Difference between revisions 50339157 and 50339167 on itwiki{{nd}} {{Coord|45.401362|11.880686|region:VA_type:landmark_source:dewiki|display=title}} {{Infobox edifici religiosi |NomeEdificio = Pontificia Basilica di Sant'Antonio di Padova, Santuario Internazionale <small>anche conosciuta come </small> ''Basilica del Santo'' |Immagine = Padova, basilica del santo.JPG |Didascalia = L'esterno della basilica |Larghezza = 300px |Città = [[Padova]] |Regione = {{IT-VEN}} |Stato ={{ITA}} (zona extraterritoriale della Santa Sede) |Religione = [[Cattolicesimo|Cristiana Cattolica]] di [[Rito romano]] |Diocesi = [[Diocesi di Padova]] |AnnoConsacr = |Architetto = |StileArchitett = [[Romanico]], [[Gotico]], [[Rinascimentale]], [[Barocco]] |InizioCostr = [[1232]] |FineCostr = [[1310]] |Website = [http://www.basilicadelsanto.org/ita/home.asp Sito ufficiale] |Note = }} La '''Basilica di Sant'Antonio''' a [[Padova]], conosciuta dai padovani semplicemente come ''il Santo'', è la più importante chiesa della città e una delle più grandi e visitate al mondo. Non è comunque la [[cattedrale]] patavina, titolo che spetta al [[Duomo di Padova|duomo]]. In essa sono custodite le [[reliquia|reliquie]] di [[sant'Antonio di Padova]]. La piazza antistante ospita il [[monumento equestre al Gattamelata]] di [[Donatello]]. Donatello realizzò anche le sculture bronzee (''[[Crocifisso della basilica del Santo]]'', statue e formelle di varie dimensioni) che il Boito ha collocato sull'altare maggiore da lui progettato. Ha la dignità di [[Basilica papale]], una delle uniche 4 appartenenti allo Stato Vaticano che non si trovano in [[Roma]], ed è quindi soggetta alla sua giurisdizione. ==Storia== Il corpo del santo era stato sepolto, come da suo desiderio, nella chiesetta di Santa Maria ''Mater Domini'', accanto al convento da lui fondato nel [[1229]]. È questa chiesa il nucleo da cui parte la costruzione della Basilica che la ingloba come Cappella della Madonna Mora. La costruzione della basilica comincia probabilmente già nel [[1232]], un anno dopo la morte di [[sant'Antonio da Padova]], e si protrae fino al [[1310]]. Modifiche all'assetto della Basilica si prolungano fino al XV secolo, con un forte impulso dopo l'incendio e conseguente crollo di un campanile nel [[1394]]. I lavori del [[XV secolo]] includono il rialzamento del deambulatorio e il riassetto del coro, con la costruzione di una nuova cortina. [[Pietro Lombardo (scultore)|Pietro Lombardo]] figlio di ser Martino da [[Carona (Svizzera)|Carona]], scultore e architetto, all'età di 29 anni nel [[1464]] è attivo nella Basilica del Santo ove scolpisce in stile rinascimentale il ''monumento di Antonio Roselli'' e nel [[1467]] la ''lapide sepolcrale di Jacopo Pavini''. Nel corso del 900 vengono affrescate le cappelle laterali. ==Architettura== [[File:Basilica di Sant'Antonio da Padova.jpg|thumb|left|Facciata, con al fianco il [[monumento equestre al Gattamelata]]]] È caratterizzata da una perfetta armonizzazione di diversi stili: la [[facciata a capanna]] [[romanico|romanica]]; i [[contrafforti]] che si sviluppano fino a diventare [[archi rampanti]] in stile [[gotico]] che, in parallelo, scandiscono con regolarità lo spazio e le cupole in [[Arte bizantina|stile bizantino]], mediato attraverso [[Repubblica di Venezia|Venezia]]; ed i due campanili gemelli che, invece, richiamano quasi dei [[Architettura islamica|minareti]]. Il chiostro del Capitolo ospita interessanti tombe di docenti dell'[[Università di Padova]], fra cui quelle di [[Bonjacopo Sanvito]] e [[Raniero degli Arsendi]]. <br clear="both"> ==Interno== ===Presbiterio e altare maggiore=== {{vedi anche|Altare di Sant'Antonio da