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{{Avvisounicode}}
{{Nota disambigua}}
{{Libro
|tipo = 
|titolo = Vangeli canonici
|titoloorig = ευ-αγγέλιον 
|titolialt = 
|titoloalfa = 
(contracted; show full)ntro nel [[canone muratoriano]] del [[170]] e nell'ampia testimonianza dei [[Padri della Chiesa]], oltre che nella quantità di manoscritti neotestamentari ritrovati, che possono essere così divisi: 88 papiri (tra cui il [[papiro 45]] che contiene i 4 vangeli canonici e gli [[Atti degli Apostoli]]), 274 [[onciali]] (codici a carattere maiuscolo), 2795 minuscoli, 2209 lezionari ad uso liturgico. {{citazione necessaria|Tra questi 5300 codici ben 2083 contengono i quattro vangeli canonici}}. Al contrario 
è lecito supporre che vennero subitvennero esclusi dal canone tutti quei testi che contenevano deformazioni e alterazioni della tradizione più antica <ref>Cfr. [[canone muratoriano]] nel testo latino: "Pastorem uero nuperrime temporibus nostris in Urbe Roma Hermas conscripsit, sedente cathedra Urbis Romae ecclesiae Pio Episcopo fratre eius; et ideo legi eum quidem oportet, se publicare uero in ecclesia populo, neque inter Prophetas, completum numero, neque inter apostolos, in finem temporum potest</ref><ref>{{it}}{{cita libro| Andrea | Tornielli | Processo al Codice da Vinci. Dal romanzo al film | Gribaudi | 2006|}}</ref>. 
Lo dimos, non erano coerenti con l'ortodossia del tempo o non sembravano risalire all'autorità degli apostoli<ref name="Pesce"/>. Questa attenzione alla tradizione trova riscontrao <ref>{{it}}{{cita libro| Salvatore | Garofalo | Dall’Evangelio agli Evangeli | Universale Studium | 1961|}}</ref><ref>Cfr. Marco Fasol, Dalle fonti al Gesù storico, [http://www.vietatoparlare.it/2011/01/19/la-veridicita-dei-vangeli/#more-10749]</ref> implicitamente i nel fatto che, tra le varie citazioni dei vangeli da parte degli autori più antichi, non vengono quasi mai citati gli apocrifi. Per esempio [[Giustino di Nablus]] cita i vangeli 268 volte nei suoi scritti, [[Ireneo]] 1038 volte, [[Clemente Alessandrino]] 1017 volte, [[Origene]] 9231 volte, [[Tertulliano]] 3822 volte, [[Ippolito]] 754 volte, [[Eusebio di Cesarea]] 3258 volte.
Abbiamo circa ventimila citazioni dei vangeli canonici, delle quali circa settemila nei primi 190 anni dopo Cristo<ref>Cfr. Marco Fasol, La storicità dei vangeli, [http://www.katholikos.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=12:sv&catid=15&Itemid=139]</ref>, e pressoché nessuna <ref>Sappiamo che, in una delle rarissime citazioni, [[Tertulliano]] chiamò gli apocrifi con il termini dispregiativo di "deliramenta", quindi con la chiara intenzione di confutarne la credibilità e gli eccessi di fantasia, e accoppiando come equivalenti i concetti di apocrifo e falso. Cfr. [[Tertulliano]], De Pudicitia, 10,12</ref> citazione degli apocrifi<ref>{{it}}{{cita libro| Marco | Fasol | Il codice svelato, le fantasie del Codice da Vinci e la realtà storica | Fede e Cultura | 2006|}}</ref>{{citazione necessaria}}. 

Quando la Chiesa decise di ufficializzare la canonicità dei quattro vangeli (che già da secoli rappresentavano le fondamenta della cristianità), seguì alcuni criteri principali per l'inclusione nel canone, alcuni presenti anche nel [[canone muratoriano]] del [[170]]: <ref>Cfr. [[Dei Verbum]] II 7-10</ref><ref>Cfr. dati G.R.I.S. (= Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa, [http://www.gris-imola.it/sette_cristiane/vangeli_canonici_apocrifi.php]</ref>:

(contracted; show full)[[tr:İncil]]
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