Difference between revisions 68170752 and 68185865 on itwiki{{nota disambigua}} {{Avvisounicode}} {{Dubbio qualità grave|motivo=Intere sezioni senza o poche fonti, nello specifico: <del>Geografia (e sottosezioni)</del>, Clima, Storia (e sottosezioni), Flora terrestre, <del>Flora e fauna acquatiche</del>, Archeologia, Architettura, Arte, <del>Industria</del>, <del>Miniere</del>, Agricoltura e allevamento, <del>Pesca</del>, <del>Trasporti marittimi</del>, <del>Emigrazione</del>, Ammini(contracted; show full) [[File:Colonne a tharros.jpg|miniatura|sinistra|Colonne romane a [[Tharros]]]] ===Archeologia=== I primi insediamenti preistorici della Sardegna risalgono al [[Paleolitico |Paleolitico]] Inferiore]] (500.000-350.000 anni fa) secondo gli archeologi che nel [[1979]]-[[1980]] scoprirono un'industria litica presso il ''rio Altana'' a [[Perfugas]], in [[Anglona]]. Nel [[IV millennio a.C.]] si sviluppò la prima espressione culturale, di cui si trovano tracce in tutta l'isola, la [[Cultura di Ozieri]]. I ritrovamenti archeologici conservati nei più importanti musei isolani, hanno messo in risalto quale notevole progresso sociale e culturale conseguirono le popolazioni preistoriche sarde. Nel [[II millennio a.C.]] le [[Archeologia|testimonianze archeologiche]] della [[civiltà nuragica]] sono innumerevoli e lo sviluppo di una civiltà frammentata in cantoni ha lasciato sull'isola importanti e numerose vestigia. I Fenici frequentarono assiduamente la Sardegna introducendovi [[urbanesimo]] e [[scrittura]]. Cartagine e Roma se la contesero lasciandovi tracce indelebili. Sin dalla nascita dell'archeologia il territorio sardo fu ritenuto di grande interesse per i primi ricercatori. Nell' [[XIX secolo|Ottocento]], il canonico [[Giovanni Spano]] diede inizio all'esplorazione dei maggiori siti, descrivendo poi le sue scoperte nel ''Bullettino archeologico sardo''. Nei primi anni del [[XX secolo|Novecento]], l'archeologo [[Antonio Taramelli]] intraprese una serie di scavi nel sud dell'isola e la sua attività di recupero ed individuazione di nuovi siti continuò per circa trent'anni. Nel dopoguerra [[Giovanni Lilliu]] con diverse campagne di scavo aveva portato alla luce il villaggio nuragico [[Su Nuraxi]], concorrendo ad aprire nuove prospettive e conoscenze sulla storia degli antichi Sardi. Attualmente sono in corso su tutto il territorio ulteriori e numerose campagne di scavi, seppure spesso con carenza di finanziamenti e con un importante numero dmolti siti ancora da riportare alla luce, che potrebbero fornire nuove testimonianze storiche sui periodi meno conosciuti.<ref>{{cita web|nome=Regione autonoma|cognome=della Sardegna|url=http://www.sardegnacultura.it/argomenti/archeologia/|titolo= Archeologia|accesso=2 maggio 2011|sito=www.sardegnacultura.it|editore=Regione Autonoma della Sardegna}}</ref> [[File:Alghero Cathedral Catalan Gothic.jpg|miniatura|upright|Architettura gotico-catalana, campanile della [[cattedrale di Santa Maria (Alghero)|cattedrale di Santa Maria]] ad Alghero]] === Architettura === [[File:Chiesa di Nostra Signora di Tergu 2009.jpg|miniatura|sinistra|Particolare della facciata della [[Chiesa di Nostra Signora di Tergu]]]] {{Vedi anche|Nuraghe|Architettura romanica in Sardegna|Pinnetta}} Dell'architettura preistorica in Sardegna sono presenti numerose testimonianze come le [[Domus de janas]] (''tombe ipogeiche''), le [[tombe dei giganti]], i circoli megalitici, e poi [[menhir]], [[dolmen]], e [[Pozzo sacro|templi a pozzo]]. T; tuttavia, l'elemento che più di ogni altro caratterizza il paesaggio preistorico sardo sono i [[nuraghe|nuraghi]], che si trovano numerosi e in varie tipologie. S: si stima che vi siano all'incirca 500 villaggi nuragici, in genere fortificati, di cui gli esempi più importanti e significativi sono [[Su Nuraxi]] di Barumini, [[Nuraghe Santu Antine|Santu Antine]] a Torralba e [[Nuraghe Losa|Losa]] nei pressi di Bonorva. Numerose sono anche le tracce lasciate dai [[Fenici]] che introdussero sulle coste nuove forme urbane. I [[Civiltà romana|Romani]] diedero un assetto organizzativo all'intera isola con la realizzazione di una rete stradale, la strutturazione di diverse città e la realizzazione di numerose infrastrutture di cui rimangono i resono rimasti di teatri, terme, templi, ponti, ecc.resti, come il [[Palazzo di Re Barbaro]] a Porto Torres o l'[[anfiteatro romano di Cagliari]]. Anche dell'epoca protocristiana e bizantina rimangono diverse testimonianze in tutto il territorio sia sulle coste che all'interno; tra le più significative sono, come le basiliche di [[Basilica di San Saturnino|San Saturnino]] di Cagliari, [[Basilica di Sant'Antioco Martire|Sant'Antioco]] nell'isola omonima e [[Chiesa di San Giovanni di Sinis|San Giovanni di Sinis]] nei pressi di Cabras, risalenti al VI secolo. A; altrettanto interessanti sono alcuni ipogei, come quello di [[San Salvatore di Sinis]]⏎ ⏎ a Cabras, la [[Necropoli di Sant'Andrea Priu|chiesa rupestre di Sant'Andrea Priu]] a Bonorva e alcune chiese di origine bizantina come [[Chiesa di Nostra Signora di Mesumundu|Nostra Signora di Mesumundu]] nei pressi di Siligo. Una particolare attenzione merita il periodo giudicale durante il quale, grazie alla sicurezza del Mediterraneo garantita dalle flotte delle [[Repubbliche Marinare]], a seguito del prosperare delle attività commerciali, si sviluppò il [[Architettura romanica in Sardegna|romanico]]. Il primo edificio romanico dell'isola fu la [[Basilica di San Simplicio]] di Olbia (recenti studi hanno datato la sua prima fase ad un periodo anteriore al 1050), quasi coeva rispetto alla [[basilica di San Gavino]] a [[Porto Torres]] nel [[Regno di Torres|Giudicato di Torres]]. La costruzione voluta dal giudice [[Gonnario Comita de Lacon-Gunale]] ebbe inizio prima del [[1038]], e nell'occasione furono impiegate maestranze provenienti da [[Pisa]]. L; la basilica fu completata durante il regno del figlio [[Torchitorio Barisone I de Lacon-Gunale]] intorno al [[1065]]. I sovrani dei regni giudicali, dal [[1063]] in poi, attraverso cospicue donazioni, favorirono l'arrivo nell'isola di monaci di diversi ordini da varie regioni della penisola italiana e della [[Francia]]. Q; queste circostanze portarono in breve tempo ad operare nell'isola maestranze di diversa provenienza: [[Romanico pisano|pisani]], [[Romanico lombardo|lombardi]] e [[provenza]]li, ma anche di cultura araba, provenienti dalla penisola iberica, dando luogo al manifestarsi di espressioni artistiche inedite, caratterizzate dalla fusione di queste esperienze. Dopo la metà del XII secolo, l'architettura romanica sarda saràè stata contrassegnata sempre più dallo stretto legame con Pisa, tendente a farsi più esclusivo a causa della maggiore ingerenza dei mercanti pisani nell'economia sarda e nelle politiche interne dei sovrani giudicali. La [[basilica di Saccargia]] a [[Codrongianos]] è forse la più nota espressione