Padova}} [[File:Donatello, deposizione.jpg|thumb|Rilievo della ''[[Deposizione di Cristo (Donatello)|Deposizione di Cristo]]'' di [[Donatello]]]] Nell'altare maggiore Donatello realizzò sette statue a tutto tondo rappresentanti la [[Madonna col Bambino (Donatello Padova)|Madonna col Bambino]], i santi [[San Francesco (Donatello)|Francesco]], [[sant'Antonio da Padova (Donatello)|Antonio]], [[santa Giustina (Donatello)|Giustina]], [[san Daniele (Donatello)|Daniele]], [[San Ludovico (Donatello)|Ludovico]] e [[san Prosdocimo (Donatello)|Prosdocimo]]. ===Cappella delle Reliquie o del Tesoro=== [[Image:Padova, basilica del santo, cappella delle reliquie 01.JPG|thumb|Cappella delle reliquie]] La cappella contiene il tesoro della basilica, composto da numerose reliquie, tra cui sono degni di nota, per la devozione di cui sono oggetto e per la bellezza dei reliquiari, la reliquia del Mento di Sant'Antonio, e la Reliquia della Lingua incorrotta del Santo. Sono presenti inoltre numerose preziose suppellettili liturgiche ([[Calice (liturgia)|calici]], [[Pisside|pissidi]], [[Patena|patene]], [[Messale|messali]]). In apposite teche di vetro sono esposti i resti della ricognizione del corpo del Santo effettuata nel gennaio 1981 (frammenti della tonaca del Santo, le casse in legno contenenti le ossa del Santo - poi ricomposte nella tomba in un'urna di vetro -, i drappi avvolgenti le casse, un'iscrizione del 1263 attestante la prima traslazione del corpo del Santo). Fino alla fine del [[XVII secolo]] qui si trovava la cappella absidale dedicata a san Francesco, la cui costruzione era iniziata il [[28 settembre]] [[1267]]. Nel [[1691]], dopo aver demolito la piccola abside, fu costruita l'attuale cappella rotonda, con cupola e di maggiore estensione rispetto alla precedente; il progetto fu affidato all'architetto e scultore genovese [[Filippo Parodi]], discepolo del [[Bernini]]. Compiuta in soli tre anni la costruzione della cappella, iniziarono i lavori per la sua decorazione, che si prolungarono per diversi anni. La cupola a lanterna fu demolita nel [[1739]] perché minacciava di crollare e fu sostituita dall'attuale, emisferica, in muratura con calotta esterna in piastre di piombo. Le reliquie furono trasferite dalla sagrestia solo nel [[1745]]. Antichi inventari ci informano sulla ricchezza e magnificenza dei tesori conservati presso la Basilica prima che fossero intaccati per varie cause, soprattutto belliche, nel corso dei secoli. Le perdite più gravi vi furono nel [[1405]], quando Padova fu conquistata da Venezia, e nel [[1797]], all'arrivo dell'esercito rivoluzionario francese. ===Nicchia sinistra=== Al centro della nicchia è presente un reliquiario in argento dorato, opera di [[Roberto Cremesini]] del [[1982]], contenente l'[[osso sesamoide]] con resti di cute e di capelli di sant'Antonio. Tra le altre reliquie ed i gioielli dell'oreficeria, i più degni di nota sono: * grande [[turibolo]] in argento dorato, opera di [[Marco Baldi]] del [[1440]]; *''navicella portaincenso'' in argento dorato, con minuziosi particolari sia dell'equipaggio che della attrzzatura; lavoro degli inizidel [[XVI secolo]]; *''mazza turchesca'' in argento dorato, finemente arabescata e con numerosi turchesi sull'impugnatura; la mazza è un dono del re polacco [[Giovanni Sobieski]], anche se per lunga tradizione era ritenuto il bastone di comando del [[Gattamelata]]; *reliquiario con il ''[[radio]] di sant'Antonio'', ex-voto per la guarigione di [[Vittorio Amedeo II di Savoia]] e risalente al [[1672]]. Si tratta di un manufatto piemontese dell'epoca; *[[pisside]] decorata con 23 [[cammeo|cammei]], opera rinascimentale francese, acquisita nel [[1586]]; *''calice'' in oro con smalti e smeraldi, donato nel [[1733]] da [[Maria Amalia d'Austria]], moglie diell'imperatore [[Carlo VII]]; {{...