Difference between revisions 68157624 and 68170161 on itwiki

{{nota disambigua}}
{{Avvisounicode}}
{{Dubbio qualità grave|motivo=Intere sezioni senza o poche fonti, nello specifico: <del>Geografia (e sottosezioni)</del>, Clima, Storia (e sottosezioni), Flora terrestre, <del>Flora e fauna acquatiche</del>, Archeologia, Architettura, Arte, <del>Industria</del>, <del>Miniere</del>, Agricoltura e allevamento, <del>Pesca</del>, <del>Trasporti marittimi</del>, <del>Emigrazione</del>, Ammini(contracted; show full)

=== I formaggi ===
{{Vedi anche|Formaggi sardi}}
La Sardegna ha un'antica tradizione pastorale e offre una vasta produzione di formaggi pecorini esportati ed apprezzati ovunque, soprattutto in [[America del Nord|Nord America]]. Attualmente sono tre i formaggi [[Denominazione di origine protetta|D.O.P]]: il [[Fiore Sardo]], il [[Pecorino Sardo]] ed il [[Pecorino Romano]] che, nonostante il nome, è prodotto per il 90% nell'isola.
 E' inoltre molto famosa la Sardegna per il tipico Casu Marzu. Un formaggio pecorino, colonizzato dalle larve della mosca olearia, dal sapore molto intenso.

=== Vini e liquori ===
{{Vedi anche|Vini della Sardegna|Filu 'e ferru|Liquore di mirto}}
Come evidenziato da alcune ricerche archeologiche, la coltura della [[Vitis|vite]] in Sardegna risale all'epoca della [[civiltà nuragica]]<ref>{{cita web|nome=Mario|cognome=Sanges|url=http://www.sardegnaagricoltura.it/documenti/14_43_20080505182810.pdf|titolo=La vite e il vino in Sardegna dalla preistoria alla fine del mondo antico|accesso=1º marzo 2011|formato=PDF|sito=www.sardegnaagricoltura.it|edito(contracted; show full)

Secondo [[Eurostat]]<ref>http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page/portal/region_cities/regional_statistics/data/main_tables=</ref> nel 2009 la Sardegna aveva un [[reddito pro capite]] a [[Teoria della parità dei poteri di acquisto|parità di potere di acquisto]] pari al 80,0 % della media dell'Unione Europea; le regione italiane più povere erano la Sicilia e la Calabria con il 68 %, l
ea più ricchea erano la Provincia Autonoma di Bolzano con il 148 % e Valle d'Aosta e Lombardia con il 133 %. Tra le altre regioni insulari europee della fascia mediterranea lea più ricchea erano la piccola regione greca dell'[[Egeo Meridionale]] col 114 %, seguite dalle [[Baleari]] col 110 %, da [[Madeira]] col 105 %, da [[Cipro]] col 100 %, dalla [[Corsica]] col 90 %, le [[Canarie]] con l'87 %, [[Creta]] con l'85 %, [[Malta]] con l'82 %, le [[Isole Ionie]] con l'81%; seguivano la Sardegna solo l'[[Egeo Settentrionale]] col 76 %, le [[Azzorre]] col 75 % e naturalmeappunteo, la Sicilia.

