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{{Divisione amministrativa
|Nome=Santeramo in Colle
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Nel 1374 il Casale divenne centro autonomo, e prese il nome di CASTRUM SANCTI HERASMI o TERRA SANCTI HERASMI.

=== Storia moderna ===
Nel 1410 re Ladislao vendette il Castrum a Buccio dei Tolomei di Siena, suo capitano. Santeramo divenne un feudo e tale rimase fino al 1806, data di cessazione del feudalesimo. Dal 1410 al 1468 fu possedimento dei Tolomei, dal 1468 al 1618 dei Carafa, dal 1618 al 1806 dei Caracciolo.

=== Storia contemporanea ===

Santeramo fu città filoborbonica nel periodo 1799. 
Nel 1809 I francesi s'impegnano attivamente nella lotta al brigantaggio, ma spesso furono degli innocenti a pagare: i cinque fratelli Fiore di Santeramo in Colle che transitavano da Acquaviva furono fermati per sospetti briganti e fucilati nella pubblica piazza senza ulteriori accertamenti. 
L'annessione al [[Regno d'Italia]] avvenne nel [[1860]] e segui le vicende storiche del resto della nazione.

Durante la [[seconda guerra mondiale]], divenne sede di importanti depositi di materiale bellico, acquisendo una notevole importanza strategica. 

=== Origine del nome ===
	
Il nome moderno e il sostitutivo del nome antico ''[[Lupatia]]''. 
(contracted; show full)* [[Mario Rosini]],  musicista e cantante italiano 
* [[Angelo Stano]], fumettista italiano
* [[Antonio Paradiso]], scultore italiano

===Eventi===
* ''Festa patronale di Sant'Erasmo'', 2 giugno


== Geografia antropica ==
=== Urbanistica ===
{{Vedi anche|Vicende urbanistiche di Santeramo}}
==== Origine ====
Tra il [[1000]] e il [[1500]] il [[borgo antico]] era contenuto all'interno di una zona delimitata da via Sant'Eligio, Giardino Giandomenico, via Sant'Antonio, via Carmine ed era dotato di fossato, mura, due torri e due porte, quella del Castello e quella del Lago. Si presume che delle due torri una sia ancora esistente (inglobata all'interno del Palazzo Colonna), e che la seconda fosse localizzata in via Piazzolla in continuità con il palazzo Marchesale. In questo periodo insistevano su tutto il territorio, oltre alla Chiesa principale di S. Erasmo (odierna Chiesa del Carmine), diverse cappelle: la cappella di Santa Maria de Insula, la cappella di Santa Caterina, la cappella di Sant'Antonio Abate, la cappella di San Giovanni, la cappella di San Lorenzo, la cappella di Sant' Eligio, la cappella del Purgatorio, la cappella di San Domenico. Di queste soltanto le ultime tre sono tuttora esistenti. Le cappelle di Sant'Eligio e del Purgatorio sono all'interno del borgo antico, mentre quella di San Domenico si trova al di fuori delle mura, in direzione Laterza.

==== Medioevo ====
 Nel 1576, con la costruzione del Palazzo Marchesale ('Castello') da parte di Ottavio Carafa, vi fu un nuovo impulso allo sviluppo urbanistico del centro abitato, che si estese nel Borgo di Casalnuovo (nell'area di Via S. Antonio) e in quello della Chiesa Lama (alle spalle dell'odierna Chiesa di S. Erasmo). Quest'ultima venne ingrandita a partire dagli inizi del '700 per diventare la Chiesa Madre.

Nella seconda metà del '600, grazie alla fondazione del Convento dei Padri Riformati, avvenuta sulle rovine di una preesistente cappella dedicata a San Rocco, si sviluppò il primo Rione di San Rocco. Quest'area divenne una delle principali direttrici di sviluppo dell'abitato, non soltanto grazie alla presenza del convento ma anche per quella di una cappella, già annoverata fra i possedimenti del monastero di Sant'Erasmo nel 1193, e dedicata a S. Efrem Siro, il cui culto appartiene alla tradizione santermana da secoli. Di tale cappella, che era ricavata in una grotta, rimane ben poco, essendo stata demolita nel 1889 per far posto all'attuale chiesa della Pietà.

