Difference between revisions 58661172 and 58663005 on itwiki

{{Libro|titolo = Fontamara
|autore = [[Ignazio Silone]]
|annoorig = 1933
|genere = [[Romanzo]]
|sottogenere = storico
|ambientazione = [[Abruzzo]], anni trenta
|lingua = it
}}
(contracted; show full)ogni contadino firma una misteriosa “carta bianca”, portata loro da un graduato della milizia (il cav. Pelino), che, con il passare delle pagine, si scoprirà essere l'autorizzazione a togliere l'acqua per l'irrigazione portandola ad irrigare i possedimenti dell'Impresario, un “galantuomo” che era diventato podestà del capoluogo. Egli era un imprenditore appoggiato dal regime che si era impossessato della carica di primo cittadino, cercando di favorire i propri interessi in tutti i modi.
<br />


Capito l'inganno, i fontamaresi si recano a casa dell'Impresario, per tentare di convincerlo a ridare loro l'acqua, perché bene indispensabile per la loro sopravvivenza, ottenendo solo altri inganni che li lasciano senz'acqua e portano alla riduzione del loro salario.<br />


Dai soprusi ottenuti con le parole, si passa quindi ai soprusi fisici, con una violenta incursione delle squadracce fasciste, inviate a Fontamara per segnalazione del cav. Pelino, che aveva riscontrato comportamenti antifascisti. Allora Berardo Viola, l'uomo più forte e robusto del paese, in compagnia di uno dei narratori, decide di reagire tentando di trovare maggior fortuna fuori dal paese.<br />


Durante il viaggio verso l' America egli si rende conto che, al di fuori di Fontamara, sono cambiate molte cose. Quando ormai è evidente il fallimento di Berardo, a cui viene negato il lavoro perché in quanto fontamarese è bollato come rivoluzionario, egli viene a conoscenza della morte di Elvira, la sua amata che egli avrebbe dovuto sposare non appena tornato dal suo viaggio in cerca di lavoro. Allora Berardo si convince che per lui la vita non ha più senso e decide di tornare a Fontamara.<br />


Alla stazione di Roma però avviene una svolta: incontra un partigiano (''l'Avezzanese''), già conosciuto in Abruzzo, che lo mette al corrente dell'avvento del fascismo e dei molti altri cambiamenti avvenuti in Italia e sconosciuti da tutti i fontamaresi. L'incontro a Roma con l'Avezzanese gli apre gli occhi sulla realtà che tutti stanno vivendo e gli fa prendere coscienza della situazione politica attuale. 


I due vengono arrestati per un equivoco e nel periodo in cui sono costretti alla convivenza in cella, il contadino sviluppa una notevole maturazione politica. Questo suo nuovo impegno morale lo porta ad autoaccusarsi di essere il “Solito Sconosciuto”, ossia un sostenitore attivo della resistenza. Dopo questa falsa testimonianza lui e il suo compagno di viaggio vengono torturati perché rivelino i nomi dei complici fino all'atroce e ingiusta morte, fatta passare per suicidio, di Berardo.<br />


Venuti a conoscenza del fatto i fontamaresi fondano il “Che fare?”, un giornale in cui scrivono dei soprusi subiti e della ingiusta morte del loro compaesano, e lo portano nei villaggi vicini. La conclusione è tragica in quanto il regime decide di punire tutti i fontamaresi mandando una squadra della Milizia che fa strage di abitanti. Per fortuna però alcuni fontamaresi si salvano, e tra questi vi sono i tre narratori della storia che scappano all'estero dove incontrano (fittiziamente) l'autore e(contracted; show full)
== Collegamenti esterni ==
* [http://www.silone.it/opere/fontamara.htm  Approfondimenti]

{{Portale|Abruzzo|letteratura}}

[[Categoria:Romanzi italiani]]
[[Categoria:Romanzi di Ignazio Silone]]