Questi pochi dati, ad un'analisi superficiale, ci indicano che, all'interno di un paese con differenze regionali rilevanti rispetto ad altri paesi dell'Unione Europea, il livello di benessere dei sardi non è fra i peggiori, anzi, è tra i più elevati del mezzogiorno (tenendo in conto solo le medie regionali). Facendo il paragone con le altre regioni insulari della fascia mediterranea, pur non essendoci così elevate differenze, e tenendo conto della estensione territoriale e dell(contracted; show full)di il settore minerario) è principalmente dovuta all'apporto dei finanziamenti statali al ''Piano di Rinascita''<ref>{{cita pubblicazione|url=http://www.studistorici.com/wp-content/uploads/2014/03/07_SANNA.pdf|titolo=La miniera e il petrolchimico. Una questione storica nella Sardegna e nell’Italia del secondo dopoguerra|pubblicazione=Diacronie - Studi di storia contemporanea|autore=Francesca Sanna|data=29 marzo 2014|formato=pdf|pagina=17|accesso=8 settembre 2014}}</ref>
, concentrati soprattutto negli anni [[anni 1960|sessanta]]-[[anni 1970|settanta]]. La politica economica finalizzata all'accrescimento industriale si è caratterizzata in quel periodo con la formazione dei cosiddetti ''poli di sviluppo'' industriali<ref>{{cita libro|url=http://eprints.uniss.it/5570/1/Sechi_S_Sardegna_negli_anni_della.pdf|capitolo=La Sardegna negli "anni della Rinascita"|titolo=Storia della Sardegna 5 - Il Novecento| autore=Simone Sechi|autore2=[[Manlio Brigaglia]]|autore3=Luciano Marroccu|autore4=Gian Giacomo Ortu|autore5=Paola Pittalis|autore6=Sandro Ruju|autore7=Salvatore Tola|editore=[[Casa editrice Giuseppe Laterza & figli|Laterza]]|anno=2002|isbn=88-421-0683-6|pagina=75|accesso=9 settembre 2014}}</ref>, a [[Cagliari]] ([[Macchiareddu-Grogastu|Macchiareddu]] e [[Sarroch]]), [[Porto Torres]] e in un secondo momento a [[Ottana]]. Sono sorti così i complessi petrolchimici e le grandi [[raffineria di petrolio|raffinerie]] per la lavorazione del greggio, che si collocano tra le maggiori d'Europa<ref>{{cita news|url=http://www.repubblica.it/economia/finanza/2013/04/15/news/i_moratti_trovano_il_socio_russo_il_20_per_cento_di_saras_a_rosneft-56680588/|titolo=I Moratti trovano il socio russo: il 20 per cento di Saras a Rosneft|autore=Luca Pagni|pubblicazione=[[La Repubblica|Repubblica.it]]|data=15 aprile 2013|accesso=9 settembre 2014}}</ref>. Altri settori industriali sono quello alimentare, legato alla lavorazione dei prodotti dell'allevamento<ref>{{cita web|url=http://www.sardegnaindustriale.it/article.asp?id=1117&IDmagazine=2003006|titolo=Segnali positivi per l’industria alimentare |sito=Sardegnaindustriale.it|accesso=9 settembre 2014}}</ref> e della pesca (lavorazione del [[tonno]]<ref>{{cita news|url=http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2013/07/11/news/as-do-mar-cosi-il-tonno-e-diventato-oro-1.7404985|titolo=As Do Mar, così il tonno è diventato oro|autore=Luca Rojch|pubblicazione=La Nuova Sardegna|data=11 luglio 2013|accesso=9 settembre 2014}}</ref>), manifatturiere, lavorazione del sughero<ref>{{cita web|url=http://www.regione.sardegna.it/index.php?xsl=1130&s=1&c=7061&v=9&tb=7052&st=12&special=1&settore=12|titolo=Scheda settore legno e sughero|sito=regione.sardegna.it|editore=Regione Autonoma della Sardegna|accesso=9 settembre 2014}}</ref>, meccaniche<ref>{{cita web|url=http://www.regione.sardegna.it/index.php?xsl=1130&s=1&v=9&tb=7052&st=12&c=7061&special=1&settore=15|titolo=Scheda settore metalmeccanico|sito=regione.sardegna.it|editore=Regione Autonoma della Sardegna|accesso=9 settembre 2014}}</ref>(produzione di mezzi agricoli, cantieristica navale, componentistica per aeromobili), edìle e metallurgico<ref>{{cita news|url=http://www.sardegnaindustriale.it/article.asp?id=8251&IDmagazine=2013002|titolo=Portovesme: un polo vitale per l'economia del territorio|autore=Gherardo Gherardini|pubblicazione=Sardegna Industriale|data=30 aprile 2013|numero=1-2|anno=2013|accesso=9 settembre 2014}}</ref>. 

L'energia viene prodotta da centrali idroelettriche alimentate dai bacini che raccolgono le acque dei fiumi, da centrali termoelettriche alimentate a carbone di importazione estera e da numerosissime [[Centrale eolica|centrali eoliche]] sparse sull'intero territorio isolano<ref>{{cita web|url=http://www.sardegnaindustriale.it/article.asp?id=5049&IDmagazine=2008005|titolo=Sintesi del Piano energetico ambientale regionale|sito=Sardegnaindustriale.it|accesso=9 settembre 2014}}</ref>. 
[[File:Montevecchio.jpg|miniatura|sinistra|La miniera di [[Montevecchio]], nel [[Medio Campidano]]]]

=== Miniere ===
{{Vedi anche|Storia mineraria della Sardegna}}
La Sardegna è la regione italiana con il sottosuolo più ricco di minerali<ref name="Treccani36" />. Prima l'[[ossidiana]]<ref name="Treccani36" /><ref name="indestr" />, poi l'[[argento]], lo [[zinco]] e il [[rame]]<ref name="indestr" /><ref name="Treccani36" /> sono stati fin dall'antichità una vera ricchezza per l'isola, posizionandola al centro di intensi traffici commerciali. Molti centri minerari erano sfruttati per l'estrazione di [[piombo]], zinco, rame e argento (la galena argentifera conteneva fino a 10&nbsp;kg d'argento per tonnellata di minerale). Dopo il secolare sfruttamento, dalla seconda metà degli [[anni 1960|anni sessanta]]<ref name="indestr">{{cita pubblicazione|url=http://www.sardegnastatistiche.it/documenti/12_103_20070731111755.pdf|titolo=Le industrie estrattive in Sardegna - Analisi economica e strutturale|autore=Cristina Persico|autore2=Antonella De Arca|autore3=Francesca Spada|anno=2007|formato=pdf|accesso=5 settembre 2014|pagine=10-11}}</ref> in avanti le prospettive per le miniere sarde sono diventate via via molto limitate e le zone minerarie si stanno convertendo sempre di più al turismo legato all'archeologia industriale<ref>{{cita web|url=http://www.sardegnaturismo.it/it/articolo/miniere-ricche-di-storia|titolo=Miniere ricche di storia|sito=Sardegnaturismo.it|editore=Regione Autonoma della Sardegna|accesso=5 settembre 2014}}</ref><ref>{{cita web|nome= Osvaldo|cognome= Bevilacqua|coautori= Caterina Nobiloni, Giosi Moccia|url= http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&id=306059|titolo= Yes Italia, Iglesiente mare e miniere|accesso=2 marzo 2011|formato= Video|sito= www.sardegnadigitallibrary.it|editore= NewCo Rai International}}</ref>. A partire dall'[[XIX secolo|Ottocento]] furono aperte miniere di [[carbone]], [[antimonio]] e [[bauxite]]: i giacimenti più importanti si trovano nell'[[Iglesiente]] e nel [[Sulcis]], nel [[Guspini|Guspinese]] - [[Arbus|Arburese]], nel [[Sarrabus]], nella [[Nurra]] e nella zona dell'[[Argentiera]]<ref>{{cita web|url=http://www.minieredisardegna.it/IndexMiniere.php|titolo=La cartina della Sardegna|sito=Minieredisardegna.it|accesso=5 settembre 2014}}</ref>.

