Difference between revisions 50266074 and 50722811 on itwiki

[[File:Herbert Spencer.jpg|thumb|180px|<center>[[Herbert Spencer]]</center>]]
In [[sociologia]] il '''darwinismo sociale''' identifica una filosofia che ritiene che il concetto di "struggle for life and death" (lotta per la vita e la morte) debba essere la regola delle comunità umane. Erroneamente è stato anche definito '''spencerismo sociale''', poiché la sua elaborazione si basa su alcune affermazioni di [[Herbert Spencer]] (contracted; show full)

In ''Social Statistic'' (1851),  [[Herbert Spencer]],  considerato da Darwin il maggior filosofo del suo tempo, partendo dalle tesi di [[Thomas Malthus]], connota la natura mediante metafore sociali per poi scoprire la natura nella società, un circolo vizioso che sta alla base di tutte le sociobiologie.

 
Secondo altre opinioni Spencer però nel suo saggio voleva sottolineare la contrarietà alla sussistenza '''statale''' (così come qualsiasi forma di statalizzazione, tra cui educazione e religione), perché vedeva come più alta forma evolutiva sociale la cooperazione e la mutua assistenza. Ecc
Darwin ricavò la sua teoria dalle sue vastissime ed accurate osservazioni della natura. Utilizzò il lavoro di Malthus<ref>*Malthus T.R., ''Saggio sul principio di popolazione'', Einaudi, Torino, 1977</ref> per spiegare la lotta per la sopravvivenza. Malthus, però, non aveva trattato né piante, né animali, la sua teoria si poneva al di fuori delle dinamiche  della natura; si occupò solo delle popolazioni umane, basando il suo lavoro sulla teoria della rendita differenziale di [[Adam Anderson]]<ref>Adam Anderson, fittavolo ed economista inglese, autore di scritti in cui, a partire dal 1777, espose la sua teoria della rendita fondiaria. In Vidoni F. ''Sulla base naturalistica del materialismo storico'' - Quaderni materialisti n.6, ED.Ghibli, MIlano, 2007</ref> e fondandola sulla forbice che si stabiliva tra l'accrescimento dei mezzi di sussistenza (in progressione ''aritmetica'') e quello della popolazione (in progressione ''geometrica'') e che, secondo lui, costituiva un limite insuperabile a trovare mezzi di sussistenza. Spencer  riprende quelle considerazioni di Malthus che Darwin si era limitato ad applicare alla realtà biologica e arriva a dire lo Stato non deve assolutamente intervenire con criteri di solidarietà o di agevolazioni, perché sennò impedisce che maturino le forme di selezione naturale funzionali alla sopravvivenza della società stessa. Spencer ''ridusse'', per così dire, il darwinismo al solo ''struggle for life''. Darwin aveva prospettato, invece, che i meccanismi evolutivi potevano essere diversissimi e che la stessa competizione intraspecifica e interspecifica potesse svolgersi anche con meccanismi incruenti. Secondo Darwin la competizione non è il solo modo di realizzarsi dell'evoluzione biologica. In effetti oggi la biologia pensa che la lotta cruenta tra organismi sia marginale e riguardi solo percentuali non decisive dei processi evolutivi.
 
Il darwinismo sociale si propose subito come una filosofia di leggitimazione del potere, sia esso coloniale, razziale o di classe. I teorici del nazismo ([[Hitler]], [[Alfred Rosenberg|Rosenberg]]<ref>Cassata F., ''Da Darwin a Hitler?'', in MicroMega, Roma,2009
</ref>), senza mai nominare Darwin, lo utilizzarono largamente sia in senso eugenetico, sia per eliminare, a milioni, ebrei, zingari, testimoni di Geova, oppositori politici, prigionieri di guerra nei campi di concentramento. 