}} ====Nicchia centrale==== Le principali reliquie conservate sono: * ''Lingua di sant'Antonio'' * ''Mento di sant'Antonio'' * ''Reliquiario della croce di cristallo'' * ''Cute della testa sant'Antonio'' * ''Capelli della Vergine'' * ''Cilicio di sant'Antonio'' * ''Tre spine della corona di Cristo'' * altro frammento della ''cute della testa sant'Antonio'' * ''reliquario con reliquie di santa Caterina, della Maddalena e santa Giustina'' * ''reliquario di san Prosdocimo'' * ''Lembo della tonaca di sant'Antonio'' ===Nicchia destra=== * ''dito di sant'Antonio'', contenuto in un [[ostensorio]], a sua volta sostenuto da una piccola statua del Santo. L'opera in argento dorato risale al [[XIV secolo]]; * ''terra di Palestina'', contenuta in un ostensorio, a sua volta sostenuto da una piccola statua di [[san Ludovico d'Angiò]]. Anche quest'opera in argento dorato risale al [[XIV secolo]]; * ''capelli di sant'Antonio'' contenuti in un reliquiario a forma di noce, con il Santo tra il fogliame. Si tratta di un ex-voto di ''Bartolomeo Campolongo'' e risale al [[1500]] circa; * ''Ampolla con il sangue di san Felice'', opera di [[Baldassarre da Prata]] ([[1505]]); * ''Croce in rame dorato'', lavoro del [[XV secolo]]; * ''Scheggia del sepolcro del Cristo'' con reliquiario del [[XV secolo]]; * ''Reliquiario di san Giacomo'' in forme goticheggianti ([[XV secolo]]); *''dito di san Lorenzo'' con reliquiario in argento dorato, risalente al [[XIV secolo]]; *''lembo della tonaca di san Bernardino'', conservata in un reliquiario in argento dorato del [[XV secolo]]; *''reliquario di san Taddeo'', lavoro del [[XV secolo]]. Inoltre sul davanzale della nicchia sono presenti: *una lettera autografa di [[san Giuseppe da Copertino]] e datata [[1650]]; *due biglietti con firma autografa di [[sant'Alfonso de Liguori]] e [[Vincenzo de Paoli]]. Il disco di ottone con intarsi in [[madreperla]] e pietre dure e con al centro il [[trigramma]] di Cristo è un lavoro del [[XV secolo]]. ====Furto della ''Lingua''==== Il [[10 ottobre]] [[1991]] la reliquia della lingua fu rubata nottetempo da tre banditi mascherati; fu in breve tempo ritrovata intatta e da allora è nuovamente visibile nella cappella; il furto fu quasi certamente opera della [[Mala del Brenta]]. ===Cappella e Altare della Tomba=== [[File:Arca del santo 02.jpg|thumb|Arca del Santo]] Sorge su una piattaforma posta sopra sette gradini. È opera di [[Tiziano Aspetti]] ([[1607]]), ed è caratterizzato da tre statue: quella di sant'Antonio al centro, affiancata da quella di [[san Bonaventura]] e di [[san Ludovico di Tolosa]], che furono [[vescovo|vescovi]] francescani. Dietro l'altare, tra gli intercolunni, nove altorilievi, rappresentano, tranne il primo, miracoli di sant'Antonio. Partendo dalla sinistra: # ''Sant'Antonio riceve l'abito francescano'', opera di [[Antonio Minello]] del [[1512]]; # ''Il marito geloso pugnala la moglie'' e nella [[centina]] ''Sant'Antonio intercede da Cristo il miracolo'', opera fu abbozzata del padovano [[Giovanni Rubino]] tra il [[1524]] ed il [[1529]], poi completata dal toscano [[Silvio Cosini]] tra il [[1534]] ed il [[1536]]; # ''Sant'Antonio risuscita un giovane'' perché attesti l'innocenza del padre accusato ingiustamente dell'omicidio. Il rilievo fu abbozzato nel [[1572]] da [[Danese Cattaneo]], che si è raffigurato di profilo nella cornice, a destra. L'opera fu poi completata dal suo allievo [[Girolamo Campagna]] nel [[1577]], come da iscrizione. Questo è cronologicamente l'ultimo rilievo della serie. In basso, ''Immagine