A fine [[XX secolo|Novecento]] la Sardegna è stata caratterizzata anche dalla ricerca di giacimenti auriferi: la principale miniera, localizzata a [[Furtei]], fu però chiusa per il fallimento della società concessionaria<ref>{{cita news|url=http://www.lastampa.it/2013/11/04/italia/cronache/contaminato-dal-cianuro-il-lago-che-nascondeva-loro-CDZSYzOu2S43URzGwuIElM/pagina.html|titolo=Contaminato dal cianuro il lago che nascondeva l’oro| autore=Nicola Pinna| pubblicazione=[[La Stampa]]|data=4 novembre 2013|accesso=5 settembre 2014 negli anni [[anni 1960|sessanta]]-[[anni 1970|settanta]], che portò alla formazione dei cosiddetti ''poli di sviluppo'' industriali nei settori chimico, petrolifero e metallurgico<ref>{{cita libro|url=http://eprints.uniss.it/5570/1/Sechi_S_Sardegna_negli_anni_della.pdf|capitolo=La Sardegna negli "anni della Rinascita"|titolo=Storia della Sardegna 5 - Il Novecento| autore=Simone Sechi|autore2=[[Manlio Brigaglia]]|autore3=Luciano Marroccu|autore4=Gian Giacomo Ortu|autore5=Paola Pittalis|autore6=Sandro Ruju|autore7=Salvatore Tola|editore=[[Casa editrice Giuseppe Laterza & figli|Laterza]]|anno=2002|isbn=88-421-0683-6|pagina=75|accesso=9 settembre 2014}}</ref><ref>{{cita news|url=http://www.sardegnaindustriale.it/article.asp?id=8251&IDmagazine=2013002|titolo=Portovesme: un polo vitale per l'economia del territorio|autore=Gherardo Gherardini|pubblicazione=Sardegna Industriale|data=30 aprile 2013|numero=1-2|anno=2013|accesso=9 settembre 2014}}</ref> in varie aree dell'isola. Oltre ad essi sono attive imprese industriali nel settore alimentare, manifatturiero, metalmeccanico<ref>{{cita web|url=http://www.regione.sardegna.it/index.php?xsl=1130&s=1&v=9&tb=7052&st=12&c=7061&special=1&settore=15|titolo=Scheda settore metalmeccanico|sito=regione.sardegna.it|editore=Regione Autonoma della Sardegna|accesso=9 settembre 2014}}</ref> edile e legato alla lavorazione del sughero<ref>{{cita web|url=http://www.regione.sardegna.it/index.php?xsl=1130&s=1&c=7061&v=9&tb=7052&st=12&special=1&settore=12|titolo=Scheda settore legno e sughero|sito=regione.sardegna.it|editore=Regione Autonoma della Sardegna|accesso=9 settembre 2014}}</ref>. 

L'energia viene prodotta da centrali termoelettriche (a carbone), idroelettriche(nei bacini artificiali) e da varie [[Centrale eolica|centrali eoliche]]<ref>{{cita web|url=http://www.sardegnaindustriale.it/article.asp?id=5049&IDmagazine=2008005|titolo=Sintesi del Piano energetico ambientale regionale|sito=Sardegnaindustriale.it|accesso=9 settembre 2014}}</ref>. 
[[File:Montevecchio.jpg|miniatura|sinistra|La miniera di [[Montevecchio]], nel [[Medio Campidano]]]]

=== Miniere ===
{{Vedi anche|Storia mineraria della Sardegna}}
La Sardegna è la regione italiana con il sottosuolo più ricco di minerali<ref name="Treccani36" />. Prima l'[[ossidiana]]<ref name="Treccani36" /><ref name="indestr" />, poi l'[[argento]], lo [[zinco]] e il [[rame]]<ref name="indestr" /><ref name="Treccani36" /> sono stati fin dall'antichità una vera ricchezza per l'isola, posizionandola al centro di intensi traffici commerciali. Molti centri minerari erano sfruttati per l'estrazione di [[piombo]], zinco, rame e argento, e dall'[[XIX secolo|Ottocento]] in poi furono aperte miniere di [[carbone]], [[antimonio]] e [[bauxite]] e [[oro]]<ref>{{cita news|url=http://www.lastampa.it/2013/11/04/italia/cronache/contaminato-dal-cianuro-il-lago-che-nascondeva-loro-CDZSYzOu2S43URzGwuIElM/pagina.html|titolo=Contaminato dal cianuro il lago che nascondeva l’oro| autore=Nicola Pinna| pubblicazione=[[La Stampa]]|data=4 novembre 2013|accesso=5 settembre 2014}}</ref>. Dopo il secolare sfruttamento, dalla seconda metà degli [[anni 1960|anni sessanta]]<ref name="indestr">{{cita pubblicazione|url=http://www.sardegnastatistiche.it/documenti/12_103_20070731111755.pdf|titolo=Le industrie estrattive in Sardegna - Analisi economica e strutturale|autore=Cristina Persico|autore2=Antonella De Arca|autore3=Francesca Spada|anno=2007|formato=pdf|accesso=5 settembre 2014|pagine=10-11}}</ref> molti siti minerari hanno cessato l'attività e le zone minerarie si stanno convertendo sempre di più al turismo legato all'archeologia industriale<ref>{{cita web|url=http://www.sardegnaturismo.it/it/articolo/miniere-ricche-di-storia|titolo=Miniere ricche di storia|sito=Sardegnaturismo.it|editore=Regione Autonoma della Sardegna|accesso=5 settembre 2014}}</ref><ref>{{cita web|nome= Osvaldo|cognome= Bevilacqua|coautori= Caterina Nobiloni, Giosi Moccia|url= http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&id=306059|titolo= Yes Italia, Iglesiente mare e miniere|accesso=2 marzo 2011|formato= Video|sito= www.sardegnadigitallibrary.it|editore= NewCo Rai International}}</ref>.

