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{{avvisounicode}}
{{Stato
|portale=Iran
|nomeCorrente=Iran
|nomeCompleto=Repubblica Islamica dell'Iran
|nomeUfficiale=<big>جمهوری&nbsp;اسلامی&nbsp;ایران</big><br />Jomhuri-ye Eslāmi-ye Irān
|linkBandiera=Flag of Iran.svg
|paginaBandiera=Bandiera iraniana
(contracted; show full)
|festa=<!-- Festa nazionale con doppie parentesi quadre nella forma giorno mese. --> 11 febbraio
|note=<sup>1</sup> Assai più che al presidente della repubblica la Costituzione dell'Iran assegna il massimo potere decisionale al capo politico-religioso, ossia la guida suprema (''[[Guida Suprema dell'Iran|Rahbar]]'') dell'Iran, che al 2017 è l'[[ayatollah]] [[Sayyid|Seyyed]] [[Ali Khamenei]]. Del Rahbar il 
pPresidente deve rispecchiare la volontà, malgrado la sua formale investitura per mandato elettivo popolare.<br /><sup>2</sup> È uno dei cinquantuno Stati che hanno dato vita all'[[Organizzazione delle Nazioni Unite]] nel 1945.
|stato precedente=[[File:State flag of Iran 1964-1980.svg|20px|border]] [[Dinastia Pahlavi]]
}}
(contracted; show full)quot;islamic1600">{{cita web|url=http://www.ucalgary.ca/applied_history/tutor/islam/empires/safavid/abbas.html|titolo=The Islamic World to 1600|editore=Ucalgary.ca|accesso=21 giugno 2013|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20080612134542/http://www.ucalgary.ca/applied_history/tutor/islam/empires/safavid/abbas.html|dataarchivio=12 giugno 2008}}</ref> La [[rivoluzione costituzionale persiana]] stabilì il parlamento del Paese nel 1906 noto come [[Assemblea consultiva islamica|Maj
ilis]] e una [[monarchia costituzionale]], seguiti nel 1921 dall'[[Autocrazia|autoritaria]] [[dinastia Pahlavi]].<ref>{{cita web|url=https://iran.it/home/informazioni-sulliran/storia/la-dinastia-pahlavi/|titolo=La dinastia Pahlavi|sito=iran.it|editore=iran.it|accesso=14 aprile 2017}}</ref> Nel 1953 fu spento il primo esperimento [[Democrazia|democratico]] del Paese per via di un [[Operazione Ajax|colpo di Stato]] perpetrato da parte del [[Regno Unito]] e degli [[Stati Uniti d'America|St(contracted; show full)

Con capitale [[Tehran]] e una popolazione di circa 77,1 milioni di abitanti al censimento del 2013 i più grandi gruppi etnici in Iran sono persiani, [[azeri]], [[curdi]] e [[Lur (gruppo etnico)|luri]].<ref name="Factbook"/>

== Etimologia ==
Il termine Iran (o ''A
iryana'') deriverebbe da ''arya'' che significa «aratore». La radice ''ar'' è presente anche in latino con ''arare'', ''aratro'' e ''arvum'' («campo»). Il termine ''ârya'' ha una designazione onorifica e si applicava ai popoli dediti all'agricoltura.<ref>{{cita libro|autore=René Guenon|titolo=Il regno della quantità e i segni dei tempi|editore=Adelphi|pp=142-143|posizio(contracted; show full)ridi]], i [[Saffaridi]], i [[Samanidi]] e i [[Buwayhidi]]). Nel IX e X secolo prevalse e solidificò il proprio potere la dinastia dei Samanidi,<ref>{{cita libro|autore=Richard Nelson Frye|titolo=The Cambridge History of Iran|url=http://books.google.com/books?id=hvx9jq_2L3EC&pg=PA90|accesso=23 giugno 2013|volume=4|data=26 giugno 1975|editore=Cambridge University Press|isbn=978-0-521-20093-6|p=90}}</ref> durante il cui governo si cominciò nuovamente a far uso della [[lingua persiana]] scritta
, grazie all'opera storica di [[Bal'ami]], che parafrasò [[Tabari]].

