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{{nota disambigua|il comune della [[Repubblica Ceca]]|[[Řásná]]|Rasna}}
{{WIP open|Castagna|ripulendo antichi coyviol (cfr. [[Discussione:Etruschi#Pulizia_voce|discussione]])}}
[[File:Etruscan civilization italian map.png|thumb|300px|Cartina con i maggiori centri etruschi, ed "espansione" della civiltà etrusca nel corso dei secoli]]
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== Espansione ==
[[File:DSC00441 - Testa di canopo - da Chiusi - sec. VI aC.jpg|thumb|right|Testa di [[Vasi canopi|canopo]] da [[Chiusi]] ([[VI secolo a.C.]])]]

Il massimo di prosperità e di espansione fu raggiunto dagli Etruschi versL'apogeo dell'espansione etrusca fu toccato la metà del [[VI secolo a.C.]], tanto che, verso il [[540 a.C.]], gli etruschi di [[Cerveteri]] alleati; nella [[battaglia di Alalia]] deil [[Cartaginesi540 a.C.]], sconfissero, nella [[battaglia di Alalia]], davanti alla [[Corsicaassieme ai [[Carteginesi]], i [[Focesi]] di [[Marsiglia]], potentissimi sul mare. In quest'occasione i prigionieri focesi vennero lapidati dagli etruschi di Caere.<ref>B.D'Agostino, ''Gli Etruschi'', Milano, Jaka Book, 2003</ref>

In questo periodo, gli Etruschi riuscirono a stabilire la loro egemonia su tutta la penisola italica, sul Mar Tirreno e, grazie all'alleanza con Cartagine, sul Mediterraneo Occidentale.

=== Espansione a nord e a sud ===
{{Vedi anche|Dodecapoli etrusca#Dodecapoli padana e campana|Etruria padana|Etruria campana}}
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Le città-stato erano autonome, cioè indipendenti. Ma c'erano anche cose che le accomunavano: la lingua e la religione. Fu proprio la loro mancanza di unità la causa della loro decadenza: le città del Nord furono conquistate dai Celti; quelle del Sud furono conquistate dai coloni della Magna Grecia e dai Sanniti e quelle del centro caddero una dopo l'altra sotto il dominio di una nuova civiltà che stava cominciando ad affermarsi nel Lazio: i Romani.


L'arresto della loro espansione cominciò invece sul finire del secolo e fu seguito da declino nel [[V secolo a.C.]] Prima fu [[Roma]] a liberarsi dalla loro supremazia con la cacciata, verso il [[510 a.C.]], dei [[Tarquini]]; poi se ne liberarono i [[Latini]], che, sostenuti da [[Aristodemo di Cuma]], ad [[Ariccia]], nel [[506 a.C.]], li sconfissero in battaglia. In questo modo, gli avamposti degli Etruschi in Campania rimasero isolati e si indebolirono dopo la sconfitta navale che essi subirono a [[Cuma]] nel [[474 a.C.]] (v. [[battaglia di Cuma (474 a.C.)|battaglia di Cuma]]), andando perduti nel [[423 a.C.Il declino degli Etruschi iniziò nel [[V secolo a.C.]], con il progressivo distaccarsi dalla loro influenza prima di [[Antica Roma|Roma]], poi dei [[Latini]], quindi della [[Campania]] con la conquisperdita di   [[Capua (antica)|Capua]] da parte degli [[Osci]]<ref>[[Osci]] (detti anche) ''[[Campani]]''. Vedi: [[Giovanni Pugliese Carratelli]], ''Italia, omnium terrarum alumna'', Officine grafiche Garzanti Milano, Garzanti-Schewiller, 1990<sup>1</sup></ref><ref>La "Lega ''Campana''" costituitasi, secondo [[Diodoro Siculo]] (XIII.31), nel 438 a.C.</ref>. e delle aree settentrionali a opera dei [[Galli]].

L'indebolimento dei commerci marittimi si fece drammatico quando nel [[453 a.C.]] il tiranno di Siracusa Gerone occupò la ricca Isola d'Elba e provocando di fatto un blocco dei porti, con l'eccezione di [[Populonia]].
Al nord la discesa dei [[Galli]] sconvolse la geografia dei centri etruschi della [[pianura Padana]] avvenuta tra l'inizio del VI e la metà del IV secolo a.C., quando caddero [[Felsina]] e [[Marzabotto]].
  Sull'Adriatico le città etrusche vennero contemporaneamente attaccate dai celti e dai siracusani, in piena espansione, dopo la vittoria di questi ultimi contro la flotta ateniese nel [[412 a.C.]]
N. Caduta [[Veio]] nel [[396 a.C.]] dopo una guerra durata quasi un secolo, Roma conquistava Veio, estendendo la sua influenza su partsi espanse dnell'Etruria meridionale. Per oltre due secoli gli Etruschi, su iniziativa dell'una o dell'altra città, ostacolarono l'espansione romana, che, spesso ricorserendo a rotture dei patti, come nel caso dell'attacco a Volsini ([[Orvieto]]), quando interruppero un pluridecennale trattato di pace dopo pochi anni dalla sua stipula.
Nel [[295 a.C.]], coalizzati con gli [[Umbri]] e i [[Sanniti]], furono sconfitti dai Romani nell Dopo la decisiva [[battaglia di Sentino]]: ([[295 a.C.]]) nel giro di qualche decennio furono assoggettate a Roma le città dell'attuale Lazio, divenute alleate quando Roma subì l'attacco de parte dei cartaginesi di [[Annibale]]. Anche se le città entrarono nel territorio romano prima dell'inizio del [[I secolo a.C.]], ebbero uno "status" particolare, finché la [[Guerra Sociale]] del [[90 a.C.]], ponendo fine alla loro autonomia, li riconobbe la cittadinanza romana mediante la ''lex Julia'' dell'89 a.C.

