Revision 21581855 of "纳屋咯克海战" on zhwiki

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纳屋咯克海战发生于公元前36年9月3日,Pompeo Magno的儿子Sesto Pompeo与[[屋大维]]的海军上将Marco Vipsanio Agrippa之间的战役., nei pressi di [[Nauloco]] in [[Sicilia]]. La disfatta di Sesto segnò la definitiva sconfitta dei partito pompeiano e la fine della sua opposizione al [[Secondo triumvirato]].
==Contesto storico==
{{Vedi anche|Guerra civile romana (44-31 a.C.)}}
Dopo gli '''[[foedus brundusinum|accordi di Brindisi]]''' ([[40 a.C.]]) tra Ottaviano e [[Marco Antonio]], con cui fu rinnovato il [[triumvirato]], Ottaviano si dedicò a chiudere la partita con Sesto Pompeo, che, rifugiatosi in [[Spagna]] con quanto restava delle armate del [[Roma repubblicana|partito repubblicano]], dopo l'[[cesaricidio|assassinio di Cesare]] era stato perdonato dal Senato, che gli aveva affidato il comando della flotta al tempo della [[guerra di Modena]]. Con questa forza navale, Sesto aveva occupato la [[Sicilia]] ([[42 a.C.]]), raccogliendo intorno a sé tutti i nemici dei triumviri. Sesto aveva poi dato vita a un vero e proprio blocco navale contro [[Roma]], che si era quindi trovata senza adeguati rifornimenti granari ([[39 a.C.]]). Dopo un momentaneo compromesso (che però nessuno rispettò fino in fondo), tra le due parti si riaccesero le ostilità. Nel [[38 a.C.]] Ottaviano fu battuto in mare da Sesto, riportando gravi perdite umane. Il figlio adottivo di Cesare richiamò allora dalla Gallia il suo [[legato]], [[Marco Vipsanio Agrippa]], e chiese anche aiuto ad Antonio, che gli promise 120 navi in cambio di 20.000 soldati [[Italia|italici]]. 

==La battaglia==
Lo storico [[Appiano di Alessandria]] racconta che Agrippa era riuscito a conquistare la città di Tyndaris ([[Tindari]]) trasferendo lì le milizie di terra. Pompeo invece era ancora in possesso di Mylae ([[Milazzo]]) e di tutti i luoghi da Milazzo a [[Nauloco]] e al [[Capo Peloro|Peloro]] ma, credendo che Agrippa si muovesse con la sua flotta verso di lui, abbandonò Milazzo, la quale fu occupata, insieme alla città di Artemisio, dalle truppe di Ottaviano. Rifugiatosi presso il Peloro, Pompeo propose a Ottaviano di risolvere la situazione con una battaglia navale, ritenendo la propria flotta superiore a quella dell’avversario. Dopo adeguati preparativi seguiti scrupolosamente da Agrippa, nel [[36 a.C.]] Ottaviano attaccò di nuovo Sesto Pompeo. Le due flotte si incontrarono tra il promontorio di [[Milazzo]] e la città di [[Nauloco]]<ref>{{cita web|cognome=[[Appiano di Alessandria]]| url=http://penelope.uchicago.edu/Thayer/E/Roman/Texts/Appian/Civil_Wars/5*.html |titolo= De bellis civilibus |accesso=20 dicembre 2010 |lingua= {{lingue|en}} |volume=V, 116}}</ref><ref>{{cita web|cognome=[[Gaio Svetonio Tranquillo]]| url=http://penelope.uchicago.edu/Thayer/E/Roman/Texts/Suetonius/12Caesars/Augustus*.html|titolo= De vita Caesarum |accesso=20 dicembre 2010 |lingua= {{lingue|en}} |volume=Augustus, 16}}</ref> presso la quale era ancorata l’armata di Pompeo. Entrambe le flotte erano composte da 300 navi<ref>{{cita web|cognome=[[Appiano di Alessandria]]| url=http://penelope.uchicago.edu/Thayer/E/Roman/Texts/Appian/Civil_Wars/5*.html |titolo= De bellis civilibus |accesso=20 dicembre 2010 |lingua= {{lingue|en}} |volume=V, 118}}</ref>, tutte dotate di artiglieria ma Agrippa comandava le unità più pesanti armate con l’arpagone<ref>{{cita web|cognome=[[Appiano di Alessandria]]| url=http://penelope.uchicago.edu/Thayer/E/Roman/Texts/Appian/Civil_Wars/5*.html |titolo= De bellis civilibus |accesso=20 dicembre 2010 |lingua= {{lingue|en}} |volume=V, 118}}</ref>, una versione più recente del [[corvo (arma)|corvo]]. Agrippa usò la sua nuova arma con grande efficacia, riuscendo a bloccare le navi più maneggevoli di Sesto e, dopo una lotta lunga e sanguinosa, riuscì a sconfiggere il suo nemico. Agrippa perse 3 navi, mentre 28 furono le navi affondate di Sesto, 17 riuscirono a fuggire, le altre furono bruciate o catturate<ref>{{cita web|cognome=[[Appiano di Alessandria]]| url=http://penelope.uchicago.edu/Thayer/E/Roman/Texts/Appian/Civil_Wars/5*.html |titolo= De bellis civilibus |accesso=20 dicembre 2010 |lingua= {{lingue|en}} |volume=V, 121-122}}</ref>.

==Conseguenze==
Fuggito in [[Oriente]], Sesto fu catturato e giustiziato da un ufficiale di Antonio ([[35 a.C.]]). Dopo questa vittoria e dopo aver estromesso definitivamente [[Marco Emilio Lepido (triumviro)|Marco Emilio Lepido]] dal triumvirato, Ottaviano divenne il padrone indiscusso della parte [[Ovest|occidentale]] dei possedimenti [[Roma repubblicana|romani]]. 

==Archeologia==
Nel settembre 2008 è stato ritrovato in mare un [[Rostrum|rostro]], recuperato dal Nucleo dei Sommozzatori della Capitaneria di Porto di Messina, riconducibile proprio a questa battaglia<ref>{{Cita news|lingua=|autore= Nuccio Anselmo|url=http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=96994&Edizione=12&A=20080909|titolo=Un rostro in bronzo di duemila anni fa|pubblicazione=Gazzetta del Sud|giorno=9|mese=settembre|anno=2008|pagina=|accesso=20 dicembre 2010|cid=}}</ref>. 

== Voci correlate ==
*[[Nauloco]]
* [[Guerra civile romana (44-31 a.C.)]]
* [[Secondo triumvirato]]
* [[Guerra civile tra Cesare e Pompeo]]

{{Portale|Antica Roma|Esercito romano|Età augustea|marina}}
[[Categoria: Battaglie navali romane|Nauloco]]

[[bg:Битка при Наулох]]
[[de:Seeschlacht von Naulochoi]]
[[en:Battle of Naulochus]]
[[es:Batalla de Nauloco]]
[[fr:Bataille de Nauloque]]
[[he:קרב נאולוכוס]]
[[hu:Naulochusi csata]]
[[it:Battaglia di Nauloco]]
[[ja:ナウロクス沖の海戦]]
[[lt:Naulocho mūšis]]
[[nl:Slag bij Naulochus]]
[[pl:Bitwa morska w Zatoce Naulochus]]
[[sh:Bitka kod Nauloha]]
[[tr:Naulochus Deniz Muharebesi]]