[[File:Sheep near lula sardinia.jpg|miniatura|Gregge nelle campagne di [[Lula (Italia)|Lula]]]]

=== Agricoltura e allevamento ===
[[File:Sughero TempioPausania.jpg|200px|miniatura|sinistra|Querce da sughero nel nord della Sardegna]]
(contracted; show full)ll'isola<ref name="florispesca" />. È molto sviluppata a Cagliari, ad Alghero e nelle coste del [[Sulcis]]<ref name="florispesca">{{cita libro|curatore=Francesco Floris |titolo=La Grande Enciclopedia della Sardegna - 7° volume |url=http://www.sardegnacultura.it/documenti/7_81_20071203170820.pdf |formato=pdf |accesso=4 settembre 2014 |anno=2007 |editore=Editoriale La Nuova Sardegna |città=Sassari |pagine=213-216}}</ref>, oltre ad avere rilevanza anche in Gallura e 
soprattutto nell'[[Oristano|Oristanese]]<ref name="florispesca" /> dove i pescatori lavorano nei vasti stagni e nelle peschiere, dove si pescano in grandi quantità [[Anguilla anguilla|anguille]]<ref>{{cita web|url=http://www.epulae.it/giornale/articolo_det.asp?ID=2464|titolo=L'anguilla sarda nelle fonti storiche|autore=Alessandra Guigoni|sito=Epulae.it|data=9 dicembre 2011|accesso=4 settembre 2014}}</ref> e [[mugil cephalus|muggini]]<ref name="florispesca" />. Ottima è la produzione di [[Mitilo|mitili]], specialmente a [[Olbia]]<ref name="florispesca" />.

Nelle zone di Alghero, [[Bosa]] e [[Santa Teresa di Gallura|Santa Teresa]] è molto attiva la pesca alle [[Aragosta|aragoste]]<ref>{{cita web|url=http://www.sardegnaagricoltura.it/documenti/14_43_20090820153531.pdf|titolo=L'aragosta rossa e la pesca in Sardegna|sito=Sardegnaagricoltura.it|editore=Regione Autonoma della Sardegna|formato=pdf|accesso=4 settembre 2014}}</ref> insieme alla raccolta del [[corallo]]<ref name="florispesca" />. Di antica tradizione e mai abbandonata è la pesca del [[tonno]]<ref>{{cita web|nome=Daniele|cognome=Atzeni|url=http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&s=17&v=9&c=4460&id=186899|titolo= La leggenda dei santi pescatori|accesso=2 marzo 2011|formato=Video|sito= www.sardegnadigitallibrary.it|editore=Regione Autonoma della Sardegna}}</ref>, già nel XVI secolo esistevano diverse [[Tonnara|tonnare]]<ref>Giuseppe Doneddu, ''La pesca nelle acque del Tirreno'' (secoli XVII-XVIII), Sassari, 2002 ISBN 88-86002-79-3 p.145</ref>, di queste quelle più antiche sono la [[Tonnara delle Saline, Stintino|Tonnara delle Saline]] di [[Stintino]], quella di [[Tonnara di Flumentorgiu|Flumentorgiu]] di [[Arbus]], quella di [[Tonnara di Porto Paglia|Porto Paglia]] a [[Gonnesa]] ed infine quella di [[Tonnara di Calavinagra|Calavinagra]] a [[Carloforte]], nella zona in cui sono concentrate le uniche tonnare in attività in Italia<ref name="testa" />. Gran parte dei tonni vengono esportati direttamente in [[Giappone]] dove sono consumati qualche giorno dopo la pesca<ref name="testa">{{cita news|url=http://ricerca.gelocal.it/lanuovasardegna/archivio/lanuovasardegna/2007/03/27/SL2PO_SL201.html|titolo=È scoppiata la guerra del tonno|autore=Felice Testa|autore2=Simone Repetto|pubblicazione=La Nuova Sardegna|data=27 marzo 2007|accesso=4 settembre 2014}}</ref>. Queste attività costituiscono un pezzo di storia e di tradizione dei pescatori sardi e certi riti, insieme a particolari tecniche di pesca, sono rimasti immutati nel tempo<ref>{{cita web|url=http://www.hieracon.it/Tonno/06-tradizioni.php|titolo=Tradizioni e superstizioni|sito=Hieracon.it|accesso=4 settembre 2014}}</ref>, così come la lavorazione stessa delle [[Bottarga|bottarghe]]<ref>{{cita web|url=http://www.sardegnaagricoltura.it/documenti/14_43_20070607151008.pdf|titolo=Bottarga di muggine|sito=Sardegnaagricoltura.it|editore=Regione Autonoma della Sardegna|formato=pdf|accesso=4 settembre 2014}}</ref> e delle frattaglie.nell'[[Oristano|Oristanese]] ([[Anguilla anguilla|anguille]]<ref>{{cita web|url=http://www.epulae.it/giornale/articolo_det.asp?ID=2464|titolo=L'anguilla sarda nelle fonti storiche|autore=Alessandra Guigoni|sito=Epulae.it|data=9 dicembre 2011|accesso=4 settembre 2014}}</ref> e [[mugil cephalus|muggini]]<ref name="florispesca" />). Ottima è la produzione di [[Mitilo|mitili]], specialmente a [[Olbia]]<ref name="florispesca" />.