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* in quella settentrionale [[Pisa]], [[Fiesole]] (''Vipsl''), [[Gonfienti]], [[Volterra]] (''Velathri''), governate prima da re, poi da [[oligarchia|oligarchie]].


Tali città si raggruppavano talora in confederazioni o leghe di natura religiosa. Arricchendosi poi col tempo grazie ai prodotti delle terre circostanti, coltivate specialmente a [[frumento]] e ai fiorenti allevamenti animali, e sfruttando le miniere e i traffici, riuscirono ad affermarsi rapidamente, espandendosi, tra il VII e il [[V secolo a.C.]], a nord nella valle Padana, dove si affermarono specialmente le città di [[Felsina]] ([[Bologna]]), Mutna ([[Modena]]) Mantua ([[Mantova]]) e [[Misa (città)|Misa]]<ref>gli ultimi ritrovamenti archeologici fanno pensare che il nome etrusco della città fosse in realtà ''Kainua'', come descritto in un articolo del professor Sassatelli (che ha diretto degli scavi per conto dell'Università di Bologna) http://137.204.130.251:8888/giuseppesassatelli/documents/20060108rc.pdf</ref> ([[Marzabotto]]), collegate verso l'[[Mare Adriatico|Adriatico]] con [[Spina]], mediatrice degli influssi del mondo greco, e propizianti da nord il ricco commercio dell'[[ambra (resina)|ambra]] e dello [[stagno (metallo)|stagno]]; a sud nel Lazio notevole è il tempietto rinvenuto in [[Alatri]] e conservato nel museo di [[Villa Giulia]] a Roma; sul mare, invece, serrata fu la competizione con le marinerie cartaginesi e greche. Anche se [[Roma]] non fu mai in stabile dominio etrusco, tuttavia la dinastia dei Tarquini, re di provenienza etrusca, riflette il prestigio e l'importanza delle città etrusche meridionali, con numerose tracce incancellabili lasciate nella religione, negli usi, in istituti ed edifici di Roma, largamente confermate anche dall'archeologia.

== Gli studi e gli scavi archeologici ==
{{Vedi anche|Museo nazionale etrusco di Villa Giulia|Museo etrusco Guarnacci}}
=== Il Medioevo ed il Rinascimento ===
(contracted; show full)#x27;, [[1940]]), sarcofagi (R. Herbig, ''Die jüngeretruskischen Steinsarkophage'', [[1952]]), ceramiche dipinte ([[John Beazley]], ''Etruscan Vase-Painting'', [[1947]]), oltre ad un rinnovato approccio critico nei confronti della descrizione topografica dei luoghi (H. Nissen, ''Italische Landeskunde'', [[1902]] ed A. Solari, ''Topografia storica dell'Etruria'', [[1920]]).<ref name="scavi"/>

== Eredità ==

Nonostante la perdita della politica, gli Etruschi continuarono però a esercitare anche in seguito una grande influenza in Italia, sul piano culturale, religioso e artistico. Roma, che sotto [[Augusto]] aveva fatto dell'Etruria la settima regione d'Italia, subì fortemente la loro influenza, che si fece sentire nelle istituzioni, nei modi di vita, nella lingua (le parole etrusche passate al latino sono innumerevoli, ed alcune sono passate poi nella lingua italiana), nei gusti, nell'amore per il lusso e per i banchetti, le danze e la musica, come si trova attestato nelle pitture tombali. Lo spirito creativo del popolo etrusco (l'abile artigianato, la tecnica approfondita) riemergerà dopo molti secoli nella Toscana dell'[[Rinascimento|età rinascimentale]].<ref name="eredità">[http://www.agriturismo.com/cont/l-eredit%C3%A0-etrusca-nel-mondo-contadino-toscano.asp L'eredità etrusca]</ref>

I Romani si avvalsero della cultura etrusca soprattutto per gli aruspici, i sacerdoti capaci di interpretare il destino attraverso la lettura delle viscere degli animali, del volo degli uccelli, e dei fulmini. Inoltre i maestri degli alunni romani furono etruschi e greci, considerati i più colti.<ref name="eredità"/>

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