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Il principio per cui forma una fotografia è piuttosto conosciuto: una certa scena viene inquadrata dall<nowiki>'</nowiki>obiettivo e quando siamo soddisfatti di quello che vediamo nell<nowiki>'</nowiki>oculare o nello schermo LCD premiamo il tasto di scatto et voilà!
Ma cosa succede nella macchina reflex?
Più o meno accade questo:
* Lo specchio si solleva, permettendo alla luce di passare.
* L<nowiki>'</nowiki>otturatore si apre.
* La scena si imprime sulla pellicola o sul sensore.
* L<nowiki>'</nowiki>otturatore si richiude.
* Lo specchio si abbassa.
In realtà ci sono altre cose che accadono, ma per ora fermiamoci a queste, che ci costringono a chiederci a cosa servano tutti quei “pezzi”.
L<nowiki>'</nowiki>obiettivo è ovviamente, come tutti sanno, un barilotto che contiene una serie di lenti che indirizzano la luce verso l<nowiki>'</nowiki>interno della macchina.
Dentro la macchina c<nowiki>'</nowiki>è uno specchio inclinato che riflette la scena verso l’alto.
L’<nowiki>'</nowiki>alto.
L<nowiki>'</nowiki>immagine a questo punto entra in un pentaprisma che riflette a sua volta l<nowiki>'</nowiki>immagine, raddrizzandola e permettendoci di vederla attraverso l<nowiki>'</nowiki>oculare. 
Le macchine che non hanno lo specchio NON SONO REFLEX, anche se ci possono somigliare esteticamente.
L<nowiki>'</nowiki>otturatore si apre e la luce passa direttamente dall<nowiki>'</nowiki>obiettivo al sensore, senza riflettersi da nessuna parte, perché lo specchio si è sollevato. Il sensore raccoglie le informazioni luminose e le salva sulla scheda di memoria, poi viene cancellato ed è disponibile a un nuovo scatto.

== Programma "Verde" e Accenni ai Termini ==

Tutte le reflex entry level hanno un programma completamente automatico detto "verde" (perché in genere è simboleggiato nella rotella dei programmi con un quadratino verde) che fa in modo che la nostra unica preoccupazione sia quella di inquadrare la scena, decidere come comporla e premere il tasto di scatto.
Qui noi inquadriamo la scena e a un nostro comando (di solito premendo a metà il tasto di scatto) la macchina legge la quantità di luce che entra e la misura con l<nowiki>'</nowiki>esposimetro. La macchina calcola quale è l<nowiki>'</nowiki>accoppiata tempo/diaframma necessaria perché entri sufficiente luce per formare l<nowiki>'</nowiki>immagine e la imposta prima di scattare. Noi possiamo vedere i dati di scatto nel mirino.
La macchina con il programma verde decide tutto: '''tempi, diaframmi, sensibilità ISO'''
e se usare o meno il flash, rendendoci si la vita più facile, ma non lasciandoci controllare niente.
Ma cosa sono i tempi, i diaframmi e la sensibilità ISO?
Come detto vengono impostati dalla macchina in seguito alla lettura esposimetrica.
L<nowiki>'</nowiki>esposimetro calcola e misura la luce della  scena, e la macchina decide ad esempio di impostare un tempo di 1/100 e un diaframma a f:8, con una sensibilità di 100iso.
Cioè?
Cioè l<nowiki>'</nowiki>otturatore rimarrà aperto per un centesimo di secondo, l<nowiki>'</nowiki>obiettivo aprirà le sue lamelle interne a un certo diaframma (f:8 è un valore medio) e il sensore amplificherà il segnale molto poco.
Alla fine è tutta una questione di luce che entra: come faccio a farne entrare abbastanza? I casi sono due: o allargo il “buco” (il diaframma) da cui passa la luce o lascio il buco meno aperto ma lo apro per più tempo. Esattamente come riempire un bicchiere d<nowiki>'</nowiki>acqua: se apro il rubinetto lasciando scendere un filo d<nowiki>'</nowiki>acqua impiegherò un minuto, se apro il rubinetto a canna in pochissimi secondi avrà il bicchiere pieno.
In realtà c<nowiki>'</nowiki>è un terzo caso: aumento l<nowiki>'</nowiki>amplificazione del segnale (aumentando cioè il valore ISO) ma questo porta a un degrado dell<nowiki>'</nowiki>immagine, perché amplificando il segnale amplifichiamo anche il rumore. Ma questo concetto verrà spiegato più avanti.
Passerò a spiegare ora come influire sulla formazione dell<nowiki>'</nowiki>immagine in modo da essere noi a decidere come fare la foto e non la macchina.

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'''Lezione Prelevata dal libro "Usare la Tua Prima Reflex - Manuale Minimo" di Sandro Chiozzi (pagina 9 e 10) rilasciato con Licenza Creative Commons 3.0 (CC BY NC ND 3.0) e reperibile qui: http://www.boorp.com/libri_gratis_pdf/libro_Usare_la_tua_prima_reflex_in_pdf_gratis.php .'''