Charles Darwin  tuttavia non sposò mai le tesi classiste, razziste e sessiste. Il ''darwinismo sociale'' si presenta,quindi, come una ideologia con pretese di scientifictà, che vede nelle lotte civili, nelle ineguaglianze sociali e nelle guerre di conquista l'estensione alla specie umana di una supposta legge generale di natura che si esprime nello ''struggle for life and death'', a sua volta generalizzato come solo meccanismo della selezione naturale; in tal modo esso vuole legittimare, sul piano biologico-antroppologico, le disparità tra gli uomini e l'eliminazione dei più deboli.
[[File:August Weismann.jpg|thumb|180px|<center>[[August Weismann]]</center>]]
Il "darwinismo sociale" ricevé un colpo durissimo dai lavori e dalle ricerche del citologo tedesco [[August Weismann]] (1834-1914) che separò i tratti somatici (modificabili) dal plasma germinativo (immutabile e solo trasmissibile). Weismann rigettava l'applicazione del determinismo genetico alla cultura e riconosceva l'autonomia dei processi sociali, all'opposto dei socialdarwinisti come Spencer ed [[Ernst Haeckel|Haeckel]]<ref>Haeckel E., Les enigmes de l'universe, Scheicher fréres, Paris, 1902</ref>, tra l'altro difensori dell'eredità lamarckiana. Benché Darwin, per scupolo pedagogico, attribuisca a Spencer l'espressione "sopravvivenza del più adatto", Spencer diventa sempre più lamarckiano (pur rifiutando l'idea di slancio vitale interiore) e rovescia il corso dell'evoluzione: più ci si eleva verso l'uomo, più la trasmissione ereditaria dei cambiamenti strutturali acquisiti rimpiazza la selezione naturale.<ref>(''The factors of organic evolution'', 1866)- Da Gerard Molina, testo in bibliografia.</ref>. In sostanza Spencer ed altri volevano squalificare l'aiuto agli inadatti e il "lamarckismo sociale", per così dire, fissava classi e mestieri perché il peso delle abitudini trasmesse per centinaia di generazioni funzionava come una predestinazione professionale, un fatto dovuto all'acquisizione incorporata: al contrario, l'eredità weismanniana restituisce opportunità a tutte le generazioni.''Non a caso per molti lamarckiani e no'' - nota Antonello La Vergata - ''il grande modello fu il sistema di Spencer, un altro lamarckiano e avversario di Weismann.''<ref> Antonello La Vergata, ''Il Lamarckismo tra riduzionismo biologico e meliorismo sociale'', I.I.S.F. Atti del convegno Napoli 1-3 dicembre 1988,La città del Sole, Napoli,1995- ISBN 88-86521-05-7</ref>

Gli sforzi per dare una definizione coerente di "darwinismo sociale" sono frustrati dalla mancanza di contenuto specificamente darwiniano nelle idee sviluppate da numerosi socaldarwinisti. Già nel 1907 Lester F.Ward dichiarava che non aveva ''"mai visto un principio chiaramente darwiniano invocato nella discussione  del socialdarwinismo"''<ref>Bellomy D.C., Social darwinism revisited in Perspectives in American History,1984</ref>.
Darwin sottolineò che la differenza umana risiede nella proiezione di valori costruiti e non dati, all'opposto di ciò che sostenevano i socialdarwinisti.<ref>Greene J.C., Darwin as social evolutionist, Journal of the History of Biology 10, 1977 (trad.propria)</ref>

== la posizione di Herbert Spencer ==

 
Il dibattito sull'influsso dello Spencer riguardo questa particolare dottrina, è stato centro di dibattito per molti anni: criticato superficialmente difatti per certe sue affermazioni poco democratiche, secondo altre opinioni Spencer però nei suo saggi, soprattutto i primi,  voleva sottolineare la contrarietà alla sussistenza '''statale''' (così come qualsiasi forma di statalizzazione, tra cui educazione e religione), perché vedeva come più alta forma evolutiva sociale la cooperazione e la mutua assistenza. 
Argomento particolarmente complesso, si rimanda alla lettura diretta delle sue opere, di cui ad esempio un estratto dal capitolo XXV, paragrafo 6<ref>Spencer, Herbert - Social Statics: or, The Conditions essential to Happiness specified, and the First of them Developed, (London: John Chapman, 1851) [http://oll.libertyfund.org/Texts/LFBooks/Spencer0236/SocialStatics/0331_Bk.html]</ref>:

(contracted; show full)rebbe ciò? Non direbbe, al contrario, che anche se i loro rispettivi membri fossero benedetti da uguali vantaggi, la minorità dovrebbe essere sacrificata piuttosto che la maggioranza; ma siccome i più numerosi sono allo stesso tempo i meno favoriti, le loro richieste divengono più imperative. Certamente, se una delle due fazioni deve subir ingiustizia, è necessario che siano le ricche centinaia, e non le povere migliaia.''"