giacente del cardinale [[Bartolomeo Uliari]]'', frate del vicino convento francescano e vescovo di [[Diocesi di Ancona|Ancona]] e poi di [[Arcidiocesi di Firenze|Firenze]]; l'opera del [[1502]] è di [[Giovanni Minello]]; # ''Risurrezione di una ragazza annegata'', capolavoro firmato di [[Jacopo Sansovino]]. L'opera gli fu commissionata nel [[1536]], ma fu completata solo nel [[1563]]. Nella centina sempre il Sansovino ha raffigurato la stessa basilica antoniana. Nelle sue ''Vite'' il [[Vasari]] elogia la ''fierezza dell'esecuzione''. # ''Sant'Antonio risuscita un bimbo annegato'', opera inizata da [[Antonio Minello]] tra il [[1520]] ed il [[1528]], poi completata da [[Jacopo Sansovino]] nel [[1534]]. Il Sansovino, scultore di qualità e carattere completamente diverso dal Minello, è riuscito a riutilizzare le parti già abbozzate e a fornire un lavoro unitario, senza che si veda il salto da un autore all'altro. # ''Miracolo dell'usuraio'', il cui cuore viene ritrovato nel forziere, opera di [[Tullio Lombardo]] firmata e datata [[1525]]; # ''Sant'Antonio riattacca il piede ad un giovane'', che l'aveva mozzato per punirsi di aver percosso la madre. L'opera è di [[Tullio Lombardo]] firmata e datata [[1525]]. Sotto si può vedere l'''effige di padre Francesco Sansone'', generale dell'Ordine francescano e grande fautore nonché mecenate della cappella; # ''Miracolo del bicchiere'' scagliato a terra dall'eretico Aleardino senza rompersi. A quest'opera lavorarono tra il [[1520]] ed il [[1529]] prima il padovano [[Giovanni Maria Mosca]] e successivamente il milanese [[Pier Paolo Stella]]. # ''Sant'Antonio fa parlare un neonato'' per discolpare la madre ingiustamente accusata. L'opera è di [[Antonio Lombardo]], fratello minore di [[Tullio Lombardo|Tullio]] e fu completata nel [[1505]]. Nella parte superiore dell'entrata della cappella vi sono cinque nicchie con le statue di [[Giustina di Padova|santa Giustina]], [[San Giovanni Battista]], [[san Daniele]], [[San Prosdocimo]] e sant'Antonio; le sculture sono opera di [[Giovanni Minello]], [[Giacomo Fantoni]], [[Severo Calzetta]] e [[Sebastiano da Lugano]]. ===Cappella di San Giacomo o San Felice=== {{vedi anche|Cappella di San Giacomo (Padova)|Affreschi della Cappella di San Giacomo}} Si trova lungo la navata laterale destra, dirimpetto alla cappella di Sant'Antonio. Commissionata da [[Bonifacio Lupi]] nel [[1372]], è stata costruita da [[Andriolo de Santi]] e decorata da [[Altichiero]] e [[Jacopo Avanzi]]. Nella cantoria sopra la cappella è visibile il canneggio del grande [[Organo (strumento musicale)|organo]] di tre tastiere costruito nel [[1929]] dalla ditta [[Mascioni]]. ==Navata centrale== Su un pilastro vi è l'affresco che rappresenta la ''Madonna in trono con il bambin Gesù'', opera del [[XIV secolo]], attribuito a [[Guariento di Arpo]]. Sono presenti due tele, che precedentemente erano pale di due altari ora demoliti; rappresentano l'''Adorazione dei Magi'', opera di [[Pier Paolo da Santacroce]] del [[1591]], e la ''Madonna con san Rocco e san Liberale'' di [[Gian Battista Pellizzari]], pittore del [[XVII secolo]]. ==Navata sinistra== ===Monumento a Caterino Corner=== Il ''monumento a Caterino Corner'' celebra l'eroico generale veneziano morto nel [[1669]] nella guerra di Candia contro i turchi. Si tratta di un'opera dello scultore belga [[Giusto Le Court]], in pieno e sontuoso stile barocco: due giganteschi schiavi reggono sul dorso la base, su cui si vede il generale col bastone del comando in mano, che si trova tra le statue di due prigionieri incatenati ed ha alle sue spalle un nugolo di vessilli, mazze, corazze, armi da taglio e da fuoco. La targa con l'epigrafe