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{{nota disambigua}}
{{Avvisounicode}}
{{Dubbio qualità grave|motivo=Intere sezioni senza o poche fonti, nello specifico: <del>Geografia (e sottosezioni)</del>, Clima, Storia (e sottosezioni), Flora terrestre, <del>Flora e fauna acquatiche</del>, Archeologia, Architettura, Arte, <del>Industria</del>, <del>Miniere</del>, Agricoltura e allevamento, <del>Pesca</del>, <del>Trasporti marittimi</del>, <del>Emigrazione</del>, Ammini(contracted; show full)riale|data=30 aprile 2013|numero=1-2|anno=2013|accesso=9 settembre 2014}}</ref> in varie aree dell'isola. Oltre ad essi sono attive imprese industriali nel settore alimentare, manifatturiero, metalmeccanico<ref>{{cita web|url=http://www.regione.sardegna.it/index.php?xsl=1130&s=1&v=9&tb=7052&st=12&c=7061&special=1&settore=15|titolo=Scheda settore metalmeccanico|sito=regione.sardegna.it|editore=Regione Autonoma della Sardegna|accesso=9 settembre 2014}}</ref>
, edile e legato alla lavorazione del sughero<ref>{{cita web|url=http://www.regione.sardegna.it/index.php?xsl=1130&s=1&c=7061&v=9&tb=7052&st=12&special=1&settore=12|titolo=Scheda settore legno e sughero|sito=regione.sardegna.it|editore=Regione Autonoma della Sardegna|accesso=9 settembre 2014}}</ref>. 

(contracted; show full)/it/articolo/miniere-ricche-di-storia|titolo=Miniere ricche di storia|sito=Sardegnaturismo.it|editore=Regione Autonoma della Sardegna|accesso=5 settembre 2014}}</ref><ref>{{cita web|nome= Osvaldo|cognome= Bevilacqua|coautori= Caterina Nobiloni, Giosi Moccia|url= http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&id=306059|titolo= Yes Italia, Iglesiente mare e miniere|accesso=2 marzo 2011|formato= Video|sito= www.sardegnadigitallibrary.it|editore= NewCo Rai International}}</ref>.


[[File:Sheep near lula sardinia.jpg|miniatura|Gregge nelle campagne di [[Lula (Italia)|Lula]]]]

=== Agricoltura e allevamento ===
[[File:Sughero TempioPausania.jpg|200px|miniatura|sinistra|Querce da sughero nel nord della Sardegna]]
La superficie della Sardegna è sfruttata per il 60 % per l'allevamento, il 20 % per l'agricoltura e il resto è occupato da boschi chiusi, aree urbane e aree non sfruttabili. In Sardegna vivono quasi 4 milioni di ovini<ref>[http://censimentoagricoltura.istat.it/ Censimento Generale dell'Agricoltura: HOME PAGE<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>, praticamente la metà dell'intero patrimonio nazionale e che fa dell'isola una delle aree del mondo con la più alta densità ovina. I suoli della Sardegna sono in gran parte a scarsa potenza, poco profondi e quindi poco produttivi per l'agricoltura. La Sardegna si è specializzata da millenni nell'allevamento ovino e, in minor misura, caprino e bovino. È probabilmente nell'allevamento e nella proprietà del bestiame la base economica della precoce e monumentale civiltà proto-storica e preistorica sarda dal neolitico all'età del ferro.

Anche l'agricoltura ha avuto un ruolo molto importante nella storia economica dell'isola, soprattutto nella grande piana campidanese, particolarmente adatta alla cerealicoltura. I suoli sardi sono poco [[Permeabilità|permeabili]], con falde di scarsa entità e talvolta salmastre, e riserve naturali d'acqua assai ridotte. La scarsità d'acqua fu il primo problema che fu affrontato per la modernizzazione del settore, con la costruzione di un grade sistema di sbarramento dei corsi d'acqua che nel 2012 arrivava a quasi 2 miliardi di metri cubi d'acqua invasabili.<ref>[http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=218310&v=2&c=116&t=1 Situazione dei bacini sardi nel 2012-Regione Autonoma della Sardegna<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>. L'agricoltura sarda nel XXI secolo è legata a produzioni specializzate come quelle vinicole e olivicoltura quelle del carciofo, unico prodotto agricolo di esportazione. Le bonifiche hanno aiutato ad estendere le colture e di introdurre alcune coltivazioni specializzate quali ortaggi e frutta, accanto a quelle storiche dell'ulivo e della vite che sono presenti nelle zone collinari.