Nelle zone di Alghero, [[Bosa]] e [[Santa Teresa di Gallura|Santa Teresa]] è molto attiva la pesca alle [[Aragosta|aragoste]]<ref>{{cita web|url=http://www.sardegnaagricoltura.it/documenti/14_43_20090820153531.pdf|titolo=L'aragosta rossa e la pesca in Sardegna|sito=Sardegnaagricoltura.it|editore=Regione Autonoma della Sardegna|formato=pdf|accesso=4 settembre 2014}}</ref> insieme alla raccolta del [[corallo]]<ref name="florispesca" />. Di antica tradizione e mai abbandonata è la pesca del [[tonno]]<ref>{{cita web|nome=Daniele|cognome=Atzeni|url=http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&s=17&v=9&c=4460&id=186899|titolo= La leggenda dei santi pescatori|accesso=2 marzo 2011|formato=Video|sito= www.sardegnadigitallibrary.it|editore=Regione Autonoma della Sardegna}}</ref> specie nei dintorni di [[Carloforte]]<ref name="testa">{{cita news|url=http://ricerca.gelocal.it/lanuovasardegna/archivio/lanuovasardegna/2007/03/27/SL2PO_SL201.html|titolo=È scoppiata la guerra del tonno|autore=Felice Testa|autore2=Simone Repetto|pubblicazione=La Nuova Sardegna|data=27 marzo 2007|accesso=4 settembre 2014}}</ref>. 

=== Artigianato ===
L'[[artigianato]] tradizionale sardo è un insieme di arti popolari estremamente vario, sviluppato in campi molto diversi, ricco di gusto e originalità. Alcune di queste forme artistiche sono di origine antica ed hanno subito l'influenza delle diverse culture che hanno segnato la storia dell'isola<ref>{{cita web|nome= Vico|cognome= Mossa|url= http://www.sardegnadigitallibrary.it/documenti/17_81_20080528114404.pdf|titolo= Artigianato sardo|accesso=2 marzo 2011|format(contracted; show full) di sviluppo risalgono al 1948 in concomitanza con la sconfitta definitiva della [[malaria]] e con la l'acquisizione dello ''status'' di [[Regione a statuto speciale|regione autonoma]]. Le prime promozioni e realizzazioni infrastrutturali furono attuate attraverso l'[[ESIT]] (Ente Sardo Industrie Turistiche) ed il primo ''boom'' turistico si sviluppò a cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta, soprattutto ad [[Alghero]] e nella sua [[Riviera del Corallo]].


Ma il ''boom'' turistico di maggiori dimensioni si realizzò a partire dai primi anni sessanta con la nascita della [[Costa Smeralda]], nella località di [[Porto Cervo]], nel comune di [[Arzachena]]. Sin dagli inizi il turismo in quest'area si caratterizzò principalmente come di [[Élite (sociologia)|élite]], basato sulla qualità delle strutture ricettive e delle infrastrutture oltre che sulle bellezze naturali. A questa iniziativa seguirono una miriade di altri insediamenti, sempre nella zona, come [[Cala di Volpe]] e [[Capriccioli]] ma anche nel resto della Sardegna. In pochi anni il settore si sviluppò in maniera esponenziale fino a divenire uno dei settori trainanti delle attività economiche. Negli [[anni 1970|anni settanta]], a seguito dell'incremento del valore delle aree, si è avuto un forte sfruttamento delle coste con nuove costruzioni, principalmente seconde case.

Negli anni l'offerta turistica si è in parte modificata, orientandosi verso la diversificazione e la destagionalizzazione cercando di interessare anche le zone interne e di valorizzare la cultura, l'arte e l'archeologia<ref>{{cita web|nome= Regione|cognome= Sardegna|coautori=Assessorato al Turismo|url= http://www.sardegnaturismo.it/offerta/|titolo= I mille volti di un'isola|accesso=2 marzo 2011|sito= www.regione.sardegna.it|editore= Regione Sardegna}}</ref>, il turismo equestre, l'escursionismo, il [[birdwatching]], la [[Vela (sport)|vela]], il [[free climbing]]<ref>{{cita web|nome= Sardegna|cognome= Digital Library|url= http://www.sardegnadigitallibrary.it/immagine/sport.html|titolo= Sport|accesso=2 marzo 2011|sito= www.sardegnadigitallibrary.it|editore= Regione Sardegna}}</ref>. Da segnalare inoltre il [[Comprensorio sciistico Bruncu Spina]], il principale impianto sciistico dell'isola meta di turisti amanti degli sport invernali.

