Difference between revisions 88728202 and 88728397 on itwiki{{Divisione amministrativa | Nome=Palazzo San Gervasio | Panorama= | Didascalia= | Bandiera=Palazzo San Gervasio-Gonfalone.png | Voce bandiera= | Stemma=Palazzo_San_Gervasio-Stemma.png | Stato=ITA (contracted; show full)e produsse documenti falsi per accaparrarsi la colonia sui Casaleni e sui Castellani, nonché l'uso civico su altre contrade nel bosco, causò gravissimi disagi alla popolazione per trent'anni, mettendone in pericolo la sopravvivenza. Per far fronte alla drammatica situazione furono occupate le terre del latifondo con la violenza e dolosamente incendiate dai palazzesi esasperati. == Monumenti e luoghi d'interesse == === Architetture religiose === * Chiesa madre di "San Nicola" del [[XIX sec.olo]] in stile romanico pugliese. Documenti attestano la sua esistenza già nel 1551. La chiesa è in tufo, a tre navate con la facciata a frontone due spioventi laterali. Il tutto adornato da tre rosoni. L'interno è a tre navate divise da colonne con capitelli in stile corinzio. Al suo interno vi sono statue lignee del XVI secolo e di [[cartapesta]] dei maestri cartapestai di [[Lecce]]. La chiesa fu ricostruita dopo il crollo della stessa verificatosi il 18 ottobre 1921. * Chiesa di "San Rocco" risalente al 1753, fatta costruire dalla famiglia Lacci e poi finita alla famiglia d'Errico. È a pianta ellittica con facciata curvilinea in cui si apre il portale a timpano spezzato. A navata unica, con due cappelle laterali, la chiesa accoglie l'altare in marmo policromo ad intarsio su cui è posta la statua di San Rocco, ad opera dello scultore potentino Michele bBusciolano. Nel corso del tempo la chiesa è stata trasformata in cappella di famiglia in cui si trovano i monumenti funebri della famiglia d'Errico. * Chiesa del "Santissimo Crocifisso" del 1500, a tre navate in stile romanico. Costruita a ridosso delle abitazioni a cui è collegata tramite un arco ribassato, che permette il passaggio nel cortile della chiesa. Presenta un facciata semplice che si rifà al romanico con la particolarità di un portale centrale in pietra lavorata. * Chiesa di "San Sebastiano", risalente al XVII sec.olo è situata a ridosso delle abitazioni, lungo il corso principale. La facciata si presenta di forma rettangolare con il portale in pietra in stile tardo-rinascimentale, chiuso nella parte superiore da elementi decorativi costituiti da racemi e foglie. La chiesa è a navata unica con tre nicchioni laterali per lato, con volta tutto sesto. Al suo interno è ancora possibile ammirare un maestoso organo a mantice. * Chiesa del Rosario (XVII secolo) * Santuario della Madonna di Francavilla, situato nel bosco e costruito sulla chiesetta di S.anta Maria di Sala. * Chiesa del Purgatorio o Anime Purganti, costruita sui resti di una cappella della prima metà del '700. === Architetture civili === Percorrendo le vie del paese si possono ammirare vari palazzi come ''Palazzo Mancinelli, Palazzo Lancellotti'' con la cappella di famiglia, ''Palazzo Pizzuti'' e ''Palazzo D'Errico'' che costruito intorno al 1800, conserva interessanti affreschi e dipinti. (contracted; show full) Intorno e vicino all'ostello vennero costruite di poi delle casette per il personale dipendente, le quali cominciarono a formare quel rione che si chiamò Santo Spirito e che aveva al suo centro una chiesetta, non più esistente sin dalla fine del Cinquecento, costruita probabilmente, ad opera di devoti lombardi, al servizio dei Normanni (altrimenti non si riuscirebbe a spiegare l'intitolazione della chiesa, nel bel sud