La piana del Campidano, la più grande pianura sarda produce avena, orzo e frumento, della quale è una delle più importanti produttrici italiane. Tra gli ortaggi, oltre ai [[carciofi]], ha un certo peso la produzione di [[arance]]. Nel patrimonio boschivo è presente la quercia da [[sughero]], che cresce spontanea favorita dall'aridità del terreno e viene esportata; la Sardegna produce circa l'80% del sughero italiano. Nell'ortofrutta, oltre ai carciofi, sono di un certo peso le produzioni di [[Solanum lycopersicum|pomodori]] (tra cui i [[camoni]]) e di [[agrumi]]. Per secolare tradizione, la percentuale degli addetti alle attività primarie è alta e l'[[allevamento]] rappresenta una fonte di reddito molto importante. Attualmente nell'isola si trova quasi la metà dell'intero patrimonio [[Ovis aries|ovino]] e [[Capra hircus|caprino]] italiano.

Oltre alla [[carne]], dal [[latte]] ricavato si produce una grande varietà di [[Formaggi sardi|formaggi]], basti pensare che la metà del latte ovino prodotto in Italia viene dalla Sardegna, e viene in gran parte lavorato dalle cooperative dei pastori e da piccole industrie.<ref>{{cita web|nome= Massimiliano|cognome= Venusti|coautori= Antonio Cossu|url= http://www.sardegnaagricoltura.it/documenti/14_43_20070419185532.pdf|titolo= L'arte casearia in Anglona tra storia e attualità|accesso=2 marzo 2011|formato= PDF|sito= www.sardegnaagricoltura.it|editore= ERSAT}}</ref>. La Sardegna vanta una tradizione secolare nell'allevamento dei cavalli sin dalla [[Storia della Sardegna aragonese|dominazione aragonese]], la cui cavalleria attingeva dal patrimonio equino dell'isola per rimpinguare il proprio esercito o per farne ambito dono ai sovrani d'Europa.<ref>{{cita web|nome= Sardegna|cognome= Agricoltura|url= http://www.sardegnaagricoltura.it/index.php?xsl=446&s=14&v=9&c=3679&na=1&n=10&tt=1|titolo=Razze equine|accesso=2 marzo 2011|sito= www.sardegnaagricoltura.it|editore= Regione Sardegna}}</ref>

=== Pesca ===
Resa insicura in passato dalle frequenti scorrerie saracene<ref name="ddettori">{{cita web|url=http://www.dirittoestoria.it/archiviogiuridico/Archivio_6/Domenica%20Dettori.pdf|titolo=Contributi allo studio della pesca nella Sardegna settentrionale tra il XVIII e il XIX secolo: i documenti dell'archivio storico del Comune di Sassari|autore=Domenica Dettori|sito=dirittoestoria.it|formato=pdf|pagine=1-8|accesso=4 settembre 2014}}</ref>, la [[pesca (attività)|pesca]] è un'attività affermatasi tra il Settecento e l'Ottocento<ref name="ddettori" />, grazie alla pescosità dei mari circostanti e alla notevole estensione costiera dell'isola<ref name="florispesca" />. È molto sviluppata a Cagliari, ad Alghero e nelle coste del [[Sulcis]]<ref name="florispesca">{{cita libro|curatore=Francesco Floris |titolo=La Grande Enciclopedia della Sardegna - 7° volume |url=http://www.sardegnacultura.it/documenti/7_81_20071203170820.pdf |formato=pdf |accesso=4 settembre 2014 |anno=2007 |editore=Editoriale La Nuova Sardegna |città=Sassari |pagine=213-216}}</ref>, oltre ad avere rilevanza anche in Gallura e nell'[[Oristano|Oristanese]] ([[Anguilla anguilla|anguille]]<ref>{{cita web|url=http://www.epulae.it/giornale/articolo_det.asp?ID=2464|titolo=L'anguilla sarda nelle fonti storiche|autore=Alessandra Guigoni|sito=Epulae.it|data=9 dicembre 2011|accesso=4 settembre 2014}}</ref> e [[mugil cephalus|muggini]]<ref name="florispesca" />). Ottima è la produzione di [[Mitilo|mitili]], specialmente a [[Olbia]]<ref name="florispesca" />.