Estrapolazioni senza corretta denotazione del pensiero di Spencer (
in realtà fortemente individualista epacifista, anti schiavista, anti colonialista, anti militarista e a favore della parità dei sessi, allorché fortemente individualista e considerato perfino filo anarchico, come si può leggere nei suoi ''The Right to Ignore the State'' (1851) e ''The Man versus the State'' (1884)) ebbero l'effetto di dare un sostegno ideologico nell'occultare responsabilità sociali e politiche dichiarando ineliminabili, in nome di una naturalità presunta, piaghe sociali sedimentate.
Probabilmente la maggior parte della colpa dell'interpretazione popolare di Spencer come darwinista sociale si potrebbe ricondurre a [[Richard Hofstadter]], il cui influente saggio ''Social Darwinism in American Thought'' (1955) dedicava un capitolo intero al lavoro di Spencer, e che trasformò radicalmente il modo in cui il pensiero di Spencer era percepito nella cultura Britannica ed Americana.<ref>Thomas C. Leonard,  Origins of the myth of social Darwinism: The ambiguous legacy of Richard Hofstadter’s Social Darwinism in American Thought (2009) http://www.princeton.edu/~tleonard/papers/myth.pdf</ref><ref>Voce "Herbert Spencer" presso la Standford Encyclopedia of Philosophy http://plato.stanford.edu/entries/spencer/</ref>


Darwin ricavò la sua teoria dalle sue vastissime ed accurate osservazioni della natura. Utilizzò il lavoro di Malthus<ref>*Malthus T.R., ''Saggio sul principio di popolazione'', Einaudi, Torino, 1977</ref> per spiegare la lotta per la sopravvivenza. Malthus, però, non aveva trattato né piante, né animali, la sua teoria si poneva al di fuori delle dinamiche  della natura; si occupò solo delle popolazioni umane, basando il suo lavoro sulla teoria della rendita differenziale di [[Adam Anderson]]<ref>Adam Anderson, fittavolo ed economista inglese, autore di scritti in cui, a partire dal 1777, espose la sua teoria della rendita fondiaria. In Vidoni F. ''Sulla base naturalistica del materialismo storico'' - Quaderni materialisti n.6, ED.Ghibli, MIlano, 2007</ref> e fondandola sulla forbice che si stabiliva tra l'accrescimento dei mezzi di sussistenza (in progressione ''aritmetica'') e quello della popolazione (in progressione ''geometrica'') e che, secondo lui, costituiva un limite insuperabile a trovare mezzi di sussistenza. Spencer  riprende quelle considerazioni di Malthus che Darwin si era limitato ad applicare alla realtà biologica e arriva a dire lo Stato non deve assolutamente intervenire con criteri di solidarietà o di agevolazioni, perché sennò impedisce che maturino le forme di selezione naturale funzionali alla sopravvivenza della società stessa. Spencer ''ridusse'', per così dire, il darwinismo al solo ''struggle for life''. Darwin aveva prospettato, invece, che i meccanismi evolutivi potevano essere diversissimi e che la stessa competizione intraspecifica e interspecifica potesse svolgersi anche con meccanismi incruenti. Secondo Darwin la competizione non è il solo modo di realizzarsi dell'evoluzione biologica. In effetti oggi la biologia pensa che la lotta cruenta tra organismi sia marginale e riguardi solo percentuali non decisive dei processi evolutivi.
 
Il darwinismo ''sub-specie'' spenceriana si propose subito come una filosofia di leggitimazione del potere, sia esso coloniale, razziale o di classe. I teorici del nazismo ([[Hitler]], [[Alfred Rosenberg|Rosenberg]]<ref>Cassata F., ''Da Darwin a Hitler?'', in MicroMega, Roma,2009
</ref>), senza mai nominare Darwin, lo utilizzarono largamente sia in senso eugenetico, sia per eliminare, a milioni, ebrei, zingari, testimoni di Geova, oppositori politici, prigionieri di guerra nei campi di concentramento. 