del romanico-pisano in Sardegna. Successivamente gli [[Aragonesi]] introdurrannhanno introdotto forme di [[Architettura gotica|architettura gotico-catalane]], di cui il [[Santuario di Nostra Signora di Bonaria]] ne costituì il primo esempio. L'[[architettura rinascimentale]], pur scarsamente rappresentata, annovera esempi notevoli come l'impianto della [[Cattedrale di San Nicola (Sassari)|Cattedrale di San Nicola]] di Sassari (tardo gotica ma dal forte influsso rinascimentale), la [[Chiesa di Sant'Agostino (Cagliari)|chiesa di Sant'Agostino]] di Cagliari (progettata dai Palearo Fratino), la [[Chiesa di Santa Caterina (Sassari)|chiesa di Santa Caterina]] a Sassari (progettata dal Bernardoni, allievo di [[Vignola]]) ed il completamento della [[Cattedrale di Santa Maria (Alghero)|cattedrale di Santa Maria]] di Alghero, opera di [[Jacopo Palearo Fratino]]. Al contrario, l'[[architettura barocca]] ha trovato ampio risalto,:<ref>{{cita web|nome=Regione Autonoma|cognome=della Sardegna|url= http://www.sardegnaturismo.it/index.php?xsl=14&s=1&v=9&c=2409&nodesc=1|titolo= Un viaggio nel Barocco in Sardegna|accesso=1º marzo 2011|sito=www.sardegnaturismo.it|editore=Regione Sardegna}}</ref> esempi interessanti sono la [[Collegiata di Sant'Anna]] a Cagliari;, la facciata della [[Cattedrale di San Nicola (Sassari)|cattedrale di San Nicola]] a Sassari (opera di Romero e Corbellini), la chiesa di S. Michele a Cagliari (a pianta centrale con pregevoli stucchi e affreschi), nonché le cattedrali di Cagliari, Ales e Oristano, ricostruite tra '600 e '700, rispettivamente, da Domenico Spotorno e Giovanni Battista Arieti. A partire dal [[XIX secolo]], grazie alle nuove idee ed esperienze importate da alcuni architetti sardi formatisi a [[Torino]], si diffondono nell'isola nuove forme architettoniche di ispirazione [[Architettura neoclassica|neoclassica]].<ref>{{cita web|nome= Regione Autonoma|cognome= della Sardegna|url= http://www.sardegnacultura.t/j/v/258?s=20855&v=2&c=2662&t=7|titolo= Architettura neoclassica|accesso=1º marzo 2011|sito=www.sardegnacultura.it|editore=Regione Sardegna}}</ref> Tra le figure più importanti di questa fase architettonica e urbanistica è da citare quella dell'architetto cagliaritano [[Gaetano Cima]], le cui opere sono disseminate in tutto il territorio sardo<ref>{{cita web|nome= Regione Autonoma|cognome= della Sardegna|url= http://www.sardegnacultura.it/j/v/258?s=20856&v=2&c=2662&t=7|titolo= Gaetano Cima|accesso=1º marzo 2011|sito=www.sardegnacultura.it|editore=Regione Sardegna}}</ref> (tra le sue molte realizzazioni val la pena citarei sono l'ospedale civile di Cagliari, la parrocchiale di Guasila e la cattedrale di Ozieri). Accanto alle opere del Cima, sono da citare quelle di Cominotti (Palazzo e Teatro Civico di Sassari) e Cano (Cupola di S. Maria di Betlem a Sassari e la cattedrale di Nuoro). Nella seconda metà dell'Ottocento a Sassari fu realizzato il [[Architettura neogotica|neogotico]] [[palazzo Giordano]] (1878) che rappresenta uno dei primi esempi di [[Revivalismo (architettura)|revivalismo]] nell'isola, mentre risale al [[1933]] la facciata [[Architettura neoromanica|neoromanica]] della [[Cattedrale di Santa Maria (Cagliari)|cattedrale]] di Cagliari, opera di Giarrizzo. Un 'interessante realizzazione di gusto [[Eclettismo (arte)|eclettico]], derivato dal connubio fra ispirazioni a modelli revivalisti e [[liberty]], risulta essere il [[Palazzo Civico (Cagliari)|palazzo