=== Trasporti e comunicazioni ===
Per contrastare efficacemente gli effetti dell'insularità, è stata sviluppata nel tempo una buona rete di servizi e di impianti portuali ed aeroportuali. Ben distribuiti nel territorio queste strutture collegano l'isola al continente italiano ed europeo per mezzo di linee aeree e tramite navi che partono dai porti più importanti. Durante la stagione turistica, il traffico lungo tutte le vie di comunicazione e nelle stazioni marittime, aumenta in modo considerevole e gli spostamenti nelle località interne richiedono tempo. Le strade sono spesso ricche di tornanti e panoramiche (a parte le principali direttrici), con curve e saliscendi a secondo l'[[orografia]] del territorio: andare piano è d'obbligo.

Il servizio regionale di trasporti pubblico [[ARST]] (Azienda Regionale Sarda Trasporti) collega tramite autobus la totalità dei comuni con almeno una corsa giornaliera, ed è presente negli aeroporti e nei porti in coincidenza con l'arrivo degli aerei e dei [[Traghetto|traghetti]]. Le località più isolate sono invece servite da compagnie private. Nelle città di Alghero, Cagliari (con tutta l'area metropolitana), Carbonia, Iglesias, Macomer, Nuoro, Olbia, Oristano, Porto Torres, Quartu Sant'Elena, Sassari e Selargius sono presenti sistemi di trasporto pubblico urbano<ref>{{cita web|nome= Sardegna|cognome= Turismo|url= http://www.sardegnaturismo.it/documenti/1_26_20060630113951.pdf|titolo= In sardegna con i mezzi pubblici|accesso=2 marzo 2011|formato= PDF|sito= www.sardegnaturismo.it|editore= Regione Sardegna}}</ref><ref>{{cita web|url=http://arst.sardegna.it/orari_e_autolinee/servizi_urbani.html|titolo=Servizi urbani TPL (Trasporto Pubblico Locale)|opera=ARST.it|editore=[[ARST]]|accesso=13 giugno 2014}}</ref>.

[[File:Cagliari porto.jpg|miniatura|Traghetto in arrivo al [[porto di Cagliari]]]]

=== Trasporti marittimi ===
Tramite moderne stazioni marittime e traghetti, la Sardegna è collegata con i più importanti porti italiani del mar Tirreno e del mar Ligure<ref name="navicont">{{cita web|url=http://www.sardegnamobilita.it/index.php?xsl=1058&s=33&v=9&c=6664&es=6603&na=1&n=100&esp=1|titolo=Collegamenti nazionali|sito=Sardegnamobilità.it|editore=Regione Autonoma della Sardegna|accesso=3 settembre 2014}}</ref>, ma anche con la Francia e la [[Spagna]]<ref name="naviint">{{cita web|url=http://www.sardegnamobilita.it/index.php?xsl=1058&s=33&v=9&c=6664&es=6603&na=1&n=100&esp=1|titolo=Collegamenti internazionali|sito=Sardegnamobilità.it|editore=Regione Autonoma della Sardegna|accesso=3 settembre 2014}}</ref>. I porti di partenza dal resto d'Italia sono: [[Civitavecchia]], [[Genova]], [[Livorno]], [[Piombino]], [[Napoli]], [[Palermo]] e [[Trapani]]<ref name="navicont" />. I porti di collegamento con la Corsica sono: [[Ajaccio]], [[Bonifacio (Francia)|Bonifacio]] e [[Propriano]]<ref name="naviint" />. La Francia continentale è collegata tramite i porti di [[Tolone]] e [[Marsiglia]]<ref name="naviint" />, la [[Spagna]] con lo scalo di [[Barcellona]]<ref name="naviint" />. I porti di arrivo sono: [[Arbatax]], [[Cagliari]], [[Golfo Aranci]], [[Olbia]] e [[Porto Torres]]<ref name="navicont" />, più [[Santa Teresa di Gallura]] per la [[Corsica]]<ref name="naviint" />. Le compagnie di navigazione che garantiscono i servizi verso l'isola sono<ref name="navicont" /><ref name="naviint" />: [[Tirrenia di Navigazione|Tirrenia]], [[Moby Lines]], [[corsica ferries-sardinia ferries]], [[Grandi Navi Veloci]], [[Grimaldi Lines]] e le francesi [[Société nationale maritime Corse Méditerranée|Sncm]] e [[Compagnie méridionale de navigation|CMN]]. La compagnia regionale [[Saremar]] collega le isole di [[La Maddalena]] con [[Palau (Italia)|Palau]], l'isola di [[Carloforte|San Pietro]] con i porti di [[Portovesme]] e [[Calasetta]]<ref name="navimin">{{cita web|url=http://www.sardegnamobilita.it/index.php?xsl=1058&s=33&v=9&c=6666&es=6603&na=1&n=100|titolo=Collegamenti con le isole minori|sito=Sardegnamobilità.it|editore=Regione Autonoma della Sardegna|accesso=3 settembre 2014}}</ref>, e la [[Corsica]] tra [[Santa Teresa di Gallura]] e [[Bonifacio (Francia)|Bonifacio]]<ref name="naviint" />. Alcune di queste relazioni sono coperte anche da altri vettori<ref>{{cita web|url=http://www.sardegnamobilita.it/index.php?xsl=1033&s=118520&v=2&c=6666|titolo=Isola di San Pietro (porto di Carloforte)|sito=Sardegnamobilità.it|editore=Regione Autonoma della Sardegna|accesso=3 settembre 2014}}</ref><ref>{{cita web|url=http://www.sardegnamobilita.it/index.php?xsl=1033&s=118519&v=2&c=6666|titolo=Isola di La Maddalena|sito=Sardegnamobilità.it|editore=Regione Autonoma della Sardegna|accesso=3 settembre 2014}}</ref>, quali [[NGI]], [[EneRmaR]] e [[Delcomar]] (quest'ultima unica compagnia a collegare l'[[isola dell'Asinara]] con Porto Torres<ref>{{cita web|url=http://www.sardegnamobilita.it/index.php?xsl=1033&s=118518&v=2&c=6666|titolo=Isola dell'Asinara|sito=Sardegnamobilità.it|editore=Regione Autonoma della Sardegna|accesso=3 settembre 2014}}</ref>).