Charles Darwin  tuttavia non sposò mai le tesi classiste, razziste e sessiste. Il ''darwinismo sociale'' si presenta,quindi, come una ideologia con pretese di scientifictà, che vede nelle lotte civili, nelle ineguaglianze sociali e nelle guerre di conquista l'estensione alla specie umana di una supposta legge generale di natura che si esprime nello ''struggle for life and death'', a sua volta generalizzato come solo meccanismo della selezione naturale; in tal modo esso vuole legittimare, sul piano biologico-antroppologico, le disparità tra gli uomini e l'eliminazione dei più deboli.
[[File:August Weismann.jpg|thumb|180px|<center>[[August Weismann]]</center>]]
Il "darwinismo sociale" ricevé un colpo durissimo dai lavori e dalle ricerche del citologo tedesco [[August Weismann]] (1834-1914) che separò i tratti somatici (modificabili) dal plasma germinativo (immutabile e solo trasmissibile). Weismann rigettava l'applicazione del determinismo genetico alla cultura e riconosceva l'autonomia dei processi sociali, all'opposto dei socialdarwinisti come Spencer ed [[Ernst Haeckel|Haeckel]]<ref>Haeckel E., Les enigmes de l'universe, Scheicher fréres, Paris, 1902</ref>, tra l'altro difensori dell'eredità lamarckiana. Benché Darwin, per scupolo pedagogico, attribuisca a Spencer l'espressione "sopravvivenza del più adatto", Spencer diventa sempre più lamarckiano (pur rifiutando l'idea di slancio vitale interiore) e rovescia il corso dell'evoluzione: più ci si eleva verso l'uomo, più la trasmissione ereditaria dei cambiamenti strutturali acquisiti rimpiazza la selezione naturale.<ref>(''The factors of organic evolution'', 1866)- Da Gerard Molina, testo in bibliografia.</ref>. In sostanza Spencer ed altri volevano squalificare l'aiuto agli inadatti e il "lamarckismo sociale", per così dire, fissava classi e mestieri perché il peso delle abitudini trasmesse per centinaia di generazioni funzionava come una predestinazione professionale, un fatto dovuto all'acquisizione incorporata: al contrario, l'eredità weismanniana restituisce opportunità a tutte le generazioni.''Non a caso per molti lamarckiani e no'' - nota Antonello La Vergata - ''il grande modello fu il sistema di Spencer, un altro lamarckiano e avversario di Weismann.''<ref> Antonello La Vergata, ''Il Lamarckismo tra riduzionismo biologico e meliorismo sociale'', I.I.S.F. Atti del convegno Napoli 1-3 dicembre 1988,La città del Sole, Napoli,1995- ISBN 88-86521-05-7</ref>

Gli sforzi per dare una definizione coerente di "darwinismo sociale" sono frustrati dalla mancanza di contenuto specificamente darwiniano nelle idee sviluppate da numerosi socaldarwinisti. Già nel 1907 Lester F.Ward dichiarava che non aveva ''"mai visto un principio chiaramente darwiniano invocato nella discussione  del socialdarwinismo"''<ref>Bellomy D.C., Social darwinism revisited in Perspectives in American History,1984</ref>.
Darwin sottolineò che la differenza umana risiede nella proiezione di valori costruiti e non dati, all'opposto di ciò che sostenevano i socialdarwinisti.<ref>Greene J.C., Darwin as social evolutionist, Journal of the History of Biology 10, 1977 (trad.propria)</ref>

==Genetica e darwinismo sociale==
Il "darwinismo sociale" sembra trovare oggi nuovi argomenti nella genetica. A rigore, una teoria biologica non contiene un'opzione sociologica obbligata, come pensava anche Darwin, ma la pretesa dei genetisti di spiegare ogni aspetto dei comportamenti umani su basi genetiche, con un contenuto nuovamente predestinatorio, ripropone la discussione sul "darwinismo sociale" su basi nuovamente lamarckiane, in quanto si afferma, come pensava Lamarck, che l(contracted; show full)
 http://www.gutenberg.org/ebooks/2940 </ref>.
[[File:Lynn Margulis.jpg|thumb|right|100px|<center>[[Lynn Margulis]]</center>]]
Emile Gautier (1853-1937) pensa che l'evoluzione ha prodotto una civilizzazione che poggia oramai sul superamento degli antagonismi a favore dell'associazione per vivere insieme. [[Pëtr Alekseevič Kropotkin|Kropotkin]] (1842-1921) caratterizza la cooperazione come principale comportamento sociale umano deducibile dal darwinismo
, ammirando fortemente l'analisi sociale di Herbert Spencer nel suo The Scientific Bases Of Anarchy (1887).

L'idea che lo sviluppo della natura sia dovuto in massima parte a processi di simbiosi e di cooperazione biologica troverà una prima conferma nel lavori di [[Lynn Margulis]] e [[Dorion Sagan]] che dichiararono l'incompletezza della nozione darwiniana dell'evoluzione guidata dalla competizione, affermando che l'evoluzione è fortemente basata sulla cooperazione, interazione, e dipendenza mutuale tra organismi<ref>Margulis L.- Sagan D., ''Dazzle Gradually: Reflections on (contracted; show full)[[ru:Социальный дарвинизм]]
[[simple:Social Darwinism]]
[[sk:Sociálny darvinizmus]]
[[sr:Социјалдарвинизам]]
[[sv:Socialdarwinism]]
[[tr:Sosyal Darwinizm]]
[[uk:Соціальний дарвінізм]]
[[zh:社会达尔文主义]]