha militato in [[Terza Categoria|terza categoria]] nella stagione [[2008]]/[[2009]].

===Impianti sportivi===
A Bivona è presente uno stadio comunale "Renato Traina", sito nella parte sud-occidentale del paese, in prossimità della località Santa Filomena. È dotato di illuminazione, di tribuna coperta nel lato est e di pista di atletica, non omologata in quanto più corta dei 400 m regolamentari.<ref>{{Cita news|autore=|url=http://www.siciliapodistica.it/Oggetti/Clemente/Filodiretto_18.pdf|titolo=Articolo sulla pista di atletica dello stadio comunale |pubblicazione=|accesso=30 marzo 2009}}, sul sito SiciliaPodistica.it {{pdf}}.</ref>. 

Altri impianti sportivi sono le palestre annesse agli istituti scolastici, una piscina all'aperto privata, un campo da [[tennis]], un campo da [[calcio a 5]] e una pista di [[Karting|go-kart]], sita nella parte occidentale del territorio bivonese.

==Note==
{{references|2}}

==Bibliografia==
*{{cita libro|Alessandro|De Bono| Damaso Pio De Bono e Luigi Sturzo| 2003| Istituto di Sociologia "Luigi Sturzo"| Caltagirone}}
*{{cita libro|Antonino|Marrone| Bivona città feudale voll. I-II| 1987 | Salvatore Sciascia Editore | Caltanissetta-Roma}}
*{{cita libro|Antonino| Marrone | Il Distretto, il Circondario ed il Collegio Elettorale di Bivona (1812-1880)| 1996 | Comune di Bivona | Bivona}}
*{{cita libro|Antonino| Marrone | Storia delle Comunità Religiose e degli edifici sacri di Bivona|1997|Comune di Bivona|Bivona}}
*{{cita libro|Antonino| Marrone | Ebrei e Giudaismo a Bivona (1428-1547)|2000| Circolo Leonardo da Vinci - Bivona | Bivona}}
*{{cita libro|Antonino| Marrone | Bivona dal 1812 al 1881|2001| Comune di Bivona | Bivona}}
*{{cita libro|Salvatore|Tornatore |Il culto di S. Rosalia a Bivona. La Chiesa e il Fercolo| 2009| Comune di Bivona| Bivona}}
*{{cita libro|Paolo| Trizzino | La parlata di Bivona nella dialettologia siciliana| 1996| Ciuffa Editore | Roma}}

==Voci correlate==
{|style="width: 60%; align:top"
|-
|valign=top|
*[[Castello di Bivona]]
*[[Diga Castello]]
*[[Monte delle Rose]]
*[[Chiesa Madre Chiaramontana|Chiesa madre chiaramontana]]
|valign=top|
*[[Sindaci di Bivona]]
*[[Stazione meteorologica di Bivona]]
*[[Tradizioni e folclore di Bivona]]
|}

==Altri progetti==
{{interprogetto|commons=Bivona|q}}

== Collegamenti esterni ==
* [http://www.chiesabivona.it Chiesa Bivona]
<br style="clear:both" />

<nowiki>
{{Bivona}}
{{Provincia di Agrigento}}
{{Portale|Sicilia}}

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