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{{torna a|Brigata marina "San Marco"}}
{{Infobox unità militare
|Nome=1º Reggimento "San Marco"
|Immagine=Badge of riflemen category of the Italian Navy.svg
|Didascalia=Fregio fucilieri di marina del "San Marco"
|Categoria = marina militare
|Attiva=[[1919]] - oggi
|Nazione = {{Bandiera|ITA 1861-1946}} [[Regno d'Italia (1861-1946)|Regno d'Italia]]<br />{{ITA}}
(contracted; show full)Reparto Mobile [[MILMART]] - Centurione Porcelli" (artiglieria marittima), plotone "G" (genieri) e il plotone "N.P" (nuotatori-paracadutisti). Il Battaglione "Bafile" non era l'originale del 1918: dopo la [[Operazione Compass|battaglia di Tobruch]] il "Bafile", che si era particolarmente distinto in combattimento contro gli inglesi, fu rinominato per l'appunto "Tobruch", e il nome fu ripreso per un nuovo battaglione costituito nel [[1942]].


==== Operazioni in Libia ====
 	
Nell'autunno 1941, dopo una lunga stasi operativa, in previsione dell'offensiva, il Comando Superiore Forze Armate in Africa Settentrionale richiese con urgenza l'invio di truppe scelte dall'Italia, per impiegarle in missioni di sabotaggio oltre le linee nemiche, allo scopo di scompaginare il sistema di rifornimento nemico. Alla richiesta fu interessata anche la Marina che il 6 novembre decise di trasferire in Cirenaica tre compagnie del "San Marco".<ref>[http://www.btgsanmarco.it/storiadelsanmarco/allegati/tobruk.htm La storia del Battaglione San Marco<!-- Titolo generato automaticamente -->] {{Webarchive|url=https://web.archive.org/web/20110516220317/http://www.btgsanmarco.it/storiadelsanmarco/allegati/tobruk.htm |data=16 maggio 2011 }}.</ref> Il 10 novembre fu costituito il cosiddetto III Btg. San Marco in Africa Settentrionale, forte di 536 uomini.

[[File:Italian marines disembarking in Tobruk harbour 1942.jpg|thumb|Marò del "San Marco" a Tobruch nel 1942]]

Il 18 novembre il "San Marco" s'attestò nel settore costiero tra Alba Fiorita e Ras Hilal, del quale il battaglione doveva assumere la difesa e nel contempo dedicarsi ad un rapido addestramento. Lo stesso giorno doveva iniziare l'[[operazione Crusader]] da parte dei britannici per cui l'Asse dovette rinunciare a propositi offensivi. Il "San Marco" a questo punto dovette essere subito trasformato in reparto di linea. Vinta la battaglia di [[Bir El Gobi]], l'8 dicembre i  britannici raggiunsero e superarono Tobruch, avanzando con celerità verso ovest la linea difensiva italo-tedesca dovette ripiegare sul confine tra la Cirenaica e Sirtica.

Il 21 gennaio 1942 il generale [[Erwin Rommel]], che nel frattempo aveva riordinato le proprie forze, pensò alla controffensiva. Il "San Marco" fu tra i primi ad avanzare: raggiunse Agedabia il 22 e si schierò a difesa con fronte verso nord. Nella notte del 25 gennaio fu raggiunta Antelat, località di strategica importanza. Nel prendere possesso della zona il battaglione dovette affrontare duri scontri. La sosta ad Antelat, più lunga del previsto, doveva contrassegnare un periodo particolarmente disagiato nella vita del "San Marco" che, disposto a caposaldo in pieno deserto si trovava ben lontano dal fronte (Bengasi era stata riconquistata il 29 gennaio).

Il 7 marzo il battaglione fu trasferito a Bengasi, per assumere la sorveglianza del porto e la difesa esterna della piazzaforte. L'11 maggio, su richiesta dello stesso [[Erwin Rommel|Rommel]], il "San Marco" fu trasferito prima nel Golfo di Bomba, alle dipendenze dell'[[Afrika Korps]] e poi al X Corpo d'armata. Nella notte del 15 giugno i capisaldi tenuti dagli uomini del "San Marco" furono attaccati da forze corazzate e motorizzate inglesi, che tentavano di rompere l'accerchiamento. L'attacco fu respinto e furono catturati due Bren Carrier in perfetta efficienza. Quando ormai era prossima la caduta di [[Tobruch]], in mano ancora inglese, il Battaglione fu fatto convergere verso la piazzaforte dove entrò alla testa delle truppe occupanti.