è contornata da una ghirlanda e da quattro putti in bronzo. ===Mausoleo di Alessandro Contarini=== Il mausoleo si trova di fronte al monumento Bembo e fu costruito su commissione dei fratelli Pietro e Pandolfo per celebrare l'ammiraglio Alessandro Contarini, morto nel [[1553]]. Il progetto architettonico fu coordinato da [[Michele Sammicheli]], coadiuvato da numerosi scultori, fra cui il più importante fu [[Alessandro Vittoria]], che vi attese dal [[1555]] al [[1558]]. Suoi soni i due [[telamoni]] posti a sinistra, la sovrastante [[Nereide]] e la [[Fama]] in cima alla piramide. Lo scultore [[Pietro Grazioli da Salò]] realizzò, invece, i due telamoni posti sulla destra e la Nereide sopra il fregio. I telamoni ai fianchi sono opere di [[Pietro Zoppo]], padovano. Il busto in marmo dell'ammiraglio, inserito nella piramide a gradini, è opera di [[Danese Cattaneo]]. Altri scultori realizzarono le decorazioni collaterali: nella base vi è un rilievo con la rappresentazione di una flotta di velieri, mentre nel fregio vi sono trofei militari ed alcuni aggraziati putti che reggono festoni. ===Monumento a Pietro Bembo=== Il '''monumento al cardinale [[Pietro Bembo]]''' è posto sulla terza colonna di destra, partendo dall'entrata ed un progetto del celeberrimo architetto [[Andrea Palladio]]. Il monumento è solo celebrativo, perché il cardinale morì nel [[1547]] a [[Roma]] e lì è sepolto. Il busto è uno dei migliori lavori di [[Danese Cattaneo]]. ===Cappella del Santissimo=== Fu edificata a partire dal [[1457]] dall'architetto [[Giovanni da Bolzano]] per conto di Giacoma Boccarini da Leonessa, vedova del [[Gattamelata]], che vi depose le spoglie mortali del condottiero e del figlio ''Gianantonio''. In origine la cappella era dedicata ai santi Francesco e Bernardino; le pareti erano decorate con affreschi di Pietro Calzetta, Matteo del Pozzo e Jacopo Parisati, che terminò i lavori nel [[1473]]. Sopra l'altare vi era una pala di [[Jacopo Bellini]], aiutato dai figli [[Giovanni Bellini|Giovanni]] e [[Gentile Bellini|Gentile]]. Le sculture furono affidate al padovano [[Gregorio di Allegretto]], discepolo del [[Donatello]]. ===La Cappella della Madonna Mora=== E' ciò che rimane dell'antica chiesetta di Santa Maria Mater Domini (fine [[secolo XII]]-inizio [[XIII secolo|XIII]]) inglobata nell'attuale Basilica. In questo luogo sant'Antonio amava pregare la Vergine e chiese di essere portato, quando sentì che la morte si approssimava. Secondo il suo desiderio, vi fu sepolto subito dopo la morte ([[1231]]) e le sue spoglie vi rimasero fino al [[1263]], quando vennero traslate al centro della basilica, sotto la cupola. Da quel momento fu trasformata in una cappella della basilica e ne ebbero il patronato prima la famiglia ''Rogati-Negri'' e poi gli ''[[Obizzi]]''. ===Cappella del beato [[Luca Belludi]]=== [[File:Padova, basilica del santo, cappella con affreschi di giusto dei menabuoi 01.JPG|thumb|left|Cappella del beato Luca Belludi - Affreschi dell'abside di [[Giusto de' Menabuoi]].]] [[File:Padova, basilica del santo, cappella con affreschi di giusto dei menabuoi 02.JPG|thumb|right|Cappella del beato Luca Belludi - Vele con Cristo, san Giacomo minore e San Filippo, lavori di [[Giusto de' Menabuoi]].]] La cappella è, a dire il vero, dedicata agli apostoli [[Filippo]] e [[Giacomo il Minore]], ma ha preso il nome con cui è nota ora perché vi sono conservate le spogli mortali del beato [[Luca Belludi]], che fu compagno del Santo nell'ultimo scorcio della sua vita, tra il [[1230]] ed il [[1231]]. La cappella è composta da un'unica navata con volta a crociera e da una piccola abside semiottagonale coperta da una volta a padiglione. Fu