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{{Cancellazione|arg=filosofia}}
{{E|Voce ridotta a manifesto di filosofo contemporaneo di cui non emerge la rilevanza|filosofia|giugno 2012}}
{{Bio
|Nome = Giulio
|Cognome = Portolan
|Sesso = M
|LuogoNascita = Pordenone
|GiornoMeseNascita = 3 giugno
(contracted; show full)l fondamento è autofondamento], si trasferisce a ogni ente esistente, da essa posto [necessario e, con la mediazione di Dio, creato]. Nella sua critica a Severino, Portolan critica anche la filosofia della tecnica di Galimberti. Essi dicono che la tecnica è onnipotente. Ma, come dice Ruggenini, l'uomo nella dimensione terrena è impotente [limitato e finito]. Non è quindi possibile che la tecnica, prodotta dall'uomo, sia onnipotente.

==La critica della civiltà della tecnica e della democrazia==


Nell’episteme il paradiso è la tecnica. Secondo la sociologia epistemica l’uomo tende a riprodurre attorno a sé il paradiso, perché il paradiso è l’ambiente naturale dell’anima. Per questo, essendo il paradiso la tecnica, nella storia appare la civiltà della tecnica [che Severino chiama paradiso della tecnica. Ma Severino, essendo ateo, non può ammettere che il paradiso della tecnica apparente è proprio l’imitazione storica del paradiso celeste, essendo il paradiso la tecnica]. Facendo apparire il paradiso nella storia l’uomo si sente come trapassato nell’al di là, e placa così il suo timore della morte. L’uomo contemporaneo rimuove infatti il pensiero della morte, non perché essa sia un trauma o oggetto di paura, ma perché essa viene banalizzata, e nella secolarizzazione non viene più intesa come trapasso nell’al di là. L’uomo infatti, attraverso la tecnica, è come se già fosse trapassato nell’al di là, il paradiso imitato dalla civiltà della tecnica. Come Dio per creare ha usato la tecnica e si è separato dalla tecnica, così l’uomo deve usare solo la tecnica liturgica, attingendo ai sacramenti, e deve staccarsi dalla tecnica, facendo tramontare storicamente la civiltà della tecnica, per vivere quel “digiuno” [dal consumismo e dall’edonismo] che è condizione essenziale per potersi accostare all’eucaristia. Come la tecnica e lo stato sono l’essenza del paradiso, così la democrazia esiste anche in paradiso. Nella democrazia l’uomo ha la sovranità. Ma Dio è attualmente separato dalla tecnica, e per questo rende proibito all’uomo l’albero della vita. Per questo la sovranità [potere dell’anima] è proibita all’uomo, e se l’uomo la usa si generano i conflitti storici e sociali, come dice Hobbes. Secondo il paradigma del Leviatano, ripreso dall’episteme, l’uomo deve quindi trasferire la sua sovranità al sovrano [monocrate e decisore unico], nella monocrazia epistemica [imitata dai totalitarismi storici]: così l’uomo esercita il suo potere democratico e nel contempo si separa da esso. Con il trasferimento della sovranità nel re, un re il cui potere è assoggettato al diritto naturale [stato di diritto], cessano i conflitti tra gli uomini, che sono conflitti per il potere.

==Il "protocollo omega"==

Nella ricerca epistemica si è convenuto di denominare "protocollo omega" una particolare condizione di riservatezza del sapere, che viene racchiuso all'interno del mondo accademico e non divulgato. Questa condizione di "correttezza dialogica", in cui si è ritenuto che sia corretto la non diffusione di alcuni contenuti speculativi, è dovuta al fatto che questi possono essere particolarmente sensibili, per cui è opportuno che non siano resi noti al(contracted; show full)
*[[Nichilismo]]
*[[Emanuele Severino]]
*[[Neoparmenidismo]]

==Collegamenti esterni==
*[http://www.dodicidimostrazioni.it Sito del sapere epistemico che espone un tentativo di costruzione di ipotesi di episteme]
*[http://www.dodicidimostrazioni.it/sintesi.html Link del sito dell'episteme che invia alla sintesi del sistema costruito]
*[http://www.dodicidimostrazioni.it/dimostrazioniepistemiche.html Link del sito dell'episteme che invia alle dimostrazioni epistemiche dell'esistenza di Dio]