d'Italia, a martiri cristiani del nord) dedicata ed intitolata ad uno dei santi martiri del cristianesimo: Gervasio fratello gemello di Protasio, di cui si parla in due B[[bolla pontificia|bolle pontificie]] di [[Papa Pasquale II|Pasquale II]] (1099-1118): datata, dal [[Laterano]], la prima, 22.5. maggio [[1103]], in cui si accenna all'esistenza di detta Cchiesa: «Ecclesiam Sanctorum martyrum Gervasii et Protasii in Bandusino fonte apud Venusiam»; la seconda, datata da [[Albano il 16.6.Laziale|Albano]] il 16 giugno [[1106]], in cui si pone la stessa alle dipendenze dell'A[[arcidiocesi di Acerenza|arcivescovo di Acerenza]]. L'imperatore [[Federico IlI di Svevia|Federico II]] fece riattare il castello che gli doveva servire prima come luogo di caccia — che era il suo hobby preferito — e dopo come posto ideale — a causa dei ricchi pascoli ivi esistenti — per l'allevamento della razza dei cavalli, cosiddetti murgesi, allora molto richiesti, e specie quella dei cavalli arabi che l'augusto sovrano, tra le altre, preferiva. In queste scuderie venivano anche selezionati, a cura di un ''magister aratiarum'', i superbi stalloni di razza reale che facevano spicco durante i fastosi cortei imperiali. Ma il castello fu più frequentato e divenne molto più celebre al tempo di re [[Manfredi di Sicilia|Manfredi]] (1232-1266), figlio naturale di Federico II e di Bianca, il quale, dopo la vittoria conseguita durante la [[Manfredi di Sicilia#Lo scontro con il papato|battaglia di Foggia]], nell'estate del 1255, vi soggiornò a lungo. Infatti il valoroso principe, ancora ventitreenne, in quel castello, dopo la suddetta vittoria sull'esercito pontificio comandato dal cardinale di [[Santa Maria in Lata, Via Lata (diaconia)|Santa Maria in Via Lata]], [[Ottaviano degli Ubaldini]], legato del [[papa Alessandro IV]] (1254-1261) e considerato a torto dalla 'opinione pubblica del tempo come il traditore della causa [[guelfi|guelfa]] per aver stipulato, dopo la sconfitta di Foggia, un trattato con Manfredi in cui egli assecondava i disegni del principe a discapito della causa pontificia (la logica delle cose vuole, però, che chi perde deve sottostare alle proposte del vincitore, pena la ripresa delle ostilità che il Cardinale in quel momento non era in grado, in nessun modo, di affrontare), si ritirò con il suo seguito per ristorarsi dalle fatiche della guerra. Il luogo, d'altronde, era ameno per la salubrità dell'aria e per la copiosità delle acque limpide e salutari e ''venationibus delectabilem'' — secondo quanto scrive il cronista [[Historia de rebus gestis Frederici II imperatoris|Jamsilla]], ma, tra i sollazzi della caccia al [[cinghiale]], al cervo e al daino e i refrigeri del bosco33 vicino, il giovane principe, ''aliquantum aegrotavit'', si ammalò molto probabilmente di broncopolmonite tanto che fu prossimo alla morte. ==== Pinacoteca e Biblioteca "Camillo d'Errico" ==== Il 2 novembre 1897, due giorni dopo la sua morte, Camillo d'Errico lasciava alla comunità di Palazzo San Gervasio la più grande raccolta d'arte privata del Meridione: 298 tele del XVII e XVIII sec.olo, 500 stampe dello stesso periodo, 8.000 volumi della sua biblioteca (alcune serie uniche al mondo), più due palazzi prospicienti, alla collettività di questo paese. Camillo d'Errico fu uno dei più illuminati esponenti della sua famiglia, di nobili e antiche origini, proveniente da [[San Chirico Raparo|San Chirico]] nel Lagonegrese. Sindaco di Palazzo nel periodo postunitario, favorì il miglioramento delle condizioni di vita dei suoi concittadini con una serie di