Civico]] di Cagliari, completato nei primi anni del [[XX secolo|novecento]]. Il liberty e il l'[[Art Decò|Decò]] troverann]] hanno trovato spazio soprattutto nei nuovi palazzi delle famiglie alto-borghesi, oltre chée negli edifici pubblici. L'avvento del [[fascismo]] ha influenzeràato fortemente negli [[Anni 1920|anni venti]] e [[Anni 1930|trenta]] l'architettura italiana; anche in Sardegna, in particolar modo nelle città di [[Città di fondazione nel periodo fascista|nuova fondazione]]<ref>{{cita web|nome= Regione Autonoma|cognome= della Sardegna|url=http://www.sardegnacultura.it/j/v/258?s=20862&v=2&c=2663&t=7 |titolo= Le città di fondazione fascista|accesso=1º marzo 2011|sito=www.sardegnacultura.it|editore=Regione Sardegna}}</ref>, verrannosono stati realizzate diverse costruzioni di stile [[Razionalismo italiano|razionalista]] e [[Monumentalismo|monumentale]]. I: interessanti realizzazioni di quel periodo sono i centri di Fertilia, Arborea e la città di Carbonia, uno dei massimi esempi di architettura razionalista. Lo sviluppo turistico iniziato negli anni [[Sessanta]] ha fatto sì che in [[Costa Smeralda]] si procedesse alla costruzione di edifici di notevole pregio architettonico, come il [[Cala di Volpe]], il [[Romazzino]] o il [[Pitrizza]], unitamente al villaggio di [[Porto Cervo]] con la chiesa di [[Stella Maris]], opere, rispettivamente, di Couelle, Vietti e Busiri Vici. Più recenti sono altri edifici decisamente moderni come la torre del ''T Hotel'' di [[Cagliari]] o la sede della [[Banca di Credito Sardo]], sempreentrambi a [[Cagliari]], ed il secondo opera di [[Renzo Piano]]. E; esistono, inoltre, diverse tipologie abitative tradizionali, come la casa alta delle zone collinari e montane, costruite in pietra e legno, e le case a corte in ''ladiri'' (mattone in terra cruda)<ref>Da ''later'', matrice latina dalla quale deriva la parola italiana laterizio</ref> del Campidano. E e diverse tipologie insediative, come per esempio gli [[Stazzo|stazzi]] in Gallura, i [[furriadroxiu]]s e i [[medau]]s nel Sulcis Iglesiente.<ref>{{cita web|nome= Montessu|cognome=(Villaperuccio)|url= http://www.montessu.it/montessu/export/sites/default/italiano/Schedario/Santadi/FurriadroxiusMedaus.html|titolo=Furriadroxius e Medaus|accesso=1º marzo 2011|sito=www.montessu.it|editore=ConsulMedia2007}}</ref> Gli edifici più alti costruiti nell'isola sono il ''Grattacielo nuovo'' di [[Sassari]] con 70 metri e 20 piani, il ''T Hotel'' di [[Cagliari]] con 62 metri e 15 piani, la torre ovest del cosiddetto ''Palazzaccio'' di [[Olbia]] con 50 metri e 16 piani, infin e la cupola della [[Basilica di Bonaria]] a Cagliari con 50 metri. La struttura più alta mai realizzata è il camino di 250 metri circa della Centrale Sulcis (appartenente all'[[Enel]]), situata all'interno del Polo industriale di [[Portovesme]]<ref>[http://web.tiscalinet.it/portoscuso1/Stabilimenti/DescrizionePoloIndustriale.html Il Polo industriale di Portovesme]</ref>. (contracted; show full){{Mar Mediterraneo}} {{portale|isole|Sardegna}} {{vetrina|15|7|2006|Wikipedia:Vetrina/Segnalazioni/Sardegna|Italia}} [[Categoria:Sardegna| ]] [[Categoria:Isole del mar Mediterraneo]] {{link AdQ|fr}} All content in the above text box is licensed under the Creative Commons Attribution-ShareAlike license Version 4 and was originally sourced from https://it.wikipedia.org/w/index.php?diff=prev&oldid=68185865.
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