Revision 85757 of "Riforma del diritto fallimentare" on itwikiversity

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==Il fallimento nella visione tradizionale e nel nuovo diritto==
Secondo la visione tradizionale il fallimento veniva considerato come l’insieme delle norme che da un lato permetteva ai creditori una ripartizione su base paritaria del residuo attivo, dall’altro come l’insieme di quelle norme afflittive, residuo dell’epoca in cui all’imprenditore incapace di soddisfare l’adempimento delle proprie obbligazioni, si ‘’rompeva il banco’’ cioè si faceva ‘’bancarotta’’ e lo si sottoponeva a tutta una serie di pratiche umilianti .
Si sottraeva a questo regime solo figure minori come il ‘’concordato preventivo’’ o l’amministrazione controllata per venir incontro agli imprenditori ‘’onesti ma sfortunati’’
Nei diritti di stampo anglosassone  il fallimento veniva invece concepito come un sistema per proteggere appunto tali imprenditori dai loro creditori, cercando di salvare quanto di valido c’era ancora nell’impresa.
==Cenni all'ordinamento statunitense==
Il diritto statunitense che è stato il punto di riferimento alla riforma del diritto fallimentare è regolato dal Titolo 11 dell'United States Code:. A sua volta è suddiviso in capitoli:
*Chapter 7: liquidazione di base per i privati e gli imprenditori
*Chapter 9: insolvenza delle municipalità; 
*Chapter 11: riabilitazione e riorganizzazione aziendale, usabile anche per la riorganizzazione dei debiti dei privati; 
*Chapter 12: riabilitazione per imprenditori agricoli e pescatori; 
*Chapter 13: riabilitazione per debiti fiscali; 
*Chapter 15: casi ausiliari e di diritto internazionale.

[[Categoria:Diritto fallimentare|Riforma]]