Nelle zone di Alghero, [[Bosa]] e [[Santa Teresa di Gallura|Santa Teresa]] è molto attiva la pesca alle [[Aragosta|aragoste]]<ref>{{cita web|url=http://www.sardegnaagricoltura.it/documenti/14_43_20090820153531.pdf|titolo=L'aragosta rossa e la pesca in Sardegna|sito=Sardegnaagricoltura.it|editore=Regione Autonoma della Sardegna|formato=pdf|accesso=4 settembre 2014}}</ref> insieme alla raccolta del [[corallo]]<ref name="florispesca" />. Di antica tradizione e mai abbandonata è la pesca del [[tonno]]<ref>{{cita web|nome=Daniele|cognome=Atzeni|url=http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&s=17&v=9&c=4460&id=186899|titolo= La leggenda dei santi pescatori|accesso=2 marzo 2011|formato=Video|sito= www.sardegnadigitallibrary.it|editore=Regione Autonoma della Sardegna}}</ref> specie nei dintorni di [[Carloforte]]<ref name="testa">{{cita news|url=http://ricerca.gelocal.it/lanuovasardegna/archivio/lanuovasardegna/2007/03/27/SL2PO_SL201.html|titolo=È scoppiata la guerra del tonno|autore=Felice Testa|autore2=Simone Repetto|pubblicazione=La Nuova Sardegna|data=27 marzo 2007|accesso=4 settembre 2014}}</ref>. 

=== Artigianato ===
L'[[artigianato]] tradizionale sardo è un insieme di arti popolari estremamente vario, sviluppato in campi molto diversi, ricco di gusto e originalità. Alcune di queste forme artistiche sono di origine antica ed hanno subito l'influenza delle diverse culture che hanno segnato la storia dell'isola<ref>{{cita web|nome= Vico|cognome= Mossa|url= http://www.sardegnadigitallibrary.it/documenti/17_81_20080528114404.pdf|titolo= Artigianato sardo|accesso=2 marzo 2011|formato= PDF|sito= www.sardegnadigitallibrary.it|editore= Carlo Delfino Editore}}</ref>. Per preservare, tramandare e promuovere questa ricchezza culturale ed economica, nel [[1957]] la Regione Autonoma della Sardegna ha istituito l'[[I.S.O.L.A]] (Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigianale). Per una maggior tutela delle lavorazioni artigianali, tramite la legge regionale n. 14 del 1984, è stato istituito il marchio di origine e qualità dei prodotti dell'artigianato tipico sardo<ref>{{cita web|nome= Regione|cognome= Sardegna|url= http://www.regione.sardegna.it/isola/home.html|titolo= Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigianale|accesso=2 marzo 2011|sito= www.regione.sardegna.it}}</ref>.

La [[tessitura]] in lana, cotone e lino di [[tappeto|tappeti]], [[arazzo|arazzi]], cuscini e tende è in larga parte ancora praticata a mano con [[telaio (tessitura)|telai]] di concezione molto antica, ma molte delle produzioni meccanizzate mantengono le caratteristiche della tradizione come, ad esempio, la lavorazione a [[pibiones]]<ref>{{cita web|nome= Anna|cognome= Pau|coautori= Paolo Piquereddu|url= http://www.sardegnadigitallibrary.it/documenti/17_81_20080325121751.pdf|titolo= Tessuti Tradizione e innovazione della tessitura in Sardegna|accesso=2 marzo 2011|formato=PDF|sito= www.sardegnadigitallibrary.it|editore=Ilisso Edizioni Nuoro}}</ref>, diffusa a Ulassai e Samugheo. I gioielli rappresentano una delle testimonianze artigianali più autentiche e costituiscono parte integrante dei costumi tradizionali, ricchi di spille e bottoni in filigrana, di collane arricchite con corallo, pietre dure e perle. I lavori tradizionali di oreficeria, dal gusto raffinato, sono in [[filigrana]]<ref>{{cita web|nome= Paolo|cognome= Piquereddu|url= http://www.sardegnacultura.it/documenti/7_49_20060414131456.pdf|titolo= Gioielli - Storia, linguaggio, religiosità dell'ornamento in Sardegna|accesso=2 marzo 2011|formato=PDF|sito= www.sardegnadigitallibrary.it|editore=Ilisso Edizioni Nuoro}}</ref>. Tra i gioielli fatti a mano, in filigrana, vediamo la ''corbula'', ossia il bottone sardo, il simbolo della prosperità, della fertilità che raffigura il seno materno.

Famoso è il corallo di Alghero.

