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{{libro
|titolo = La realtà in trasparenza
|titoloalfa = Realta in trasparenza
|titoloorig = The Letters of J. R. R. Tolkien
|autore = [[John Ronald Reuel Tolkien]]
|annoorig = 1981
|lingua = en
|genere = epistolario
(contracted; show full)Citazione|stupido spreco della guerra, non solo materiale, ma morale e spirituale, così difficile da sopportare.}} È assai importante perché documenta lo spirito con cui Tolkien affronta le difficoltà di queste circostanze, di come si riscatti dal {{Citazione|pensiero della quantità della miseria umana che esiste in tutto il mondo in questo momento: i milioni di persone divise, angosciate, che sprecano giornate inutilmente — senza contare la tortura, il dolore, la morte, le perdite, l'ingiustizia.}} P
oi prosegue con un'immagine tratta dalle vicende della [[Terra di Mezzo]]: {{Citazione|Se l'angoscia si potesse vedere, quasi tutto questo mondo ottenebrato sarebbe avvolto da una nuvola densa di vapore scuro, nascosto agli occhi stupiti del cielo!}} Il fatto che Tolkien usi queste parole è conferma di quanto la scrittura del ''Signore degli Anelli'' coinvolga tutta la persona dell'autore; egli non può che paragonare la vicenda di [[Samvise Gamgee|Sam]] e [[Frodo Baggins|Frodo(contracted; show full)e cioè il punto di vista di Dio e di chi si affida alla sua grazia): {{Citazione|Ma c'è ancora qualche speranza che le cose per noi possano migliorare, anche sul piano temporale, per grazia di Dio. [...] E tu sei stato per me un dono così speciale, in un periodo di disperazione e di sofferenza mentale, e il tuo amore, che si è schiuso subito non appena sei nato, mi ha fatto capire, a chiare lettere, che io avrò sempre motivo di consolazione grazie alla certezza che non c'è fine a tutto questo.}}


*'''Lettera 66: 6 maggio [[1944]] a Christopher Tolkien'''
Questa lettera comincia a chiarire la natura del palpitante "realismo delle storie fantastiche" che fa del ''Signore degli Anelli'' e del ''Silmarillion'' due penetranti affondi nella realtà. Un commento alla situazione storica è affidato ad un paragone con le vicende della [[Guerra dell'Anello]]: {{Citazione|Perché noi stiamo tentando di conquistare Sauron utilizz(contracted; show full)

*'''Lettera 78: 12 agosto [[1944]] a Christopher Tolkien'''
Un utile richiamo a pesare sempre il paragone fra le realtà della [[Terra di Mezzo]] e quelle esistenti: {{Citazione|[[Uruk-hai]] è solo un parto dell'immaginazione. Non ci sono veri Uruk, cioè gente resa cattiva per volontà del loro creatore; e non c'è molta gente così corrotta da non poter essere redenta.}} Continua 
poi accusando una fatica: {{Citazione|Sono assolutamente a corto di ispirazione per quanto riguarda l'Anello e sono fermo allo stesso punto di questa primavera, con tutta l'inerzia da superare. Che sollievo sarebbe riuscire a finirlo}}

*'''Lettera 79: 22 agosto [[1944]] a Christopher Tolkien'''
(contracted; show full)
 
La lettera prosegue concentrandosi sulla scena del fallimento di [[Frodo Baggins|Frodo]] dove tutto lo spirito religioso dell'opera si compie, e infatti l'autore spiega quello che accade sul [[monte Fato]] appellandosi alle ultime tre domande del Padre Nostro; {{Citazione|La catastrofe esemplifica (per un aspetto) le parole familiari: 'Perdona i nostri nemici come noi perdoniamo chi ci ha offeso. Non indurci in tentazione ma liberaci dal male". Continua 
poi Tolkien: "'Non indurci in tentazione etc...' è la richiesta più dura e meno considerata. L'idea all'interno della mia storia è che ci sono situazioni anormali in cui uno può trovarsi."}} In queste situazioni {{Citazione|il bene del mondo dipende dal comportamento di un individuo in circostanze che gli richiedono sofferenza e sopportazione oltre la norma. Frodo si trovò in una situazione sacrificale: era "votato al fallimento".}}

(contracted; show full)e {{Citazione|Naturalmente [...] sono solamente due diversi aspetti dell'umanità, e rappresentano il problema della morte così come viene vista da persone finite ma consapevoli e di buona volontà. [...] Gli [[Elfo|Elfi]] rappresentano l'aspetto artistico, estetico e puramente scientifico della natura umana ad un livello più elevato di quanto non si trovi negli uomini. Cioè: hanno un [[amore]] infinito nei confronti del mondo fisico ed il desiderio di capirlo per la propria ed altrui salvezza.}}


Prosegue poi l'Autore: {{Citazione|Gli Elfi affrontano il ciclo nato dal male del mondo con il fardello dell'[[immortalità]], direi molto adeguato alla natura 'scientifica' delle loro menti. Così sono predisposti a compiere un errore fondamentale: essi diventano 'imbalsamatori', ovvero "tentare di fermare i cambiamenti e la storia, di fermare la sua crescita, considerarla un luogo di delizie, anche se in gran parte deserta, dove potevano essere gli 'artisti' -e contemporaneam(contracted; show full)==Bibliografia==
*[[John Ronald Reuel Tolkien|J.R.R. Tolkien]], ''Lo Hobbit annotato'', note al testo di Douglas A. Anderson, Rusconi Editore, Milano, 1991.

{{Portale|Tolkien}}

[[Categoria:Saggi di J. R. R. Tolkien]]
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[[Categoria:Libri di memorie britannici]]