Difference between revisions 121078 and 130547 on itwikiversity{{risorsa|tipo=lezione|materia1=Diritto privato}} {{importato}} I '''diritti reali di godimento''' sono [[w:diritto reale|diritti reali]] minori su cosa altrui (''iura in re aliena''). Sono detti diritti reali minori perché hanno un contenuto più ristretto rispetto alla [[w:proprietà|proprietà]]. Questi diritti gravano su beni che sono proprietà di soggetti diversi, i quali vedono limitato il proprio diritto di proprietà. Quando questo requisito (l'alt(contracted; show full) # se l<nowiki>'</nowiki>enfiteuta non adempia l<nowiki>'</nowiki>obbligo di migliorare il fondo; # se non paga due annualità di canone. Fra domanda di devoluzione ed affrancazione prevale la seconda. Una causa di estinzione dell<nowiki>'</nowiki>enfiteusi è il perimento totale del fondo (art. 963) ==L'usufrutto== {{quote|''Usus fructus est ius alienis rebus utendi fruendi salva rerum substantia''|[[w:Digesto|Digesto]] 7,1,1 - [[w:Paulus|Paulus]], libri a [[w:Vitellio|Vitellio]], 3 }} L''''usufrutto''' è un [[w:diritto reale minore|diritto reale minore]] di [[w:diritto reale di godimento su cosa altrui|godimento su cosa altrui]] regolato dagli articoli 978 e seguenti del [[w:Codice Civile|Codice Civile]], consistente nella [[w:facoltà|facoltà]] di godimento di un bene ''[[w:uti dominus|uti dominus]]'' (utilizzandolo per il proprio vantaggio, potendo percepirne anche i [[w:frutti (diritto)|frutti]]), limitata solo dal non poterne trasferire la [[w:proprietà|proprietà]] principale ed al rispetto della [[w:destinazione economica|destinazione economica]] impressavi dal proprietario. Si tratta di un [[w:diritto reale di godimento su cosa altrui|diritto reale di godimento su cosa altrui]] dal contenuto molto vasto: le facoltà dell'usufruttuario hanno infatti un'estensione che si approssima, pur senza raggiungerla, alla facoltà di godere delle cose spettante al [[w:proprietà|proprietario]], al quale residua la [[w:nuda proprietà|nuda proprietà]]. Il diritto di usufrutto è sempre temporaneo. Non può infatti durare oltre la [[w:vita|vita]] del usufruttuario o, se questo è una [[w:persona giuridica|persona giuridica]], oltre il termine di trenta anni. L'usufrutto, che viene disposto contro il proprietario, può essere costituito anche a favore di una pluralità di viventi, ed opera fra questi il [[w:diritto di accrescimento|diritto di accrescimento]], estinguendosi in questo caso l'usufrutto alla morte dell'ultimo superstite. Le spese e le imposte relative alla cosa sono ripartite tra nudo proprietario (spese per le straordinarie riparazioni ed imposte che gravano sulla proprietà) ed usufruttuario (spese per l'ordinaria manutenzione ed imposte che incombono sul reddito). Il nudo proprietario può rifiutarsi di pagare le spese straordinarie relative alla proprietà, in questo caso l`usufruttuario può decidere di coprire le incombenze e pretendere successivamente il rimborso dei beni versati per sostenere le spese straordinarie al momento della cessazione dell'usufrutto. La separazione di usufrutto e nuda proprietà è uno schema talora utilizzato nella vendita immobili. Il valore di mercato dell'immobile viene scontato di un ammontare che cresce con l'età dell'usufruttuario, poiché si prevede rispetto alla vita media un minore numero di anni in cui diventerà pieno l'esercizio dei diritti di proprietà e l'immobile sarà abitabile. In alcuni casi, è lo stesso proprietario che vende la nuda proprietà dell'immobile per disporre di un reddito integrativo (per la vecchiaia in particolare), e si tiene l'usufrutto. L'intestatario dell'immobile è certo della nuda proprietà, mentre può essere privato dell'usufrutto se non esercita i diritti ad esso legati (come la domiciliazione o l'affitto). I sindaci non hanno poteri di espropriazione forzata, ma la legge conferisce loro il potere di [[w:confisca|confisca]] degli immobili disabitati e sfitti da un periodo maggiore di 7 anni, per porre rimedio ad una situazione di caro-case e di emergenza abitativa. Il principio applicato è quello del primato della [[w:pubblica utilità|pubblica utilità]] sull'interesse privato, e in base a questo il Comune diventa l'[[w:usufruttuario|usufruttuario]] che assegna gli immobili a persone residenti, e incassa un affitto da quanti si trasferiscono ad abitare negli appartamenti confiscati. ===L'usufrutto in diritto romano=== In diritto romano, l'usufrutto nasce come diritto reale di godimento su cosa altrui (ossia come il principale fra gli [[w:iura in re aliena|iura in re aliena]], in base al quale il titolare poteva percepire