=== Trasporti aerei ===
{{Vedi anche|Sardegna (trasporto aereo)}}
Tre aeroporti internazionali ([[Aeroporto di Alghero-Fertilia|Alghero-Fertilia]], [[Aeroporto di Olbia-Costa Smeralda|Olbia-Costa Smeralda]], [[Aeroporto di Cagliari-Elmas|Cagliari-Elmas]]) smistano il traffico in arrivo e in partenza verso le principali città italiane e svariate destinazioni europee, quali il [[Regno Unito]], la [[Scandinavia]], la [[Spagna]] e la [[Germania]], mentre due sono gli aeroporti regionali<ref>{{cita web|url=http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_274_20100323132152.pdf|titolo=Deliberazione ufficiale 4/6 2.2.2010|editore=Regione Autonoma della Sardegna|data=2 febbraio 2010|formato=pdf|accesso=29 ottobre 2013|pagine=1}}</ref>, quelli di [[Aeroporto di Oristano-Fenosu|Oristano-Fenosu]] e [[Aeroporto di Tortolì-Arbatax|Tortolì-Arbatax]], e uno quello militare, quello di [[Aeroporto di Decimomannu|Cagliari-Decimomannu]] Pochi anni dopo di rilievo fu la nascita della [[Costa Smeralda]], benché avente come target una clientela [[Élite (sociologia)|élitaria]]. A queste iniziative seguirono una miriade di altri insediamenti sia nella zona che nel resto della Sardegna, che resero il turismo uno dei settori trainanti dell'economia isolana.

Negli anni l'offerta turistica si è in parte modificata, orientandosi verso la diversificazione e la destagionalizzazione cercando di interessare anche le zone interne e di valorizzare la cultura, l'arte e l'archeologia<ref>{{cita web|nome= Regione|cognome= Sardegna|coautori=Assessorato al Turismo|url= http://www.sardegnaturismo.it/offerta/|titolo= I mille volti di un'isola|accesso=2 marzo 2011|sito= www.regione.sardegna.it|editore= Regione Sardegna}}</ref>, il turismo equestre, l'escursionismo, il [[birdwatching]], la [[Vela (sport)|vela]], il [[free climbing]]<ref>{{cita web|nome= Sardegna|cognome= Digital Library|url= http://www.sardegnadigitallibrary.it/immagine/sport.html|titolo= Sport|accesso=2 marzo 2011|sito= www.sardegnadigitallibrary.it|editore= Regione Sardegna}}</ref>.

=== Trasporti e comunicazioni ===
Per contrastare efficacemente gli effetti dell'insularità, è stata sviluppata nel tempo una buona rete di servizi e di impianti portuali ed aeroportuali. Ben distribuiti nel territorio queste strutture collegano l'isola al continente italiano ed europeo per mezzo di linee aeree e tramite navi che partono dai porti più importanti. Durante la stagione turistica, il traffico lungo tutte le vie di comunicazione e nelle stazioni marittime, aumenta in modo considerevole e gli spostamenti nelle località interne richiedono tempo. Le strade sono spesso ricche di tornanti e panoramiche (a parte le principali direttrici), con curve e saliscendi a secondo l'[[orografia]] del territorio: andare piano è d'obbligo.

Il servizio regionale di trasporti pubblico [[ARST]] (Azienda Regionale Sarda Trasporti) collega tramite autobus la totalità dei comuni con almeno una corsa giornaliera, ed è presente negli aeroporti e nei porti in coincidenza con l'arrivo degli aerei e dei [[Traghetto|traghetti]]. Le località più isolate sono invece servite da compagnie private. Nelle città di Alghero, Cagliari (con tutta l'area metropolitana), Carbonia, Iglesias, Macomer, Nuoro, Olbia, Oristano, Porto Torres, Quartu Sant'Elena, Sassari e Selargius sono presenti sistemi di trasporto pubblico urbano<ref>{{cita web|nome= Sardegna|cognome= Turismo|url= http://www.sardegnaturismo.it/documenti/1_26_20060630113951.pdf|titolo= In sardegna con i mezzi pubblici|accesso=2 marzo 2011|formato= PDF|sito= www.sardegnaturismo.it|editore= Regione Sardegna}}</ref><ref>{{cita web|url=http://arst.sardegna.it/orari_e_autolinee/servizi_urbani.html|titolo=Servizi urbani TPL (Trasporto Pubblico Locale)|opera=ARST.it|editore=[[ARST]]|accesso=13 giugno 2014}}</ref>.

