Difference between revisions 101099215 and 101099363 on itwiki

{{avvisounicode}}
{{Stato
|portale=Iran
|nomeCorrente=Iran
|nomeCompleto=Repubblica Islamica dell'Iran
|nomeUfficiale=<big>جمهوری&nbsp;اسلامی&nbsp;ایران</big><br />Jomhuri-ye Eslāmi-ye Irān
|linkBandiera=Flag of Iran.svg
|paginaBandiera=Bandiera iraniana
(contracted; show full)

=== Musica ===
{{vedi anche|Musica dell'Iran}}
[[File:Karna-Persian-Instrument-Persepolis-Museum.JPG|thumb|[[Zurna]], un antico strumento musicale irani
anco del VI secolo d.C.]]
Le origini della musica persiana sono molto antiche e attingono alla cultura mesopotamica dei [[Sumeri]] e degli [[Assiro]]-[[Babilonesi]], per esempio nell'uso di strumenti a larga diffusione come l'[[arpa]] a cassa superiore (''chčang'') e inferiore (''vin''), il [[tamburo]] (''tabīra'') e la [[tromba]] (''karranāy''). Il rapporto con la Mesopotamia è confermato dai ritrovamenti iconografici che attestano l'influenza dovuta alla vicinanza geografica dei due imperi e successivamente alla conquista di Babilonia a opera di Ciro (538 a.C.). Più di recente gli studiosi hanno rinvenuto testimonianze anteriori e risalenti al III millennio a.C., come la scena musicale, tra le più antiche in assoluto, di suonatori di tromba, arpa arcuata e un cantore, emersa a Tepe TcČhaghâmish, nella regione del Khuzistân.<ref name="musica"/>
 
Sotto il regno di Alessandro Magno l'influsso ellenistico penetrò in Persia, anche se già la Grecia classica aveva conosciuto la musica persiana: Erodoto, Senofonte, Strabone ed Eschilo ne scrissero con disinvoltura, mentre alcune corrispondenze tra gli strumenti, come il [[liuto]] (''bārbat/bárbitos'') e la pandora (''tanbūra/pandúra'') sono evidenti. La vita musicale persiana preislamica toccò il suo apice sotto il regno dei [[Sassanidi]] (224−642 d.C.) che attivarono un imponente processo di unificazione della regione iranica e un fiorente sviluppo culturale.<ref name="musica"/>
 
I primi musicisti persiani di fama risalgono a questo periodo: Bamshad, Azad e il più noto Bārbad diel Fārs, che operò sotto il mecenatismo di [[Cosroe II]], l'ultimo re della dinastia. Bārbad, poeta e musicista divenuto leggendario, è attribuita l'invenzione dei «sette modi reali», di trenta modi secondari e di trecentosessanta melodie, tutti basati su un sistema teorico di corrispondenza astrale di probabile derivazione mesopotamica. Anche l'uso degli strumenti sotto i Sassanidi crebbe in modo esponenziale con l'introduzione dell'organo a bocca (''bīsha'- ʾ-mushata''), della [[chitarra]] (''rubāb'') e del [[flauto]] (''ruyīn nāy'').<ref name="musica"/>
 
[[File:Mehmoonifinal2.jpg|thumb|left|Banchetto iraniano del VII secolo]]
Nel VII secolo avvenne una svolta storica per la Persia: l'annessione all'Impero islamico (642), che chiuse la fase indipendente della regione e aprì a una fusione culturale arabo-persiana indelebile, componente espressiva valida tuttora. Il liuto di origine persiana divenne il tipico strumento arabo (''al' -ʿūd''), i modi musicali si influenzarono reciprocamente, mentre le nomenclatura e le tecniche assunsero nomi arabi.<ref name="musica"/>
 
Eppure le pratiche musicali, ritenute troppo licenziose e sensuali, incontrarono la resistenza dell'islamismo rigorista che ne ostacolava lo sviluppo e la diffusione, al contrario incentivando l'approccio scientifico e matematico della musica, tema altrettanto caro all'Occidente medievale che inglobava la musica nelle arti del quadrivio, al pari dell'[[aritmetica]], della [[geometria]] e dell'[[astronomia]]. Dal IX secolo il mondo arabo attinse al pensiero greco attraverso la minuziosa traduzione di opere fondamentali, derivando anche per la musica le teorie di [[Aristosseno]], [[Pitagora]] e [[Claudio Tolomeo|Tolomeo]] circa la divisione degli intervalli e l'organizzazione dei sistemi musicali. Numerosi sono i teorici di questo periodo: il persiano [[Muhammad ibn Musa al-Khwarizmi]], autore del ''Mafātīh al-' ʿulūm'' (''Chiavi della e conoscienzae'', 976–977); e gli arabi [[al-Kindī]] (790–864), [[al-Farabi|al-Fārābī]] (noto in Occidente come Alfarabius, 872–950) e [[Ibn Sinā]] (Avicenna, 980–1037), per citarne alcuni.<ref name="musica"/>
 
L'incompatibilità intrinseca tra la cultura musulmana e l'[[edonismo]] delle prassi esecutive persiane trovò un superamento in ambito ''sufī'', nel contesto cerimoniale del ''samâ'āʾ<nowiki/>'', laddove la produzione sonora acquisì una valenza interiore: l'ascolto finalizzato al raggiungimento del divino rese la musica una pratica spirituale. «È così che il [[sufismo]] classico distingue tre categorie di ascoltatori [...] – informa During – le persone comuni (''<nowiki/>'ʿawāmm'') che ascoltano "con l'anima carnale", le ''élite'' che ascoltano con il cuore e le ''élite'' dell'''èlite'' (''kssṣṣ alhāss-khāṣṣ'') che ascoltano "in Dio"».<ref name="musica"/>
 