eretta nel [[1382]] per conto dei fratelli Naimerio e Manfredino Conti, patrizi padovani. L'altare è composto da un'arca su colonne, accessibile per mezzo di una piccola scalinata balaustrata di cinque gradini. L'arca è un lavoro del [[XIII secolo]] e contiene al suo interno le spoglie mortali del beato [[Luca Belludi]]. Secondo la tradizione, in precedenza nella stessa arca tra il [[1231]] ed il [[1263]] furono conservate le spoglie del ''Santo'', anche se non vi sono documenti coevi per affermarlo con certezza. La cappella è completamente decorata con ben 68 affreschi, lavori di [[Giusto de' Menabuoi]] e di collaboratori, che furono eseguiti verso il [[1382]]. Al centro dell'abside l'affresco con la ''Vergine in trono con Gesù bambino tra san Francesco e san Ludovico d'Angio, che presentano Naimerio, e tra sant'Antonio ed il beato Luca, che presentano Manfredino''. In due comparti contigui compaiono, a destra della Madonna, ''San Giacomo presenta Margherita Capodivacca consorte di Naimerio accompagnata dai figli'', mentre a sinistra ''San Filippo con Prosdocimo e Artusio, figli di Manfredino''. Appena sopra, sotto il piccolo rosone della cappella, vi è la ''Annunciazione'', mentre nelle vele, entro dei tondi, sono presenti ''Cristo con libro aperto'', ''san Giacomo minore con calice ed ostia'' e ''san Filippo con turibolo e navicella''. Ai fianchi dell'altare si possono ammirare due affreschi legati alla vita del beato Luca: a sinistra vi è ''Sant'Antonio appare a Luca in preghiera e gli preannuncia la liberazione di Padova'', mentre a destra ''Folla di devoti e sofferenti intorno alla tomba del beato, che da cielo intercede per loro''. Il primo affresco è molto interessante perché c'è una immagine della città di Padova come appariva verso la fine del [[XIV secolo]]. Negli altri scomparti della cappella sono dipinti, seguendo la [[Leggenda aurea]], alcuni episodi della vita degli apostoli Filippo e Giacomo. Nella lunetta sopra la finestra, a sinistra dell'abside si vede ''San Filippo disputa con gli eretici''; in alto ''San Filippo nel tempio di Marte uccide il drago e risuscita i morti''; in basso ''Crocifissione di san Filippo''. Invece nella lunetta a destra abbiamo ''San Giacomo riceve la comunione da Cristo risorto''; nella lunetta della parete ''San Giacomo predica al popolo di Gerusalemme''; più sotto ''San Giacomo libera un mercante ingiustamente imprigionato e soccorre un pellegrino che aveva smarrito la via'', mentre nella lunetta sopra l'arco di entrata vi è il ''Martirio di san Giacomo''. Più sotto, ai lati dell'entrata vi sono i ''Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista'', il primo rappresentato con aspetto giovanile, mentre il secondo come un vegliardo. Nelle vele sono raffigurati i ''Quattro evangelisti'', mentre negli archinvolti e in tutte le altre superfici non ancora affrescate il maestro ha inserito le immagini dei ''Progenitori di Cristo'', come riportato nel [[Vangelo di Matteo]]. Ogni personaggio tiene un cartiglio dove viene indicato sia il nome che la paternità. ==Organo== Nella [[basilica]] si trova l'[[organo a canne]] [[Mascioni]] ''opus 417'', costruito nel [[1929]] e restaurato nel [[2011]]. A [[sistema di trasmissione (organo)|trasmissione pneumatica]], ha tre tastiere di 61 note ciascuna ed una [[pedaliera|pedaliera concavo-radiale]] di 32. La sua disposizione fonica è la seguente: {| border="0" cellspacing="24" cellpadding="18" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=16 | '''Prima tastiera - ''Grand'Organo''' ---- |- | Principale || 16' |- | Principale I || 8' |- | Principale II || 8' |- | Dulciana || 8' |- | Salicionale || 8' |- | Gamba || 