La lavorazione del legno è caratterizzata da prodotti originali come le ''cassapanche intagliate'', le ''sedie impagliate'' di [[Assemini]], le ''biseras'' dei [[Mamuthones]], ossia le maschere tradizionali mamoiadine, e le produzioni in [[sughero]] di [[Calangianus]]<ref>{{cita web|nome= Cau|cognome= Antonello|coautori= Riccardo Garau|url= http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&s=17&v=9&c=4460&id=189448&ric=1&ni=15&c1=Artigianato&mtd=7&xctl=1&o=20&n=88&urlrif=http://www.sardegnadigitallibrary.it/xml/datidl.php?idtipo=2%26n=15%26p=0%26xctl=1%26cerca=Artigianato%26mtd=7%26order=2|titolo= La maschera |accesso=2 marzo 2011|formato=PDF|sito= www.sardegnadigitallibrary.it|editore= Telesat broadcast S.r.l.}}</ref>. L'artigianato della [[cesteria|cestineria]] è molto diffuso, ma è l'area [[Oristano|oristanese]] la zona dove maggiormente si lavorano le materie prime, come il [[giunco]], la [[palma nana]] e l'[[asfodelo]], ideali per la confezione di cesti, ''corbule'' e canestri. Le [[ceramica|ceramiche]] hanno una forma semplice e lineare.

Una tradizione millenaria ispira varie scuole che tramandano le tecniche della lavorazione al tornio, della cottura al forno e delle decorazioni smaltate con colori naturali<ref>{{cita web|nome= Anna|cognome= Pau|url= http://www.sardegnadigitallibrary.it/documenti/17_81_20080325121003.pdf|titolo= Ceramiche. Storia linguaggio e prospettive in Sardegna|accesso=2 marzo 2011|formato=PDF|sito= www.sardegnadigitallibrary.it|editore= Ilisso Edizioni Nuoro}}</ref>. Altra antica tradizione artigianale sarda è quella della [[Resolza|''arresoja'', ''resolza'' o ''resorza'']] (dal termine latino ''rasoria'' che indicava un genere di coltello con la lama pieghevole). Quelle da collezione non sempre sono a serramanico, ma anche a manico fisso, generalmente in [[corno (biologia)|corno]] di [[Ovis aries|montone]] o di [[muflone]] e intarsiate a mano. Dalla classica lama a ''folla 'e murta'' (a foglia di mirto), sono chiamate anche impropriamente ''leppa'' e sono considerate dagli appassionati delle vere e proprie opere d'arte<ref>{{cita web|nome= Francesca|cognome= Dessì|url= http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&s=17&v=9&c=4460&id=159726|titolo= Il coltellaio|accesso=2 marzo 2011|formato=Video|sito= www.sardegnadigitallibrary.it|editore= Regione Sardegna}}</ref>.

[[File:Torre della Pelosa.jpg|miniatura|Il litorale di [[Stintino]]]]

=== Turismo ===
[[File:Tuaredda beach, Sardinia, Italy.jpg|miniatura|Spiaggia di Tuaredda, [[Teulada=== Agricoltura e allevamento ===
[[File:Sheep near lula sardinia.jpg|miniatura|Gregge nelle campagne di [[Lula (Italia)|Lula]]]]
La superficie della Sardegna è sfruttata per il 60 % per l'allevamento, il 20 % per l'agricoltura e il resto è occupato da boschi chiusi, aree urbane e aree non sfruttabili. In Sardegna vivono quasi 4 milioni di ovini<ref>[http://censimentoagricoltura.istat.it/ Censimento Generale dell'Agricoltura: HOME PAGE<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>, praticamente la metà dell'intero patrimonio nazionale e che fa dell'isola una delle aree del mondo con la più alta densità ovina. La Sardegna si è specializzata da millenni nell'allevamento ovino e, in minor misura, caprino e bovino. Oltre alla [[carne]], dal [[latte]] ricavato si produce anche una grande varietà di [[Formaggi sardi|formaggi]].

Anche l'agricoltura ha avuto un ruolo molto importante nella storia economica dell'isola, soprattutto nella grande piana campidanese, particolarmente adatta alla cerealicoltura. Nel [[XXI secolo]] è legata a produzioni specializzate come quelle cerealicola, vinicola, dell'olivicoltura, del carciofo e degli [[agrume|agrumi]], unico prodotto agricolo di esportazione. Le bonifiche hanno aiutato ad estendere le colture e di introdurre alcune coltivazioni specializzate quali ortaggi e frutta, accanto a quelle storiche dell'ulivo e della vite che sono presenti nelle zone collinari.
Nel patrimonio boschivo è presente la quercia da [[sughero]], che cresce spontanea favorita dall'aridità del terreno e viene esportata; la Sardegna produce circa l'80% del sughero italiano.

