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[[File:DilettaNicastro.jpg|thumb|Diletta Nicastro]]
'''Diletta Nicastro''' (1975 – vivente), scrittrice e giornalista italiana.

==''I segreti di Tallinn – Il quinto incarico''==
===[[Incipit]]===
<div align=right>Ottobre 20..<br>Bielorussia nord-occidentale</div>
Iniziava a nevicare. L'inverno arrivava in anticipo quell'anno. Meglio. La luna era coperta dalle nuvole e per Evgeni Taskov sarebbe stato tutto più facile. Anche perché era tutt'altro che tranquillo. O per meglio dire, aveva paura, dannatamente paura. Ma doveva farlo. Dopo aver visto quello che aveva visto non poteva andare avanti in quel modo, né poteva permettere che Lui continuasse a passarla liscia. Anzi, che se la passasse alla grande rivendendo quello che aveva trovato o, per la precisione, trafugato.

===Citazioni===
*I nostri occhi si incrociarono, si fissarono, duellarono. "Dimmi che mi sono sbagliato", fece infine. (pag. 243)
*Potevo non solo far sì che gli uomini si girassero a guardarmi, ma anche catturarli, ammaliarli, incatenarli? Io che ero sempre lasciata all'angolo? (pag. 255)

==''Dio salvi il Gigante – Il sesto incarico''==
===[[Incipit]]===
<div align=right>Novembre 20..<br>St. James Park, Londra, Regno Unito</div>
Il sole non era ancora sorto. Il cielo era appena rischiarato all’orizzonte e le stelle sbiadivano di minuto in minuto. Per la maggior parte la città dormiva; solo sporadiche luci si accendevano e spegnevano rivelando che qualcuno tornava a casa o era pronto ad affrontare una nuova giornata di lavoro.
La nebbia risaliva dal laghetto di St. James Park mentre le oche selvatiche continuavano a sonnecchiare con la testina nascosta sotto alle ali. Un ragazzo si muoveva impaziente tra i salici piangenti, senza sentire né l’umidità, né il forte, intenso odore di terra bagnata così caratteristico dei parchi di Londra in quella stagione. 

===Citazioni===
*La seguì con lo sguardo mentre si incuneava tra gli alberi. Quella leggiadra lentezza induceva anche lui a seguirne le orme allo stesso ritmo. Senza imporsi, senza interrompere quel battito d'equilibrio. (pag. 285)

==''La vendetta di Sam Campbell – Quarto Prequel al Settimo Incarico''==
===[[Incipit]]===
<div align=right>Letterkenny, Donegal, Irlanda<br>Giugno 20..</div>
Evan Lynch era a casa sua. Nel suo salotto. A scambiare due parole con suo padre.
Non era possibile.
Semplicemente, non lo era.
Una Galloway si diede un’ultima occhiata allo specchio, si allacciò una sciarpa al collo e liberò i lunghi capelli scuri, sistemò Greeny sul letto e si rigirò la fedina di Paddy attorno all’anulare.
Doveva uscire dalla sua camera. Doveva liberare suo padre dal quel confronto. Doveva fare qualsiasi cosa, tranne che rimanere lì. Solo che doveva organizzare le idee. Capire perché il punto di riferimento dell’area politica di Patrick O’Hara si fosse presentato senza preavviso in quella casa con la pretesa di parlare con lei.

===Citazioni===
*Rimaneva il fatto, che nonostante tutto, loro erano ancora lì. Con qualche affanno, molta tensione, infinito silenzio. Ma c’erano. (pag. 15)
*"Sei un apolide nella tua stessa città se non hai la tua [[donna]]". (pag. 17)
*Non importava quanto fosse stato assente. Non importava quella notte. Non importava niente. Una apparteneva a lui. (pag. 18)

==Bibliografia==
*Diletta Nicastro, ''I segreti di Tallinn – Il quinto incarico'', M&L, 2011.
*Diletta Nicastro, ''La vendetta di Sam Campbell – Quarto Prequel al Settimo Incarico'', M&L, 2012.

==Altri progetti==
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