[[File:Timur defeats the sultan of Delhi.jpg|thumb|left|upright|Miniatura persiana rappresentante la campagna di [[Tamerlano]] in [[India]]]]
[[File:Courtpoets1532max.jpg|thumb|upright|[[Firdusi]] e tre poeti della corte dei [[Ghaznavidi]] in una miniatura contenenti versi del [[Shahnameh]] e risalente al 1532]]
(contracted; show full)ref>Stanford Jay Shaw, ''History of the Ottoman Empire'', Cambridge University Press, 1977, p. 77.</ref><ref>Andrew J. Newman, ''Safavid Iran: Rebirth of a Persian Empire'', Londra, I.B. Tauris, 2006.</ref> e imposero la variante sciita [[duodecimana]] dell'Islam come religione ufficiale dell'impero, segnando un importante evento nella storia dell'Islam.<ref>R.M. Savory, ''s.v.'' «Safavids», ''[[
The Encyclopaedia of Islam]]'', 2nd ed.</ref> I Safavidi governarono dal 1501 al 1722 (con l'eccezione di un breve ritorno dal 1729 al 1736) e all'apice della loro espansione controllavano i territori corrispondenti all'odierno Iran, Azerbaigian, [[Armenia]], gran parte dell'[[Iraq]], [[Kuwait]], [[Georgia]], [[Afghanistan]] e alcune parti dell'odierno [[Pakistan]], [[Tagikistan]], [[Turkmenistan]], [[Turchia]] e [[Siria]]. Di particolare rilievo è il fatto che l'as(contracted; show full)

Nel 1921 [[Reza Pahlavi|Reza Khan]], comandante della [[Brigata cosacca persiana|brigata cosacca]], marciò su [[Teheran]] e divenne l'uomo forte del Paese. Primo ministro dal 1923, nel 1925 depose i Cagiari e divenne egli stesso scià con il nome di Reza Pahlavi. L'epoca dei [[Dinastia Pahlavi|Pahlavi]], compresa tra il 1925 e il 1979, costituì praticamente una ripetizione della storia precedente: i tentativi di centralizzazione e modernizzazione provocarono una resistenza nazionale
, guidata dagli ʿulamāʾ in nome dell'Islam. I Cagiari giunsero al potere dopo un periodo di anarchia e lotte tribali (legate agli uymaq), ma non riuscirono mai a consolidare la loro posizione perché l'esercito era esiguo, le province frammentate e governate da ''[[Khan|khān]]'' e ''Ilkhān'' (intesi come rappresentanti dei ''khān'') e la loro corte poco sviluppata.

(contracted; show full) provenivano soprattutto da parte della borghesia e dai mercanti del [[bazar]], in quanto non esisteva una classe contadina media. Molti autori considerano la rivolta del tabacco come il primo passo verso la rivoluzione costituzionale persiana sopra ricordata. Nel 1901 lo scià attribuì al britannico D'Arcy la prima concessione petrolifera.<ref>D. Yergin, ''Il Premio. L'epica storia della corsa al petrolio'', Milano, 1996.</ref>

==== Rivoluzione costituzionale e Re
zża Shaāh ====
La protesta del tabacco contro l'autoritarismo cagiaro si sviluppò in senso più compiutamente politico anche per l'influenza della nascita della [[Duma]] russa e dei cambiamenti nell'Impero ottomano e in [[Egitto]], oltre al catalizzarsi delle opposizioni che portò all'affermazione non violenta del [[Rivoluzione costituzionale iraniana|movimento costituzionalista]]. Il trattato intitolato "Ammonimento e perfezionamento del popolo" recepì varie posizioni di mullah liberal(contracted; show full)nniche occuparono la Persia come retrovia nel conflitto contro l'Impero ottomano. Con il crollo del regime zarista nel 1917 tutta la Persia cadde nelle mani dei britannici, che con il [[trattato anglo-persiano del 1919]] cercarono di formalizzare un loro protettorato. Mentre il Regno Unito si impegnava a consolidare la sua presenza, l'[[Unione Sovietica]] appoggiava i movimenti separatisti del [[Regione di Gilan|Gīlān]] e dell'Azerbaigian e partiti comunisti di Tabriz e Teheran.

Nel 1921 Re
zża Khaān, diventato il comandante della brigata cosacca, marciò su Teheran, affidò il governo a Ẕiyā Tabataba'iāṭabāʾī e divenne l'uomo forte del Paese. Sempre nel 1921 i persiani conclusero con l'Unione Sovietica un trattato di amicizia e da questa nuova posizione di forza denunciarono formalmente il trattato anglo-persiano del 1919. Per un periodo la Persia fu retta da governi inefficienti fino a che Rezża Khaān sconfisse alcuni capi tribali, rafforzò la sua autorità su esercito e polizia e nel 1925 si proclamò scià di Persia, nonché fondatore della dinastia Pahlavi e del primo forte regno accentrato. Rezża Shaāh creò un esercito forte e in grado di dominare il Paese.