i frutti della cosa e, più in generale, tutto ciò che ne rappresentava reddito normale.Il diritto aveva tipicamente ad oggetto una res fruttifera e inconsumabile. L<nowiki>'</nowiki>usufrutto in origine (III sec. a.C.) svolgeva una funzione alimentare: il testatore imponeva all<nowiki>'</nowiki>erede, mediante un ''[[w:legatum|legatum]] sinendi modo'', di lasciar percepire periodicamente i frutti di una cosa fruttifera alla vedova a cui era stato legato da [[w:matrimonium|matrimonium]] sine manu e che non poteva succedere ab intestato al marito. Nasceva così la figura dell'[[w:usufrutto uxorio|usufrutto uxorio]], che tanto spazio avrebbe trovato nel diritto successorio dei secoli seguenti. Per ovviare alla palese forzatura chi si veniva a realizzare in tal modo, si ammise in seguito che l<nowiki>'</nowiki>usufrutto potesse essere costituito [[w:mortis causa|mortis causa]] mediante legatum per vindicationem. Per la sua originaria funzione alimentare, l<nowiki>'</nowiki>usufrutto in un primo momento si poté costituire solo a favore di persone fisiche. Successivamente però, in epoca classica, si ammise che potesse esserne beneficiario anche una persona giuridica. Il [[w:giurista|giurista]] [[w:Paolo (giurista)|Paolo]] definì l<nowiki>'</nowiki>istituto come il diritto di usare e fruire della cosa altrui, facendone salva la sostanza (''ius alienis rebus utendi fruendi, salva rerum substantia''). Caratteri fondamentali dell<nowiki>'</nowiki>istituto erano: *la correlazione con la sostanza materiale della cosa e forse con la sua destinazione economica; l<nowiki>'</nowiki>usufruttuario, pertanto, non poteva mutare la destinazione del bene, né compiere atti di disposizione dello stesso; *la connessione inscindibile con la persona dell<nowiki>'</nowiki>usufruttuario; il diritto si estingueva con la [[morte]] o con la [[w:capitis deminutio|capitis deminutio]] dello stesso; *la temporaneità: l<nowiki>'</nowiki>usufrutto si estingueva a causa della morte dell<nowiki>'</nowiki>usufruttuario. Era infatti ritenuto iniquo che il nudo proprietario sopportasse a tempo indeterminato la privazione del godimento del bene in piena proprietà. A tutela dell<nowiki>'</nowiki>istituto era concessa una [[w:vindicatio ususfructus|vindicatio ususfructus]], chiamata in seguito da [[w:Giustiniano|Giustiniano]] [[w:actio confessoria servitùtis|actio confessoria servitùtis]]. Oltre che con la morte o la capitis deminutio dell<nowiki>'</nowiki>usufruttuario, l<nowiki>'</nowiki>usufrutto si estingueva per [[w:consolidatio|consolidatio]] (nel momento in cui venivano a coincidere nella stessa persona le figure dell'usufruttuario e del nudo proprietario), per [[w:remissio|remissio]] e per [[w:non usus|non usus]], modi di estinzione sostanzialmente corrispondenti a quelli previsti per la [[w:servitus|servitus]], in tutto e per tutto trasferiti nella regolazione contemporanea dell'istituto. ===Usufrutto legale e volontario=== L'art. 978 dispone che "''l'usufrutto è stabilito dalla [[w:legge|legge]] o dalla volontà dell'uomo. Può anche [[w:Acquisto|acquistarsi]] per [[w:usucapione|usucapione]]''". L'usufrutto legale ha perduto la sua importanza con la soppressione della [[w:dote|dote]] e dell'usufrutto del coniuge nelle [[w:successione legittima|successioni legittime]]: resta l'usufrutto dei genitori sui beni dei figli minorenni. In quest'ultimo caso i frutti così percepiti debbono essere destinati al mantenimento della famiglia e all'istruzione e all'educazione dei figli. L'usufrutto stabilito "per volontà dell'uomo" è quello costituito per [[w:contratto|contratto]] o [[w:testamento|testamento]]. Un'ipotesi particolare di usufrutto volontario è quella della [[w:vendita|vendita]] con riserva d'usufrutto. In tal caso si ha un unico [[w:negozio giuridico|negozio]] (e si stipula un unico [[w:contratto|contratto]]), con il quale l'alienante trasferisce la sola nuda proprietà, riservando per sé i diritti di godimento inerenti all'usufrutto. Diffuso nella pratica, è una caso particolare di cessione del bene a familiari (in genere figli, da parte dei genitori) che anche qualora disposta nella forma di [[w:compravendita|compravendita]] è qualificata d'ufficio come [[w:donazione|donazione]], per il recepimento di specifica disposizione in materia [[w:fisco|fiscale]]. Anche quando l'usufrutto si costituisce per contratto, questo esaurisce la propria funzione nella costituzione del [[w:diritto reale su cosa altrui|diritto reale su cosa altrui]]. Non c'è rapporto di corrispettività fra i diritti del nudo proprietario e quelli dell'usufruttuario. ===Diritti e