Difference between revisions 110342 and 120962 on itwikiversity{{risorsa|tipo=lezione|materia1=Letteratura italiana}} '''Alessandro Manzoni''' 1785 1785- 1873 fu uno dei più importanti esponenti italiani dell’<nowiki>'</nowiki>[[w:Ottocento|Ottocento]], autore di opere quali gli [[w:Inni Sacri|Inni Sacri]],le [[w:Marzo 1821|Marzo 1821]], [[w:il 5 maggio|Il Cinque Maggio]], [[w:I promessi sposi|Promessi sposi]] e di due tragedie [[w:Il Conte di Carmagnola|Il Conte di Carmagnola]] e [[w:Adelchi|Adelchi]], e notevole innovatore della letteratura italiana per quanto riguarda la lingua. == La vita == Alessandro Manzoni nacque a Milano nel 1785, dal conte Pietro e da Giulia Beccarla, figlia di[[w:Cesare Beccaria|Cesare Beccaria]], uno dei più illustri rappresentanti dell’<nowiki>'</nowiki>[[w:Illuminismo|illuminismo]] lombardo. Separatisi ben presto i genitori, trascorse la fanciullezza e la prima adolescenza, sino al 1801, in collegi retti da padri [[w:somaschi|somaschi]] e [[w:barnabiti|barnabiti]], dove ricevette la tradizionale educazione classica, ma concepì anche una profonda avversione per i metodi [[w:pedagogia|pedagogici]] e l’<nowiki>'</nowiki>arido formalismo religioso di quegli ambienti. Uscito dal collegio a sedici anni, nutrito di idee razionalistiche e libertarie, si inserì nell’<nowiki>'</nowiki>ambiente culturale milanese del periodo napoleonico, strinse amicizia coi profughi napoletani [[w:Vincenzo Cuoco|Cuoco]] e [[w:Francesco Lomonaco|Lo Monaco]], frequentò poeti già famosi come [[w:Vincenzo Monti|Monti]] e [[w:Ugo Foscolo|Foscolo]]. Condusse vita gaudente, tra il gioco e le avventure galanti, ma si dedicò anche intensamente al lavoro intellettuale, scrivendo parecchie opere poetiche nel gusto classicistico dell’<nowiki>'</nowiki> epoca. Nel 1805 lasciò la casa paterna e raggiunse la madre a [[w:Parigi|Parigi]], dopo la morte di [[w:Carlo Imbonati|Carlo Imbonati]], l’<nowiki>'</nowiki>uomo con cui ella aveva vissuto dopo la separazione dal marito. Tra il figlio e la madre, che si conoscevano ben poco, nacque un rapporto affettivo molto intenso, destinato a segnare profondamente la vita successiva dello scrittore. A Parigi, il giovane Manzoni entrò in contatto con gli ''ideologi''([[w:de Tracy|de Tracy]], [[w:Cabanis|Cabanis]], [[w:Thierry|Thierry]], [[w:Claude Fauriel|Fauriel]]), un gruppo di intellettuali che erano gli eredi del patrimonio illuministico. Le loro posizioni liberali ed il loro rigore morale esercitarono un influsso determinante nella formazione delle idee filosofiche, politiche, morali e letterarie di Manzoni. Fauriel strinse con lui anche una profonda amicizia e, specie attraverso un fitto scambio di lettere durato diversi anni, divenne un importante punto di riferimento per Manzoni nel periodo più fecondo della sua attività di scrittore. A Parigi, il contatto con ecclesiastici di orientamento [[w:Giansenismo|giansenista]], vicini agli ideologi, incise anche sulla sua conversione religiosa. Sul suo ritorno alla fede cattolica Manzoni mantenne sempre uno stretto riserbo (lo stesso, d’<nowiki>'</nowiki>altronde, con cui circondò abitualmente la sua persona, i suoi sentimenti, la sua vita privata). Pertanto è quasi impossibile ricostruirne le fasi interiori. Dovette essere determinante l’<nowiki>'</nowiki>influsso della giovane moglie [[w:Enrichetta Blondel|Enrichetta