Tra XII e XV secolo gli ambiti di musica, poesia e danza si fusero nella melodizzazione delle liriche dei grandi poeti mistici di lingua persiana e nella stilizzazione dei movimenti, ispirandosi ad autori come [[Saˁʿdi]], Hâfiz, [[Jâmi]] e [[Gialal al-Din Rumi]] (1207–1273), celebre in tutto il mondo per le sue poesie mistiche e per aver ispirato la [[Confraternite islamiche|confraternita]] ''mevleviyya'' (o dei «[[dervisci]] rotanti», come si è soliti presentarla in Occidente) per la caratteristica dei danzatori di volteggiare roteando su se stessi. Altro importante poeta persiano, considerato il primo artista che ha contribuito al processo di fondazione nazionale, è [[Firdusi]] (m. 1020 ca) i cui versi, cantati tuttora dagli ''[[Ensemble (musica)|ensemble]]'' musicali, si sublimano nel ''Libro dei re'' (''[[Shāh-Nāmeh]]''), il grande poema epico iraniano.<ref name="musica"/>
 
Dopo la caduta di [[Baghdad]] in mano ai [[Mongoli]] (1258) la trattatistica in lingua persiana toccò i vertici nell'organizzazione delle melodie e dei modi musicali rivisitati e sistematizzati fino a tempi recenti, da Maraqui (m. 1436), l'ultimo grande teorico dell'antichità, ai musicisti "classici" dell'Iran contemporaneo, come [[Ali Naqi Vaziri]] e [[Hormoz Farhat]].<ref name="musica"/>
 
Il moderno Iran presenta una situazione musicale riccamente variegata che studiosi ed etno-musicologi, distinguono per generi e correnti al fine di un corretto orientamento anche per i non addetti ai lavori: per esempio, il grande filone della tradizione "classica" e colta, le manifestazioni etnico-popolari riscontrabili nelle varie regioni iraniane, la corrente religiosa e spirituale di ambiente ''samâāʾ'' propria dei dervisci, i repertori "della moschea", fino alla più recente musica urbana, leggera e [[Musica pop|pop]].<ref name="musica"/>
 
Emblema dell'identità iraniana è la musica “classica” persiana, particolarmente raffinata, ricca di rimandi simbolici, frutto della stratificazione storica sopra considerata. In essa la poesia e la musica si fondono nelle esibizioni sonore costruite abilmente da cantori e strumentisti professionisti attraverso un equilibrio perfetto delle parti. L'intero ciclo del repertorio classico prende il nome di ''radif'' e si basa su un sistema di modi, complessivamente dodici, detti ''dastgah''; ogni modo, ''gushe'' o ''maqaām'' identifica una scala i cui gradi al suo interno assolvono una funzione (il tono d'apertura, la cadenza finale e così via) in relazione alla melodia (''mutaghayyer''), sempre monodica e microvariatavariata attraverso tecniche d'improvvisazione fondamentali per l'intero sistema.<ref name="musica"/>
 
Anche la struttura metrica e ritmica (''maye'') contribuisce a definire i ''gushe''. I ''dastgah'' possono essere sia vocali sia strumentali all'interno di piccoli ''ensemble'' misti. Gli strumenti più in voga sono i tradizionali: ''santur'', una sorta di salterio trapezoidale le cui corde sono percosse da bacchette; ''tar'' e ''setar'', due tipi di liuto che differiscono per dimensioni e numero di corde; ''kemanche'', una sorta di viella; ''nay'', flauto a canna dritta; ''daff'', tamburo a cornice; e ''tombak'', tamburo a forma di vaso. Le analogie con l'organologia storica sono eloquenti e il ''radif'' della musica iraniana per gli straordinari valori veicolati fa parte della lista dei capolavori del patrimonio orale e immateriale dell'umanità segnalati dall'UNESCO. I musicisti che lo eseguono sono particolarmente apprezzati e seguiti in tutto il mondo.<ref name="musica">{{cita web|url=http://www.instoria.it/home/musica_persiana.htm|titolo=Le radici della musica persiana|accesso=16 novembre 2015|sito=instoria.it}}</ref>


=== Scienza ===
Tra il XX e il XXI secolo una delle personalità che si è più distinta in campo scientifico fu la matematica [[Maryam Mirzakhani]], che nel 2014 è stata la prima donna a vincere la [[Medaglia Fields]], uno dei più alti riconoscimenti internazionali nel campo della matematica.
===Tecnologia===
====L'Iran nello spazio====
* [[28 ottobre]] [[2005]]: viene lanciato [[Sina-1]], il primo satellite iraniano
(contracted; show full)* {{cita web|url=http://ibexpub.com/|titolo=Ibex Publishers, English & Persian (Farsi) Books about Iran|sito=ibexpub.com|editore=[[Ibex (casa editrice)|Ibex]]|lingua=en|accesso=14 aprile 2017}}

{{Asia}}
{{Opec}}
{{Controllo di autorità}}
{{portale|Iran|islam}}

[[Categoria:Iran| ]]