=== Pesca ===
Resa insicura in passato dalle frequenti scorrerie saracene<ref name="ddettori">{{cita web|url=http://www.dirittoestoria.it/archiviogiuridico/Archivio_6/Domenica%20Dettori.pdf|titolo=Contributi allo studio della pesca nella Sardegna settentrionale tra il XVIII e il XIX secolo: i documenti dell'archivio storico del Comune di Sassari|autore=Domenica Dettori|sito=dirittoestoria.it|formato=pdf|pagine=1-8|accesso=4 settembre 2014}}</ref>, la [[pesca (attività)|pesca]] è un'attività affermatasi tra il Settecento e l'Ottocento<ref name="ddettori" />, grazie alla pescosità dei mari circostanti e alla notevole estensione costiera dell'isola<ref name="florispesca" />. È molto sviluppata a Cagliari, ad Alghero e nelle coste del [[Sulcis]]<ref name="florispesca">{{cita libro|curatore=Francesco Floris |titolo=La Grande Enciclopedia della Sardegna - 7° volume |url=http://www.sardegnacultura.it/documenti/7_81_20071203170820.pdf |formato=pdf |accesso=4 settembre 2014 |anno=2007 |editore=Editoriale La Nuova Sardegna |città=Sassari |pagine=213-216}}</ref>, oltre ad avere rilevanza anche in Gallura e nell'[[Oristano|Oristanese]] ([[Anguilla anguilla|anguille]]<ref>{{cita web|url=http://www.epulae.it/giornale/articolo_det.asp?ID=2464|titolo=L'anguilla sarda nelle fonti storiche|autore=Alessandra Guigoni|sito=Epulae.it|data=9 dicembre 2011|accesso=4 settembre 2014}}</ref> e [[mugil cephalus|muggini]]<ref name="florispesca" />). Ottima è la produzione di [[Mitilo|mitili]], specialmente a [[Olbia]]<ref name="florispesca" />.

Nelle zone di Alghero, [[Bosa]] e [[Santa Teresa di Gallura|Santa Teresa]] è molto attiva la pesca alle [[Aragosta|aragoste]]<ref>{{cita web|url=http://www.sardegnaagricoltura.it/documenti/14_43_20090820153531.pdf|titolo=L'aragosta rossa e la pesca in Sardegna|sito=Sardegnaagricoltura.it|editore=Regione Autonoma della Sardegna|formato=pdf|accesso=4 settembre 2014}}</ref> insieme alla raccolta del [[corallo]]<ref name="florispesca" />. Di antica tradizione e mai abbandonata è la pesca del [[tonno]]<ref>{{cita web|nome=Daniele|cognome=Atzeni|url=http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&s=17&v=9&c=4460&id=186899|titolo= La leggenda dei santi pescatori|accesso=2 marzo 2011|formato=Video|sito= www.sardegnadigitallibrary.it|editore=Regione Autonoma della Sardegna}}</ref> specie nei dintorni di [[Carloforte]]<ref name="testa">{{cita news|url=http://ricerca.gelocal.it/lanuovasardegna/archivio/lanuovasardegna/2007/03/27/SL2PO_SL201.html|titolo=È scoppiata la guerra del tonno|autore=Felice Testa|autore2=Simone Repetto|pubblicazione=La Nuova Sardegna|data=27 marzo 2007|accesso=4 settembre 2014}}</ref>. 

=== Artigianato ===
L'[[artigianato]] tradizionale sardo è un insieme di arti popolari estremamente vario, sviluppato in campi molto diversi, ricco di gusto e originalità. Alcune di queste forme artistiche sono di origine antica ed hanno subito l'influenza delle diverse culture che hanno segnato la storia dell'isola<ref>{{cita web|nome= Vico|cognome= Mossa|url= http://www.sardegnadigitallibrary.it/documenti/17_81_20080528114404.pdf|titolo= Artigianato sardo|accesso=2 marzo 2011|formato= PDF|sito= www.sardegnadigitallibrary.it|editore= Carlo Delfino Editore}}</ref>.