Blondel]], che proprio a Parigi si convertì dal [[w:Calvinismo|calvinismo]] al [[w:Cattolicesimo|cattolicesimo]]. La conversione si accompagnò in Manzoni al primo manifestarsi di quelle gravissime crisi nervose che lo angustiarono per tutta la vita. Comunque, quando nel 1810 lasciò Parigi ritornando definitivamente a Milano, un profondo rinnovamento si era compiuto nella sua visione della realtà, che era ormai integralmente ispirata al cattolicesimo. Il rinnovamento coinvolse anche l’<nowiki>'</nowiki>attività intellettuale e letteraria: Manzoni abbandonò la poesia classicheggiante, lasciando incompiuti vari progetti, e si dedicò alla stesura di una serie di [[w:Inni Sacri|''Inni sacri'']](1812-1815), che aprivano la strada ad una successiva serie di opere di orientamento romantico, nutrite di interessi storici oltre che religiosi. Dopo il ritorno in [[w:Italia|Italia]], Manzoni condusse l’<nowiki>'</nowiki>esistenza appartata del possidente, dividendosi tra la sua casa milanese e la villa di [[w:Brusuglio|Brusuglio]]. La sua vita era dedicata allo studio, alla scrittura, alle intense pratiche religiose, alla famiglia, che cresceva numerosa. Fu vicino al ''movimento romantico milanese'' e ne seguì attentamente gli sviluppi (un gruppo di intellettuali si riuniva a discutere in casa sua), ma non partecipò direttamente alle polemiche con i classicisti e declinò l’<nowiki>'</nowiki>invito a collaborare al ''[[w:Il Conciliatore|Conciliatore]]''. Un atteggiamento analogo assunse nei confronti della politica: di sinceri sentimenti patriottici ed unitari, seguì con entusiasmo gli avvenimenti del 1820-1821, ma non vi partecipò attivamente, e non fu toccato dalla dura repressione austriaca che ne seguì. Sono questi gli anni di più intenso fervore creativo, in cui nascono le ''Odi civili'', la ''Pentecoste'', le [[w:Opere di Alessandro Manzoni#Tragedie|''Tragedie'']], le prime due stesure del romanzo, oltre alle [[w:Opere di Alessandro Manzoni#Osservazioni sulla morale cattolica|''Osservazioni sulla morale cattolica'']], al [[w:Opere di Alessandro Manzoni#Discorso sopra alcuni punti della storia longobardica in Italia|''Discorso sopra alcuni punti della storia longobardica in Italia'']], ai ''[[w:Saggi di teoria letteraria sulle unità drammatiche e sul Romanticismo|Saggi di teoria letteraria sulle unità drammatiche e sul Romanticismo]]''. Ma con la pubblicazione dei ''[[w:Promessi sposi|Promessi sposi]]'' nel [[w:1827|1827]], si può dire concluso il periodo creativo di Manzoni. Lo scrittore assunse un atteggiamento di distacco verso la formula stessa del romanzo storico, che gli aveva consentito di scrivere il suo capolavoro. Successivi tentativi lirici, come un ''[[w:Inno sacro sull’<nowiki>'</nowiki>Ognissanti|Inno sacro sull’<nowiki>'</nowiki>Ognissanti]]'', rimasero incompiuti. Manzoni tendeva sempre più a rifiutare la poesia, considerandola falsità di contro al [[w:vero storico|vero storico]] e [[w:vero morale|morale]]. Conseguentemente, approfondì gli interessi storici, filosofici e linguistici. Lavorò per anni, fino al 1840, alla terza redazione del romanzo, ma con intenti ormai prevalentemente linguistici, secondo la tesi, elaborata nel frattempo, della fiorentinità della lingua italiana. L’<nowiki>'</nowiki>amicizia con Fauriel fu sostituita dall’<nowiki>'</nowiki>amicizia con il