Difference between revisions 54692534 and 54964833 on itwiki

{{quote|Illuminismo è l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l'incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stesso è questa minorità, se la causa di essa non dipende da difetto d'intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di far uso del proprio intelletto senza essere guidati da un altro. ''[[Sapere aude]]!'' Abbi il coraggio di servirti della tua propria in(contracted; show full)27;'. [[London]] 1997</ref> queste analisi, avrebbero operato uno stravolgimento dei dati storici sull'[[Inquisizione]], distorsione che chiamano [[leggenda nera dell'Inquisizione]] o del "secolo dell'intolleranza". Questa stortura storica sarebbe stata opera di ambienti [[protestanti]] e, a seguire, [[illuministi]], a partire almeno dal [[XVI secolo]], con l'obiettivo di screditare l'immagine sia della [[Chiesa cattolica]], sia dell'[[Impero spagnolo]].


==== La Riforma ====
Da parte della Chiesa cattolica si registrò la saldatura della polemica antilluministica con la controversia antiprotestante determinando la formulazione di un drastico giudizio sulla [[Riforma protestante|Riforma]]: la convinzione più diffusa tra gli esponenti del clero riguardava il fatto che la rivolta di [[Lutero]], introducendo il principio del [[Martin Lutero|libero esame]], avrebbe aperto sul piano filosofico la via a quella catena di errori che portano dal [[socinianesimo]], al [[deismo]] e da questo all’[[ateismo]], sul piano politico avrebbe generato uno spirito di ribellione che spingerebbe a resistere a ogni autorità socialmente costituita.<ref>Daniele Menozzi, ''La Chiesa cattolica e la secolarizzazione'', Einaudi, Torino, 1993</ref>.

Secondo una diffusa credenza, che attraversa tutta la storia della Chiesa e che si ritrova anche nel corso del Settecento, i mali di cui soffriva la società sarebbero effetto dei castighi inviati da Dio non solo per i peccati di singoli uomini, ma anche per quel peccato di natura politica e sociale che consisterebbe nel rifiuto del riconoscimento dei privilegi ecclesiastici.<ref>Fausto Fonzi, ''le relazioni fra Genova e Roma al tempo di Clemente XIII'', in "Annuario dell'Istituto storico Italiano per l'età moderna e contemporanea", n. 8, 1957, p. 233</ref>.

Il sacerdote gesuita e apologista Nicolas Joseph Albert de Diessbach, il futuro fondatore delle "''Amicizie cristiane''" - società segreta di propaganda cattolica reazionaria - manifestò nel suo libro ''Le chrétien catholique'' ([[1771]]), la convinzione che i "lumi" costituivano l'aberrante risultato dell'iniziale rifiuto [[Satana|satanico]] del protestantesimo di riconoscere la suprema autorità della Chiesa nella direzione degli uomini.<ref>N. A. Diessbach, ''Le chrétien catholique'', in ''Démonstration évangéliques'', a cura di J. P. Migne, XIII, Paris, 1843, pp. 182-184</ref>. Pur criticando l'illuminismo, Diessbach aveva adottato nei suoi scritti lo stile e il modo di sentire di [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], di cui del resto apprezzava esplicitamente la sincerità e la travagliata affettività.

L’abate veneziano [[Giovanni Maria Ortes]], nel suo trattato ''Della religione e del governo dei popoli'' ([[1780]]), in reazione alla modernità proponeva altresì un ritorno alla società cristiana [[Medioevo|medievale]]. Egli affermava infatti che il sistema realizzato da [[Carlo Magno]] e [[Papa Leone III|Leone III]], e restaurato poi da [[Papa Gregorio VII|Gregorio VII]], costituirebbe il pieno conseguimento dei principi politici e sociali del cristianesimo<ref>G. M. Ortes, ''Della religione e del governo dei popoli'', Venezia, 1780, pp. 183-186</ref>.

Queste tesi saranno avversate nella seconda meta' del [[secolo XX]] dallo storico austriaco Friedrich Heer - sostenuto dal teologo e sacerdote [[Domenicani|domenicano]] [[Marie-Dominique Chenu]] - che, nell’opera ''Das Experiment Europa'', asserì l'infondatezza dello schema intransigente sull'origine della secolarizzazione, che, secondo questi studiosi, dovrebbe essere individuata nel medioevo piuttosto che in una inesistente genealogia Riforma-Illuminismo-Rivoluzione francese.<ref>F. Heer, ''Das Experiment Europa''. Tausend Jahre Christenheit, Einsiedeln, Cologne, 1952</ref>.

== Diffusione dell'Illuminismo ==
L'Illuminismo fu anche un movimento profondamente cosmopolita: pensatori di nazionalità diverse si sentirono accomunati da una profonda unità d’intenti, mantenendo stretti contatti epistolari fra loro. Furono illuministi [[Pietro Verri]], [[Cesare Beccaria]] e [[Mario Pagano]] in Italia, [[Halle]], [[Christian Wolff (filosofo)|Wolff]], [[Gotthold Ephraim Lessing|Lessing]] in Germania, [[Benjamin Franklin]] e [[Thomas Jefferson]] nelle colonie americane.

(contracted; show full)[[ur:دور استبصار]]
[[vi:Thời kỳ Khai sáng]]
[[war:Panahon han Nalamragan]]
[[yi:אויפקלערונג]]
[[za:Buqmoengz Seizdaih]]
[[zh:啟蒙時代]]
[[zh-min-nan:Khé-bông Sî-tāi]]
[[zh-yue:啟蒙時期]]