doveri dell'usufruttuario=== L'usufruttuario ha diritto di conseguire il [[possesso]] dei beni (art. 982), previa redazione dell'[[w:inventario|inventario]] dei beni e previa prestazione di idonea [[w:garanzia|garanzia]], dalla quale sono però esonerati gli usufruttuari legali e l'alienante con riserva di usufrutto. Gli abusi nei quali incorra alienando i beni o deteriorandoli o lasciandoli [[w:perimento della cosa|perire]] può condurre alla estinzione anticipata dell'usufrutto (secondo il principio per il quale l'[[w:abuso|abuso]] fa perdere il diritto del quale si è abusato). Al termine dell'usufrutto l'usufruttuario dovrà restituire la cosa al proprietario, nello stato in cui si trovava quando l'ha ricevuta, salvo il deterioramento derivante dall'uso. Quando si tratta di [[w:universalità di beni mobili|universalità di beni mobili]], dovrà reintegrarla delle singole cose perite. Il criterio in base al quale giudicare il modo con il quale egli ha custodito, sarà quella dell'[[w:ordinaria diligenza del buon padre di famiglia|ordinaria diligenza del buon padre di famiglia]]. ===Il quasi-usufrutto=== L'usufrutto può avere ad oggetto [[beni consumabili|cose consumabili]] o [[beni fungibili|fungibili]]. In questo caso, solitamente definita come "''quasi-usufrutto''" l'usufruttuario dovrà restituire, al termine dell'usufrutto, il loro equivalente in quantità e qualità. In alcuni casi un usufrutto si converte in quasi-usufrutto: si trasferisce sull'[[indennità]] dovuta dal terzo che ha cagionato il perimento della cosa; si trasferisce, in caso di perimento di cosa assicurata, sull'indennità dovuta dall'assicuratore. ==L'uso== Il '''diritto reale di uso''' è un [[diritto reale minore]] di godimento su [[bene|cosa]] altrui, disciplinato, insieme al [[diritto reale di abitazione]] dagli [[s:Codice Civile - Libro Terzo/Titolo V#Art. 1021 Uso|articoli 1021 e seguenti]] del [[Codice Civile]]. Differisce dall<nowiki>'</nowiki>[[usufrutto]] per elementi qualitativi e quantitativi: * per la limitata misura della facoltà di godimento che attribuisce sulla cosa: l<nowiki>'</nowiki>usuario può servirsene, e fare propri i [[frutti (diritto)|frutti]], limitatamente ai bisogni suoi e della sua famiglia, mentre al [[proprietà|proprietario]] spettano i frutti che eccedono questa misura (art. 1021); * per le specifiche modalità del godimento consentito all<nowiki>'</nowiki>usuario, il quale può godere della cosa solo in modo diretto (non può cederla o darla in locazione, art. 1024) e fa propri solo i frutti naturali, ma non anche quelli civili. ==Diritto d'abitazione== Il '''diritto reale di abitazione''' è un [[diritto reale minore]] di godimento su [[bene|cosa]] altrui, disciplinato, insieme al [[diritto reale di uso]] dagli [[s:Codice Civile - Libro Terzo/Titolo V#Art. 1021 Uso|articoli 1021 e seguenti]] del [[Codice Civile]]. Il diritto reale di abitazione è ancora più circoscritto del [[diritto di uso]]: ha per oggetto una casa e consiste nel diritto di abitarla limitatamente ai bisogni del titolare del diritto e della sua famiglia. La disciplina codicistica non consente di cedere il diritto in parola ad altri o di dare la casa gravata in [[locazione]]. Inoltre, nel nostro ordinamento, è previsto che il diritto di abitazione venga riconosciuto sulla casa coniugale, in caso di separazione, al coniuge cui vengono affidati i figli minori o con cui convivono i figli maggiorenni, purché non autosufficienti. Il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza coniugale, spetta anche, in caso di morte di uno dei coniugi, al coniuge superstite, ed essendo considerato un legato "ex lege", si acquisisce immediatamente al momento dell'apertura della successione ereditaria.⏎ ⏎ ==Servitù== In [[diritto]] si definisce '''servitù''' (o '''servitù prediale''') un [[diritto reale minore]] di godimento su [[bene (diritto)|cosa]] altrui, consistente in “''un peso imposto sopra un fondo per l'utilità di un altro fondo appartenente a diverso proprietario''" ([[s:Codice Civile - Libro Terzo/Titolo VI#Art. 1027 Contenuto del diritto|art. 1027]] del [[codice civile]]). ===Cenni storici=== (contracted; show full)==Note== <References/> ==Bibliografia== * Massimo Paradiso. ''Corso di istituzioni di Diritto Privato'', Torino, Giappichelli, 2001. ISBN 88-348-1228-X [[Categoria:Diritto privato]] All content in the above text box is licensed under the Creative Commons Attribution-ShareAlike license Version 4 and was originally sourced from https://it.wikiversity.org/w/index.php?diff=prev&oldid=130547.
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