filosofo cattolico [[w:Antonio Rosmini|Antonio Rosmini]], che divenne la sua guida intellettuale. In questi anni della maturità e della vecchiaia la sua vita fu anche funestata da una serie interminabile di lutti (la morte della moglie, della madre, di parecchi dei figli) e da dissapori familiari (la condotta dei figli maschi). La sua figura di intellettuale era sempre più circondata di ammirazione, dopo il grandissimo successo del romanzo, che veniva ristampato continuamente in tutta Italia (in edizioni per lo più pirata, non essendovi ancora tra i vari Stati italiani una convenzione sui diritti d’<nowiki>'</nowiki>autore). Manzoni era ormai una figura pubblica, nonostante il suo atteggiamento sempre schivo e appartato. Durante le [[w:Cinque giornate di Milano|Cinque giornate di Milano]], nel 1848, seguì con entusiasmo gli eventi politici, pur senza parteciparvi direttamente, e diede alle stampe l’<nowiki>'</nowiki>ode patriottica [[w:Marzo 1821|''Marzo 1821'']], tenuta per anni nascosta. Costituitosi il [[w:Regno d'Italia|Regno d’<nowiki>'</nowiki>Italia]] nel 1860, fu nominato ''senatore''. Pur essendo profondamente cattolico, era contrario al potere temporale della Chiesa, e favorevole a [[w:Roma|Roma]] capitale: nel 1861 votò a favore del trasferimento della capitale da [[w:Torino|Torino]] a [[w:Firenze|Firenze]], come tappa intermedia verso Roma: nel 1872, dopo la conquista della città da parte delle truppe italiane, ne accettò la cittadinanza onoraria, con scandalo degli ambienti cattolici più retrivi. Negli anni della sua lunga vecchiaia Manzoni fu circondato dalla venerazione della borghesia italiana, che vedeva in lui non solo il grande scrittore, ma anche un maestro, una guida intellettuale, morale, politica. Soprattutto il suo romanzo fu assunto nella scuola con tale funzione. Morì a Milano nel 1873, a 88 anni; gli furono tributati solenni funerali, alla presenza del principe ereditario [[w:Umberto I|Umberto]], e fu sepolto nel cimitero monumentale. == Note == <References /> == Bibliografia == :* A. MANZONI, ''Epistolario'' :* A. MANZONI, ''I Promessi Sposi'' :* G.BALDI, S.GIUSTO, M.RAMETTI, G.ZACCARIA, ''Dal testo alla storia e dalla storia al testo'', Milano: Paravia, 2002, volume Manzoni e Leopardi :* G. BASILONE, ''Guida allo studio dei Promessi Sposi'', editore Federico & Ardia, Napoli 1967 === Monografie === '''[http://www.marginalia.it/mediawiki/index.php/Manzoni_e_il_problema_dell%27unità_linguistica Manzoni e il problema dell'unità linguistica]''' == Voci correlate == :* [[w:Romanticismo|Il Romanticismo]] :* [[w:Ugo Foscolo|Ugo Foscolo]] :* [[w:Opere di Alessandro Manzoni|Alessandro Manzoni]], Opere == Collegamenti esterni == :* [http://www.italialibri.net/autori/manzonia.html Alessandro Manzoni, Biografia] :* [http://www.liberliber.it/biblioteca/m/manzoni/i_promessi_sposi/html/indice.htm Alessandro Manzoni, ''I Promessi Sposi''] :* [http://www.letteratura.it/alessandromanzoni/ Letteratura.it, ''Alessandro Manzoni''] == Altri progetti == {{interprogetto|q|commons|s=Autore:Alessandro Manzoni|s_preposizione=di}} All content in the above text box is licensed under the Creative Commons Attribution-ShareAlike license Version 4 and was originally sourced from https://it.wikiversity.org/w/index.php?diff=prev&oldid=120962.
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