provvedimenti: introdusse l'illuminazione elettrica (uno dei primi comuni del Sud a esserne dotato); sistemò le strade; ampliò il cimitero; fondò una biblioteca comunale nel 1893. Camillo d'Errico non fu, però, soltanto un brillante amministratore, ma è soprattutto un cultore dell'arte e del sapere. La grande raccolta dei dipinti da lui allestita si arricchiva di quadri provenienti sia dal Castello di Palazzo “Palatium Regium” sia da Napoli. La sua pinacoteca annovera tele tra cui opere della scuola napoletana di [[Salvator Rosa, ]], [[Massimo Stanzioni, ]], [[Luca Giordano, ]], [[Micco Spadaro]]; della scuola romana di [[Guido Reni, ]], [[Carlo Dolci, ]], [[Carlo Maratta]]; della scuola bolognese del [[Guercino]] e i fratelli [[Agostino e Carracci|Agostino]] e [[Annibale Carracci]]; della scuola fiamminga di [[Antoon van Dyck|Antonio Vvan Diyck, ]], [[Pieter Brueghel il Vecchio, ]], [[Pieter Snayers]]; della scuola spagnola di [[Diego Velázquez|Diego Rodriíguez de Silva y Velászquez]] e j[[José de Ribera]] detto lo Spagnoletto. Non mancano, infine, dipinti delle scuole francese e tedesca. La biblioteca contiene circa 8.000 volumi, fra cui stampe e cronache antiche, testi letterari, giuridici e storici, appunti sulla storia delle chiese presi; le carte di famiglia ordinate in un archivio ricchissimo. Nel 1939, adducendo ragioni di sicurezza, con legge n.1082 del 13 luglio 1939 cui seguiva Regolamento di esecuzione (R.D. 2 ottobre 1940, n.1588) l'allora Ministero dell'Educazione Nazionale, Giuseppe Bottai, disponeva lo spostamento dell'ingente patrimonio nella città di [[Matera.]].⏎ Dopo che l'amministrazione comunale di Palazzo San Gervasio, ha completato i lavori di restauro di palazzo d'Errico, dal 2003, ad opera del MIBAC e dell'ente morale Camillo d'Errico, si organizzano mostre tematiche con opere appartenenti alla collezione medesima. Il 5 marzo 2008 l'Ente Morale Camillo d'Errico aderisce alla [[Fondazione Euromediterranea per il dialogo interculturale|Fondazione Euromediterranea]] [[Anna Lindh]] per il “[[Dialogo tra culture|Dialogo tra le Culture]]”, con sede nelle biblioteche Alessandrine in Egitto. Questo primo grande riconoscimento dà lustro non solo a Palazzo San Gervasio ma a tutta la regione Basilicata, il C.d.A. dell'ente morale apre le porte non solo all'Italia, ma a tutto il bacino euro mediterraneo per far visionare il proprio patrimonio artistico nel circuito culturale europeo. Il 24 novembre 2008 il Consiglio Regionale della Basilicata approva all'unanimità la L.R. 29/08, sulle "Norme per la valorizzazione della biblioteca e pinacoteca Camillo d'Errico". ⏎ ⏎ Dal 18 luglio 2013 al 20 ottobre 2013, l'ente morale è la soprintendenza ai beni artistici della Basilicata hanno organizzato la mostra di "Capolavori del settecento napoletano"; dal 10 aprile 2014 a tutt'oggi presso palazzo d'Errico è visitabile la mostra con reperti archeologici risalenti al IV secolo a.C. di popolazioni Sannite "I Guerrieri di Palazzo", organizzata dalla soprintendenza ai beni archeologici della Basilicata; Dal 30 giugno 2014 al 30 aprile 2015 presso la(contracted; show full)* www.pinacotecaderrico.it * http://www.palazzosangervasio.net/ {{Provincia di Potenza}} {{Controllo di autorità}} {{Portale|Basilicata}} [[Categoria:Comuni della provincia di Potenza]] All content in the above text box is licensed under the Creative Commons Attribution-ShareAlike license Version 4 and was originally sourced from https://it.wikipedia.org/w/index.php?diff=prev&oldid=88728397.
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