[[File:Ten. Enzo Busca Battaglione San Marco 1943.jpg|thumb|left|Il sottotenente di vascello [[Enzo Busca]]]]

Numerose ricompense militari furono assegnate per questo ciclo operativo, tra le altre ricordiamo la M.A. alla memoria al Sgt. Agostino Sacripanti e la M.B. al Ten. [[Enzo Busca]], al S.T.V. G. Campiero ed al Capo Cannoniere R. Papini. La caduta di [[Tobruch]] poneva fine alla partecipazione delle successive azioni in [[Egitto]] ed il San Marco assumeva il servizio di sicurezza portuale e la difesa costiera. Il 5 settembre, ad Alam el-Halfa, l'ultima offensiva dell'Asse s'infrangeva sulle difese britanniche, segnando il definitivo declino delle mire verso il [[Nilo]]. Il Comando britannico a questo punto poneva la propria attenzione su Tobruch.

Sfruttando le tecniche e le esperienze acquisite anche su altri fronti pianificò un'azione di commando, da terra e dal mare per neutralizzare definitivamente la piazzaforte. All'operazione, denominata ''[[Operazione Agreement|Agreement]]'' furono destinati 600 uomini, oltre ad un incrociatore, dieci cacciatorpediniere, un sommergibile ed una ventina di motocannoniere, organizzati in cinque gruppi. L'attacco di commando avvenne durante un raid aereo, alcune batterie costiere furono neutralizzate con l'effetto della sorpresa e del trambusto degli attacchi aerei. Ma alla batteria Grasso le sentinelle si erano accorte dell'attacco e riuscirono a dare l'allarme. Reparti del San Marco passarono immediatamente all'azione arrestando le forze inglesi incontrate.

Le altre forze da sbarco britanniche trovarono la ferma resistenza degli italiani. L'opposizione del San Marco e la maggiore distanza tra il luogo di sbarco e l'obiettivo furono fatali ai [[Royal Marines]]. Il disegno britannico a questo punto era ormai chiaro, così come evidente si profilava il suo fallimento. Infatti, il cacciatorpediniere inglese ''[[HMS Sikh (F82)|Sikh]]'' impegnato a far sbarcare la seconda ondata fu preso sotto tiro dalle batterie costiere e venne ben presto neutralizzato. Gli aerei da caccia italiani, alzatisi in volo mitragliarono i natanti nemici al largo.<ref>"Vita e morte del soldato italiano nella guerra senza fortuna", Edizioni Ferni, Ginevra, 1974.</ref> Il fallimento dell'operazione "Agreement" costò agli inglesi mezzo migliaio di uomini, oltre a quelli delle navi affondate, a fronte di 15 italiani morti, di cui 5 del Battaglione San Marco.

Il Battaglione ebbe la citazione nel Bollettino del Comando Supremo e pochi giorni dopo esso fu autorizzato a mutare il nome da III Btg. San Marco in Africa Settentrionale in Battaglione [[Tobruch]]. L'offensiva del Maresciallo [[Bernard Law Montgomery]], ormai inevitabile, iniziò ad [[El Alamein]] nella notte del 23 ottobre 1942. Dopo la tenace resistenza iniziale, l'Armata dell'Asse avviò la graduale ritirata dall'Egitto verso la [[Libia]]. Con gli altri ripiegarono anche i nuclei avanzati del San Marco dislocati a Marsa Matruch ([[Gruppo Gamma]]). Il 7 novembre iniziò lo sgombero della stessa [[Tobruch]], ad eccezione del Btg. Tobruch del San Marco che rimase in funzione di retroguardia. 
====In Tunisia====
Nella notte del 17 novembre 1942 il San Marco lasciò la [[Libia]] per attestarsi in [[Tunisia]]. Si concluse così la campagna di Libia, alla quale aveva partecipato per 14 mesi ed aveva lasciato sui campi di battaglia il 12% delle sue forze. Per via di questa sconfitta saltò nel novembre 1942 la prevista [[Operazione C3|conquista di Malta]], che avrebbe visto il ''San Marco'' impegnato con la Forza Navale Speciale, insieme ai paracadutisti della [[185ª Divisione paraca(contracted; show full){{Forze anfibie italiane}}
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