La [[tessitura]] in lana, cotone e lino di [[tappeto|tappeti]], [[arazzo|arazzi]], cuscini e tende è in larga parte ancora praticata a mano con [[telaio (tessitura)|telai]] di concezione molto antica. I gioielli tradizionali sono in [[filigrana]]<ref>{{cita web|nome= Paolo|cognome= Piquereddu|url= http://www.sardegnacultura.it/documenti/7_49_20060414131456.pdf|titolo= Gioielli - Storia, linguaggio, religiosità dell'ornamento in Sardegna|accesso=2 marzo 2011|formato=PDF|sito= www.sardegnadigitallibrary.it|editore=Ilisso Edizioni Nuoro}}</ref>. Tra essi la ''corbula'', ossia il bottone sardo. La lavorazione del legno è caratterizzata da prodotti originali come le ''cassapanche intagliate'', le ''sedie impagliate'' di [[Assemini]], le ''biseras'' dei [[Mamuthones]],(le maschere tradizionali [[Mamoiada|mamoiadine]]), e le produzioni in [[sughero]] di [[Calangianus]]<ref>{{cita web|nome= Cau|cognome= Antonello|coautori= Riccardo Garau|url= http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&s=17&v=9&c=4460&id=189448&ric=1&ni=15&c1=Artigianato&mtd=7&xctl=1&o=20&n=88&urlrif=http://www.sardegnadigitallibrary.it/xml/datidl.php?idtipo=2%26n=15%26p=0%26xctl=1%26cerca=Artigianato%26mtd=7%26order=2|titolo= La maschera |accesso=2 marzo 2011|formato=PDF|sito= www.sardegnadigitallibrary.it|editore= Telesat broadcast S.r.l.}}</ref>. 

L'artigianato della [[cesteria|cestineria]] è molto diffuso, specie nell'[[Oristano|oristanese]]. Le [[ceramica|ceramiche]] hanno una forma semplice e lineare. Altra antica tradizione artigianale sarda è quella legata alla coltelleria artigianale, con la produzione delle della [[Resolza|''arresoja'', ''resolza'' o ''resorza'']]<ref>{{cita web|nome= Francesca|cognome= Dessì|url= http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&s=17&v=9&c=4460&id=159726|titolo= Il coltellaio|accesso=2 marzo 2011|formato=Video|sito= www.sardegnadigitallibrary.it|editore= Regione Sardegna}}</ref>.

=== Turismo ===
[[File:Torre della Pelosa.jpg|miniatura|Il litorale di [[Stintino]]]]

{{Vedi anche|Turismo in Sardegna}}
Grazie al [[clima]] mite, ai paesaggi incontaminati, alla purezza delle acque marine, la Sardegna attira ogni anno un gran numero di vacanzieri (nel [[2007]] le presenze turistiche per la prima volta hanno superato i 10 milioni di visitatori<ref>{{cita web|nome= Regione|cognome= Sardegna|coautori=Assessorato al Turismo|url= http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_46_20090219130024.pdf|titolo= Dati turismo 2004-2008|accesso=2 marzo 2011|formato=PDF|sito= www.(contracted; show full)]] e [[Compagnie méridionale de navigation|CMN]]. La compagnia regionale [[Saremar]] e altri armatori (quali [[NGI]], [[EneRmaR]] e [[Delcomar]]) collegano infine la Sardegna con alcune delle sue isole minori<ref name="navimin">{{cita web|url=http://www.sardegnamobilita.it/index.php?xsl=1058&s=33&v=9&c=6666&es=6603&na=1&n=100|titolo=Collegamenti con le isole minori|sito=Sardegnamobilità.it|editore=Regione Autonoma della Sardegna|accesso=3 settembre 2014}}</ref>
 e con la [[Corsica]]<ref name="naviint" />.

=== Trasporti aerei ===
{{Vedi anche|Sardegna (trasporto aereo)}}
Tre aeroporti internazionali ([[Aeroporto di Alghero-Fertilia|Alghero-Fertilia]], [[Aeroporto di Olbia-Costa Smeralda|Olbia-Costa Smeralda]], [[Aeroporto di Cagliari-Elmas|Cagliari-Elmas]]) smistano il traffico in arrivo e in partenza verso le principali città italiane e svariate destinazioni europee, quali il [[Regno Unito]], la [[Scandinavia]], la [[Spagna]] e la [[Germania]], mentre due sono gli aeroporti regionali<ref>{{cita web|(contracted; show full){{Mar Mediterraneo}}
{{portale|isole|Sardegna}}
{{vetrina|15|7|2006|Wikipedia:Vetrina/Segnalazioni/Sardegna|Italia}}

[[Categoria:Sardegna| ]]
[[Categoria:Isole del mar Mediterraneo]]

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