Revision 939147 of "Intercettazioni sul caso Unipol: come e quando finirono sul tavolo di Berlusconi" on itwikinews

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[[File:Silvio Berlusconi in Saint Petersburg.jpg|thumb|left|Il presidente del Consiglio, [[w:Silvio Berlusconi|Silvio Berlusconi]]]]

Arcore. Non erano [[w:Re Magi|Re Magi]], quei tre uomini che la sera della vigilia di [[w:Natale|Natale]] si incamminarono verso una casa di Arcore, sebbene anch'essi recassero in mano ricchissimi doni. Non oro, argento, o mirra, ma qualcosa di ben più prezioso, se è vero che, nelle parole del destinatario, quel dono avrebbe garantito loro la riconoscenza eterna della sua famiglia: si trattava in verità di un personal computer dall'aspetto dimesso, forse anche un po' sgangherato, tanto da avere qualche difficoltà al [[w:boot|bootstrap]], ma dal cuore assai prezioso: il suo hard-disk conteneva infatti registrazioni riservate, le telefonate intercorse tra l'indagato [[w:Giovanni Consorte|Giovanni Consorte]] e [[w:Pietro Fassino|Pietro Fassino]] sul caso del fallito tentativo di scalata dell'[[w:Unipol|Unipol]] alla [[w:Banca nazionale del Lavoro|Banca nazionale del Lavoro]]. Illegalmente sottratte al segreto istruttorio, addirittura prima di essere a conoscenza della stessa magistratura che le aveva ordinate, quelle preziose registrazioni venivano messe a disposizione di un generoso destinatario.  

Quegli improbabili aspiranti Re Magi hanno ora un nome e cognome: uno di essi è Roberto Raffaelli, infedele specialista di [[w:intercettazione|intercettazioni giudiziarie]], ed ex titolare della RCS-Research Control System. Gli altri due sono quelli degli imprenditori Fabrizio Favata e [[w:Paolo Berlusconi|Paolo Berlusconi]]. Un nome e cognome ha anche il potente destinatario di quel prezioso ''cadeaux'', il premier italiano [[w:Silvio Berlusconi|Silvio Berlusconi]], in altre occasioni, invece, sul piede di guerra sull'uso, a suo dire distorto, delle intercettazioni.

Non passano molti giorni che, il 31 dicembre, mentre in Italia si preparano le polveri per i fuochi di fine d'anno, qualcuno decide di sparare i suoi botti con qualche ora di anticipo. E che botti poi! Eclatanti e illegali, di quelli degni di un sequestro, se non fossero essi stesso frutto di un sequestro ai danni della magistratura: quelle preziose registrazioni potevano ora uscire allo scoperto, sparate sulle colonne sul ''[[w:Il Giornale|Giornale]]'' di famiglia (il famoso «''abbiamo una banca!''» di Fassino), ad alzarsi nel cielo lasciandosi dietro una clamorosa scia di scintille e polemiche.

A dirlo sono i giudici milanesi, quegli stessi che, a conclusione delle indagini sul caso Unipol-BNL, ora precisano i loro rilievi: ai nomi di Favata e Raffaelli, già indagati, si aggiunge ora quello eccellente di Paolo Berlusconi, a carico del quale, editore del ''Giornale'', potrebbe profilarsi il rinvio a giudizio per i reati di ricettazione, millantato credito, e concorso in rivelazione e utilizzazione del segreto d’ufficio.   

Estraneo a ogni accusa è invece il presidente del Consiglio: anzi, nella fattispecie profilatasi, il premier ricopre la figura di parte lesa. Se le accuse nei confronti degli indagati saranno provate, Silvio Berlusconi potrà consolarsi chiedendo i danni al facoltoso fratello. C'è da giurarci che non lo farà. 

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== Fonti ==
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|url= http://www.ilgiornale.it/interni/caso_unipol_nastro_fassino_indagato_paolo_berlusconi/26-10-2010/articolo-id=482590-page=0-comments=1
|titolo= Caso Unipol, nastro di Fassino: indagato Paolo Berlusconi
|agenzia=Il Giornale
|data=26 ottobre 2010}}
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|url= http://www.corriere.it/cronache/10_giugno_01/paolo_berlusconi_indagato_3b5a30d0-6d3e-11df-b7b4-00144f02aabe.shtml
|titolo= Intercettazione su Fassino. Paolo Berlusconi indagato a Milano. I pm accusano l’editore del «Giornale»: ricettazione
|agenzia=Corriere della Sera
|data=26 ottobre 2010}}
 
[[Categoria:Italia]]
[[Categoria:Politica e conflitti]]
[[Categoria:Politica]]
[[Categoria:Giustizia]]
[[Categoria:Intercettazioni]]
[[Categoria:Silvio Berlusconi]]
[[Categoria:Governo Berlusconi IV]]