8' |- | Flauto || 8' |- | Ottava || 4' |- | Ottava II|| 4' |- | Flauto || 4' |- | Quinta || 5.1/3' |- | Duodecima || 2.2/3' |- | Decima V || 2' |- | Ripieno acuto |- | Ripieno grave |- | Controfagotto || 16' |- | Tromba || 8' |- | Tuba || 8' |- | Voce umana || 8' |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=16 | '''Seconda tastiera - ''Positivo''''' ---- |- | Bordone || 16' |- | Eufonio || 8' |- | Principale || 8' |- | Unda maris || 8' |- | Bordone || 8' |- | Gamba || 8' |- | Flauto || 4' |- | Ottava || 4' |- | Flautino || 2' |- | Cornetto || 2.2/3' |- | Clarinetto || 8' |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=16 | '''Terza tastiera - ''Espressivo''''' ---- |- | Contragamba || 16' |- | Corali || 8' |- | Bordone eco || 8' |- | Principale || 8' |- | Gamba || 8' |- | Flauto || 8' |- | Bordone || 8' |- | Viola || 8' |- | Coro viole || 8' |- | Flauto || 4' |- | Ottava || 4' |- | Viola || 4' |- | Nazardo || 2.2/3' |- | Decima V || 2.2/3' |- | Ripieno || 2' |- | Oboe || 8' |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=16 | '''Pedale''' ---- |- | Subbasso || 32' |- | Contrabasso || 16' |- | Subbasso || 16' |- | Violone || 16' |- | Controgamba || 16' |- | Bordone || 16' |- | Quinta || 10.2/3' |- | Ottava || 8' |- | Cello || 8' |- | Bordone || 8' |- | Ottava || 4' |- | Bombarda || 16' |- | Tromba || 8' |} |} ==Sacrestia== Nell'atrio sopra l'acquasantiera si può vedere un piccolo bassorilievo marmoreo con ''san Francesco e sant'Antonio'', opera di fine [[XV secolo]] di [[Giovanni Minello]] e del figlio [[Antonio Minello|Antonio]]. Sulla parete meridionale vi sono due affreschi del [[1518]]; sono opere di un pittore della cerchia di [[Girolamo Tessari]] e rappresentano ''Sant'Antonio che predica ai pesci'' e ''Miracolo del bicchiere''. ==Convento== Lo stesso sant'Antonio vi soggiornò pochi mesi nel [[1229]] e successivamente dall'autunno del [[1230]] fino al maggio dell'[[1231|anno successivo]]. Con l'inizio della edificazione della basilica, il convento fu riedificato più a sud ed è descritto come ''nobile monastero'' nel [[1240]] dal cronista Bartolomeo da Trento. Anche durante il [[XIV secolo|trecento]] vi furono numerosi mutamenti ed ampliamenti, fino ad assumere l'aspetto attuale nel [[XV secolo|quattrocento]]. Come strutture e disposizione segue la tradizione edilizia monastica; si compone di un aggregato di vari fabbricati, articolati in quattro [[chiostro|chiostri]], ove sono visibili numerose lapidi e diversi monumenti funebri. ===Chiostro del noviziato=== {{...}} ===Chiostro del capitolo=== {{...}} ===Chiostro del generale=== [[File:Antonius2.jpg|thumb|left|Chiostro del generale.]] Questo chiostro è il primo nucleo del convento successivo alla morte del Santo; in principio era a travature su colonne e fu rinnovato per assume l'aspetto attuale verso il [[1433]]. Sono presenti: * ''targa di [[Johann Georg Wirsung]]'', qui sepolto, che fu lo scopritore del [[Dotto di Wirsung|dotto del pancreas che porta il suo nome]]; * ''lapide di Giovanni Brambilla''; * ''lapide di Giovanni Cotunio''; * ''monumento funebre di Angelo Borghini'', fratello dello scrittore Vincenzo; * ''mausoleo di Luigi Visconti'', opera attribuita a [[Francesco Segala]]; * ''lastra tombale di Caterina Francesi'', con bassorilievo raffresentante la defunta, opera attribuita a [[Pierpaolo dalle Masegne|Pierpaolo]] e [[Jacobello dalle Masegne]]; * ''avello di Federico Lavellongo'', con rappresentazione giacente del defunto; la parte scultorea è opera di un componente della famiglia [[De Santi]], mentre l'affresco della lunetta votiva, in non buone condizioni, è attribuito ad [[Altichiero da Zevio]]; *''arca di Bartolomeo, Ludovico