Sostenuto dall'esercito e da una pubblica amministrazione centralizzata e fedele, lo scià superò l'opposizione delle ''élite'' religiose tribali, mise fuori legge il Partito Comunista e ridimensionò il potere degli ʿulamāʾ attraverso un sistema di istruzione laica ([[Università di Teheran]] e meno fondi alle [[Madrasa|madrase]]) e la riorganizzazione dell'amministrazione giudiziaria (no alla ''shari'(contracted; show full)

[[File:28mordad1332.jpg|thumb|216x216px|Soldati iraniani circondano il palazzo del parlamento a Tehran]]
Sotto la direzione di [[Kermit Roosevelt Jr.]], un esperto dirigente della [[Central Intelligence Agency]] (CIA) e nipote del presidente statunitense [[Theodore Roosevelt]], la CIA e il [[Regno Unito|britannico]] [[Secret Intelligence Service]] (SIS) organizzarono un'[[operazione coperta]] per deporre Mos
saddeq con l'aiuto delle forze armate leali allo scià. Il piano era etichettato come [[operazione Ajax]], la cui esecuzione avvenne su autorizzazione firmata dello scià per costringere alle dimissioni dal suo posto di primo ministro Mossadeq e sostituirlo con il generale [[Fazlollah Zahedi|Fażlollah Zahedi]]: esso ricevette il consenso dei britannici e degli statunitensi. Sebbene il piano fosse ben coordinato e pianificato, il [[colpo di Stato]] fallì, inducendo lo scià a cercare rifugio a [[Baghdad]] e poi a [[Roma]].

La resistenza dei nazionalisti e il sostegno di cui godevano nel Paese era stato sottovalutato dagli organizzatori del colpo di Stato, ma entro breve tempo i lealisti sostenuti dagli anglo-statunitensi la spuntarono. A una grande manifestazione pro-Mossadeq alla notizia dello sventato colpo di Stato seguì l'indomani una grande manifestazione contro Mossadeq e in favore dello scià sostenuta anche dal clero sciita militante guidato dall'ayatollah Kashani. Partita dal bazar di Teheran, la manifestazione fu rinforzata da reparti militari e carri armati che diedero l'assalto alla residenza di Mossadeq. Il sovrano poté quindi fare ritorno a Teheran, Zahedi fu nominato primo ministro e, dopo un processo  -farsa, Mossadeq fu condannato a morte. Lo scià commutò in seguito la condanna in esilio e arresti domiciliari perpetui. La controversia con le compagnie petrolifere fu risolta nel 1954 con un'intesa tra la National-Iranian Oil Company e un consorzio composto da sette compagnie straniere (le cosiddette «[[Sette sorelle (compagnie petrolifere)|sette sorelle]] del petrolio»).<ref>A. Sampson, ''The Seven Sisters. The Great Oil companies and the World they created'', Londra, 1975.</re(contracted; show full)
Negli anni sessanta e settanta l'opposizione era diffusa, ma dispersa: il partito [[Tudeh]] e l'[[Unione Nazionale (Iran)|Unione Nazionale]] vennero schiacciati dalla [[Savak]] e le rivendicazioni delle minoranze curde, arabe e [[belucistan (regione geografica)|baluci]] regolarmente frustrate. La sconfitta di Mossadeq aprì un periodo di calma dei mullah, che sotto la guida dell'[[Sayyid Hossein Tabataba'i Borujerdi|
aĀyatollaāh Borujerdiī]] rimasero politicamente inattivi. Negli anni sessanta si creò una rete nazionale di comunicazione che aveva come centro la città di [[Qom]]. Sempre in questi anni le scelte del governo provocarono l'accanita opposizione degli ''ʿulamāʾ'', che esplose nel 1963 quando lo scià decise di convocare un ''referendum'' nazionale sulla riforma agraria, inasprendo i controlli polizieschi sulle attività degli ''ʿulamāʾ'' a Qom. Ci furono le dimostrazioni guidate dall'[[Ruhollah Khomeyni|ayatollah Khomeyni]], che nel 1964 fu esiliato in Iraq. 



Importante fu anche lo sviluppo del movimento per la riforma religiosa che voleva i mullah non più disinteressati alla politica, ma attivamente impegnati: si creò così fra il 1967 e il 1973 la [[Husayniyya Irshadun]], un'università informale che voleva rivitalizzare lo [[sciismo]]. Khomeyni nella sua opera ''Il governo islamico'' affermò che i mullah dovevano ribellarsi contro gli abusi della monarchia. Durante gli anni settanta la reazione a questa situazione portò a un inaspriment(contracted; show full)* {{cita web|url=http://ibexpub.com/|titolo=Ibex Publishers, English & Persian (Farsi) Books about Iran|sito=ibexpub.com|editore=[[Ibex (casa editrice)|Ibex]]|lingua=en|accesso=14 aprile 2017}}

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