[[File:Cagliari porto.jpg|miniatura|Traghetto in arrivo al [[porto di Cagliari]]]]

=== Trasporti marittimi ===
Tramite moderne stazioni marittime e traghetti, la Sardegna è collegata con i più importanti porti italiani del mar Tirreno e del mar Ligure<ref name="navicont">{{cita web|url=http://www.sardegnamobilita.it/index.php?xsl=1058&s=33&v=9&c=6664&es=6603&na=1&n=100&esp=1|titolo=Collegamenti nazionali|sito=Sardegnamobilità.it|editore=Regione Autonoma della Sardegna|accesso=3 settembre 2014}}</ref>, ma anche con la Francia e la [[Spagna]]<ref name="naviint">{{cita web|url=http://www.sardegnamobilita.it/index.php?xsl=1058&s=33&v=9&c=6664&es=6603&na=1&n=100&esp=1|titolo=Collegamenti internazionali|sito=Sardegnamobilità.it|editore=Regione Autonoma della Sardegna|accesso=3 settembre 2014}}</ref>. I porti di partenza dal resto d'Italia sono: [[Civitavecchia]], [[Genova]], [[Livorno]], [[Piombino]], [[Napoli]], [[Palermo]] e [[Trapani]]<ref name="navicont" />. I porti di collegamento con la Corsica sono: [[Ajaccio]], [[Bonifacio (Francia)|Bonifacio]] e [[Propriano]]<ref name="naviint" />. La Francia continentale è collegata tramite i porti di [[Tolone]] e [[Marsiglia]]<ref name="naviint" />, la [[Spagna]] con lo scalo di [[Barcellona]]<ref name="naviint" />. I porti di arrivo sono: [[Arbatax]], [[Cagliari]], [[Golfo Aranci]], [[Olbia]] e [[Porto Torres]]<ref name="navicont" />, più [[Santa Teresa di Gallura]] per la [[Corsica]]<ref name="naviint" />. Le compagnie di navigazione che garantiscono i servizi verso l'isola sono<ref name="navicont" /><ref name="naviint" />: [[Tirrenia di Navigazione|Tirrenia]], [[Moby Lines]], [[corsica ferries-sardinia ferries]], [[Grandi Navi Veloci]], [[Grimaldi Lines]] e le francesi [[Société nationale maritime Corse Méditerranée|Sncm]] e [[Compagnie méridionale de navigation|CMN]]. La compagnia regionale [[Saremar]] e altri armatori (quali [[NGI]], [[EneRmaR]] e [[Delcomar]]) collegano infine la Sardegna con alcune delle sue isole minori<ref name="navimin">{{cita web|url=http://www.sardegnamobilita.it/index.php?xsl=1058&s=33&v=9&c=6666&es=6603&na=1&n=100|titolo=Collegamenti con le isole minori|sito=Sardegnamobilità.it|editore=Regione Autonoma della Sardegna|accesso=3 settembre 2014}}</ref> e con la [[Corsica]]<ref name="naviint" />.

=== Trasporti aerei ===
{{Vedi anche|Sardegna (trasporto aereo)}}
Tre aeroporti internazionali ([[Aeroporto di Alghero-Fertilia|Alghero-Fertilia]], [[Aeroporto di Olbia-Costa Smeralda|Olbia-Costa Smeralda]], [[Aeroporto di Cagliari-Elmas|Cagliari-Elmas]]) smistano il traffico in arrivo e in partenza verso le principali città italiane e svariate destinazioni europee, quali il [[Regno Unito]], la [[Scandinavia]], la [[Spagna]] e la [[Germania]], mentre due sono gli aeroporti regionali<ref>{{cita web|url=http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_274_20100323132152.pdf|titolo=Deliberazione ufficiale 4/6 2.2.2010|editore=Regione Autonoma della Sardegna|data=2 febbraio 2010|formato=pdf|accesso=29 ottobre 2013|pagine=1}}</ref>. Le principali compagnie aeree italiane attive in Sardegna sono [[Meridiana (compagnia aerea)|Meridiana]], con base a Olbia (ex [[Alisarda]] fondata nel 1963 dal principe [[Aga Khan]] Karīm al-Hussaynī), [[Alitalia]] e [[Air Dolomiti]]. Tra le compagnie straniere figurano alcune [[low cost]] come [[Ryanair]] (compagnia irlandese con basi ad Alghero e Cagliari), [[EasyJet]], [[Tui Fly]] e [[Air Berlin]].

(contracted; show full)no note della Sardegna attirano ogni anno un discreto movimento di turismo ferroviario lungo queste linee<ref>{{cita web|nome= Osvaldo|cognome= Bevilacqua|url= http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&s=17&v=9&c=4460&id=330891|titolo= Yes Italia, Mandas il treno di D. H. Lawrence|accesso=2 marzo 2011|formato= Video|sito= www.sardegnadigitallibrary.it|editore= NewCo Rai International}}</ref>.

=== Rete stradale ===
{{Vedi anche|:Categoria:Strade della Sardegna}}
La 
rete stradale intera è sviluppata ed in via di ampliamento. Essendo la Sardegna è l'unica regione italiana priva di [[Autostrada|autostrade]], ne fa le veci la rete di [[superstrada|superstrade]] costruite fra i principali centri, completamente pubbliche e gratuite, arterie da cui si diramano poi strade secondarie verso tutte le località. La superstrada ''[[Strada statale 131 Carlo Felice|SS 131 Carlo Felice]]'' [[File:Strada Statale 131 Italia.svg|35px|link=Strada statale 131 Carlo Felice]] [[File:Italian traffic signs - strada europea 25.svg|25px|link=Strada eu(contracted; show full){{Mar Mediterraneo}}
{{portale|isole|Sardegna}}
{{vetrina|15|7|2006|Wikipedia:Vetrina/Segnalazioni/Sardegna|Italia}}

[[Categoria:Sardegna| ]]
[[Categoria:Isole del mar Mediterraneo]]

{{link AdQ|fr}}