e Nicolò Paradisi''; * ''arca di Bonzanello e Nicolò da Vigonza'', nella cui lunetta si può ammirare una ''Incoronazione di Maria'', opera di [[Giusto de' Menabuoi]], come pure gli affreschi del sottarco e della ghimberga; *''lapide di Antonio Piatto''; *''sarcofago pensile dei Capodivacca''; *''tomba del medico anatomico [[Gabriele Falloppio]]''; *''tomba di [[Melchiorre Guilandino]]''; *''lastra tombale di Bettina di San Giorgio'', professoressa di giurisprudenza; *''sarcofago della famiglia Lupi di Soragna''; * ''lapide con stemma della famiglia Papafava da Carrara'', sotto cui sono inumati i resti di alcuni membri della famiglia, tra cui [[Marsilio Papafava]], signore di Padova. Le spoglie furono qui trasferite dopo che nel [[1873]] fu demolita la cappella che si trovava sul sagrato; * ''monumento a Biagio du Boucquet''; * ''monumento a Scipione Cattaneo''; * ''sarcofago di Guido da Lozzo'' e di ''sua moglie Costanza d'Este''; il primo risale al [[1295]], mentre il secondo al [[1287]] e sono le più antiche opere presenti in tutta la basilica. È composto da plutei in marmo, risalenti al [[X secolo]] e riutilizzati; ==Filmografia== Nel film ''[[La lingua del santo]]'' di [[Carlo Mazzacurati]], due ladruncoli si introducono di notte nella basilica e rubano quasi per caso da una teca la lingua di sant'Antonio, per poi chiedere un forte riscatto. ==Note== <references/> ==Bibliografia== * Sibilia A., ''L'iconografia degli affreschi della cappella di San Giacomo al Santo: analisi e ipotesi alternative'', in Atti del convegno internazionale ''Cultura Arte e Committenza al Santo nel Trecento'', Padova, Basilica del Santo, 24-26 maggio 2001, consultabile anche [http://www.centrostudiantoniani.it/sant0213.html in rete] *Vergilio Gamboso - La basilica del Santo di Padova-Guida storico-artstica - Messaggero di Sant'Antonio Editrice - Padova ISBN 88-250-0023-5 ==Voci correlate== *[[Cappella Musicale della Basilica del Santo]] *[[Pontificia Biblioteca Antoniana]] *[[Monumento equestre al Gattamelata]] *[[Donatello]] *[[Pietro Lombardo (scultore)|Pietro Lombardo]] *[[Tiziano Aspetti]] *[[Placido Cortese]] *[[Pietro Annigoni]] ==Altri progetti== {{interprogetto|commons=Category:Sant'Antonio (Padua)}} ==Collegamenti esterni== *[http://www.basilicadelsanto.org/ Sito ufficiale] *[http://www.mascioni-organs.com/databnuovi/417.pdf Scheda sull'organo dal sito della ditta Mascioni] {{portale|architettura|cattolicesimo|Padova}} [[Categoria:Basilica del Santo| ]] [[Categoria:Basiliche del Veneto|Padova]] [[Categoria:Chiese dedicate a sant'Antonio di Padova|Padova]] [[Categoria:Santuari cattolici del Veneto]] [[Categoria:Architetture gotiche del Veneto]] [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] [[bg:Сант Антонио (Падуа)]] [[ca:Basílica de Sant Antoni de Pàdua]] [[cs:Bazilika svatého Antonína]] [[de:Basilika des Heiligen Antonius (Padua)]] [[en:Basilica of Saint Anthony of Padua]] [[es:Basílica de San Antonio de Padua]] [[fi:Antonius Padovalaisen basilika]] [[fr:Basilique Saint-Antoine (Padoue)]] [[fur:Basiliche di Sant Antoni da Padue]] [[hr:Bazilika svetog Antuna u Padovi]] [[ja:サンタントーニオ・ダ・パードヴァ聖堂]] [[lt:Padujos Šv. Antano bažnyčia]] [[nl:Basilica di Sant'Antonio]] [[pl:Bazylika św. Antoniego w Padwie]] [[pt:Basílica de Santo Antonio de Pádua]] [[ru:Базилика Святого Антония]] [[th:บาซิลิกาซานอันโตนิโอแห่งปาดัว]] [[vec:Cexa de Sant'Antonio (Padoa)]] All content in the above text box is licensed under the Creative Commons Attribution-ShareAlike license Version 4 and was originally sourced from https://it.wikipedia.org/w/index.php?diff=prev&oldid=50339167.
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