==== Epoca moderna ====
Tra il '600 e il '700 le famiglie legate al marchese Caracciolo fondarono i propri "Palatium": nacquero così Palazzo Sava, Palazzo De Laurentiis, Palazzo Netti, Palazzo Giandomenico, Palazzo Colonna. Contemporaneamente sorsero le prime "aedes" o case palazziate. Nella seconda metà del '700 continuò l'espansione nella direzione del Convento, oltre la Porta di San Rocco, e nacque il Rione Santa Lucia. Per il continuo aumento della popolazione il marchese donò alle giovani coppie il suolo che si estendeva vicino la Porta Nuova di via Laterza, destinato a vigna, con l'obbligo di costruire nuove abitazioni. Si edificò così il Borgo della Vigna del Signore. Le abitazioni che sorsero in questo borgo sono caratterizzate da scale esterne che conducono al piano superiore e terminano con delle loggette: i cosiddetti "uavi", la cui costruzione venne vietata a partire dal 1844 per motivi di igiene, di allineamento dei profili stradali e per evitare indebite occupazioni di suolo pubblico.
Fra il 1829 e il 1833 vennero abbattute le Porte di San Giuseppe, del Lago e la Porticina di via Gioia, per fare spazio a nuove abitazioni, dal momento che la cittadina continuava la sua crescita demografica. L'ulteriore fabbisogno abitativo venne soddisfatto grazie all'urbanizzazione di parte del suolo di proprietà della chiesa e di privati. Venne diviso in isole rettangolari secondo una maglia tipicamente ottocentesca, dando vita al Borgo del Capitolo (alle spalle dell'odierno ospedale): gli edifici consistono di due piani, il primo dei quali era adibito a stalla, il secondo ad abitazione. Quest'area era limitrofa a quella paludosa ("Abbàsce 'o Läie"), che venne bonificata nel 1833 per creare uno spiazzale, il Largo della Fiera, divenuto oggi Piazza Di Vagno.

==== Epoca contemporanea ====
Tra la seconda metà e la fine dell'800 l'abitato si estese nel Borgo Rizzi, alle spalle del Borgo della Chiesa Lama, nel Borgo di San Vito, a destra di via dell'Amarena, e nel Borgo della Chiesa Nuova (Chiesa del Sacro Cuore). Nello stesso periodo sorsero il nuovo Palazzo Municipale, in quello che veniva denominato il Largo Dell'Erba, e l'Ospedale Monte Iacoviello. Al 1886 risale una delibera comunale per l'abbattimento di alcuni tratti di mura (forse in via Palombaio). Alla fine dell'800 vennero costruiti l'edificio scolastico Umberto I, il Palazzo Di Santo, la Chiesa Nuova dei Missionari del Preziosissimo Sangue (intorno a cui si svilupperà il Borgo Santoro), l'Orfanotrofio Calabrese, la stazione ferroviaria della linea Rocchetta S. Antonio - Gioia.

Nel 1927 avvenne lo sventramento del Rione Chiancone all'interno del centro storico e la conseguente urbanizzazione di parte dell'estramurale, odierna Corso Italia, su cui sorgerà nel 1939 il Consorzio Agrario Provinciale.

Lo sviluppo demografico e urbanistico del [[XX secolo|Novecento]] ha portato al nuovo disegno della città moderna sovrapposta a quella antica a costo di sventramenti e demolizioni.

Oggi una nuova concezione urbanistica, per quanto tardiva, consente di programmare gli insediamenti di maggiore impatto architettonico fuori dal [[centro storico]]. 


==Economia==
Le attività agricole principali riguardano la coltivazione di uva da vino e dell'ulivo, mentre per l'allevamento Santeramo ha ovini e bovini ma soprattutto equini, {{cn|tanto è vero che Santeramo è conosciuta in tutta la zona come la "Città della carne di cavallo}}". {{cn|Definita la "Svizzera d'Italia" fino a qualche anno fa, per il bassissimo tasso di disoccupazione}}, Santeramo vanta anche il primato di "Città mondiale del salotto", in quanto hann(contracted; show full)
{{Santeramo in Colle}}
{{Comuni del Parco Nazionale dell'Alta Murgia}}
{{Provincia di Bari}}

{{Portale|Puglia}}

[[Categoria:Santeramo in Colle| ]]